Caos all’aeroporto di Capodichino. Disagi per i numerosi tifosi azzurri che nella giornata di martedì sarebbero dovuti partire per assistere al match di Champions League Manchester City- Napoli. Tutto è cominciato quando i primi voli sono stati rimandati a causa della massiccia nebbia che dalle prime ore del mattino aveva avvolto la città di Napoli. Tra questi, però, ci sarebbe un volo che è stato annullato non per motivi meteorologici.
A denunciarlo sono un gruppo di napoletani che raccontano di aver vissuto una vera e propria odissea all’aeroporto di Capodichino, motivo per cui sono pronti a chiedere un risarcimento danni sia alla compagnia aerea Esasyjet, sarebbero dovuti partire con il volo EZY8532 alle ore 10.10, sia alla GESAC. Il motivo? Stando a quanto raccontano il loro volo non sarebbe decollato a causa di un gruppo di persone che sarebbero state in evidente stato d’ebrezza, causando problemi al personale di bordo.
A raccontarlo al quotidiano Il Mattino è Giovanni Borrelli, consulente sportivo e docente di Scienze Motorie:
“Abbiamo subito un danno enorme a causa di pochi facinorosi che non rappresentano i veri ultras napoletani una partenza annullata non per le cattive condizioni meteorologiche, ma per colpa di un manipolo di persone arrivate in aeroporto ubriache e sotto l’effetto di droghe a giudicare dal loro comportamento. Continuavano a bere sambuca, fumavano cannabis e molestavano le hostess e in tanti abbiamo assistito a tutto questo. Ma eccetto qualche invito a non trascendere da parte del personale aeroportuale, della compagnia e della polizia, non è stato fatto granché. Hanno addirittura rotto il cellulare a un membro dell’equipaggio e – a causa loro – dopo le 14 ci è stato annunciato che non saremmo partiti. Dovevo andare a vedere la partita insieme ai miei figli ed ho speso circa 600 euro per ognuno di noi, ma non mi importa dei soldi. Piuttosto del fatto che è stato permesso a queste persone di terrorizzare gli altri viaggiatori“.
Un episodio su cui farà chiarezza l’avvocato Angelo Pisani che ha assunto la difesa di alcuni viaggiatori decisi a chiedere i danni non tanto per la cifra economica del biglietto, come ha spiegato Borrelli, ma per il fatto di aver dovuto subire una violenza psicologica a causa di poche persone resesi protagoniste di un comportamento inaccettabile.
