A circa 24 ore dal blitz della Guardia di Finanza, l’impero di Angelo Napolitano — noto volto dei social e titolare del Napolitano Store — è finito sotto scacco. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale, portando alla chiusura dei punti vendita di Napoli Centrale e Casalnuovo. L’accusa è pesante: l’imprenditore avrebbe orchestrato una complessa frode IVA attraverso l’emissione di fatture false e l’utilizzo di cosiddette “società cartiere”. Secondo gli inquirenti, queste attività illecite sarebbero proseguite nonostante un precedente provvedimento restrittivo eseguito nel settembre del 2025.
Nonostante la gravità del provvedimento, Napolitano ha scelto la via della sfida mediatica. Attraverso i suoi canali social, il tiktoker ha rassicurato i clienti sostenendo che la serrata durerà soltanto 15 giorni, una versione che però contrasta nettamente con le fonti investigative, le quali confermano che il sequestro non ha scadenze temporali predefinite. Nel frattempo, l’attività commerciale non si è fermata del tutto: le vendite e le promozioni proseguono regolarmente negli store di Cardito e del Cis di Nola, che al momento non risultano colpiti dai sigilli giudiziari.
L’episodio più eclatante è avvenuto proprio nella mattinata di oggi, 15 gennaio, quando Napolitano ha pubblicato un video su Instagram per mostrare l’allestimento di un nuovo negozio a Casalnuovo. Nonostante l’inchiesta per vendite in nero e l’applicazione impropria del reverse charge, l’imprenditore ha annunciato che l’apertura del nuovo punto vendita è imminente, prevista tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Questo clima di apparente normalità ostentata sul web si scontra con il lavoro della Procura di Nola, decisa a smantellare un sistema che avrebbe permesso di vendere elettrodomestici a prezzi stracciati evadendo sistematicamente il fisco.
