Legambiente ha realizzato un’indagine sul problema del dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici che porteranno sempre con più frequenza frane e alluvioni. Nel dettaglio per quanto riguarda la Campania è una regione dai piedi d’argilla, i cittadini vivono dunque un rischio costante soprattutto coloro che risiedono in aree facilmente soggette a frane.
Nel report si legge che tra le amministrazioni comunali, 65 hanno risposto al questionario. Il problema è l’eccessivo abusivismo del suolo che non si è mai fermato, il dossier identifica come il 12% dei comuni sia in una zona a rischio. Circa il 67% dei comuni intervistati per fortuna si è dotato di un piano d’emergenza e il 43% ha realizzato attività di informazione per il cittadino.
“Si tratta di dati che evidenziano la discrepanza tra la conoscenza dei danni e delle conseguenze del rischio e la mancanza di un’azione di prevenzione diffusa ed efficace. – spiega Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania – Piuttosto che rassegnarsi alle tragedie annunciate serve muoversi su due fronti: anzitutto, la messa a regime di sistemi di previsione, allerta e allontanamento, attraverso presidi territoriali, piani di prevenzione, informazione e addestramento delle comunità coinvolte; poi, una seria pianificazione, prevedendo prioritariamente la delocalizzazione delle strutture a rischio”.
