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	<title>patrizio bosti Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 12:58:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>patrizio bosti Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Patrizio Bosti torna in carcere, il capo dell&#8217;Alleanza di Secondigliano dovrà scontare più di sei anni</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/05/16/patrizio-bosti-torna-in-carcere-il-capo-dellalleanza-di-secondigliano-dovra-scontare-piu-di-sei-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 14:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[patrizio bosti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era stato scarcerato con un risarcimento Patrizio Bosti, riconosciuto come il capo dell&#8217;Alleanza di Secondigliano e adesso dovrà tornare in carcere. Patrizio Bosti di nuovo in carcere Su disposizione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli si comunica che, oggi, la Squadra Mobile ha tratto in arresto Patrizio Bosti, riconosciuto capo dell&#8217; &#8220;Alleanza [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/05/16/patrizio-bosti-torna-in-carcere-il-capo-dellalleanza-di-secondigliano-dovra-scontare-piu-di-sei-anni/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Patrizio Bosti torna in carcere, il capo dell&#8217;Alleanza di Secondigliano dovrà scontare più di sei anni</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era stato scarcerato con un risarcimento <strong>Patrizio Bosti</strong>, riconosciuto come il capo dell&#8217;Alleanza di Secondigliano e adesso dovrà tornare in carcere.</p>
<h2>Patrizio Bosti di nuovo in carcere</h2>
<p>Su disposizione del <strong>Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli</strong> si comunica che, oggi, la Squadra Mobile ha tratto in arresto Patrizio Bosti, riconosciuto capo dell&#8217; &#8220;Alleanza di Secondigliano&#8221;, in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma per l&#8217;esecuzione della pena residua di 6 anni, 8 mesi e 7 giorni di reclusione.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/05/14/o-patrizio-il-maradona-della-malavita-napoletana/"><strong>LEGGI ANCHE: CHI E&#8217; PATRIZIO BOSTI</strong></a></p>
<p>La sua scarcerazione aveva fatto molto discutere, era riuscito a uscire grazie alle<strong> legge Gozzini</strong>, però, Bosti è potuto uscire prima, inoltre, godrà di un risarcimento previsto per il trattamento “inumano e degradante” in cella, dovuto ai sovraffollamenti. Riconoscimento previsto dall’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo.</p>
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		<item>
		<title>Traffico di droga dall&#8217;Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/09/24/traffico-di-droga-dallolanda-annullata-la-sentenza-per-barra-e-tremante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 10:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colpo di scena avvenuto nell&#8217;aula della quarta sezione della Suprema Corte di Cassazione. I giudici hanno infatti annullato una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma a carico di due imputati. Felice Barra e Giovanni Tremante, rispettivamente difesi dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Maio Antonio, non sono più colpevoli del reato di traffico di droga internazionale (art. 74 [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/24/traffico-di-droga-dallolanda-annullata-la-sentenza-per-barra-e-tremante/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Traffico di droga dall&#8217;Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Colpo di scena avvenuto nell&#8217;aula della quarta sezione della <strong>Suprema Corte di Cassazione</strong>. I giudici hanno infatti annullato una sentenza emessa dalla <strong>Corte di Appello di Roma</strong> a carico di due imputati.</p>
<p><strong>Felice Barra</strong> e <strong>Giovanni Tremante</strong>, rispettivamente difesi dagli avvocati <strong>Raffaele Chiummariello</strong> e <strong>Maio Antonio</strong>, non sono più colpevoli del reato di traffico di droga internazionale (art. 74 &#8211; dpr 309790).</p>
<p>Entrambi erano stati accusati di aver messo in contatto <strong>Antonio Aieta</strong> (55 anni, detto <em>&#8216;o Piccirillo</em>) e <strong>Antonio Grasso</strong>, entrambi esponenti del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>clan Bosti &#8211; Contini</strong></a> (<strong>Aieta</strong>, in particolare, è il cognato dei boss detenuti <strong>Eduardo Contini </strong><em>&#8216;o Romano</em> e <strong>Patrizio Bosti</strong> <em>&#8216;o Patrizio</em>), con i clan calabresi per importare droga dall&#8217;<strong>Olanda</strong>.</p>
<p>Il processo, iniziato dopo il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/03/02/arresti-a-napoli-droga/" target="_blank" rel="noopener">blitz avvenuto nel marzo del 2016</a> e che ha portato all&#8217;arresto di persone importanti all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione criminale, ha visto condannare a marzo dello scorso anno <strong>Ettore Bosti</strong> alias <em>Ettoruccio &#8216;ò russo</em>, figlio di <strong>Patrizio</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/20/stangata-clan-contini-traffico-internazionale-stupefacenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Colpo al clan Contini, le condanne per traffico internazionale di droga</strong></a></p>
<figure id="attachment_134225" aria-describedby="caption-attachment-134225" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-134225 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/conti.jpg" alt="Traffico di droga dall'Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante" width="650" height="335" /><figcaption id="caption-attachment-134225" class="wp-caption-text">Da destra, Eduardo Contini, Antonio Grasso, Ettore Bosti, Patrizio Bosti</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/24/traffico-di-droga-dallolanda-annullata-la-sentenza-per-barra-e-tremante/">Traffico di droga dall&#8217;Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>&#8220;La gente di Forcella non si caccia, si rispetta&#8221;, così è iniziata la faida tra i Giuliano e i Contini</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/10/14/la-gente-forcella-non-si-caccia-si-rispetta-cosi-iniziata-la-faida-giuliano-contini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 22:01:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 24 agosto 1984, Vincenzo Attardo come ogni giorno sta vigilando sulle attività della sala da gioco che il clan Contini gli ha affidato. Gli affari vanno bene, all&#8217;interno c&#8217;è molta gente, tuttavia le cose non vanno proprio come dovrebbero. I soldi da guadagnare sono ancora pochi e nell&#8217;ultimo periodo il numero di clienti è calato. Dopo [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/14/la-gente-forcella-non-si-caccia-si-rispetta-cosi-iniziata-la-faida-giuliano-contini/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;La gente di Forcella non si caccia, si rispetta&#8221;, così è iniziata la faida tra i Giuliano e i Contini</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/14/la-gente-forcella-non-si-caccia-si-rispetta-cosi-iniziata-la-faida-giuliano-contini/">&#8220;La gente di Forcella non si caccia, si rispetta&#8221;, così è iniziata la faida tra i Giuliano e i Contini</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 24 agosto 1984, <strong>Vincenzo Attardo</strong> come ogni giorno sta vigilando sulle attività della sala da gioco che il <strong>clan Contini </strong>gli ha affidato. Gli affari vanno bene, all&#8217;interno c&#8217;è molta gente, tuttavia le cose non vanno proprio come dovrebbero. I soldi da guadagnare sono ancora pochi e nell&#8217;ultimo periodo il numero di clienti è calato. Dopo un&#8217;indagine interna, Attardo ha capito quali sono le cause di questo momento negativo. La &#8220;<em>Mercante</em>&#8221; della bisca, <strong>Giulia D&#8217;Alpino</strong>, disperde le persone che vogliono andare a giocare. In pratica, non solo non le porta più dai Contini, ma li fa andare dalla concorrenza, nelle sale gestite dai fratelli <strong>Giuliano </strong>di <strong>Forcella</strong>.</p>
<p><strong>Attardo</strong> è furioso, non può permettere che la donna faccia tutto questo in casa sua, urgeva un provvedimento e anche in fretta. Si sa, nel mondo criminale contano la velocità e la determinazione. Più si è rapidi e decisi, più il segnale che si vuole dare ai rivali e ai propri affiliati è efficace. Così Attardo è entrato nella bisca, ha preso in malo modo la <strong>D&#8217;Alpino</strong>, l&#8217;ha strattonata, l&#8217;ha spinta, le ha urlato contro qualsiasi tipo di insulto. Lei era spaventata, non sapeva come reagire a quel comportamento violento e inaspettato allo stesso tempo. Poi Attardo l&#8217;ha cacciata via dalla sala da gioco, intimandole di non farsi più vedere.</p>
<p>Sono passate una manciata di ore che nella bisca gestita da <strong>Attardo</strong> hanno fatto il loro ingresso <strong>Raffaele Giuliano</strong>, <strong>Gennaro Giglio</strong>, <strong>Antonio Paglionico</strong> (marito della <strong>D&#8217;Alpino</strong>) e altri due uomini. Si sono avvicinati all&#8217;uomo dei <strong>Contini</strong> e senza pensarci due volte hanno iniziato a pestarlo a sangue, l&#8217;hanno massacrato di botte, poi l&#8217;hanno portato al centro della sala, in modo tale che tutti i presenti potessero guardare. Gli hanno preso e bloccato una mano per poi mozzargli un dito, un taglio netto. Il sangue è iniziato a uscire dall&#8217;arto mutilato e le urla di Attardo si sono sentite per diverse centinaia di metri di distanza. A quel punto il gruppo punitivo si è recato all&#8217;uscita, ma prima di andare via dalla bisca, Giuliano ha pronunciato queste parole: &#8220;<em>La gente di Forcella non si caccia, si rispetta</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_89557" aria-describedby="caption-attachment-89557" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-89557 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/cont-giugl-300x155.jpg" alt="&quot;La gente di Forcella non si caccia, si rispetta&quot;, così è iniziata la faida tra i Giuliano e i Contini" width="300" height="155" /><figcaption id="caption-attachment-89557" class="wp-caption-text">A sinistra Eduardo Contini. In alto da sinistra, Luigi, Guglielmo, Carmine, Salvatore, Raffaele Giuliano e Patrizio Bosti</figcaption></figure>
<p>È stato questo episodio a far scoppiare la faida tra il clan <strong>Giuliano</strong> e il sodalizio dei <strong>Contini</strong>. Tra <strong>Luigi Giuliano</strong>, &#8216;<em>Re di Forcella</em>, e <strong>Eduardo Contini</strong> &#8216;<em>o Romano</em>, non è mai corso buon sangue. Fin dai primi incontri, quando Giuliano era già un boss potente e Contini un giovane e promettente criminale, tra i due non è mai scattata una grande simpatia. Così con la crescita del clan di &#8216;<em>ò Romano</em>, gli attriti tra le due famiglie sono stati inevitabili.</p>
<p>Ma la risposta del <strong>clan Contini</strong> non si è fatta attendere. Dopo qualche giorno, il 2 settembre, i fratelli <strong>Giglio</strong> dovevano andare a Perugia per presenziare al funerale di uno zio. Mentre sono andati a prendere la propria auto sono stati sorpresi da <strong>Eduardo Contini</strong>, <strong>Patrizio Bosti</strong>, <strong>Salvatore Botta</strong>, <strong>Vincenzo Attardo</strong> con il figlio <strong>Gaetano</strong> e <strong>Giuseppe Del Piano</strong>. Il gruppo di fuoco avversario aveva aspettato i fratelli Giglio al varco, ne conoscevano i movimenti. Li hanno aggrediti e ammanettati. Poi li hanno portati in un grande avvallamento nei pressi di <strong>Capodichino</strong> e dopo averli interrogati li hanno uccisi. Due colpi alla testa per <strong>Gennaro Giglio</strong>, un colpo di lupara per il fratello <strong>Antonio</strong>. Infine, per concludere degnamente l&#8217;agguato, hanno scaricato contro i corpi ormai senza vita gli interi caricatori delle proprie pistole.</p>
<p>Ma, evidentemente, i <strong>Giuliano</strong> avevano sottovalutato la forza del clan rivale. I &#8220;<em>padroni</em>&#8221; di <strong>Forcella</strong> sono rimasti spiazzati dalla feroce reazione dei <strong>Contini</strong>, ormai definitivamente protagonisti della scena camorristica napoletana. Così il sodalizio di &#8216;<em>o Romano</em> ha dato il colpo di grazia ai propri nemici. Non è passato neanche un giorno che il 3 settembre <strong>Patrizio Bosti</strong>, travestito da guardia giurata, si è aggirato per i vicoli di Forcella. Ha individuato il suo obiettivo, <strong>Vincenzo Avigliano</strong>. Lo ha visto mentre stava bevendo un aperitivo. Gli si è avvicinato alle spalle e lo ha colpito con quattro colpi di pistola alla testa, per poi finirlo all&#8217;interno di un bar.</p>
<p>Essere stati colpiti nel cuore del proprio territorio è stato per il potente clan <strong>Giuliano</strong> un colpo duro da incassare e sopportare. L&#8217;escalation di violenza portata avanti dal <strong>clan Contini</strong> è stata talmente fulminea che l&#8217;omicidio di <strong>Avigliano</strong> è rimasto senza vendette. &#8216;<em>o Romano</em> aveva vinto la sua prima faida e mentre i &#8216;<em>Re di Forcella</em> erano sulla via del declino, <strong>Contini </strong>e <strong>Bosti</strong> avevano appena cominciato la loro ascesa nel mondo della camorra napoletana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/14/la-gente-forcella-non-si-caccia-si-rispetta-cosi-iniziata-la-faida-giuliano-contini/">&#8220;La gente di Forcella non si caccia, si rispetta&#8221;, così è iniziata la faida tra i Giuliano e i Contini</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 09:35:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono in corso le udienze finali del processo contro il clan Contini, storico sodalizio della camorra napoletana, egemone nei quartieri Vasto, Vicaria, Sant&#8217;Antonio Abate e Poggioreale. In questi giorni nell&#8217;aula del Tribunale di Napoli sono di scena le requisitorie del sostituto Procuratore della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) Ida Teresi, che ha ricostruito i capi d&#8217;accusa contro i vertici dell&#8217;organizzazione, raccontando le vicende criminali in [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-estorsioni-usura-gioco-e-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-estorsioni-usura-gioco-e-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/">Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in corso le udienze finali del processo contro il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>clan Contini</strong></a>, storico sodalizio della camorra napoletana, egemone nei quartieri <strong>Vasto</strong>, <strong>Vicaria</strong>, <strong>Sant&#8217;Antonio Abate </strong>e <strong>Poggioreale</strong>. In questi giorni nell&#8217;aula del <strong>Tribunale di Napoli</strong> sono di scena le requisitorie del sostituto Procuratore della <strong>DDA</strong> (<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong>, che ha ricostruito i capi d&#8217;accusa contro i vertici dell&#8217;organizzazione, raccontando le vicende criminali in cui il clan è coinvolto (pubblicate sul sito di <em>Radio Radicale</em>).</p>
<p>Gli inquirenti hanno basato gran parte della loro indagine sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, in particolare di <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/09/26/morte-vincenzo-de-feo-giovane-pentito-malato-tempo/" target="_blank" rel="noopener">Vincenzo De Feo</a></strong> (deceduto in carcere lo scorso 25 settembre a causa di una malattia) e di <strong>Teodoro</strong> e <strong>Giuseppe</strong> <strong>De Rosa</strong> (rispettivamente padre e figlio), e sulle intercettazioni raccolte negli ultimi anni durate la complessa attività investigativa.</p>
<p>Dall&#8217;inchiesta è emerso come il <strong>clan Contini</strong> avrebbe costruito attraverso le proprie attività illecite una vera e propria holding finanziaria con ramificazioni in tutto il mondo, grazie ad importanti investimenti in diversi settori dell&#8217;economia (in particolare nell&#8217;edilizia). Ma le fondamenta del &#8220;tesoro&#8221; del clan sarebbero nelle sue roccaforti a <strong>Napoli</strong>, ovvero nei quartieri controllati dal sodalizio: traffico e spaccio di stupefacenti, usura, estorsioni, ricettazione, scommesse sportive, abbigliamento contraffatto e appalti negli ospedali.</p>
<p><strong>Traffico e spaccio di droga- </strong>È possibile dividere la mappa dello spaccio della droga in tre piazze principali:</p>
<ul>
<li><em><strong>Rione Amicizia</strong></em>: da sempre il &#8220;fortino&#8221; della famiglia <strong>Bosti</strong>. La zona sarebbe stata affidata al controllo di <strong>Salvatore Botta</strong> detto &#8216;<em>o Infermiere</em>, cognato di <em>&#8216;ò Romano</em> (è sposato con <strong>Rosa Di</strong> <strong>Munno</strong>) ma molto legato a <strong>Patrizio Bosti</strong>. Botta sarebbe una figura importante all&#8217;interno della rete del clan <strong>Contini</strong>. Uomo di assoluta fiducia dei boss, al quale sono state delegate la gestione di diversi business, oltre che le relazioni con gli altri clan della città. Detenuto dal 2002 e condannato di nuovo nel 2017, in appello, a 18 anni di detenzione. Lavoravano per lui in questa piazza di spaccio <strong>Vincenzo Tolomelli</strong> e <strong>Antonio Cristiano</strong>. Entrambi sono stati condannati insieme ad <strong>Ettore Bosti</strong> nel maxi processo che li ha visti accusare di associazione finalizzata al traffico di droga (importata dall&#8217;Olanda) con l’aggravante della transnazionalità e le armi. I gestori della piazza avrebbero dovutoconsegnare al clan dai 35mila ai 50mila euro mensili come guadagni dalla vendita della droga.</li>
<li><em><strong>Borgo Sant&#8217;Antonio Abate</strong></em>: è il &#8220;cuore&#8221; della famiglia <strong>Contini</strong>. Il reggente della zona sarebbe stato <strong>Giuseppe Ammendola</strong> detto &#8216;<em>Peppe ò uaglione</em>, figura di grande rilievo del clan e fedelissimo di <strong>Eduardo &#8216;<em>ò Romano</em></strong>. Quest&#8217;ultimo è stato arrestato il 12 agosto del 2015 a <strong>Torvajanica</strong> (dopo 3 anni di latitanza). Era stato condannato precedentemente, in primo grado, a luglio del 2015 e poi in appello, nel 2017, a 10 anni di carcere. Per questa piazza la droga si sarebbe acquistata da <strong>Luigi Mastellone </strong>e <strong>Luigi Cella</strong>. La piazza del Borgo sarebbe stata, come affermato dalla Pm <strong>Teresi</strong> &#8220;<em>croce e delizia del clan</em>&#8220;, in quanto spesso causa di alcuni conflitti interni al sodalizio.</li>
<li><em><strong>Gruppo Stadera</strong></em>: la zona rappresenta la parte più &#8220;esterna&#8221; sotto la gestione del clan <strong>Contini</strong> e quella che confina con il territorio di competenza del clan <strong>Mazzarella</strong>. Il comando sarebbe stato affidato a <strong>Paolo Di Mauro</strong> detto anche lui &#8216;<em>o Infermiere</em>, arrestato in Spagna nel 2010 e condannato a 24 anni di carcere per traffico e spaccio di stupefacenti. Inoltre sarebbe il presunto killer di <strong>Francesco Mazzarella</strong> ucciso nel 1998 fuori il carcere di <strong>Poggioreale</strong>. A gestire la piazza e i rapporti con i vertici del sodalizio, sarebbero stati <strong>Antonio Ruggiero</strong> &#8216;<em>o Malommo</em>, sposato con<strong> </strong><strong>Vincenza Guerriero</strong> (zia di <strong>Raffaele Guerriero</strong>), <strong>Giovanni</strong> <strong>Martinelli</strong>, <strong>Domenico</strong> <strong>Ciminiello</strong> alias &#8216;<em>Mimì ò mericano</em><strong> </strong>(entrambi deceduti), <strong>Annunziata Oliva</strong> (moglie di <strong>Giovanni Migliaccio</strong>), <strong>Lucio Migliaccio</strong>,<strong> Luigi Bove</strong>, <strong>Raffaele</strong> <strong>Nurcato </strong>(questi ultimi entrambi detenuti perché condannati, insieme a <strong>Luigi</strong><strong> Folchetti </strong>e<strong> Mauro Mele</strong>), <strong>Sergio Barone Lumaga</strong> e <strong>Mocerino Luigi</strong>. Lucio Migliaccio e Annunziata Oliva, assistiti dall&#8217;avvocato <strong>Salvatore D&#8217;Antonio</strong>, sono stati poi scarcerati dal <strong>Tribunale del riesame </strong>perché le intercettazioni sono state ritenute inutilizzabili.</li>
</ul>
<figure id="attachment_88739" aria-describedby="caption-attachment-88739" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88739" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/continibostibottadimauroammendola-300x155.jpg" alt="Droga, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini" width="300" height="155" /><figcaption id="caption-attachment-88739" class="wp-caption-text">Da sinistra, Giuseppe Ammendola, Ettore Bosti, Paolo Di Mauro, Salvatore Botta</figcaption></figure>
<p><strong>Usura-</strong> <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/rita-aieta-nelle-mani-della-moglie-del-boss-lattivita-delle-mesate/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rita Aieta</strong></a> insieme al figlio <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/" target="_blank" rel="noopener">Ettore Bosti</a> </strong>avrebbero gestito quest&#8217;attività illecita. La &#8220;base&#8221; in cui i due avevano concentrato il giro di prestiti era un negozio di telefonini a <strong>San Giovanniello</strong>. Il locale era stato preso con <strong>Piero Falco</strong> che non riuscendo a pagare la &#8220;mesata&#8221; al clan, era stato obbligato a investire il suo denaro nel negozio. A lavorarci erano <strong>Pietro &#8216;<em>Pierino</em> Caso</strong> e a volte la moglie di &#8216;<em>o Russo</em>, <strong>Filomena Lo Russo</strong>. Le <strong>ta</strong><strong>riffe</strong>: 30% agli affidabili, il 360% in più all&#8217;anno; 50% ai non affidabili, 600% in più all&#8217;anno. <strong>Antonio Aieta</strong> (fratello di <strong>Rita </strong>e zio di <strong>Ettore</strong>) insieme a <strong>Luigi Galletta</strong> avrebbe reinvestito i beni proventi dal business dell&#8217;usura in automobili e orologi.</p>
<p><strong>Estorsioni-</strong> Il  racket sarebbe stato di competenza di <strong>Salvatore Botta</strong>. Le tariffe erano di 50€ a settimana per ogni bancarella presente nel <strong>Borgo di Sant&#8217;Antonio</strong> <strong>Abate</strong>. Molte delle riunioni tra gli estorti e gli uomini del clan si sarebbero tenute presso l&#8217;ospedale <strong>San Giovanni Bosco</strong>, sempre al cospetto di <strong>Botta</strong>. Gli interessi del sodalizio sarebbero stati anche negli appalti all&#8217;interno dell&#8217;ospedale, affare che avrebbe permesso di assumere personale scelto direttamente dall&#8217;organizzazione criminale.</p>
<p><strong>Abbigliamento contraffatto-</strong> Il clan <strong>Contini</strong> avrebbe incentrato tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90 le proprie attività commerciali su quelle figure che all&#8217;epoca venivano definite come <em>magliari</em>. Ancora oggi questo business sarebbe più florido che mai e la sua gestione sarebbe stata affidata a <strong>Salvatore</strong> <strong>Botta</strong>. Quest&#8217;ultimo sarebbe stato a capo dell&#8217;intera filiera e avrebbe impartito le direttive ai vari produttori e venditori. Avrebbero lavorato per lui i fratelli <strong>Diego </strong>e <strong>Mario D&#8217;Ambrosio</strong>, la cui attività però fallisce costringendo entrambi alla fuga all&#8217;estero. Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sarebbe emersa la duplice valenza di Botta: essere protetti da lui voleva dire trovarsi in una botte di ferro, ma guai a <em>sgarrare</em> o la vendetta di Botta sarebbe stata furiosa. &#8220;<em>Se non paghi ti sfonda</em>&#8220;, è questo il &#8220;comandamento&#8221; venuto fuori dalle intercettazioni. Degli &#8220;atti di forza e violenza&#8221; si sarebbe occupato il nipote <strong>Nicola Botta </strong>alias &#8216;<em>Doccetta</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-estorsioni-usura-gioco-e-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/">Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Rita Aieta, nelle mani della moglie del boss ci sarebbe l&#8217;attività delle &#8220;mesate&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 13:19:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si parla del potere femminile all&#8217;interno dei clan di camorra, soprattutto quando i mariti delle donne vengono uccisi o arrestati. È in quel caso che il ruolo delle moglie assume una valenza di prima importanza, sia nella gestione delle attività del sodalizio, sia come guida dei figli che seguono le orme del padre. Per le famiglie dell&#8217;<em><strong>Alleanza di Secondigliano</strong></em> tale principio è più che confermato.</p>
<p>Infatti le tre organizzazioni che costituiscono il cartello di camorra più potente della storia criminale di <strong>Napoli</strong>, si basano su tre matrimoni che hanno come protagoniste tre sorelle <strong>Anna</strong>, <strong>Maria</strong> e <strong>Rita Aieta</strong>. Le tre donne hanno sposato rispettivamente <strong>Francesco Mallardo</strong>, <strong>Eduardo Contini </strong>e <strong>Patrizio Bosti</strong> sancendo di fatto il legame parentale e l&#8217;alleanza tra le tre famiglie. &#8216;<em>Ciccio è Carlantonio</em>, &#8216;<em>o Romano</em> e &#8216;<em>o Patrizio</em> sono, infatti, a capo dei rispettivi clan camorristici.</p>
<figure id="attachment_88626" aria-describedby="caption-attachment-88626" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-88626" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/bostibosti-300x155.jpg" alt="Rita Aieta, nelle mani della moglie del boss l'attività delle &quot;mesate&quot;" width="300" height="155" /><figcaption id="caption-attachment-88626" class="wp-caption-text">A sinistra Patrizio Bosti, a destra il figlio Ettore</figcaption></figure>
<p>Così quando sono finiti in galera, in ordine, <strong>Eduardo Contini</strong>, <strong>Patrizio Bosti</strong> e anche suo figlio <strong>Ettore</strong>, <strong>Rita Aieta</strong> avrebbe iniziato a gestire le attività del sodalizio. Il suo ruolo è stato descritto dal sostituto Procuratore della <strong>DDA</strong> (<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong>, titolare dell&#8217;indagine proprio contro il <strong>clan Contini</strong>.</p>
<p>Durante la requisitoria della Pm, è stata descritta la figura di <strong>Aieta</strong>. Attraverso l&#8217;analisi di alcune intercettazioni (pubblicate su <em>Radio Radicale</em>) risulterebbe la funzione della donna, sia di gestore dell&#8217;attività delle &#8220;<em>mesate</em>&#8221; (cioè distribuire il danaro agli affiliati e in particolare ai parenti di quelli detenuti), ma anche di collante tra il figlio <strong>Ettore</strong> e il marito <strong>Patrizio</strong> quando era latitante. Tuttavia, come dichiarato dal suo avvocato difensore <strong>Raffaele Chiummariello</strong> &#8220;<em>Esiste una sola intercettazione, soggetta ad interpretazioni, che proverebbe le accuse della Procura. Intanto il Tribunale del riesame ha scarcerato la mia assistita per insufficienza di prove</em>&#8220;.</p>
<p>Ma da quando &#8216;<em>ò Patrizio</em> è stato arrestato e la reggenza del clan è passata nelle mani del figlio &#8216;<em>Ettoruccio ò russo</em>, le tensioni all&#8217;interno del sodalizio e della famiglia sarebbero aumentate. La gestione del giovane <strong>Bosti</strong> avrebbe creato dei problemi sia all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione che nei confronti degli altri clan, tanto da attirare anche l&#8217;attenzione delle forze dell&#8217;ordine, protagoniste di diverse operazioni contro i <strong>Contini</strong>.</p>
<p>All&#8217;interno di questo scenario non mancano le lamentele ed ecco che <strong>Annunziata Oliva</strong>, moglie di <strong>Giovanni Migliaccio</strong> (affiliato al clan, oggi pregiudicato e detenuto), intercettata mentre parlava con il cognato <strong>Lucio</strong> (fratello del marito) nella propria auto, avrebbe manifestato tutto il suo malcontento proprio nei confronti di <strong>Rita Aieta</strong> e la gestione delle &#8220;<em>mesate</em>&#8220;: &#8220;<em>Qua non ci stanno soldi, mio marito si sta facendo la galera da anni. Che dobbiamo fare? Bisogna parlare con lei e vedere se può chiedergli questa cosa</em>&#8220;. &#8220;<em>Lei</em>&#8221; è Aieta e la persona a cui avrebbe dovuto rivolgersi è il marito <strong>Patrizio Bosti</strong> che all&#8217;epoca era ancora latitante. In particolare Oliva e suo cognato Lucio sono ad oggi liberi perché scarcerati dal <strong>Tribunale del riesame</strong> su richiesta dell&#8217;Avvocato difensore <strong>Salvatore D&#8217;Antonio</strong>, in quanto le intercettazioni utilizzate sono state ritenute inutilizzabili.</p>
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		<title>Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 10:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si dice che quando le grandi aziende passano dalla gestione dei padri a quella dei figli corrono il rischio di fallire, con il triste epilogo di vedere cancellato tutto quello che è stato creato dai genitori. Lo stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda la camorra. Nello specifico stiamo parlando del clan Contini uno dei [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/">Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che quando le grandi aziende passano dalla gestione dei padri a quella dei figli corrono il rischio di fallire, con il triste epilogo di vedere cancellato tutto quello che è stato creato dai genitori. Lo stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda la camorra. Nello specifico stiamo parlando del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener">clan <strong>Contini</strong></a> uno dei sodalizi più potenti e longevi del panorama criminale napoletano. Un&#8217;organizzazione che si è trasformata in una vera e propria holding finanziaria che ha esteso le proprie mire in tutto il mondo.</p>
<p>Così, dopo l&#8217;arresto di <strong>Eduardo Contini</strong> &#8216;<em>o Romano</em> e quello di <strong>Patrizio Bosti</strong>, avvenuti rispettivamente a dicembre del 2007 e ad agosto del 2008, le redini del clan sarebbero passate in automatico nelle mani di <strong>Ettore Bosti</strong> &#8216;<em>o Russo</em> figlio di Patrizio e <strong>Rita Aieta</strong>. Ma come si evince dalle requisitorie del sostituto Procuratore della <strong>DDA </strong>(<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong> (pubblicate su <em>Radio Radicale</em>), l&#8217;avvicendamento di potere all&#8217;interno del clan <strong>Contini</strong> non sarebbe piaciuto ai &#8220;senatori&#8221; del sodalizio.</p>
<p>Infatti, dalle intercettazioni che fanno parte dell&#8217;insieme delle prove che la Pm ha raccolto e sta utilizzando durante il maxi processo a carico dell&#8217;organizzazione criminale fondata da &#8216;<em>o Romano</em>, risulterebbero molti dissidi interni. Questi ultimi sarebbero stati amplificati dal carattere aggressivo di <strong>Ettore Bosti</strong> che con diverse azioni spregiudicate avrebbe creato malumori dentro il sodalizio attirando su di esso l&#8217;attenzione dei rivali e delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>&#8220;<em>A quello ci vuole qualcuno affianco, altrimenti o si farà ammazzare o spaccherà la famiglia</em>&#8220;, parole pronunciate da <strong>Patrizio Bosti </strong>in persona che, durante la latitanza, ha avuto con il figlio e i vertici del clan, una fitta corrispondenza organizzata con i classici <em>pizzini</em>. Sono al vaglio degli inquirenti, infatti, diversi messaggi che hanno lasciato presagire uno scontro tra padre e figlio su quella che sarebbe dovuta essere la gestione del sodalizio e i comportamenti da avere.</p>
<p>E invece niente, <strong>Ettore Bosti</strong> è stato protagonista di pestaggi, missioni punitive, scontri con le <em>Paranze </em>del centro storico e con alcuni &#8220;<em>cani sciolti</em>&#8221; del clan <strong>Contini</strong> (su tutti balza all&#8217;onore delle cronache l&#8217;omicidio del giovane <strong>Ciro Fontanarosa</strong> avvenuto nel 2009. Il ragazzo è stato condannato a morte per aver rifiutato di affiliarsi al clan e aver fatto rapine e furti per conto suo). E poi, la vita di lusso, le serate nei locali e i rapporti con i capi ultras del gruppo <strong><em>Mastiff </em></strong>(con <strong>Gennaro De Tommaso</strong> &#8216;<em>a Carogna</em>, &#8216;<em>o Russo</em> gestiva l&#8217;attività del traffico e lo spaccio di stupefacenti).</p>
<p>Tutte vicende che hanno acceso i nervosismi di personaggi come <strong>Luca Esposito</strong> marito di <strong>Maria Bosti</strong>, sorella di <strong>Ettore</strong>. I sue sarebbero in affari, ma da un&#8217;intercettazione si sarebbe capito in modo chiaro che il loro rapporto sarebbe stato molto teso: &#8220;<em>Faccio arrestare tuo padre. Io vi canto tutti, non ce la faccio più. Tuo fratello sta impazzendo è capace che va a minacciare e uccidere mio padre. Maledetta a te che sei sua figlia</em>&#8220;, queste le parole di Esposito mentre parla con la moglie, rivolgendosi a &#8216;<em>o Russo</em> e suo padre <strong>Patrizio</strong>. In pratica, il cognato di <strong>Ettore Bosti</strong> avrebbe avuto paura dei comportamenti sempre più violenti del giovane boss, arrivando addirittura a minacciare di &#8216;<em>cantare</em> gli uomini del clan facendone arrestare il capo, Patrizio, che in in quel periodo era latitante.</p>
<figure id="attachment_88586" aria-describedby="caption-attachment-88586" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-88586" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/bostimallardoammendola-300x160.jpg" alt="Ettore Bosti, la &quot;testa calda&quot; che ha bisogno di un 'tutor" width="300" height="160" /><figcaption id="caption-attachment-88586" class="wp-caption-text">Da sinistra, Patrizio Bosti, Giuseppe Ammendola, Ettore Bosti e Francesco Mallardo</figcaption></figure>
<p>Ma i contrasti in famiglia sono diversi. Anche <strong>Antonio Aieta</strong> zio di <strong>Ettore</strong>, intercettato mentre sta parlando con <strong>Ciro Maglione </strong>(cognato di &#8216;<em>o Patrizio</em> in quanto ha sposato un&#8217;<strong>Aieta</strong>), ha affermato: &#8220;<em>La sua testa è sciacqua. Ora sai che gli consegna quello</em>&#8220;. &#8220;<em>Quello</em>&#8220;, sarebbe il papà di &#8216;<em>o Russo</em>, <strong>Patrizio Bosti</strong>. Ma il conflitto ha coinvolto anche i personaggi più in vista del clan, come <strong>Giuseppe Ammendola </strong>detto &#8216;<em>Pepp ò uaglion </em>(arrestato ad agosto del 2015 dopo due anni di latitanza). Quest&#8217;ultimo, sempre dalle intercettazioni raccontate dalla Pm, avrebbe ricevuto le lamentele di <strong>Luca Esposito</strong>, che parlando con la moglie ha detto: &#8220;<em>Se gli metto le mani addosso a tuo fratello mi fanno male, ho già abbuscato quattro volte. Diglielo a Peppe che deve parlare con lui</em>&#8220;. <em><strong>Peppe</strong></em> sarebbe <strong>Ammendola</strong> e &#8220;<em><strong>lui</strong></em>&#8220;, sarebbe <strong>Patrizio Bosti</strong>. Con quest&#8217;ultimo che era latitante, ad avere dei rapporti erano in pochi, tra gli eletti c&#8217;era proprio Ammendola.</p>
<p>Ma quando si tratta del figlio del boss neanche una figura di spicco come <em><strong>&#8216;o Uaglion</strong></em> può intervenire, c&#8217;è bisogno di un segnale dall&#8217;alto. Così è costretto a parlare con <strong>Ettore Bosti</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/07/28/scarcerato-gennaro-trambarulo-la-decisione-del-tribunale-del-riesame/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gennaro Trambarulo</strong> &#8216;<em>ò Muntat</em></a>, mandato direttamente dallo zio di Bosti jr, <strong>Francesco &#8216;<em>Ciccio</em> Mallardo</strong>. Ecco che dal &#8220;paese&#8221;, dalla Provincia è arrivata la mano tesa dell&#8217;altro potente clan che compone insieme ai <strong>Contini </strong>e ai <strong>Licciardi</strong> la famosa <em><strong>Alleanza di Secondigliano</strong></em>. Un legame anche di sangue considerato che <strong>Eduardo Contini</strong>, <strong>Patrizio Bosti</strong> e <strong>Francesco Mallardo</strong> sono sposati con tre sorelle <strong>Maria</strong>, <strong>Rita</strong> e <strong>Anna Aieta</strong>. A parlare delle &#8220;uscite di testa&#8221; di &#8216;<em>Ettoruccio ò russo</em> è stato anche il suocero <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/19/viaggio-nella-sanita-dopo-il-regno-dei-misso-la-faida-tra-i-vastarella-e-gli-esposito-genidoni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mario Lo Russo</strong></a>, uno dei &#8216;<em>Capitoni </em>di <strong>Miano</strong> di cui il giovane <strong>Bosti </strong>ha sposato la figlia <strong>Filomena</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/">Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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