L'uomo verrà processato nei prossimi mesi
Per due anni ha picchiato e molestato in più occasioni la moglie “colpevole”, dopo quattro figlie femmine, di non essere riuscita a dargli un degno erede.
E’ l’agghiacciante storia andata in scena a Capaccio, comune in provincia di Salerno, tra il 2014 e il 2016. Protagonista dell’orrore un algerino di 37 anni, residente nella zona, che tra qualche mese dovrà difendersi in un aula di tribunale. Il pubblico ministero del tribunale di Salerno ha infatti chiesto al gup il rinvio a giudizio per l’uomo accusato di violenze domestiche dei confronti della moglie, anch’essa nordafricana.
Diversi e inquietanti gli episodi registrati tra il 2014 e il 2016. L’algerino ha tentato in un’occasione di investire la moglie, in un’altra l’ha colpita con un coltello procurandole un taglio all’avambraccio. Altro episodio: con un tizzone di legno ardente preso dal camino ha tentato di ustionarle il viso. Violenza che avvenivano davanti agli occhi impietriti delle figliolette.
Ma l’apice è stato raggiunto nell’aprile del 2016 quando l’uomo, dopo averle sottratto nei mesi precedenti i documenti per impedirle di allontanarsi e tornare in patria, obbligò la moglie ad avere diversi rapporti sessuali dietro una esplicita minaccia. “Se rifiuti faccio esplodere la casa” le ripeteva dopo aver anche reciso il tubo del gas della stufa. Comportamenti inumani che spinsero la donna a trovare il coraggio di denunciare tutto e mettere la parola fine a questa atroce vicenda.
