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	<title>Ponticelli - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Ponticelli - Voce di Napoli</title>
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		<title>Omicidio D&#8217;Onofrio, la lettera dal carcere di Giovanni Mignano: &#8220;Non sono stato aggredito e non ho fatto il suo nome&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Aversa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 06:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarebbe stato rapito e portato dinanzi ad uno dei boss di Ponticelli, quartiere dell&#8217;area Est di Napoli. Gli uomini di Marco De Micco lo avrebbero picchiato e costretto a confessare un nome: quello di Carmine D&#8217;Onofrio. Quest&#8217;ultimo è stato poi ucciso a causa di un agguato di camorra. Era lo scorso ottobre, in seguito a diversi episodi criminali avvenuti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe stato <strong>rapito</strong> e portato dinanzi ad uno dei boss di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/20/camorra-a-ponticelli-da-feudo-dei-sarno-alla-faida-tra-damico-e-de-micco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ponticelli</strong></a>, quartiere dell&#8217;area Est di <strong>Napoli</strong>. Gli uomini di <strong>Marco De Micco </strong>lo avrebbero <strong>picchiato</strong> e costretto a <strong>confessare</strong> un nome: quello di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/06/carmine-donofrio-ucciso-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Carmine D&#8217;Onofrio</strong></a>. Quest&#8217;ultimo è stato poi <strong>ucciso</strong> a causa di un <strong>agguato di camorra</strong>. Era lo scorso <strong>ottobre</strong>, in seguito a diversi<strong> episodi criminali</strong> avvenuti in zona, le <strong>polizia</strong> eseguì un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/11/blitz-della-polizia-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>blitz</strong> che portò ad alcuni <strong>arresti</strong></a>. In manette, per <strong>estorsione</strong>, finì anche <strong>Giovanni Mignano</strong>. Sarebbe stato lui il giovane <strong>aggredito</strong> e <strong>torturato</strong>. Ma la <strong>famiglia</strong> ha inviato alla redazione di <em>Vocedinapoli.it </em>una <strong>lettera</strong> scritta in <strong>carcere</strong> dallo stesso <strong>Mignano</strong> nella quale è stata smentita l&#8217;intera <strong>versione dei fatti</strong>.</p>
<h2>La lettera di Giovanni Mignano dal carcere</h2>
<p>&#8220;<em>Circa tre settimane fa è stato pubblicato un articolo di giornale in cui veniva evidenziato il mio nome riguardo ad una mia aggressione e minaccia di cui sono stato oggetto e a seguito avrei fatto il nome di un ragazzo che successivamente è stato vittima di camorra omicida. Detto ciò voglio smentire il tutto a chi di dovere in quanto totalmente estraneo ai fatti. Oltretutto aggiungo che a causa di questo articolo assolutamente falso sto avendo e temo per la mia vita e quella dei familiari. Chiedo un incontro urgente con chi di dovere per smentire il tutto. Chiedo una sollecitazione al pm della Dda da cui ancora non ho avuto una risposta e mi rendo disponibile anche a sottopormi a una perizia. Colgo l&#8217;occasione per porgere i più cordiali saluti</em>&#8220;.</p>
<h2>I fatti</h2>
<p>Secondo quanto emerso dalle <strong>indagini</strong> condotte dalla <strong>Squadra mobile</strong> e pubblicato dai <strong>media</strong>, alcune <strong>intercettazioni</strong> avrebbero incastrato il capo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/06/agguato-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">clan <strong>De Micco</strong></a>. Il leader dei &#8216;<em>Bodo</em>&#8216; è stato <strong>arrestato</strong> in seguito ad un&#8217;altra <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/27/scarcerato-salvatore-de-martino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">operazione delle <strong>forze dell&#8217;ordine</strong></a> attuata all&#8217;inizio del mese di <strong>aprile</strong>. Pare che il <strong>boss oggi detenuto</strong> avesse dato <strong>l&#8217;ordine di morte</strong> per <strong>D&#8217;Onofrio</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/06/crivellato-di-colpi-e-ucciso-davanti-alla-compagna-chi-e-la-vittima-dellagguato-carmine-donofrio-e-il-figlio-illegittimo-del-boss/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">figlio di <strong>Giuseppe De Luca Bossa</strong></a> e nipote del capo clan ergastolano <strong>Antonio</strong> detto &#8216;<em>Tonino ’o sicco</em>&#8216;, in quanto ritenuto l&#8217;autore di un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/09/29/ordigno-esplode-a-ponticelli-e-ferisce-madre-e-figlio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>attacco dinamitardo</strong> contro i <strong>De Micco </strong></a>accaduto lo scorso <strong>settembre</strong>.</p>
<figure id="attachment_279126" aria-describedby="caption-attachment-279126" style="width: 969px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-279126 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/La-lettera-di-Giovanni-Mignano-dal-carcere.png" alt="La lettera di Giovanni Mignano dal carcere" width="969" height="457" /><figcaption id="caption-attachment-279126" class="wp-caption-text">Da sinistra: Giovanni Mignano, Carmine D&#8217;Onofrio e Marco De Micco</figcaption></figure>
<h3>La lettera</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-279127 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Mignano.jpeg" alt="La lettera di Giovanni Mignano dal carcere" width="1536" height="2048" /> <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-279129 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Mignano3.jpeg" alt="La lettera di Giovanni Mignano dal carcere" width="1536" height="2048" /></p>
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		<title>Detenuti e maltrattati, maxi salvataggio di cuccioli a Napoli: “Si sono salvati dal mercato di Natale”</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/24/cuccioli-salvati-natale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 15:44:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Erano stati prima detenuti ed in seguito maltrattati in locali non compatibili alla loro natura. Ora potranno trovare dei padroni che li possano davvero coccolare e amare. Il salvataggio E’ questa la storia, a lieto fine, di 38 cuccioli di cane di varie razze che oggi, alla vigilia di Natale, sono stati letteralmente messi in [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano stati prima <strong>detenuti ed in seguito maltrattati</strong> in locali non compatibili alla loro natura. Ora potranno trovare dei padroni che li possano davvero coccolare e amare.</p>
<h2>Il salvataggio</h2>
<p>E’ questa la storia, a lieto fine, di <strong>38 cuccioli di cane di varie razze</strong> che oggi, alla vigilia di Natale, sono stati letteralmente messi in salvo dai medici veterinari della Asl Napoli 1 Centro, gli agenti della polizia locale di Napoli ed il personale Enpa. Grazie al loro intervento, infatti, <strong>i cagnolini sono scampati al triste “mercato natalizio” illegale di cani.</strong></p>
<h3>L’intervento</h3>
<p>Il salvataggio è avvenuto nel quartiere <strong>Ponticelli</strong>, alla periferia orientale della città, dove è stato effettuato, grazie all’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, il sequestro di 38 cagnolini e di età variabili dai 45 ai 90 giorni. Dopo un primo esame clinico, effettuato sul luogo di ritrovo, <strong>alcuni cuccioli hanno presentato segni clinici di sospetta gastroenterite virale</strong>. In loco, inoltre, sono stati rinvenuti anche <strong>alcuni flaconi di medicinali</strong> probabilmente utilizzati, in maniera impropria, sui cagnolini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-268131 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2021-12-24-alle-17.27.06.jpg" alt="cuccioli salvati" width="1084" height="570" /></p>
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		<title>Vergogna a Napoli, razzia al cimitero: “Non si può oltraggiare il dolore della gente”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2021 14:16:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vergogna a Napoli dove ignoti questa notte hanno commesso una vera e propria razzia nel cimitero del quartiere Ponticelli, nella periferia orientale della città. A denunciare il caso ai carabinieri sono stati gli stessi custodi dopo la triste scoperta fatta all’alba di questa mattina. L’oltraggio “Le foto &#8211; Francesco Emilio Borrelli &#8211;  chi ci sono [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vergogna a Napoli dove ignoti questa notte hanno commesso una vera e propria razzia nel cimitero del quartiere Ponticelli, nella periferia orientale della città. A denunciare il caso ai carabinieri sono stati gli stessi custodi dopo la triste scoperta fatta all’alba di questa mattina.</p>
<h2>L’oltraggio</h2>
<p>“Le foto &#8211; Francesco Emilio Borrelli &#8211;  chi ci sono state inviate parlano chiaro, al cimitero di Ponticelli è stata fatta razzia dei loculi, sparsi i fiori sul pavimento e rubati i vasi di rame. Sgomento e dolore per chi questa mattina ha pensato di andare a fare un saluto ai propri cari. Una madre che si è recata sulla tomba della figlia a quella vista ha avuto un malore. E’ come essere braccati da un branco di lupi famelici che seminano ovunque soprusi e violenza, anche i cimiteri sono diventati terreni da depredare. I custodi del cimitero hanno denunciato ai carabinieri l’accaduto e desideriamo che piena luce sia fatta sulla vicenda. Non si può oltraggiare il dolore della gente, non è consentito toccare quel che resta dei propri cari. Lo scempio delle tombe è da barbari, risalire ai responsabili e dare segnali chiari e inequivocabili”.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffrancescoemilio.borrelli%2Fvideos%2F4781174348592652%2F&amp;show_text=false&amp;width=269&amp;t=0" width="269" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Lutto a Napoli, è morto ad 87 anni Giuseppe Borrelli per tutti “Nonno Whirlpool”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 16:25:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lutto a Napoli dove in queste ore la città si stringe attorno alla famiglia di Giuseppe Borrelli, conosciuto dai più come “Nonno Whirlpool&#8221;. Borrelli, classe 1934, si è spento nella giornata di ieri all’età di 87 anni, lasciando un grande dolore tra i 320 operai della fabbrica di lavatrici. Il ricordo della figlia: “Ha indossato [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lutto a <strong>Napoli</strong> dove in queste ore la città si stringe attorno alla famiglia di <strong>Giuseppe Borrelli</strong>, conosciuto dai più come “Nonno Whirlpool&#8221;. Borrelli, classe 1934, si è spento nella giornata di ieri all’età di 87 anni, lasciando un grande dolore tra i 320 operai della fabbrica di lavatrici.</p>
<h2>Il ricordo della figlia: “Ha indossato la nostra maglia dal primo giorno”</h2>
<p>Ex operaio dell’allora stabilimento Ignis Sud, dove entrò nell&#8217;agosto del 1964, Borrelli aveva sempre sostenuto, nonostante la pensione raggiunta anni prima, la lotta degli operai della fabbrica Whirlpool di via Argine. Dove lavorava anche sua figlia Carmela che si è sposata proprio con un altro lavoratore dello stabilimento di Ponticelli. Con loro nonno Giuseppe ha lottato fino all&#8217;ultimo giorno. Indossando da subito la maglia simbolo della battaglia per il lavoro.<br />
“<em>A mio padre</em> – ricorda, ancora in preda al dolore, la figlia Carmela &#8211; c<em>he in quella fabbrica ci ha lavorato 35 anni e che ha indossato la nostra maglia dal primo giorno</em>”.</p>
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		<title>Strage del bar Sayonara, 32 anni dopo Ponticelli &#8216;grida la sua innocenza&#8217;: “Qui la camorra ammazza ancora”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Liberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 16:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi” si legge sul murales di piazza Egizio Sandomenico a Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, mentre di fronte a quei germogli spunta una scultura: &#8220;si chiama il “Grido dell’innocenza” racconta un residente. L&#8217;opera è infatti dedicata alla memoria di Gaetano De Cicco, Salvatore Banaglia, Domenico [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/">Strage del bar Sayonara, 32 anni dopo Ponticelli &#8216;grida la sua innocenza&#8217;: “Qui la camorra ammazza ancora”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>“Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi”</strong> </em>si legge sul murales di <strong>piazza Egizio Sandomenico</strong> a<strong> Ponticelli</strong>, quartiere della periferia orientale di Napoli, mentre di fronte a quei <strong>germogli</strong> spunta una scultura: &#8220;<strong><em>si chiama il “Grido dell’innocenza</em></strong>” racconta un residente. L&#8217;opera è infatti dedicata alla memoria di <strong>Gaetano De Cicco</strong>, <strong>Salvatore Banaglia</strong>,<strong> Domenico Guarracino</strong> e <strong>Gaetano Di Nocera, </strong>tutte vittime innocenti di camorra scomparse l’<strong>undici novembre 1989</strong> in quella che è tristemente conosciuta come la <strong>“Strage del bar Sayonara”</strong>. Ma quella che ad oggi è una delle pagine più nere della storia recente della città spesso cade, purtroppo, nel dimenticatoio che avvolge, come un ombra, il &#8220;<strong><em>Grido dell’innocenza&#8221; </em></strong>di un intero territorio.</p>
<h2>La Strage del bar Sayonara</h2>
<p>Dopo 32 anni dalla strage di San Martino Napoli resta ancora nella <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/napoli-spari-barra/">morsa dei clan di camorra</a> che proprio in queste ore<strong> stanno &#8220;<em>uccidendo la città</em>&#8221; &#8211; come ci ha ricordato solo qualche tempo fa l&#8217;arcivescovo di Napoli, Don Mimmo Battaglia &#8211; </strong>tra l&#8217;indifferenza di tanti, cittadini ed istituzioni comprese e di chi si nasconde dietro il velo dell&#8217;omertà fortificato dalla poca fiducia dei residenti nei confronti di uno Stato, qui, troppo spesso assente.</p>
<h3>&#8220;Fino a qualche anno fa il quartiere sembrava non avesse voluto riconoscere le sue vittime&#8221;</h3>
<p>&#8220;<strong><em>Il mio ricordo è un ricordo vivo attraverso le testimonianze</em> </strong>&#8211; racconta, a <strong>VoceDiNapoli.it, Antonio Martinelli</strong>, cittadino di Ponticelli e presidente dell&#8217;<strong>Associazione culturale Renato Caccioppoli &#8211;</strong>.  <em>E’ sempre stata <strong>una ferita aperta per il quartiere</strong> che fortunatamente negli anni  è riuscito ad affrontare questo nodo per <strong>ridare dignità alla memoria delle vittime</strong>. C’è stata una collaborazione collettiva&#8221;</em>.</p>
<p>“<em>Ma ad oggi</em> &#8211; chiarisce amareggiato Martinelli tornando alla tumultuosità di queste ore elettriche &#8211; <em><strong>viviamo in uno stato di assedio e a Napoli Est in generale contiamo morti e contiamo bombe di stampo, quasi, terroristico</strong>. Abbiamo una speranza per il futuro ma non è quella di chi gioca a dadi. E’ <strong>una speranza fatta di impegni</strong></em>”.</p>
<p>“<em>Le associazioni</em> – precisa l’attivista del quartiere &#8211; <em>fanno il loro lavoro, ovvero sensibilizzare, ma le istituzioni devono fare la propria parte. Oggi è finito il tempo dei proclami e delle parole <strong>ci vuole un “Piano Marshall” per la zona est di Napoli</strong>. Le associazioni da queste parte, a volte, fanno anche troppo, dovrebbero essere da cornice ad uno Stato presente. Abbiamo aspettative forti, non possono essere deboli&#8221;</em>.</p>
<p>“<strong><em>Fino a qualche anno fa</em></strong>&#8211; ricorda Martinelli &#8211; ,<em> <strong>quando c’erano ancora i Sarno</strong>, il quartiere sembrava che non avesse voluto riconoscere le sue vittime, poi dopo c’è stato un processo di verità storica e si è data la giusta dignità, attraverso anche il lodevole lavoro di <strong>Pasquale Leone</strong>, dell’associazione “<strong>Terra di Confine</strong>” che è stato un po’ il <strong>pioniere della marcia dell’11 novembre</strong>, nata ormai almeno una decina di anni fa&#8221;</em>. “<em>Prima</em> – ricorda Martinelli &#8211; .<em><strong> Si respirava un&#8217;altra aria, avevamo paura, una paura legittima</strong>. Io abitavo nel palazzo del suocero di Peppe Sarno, lo conoscevo di vista incrociandolo spesso nelle scale condominiali. C’era un clima di terrore, poi ci hanno liberato, ma questo vuoto camorristico non è stato mai colmato dallo Stato ed oggi è ancora più pericoloso perché c’è una camorra frammentata, come tante particelle che producono effetti più nefasti, la camorra non ha cuore però a volte ha testa, loro non hanno manco quella e gli effetti, quindi, sono ancora più pericolosi</em>”.</p>
<h4>La strage dimenticata sotto l&#8217;ombra del Vesuvio</h4>
<p><strong>Era l&#8217;undici novembre del 1989</strong>, un sabato sera qualsiasi di fine autunno. A Ponticelli, popoloso quartiere della periferia orientale di Napoli, i vicoli e i locali del centro antico sono affollati di vita. C’è chi si concede il meritato riposo dopo un’intensa settimana di lavoro o chi magari ne approfitta per chiedere “il solito” ai banconi dei bar di quartiere distogliendo, nei piaceri dell’alcol, i disagi di un intero territorio che proprio in quegli anni si è trovato a lottare a mani nude contro la sempre maggiore deindustrializzazione della zona che inizia a creare non pochi problemi occupazionali a tutti gli abitanti di Napoli Est.<br />
Dietro le speranze tradite di generazioni di operai, e di quanti in questi territori hanno visto tristemente svanire il sogno di un riscatto sociale, resta però la gioia della vita. Quella che, nonostante i problemi personali, ti impone di goderti quell’agrodolce sabato sera di rione. Ma quella serata sarà destinata a diventare un giorno tristemente indimenticabile per tutti gli abitanti dell’area orientale.</p>
<p>Sono le 18,30 del pomeriggio. Tutto si consuma tra la caffetteria Luisa e la gelateria Sayonara – due locali appartenenti alla famiglia di Antonio Borrelli, noto gregario del clan camorristico Andreotti, guidato dall’omonimo boss Andrea Andreotti e a pochi passi dai giardinetti dove, in quel momento, giocano i bambini che approfittano della tiepida serata autunnale per godersi le vie del centro, prima che arrivi il gelo dell’inverno.<br />
Ma proprio in quel frangente, mentre i giovanissimi del rione giocano nel vicino spazio verde, in lontananza si incomincia a scorgere un frastuono insensato di automobili che corrono a tutta velocità per le strade del centro antico del quartiere. Le stesse che, in pochi attimi, si ritrovano all’esterno dei due esercizi commerciali.<br />
Intorno alle 19 due auto appaiono così davanti ai locali. Dalle autovetture spuntano le sagome di 6 uomini affiliati al clan Aprea – cartello criminale del vicino quartiere Barra che in quel momento storico gode di una forte amicizia con la famiglia Sarno.</p>
<p>I banditi sono tutti vistosamente su di giri in quanto sotto effetto di sostanze stupefacenti. I killer risultano talmente annebbiati dalla droga che persino Giuseppe Sarno – vedendo i sicari in lontananza mentre giungono sul luogo di ritrovo degli Andreotti – pare che chiama in disparte il fratello Ciro- ras dell’omonimo clan e mandate del raid – invitandolo a ripensarci, ma ormai il dado e tratto. Stavolta lo schiamazzo, che rompe per sempre la quiete di quel sabato sera, è quello dei fucili a canna mozza e delle pistole che fumanti incominciano a sparare all’impazzata “su qualsiasi cosa si muova” nei paraggi &#8211; come riportano gli atti dei magistrati pubblicati all’interno del libro “Le più potenti famiglie della camorra. La storia dei clan che hanno dominato la malavita italiana” di Bruno De Stefano.</p>
<p>Antonio Borrelli, il bersaglio scelto dal clan Sarno, nonostante tenti una disperata fuga viene repentinamente raggiunto e giustiziato all’esterno del bar, ma già da subito si percepisce che la mattanza voluta dalla neonata famiglia mafiosa di Ponticelli si è trasformata in un totale default.<br />
Tutto si consuma in pochi attimi davanti agli occhi – ora terribilmente impietriti – dei ragazzini che giocano nei vicini giardinetti. Gli stessi che ignari si troveranno a diventare testimoni della strage di camorra più atroce di tutta la storia recente della città di Napoli.</p>
<p>Il bilancio della spedizione punitiva è infatti il racconto di una tragedia senza precedenti. I morti sono addirittura 6 di cui 4 di questi totalmente estranei ai fatti di camorra, mentre numerosi sono i feriti la cui unica colpa è stata quella di vivere in “un’area popolata da delinquenti sanguinari”. Tra questi vi è anche una giovanissima bambina che si trovava nei paraggi, viva forse solo per miracolo o cause fortuite. Perché la bimba – nonostante sia stata appena gambizzata – in ospedale non ci arriverà mai. Sarà infatti curata a casa “di nascosto” per omertà. Perché qui – a Ponticelli – la paura imposta negli anni precedenti dal clan Andreotti è più spaventosa persino dei colpi di proiettile. E da oggi gli abitanti della sesta municipalità si troveranno inerti a resistere ad un nuovo spietato cartello mafioso, capitanato dal carismatico boss Ciro Sarno. Così, mentre le auto dei sicari sgommano via sparendo in pochi secondi nel nulla delle stradine di periferia, i corpi dei 4 sfortunati “passanti”: Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano di Nocera &#8211; vittime innocenti e totalmente estranei alla cronaca nera locale &#8211; rimangono per molto tempo a terra, a pochi metri l’uno dall’altro e vicini alle vittime designate dell’agguato, ovvero Antonio Borrelli (l&#8217;obiettivo principale del raid comandato dai fratelli Sarno) e suo cugino Vincenzo Meo, entrambi volti di fiducia del boss Andrea Andreotti, detto “‘o cappott”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-263959 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Strage-San-Martino-Ricordo-123-1-1.jpg" alt="" width="1800" height="1200" /></p>
<figure id="attachment_263958" aria-describedby="caption-attachment-263958" style="width: 750px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-263958 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/255312936_619113529282282_2120039838052886670_n.jpg" alt="" width="750" height="497" /><figcaption id="caption-attachment-263958" class="wp-caption-text">“Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi”</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/">Strage del bar Sayonara, 32 anni dopo Ponticelli &#8216;grida la sua innocenza&#8217;: “Qui la camorra ammazza ancora”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Napoli, agguato a Ponticelli: uomo colpito al petto. È grave in ospedale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 09:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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		<category><![CDATA[Volla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina verso le 06:30 i carabinieri della compagnia di Torre del Greco, allertati dal 112, sono intervenuti presso l’Ospedale del Mare. Poco prima un 54enne di Volla già noto alle forze dell’ordine è stato trasportato dal 118 per ferite d’arma da fuoco. L’uomo è stato colpito da diversi colpi di cui uno al petto. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina verso le <strong>06:30</strong> i <strong>carabinieri</strong> della compagnia di<strong> Torre del Greco</strong>, allertati dal <strong>112</strong>, sono intervenuti presso l’<strong>Ospedale del Mare</strong>. Poco prima un 54enne di <strong>Volla</strong> già noto alle<strong> forze dell’ordine</strong> è stato trasportato dal <strong>118</strong> per <strong>ferite d’arma da fuoco</strong>. L’uomo è stato colpito da diversi <strong>colpi</strong> di cui uno al <strong>petto</strong>.</p>
<h2>Agguato a Ponticelli</h2>
<p>Il 54enne non sembrerebbe essere in <strong>pericolo di vita</strong> ma è tuttora <strong>ricoverato</strong>. Sono in corso <strong>indagini</strong> a 360° per accertare l’esatta <strong>dinamica</strong> dell’evento. Non si esclude alcuna pista. Secondo quanto riportato da <em>Il Mattino</em>, la <strong>vittima</strong> è un <strong>54enne</strong> originario di <strong>Volla</strong>. Si chiama <strong>Ciro Manganaro</strong> ed è già noto alle <strong>forze dell&#8217;0rdine</strong>.</p>
<h3>Agguato a Ponticelli: le scarcerazioni eccellenti</h3>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/09/29/ordigno-esplode-a-ponticelli-e-ferisce-madre-e-figlio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il quartiere dell&#8217;area Est di <strong>Napoli</strong> è in fibrillazione</a> da mesi. Bombe, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/06/carmine-donofrio-ucciso-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agguati</a> e stese stanno caratterizzando lo <strong>scenario criminale</strong> della zona. Vi è una <strong>faida</strong> in corso per il <strong>controllo del territorio</strong>, questi gli schieramenti in campo: da una parte i <strong>Minichini</strong> &#8211; <strong>Bossa</strong> &#8211; <strong>Schisa</strong> alleati dei <strong>Casella</strong> e dall&#8217;altra i <strong>De Martino</strong> (<em>XX</em>) &#8211; <strong>De Micco</strong>.</p>
<p>Lo scorso <strong>27 ottobre</strong> è stato <strong>scarcerato</strong> proprio colui che è considerato il reggente degli <em>XX</em>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/27/scarcerato-salvatore-de-martino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Salvatore De Martino</strong></a>. Quest&#8217;ultimo era stato <strong>arrestato</strong> in occasione di un <strong>biltz</strong> avvenuto l&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/11/blitz-della-polizia-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>11 ottobre</strong></a>. Le discrepanze tra le intercettazioni accumulate dagli <strong>inquirenti</strong> e le dichiarazioni di un <strong>pentito</strong>, hanno convinto il <strong>Tribunale del riesame</strong> ad annullare l&#8217;<strong>ordinanza di custodia cautelare</strong>.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/20/camorra-a-ponticelli-da-feudo-dei-sarno-alla-faida-tra-damico-e-de-micco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La mappa della camorra: il quadro criminale a Ponticelli</a></strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-263459 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Agguato-a-Ponticelli-2.png" alt="Agguato a Ponticelli" width="1670" height="1006" /></p>
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		<title>Bombe e agguati a Ponticelli, scarcerato il boss De Martino: discrepanze tra le intercettazioni e le dichiarazioni di un pentito</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 13:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È di nuovo alto l&#8217;allarme delle forze dell&#8217;ordine per il quartiere Ponticelli, area Est di Napoli. È stato infatti scarcerato Salvatore De Martino, rietenuto dalla Procura Antimafia il boss dell&#8217;omonimo clan conosciuto come degli XX. Il Giudice del Tribunale del Riesame ha accolto le istanze del legale difensore, l&#8217;avvocato Stefano Sorrentino. Come riportato da Faanpage De Martino è stato accusato di aver pestato una spacciatrice insieme ad [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È di nuovo alto l&#8217;<strong>allarme</strong> delle <strong>forze dell&#8217;ordine</strong> per il quartiere <strong>Ponticelli</strong>, area Est di <strong>Napoli</strong>. È stato infatti scarcerato <strong>Salvatore De Martino</strong>, rietenuto dalla <strong>Procura Antimafia</strong> il boss dell&#8217;omonimo clan conosciuto come degli <em>XX</em>.</p>
<p>Il <strong>Giudice</strong> del <strong>Tribunale del Riesame</strong> ha accolto le istanze del legale difensore, l&#8217;avvocato <strong>Stefano Sorrentino</strong>. Come riportato da <em>Faanpage</em> <strong>De Martino</strong> è stato accusato di aver pestato una <strong>spacciatrice</strong> insieme ad altre persone.</p>
<h2>Scarcerato Salvatore De Martino</h2>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/11/blitz-della-polizia-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;arresto di <strong>De Martino</strong> avvenne lo scorso <strong>11 ottobre</strong></a>. L&#8217;operazione delle <strong>forze dell&#8217;ordine</strong> fu eseguita in seguito ad una serie di eventi criminali accaduti a <strong>Ponticelli</strong>: l&#8217;uccisione di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/06/carmine-donofrio-ucciso-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Carmine D&#8217;Onofrio</strong></a> e <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/09/29/ordigno-esplode-a-ponticelli-e-ferisce-madre-e-figlio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;esplosione di un ordigno</a></strong> che ferì una donna e suo figlio (rispettivamente lo scorso <strong>29 settembre </strong>e lo scorso <strong>6 ottobre</strong>).</p>
<p>Nel quartiere i fronti criminali che stanno lottando a suon di <strong>stese</strong>, <strong>agguati</strong> e <strong>bombe</strong> sono rappresentati dai seguenti <strong>clan</strong>: da una parte i <strong>Minichini</strong>&#8211;<strong>Bossa</strong>&#8211;<strong>Schisa</strong> alleati con i <strong>Casella</strong> e dall&#8217;altra i <strong>De Martino</strong> &#8211; <strong>De Micco</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-262276 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Scarcerato-Salvatore-De-Martino.png" alt="Scarcerato Salvatore De Martino" width="862" height="529" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/27/scarcerato-salvatore-de-martino/">Bombe e agguati a Ponticelli, scarcerato il boss De Martino: discrepanze tra le intercettazioni e le dichiarazioni di un pentito</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Napoli, trovato morto nell&#8217;auto a 32 anni: scatta l&#8217;assalto in ospedale. &#8220;Colpito alla testa&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/10/24/trovato-nellauto-a-napoli-senza-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2021 08:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A soli 32 anni ucciso con un colpo di pistola alla testa. È accaduto nel campo rom di Ponticelli, quartiere dell&#8217;area Est di Napoli. La vittima è stata trovata nel bagagliaio di un&#8217;auto e trasportato in ospedale. Trovato nell&#8217;auto a Napoli senza vita Una fola di parenti e amici, come riportato da Teleclub, si è diretta presso l&#8217;Ospedale del [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/24/trovato-nellauto-a-napoli-senza-vita/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Napoli, trovato morto nell&#8217;auto a 32 anni: scatta l&#8217;assalto in ospedale. &#8220;Colpito alla testa&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A soli 32 anni ucciso con un <strong>colpo di pistola</strong> alla testa. È accaduto nel <strong>campo rom</strong> di <strong>Ponticelli</strong>, quartiere dell&#8217;area Est di <strong>Napoli</strong>. La vittima è stata trovata nel bagagliaio di un&#8217;auto e trasportato in ospedale.</p>
<h2>Trovato nell&#8217;auto a Napoli senza vita</h2>
<p>Una fola di parenti e amici, come riportato da <em>Teleclub</em>, si è diretta presso l&#8217;<strong>Ospedale del Mare</strong> pretendendo il trasferimento del 32enne in nosocomio nonostante il giovane fosse già morto.</p>
<h3>Trovato nell&#8217;auto a Napoli senza vita: l&#8217;assalto all&#8217;Ospedale del Mare</h3>
<p>Poi è stata scatenata la follia. La folla, in preda alla violenza, ha assaltato l&#8217;ospedale rendendo necessari l&#8217;intervento massiccio delle forze dell&#8217;ordine: <strong>Polizia</strong>, <strong>Carabinieri</strong> e <strong>Guardia di finanza</strong>.</p>
<h3>Trovato nell&#8217;auto a Napoli senza vita: la ricostruzione</h3>
<p>Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe stata prima uccisa e poi il suo cadavere messo nel bagagliaio dell&#8217;automobile giunta al nosocomio. Indagini in corso per accertare <strong>dinamica</strong> e <strong>movente</strong> dei fatti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-261931 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Trovato-nellauto-a-Napoli-senza-vita.png" alt="Trovato nell'auto a Napoli senza vita" width="719" height="484" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/24/trovato-nellauto-a-napoli-senza-vita/">Napoli, trovato morto nell&#8217;auto a 32 anni: scatta l&#8217;assalto in ospedale. &#8220;Colpito alla testa&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Bombe e omicidi a Ponticelli, il blitz della Polizia: arrestati diversi esponenti dei clan di camorra</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/10/11/blitz-della-polizia-a-ponticelli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 08:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi c&#8217;è stata la reazione dello Stato a Ponticelli in seguito ai recenti fatti di cronaca. L&#8217;area Est di Napoli è finita da tempo in un vortice di sangue e bombe: tra ordigni fatti esplodere e agguati mortali, è scattato l&#8217;allarme per le forze dell&#8217;ordine. Blitz della Polizia a Ponticelli Così gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/11/blitz-della-polizia-a-ponticelli/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Bombe e omicidi a Ponticelli, il blitz della Polizia: arrestati diversi esponenti dei clan di camorra</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi c&#8217;è stata la reazione dello <strong>Stato</strong> a <strong>Ponticelli</strong> in seguito ai recenti fatti di cronaca. L&#8217;<strong>area Est </strong>di <strong>Napoli</strong> è finita da tempo in un vortice di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/09/29/ordigno-esplode-a-ponticelli-e-ferisce-madre-e-figlio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>sangue</strong> e <strong>bombe</strong></a>: tra <strong>ordigni</strong> fatti esplodere e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/08/12/un-morto-e-un-ferito-per-un-agguato-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>agguati mortali</strong></a>, è scattato l&#8217;allarme per le <strong>forze dell&#8217;ordine</strong>.</p>
<h2>Blitz della Polizia a Ponticelli</h2>
<p>Così gli <b>agenti</b> della <strong>Polizia di Stato</strong> hanno eseguito un&#8217;<strong>ordinanza di custodia cautelare</strong> per <strong>dieci persone</strong> ritenute legate alla <strong>camorra</strong> e presunte protagoniste degli <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/03/25/guerra-di-camorra-a-ponticelli-dopo-gli-agguati-la-risposta-dello-stato-due-fermi-per-i-presunti-killer/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">eventi accaduti in zona</a>. Tra questi l&#8217;omicidio di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/06/carmine-donofrio-ucciso-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Carmine D&#8217;Onofrio</strong></a>, figlio non riconosciuto di <strong>Giuseppe De Luca Bossa</strong>, ucciso nei giorni scorsi.</p>
<h3>Blitz della Polizia a Ponticelli: i nomi delle persone arrestate</h3>
<p>In <strong>manette</strong> sono finiti esponenti di spicco della <strong>criminalità organizzata</strong> locale. Le persone arrestate apparterrebbero a diverse <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/03/19/agguati-morte-e-bombe-a-napoli-scatta-lallarme-e-guerra-di-camorra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fazioni</strong> tra loro <strong>alleate</strong> o <strong>contrapposte</strong></a> che da mesi starebbero creando il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/05/12/lesplosione-e-il-boato-paura-nel-quartiere-a-napoli-danneggiate-otto-automobili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>caos</strong> nel <strong>quartiere</strong></a>:</p>
<p><strong>Salvatore De Martino</strong> (fratello di <strong>Antonio</strong> e ritenuto il reggente della famiglia) e sua moglie Maria. <strong>Luigi Austero</strong> (già detenuto e ritenuto affiliato al <strong>clan De Luca Bossa</strong>), <strong>Nicola Aulisio</strong>, i fratelli <strong>Eduardo</strong> e <strong>Giuseppe</strong> <strong>Casella</strong> appartenenti all&#8217;omonimo sodalizio, <strong>Giovanni Rinaldi</strong>, <strong>Giovanni Mignano</strong>, <strong>Francesco</strong> e <strong>Pasquale</strong> <strong>Pignatiello</strong> e <strong>Youssef</strong> <strong>Christian</strong> <strong>Hathrouby</strong>.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/20/camorra-a-ponticelli-da-feudo-dei-sarno-alla-faida-tra-damico-e-de-micco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La mappa della camorra: Ponticelli</a></strong></p>
<figure id="attachment_260625" aria-describedby="caption-attachment-260625" style="width: 837px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-260625 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Blitz-della-Polizia-a-Ponticelli.png" alt="Blitz della Polizia a Ponticelli" width="837" height="558" /><figcaption id="caption-attachment-260625" class="wp-caption-text">Nei riquadri, dall&#8217;alto in senso orario: Salvatore De Martino, i fratelli Giuseppe ed Eduardo Casella, Luigi Austero, Nicola Aulisio, Giuseppe De Luca Bossa, il figlio vittima di un agguato Carmine D&#8217;Onofrio e suo zio Antonio De Luca Bossa</figcaption></figure>
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		<title>Agguato a Ponticelli, Carmine D&#8217;Onofrio ucciso a colpi d&#8217;arma da fuoco davanti alla compagna: &#8220;E morto in ospedale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 04:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Ponticelli]]></category>
		<category><![CDATA[Agguato a Ponticelli]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[carmine d'onofrio]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa notte, intorno alle 2.00, i carabinieri della stazione di Ponticelli sono intervenuti in Via Luigi Crisconio altezza civico 51, dove poco prima Carmine D’Onofrio (nato a Napoli il due maggio del 1998 – incensurato), è stato attinto da colpi d’arma da fuoco. Era in strada insieme alla compagna convivente. La vittima è deceduta a [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa notte, <strong>intorno alle 2.00</strong>, i <strong>carabinieri della stazione di Ponticelli</strong> sono intervenuti in <strong>Via Luigi Crisconio</strong> altezza civico 51, dove poco prima <strong>Carmine D’Onofrio</strong> (nato a Napoli il due maggio del 1998 – incensurato), è stato attinto da <strong>colpi d’arma da fuoco</strong>.</p>
<p>Era in strada insieme alla compagna convivente. <strong>La vittima è deceduta</strong> a causa delle ferite riportate, presso il <strong>pronto soccorso di Villa Betania</strong>. Sette i <strong>bossoli</strong> calibro 45mm repertati sul posto dai <strong>Carabinieri</strong>.</p>
<h2>Agguato a Ponticelli</h2>
<p>I <strong>militari della Compagnia di Poggioreale</strong> e quelli del <strong>Nucleo Investigativo di Napoli</strong> procedono per le <strong>indagini</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-260120 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Agguato-a-Ponticelli.png" alt="Agguato a Ponticelli" width="813" height="495" /></p>
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