<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessio Liberini, Autore presso Voce di Napoli</title>
	<atom:link href="https://www.vocedinapoli.it/author/alessandro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vocedinapoli.it/author/alessandro/</link>
	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2022 14:26:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.2</generator>

<image>
	<url>https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/01/favicon-vocedinapoli-150x150.ico</url>
	<title>Alessio Liberini, Autore presso Voce di Napoli</title>
	<link>https://www.vocedinapoli.it/author/alessandro/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Da Massimo Ranieri a Liberato, l’omaggio di Alberto Angela alla musica napoletana</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/28/angela-musica-napoletana/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/28/angela-musica-napoletana/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Liberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2021 10:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2021/12/28/angela-musica-napoletana/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da Massimo Ranieri a Gigi D’Alessio, passando per Maria Nazionale ai 99 posse fino a Liberato e Pino Daniele: il successo di “Una notte a Napoli” di Alberto Angela è stato anche un grande omaggio alla musica napoletana. Non c’è stata solo la storia e la bellezza senza tempo della città partenopea nella trasmissione da [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/28/angela-musica-napoletana/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Da Massimo Ranieri a Liberato, l’omaggio di Alberto Angela alla musica napoletana</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/28/angela-musica-napoletana/">Da Massimo Ranieri a Liberato, l’omaggio di Alberto Angela alla musica napoletana</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da <strong>Massimo Ranieri</strong> a <strong>Gigi D’Alessio</strong>, passando per <strong>Maria Nazionale</strong> ai <strong>99 posse</strong> fino a <strong>Liberato</strong> e <strong>Pino Daniele</strong>: il successo di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/26/angela-notte-napoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Una notte a Napoli”</a> di <strong>Alberto Angela</strong> è stato anche un grande <strong>omaggio alla musica napoletana.</strong></p>
<p>Non c’è stata solo la storia e la bellezza senza tempo della città partenopea nella trasmissione da ascolti record, o<a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/26/ascolti-record-angela/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ltre 4 milioni i telespettatori inchiodati davanti al piccolo schermo</a>, andata in scena a <strong>Natale.</strong> Sotto i numeri del successo della puntata di Rai 1 passa quasi inosservato un altro primato del capoluogo campano: rappresentato dalle sue immense <strong>eccellenze musicali</strong> che hanno spaziato lungo l’intera trasmissione, attraversando epoche storiche ed anni della città. Gioie ma anche dolori di intere generazioni di napoletani che oggi rivivono i tempi della gioventù che risuonano su quelle note senza tempo.</p>
<p>Perchè <strong>a Napoli &#8220;</strong><em><strong>la cultura trasuda da qualsiasi aspetto</strong> di questa città: dalla <strong>miriade di artisti che ne hanno incarnato e ne incarnano l’anima, raccontandola e rendendola nota nel mondo</strong></em>&#8221; ha sottolineato Alberto Angela ancor prima dell&#8217;avvio della trasmissione. Definendo la musica in questa città un &#8220;<strong><em>elemento nevralgico della vita di qualsiasi napoletano in ogni epoca</em></strong>&#8220;.</p>
<h2><strong>L’omaggio alla musica partenopea di ieri e di oggi </strong></h2>
<p>Dal più moderno <strong>Liberato</strong> a “<em>Ragione e sentimento</em>” di Maria Nazionale, passando per “<em>Curre curre guagliò</em>” dei 99 Posse fino a &#8220;Malaterra” di <strong>Gigi D’Alessio</strong>. &#8220;<em>È bello il messaggio</em> – ha spiegato solo ieri lo stesso D&#8217;Alessio &#8211; <em>che fa capire che questa città dovrebbe essere l&#8217;orgoglio dell&#8217;Italia. Non ne sapevo niente, stavo guardando la trasmissione e ho sentito la mia musica, la canzone &#8220;Malaterra&#8221; dedicata proprio a Napoli, accompagnare quelle immagini. <strong>Mi sono emozionato</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Ma il vero picco musicale della puntata si è raggiunto tornando indietro nel passato, ai tempi della <strong>Napoli di inizio Novecento</strong>. Con la magistrale esecuzione – da parte di <strong>Massimo Ranieri</strong> – di “<em><strong>Munaster e santa chiara</strong></em>”.  “<em>Ci ricorderà l’importanza e la diffusione nel mondo della canzone napoletana</em>” ha raccontato lo stesso Ranieri solo poche ore prima dell’avvio della trasmissione e difatti così è stato. Una performance, svolta nel chiostro del centro storico illuminato a festa dalle luci della luna, che ha entusiasmato tantissimi napoletani, grandi e piccini.</p>
<h3>I ricordi dei napoletani</h3>
<p>“<strong><em>Mia madre</em> </strong>– ricorda Virginia sotto le immagini di Ranieri postate sui social &#8211; <em><strong>cantava sempre questa canzone, da napoletana verace</strong>, Alberto sei unico, Napoli di notte è uno spettacolo</em>”.</p>
<p>“<em>Massimo Ranieri</em> – spiega, invece, Raffaele &#8211; <em>canta e incanta il mondo dal Monastero di Santa Chiara. Musica, arte, poesia, storia, architettura, colori, calore, sole, mare, luna, gastronomia, tradizioni e tanto altro ancora&#8230; Il più bel regalo di Natale alla dea Partenope e alla città di Napoli è stato fatto da  un grande Alberto Angela nell&#8217;aver descritto e illustrato certosinamente l&#8217;altra faccia di una realtà e quanto questa fosse una città &#8220;viva da vivere&#8221;. Napulé, piaccia o no, è soprattutto &#8220;vita</em>&#8220;. “<em>Sono all&#8217;antica</em> – chiarisce Alessandro &#8211; <em><strong>mi emoziona sentire Massimo Ranieri cantare l&#8217;amore per la propria terra: Dimane?&#8230;Ma vurría partí stasera!”</strong></em>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-268408 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2021-12-28-alle-12.12.36.jpg" alt="" width="1092" height="644" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/28/angela-musica-napoletana/">Da Massimo Ranieri a Liberato, l’omaggio di Alberto Angela alla musica napoletana</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/28/angela-musica-napoletana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Strage gru, uno dei tre operai morti aveva appena 20 anni: “Non puoi andartene così”</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-operai/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-operai/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Liberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2021 19:36:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-operai/</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Non puoi andartene così&#8230;domani passo a prenderti alla solita ora e vieni con me in pista..perché siamo rimasti così”. Sono queste le parole, scritte nel pieno del dolore e forse dell’incredulità di quanto si sta commentando, di uno dei migliori amici di Filippo Falotico. Il più giovane dei tre operai rimasti uccisi dal crollo di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-operai/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Strage gru, uno dei tre operai morti aveva appena 20 anni: “Non puoi andartene così”</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-operai/">Strage gru, uno dei tre operai morti aveva appena 20 anni: “Non puoi andartene così”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Non puoi andartene così&#8230;domani passo a prenderti alla solita ora e vieni con me in pista..perché siamo rimasti così</em>”. Sono queste le parole, scritte nel pieno del dolore e forse dell’incredulità di quanto si sta commentando, di uno dei migliori amici di <strong>Filippo Falotico. Il più giovane dei tre operai rimasti uccisi dal crollo di una gru </strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-strage/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avvenuto nella mattinata di oggi a Torino</a>. Filippo aveva, infatti, appena 20 anni quando la sua vita è stata spezzata tra i palazzi di via Genova dove oggi era a lavoro su un cantiere per il rifacimento di un tetto. Vano il ricovero disperato al Cto dove è arrivato in condizioni già critiche: Filippo è deceduto solo poco dopo.</p>
<p>“<em>Da me</em> – scrive ancora l’amico Daniel che aveva sentito Filippo solo qualche ora prima dell’immane tragedia &#8211; <em>non te ne andrai mai&#8230;perché sei come un fratello. Sei sempre stato l&#8217;unico a supportarmi in ogni mia cosa..sappiamo solo noi cosa abbiamo condiviso insieme. Non riesco ancora a capacitarmi di tutto questo, stamattina ti chiamavo per sapere quando trovarci oggi..e ora mi lasci così?”</em>.</p>
<p>A non riuscire a capacitarsi, di quanto accaduto nel capoluogo sabaudo, oggi sono davvero in tanti, in tutta Italia. Ma lo sconforto è forse persino maggiore nella piccola cittadina della provincia torinese di<strong> Coazze</strong> &#8211; dove viveva Filippo &#8211; , un Comune di appena tremila anime che adesso è completamente sotto choc.</p>
<h2>“Ci siamo conosciuti con questo lavoro bello ma a volte maledetto”</h2>
<p>Per qualcuno Filippo &#8211; come i suoi due sfortunati colleghi che hanno trovato la morte per un’assurda fatalità: <strong>Roberto Peretto</strong> di anni 52 e <strong>Marco Pozzetti</strong>, 54enne – già da domani sarà probabilmente solo un numero. Il 40esimo nella lista delle <strong>morti bianche</strong> registrate nel solo anno solare in Piemonte. Volti, sguardi e occhi che raccontano, tristemente, la storia di “<em>una strage infinita</em> – come hanno denunciato oggi Cgil e Fillea Cgil Torino &#8211; <em>di fronte alla quale – a parte il doveroso cordoglio verso le famiglie delle vittime – le parole ormai sembrano inadeguate</em>”.</p>
<p>“<strong>Penso e ripenso a quello che è successo oggi</strong>” ricorda, invece, ancora disperato il collega Antonio che aveva conosciuto Filippo proprio su una torre di una gru e con lui aveva trascorso tanti momenti di lavoro ma anche di spensieratezza e felicità. Nonostante quelle chiacchierate svolte magari a grandi altezze dal suolo, quelle che solo a guardar giù ti viene il capogiro.</p>
<p>“<em><strong>Non doveva andare così filì&#8230;</strong></em>&#8211; scrive Antonio mentre continua a non voler credere di quanto sia brutalmente accaduto &#8211; .<em> Ci siamo conosciuti con questo lavoro bello ma a volte maledetto&#8230;ci sentivamo sempre per darci consigli o per farci due risate&#8230;.eri sempre il primo a commentare le mie storie&#8230;e adesso non ci sei piu&#8230; <strong>sei salito sulla gru più alta di tutte troppo in fretta</strong></em>”.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-267482 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/gru-torino.jpg" alt="" width="710" height="400" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-operai/">Strage gru, uno dei tre operai morti aveva appena 20 anni: “Non puoi andartene così”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/18/gru-torino-operai/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapina nel cuore di Napoli, ma in realtà è un video musicale: “Siamo bravi ragazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/15/finta-rapina-gioielleria/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/15/finta-rapina-gioielleria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Liberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 14:24:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Borrelli]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[rapina]]></category>
		<category><![CDATA[video musicale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2021/11/15/finta-rapina-gioielleria/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vestiti di nero con pistole e passamontagna al seguito e tanto di palo all&#8217;esterno del esercizio commerciale.  Questo il video, girato qualche giorno fa, fuori la gioielleria Guida, nel centro di Napoli. Tutto faceva presagire ad una rapina, ma invece si trattava, come raccontano gli stessi titolari dell’esercizio a VocediNapoli.it, di un semplice ed innocuo [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/15/finta-rapina-gioielleria/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Rapina nel cuore di Napoli, ma in realtà è un video musicale: “Siamo bravi ragazzi&#8221;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/15/finta-rapina-gioielleria/">Rapina nel cuore di Napoli, ma in realtà è un video musicale: “Siamo bravi ragazzi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vestiti di nero con pistole e passamontagna al seguito e tanto di palo all&#8217;esterno del esercizio commerciale.  Questo il video, girato qualche giorno fa, fuori la gioielleria Guida, nel centro di<strong> Napoli</strong>. Tutto faceva presagire ad una rapina, ma invece si trattava, come raccontano gli stessi titolari dell’esercizio a <strong>VocediNapoli.it</strong>, di un semplice ed innocuo video clip musicale per un giovane ed emergente rapper partenopeo.</p>
<p>Nel inganno del filmato ci sono cascati in molti, tra questi anche il consigliere regionale dei Verdi, <strong>Francesco Emilio Borrelli</strong>, che ha ripostato il video. “Francesco, negli scorsi giorni è avvenuta una rapina in una gioielleria di Napoli Centro” si legge sul profilo di Borrelli.</p>
<p>“<em>Praticamente</em> – ci racconta, invece, il titolare della gioielleria che lamenta l’inutile ed immotivato  allarme &#8211; <em><strong> abbiamo fatto girare un video clip per un ragazzo emergente che fa rap</strong>.  “E’ un nipote – chiarisce lo stesso &#8211;  del mio collaboratore. Gli abbiamo semplicemente prestato il negozio. Gli amici e i parenti quando hanno visto la notizia della rapina si sono pure spaventati, ma era solo un video musicale</em>”.</p>
<p>“Ragazzi  noi non facciamo rapine – spiega direttamente sui social <strong>Rue Diego</strong>, il rapper che stava realizzando il video musicale nella gioielleria &#8211;  facciamo cose per migliorarci e fare musica, facciamo sacrifici per vedere dove andare a lavorare, non abbiamo mai fatto cose del genere.  Siamo bravi ragazzi”.</p>
<h2>Il video incriminato</h2>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffrancescoemilio.borrelli%2Fvideos%2F614750639661529%2F&amp;show_text=false&amp;width=262&amp;t=0" width="262" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/15/finta-rapina-gioielleria/">Rapina nel cuore di Napoli, ma in realtà è un video musicale: “Siamo bravi ragazzi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/15/finta-rapina-gioielleria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Strage del bar Sayonara, 32 anni dopo Ponticelli &#8216;grida la sua innocenza&#8217;: “Qui la camorra ammazza ancora”</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Liberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 16:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Ponticelli]]></category>
		<category><![CDATA[Bar Sayonara]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[ponticelli]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi” si legge sul murales di piazza Egizio Sandomenico a Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, mentre di fronte a quei germogli spunta una scultura: &#8220;si chiama il “Grido dell’innocenza” racconta un residente. L&#8217;opera è infatti dedicata alla memoria di Gaetano De Cicco, Salvatore Banaglia, Domenico [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Strage del bar Sayonara, 32 anni dopo Ponticelli &#8216;grida la sua innocenza&#8217;: “Qui la camorra ammazza ancora”</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/">Strage del bar Sayonara, 32 anni dopo Ponticelli &#8216;grida la sua innocenza&#8217;: “Qui la camorra ammazza ancora”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>“Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi”</strong> </em>si legge sul murales di <strong>piazza Egizio Sandomenico</strong> a<strong> Ponticelli</strong>, quartiere della periferia orientale di Napoli, mentre di fronte a quei <strong>germogli</strong> spunta una scultura: &#8220;<strong><em>si chiama il “Grido dell’innocenza</em></strong>” racconta un residente. L&#8217;opera è infatti dedicata alla memoria di <strong>Gaetano De Cicco</strong>, <strong>Salvatore Banaglia</strong>,<strong> Domenico Guarracino</strong> e <strong>Gaetano Di Nocera, </strong>tutte vittime innocenti di camorra scomparse l’<strong>undici novembre 1989</strong> in quella che è tristemente conosciuta come la <strong>“Strage del bar Sayonara”</strong>. Ma quella che ad oggi è una delle pagine più nere della storia recente della città spesso cade, purtroppo, nel dimenticatoio che avvolge, come un ombra, il &#8220;<strong><em>Grido dell’innocenza&#8221; </em></strong>di un intero territorio.</p>
<h2>La Strage del bar Sayonara</h2>
<p>Dopo 32 anni dalla strage di San Martino Napoli resta ancora nella <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/napoli-spari-barra/">morsa dei clan di camorra</a> che proprio in queste ore<strong> stanno &#8220;<em>uccidendo la città</em>&#8221; &#8211; come ci ha ricordato solo qualche tempo fa l&#8217;arcivescovo di Napoli, Don Mimmo Battaglia &#8211; </strong>tra l&#8217;indifferenza di tanti, cittadini ed istituzioni comprese e di chi si nasconde dietro il velo dell&#8217;omertà fortificato dalla poca fiducia dei residenti nei confronti di uno Stato, qui, troppo spesso assente.</p>
<h3>&#8220;Fino a qualche anno fa il quartiere sembrava non avesse voluto riconoscere le sue vittime&#8221;</h3>
<p>&#8220;<strong><em>Il mio ricordo è un ricordo vivo attraverso le testimonianze</em> </strong>&#8211; racconta, a <strong>VoceDiNapoli.it, Antonio Martinelli</strong>, cittadino di Ponticelli e presidente dell&#8217;<strong>Associazione culturale Renato Caccioppoli &#8211;</strong>.  <em>E’ sempre stata <strong>una ferita aperta per il quartiere</strong> che fortunatamente negli anni  è riuscito ad affrontare questo nodo per <strong>ridare dignità alla memoria delle vittime</strong>. C’è stata una collaborazione collettiva&#8221;</em>.</p>
<p>“<em>Ma ad oggi</em> &#8211; chiarisce amareggiato Martinelli tornando alla tumultuosità di queste ore elettriche &#8211; <em><strong>viviamo in uno stato di assedio e a Napoli Est in generale contiamo morti e contiamo bombe di stampo, quasi, terroristico</strong>. Abbiamo una speranza per il futuro ma non è quella di chi gioca a dadi. E’ <strong>una speranza fatta di impegni</strong></em>”.</p>
<p>“<em>Le associazioni</em> – precisa l’attivista del quartiere &#8211; <em>fanno il loro lavoro, ovvero sensibilizzare, ma le istituzioni devono fare la propria parte. Oggi è finito il tempo dei proclami e delle parole <strong>ci vuole un “Piano Marshall” per la zona est di Napoli</strong>. Le associazioni da queste parte, a volte, fanno anche troppo, dovrebbero essere da cornice ad uno Stato presente. Abbiamo aspettative forti, non possono essere deboli&#8221;</em>.</p>
<p>“<strong><em>Fino a qualche anno fa</em></strong>&#8211; ricorda Martinelli &#8211; ,<em> <strong>quando c’erano ancora i Sarno</strong>, il quartiere sembrava che non avesse voluto riconoscere le sue vittime, poi dopo c’è stato un processo di verità storica e si è data la giusta dignità, attraverso anche il lodevole lavoro di <strong>Pasquale Leone</strong>, dell’associazione “<strong>Terra di Confine</strong>” che è stato un po’ il <strong>pioniere della marcia dell’11 novembre</strong>, nata ormai almeno una decina di anni fa&#8221;</em>. “<em>Prima</em> – ricorda Martinelli &#8211; .<em><strong> Si respirava un&#8217;altra aria, avevamo paura, una paura legittima</strong>. Io abitavo nel palazzo del suocero di Peppe Sarno, lo conoscevo di vista incrociandolo spesso nelle scale condominiali. C’era un clima di terrore, poi ci hanno liberato, ma questo vuoto camorristico non è stato mai colmato dallo Stato ed oggi è ancora più pericoloso perché c’è una camorra frammentata, come tante particelle che producono effetti più nefasti, la camorra non ha cuore però a volte ha testa, loro non hanno manco quella e gli effetti, quindi, sono ancora più pericolosi</em>”.</p>
<h4>La strage dimenticata sotto l&#8217;ombra del Vesuvio</h4>
<p><strong>Era l&#8217;undici novembre del 1989</strong>, un sabato sera qualsiasi di fine autunno. A Ponticelli, popoloso quartiere della periferia orientale di Napoli, i vicoli e i locali del centro antico sono affollati di vita. C’è chi si concede il meritato riposo dopo un’intensa settimana di lavoro o chi magari ne approfitta per chiedere “il solito” ai banconi dei bar di quartiere distogliendo, nei piaceri dell’alcol, i disagi di un intero territorio che proprio in quegli anni si è trovato a lottare a mani nude contro la sempre maggiore deindustrializzazione della zona che inizia a creare non pochi problemi occupazionali a tutti gli abitanti di Napoli Est.<br />
Dietro le speranze tradite di generazioni di operai, e di quanti in questi territori hanno visto tristemente svanire il sogno di un riscatto sociale, resta però la gioia della vita. Quella che, nonostante i problemi personali, ti impone di goderti quell’agrodolce sabato sera di rione. Ma quella serata sarà destinata a diventare un giorno tristemente indimenticabile per tutti gli abitanti dell’area orientale.</p>
<p>Sono le 18,30 del pomeriggio. Tutto si consuma tra la caffetteria Luisa e la gelateria Sayonara – due locali appartenenti alla famiglia di Antonio Borrelli, noto gregario del clan camorristico Andreotti, guidato dall’omonimo boss Andrea Andreotti e a pochi passi dai giardinetti dove, in quel momento, giocano i bambini che approfittano della tiepida serata autunnale per godersi le vie del centro, prima che arrivi il gelo dell’inverno.<br />
Ma proprio in quel frangente, mentre i giovanissimi del rione giocano nel vicino spazio verde, in lontananza si incomincia a scorgere un frastuono insensato di automobili che corrono a tutta velocità per le strade del centro antico del quartiere. Le stesse che, in pochi attimi, si ritrovano all’esterno dei due esercizi commerciali.<br />
Intorno alle 19 due auto appaiono così davanti ai locali. Dalle autovetture spuntano le sagome di 6 uomini affiliati al clan Aprea – cartello criminale del vicino quartiere Barra che in quel momento storico gode di una forte amicizia con la famiglia Sarno.</p>
<p>I banditi sono tutti vistosamente su di giri in quanto sotto effetto di sostanze stupefacenti. I killer risultano talmente annebbiati dalla droga che persino Giuseppe Sarno – vedendo i sicari in lontananza mentre giungono sul luogo di ritrovo degli Andreotti – pare che chiama in disparte il fratello Ciro- ras dell’omonimo clan e mandate del raid – invitandolo a ripensarci, ma ormai il dado e tratto. Stavolta lo schiamazzo, che rompe per sempre la quiete di quel sabato sera, è quello dei fucili a canna mozza e delle pistole che fumanti incominciano a sparare all’impazzata “su qualsiasi cosa si muova” nei paraggi &#8211; come riportano gli atti dei magistrati pubblicati all’interno del libro “Le più potenti famiglie della camorra. La storia dei clan che hanno dominato la malavita italiana” di Bruno De Stefano.</p>
<p>Antonio Borrelli, il bersaglio scelto dal clan Sarno, nonostante tenti una disperata fuga viene repentinamente raggiunto e giustiziato all’esterno del bar, ma già da subito si percepisce che la mattanza voluta dalla neonata famiglia mafiosa di Ponticelli si è trasformata in un totale default.<br />
Tutto si consuma in pochi attimi davanti agli occhi – ora terribilmente impietriti – dei ragazzini che giocano nei vicini giardinetti. Gli stessi che ignari si troveranno a diventare testimoni della strage di camorra più atroce di tutta la storia recente della città di Napoli.</p>
<p>Il bilancio della spedizione punitiva è infatti il racconto di una tragedia senza precedenti. I morti sono addirittura 6 di cui 4 di questi totalmente estranei ai fatti di camorra, mentre numerosi sono i feriti la cui unica colpa è stata quella di vivere in “un’area popolata da delinquenti sanguinari”. Tra questi vi è anche una giovanissima bambina che si trovava nei paraggi, viva forse solo per miracolo o cause fortuite. Perché la bimba – nonostante sia stata appena gambizzata – in ospedale non ci arriverà mai. Sarà infatti curata a casa “di nascosto” per omertà. Perché qui – a Ponticelli – la paura imposta negli anni precedenti dal clan Andreotti è più spaventosa persino dei colpi di proiettile. E da oggi gli abitanti della sesta municipalità si troveranno inerti a resistere ad un nuovo spietato cartello mafioso, capitanato dal carismatico boss Ciro Sarno. Così, mentre le auto dei sicari sgommano via sparendo in pochi secondi nel nulla delle stradine di periferia, i corpi dei 4 sfortunati “passanti”: Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano di Nocera &#8211; vittime innocenti e totalmente estranei alla cronaca nera locale &#8211; rimangono per molto tempo a terra, a pochi metri l’uno dall’altro e vicini alle vittime designate dell’agguato, ovvero Antonio Borrelli (l&#8217;obiettivo principale del raid comandato dai fratelli Sarno) e suo cugino Vincenzo Meo, entrambi volti di fiducia del boss Andrea Andreotti, detto “‘o cappott”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-263959 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Strage-San-Martino-Ricordo-123-1-1.jpg" alt="" width="1800" height="1200" /></p>
<figure id="attachment_263958" aria-describedby="caption-attachment-263958" style="width: 750px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-263958 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/255312936_619113529282282_2120039838052886670_n.jpg" alt="" width="750" height="497" /><figcaption id="caption-attachment-263958" class="wp-caption-text">“Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi”</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/">Strage del bar Sayonara, 32 anni dopo Ponticelli &#8216;grida la sua innocenza&#8217;: “Qui la camorra ammazza ancora”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/strage-sayonara-ponticelli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Reddito di cittadinanza, dall&#8217;ironia al linciaggio social. Il Tiktoker si difende: &#8220;Lavoro, neanche lo prendo il sussidio&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/04/reddito-tiktok-larocca/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/04/reddito-tiktok-larocca/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Liberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 10:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Borrelli]]></category>
		<category><![CDATA[carmine la rocca]]></category>
		<category><![CDATA[reddito di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[tik tok]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2021/11/04/reddito-tiktok-larocca/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;La mia è solo ironia non me ne volete. Viva il reddito di cittadinanza&#8220;, si legge sulla descrizione del profilo Tik Tok appartenente a Carmine La Rocca, commerciante di Giugliano che da circa un mese è letteralmente diventato virale sui social per la sua &#8220;campagna di sensibilizzazione,&#8221; nei confronti della tanto nota &#8220;carta gialla&#8220;, per [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/04/reddito-tiktok-larocca/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Reddito di cittadinanza, dall&#8217;ironia al linciaggio social. Il Tiktoker si difende: &#8220;Lavoro, neanche lo prendo il sussidio&#8221;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/04/reddito-tiktok-larocca/">Reddito di cittadinanza, dall&#8217;ironia al linciaggio social. Il Tiktoker si difende: &#8220;Lavoro, neanche lo prendo il sussidio&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La mia è solo ironia non me ne volete. Viva il reddito di cittadinanza</em>&#8220;, si legge sulla descrizione del profilo<strong> Tik Tok</strong> appartenente a <strong>Carmine La Rocca</strong>, <strong>commerciante</strong> di<strong> Giugliano</strong> che da circa un mese è letteralmente diventato virale sui social per la sua &#8220;campagna di sensibilizzazione,&#8221; nei confronti della tanto nota &#8220;<strong>carta gialla</strong>&#8220;, per il sostegno delle famiglie in difficoltà. Un&#8217;ironia che non è stata, per nulla, recepita dai tanti haters che in queste ore lo stanno &#8220;<em>attaccando</em>&#8221; sul web dopo che il consigliere regionale dei Verdi, <strong>Francesco Emilio</strong> <strong>Borrelli</strong>, ha <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/03/reddito-cittadinanza-borrelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ripostato uno dei sui tanti video in cui ironizza sul sostegno</a>, o quanto meno su come questo viene gestito da molti percettori.</p>
<p>&#8220;<em>Lui sa che il video non è vero</em> &#8211; racconta La Rocca a <em>VoceDiNapoli.it</em> &#8211;<em> nei commenti si vede chiaramente che è ironico, ma Borrelli li ha tagliati. Ora lo sto provando a contattare ma non mi risponde&#8221;. </em>Nel mentre grazie al<em>, &#8220;repost del consigliere ho ricevuto, e continuo a ricevere, migliaia di insulti di tutti i tipi. Mi stanno massacrando, c&#8217;è chi scrive di volermi mettere addirittura una bomba sotto il locale</em>&#8220;. Carmine, infatti, oltre a non usufruire del <strong>Reddito di Cittadinanza</strong> è anche un lavoratore e da tempo gestisce un bar nella sua <strong>Giugliano</strong>.</p>
<p>&#8220;<strong><em>Io ho un lavoro</em> </strong>&#8211; precisa <strong>La Rocca</strong> &#8211; <em>faccio semplicemente ironia sul tema per far capire alla gente che non tutto quello che si sente o si vede sul web è vero, bisogna verificare sempre. Anzi proprio nel mio bar mi capita spesso di vedere clienti che pagano con le carte è mi irrito perché per lo Stato dovrebbe essere una normale post pay, a me capitano 100 persone che prendono la birra con una carta gialla e di quelle credo che almeno una sia corrispondente a quella del reddito, questo non mi piace</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<strong><em>Non sono contrario al sostegno</em> </strong>&#8211; chiarisce &#8211; <em>ma per me va dato alle persone che lo meritano,  su questo non ci piove, vista anche  l&#8217;emergenza Covid che ha messo in ginocchio molte famiglie, anzi menomale che c&#8217;era il reddito in questi tempi complicati</em>&#8220;. Ma questo deve &#8220;<em>essere fatto per sostenere le famiglie in difficoltà non per queste sciocchezze, come l&#8217;acquisto di una birra al bar. La gente lo usa in tutti i modi. Io &#8211; </em>attraverso Tik Tok<em> &#8211; sto semplicemente sensibilizzando la gente e invece mi attaccano facendomi passare come approfittatore ma non c&#8217;entro niente, neanche lo prendo il reddito</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/04/reddito-tiktok-larocca/">Reddito di cittadinanza, dall&#8217;ironia al linciaggio social. Il Tiktoker si difende: &#8220;Lavoro, neanche lo prendo il sussidio&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/04/reddito-tiktok-larocca/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maltempo, scuole chiuse nel Napoletano: &#8220;Massima attenzione&#8221; </title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/02/maltempo-scuole-chiuse/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/02/maltempo-scuole-chiuse/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Liberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 13:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Flegrea]]></category>
		<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Mugnano]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzuoli]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[monte di procida]]></category>
		<category><![CDATA[mugnano]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2021/11/02/maltempo-scuole-chiuse/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In attesa della perturbazione meteorologica che si scaglierà su tutta la Regione dalle 8 di domani mattina mercoledì 3 novembre e fino alle 8 di giovedì 4 novembre come annunciato dal bollettino diramato questa mattina dalla Protezione Civile regionale molti amministratori comunali della provincia di Napoli hanno così deciso, per evitare ulteriori problematiche legate al [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/02/maltempo-scuole-chiuse/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Maltempo, scuole chiuse nel Napoletano: &#8220;Massima attenzione&#8221; </span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/02/maltempo-scuole-chiuse/">Maltempo, scuole chiuse nel Napoletano: &#8220;Massima attenzione&#8221; </a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa della <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/02/meteo-napoli-allerta-meteo-arancione-protezione-civile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">perturbazione meteorologica che si scaglierà su tutta la Regione dalle 8 di domani mattina mercoledì 3 novembre e fino alle 8 di giovedì 4 novembre</a> come annunciato dal bollettino diramato questa mattina dalla <strong>Protezione Civile regionale</strong> molti amministratori comunali della provincia di Napoli hanno così deciso, per evitare ulteriori problematiche legate al maltempo, di disporre la <strong>chiusura di tutte le scuole</strong> di ogni ordine e grado.  <strong>Plessi chiusi,</strong> per l&#8217;intera giornata di domani, nei comuni di <strong>Mugnano di Napoli,</strong> <strong>Monte di Procida e Pozzuoli</strong>.</p>
<h2>Scuole e maltempo: le decisioni dei sindaci</h2>
<p>&#8220;<em>La giornata &#8211;</em> scrive sui social il primo cittadino di Monte di Procida, Giuseppe Pugliese &#8211;  s<em>arà caratterizzata da piogge di forte intensità e vento forte, con relativo rischio idrogeologico-geologico. Per questo motivo, ed in considerazione della particolare fragilità </em><em>del nostro territorio, ho deciso in via precauzionale di disporre, tra le altre cose, la chiusura di tutte le scuole di ordine e grado del territorio per la sola giornata di domani&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Invito altresì</em> &#8211; chiarisce il sindaco flegreo &#8211;<em> i cittadini a limitare al massimo gli spostamenti e ad attenersi alle misure di</em><br />
<em>autoprotezione divulgate sui canali social e attraverso gli avvisi di protezione civile comunale.</em><br />
<em>Mi raccomando, prestiamo la massima attenzione</em>&#8220;.</p>
<p>Sulla stessa scia anche il vicino comune di Pozzuoli. &#8220;<em>Ho disposto</em> &#8211; precisa il sindaco Vincenzo <strong>Figliolia </strong>&#8211; <em>per domani, mercoledì 3 novembre, la chiusura in via precauzionale delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private. Resteranno chiusi anche il cimitero comunale, la pista ciclabile di Monterusciello e i parchi pubblici cittadini: Villa Avellino, Oasi di Monte Nuovo e Parco Urbano di via Vecchia delle Vigne</em>&#8220;.</p>
<p>Tale decisione è stata intrapresa anche dall&#8217;amministratore comunale di Mugnano, Luigi <strong>Sarnataro</strong>: &#8220;<em>Consiglio a tutti i cittadini </em> &#8211; scrive il sindaco della cittadina a nord di Napoli &#8211; <em>di prestare particolare attenzione in prossimità di alberi e strutture verticali per l’eventuale caduta di rami, alberi, pali, segnaletica o impalcature. Assicurare stabilmente o rimuovere da finestre e balconi elementi mobili quali piante, coperture, strutture provvisorie o qualsiasi oggetto che possa essere trasportato via dal vento</em><br />
<em>Osservare particolare prudenza negli spostamenti limitandoli a quanto strettamente necessario</em>&#8220;.</p>
<p>Mentre, per quanto riguarda le scuole della città partenopea, si resta in attesa della decisione del neoeletto sindaco Gaetano <strong>Manfredi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/02/maltempo-scuole-chiuse/">Maltempo, scuole chiuse nel Napoletano: &#8220;Massima attenzione&#8221; </a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2021/11/02/maltempo-scuole-chiuse/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
