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	<title>pietro ioia Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Jun 2024 19:21:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>pietro ioia Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Ioia, garante dei detenuti a Napoli, risponde a Cantalamessa: &#8220;La Lega non è degna di una mia risposta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 11:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato il sindaco di Napoli a nominare ufficialmente Pietro Ioia Garante per i diritti dei detenuti per la Città Metropolitana. De Magistris aveva da tempo questa idea e soltanto oggi è stata formalizzata. Ioia, ex detenuto, è da tempo un attivista che si batte per i diritti dei reclusi. Ma la decisione non è piaciuta a tutti. In [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato il sindaco di <strong>Napoli</strong> a nominare ufficialmente <strong>Pietro Ioia</strong> Garante per i diritti dei detenuti per la Città Metropolitana. <strong>De Magistris</strong> aveva da tempo questa idea e soltanto oggi è stata formalizzata. <strong>Ioia</strong>, ex detenuto, è da tempo un attivista che si batte per i diritti dei reclusi.</p>
<p>Ma la decisione non è piaciuta a tutti. In molti hanno espresso la propria contrarietà rispetto alla decisione di <strong>De Magistris</strong>. Una delle voci contrarie è stata quella di <strong>Gianluca Cantalamessa</strong> coordinatore della <strong>Lega </strong>in <strong>Campania</strong>.</p>
<p>Ecco il suo attacco diretto a <strong>Ioia</strong> e <strong>De Magistris</strong>: &#8220;<em>Il sindaco dell’ illegalità ha nominato come garante dei detenuti Pietro Ioia, ex “capo dei parcheggiatori abusivi”, Nominare quale garante dei detenuti colui il quale ha denunciato vari agenti della Polizia Penitenziaria, definendoli “carnefici” è una offesa a tutti coloro indossano una divisa. Sono solo contento se una persona si “ravvede” e credo che il problema del fine pena mai sia un problema di tutti, ma di qui a nominare garante dei detenuti chi chiede indulto ed amnistia per i detenuti e denuncia gli agenti mi sembra un segnale chiaro di questa amministrazione oltre che una inutile provocazione. Tutto questo mentre al Vasto oggi, per l’ennesima volta, è successo l’inferno. Ed ovviamente il Sindaco non ha detto una parola&#8230;Piena solidarietà agli agenti di Polizia Penitenziaria mortificati da questa nomina, così come ogni giorno in questa città sono mortificate le persone che provano a rispettare le regole. Sindaco Napoli merita rispetto</em>&#8220;.</p>
<p>Contattato da <em>VocediNapoli.it</em>, <strong>Ioia</strong> ha dichiarato &#8220;<em>Ai leghisti non rispondo. Cantalamessa non è degno di una mia risposta. Non mi abbasso al livello della Lega, io che a piazza Carlo III ho manifestato contro Salvini. Io che mi sono ravveduto ed ho fatto della legalità il mio obiettivo di vita</em>&#8220;.</p>
<p>Anche l&#8217;<em>Unione Sindacati Polizia Penitenziaria</em> (<strong>USPP</strong>) si è espressa in merito: &#8220;<em>Pur considerando l&#8217;ideologia politica del nostro Sindaco alquanto sui generis non riusciamo a comprendere come sia stato possibile sostenere questa nomina di un ex detenuto nel carcere di Poggioreale per reati quali spaccio di stupefacenti, a garante dei detenuti per la città di Napoli. Molti lo ricordano per le denunce contro la Polizia Penitenziaria e la cosiddetta &#8216;cella zero&#8217;, altri lo riconoscono come &#8216;sindacalista&#8217; dei parcheggiatori abusivi di Napoli che si sono costituiti come associazione dei &#8220;Ex DON&#8221; (ex detenuti organizzati di Napoli). Ci aspettavamo che la scelta ricadesse su un operatore già impegnato nel sociale, ma con competenze specifiche ed adeguata formazione professionale come da delibera relativa al bando, delibera che tra i requisiti contempla, tra l&#8217;altro, anche l&#8217;integrità morale. Non riusciamo davvero a comprendere perché nella maggior parte delle città italiane siano stati nominati quali garanti cittadini avvocati, esperti di diritto, dirigenti penitenziari, professori universitari nel rispetto dei requisiti previsti dai relativi bandi mentre il Comune di Napoli abbia fatto una nomina a dir poco &#8216;alternativa e ribelle&#8217;, non conforme ai requisiti prescritti e, pertanto, verosimilmente frutto di strategie politiche, con effetti pericolosamente destabilizzanti per le carceri napoletane</em>&#8220;, questo il comunicato del presidente dell&#8217;Uspp <strong>Giseppe Moretti</strong> e del segretario regionale campano <strong>Ciro Auricchio</strong>.</p>
<p><strong>IL POST DI CANTALAMESSA SU FACEBOOK &#8211;</strong></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpermalink.php%3Fstory_fbid%3D2411363329130890%26id%3D100007717398501&amp;width=500" width="500" height="268" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-180932 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-12-10-alle-13.27.30.png" alt="Ioia, garante dei detenuti a Napoli, risponde a Cantalamessa: &quot;La Lega non è degna di una mia risposta&quot;" width="650" height="435" /></p>
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		<title>Antonio, malato e chiuso in cella. Ioia: &#8220;La sanità in carcere è una tragedia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 17:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La moglie di Antonio mi ha contattato per segnalarmi le gravi condizioni del marito. Per me, purtroppo, non è una novità. Sono tantissime le segnalazioni che ricevo in merito ai casi di mala sanità che avvengono dentro le carceri</em>&#8220;, a parlare è <strong>Pietro Ioia</strong>, ex detenuto ed attivista per i diritti delle persone private della libertà.</p>
<p>Il tema è la <strong>sanità penitenziaria</strong> argomento importante sul quale è sempre poca l&#8217;attenzione riservata da parte dei media. <strong>Antonio</strong>, 45 anni con moglie e 5 figli, è recluso presso il carcere di <strong>Caltanissetta</strong>. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/06/ha-un-male-alla-gola-ma-aspetta-ancora-la-tac-la-storia-di-antonio-abbandonato-in-una-cella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La sua storia</a> ha avuto inizio lo scorso anno quando ha subito un&#8217;operazione alla colonna vertebrale.</p>
<p>Poi, a gennaio, è scattato l&#8217;arresto e a settembre è giunta la brutta notizia: <strong>Antonio</strong> potrebbe essere affetto da un brutto male alla gola. In quei giorni era detenuto presso il reparto sanitario del carcere di <strong>Secondigliano</strong>. Il 45enne, da qualche giorno, ha iniziato una protesta culminata con lo sciopero della fame e della sete. L&#8217;obiettivo è quello di ottenere il permesso per sostenere i dovuti accertamenti medici.</p>
<p>Ad oggi, &#8220;a<em> Poggioreale c&#8217;è la situazione peggiore </em>&#8211; ci ha raccontato <strong>Ioia</strong> &#8211; <em>in quello che io chiamo &#8216;Mostro di Cemento&#8217; la sanità rappresenta un vero e proprio disastro</em>&#8220;. Ma non è solo un problema di mala sanità, secondo <strong>Ioia</strong>: &#8220;<em>Gli amministratori dei penitenziari non hanno risorse a sufficienza per gestire bene tutti i casi. Mancano soldi, strumenti e personale</em>&#8220;.</p>
<p>Il bollettino è tragico anche dal punto di vista delle strutture: &#8220;<em>Nell&#8217;Area Metropolitana di Napoli, dove ci sono 4 penitenziari </em>(Poggioreale, Secondigliano, Pozzuoli e Nisida, ndr) <em>esiste un solo reparto ospedaliero: il Padiglione Palermo presso l&#8217;ospedale Cardarelli. Per andarci devi praticamente essere in fin di vita visto i pochi posti disponibili. Tutti gli altri detenuti</em> &#8211; ha continuato <strong>Ioia</strong> &#8211;<em> che hanno bisogno di cure devono aspettare l&#8217;infinito per poter essere trasportati presso un nosocomio. E in quel caso c&#8217;è bisogno della scorta e del personale che possa piantonare il detenuto ricoverato</em>&#8220;.</p>
<p>Questo contesto, in contrasto con due diritti fondamentali garantiti dalla <strong>Costituzione italiana</strong> (quello alla salute e l&#8217;articolo 27), rende anche difficile e più impegnativo il lavoro degli agenti della <strong>Polizia Penitenziaria</strong>: &#8220;<em>Già soffriamo la piaga del sovraffollamento. Già siamo in pochi, rispetto a quanti agenti dovrebbero esserci in un carcere. Da molti anni dobbiamo gestire anche situazioni riguardanti la sanità</em>&#8220;, ha affermato <strong>Ciro Auricchio</strong>, Segretario regionale dell&#8217;<em>Unione Sindacato Polizia Penitenziaria </em>(<strong>USPP</strong>).</p>
<p>Secondo la relazione presentata lo scorso anno dalla <strong>Simspe </strong>(onlus <em>Sanità Penitenziaria</em>), contenuta in un rapporto redatto e inviato alla <em>Corte dei Diritti dell&#8217;Uomo </em>(<strong>CEDU</strong>) dal <strong>Partito Radicale</strong>, ci sono alcuni dati davvero allarmanti: &#8220;<em>Il 60-70% dei detenuti soffre di patologie psicologiche oltre che fisiche. Spesso l&#8217;una è una conseguenza dell&#8217;altra. Sono diversi i fattori che incidono su questa drammatica situazione. Ma le conseguenze</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Luciano Lucania</strong> Presidente della <strong>Simspe Onlus</strong> &#8211; <em>possono anche essere quelle di comportamenti violenti e autolesionistici. Senza contare la piaga delle malattie infettive: dal 30% al 38% dei detenuti ha gli anticorpi del virus dell&#8217;epatite C, di questi il 70% ha il virus attivo. Un detenuto su tre, circa 25 30mila carcerati, avrebbe bisogno di essere curato con nuovi e specifici farmaci</em>&#8220;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-180548 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ioiamalasanitàcarceri.jpg" alt="Antonio, malato e chiuso in cella. Ioia: &quot;La sanità in carcere è una tragedia&quot;" width="650" height="355" /></p>
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		<title>Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 16:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di poggioreale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato Pietro Ioia attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della Polizia penitenziaria, il regista Matteo Garrone e il Ministero della Giustizia. Il motivo? Garrone sta girando un film a Napoli dal titolo &#8220;Nivea&#8221; che tratterà anche il tema della vita [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato <strong>Pietro Ioia</strong> attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della <strong>Polizia penitenziaria</strong>, il regista <strong>Matteo Garrone</strong> e il <strong>Ministero della Giustizia</strong>.</p>
<p>Il motivo? <strong>Garrone</strong> sta girando un film a <strong>Napoli</strong> dal titolo &#8220;<em>Nivea</em>&#8221; che tratterà anche il tema della vita in carcere. Una piccola parte sarà interpretata proprio da <strong>Ioia</strong> che da ex detenuto, ironia della sorte, vestirà la divisa di un agente della <strong>polizia penitenziaria</strong>.</p>
<p>Immediata la reazione del <em>Sindacato autonomo della polizia penitenziaria</em> (<strong>Sappe</strong>) e del <em>Sindacato polizia penitenziaria </em>(<strong>Spp</strong>): &#8220;<em>Mentre un narcotrafficante fa l&#8217;attore a Napoli con la divisa della polizia penitenziaria, non sarebbe mai successo che per interpretare il maresciallo Rocca dei carabinieri venisse scelto nemmeno un ladruncolo qualsiasi. Abbiamo toccato il fondo a testimonianza che il nostro corpo, per effetto di scelte politiche e provvedimenti del Dap e del ministro della giustizia, è considerato di serie z. Da domani, a partire dalle carceri di Abruzzo e Molise, prenderà il via una mobilitazione del sindacato senza precedenti con un tour e sit-in davanti ai principali istituti di pena del paese. Ci fa semplicemente sorridere il tentativo di recuperare credibilità messo in atto dal ministro Bonafede. Rispetto a questa situazione che vede gli agenti di polizia penitenziaria fare le comparse e i detenuti gli attori, noi diciamo basta e chiamiamo i colleghi alla mobilitazione per rifiutare il ruolo di vittima di detenuti-carnefici. Un sussulto di dignità che dobbiamo anche per la memoria di tanti colleghi che si sono tolti la vita non reggendo lo stress di condizioni di lavoro e di vita di gran lunga peggiori dei carcerati. Siamo convinti che a furia di dire bugie e di fare promesse, solo perché il carcere non rientra nel cosiddetto &#8216;contratto di programma&#8217; tra Lega e Movimento 5 stelle, questi atteggiamenti si ritorceranno come un boomerang contro chi li pratica nel disprezzo dell&#8217;impegno, del sacrificio di migliaia di lavoratori in divisa</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Aldo Di Giacomo</strong>, segretario generale del <strong>Spp</strong>.</p>
<p>Non si è fatta attendere la risposta di <strong>Ioia</strong>: &#8220;<em>Le mie lotte di civiltà e il rispetto per il diritto non vogliono essere spunti per provocare guerre fra poveri, detenuti e guardie penitenziarie. Non ho avuto pregiudizio nell&#8217;indossare la vostra uniforme. Chi la infanga è chi usa violenza per imporla e non per chi denuncia gli abusi. Chi denuncia, delegando alla giustizia il compito di stabilire ciò che è giusto o illecito, dimostra senso civile</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto dagli uffici di <strong>via Arenula</strong>, sede del Ministero di Grazia e Giustizia, sembrerebbe che il Ministro <strong>Alfonso Bonafede</strong> non abbia dato molto interesse alla questione e dai suoi collaboratori sarebbe trapelata questa affermazione: &#8220;<em>Ci occupiamo di giustizia e non di casting</em>&#8220;.</p>
<p>Ecco, tutta la questione è davvero paradossale. In un paese in cui il <strong>sistema giustizia</strong> è al collasso, i processi durano anni e molti di essi non giungono a sentenza, dove le carceri esplodono e al loro interno sono calpestati i diritti umani, dove il potere giudiziario è molto forte e spesso supplente a quello politico, ci siamo trovati di fronte ad una querelle del genere a causa di un film.</p>
<p>Ed è davvero assurdo che a litigare siano le vittime di questo sistema inefficiente e inefficace, ovvero i detenuti (ex, in questo caso per <strong>Ioia</strong>) e gli agenti della <strong>Polizia penitenziaria</strong>. Mentre chi dovrebbe fornire una soluzione, ovvero la politica &#8211; quindi l&#8217;attuale esecutivo &#8211; non solo ha dimostrato una sorta di indifferenza ma si è soltanto impegnata a varare leggi che hanno aumentano e inasprito le pene, che hanno stravolto in peggio il principio della prescrizione e che come obiettivo futuro si è posto quello di costruire più carceri (senza considerare che nel fatidico &#8220;<em>contratto</em>&#8221; di governo, delle carceri, non si parla neppure).</p>
<p>Dunque, il vero dramma è proprio questo. Sarebbe necessario che l&#8217;intera comunità penitenziaria ne prenda coscienza e tutta unita si rivolga agli esponenti del governo <em>giallo </em>&#8211; <em>verde </em>affinché le cose cambino sul serio. Del resto i dati parlano chiaro e si basano su studi compiuti dai migliori studiosi del mondo: un sistema penale più leggero, una giustizia che funzioni (garantendo la certezza della pena e del diritto), un carcere efficace e che realmente punti alla riabilitazione del detenuto, fanno risparmiare soldi e risorse contribuendo alla diminuzione della recidiva. Un bene per la società intera, aspetti che anche i media dovrebbero spiegare all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Non è un caso che questi sono stati i pilastri dell&#8217;ultima <strong>riforma della giustizia</strong> varata da <strong>Donald Trump</strong> e accettata in modo bipartisan dagli esponenti politici americani. Un esempio di civiltà e ragionevolezza che purtroppo è arrivato, come troppe volte accade, da un altro paese. Non siamo neanche più in grado di prendere spunto da ciò che di meglio sta accadendo nel resto del mondo.</p>
<figure id="attachment_144958" aria-describedby="caption-attachment-144958" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-144958 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/carceriioiabonafedeoliziapenitenziaria.jpg" alt="Carceri, la &quot;guerra tra poveri&quot; che non cambierà il sistema" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-144958" class="wp-caption-text">Nei riquadri, da sinistra, in alto Pietro Ioia e in basso il ministro Alfonso Bonafede. A destra i simboli del Sappe e del Spp</figcaption></figure>
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		<title>È morto Ciro Rigotti, il detenuto malato di tumore</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 20:12:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È finita la tortura di Ciro Rigotti, detenuto malato di un grave calcinoma e probabilmente vittima di un sistema sanitario che all&#8217;interno dei penitenziari fa acqua da tutte le parti. La denuncia del caso, di un&#8217;eventuale caso di malasanità, è stata al centro delle cronache durante le ultime settimane. Ciro Rigotti è deceduto, l&#8217;unico aspetto [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È finita la tortura di <strong>Ciro Rigotti</strong>, detenuto malato di un grave calcinoma e probabilmente vittima di un sistema sanitario che all&#8217;interno dei penitenziari fa acqua da tutte le parti. La denuncia del caso, di un&#8217;eventuale caso di malasanità, è stata al centro delle cronache durante le ultime settimane.</p>
<p><strong>Ciro Rigotti</strong> è deceduto, l&#8217;unico aspetto di questa tragica vicenda è che è riuscito a farlo nel letto di casa sua circondato dall&#8217;affetto dei suoi familiari. A darne l&#8217;annuncio sui social l&#8217;attivista ed ex detenuto <strong>Pietro Ioia</strong>, presidente dell&#8217;associazione &#8220;<em>Ex Detenuti Organizzati Napoletani</em>&#8221; (<strong>Ex DON</strong>).</p>
<p>&#8220;<em>Pochi minuti fa la triste notizia che Ciro rigotti è finalmente libero da questa schifosa giustizia terrena, è morto</em>&#8220;, ha scritto <strong>Ioia</strong> sul suo profilo <em>Facebook</em>. <strong>Rigotti</strong> <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/16/poggioreale-detenuto-suicida-in-cella-lappello-rigotti-e-in-coma-fatelo-morire-a-casa/" target="_blank" rel="noopener">lo scorso 16 ottobre aveva ottenuto i domiciliari</a> dopo aver trascorso diverso tempo presso il reparto detentivo ospedaliero del <strong>Cardarelli</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpermalink.php%3Fstory_fbid%3D2210980999187838%26id%3D100008278770957&amp;width=500" width="500" height="612" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Poggioreale, protesta in carcere dei detenuti: &#8220;Non hanno rimosso il cadavere&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 13:03:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le carceri italiane sono un inferno, una bomba pronta ad esplodere la cui miccia è stata già accesa. Tra sovraffollamento, condizioni igienico &#8211; sanitarie precarie e mancanza di risorse umane ed economiche, l&#8217;intera comunità penitenziaria sta vivendo un dramma senza fine. A Napoli la situazione è particolarmente incandescente con il carcere di Poggioreale luogo di grande disumanità. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le carceri italiane sono un inferno, una bomba pronta ad esplodere la cui miccia è stata già accesa. Tra sovraffollamento, condizioni igienico &#8211; sanitarie precarie e mancanza di risorse umane ed economiche, l&#8217;intera comunità penitenziaria sta vivendo un dramma senza fine.</p>
<p>A <strong>Napoli</strong> la situazione è particolarmente incandescente con il <strong>carcere di Poggioreale</strong> luogo di grande disumanità. Dopo l&#8217;ultimo tragico episodio che ha visto morire per suicidio <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/16/poggioreale-detenuto-suicida-in-cella-lappello-rigotti-e-in-coma-fatelo-morire-a-casa/" target="_blank" rel="noopener">il detenuto <strong>Diego Cinque</strong></a>, un&#8217;altra triste vicenda ha caratterizzato il &#8220;<em>Mostro di cemento</em>&#8220;, così come è definito l&#8217;istituto dall&#8217;attivista <strong>Pietro Ioia</strong>.</p>
<p>È stato stesso quest&#8217;ultimo a denunciare i fatti, confermati anche dal <em>Sindacato autonomo polizia penitenziaria</em> (<strong>SAPPE</strong>), dopo la segnalazione di alcuni familiari:</p>
<p>&#8220;<em>Protesta dei detenuti del padiglione Napoli, perché la salma del detenuto suicidato non veniva rimossa dalla sua cella, storie di ordinaria follia nate dalle viscere del mostro di cemento</em>&#8220;, ha scritto <strong>Ioia</strong> in un posto pubblicato sul suo profilo <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>Nel padiglione vige il regime delle celle aperte, di conseguenza la salma del detenuto era accessibile a tutti. Secondo la testimonianza dei familiari raccolta da <strong>Ioia</strong>, è stata necessaria una forte e prolungata &#8220;battitura&#8221; vicino le sbarre per stimolare la rimozione del corpo senza vita dell&#8217;uomo.</p>
<p>Intanto, è iniziato il tour nelle carceri del Ministro della giustizia <strong>Alfonso Bonafade</strong>, ieri la prima tappa nel penitenziario di <strong>Secondigliano</strong>. La caratteristica di questo giro istituzionale è il non &#8211; preavviso. In pratica il titolare di <strong>via Arenula</strong> non avviserà i direttori delle carceri da visitare.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di non trovare una situazione preparata ad hoc per l&#8217;arrivo del Ministro. Inoltre <strong>Bonafede</strong> si sincererà delle condizioni umane e strutturale dei penitenziari. Il Ministro indagherà sui reali percorsi che i detenuti dovrebbero affrontare per reinserirsi in società, così come previsto dalla nostra <strong>Costituzione</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpermalink.php%3Fstory_fbid%3D2210245029261435%26id%3D100008278770957&amp;width=500" width="500" height="510" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>&#8220;La Cella Zero&#8221;, lo scempio delle carceri a teatro</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 14:55:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo spettacolo è terminato con una dedica: &#8220;Come sempre vogliamo dedicare questo spettacolo a tutti i corpi delle forze dell&#8217;ordine, agenti penitenziari compresi. A tutti coloro che indossano con dignità una divisa e che compiono il loro dovere nel rispetto delle istituzioni&#8220;. Siamo al teatro Maria Aprea di Volla, tra circa 40 minuti avrà inizio lo spettacolo. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spettacolo è terminato con una dedica: &#8220;<em>Come sempre vogliamo dedicare questo spettacolo a tutti i corpi delle forze dell&#8217;ordine, agenti penitenziari compresi. A tutti coloro che indossano con dignità una divisa e che compiono il loro dovere nel rispetto delle istituzioni</em>&#8220;.</p>
<p>Siamo al teatro <strong>Maria Aprea</strong> di <strong>Volla</strong>, tra circa 40 minuti avrà inizio lo spettacolo. Dalla sala si sentono gli attori che stanno facendo le ultime prove prima di entrare in scena. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/intervista-a-pietro-ioia-la-cella-zero-calpesta-lart-27-della-costituzione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pietro Ioia</strong></a>, autore del libro da cui è tratto &#8220;<em>La Cella Zero</em>&#8221; ci ha accolto e accompagnato sotto il palcoscenico. È qui che abbiamo incontrato l&#8217;autore <strong>Antonio Mocciola</strong>, il regista <strong>Vincenzo Borrelli</strong> (anche interprete) e gli attori <strong>Ivan Boragine</strong>, <strong>Marina Billwiller </strong>e <strong>Diego Sommaripa</strong>.</p>
<p>Una scenografia essenziale, una scrivania per gli interrogatori, due celle e un gioco di luci e di suoni che hanno ben trasmesso <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/23/carcere-di-poggioreale-la-denuncia-dal-padiglione-san-paolo-rischiamo-la-vita/" target="_blank" rel="noopener">il dramma di un carcere</a>. La storia è veramente accaduta ed è tutta narrata all&#8217;interno del libro scritto da <strong>Ioia</strong>. Una tragedia che però è terminata in modo positivo attraverso la redenzione e la &#8220;rinascita&#8221; del suo protagonista.</p>
<p><strong>Ioia</strong>, infatti, è un ex detenuto che ha denunciato le violenze subite all&#8217;interno della maledetta <em>Cella Zero</em>, un luogo oscuro del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/29/in-visita-a-poggioreale-un-inferno-ricco-di-umanita/" target="_blank" rel="noopener">carcere di <strong>Poggioreale</strong></a> dove i reclusi erano costretti a subire<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/21/intervista-samuele-ciambriello-spazio-liberta-comandamenti-rendere-migliori-le-carceri/" target="_blank" rel="noopener"> violenze psicologiche e fisiche</a>. Questa cella è stato il simbolo di un sistema che non funziona. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/29/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/" target="_blank" rel="noopener">La <strong>Costituzione</strong> all&#8217;articolo 27</a> afferma che la pena deve essere educativa, non deve consistere in pene disumane e degradanti e deve avere l&#8217;obiettivo di reinserire il detenuto in società.</p>
<p>Purtroppo, spesso, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/21/esclusiva-lettere-dal-carcere-di-poggioreale-condizioni-igieniche-critiche-rischio-malattie/" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;interno dei penitenziari italiani avviene l&#8217;esatto contrario</a>, così ai detenuti oltre che la libertà è stata anche tolta la dignità. Il carcere si è trasformato in un luogo chiuso ed estraneo alla società, dove lo <strong>Stato</strong> sta operando una sua &#8220;vendetta&#8221; nei confronti di chi ha sbagliato e deve pagare il suo conto con la giustizia. E poi, il rapporto tra i detenuti, il ruolo delle mogli, donne forti che aspettano la libertà del proprio marito e che per stargli vicino, subiscono anni di umiliazioni e fatiche anche solo per un colloquio.</p>
<p><strong>Ioia</strong> ha interpretato il ruolo del (suo) carnefice. Un agente della <strong>polizia penitenziaria</strong> che ha rappresentato un incubo per i detenuti. Ma si è trattato di un personaggio che ad un certo punto ha tirato fuori tutta la sua umanità. &#8220;<em>La mia condizione è come quella di un ergastolano. Un fine pena mai</em>&#8220;, ha urlato il violento aguzzino. Ed è vero, il sistema carceri in <strong>Italia</strong> sta rappresentando una vera emergenza per tutta la comunità penitenziaria, agenti compresi.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/24/sappe-protesta-a-poggioreale-contro-le-condizioni-delle-carceri/" target="_blank" rel="noopener">Il corpo della <strong>polizia penitenziaria</strong></a> è costretta a lavorare in perenne emergenza, in strutture carenti, con scarse risorse e con un costante sovraffollamento delle carceri. Queste ultimi sono come un candelotto di dinamite pronto ad esplodere. Il libro e lo spettacolo <em>&#8220;La Cella Zero</em>&#8221; hanno rappresentano una denuncia, un grido per non lasciare che tutto questo cada nell&#8217;indifferenza.</p>
<p>Intanto l&#8217;autorità giudiziaria ha avviato un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/01/la-cella-zero-poggioreale-12-rinvii-giudizio-le-torture-ai-detenuti/" target="_blank" rel="noopener">processo dove 12 indagati</a> sono ritenuti i presunti responsabili di violenze e torture ai danni dei detenuti. Ci auguriamo che la verità venga a galla affinché venga resa giustizia alle vittime e quegli agenti che appunto &#8220;<em>indossano con dignità una divisa e che compiono il loro dovere nel rispetto delle istituzioni</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217;INTERVISTA DI VOCEDINAPOLI.IT AGLI AUTORI E AL CAST:</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/kilcJdwL2oQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-6-35.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-114918 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-6-35.jpg" alt="La &quot;Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="883" /></a></p>
<figure id="attachment_115097" aria-describedby="caption-attachment-115097" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/1-2.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115097 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/1-2.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="217" /></a><figcaption id="caption-attachment-115097" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<figure id="attachment_115098" aria-describedby="caption-attachment-115098" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/2-2.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115098 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/2-2.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="976" /></a><figcaption id="caption-attachment-115098" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<figure id="attachment_115099" aria-describedby="caption-attachment-115099" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/3.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115099 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/3.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="433" /></a><figcaption id="caption-attachment-115099" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<figure id="attachment_115100" aria-describedby="caption-attachment-115100" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/4.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115100 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/4.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="433" /></a><figcaption id="caption-attachment-115100" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<figure id="attachment_115101" aria-describedby="caption-attachment-115101" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/5.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115101 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/5.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="433" /></a><figcaption id="caption-attachment-115101" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<figure id="attachment_115102" aria-describedby="caption-attachment-115102" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/6.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115102 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/6.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="433" /></a><figcaption id="caption-attachment-115102" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<figure id="attachment_115103" aria-describedby="caption-attachment-115103" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/7.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115103 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/7.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="433" /></a><figcaption id="caption-attachment-115103" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<figure id="attachment_115104" aria-describedby="caption-attachment-115104" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/8.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115104 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/8.jpeg" alt="&quot;La Cella Zero&quot;, lo scempio delle carceri a teatro" width="650" height="433" /></a><figcaption id="caption-attachment-115104" class="wp-caption-text">Foto di Giulio Pollica</figcaption></figure>
<p style="text-align: right;"><em>di Andrea Aversa e Ciro Cuozzo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/04/10/la-cella-zero-lo-scempio-delle-carceri-a-teatro/">&#8220;La Cella Zero&#8221;, lo scempio delle carceri a teatro</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Ioia: &#8220;Mi vietano di entrare nelle carceri&#8221;. Il SAPPE: &#8220;Ci sono delle regole e vanno rispettate&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/03/28/ioia-mi-vietano-di-entrare-nelle-carceri-il-sappe-ci-sono-delle-regole-e-vanno-rispettate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 21:59:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli è stato improvvisamente impedito di entrare nel carcere di Poggioreale dopo che tra il 2017 e il 2018 è riuscito a fare 3 visite ispettive in un penitenziario. Mai da solo, Pietro Ioia ha sempre varcato l&#8217;ingresso di una casa circondariale insieme a qualche delegazione, avvocati o militanti radicali. VocediNapoli.it ha sentito l&#8217;ex detenuto e attivista che [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli è stato improvvisamente impedito di entrare nel carcere di <strong>Poggioreale</strong> dopo che tra il 2017 e il 2018 è riuscito a fare 3 <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/29/in-visita-a-poggioreale-un-inferno-ricco-di-umanita/" target="_blank" rel="noopener">visite ispettive</a> in un penitenziario. Mai da solo, <strong>Pietro Ioia</strong> ha sempre varcato l&#8217;ingresso di una casa circondariale insieme a qualche delegazione, avvocati o militanti radicali.</p>
<p><em>VocediNapoli.it </em>ha sentito l&#8217;ex detenuto e attivista che con la sua associazione <strong>Ex DON</strong> (<em>Ex detenuti organizzati</em>) fornisce <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/29/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/" target="_blank" rel="noopener">assistenza agli ex carcerati e alle loro famiglie</a>.</p>
<p>&#8220;<em>Mi fa piacere che una delegazione di Radicali italiani, composta dall&#8217;avvocato Raffaele Minieri, Emilio Quintieri, Riccardo Magi e Sarah Meraviglia, continuano con le visite ispettive nelle carceri della Campania. Io purtroppo non ci sono perché su esposto della polizia penitenziaria il DAP mi Ha negato il permesso e questo è dovuto sicuramente alle mie lotte che da anni conduco contro il sistema disumano delle nostre carceri. Io non ho bisogno di entrare nei penitenziari per denunciare, lo farò ugualmente da fuori come ormai faccio da anni, e lo farò con ancora più più vigore. Ogni volta che ho visitato un carcere ne sono uscito disgustato e arrabbiato, che in barba al articolo 27 della Costituzione italiana sono delle vere e proprie discariche sociali. Io andrò avanti con i miei compagni, venerdì 30 alle 11 del mattino fuori al carcere di Secondigliano. Avete chiuso il portone al mio corpo, ma non alle mie battaglie</em>&#8220;, queste le parole di <strong>Pietro Ioia</strong>.</p>
<p><strong>LA RISPOSTA DEL SAPPE- </strong>Non si è fatto attendere la risposta da parte dell&#8217;autorità penitenziaria nella persona del segretario regionale del <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/24/sappe-protesta-a-poggioreale-contro-le-condizioni-delle-carceri/" target="_blank" rel="noopener">SAPPE</a> </strong>(<em>Sindacato autonomo polizia </em><i>penitenziaria</i>) <strong>Emilio Fattorello</strong>. Contattato da <em>VocediNapoli.it</em> ha dichiarato: <em>&#8220;Non credo siano stati gli agenti penitenziari a contattare il DAP. Piuttosto sarà stato un esponente del sindacato. Evidentemente l&#8217;errore è stato permettere a Ioia di entrare in carcere. Per le visite ispettive ci sono delle regole ben precise. Chi ha diritto a varcare la soglia delle carceri deve rispettare dei requisiti ben precisi. Ad esempio non deve avere particolari precedenti penali. Chi è passato in giudicato ed ha scontato la sua pena come Ioia può essere autorizzato ma comunque il permesso va dato nel rispetto delle norme vigenti&#8221;.</em></p>
<p><strong>IL CASO DELLA &#8220;CELLA ZERO&#8221;- </strong>Insomma secondo <strong>Fattorello</strong> non c&#8217;è stata nessuna &#8220;congiura&#8221; nei confronti di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/intervista-a-pietro-ioia-la-cella-zero-calpesta-lart-27-della-costituzione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ioia</strong> che con il suo libro &#8220;<em>Cella Zero</em>&#8220;</a>, diventato anche uno spettacolo teatrale, sta girando l&#8217;<strong>Italia</strong>. Un&#8217;occasione per raccontare quali sono le condizioni in cui vive la comunità penitenziaria del <em>Belpaese</em>. &#8220;<em>Io sono stato in servizio nelle carceri dal 1979</em><em>. Mi da fastidio vedere che questa divisa venga infangata da persone che hanno la possibilità di esprimersi attraverso i media. Ad oggi non esiste una Cella zero. Esisteva in passato, un luogo dove i detenuti compivano le peggiori nefandezze, in un periodo dove la guerra di camorra tra cutoliani e nuova famiglia ha fatto tanti morti compresi diversi agenti penitenziari. Oggi questa cella non esiste</em>&#8220;.</p>
<p>Eppure, però, ci sarà un processo, &#8220;<em>è vero ma leggendo gli atti la Cella zero non è nemmeno nominata e gli indagati sono diventati da 22 a 12. Io mi auguro che la magistratura faccia il suo dovere e che la giustizia faccia il suo corso. L&#8217;importante è che la verità emerga e che i colpevoli che hanno sporcato l&#8217;onore di questa divisa pagheranno</em>&#8220;, ha concluso <strong>Fattorello</strong>.</p>
<p>Ma <strong>Ioia</strong> non ci sta: &#8220;<em>Non credo alla storia dei precedenti, guarda caso è toccato proprio a me. Sono ancora più convinto che è stato un provvedimento preso contro la battaglia che porto avanti da anni</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA RIFORMA DELLE CARCERI-</strong> Infine qualche dichiarazione in merito all&#8217;approvazione last minute della <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/21/intervista-samuele-ciambriello-spazio-liberta-comandamenti-rendere-migliori-le-carceri/" target="_blank" rel="noopener">riforma dell&#8217;ordinamento penitenziario</a> da parte del governo <strong>Gentiloni</strong>. Ovviamente per <strong>Ioia</strong> è stato un momento molto importante, una vittoria aspettata da tempo. Di parere opposto il <strong>SAPPE</strong> che da sempre si è espresso in modo contrario al provvedimento.</p>
<p>&#8220;<em>Non siamo contrari a prescindere ad un percorso riformista che trasformi il carcere in un luogo come è previsto dalla nostra Costituzione. Come sindacato esprimiamo soltanto la sproporzione tra la legge e le strutture inadeguate nella quale andrebbe approvata. Già il vecchio provvedimento del 1976, se applicato, basterebbe a far rientrare nella legalità le carceri italiane. Ad oggi basta pensare che un agente penitenziario guadagna poco più di 1000 euro al mese e deve svolgere più del lavoro che gli competerebbe. A causa della legge Madia ci sono 700 agenti in meno nelle carceri campane, 7000 a livello nazionale. Tra qualche tempo, dopo anni di blocco, ci sarà un nuovo concorso che porterà al massimo in tutta Italia 1.500 nuovi agenti, circa un centinaio in Campania, lo stesso numero di quelli che vanno in pensione. Senza contare che molti degli agenti che sono trasferiti al Sud, vi arrivano dopo 20-25 anni di servizio, quindi già provati da questo lavoro</em>&#8220;, ha affermato <strong>Fattorello</strong>.</p>
<p>Insomma, il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/23/carcere-di-poggioreale-la-denuncia-dal-padiglione-san-paolo-rischiamo-la-vita/" target="_blank" rel="noopener">contesto è più che drammatico</a>. Le carceri italiane rappresentano una sconfitta per lo stato, per la sua legalità e per la sua civiltà. Questa riforma potrebbe essere un passo avanti ma da sola non basta, sono necessari <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/21/esclusiva-lettere-dal-carcere-di-poggioreale-condizioni-igieniche-critiche-rischio-malattie/" target="_blank" rel="noopener">risorse e strutture</a>. È importante che la politica comprenda che avere dei penitenziari efficienti ed efficaci significherebbe migliorare anche la società che c&#8217;è fuori da quelle mura. Farlo capire anche all&#8217;opinione pubblica vorrebbe dire far tirare un sospiro di sollievo ad un&#8217;intera comunità, quella penitenziaria, che continua a vivere e lavorare nelle carceri in condizioni disumane e in continua emergenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/28/ioia-mi-vietano-di-entrare-nelle-carceri-il-sappe-ci-sono-delle-regole-e-vanno-rispettate/">Ioia: &#8220;Mi vietano di entrare nelle carceri&#8221;. Il SAPPE: &#8220;Ci sono delle regole e vanno rispettate&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>ESCLUSIVA- Lettera dal carcere di Poggioreale: &#8220;Condizioni igieniche critiche, rischio malattie&#8221;. Riforma al palo: in Campania il numero più alto di detenuti che digiunano</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/02/21/esclusiva-lettere-dal-carcere-di-poggioreale-condizioni-igieniche-critiche-rischio-malattie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 18:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un grido urlato a bassa voce. Parole passate dalla bocca alla penna che un detenuto del carcere di Poggioreale, di cui non facciamo il nome per ovvi motivi di privacy, ha deciso di utilizzare per scrivere una lettera. Quest&#8217;ultima è stata consegnata alla redazione di VocediNapoli.it. Una denuncia che non ha nulla di clamoroso, nessuna incredibile richiesta [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/21/esclusiva-lettere-dal-carcere-di-poggioreale-condizioni-igieniche-critiche-rischio-malattie/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from ESCLUSIVA- Lettera dal carcere di Poggioreale: &#8220;Condizioni igieniche critiche, rischio malattie&#8221;. Riforma al palo: in Campania il numero più alto di detenuti che digiunano</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un grido urlato a bassa voce. Parole passate dalla bocca alla penna che un detenuto del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/29/in-visita-a-poggioreale-un-inferno-ricco-di-umanita/" target="_blank" rel="noopener">carcere di <strong>Poggioreale</strong></a>, di cui non facciamo il nome per ovvi motivi di privacy, ha deciso di utilizzare per scrivere una lettera. Quest&#8217;ultima è stata consegnata alla redazione di <em>VocediNapoli.it</em>.</p>
<p>Una denuncia che non ha nulla di clamoroso, nessuna incredibile richiesta se non quella del minimo rispetto delle condizioni umane. Proprio come prevede l&#8217;<strong>articolo 27 della Costituzione</strong>. &#8220;<em>Non funzionano le docce, macchie di muffa ovunque. L&#8217;umidità si mangia le mura e le ossa</em>&#8220;. E poi, &#8220;<em>docce che non funzionano e tanta sporcizia. C&#8217;è il serio rischio di un epidemia tra queste celle</em>&#8220;.</p>
<p>Il lancio di un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/21/intervista-samuele-ciambriello-spazio-liberta-comandamenti-rendere-migliori-le-carceri/" target="_blank" rel="noopener">allarme igienico-sanitario</a>. Una situazione esplosiva quella delle carceri italiane e <strong>Poggioreale</strong> risulta essere una delle più problematiche. Un contesto che penalizza l&#8217;intera comunità penitenziaria. Anche gli agenti della <strong>polizia penitenziaria</strong> lavorano ogni giorno tra mille difficoltà.</p>
<p>Aggressioni tra detenuti, tra questi ultimi e gli agenti. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/intervista-a-pietro-ioia-la-cella-zero-calpesta-lart-27-della-costituzione/" target="_blank" rel="noopener">Continui tentativi di suicidio da parte dei carcerati e purtroppo molti di essi vanno a buon fine</a>. Tuttavia, la politica è del tutto sorda e cieca rispetto a questa tematica. Una delle campagne elettorali peggiori di sempre, sterile e priva di sostanza. Protagonisti, argomenti di distrazione di massa da dare in pasto all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Siamo sotto elezioni, ormai mancano pochi giorni alla fatidica data del <strong>4 marzo</strong> ma di carceri e giustizia non si sente affatto parlare. Sono come mosche bianche i continui <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/24/sappe-protesta-a-poggioreale-contro-le-condizioni-delle-carceri/" target="_blank" rel="noopener">comunicati del <strong>SAPPE</strong></a> (<em>Sindacato autonomo della polizia penitenziaria</em>) e l&#8217;inesauribile battaglia del <strong>Partito Radicale</strong> per l&#8217;approvazione dei decreti attuativi da parte del governo per la riforma dell&#8217;ordinamento penitenziario.</p>
<p>Una misura che arriverebbe dopo 40 anni dall&#8217;ultimo provvedimento di legge in merito. Eppure, l&#8217;attuale governo si è ridotto all&#8217;ultimo minuto con il rischio di annullare il tutto e buttare al macero il lavoro svolto dal ministro della giustizia <strong>Andrea Orlando</strong>. A proposito, la lotta non violenta di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/29/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rita Bernardini</strong></a> e il suo <em>Satyagraha</em> sono gunti al 26esimo giorno di sciopero della fame. A sostenerli, migliaia di cittadini, un appello firmato da giuristi e intellettuali, il vice presidente del <strong>CSM </strong>(<em>Consiglio superiore della Magistratura</em>) <strong>Giovanni Legnini</strong>, i <strong>Garanti dei detenuti</strong> e una miriade di questi ultimi.</p>
<p>Il filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>, sulle colonne de <em>Il Mattino</em>, ha accolto questa iniziativa come il simbolo della partecipazione alla vita civile e politica dei carcerati. In <strong>Campania</strong> il numero di adesione più alto d&#8217;Italia: <strong>1.572 detenuti</strong>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/lettera1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-108492 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/lettera1.jpg" alt="ESCLUSIVA- Lettere da Poggioreale: &quot;Condizioni igieniche critiche, rischio malattie&quot;" width="650" height="1069" /></a></p>
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		<title>I Gom e le torture della &#8220;Cella zero&#8221;, la testimonianza di Pietro Ioia</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 16:27:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci venivano a prendere all&#8217;improvviso, di solito la notte quando non te l&#8217;aspettavi. Sentivi il rumore della cella che si apriva, entravano almeno in tre-quattro e ti portavano via con loro&#8220;, questo è uno dei tanti racconti contenuti all&#8217;interno del libro &#8220;Cella zero&#8221; di Pietro Ioia ex detenuto che ha denunciato le presunte torture subite dai [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/12/i-gom-e-le-torture-della-cella-zero-la-testimonianza-di-pietro-ioia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from I Gom e le torture della &#8220;Cella zero&#8221;, la testimonianza di Pietro Ioia</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ci venivano a prendere all&#8217;improvviso, di solito la notte quando non te l&#8217;aspettavi. Sentivi il rumore della cella che si apriva, entravano almeno in tre-quattro e ti portavano via con loro</em>&#8220;, questo è uno dei tanti racconti contenuti all&#8217;interno del libro <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/intervista-a-pietro-ioia-la-cella-zero-calpesta-lart-27-della-costituzione/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;<em>Cella zero</em>&#8221; di <strong>Pietro Ioia</strong></a> ex detenuto che ha denunciato le presunte torture subite dai detenuti del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/29/in-visita-a-poggioreale-un-inferno-ricco-di-umanita/" target="_blank" rel="noopener">carcere di <strong>Poggioreale</strong></a> e che sono oggi al centro di un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/01/la-cella-zero-poggioreale-12-rinvii-giudizio-le-torture-ai-detenuti/" target="_blank" rel="noopener">processo che vede imputati 22 persone</a> tra agenti penitenziari e medici.</p>
<p>La fatidica cella si troverebbe ai piani bassi del carcere, in un punto lontano e staccato dal resto dell&#8217;edificio. Utilizzato a volte per i colloqui e per gli smistamenti dei detenuti, spesso si trasformava in luogo di tortura. &#8220;<em>I detenuti venivano fatti spogliare nudi, poi pestati e insultati. Ho ancora i brividi al pensiero</em>&#8220;, ha scritto <strong>Ioia</strong> il cui libro è diventato anche sceneggiatura di uno spettacolo teatrale.</p>
<p>La situazione all&#8217;interno del carcere di <strong>Poggioreale</strong> è peggiorata alla fine degli anni &#8217;80 quando la guerra tra <strong>Raffaele Cutolo</strong> e la <strong>Nuova Famiglia</strong> aveva portato tra le mura del penitenziario orde di detenuti. Il sovraffollamento e la netta separazione tra chi era affiliato alla <em>Nuova Camorra Organizzata </em>(<em><strong>NCO</strong></em>) e chi al <em>Professore vesuviano</em>, aveva generato un clima pesante ed esasperato dentro l&#8217;istituto di detenzione.</p>
<p>Gli agenti che avevano commesso tali azioni erano membri del <em>Gruppo Operativo Mobile</em> (<strong>GOM</strong>), una squadra speciale della <strong>Polizia penitenziaria</strong> che aveva il compito specifico di punire i detenuti bisognosi di una &#8220;raddrizzata&#8221;. Il racconto di <strong>Ioia</strong> è raccapricciante: &#8220;<em>Ci facevano spogliare nudi e iniziavano a picchiarci. Ma le sofferenze non erano soltanto fisiche ma anche psicologiche</em>&#8220;.</p>
<p>Ossa rotte, persone ridotte ad amebe, uomini con orgoglio e dignità distrutte che non riuscivano neanche più a dormire. Sono solo alcuni degli aspetti messi in evidenza nel libro che è diventato un manifesto di denuncia rispetto all&#8217;<em>articolo 27</em> della <strong>Costituzione</strong> che in <strong>Italia </strong>è spesso calpestato: &#8220;<em>L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/12/i-gom-e-le-torture-della-cella-zero-la-testimonianza-di-pietro-ioia/">I Gom e le torture della &#8220;Cella zero&#8221;, la testimonianza di Pietro Ioia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Intervista a Pietro Ioia: &#8220;La &#8216;Cella zero&#8217; calpesta l&#8217;art. 27 della Costituzione&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/intervista-a-pietro-ioia-la-cella-zero-calpesta-lart-27-della-costituzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 16:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È venuto a prendermi in motorino alla stazione, la destinazione è l&#8217;associazione Ex D.O.N. (Ex Detenuti Organizzati Napoletani) che gestisce da qualche anno. Pietro Ioia ha i lineamenti del viso segnati da quella che è un&#8217;esperienza dolorosa ma anche formativa. Il carcere è un luogo che può trasformare per sempre la tua vita. Infatti, quella di Pietro è cambiata [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/intervista-a-pietro-ioia-la-cella-zero-calpesta-lart-27-della-costituzione/">Intervista a Pietro Ioia: &#8220;La &#8216;Cella zero&#8217; calpesta l&#8217;art. 27 della Costituzione&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È venuto a prendermi in motorino alla stazione, la destinazione è l&#8217;associazione <strong>Ex D.O.N. </strong>(<em>Ex Detenuti Organizzati Napoletani</em>) che gestisce da qualche anno. <strong>Pietro Ioia</strong> ha i lineamenti del viso segnati da quella che è un&#8217;esperienza dolorosa ma anche formativa. Il carcere è un luogo che può trasformare per sempre la tua vita. Infatti, quella di Pietro è cambiata completamente. Dopo un periodo passato per strada e diversi anni trascorsi in una cella, adesso, oltre che essere un punto di riferimento per tanti ex detenuti e molte famiglie che hanno un parente in galera, ha pubblicato un libro che è diventato anche uno spettacolo teatrale. Il titolo del volume è più che simbolico: &#8220;<em>La &#8216;Cella zero&#8217; morte e rinascita di un uomo in gabbia</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Pietro</strong> l&#8217;ha presentato lo scorso venerdì al teatro Bolivar a <strong>Napoli</strong>, per questo ho deciso di chiamarlo e di proporgli un&#8217;intervista, &#8220;<em>Certo non ci sono problemi, vediamoci domani mattina. La facciamo presso la mia associazione così puoi vedere di cosa mi sto occupando</em>&#8220;. E così è stato, ad accogliermi con il sorriso c&#8217;era la moglie di <strong>Pietro</strong> che prima di iniziare mi ha offerto un buon caffè. A quel punto ci siamo preparati ed abbiamo iniziato a chiacchierare. Più che fare un&#8217;intervista il mio obiettivo è stato quello di ascoltare. Guardando Pietro negli occhi ho sentito con attenzione le sue parole e la sua storia.</p>
<p>La <em><strong>Cella zero</strong></em> è un luogo di tortura e violenza, &#8220;<em>una cella al piano terra che di giorno serve come smistamento, per le visite mediche e per i colloqui e poi di sera diviene luogo di tortura dove i detenuti vengono pestati</em>&#8220;. La vicenda, dopo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/13/poggioreale-la-denuncia-dei-detenuti-viviamo-condizioni-disumane/" target="_blank" rel="noopener">le denunce</a> di <strong>Pietro</strong> e di altri detenuti che hanno avuto il coraggio di rivolgersi alla giustizia, si è arricchita di un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/01/la-cella-zero-poggioreale-12-rinvii-giudizio-le-torture-ai-detenuti/" target="_blank" rel="noopener">rinvio a giudizio per 12 imputati su 23 indagati (22 agenti ed un medico)</a>. A marzo del prossimo anno inizierà il processo, una vittoria per Pietro e per chi come lui è stato testimone e vittima di tali violenze. Tuttavia lui non nutre molta fiducia in questo procedimento giudiziario: &#8220;<em>I tempi saranno molto lunghi e c&#8217;è il rischio della prescrizione. Tuttavia, spero in un giusto giudizio</em>&#8220;. Del resto, conoscendo i tempi della giustizia italiana, come dargli torto.</p>
<p>Ma come è stato possibile arrivare a questo punto? <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/08/caos-poggioreale-due-agenti-feriti-divampa-la-protesta-dei-detenuti/" target="_blank" rel="noopener">Perché le carceri sono luogo di tortura</a> e soprattutto perché c&#8217;è un silenzio assordante intorno a questo argomento? <strong>Pietro </strong>ha le idee chiare: &#8220;<em>È molto semplice. Negli istituti penitenziari italiani non esiste il rispetto dell&#8217;art. 27 della Costituzione. Le condizioni in cui fanno stare i detenuti e gli agenti penitenziari sono disumane. Questo crea tensione, nervosismo ed esasperazione. Tre sentimenti che possono solo causare guai e tragedie. Inoltre, perché un detenuto dovrebbe denunciare gli aguzzini che dovrà con molta probabilità re-incontrare quando farà di nuovo ingresso in quella cella? </em>(il dato dei detenuti che una volta usciti tornano a delinquere e rientrano in galera è molto elevato <em>ndr</em>)&#8221;. Purtroppo la <strong>Costituzione</strong> è violata all&#8217;interno delle carceri italiane. L&#8217;<em>art. 27</em> afferma che &#8220;<em>L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte</em>&#8220;.</p>
<p>Mi è venuto in mente quel folle di <strong>Marco Pannella</strong> che a furia di scioperi della fame e della sete, trascorrendo Natali e capodanni tra i detenuti, ha fatto emergere questo grande problema all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica. Lui parlava di <em>comunità penitenziaria</em>, proprio perché ad essere vittime di questo malsano sistema non sono solo i detenuti ma tutti coloro che vivono il carcere: agenti penitenziari, cappellani, medici e operatori. A partire proprio dall&#8217;ultima parte dell&#8217;<em>art 27</em> che parla della pena di morte. Ma cos&#8217;è l&#8217;<strong>ergastolo</strong> se non una pena capitale silente? E come si pone questa tipologia di pena proprio nei confronti del dettato costituzionale? Eppure, il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/29/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Partito Radicale</strong></a> è l&#8217;unica realtà politica che ha fatto delle carceri una battaglia politica, &#8220;<em>è ovvio, i detenuti non portano nè voti, nè consensi. Noi siamo lo scarto della società</em>&#8220;.</p>
<p>Però la storia di <strong>Pietro</strong> ha un altro finale. Un grande attivismo sociale per i detenuti e gli ex carcerati e la pubblicazione di un libro <em>&#8220;scritto in 4</em> mesi&#8221;<em>.</em> Lui ha autonomamente fatto in modo di rispettare il dettato dell&#8217;<em>art. 27</em>. Ma in quanti che escono (<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/20/carceri-detenuto-si-toglie-la-vita-nel-penitenziario-di-santa-maria-capua-vetere/" target="_blank" rel="noopener">sempre se non decidono di togliersi la vita</a>) da galera hanno la possibilità di lavorare e reinserirsi sul serio in società? Davvero in pochi. Eppure le carceri hanno un costo, ogni detenuto vale centinaia di euro al giorno per i contribuenti. Dunque, quanto conviene ai cittadini italiani che essi escano ed entrano dalle carceri? Quanto conviene che essi ne vengano fuori ancora più criminali di prima, perché la galera &#8220;<em>è una vera e propria scuola del crimine, dove lo Stato non esiste</em>&#8220;. Ma queste cose in pochi le dicono, in pochi le scrivono e in pochi le pubblicano. Così come è raro che si parli del pregiudizio che c&#8217;è nei confronti di chi è stato detenuto &#8220;<em>è come un marchio che hai addosso e non puoi più togliere. Io stesso non ho avuto un lavoro al Nord per questo motivo. Così completamente da solo ho dovuto inventarmi questa associazione</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di <strong>Pietro</strong> adesso è quello di presentare con la <em><strong>Ex D.O.N.</strong></em> un progetto al Comune e alla Regione per trasformare gli ex detenuti in guide turistiche per proporre ai visitatori di<b> Napoli</b> dei tour guidati all&#8217;interno dei quartieri popolari, raccontandone la storia. Poi abbiamo parlato dei giovani, di quei ragazzini appena adolescenti che girano per la città armati e pronti a sparare ed accoltellare un proprio coetaneo. Anche su quest&#8217;argomento <strong>Pietro</strong> ha le idee chiare: &#8220;<em>La differenza la fanno tre attori: in primis le famiglie. Ci sono genitori che non sono attenti ai propri figli e che dovrebbero stargli dietro, capire chi frequentano, perquisirli e punirli se necessario. Ho un figlio di 12 anni e non potrei mai immaginarlo armato e pronto ad accoltellare o sparare qualcuno</em><em>. Poi ci sono le istituzioni che non mettono in pratica nessuna politica economico-sociale che dia a queste persone un&#8217;altra scelta. Ormai questa gente vive ghettizzata nei propri quartieri perché questi territori sono completamente isolati e abbandonati. Infine bisogna che le associazioni si organizzino meglio e con maggiore forza, magari con il supporto anche della chiesa. Il ruolo dei parroci è fondamentale</em>&#8220;.</p>
<p>Infine, una battuta sulla questione della <strong>legalizzazione delle droghe leggere</strong>, un provvedimento che potrebbe avere molteplici conseguenze: &#8220;<em>Legalizzare marijuana e hashish vorrebbe dire strappare un mercato alle mafie. Mi ricordo di Al Capone e il proibizionismo dell&#8217;alcol. Con la droga provoca la guerra tra i giovani per la conquista delle piazze di spaccio, causa la messa sul mercato di sostanze dannose, paradossalmente provoca un aumento del consumo, intasa i procedimenti giudiziari e riempie le carceri di ragazzi che con quell&#8217;ambiente non dovrebbero avere nulla a che fare</em>&#8220;.</p>
<p>Abbiamo finito, inizio a prendere la mia video camera e spegnere il registratore. Resta giusto il tempo per un paio di foto insieme a <strong>Pietro</strong> ed al suo libro. Poi gli ho chiesto di vendermi una copia e di scriverci una dedica all&#8217;interno. L&#8217;ho osservato mentre ha preso la penna ed ha iniziato a scrivere, mi ha trasmesso una certa emozione. Aveva l&#8217;aria fiera, quella di una persona che nonostante tutto ha conservato la sua dignità.</p>
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