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	<title>ricetta Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 10:21:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ricetta Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Il gattò con salsicce e friarielli: la ricetta napoletana per farlo squisito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 09:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gattò di patate è uno dei piatti tipici della cucina napoletana, molto apprezzato da adulti e bambini. La creatività della cucina partenopea ha fatto sì che la ricetta classica venisse rivisitata con un altro piatto tipico della nostra tavola ovvero salsicce e friarielli. La ricetta: Ingredienti: 1,5 kg di patate 500 g di friarielli [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il gattò di patate è uno dei piatti tipici della cucina napoletana, molto apprezzato da adulti e bambini. La creatività della cucina partenopea ha fatto sì che la ricetta classica venisse rivisitata con un altro piatto tipico della nostra tavola ovvero salsicce e friarielli.</p>
<p>La <strong>ricetta</strong>:</p>
<p><strong>Ingredienti</strong>:</p>
<p>1,5 kg di patate<br />
500 g di friarielli<br />
4 uova<br />
parmigiano grattugiato q.b.<br />
sale q.b.<br />
olio extravergine d’oliva q.b.<br />
400 g di provola affumicata o fiordilatte<br />
1 salsiccia grande<br />
2 spicchi d’aglio<br />
pangrattato q.b.<br />
1 bicchiere di latte</p>
<p><strong>Procedimento per il ripieno</strong>:</p>
<p>Lavare più volte i friarielli e metterli in padella con olio e aglio sale e peperoncino per circa 20 minuti fino a quando saranno tenere le foglie e i gambi. Lasciare che si raffreddino in un piatto, e nella stessa padella, in un fondo d’olio far cuocere la salsiccia sbriciolata.</p>
<p>Sminuzzare i friarielli e unirli alla salsiccia. Tagliare la provola a cubetti.</p>
<p><strong>Procedimento</strong>:</p>
<p>Lavare accuratamente le patate e poi farle bollire in una pentola per circa 30 minuti. Quando le patate saranno pronte, schiacciarle con l’aiuto di uno schiacciapatate, unire le uova, il parmigiano, il latte, un filo d’olio e un pizzico di sale ed iniziare ad impastare.</p>
<p>Unire il ripieno con l’impasto di patate, amalgamare bene tutti gli ingredienti e trasferirli in una pirofila da forno, spolverando la superficie con il pangrattato.</p>
<p>Infornare a 180/200 gradi per circa 30 minuti, il gattò sarà pronto quando in superficie si sarà creata la classica crosticina. Una volta sfornato il gattò, lasciarlo assestare un paio di minuti e poi servirlo.</p>
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		<item>
		<title>Gli struffoli alla conquista degli USA, il video della nonnina è un successo</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/10/gli-struffoli-alla-conquista-degli-usa-il-video-della-nonnina-e-un-successo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 11:27:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[Scialo Bros. Bakery]]></category>
		<category><![CDATA[struffoli]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli struffoli sono una prelibatezza della tradizione natalizia napoletana. Eppure, un dolce così buono non poteva certo restare solo una prerogativa della nostra terra. Su Instagram a raccontare come sono arrivati oltreoceano è una nonnina intenta in cucina ad incartarne diversi piattini. Il video, pubblicato sul profilo Instagram di Scialo Bros. Bakery, pasticceria tradizionale italiana [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/10/gli-struffoli-alla-conquista-degli-usa-il-video-della-nonnina-e-un-successo/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Gli struffoli alla conquista degli USA, il video della nonnina è un successo</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>struffoli</strong> sono una prelibatezza della tradizione natalizia napoletana. Eppure, un dolce così buono non poteva certo restare solo una prerogativa della nostra terra. Su Instagram a raccontare come sono arrivati oltreoceano è una nonnina intenta in cucina ad incartarne diversi piattini.</p>
<p>Il video, pubblicato sul profilo Instagram di <strong>Scialo Bros. Bakery</strong>, pasticceria tradizionale italiana con sede <strong>a Rhode Island</strong>, mostra proprio la nonnina <strong>Lois, Luisa,</strong> mentre racconta come si preparano. La pasticceria, però, ha un&#8217;origine ben precisa. &#8220;Era il 1916 quando Luigi Scialo arrivò a Providence dalla provincia italiana di <strong>Pomigliano d&#8217;Arco</strong>&#8221; si legge sul loro sito ufficiale.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/Br8QOx0gRNa/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="12">
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 8px 0 0 0; padding: 0 4px;"><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/Br8QOx0gRNa/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ever wonder about the story behind struffoli? Lois gives a little insight into the history and ingredients of this beloved Italian holiday treat. #struffoli #italiancandy #holidaytradition #scialobrosbakery #federalhill #providence</a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;">Un post condiviso da <a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px;" href="https://www.instagram.com/scialobrosbakery/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Scialo Bros. Bakery</a> (@scialobrosbakery) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2018-12-28T18:45:12+00:00">28 Dic 2018 alle ore 10:45 PST</time></p>
</div>
</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p>&#8220;Fu uno degli oltre<strong> 54.000 immigrati italiani</strong> a stabilirsi su Federal Hill prima del 1932. Con la sensazione che l&#8217;avvio di un&#8217;impresa avrebbe portato al successo, Luigi reclutò suo fratello per aiutare ad avviare una panetteria. Da quel desiderio, Scialo Bros. Bakery arrivò al 257 di Atwells Avenue&#8221;. Una storia di successo che il prossimo anno compirà 100 anni.</p>
<p>Luigi divenne l&#8217;unico proprietario dell&#8217;azienda negli anni &#8217;20 e la gestì come facevano a Pomigliano, con amore, cura e qualità in mente. Molto è cambiato nella &#8220;Piccola Italia&#8221; del Rhode Island a Federal Hill dal 1916, <strong>ma i prodotti di qualità di Scialo Bros. Bakery non lo sono</strong>.</p>
<p>Quando Luigi passò nel 1993, le figlie di Luigi, Lois (Scialo) Ellis e Carol (Scialo) Gaeta portarono avanti la tradizione di famiglia, da allora possiedono il panificio.</p>
<p>Oggi<strong> le sorelle continuano la tradizione di qualità del padre</strong>. Ecco perché ogni prodotto è reso fresco in loco senza conservanti o aromi artificiali. Tutto è ancora cotto in un enorme forno a gas quadrato di 14 piedi e continuiamo a mantenere viva la tradizione con autentici prodotti italiani.</p>
<p>Così a Rhode Island grazie alla passione di questa famiglia dalle origini campane, è possibile mangiare una vera sfogliatella, del torrone, la pastiera e le famose Zeppole di San Giuseppe.</p>
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		<item>
		<title>Ricetta della parmigiana di melanzane: la tradizione napoletana in tavola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 09:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiana]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiana di melanzane]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricetta parmigiana di melanzane è un simbolo in tutta Italia della nostra antica tradizione culinaria: si tratta di uno sformato preparato con melanzane, pomodoro e formaggi. Vi sembra poco? Speriamo di no, perché la parmigiana di melanzane (in dialetto &#8216;a parmiggiana &#8216;e mulignane) è si un piatto con pochi ingredienti, ma è anche una delle pietanze [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ricetta parmigiana di melanzane </strong>è<b> </b>un simbolo in tutta Italia della nostra antica tradizione culinaria: si tratta di uno sformato preparato con melanzane, pomodoro e formaggi. Vi sembra poco? Speriamo di no, perché la parmigiana di melanzane (in dialetto <em>&#8216;a parmiggiana</em> &#8216;<em>e mulignane</em>) è si un piatto con pochi ingredienti, ma è anche una delle pietanze più amate a Napoli e provincia. Con le dovute differenze: in città non si usa l&#8217;uovo per la frittura. Ed è questa la ricetta che vi proponiamo oggi.</p>
<p>Perché si chiama proprio parmigiana? Vi ricordate quando parlavamo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/02/25/ricetta-genovese-napoletana/">della genovese napoletana </a>e dicevamo che il nome nulla aveva a che fare con la città ligure? Bene stavolta è diverso. Stavolta Parma c&#8217;entra eccome. Si dice che la ricetta sia nata proprio nel comune emiliano per poi essere stata esportata al sud da cuochi emigrati (in Campania, ma anche in Sicilia) che l&#8217;hanno resa celebre (e ci piace pensare anche più buona). Ma bando alle ciance e dedichiamoci agli ingredienti ed al procedimento per preparare questa ricetta parmigiana di melanzane alla napoletana che delizierà il vostro palato come contorno della domenica, come secondo piatto, come farcitura per un ricco panino, come merenda o come spuntino di qualsiasi ora. Non si può mai fare a meno <em>da&#8217;</em> p<em>armiggiana</em> &#8216;<em>e mulignane</em>.</p>
<h3>Ricetta parmigiana di melanzane: procedimento ed origine del nome</h3>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>7-8 melanzane napoletane (quelle lunghe e violette)</li>
<li>1 litro e mezzo di passata di pomodoro (meglio se San Marzano)</li>
<li>30 gr di pecorino e parmigiano grattugiati</li>
<li>500 gr di fior di latte (meglio se di Agerola)</li>
<li>1 cipolla piccola</li>
<li>1 spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>Foglie di basilico fresco</li>
<li>Olio evo campano</li>
<li>Olio di semi per friggere</li>
</ul>
<p>Iniziate dalle melanzane. Levate la parte verde e tagliatele a fette spesse mezzo centimetro per il verso della lunghezza. Ora ponetele in uno scolapasta alternando le fette a strati di sale grosso. Lasciatele cosi per un&#8217;oretta in un recipiente di modo da far perdere loro il liquido di vegetazione amarognolo. Intanto preparate il sugo. In una casseruola ponete l&#8217;olio evo, l&#8217;aglio intero e la cipolla taglia grossolana. Fate soffriggere per 10 minuti a fuoco basso e aggiungete la passata di pomodoro. Aggiustate di sale e cuocete a fuoco medio per 15-20 minuti, dopodiché eliminate aglio e cipolla e spegnete il fuoco. Dedicatevi ora alla frittura delle melanzane. Levatele dal colapasta, passatele sotto l&#8217;acqua corrente e asciugatele molto bene. Ora potete friggere le vostre melanzane in abbondante olio di arachidi o di girasole. Tagliate dunque il fior di latte a fettine. Siete pronti per comporre la vostra parmigiana. Prendete una pirofila (meglio se di vetro cosi sarà un piacere anche per gli occhi). Cospargete il fondo con poca salsa di pomodoro. iniziate quindi a mettere le melanzane fino a coprire tutta la teglia. Ora cospargete con altra salsa di pomodoro, foglie di basilico fresco, pecorino e parmigiano grattugiati e con le fettine di fior di latte. Andate avanti così fino a comporre 3 o 4 strati. Sull&#8217;ultimo strato niente fior di latte, solo abbondante formaggio grattugiato. Infornate dunque a 180 gradi per un oretta circa. Una volta cotta lasciatela compattare per una mezz&#8217;ora.</p>
<p>Mamma mia che fame!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ricetta dei veri panzarotti napoletani, meglio conosciuti come &#8216;e crocchè</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/03/ricetta-dei-veri-panzarotti-napoletani-meglio-conosciuti-come-e-crocche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 09:37:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ricetta panzarotti napoletani. Di tanto in tanto ci si può permettere qualche &#8220;sgarro&#8221; e che cosa è più appetibile e nu bell crocchè , il panzarotto napoletano? Si mostra in esposizione nelle vetrine delle friggitorie e quasi vuole parlare, ti vuole chiamare per dirti &#8220;Damm nu&#8217; muorz&#8221; oppure lo puoi gustare in formato mignon rind a nu [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricetta panzarotti napoletani</strong>. Di tanto in tanto ci si può permettere qualche &#8220;sgarro&#8221; e che cosa è più appetibile <em>e nu bell crocchè</em> , il <strong>panzarotto napoletano</strong>? Si mostra in esposizione nelle vetrine delle friggitorie e quasi vuole parlare, ti vuole chiamare per dirti &#8220;<em>Damm nu&#8217; muorz</em>&#8221; oppure lo puoi gustare in formato mignon <em>rind a nu bell cuppetiell e frittur, che <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/02/29/ricetta-arancini-di-riso-o-pall-e-ris-loriginale/">e pall e ris,</a> e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/02/13/frittatine-di-pasta-napoletane-ingredienti-ricetta/">frittatin </a>e zeppulell!</em>!</p>
<p>La domenica è usanza mangiare dei bei panzarotti napoletani come contorno dopo il pranzo oppure <em>comm sfizij</em> o la sera quando lo stomaco si è riposato un po&#8217; ed è pronto per un&#8217;altra battaglia. Gustosi, filanti, dallo splendido colore dorato, i panzarotti sono una specialità partenopea salata, tipica dello <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/03/07/cuoppi-fritti-napoli/">street food</a>. Il segreto del crocché? L&#8217;olio. Ecco a voi la ricetta classica del panzarotto di patate.</p>
<h3>Ecco la ricetta dei panzarotti napoletani</h3>
<p><strong>INGREDIENTI</strong>:</p>
<ul>
<li>1 kg di patate farinose (rosse o bianche)</li>
<li>3 uova intere</li>
<li>100 gr mozzarella di bufala asciutta</li>
<li>prosciutto cotto tagliato a dadini (se si vuole aggiungere)</li>
<li>parmigiano q.b (intorno ai 100 gr)</li>
<li>sale, prezzemolo, pepe q.b</li>
<li>farina</li>
<li>pane grattugiato</li>
<li>olio di arachidi per friggere</li>
</ul>
<p><strong>PROCEDIMENTO</strong>:</p>
<p>Bollite le patate ponendole inizialmente nell&#8217;acqua fredda. Una volta cotte, lessate le patate, sbucciatele e schiacciatele nello schiacciapatate. Fate raffreddare e aggiungete man mano tutti gli altri ingredienti alle patate (due uova, prezzemolo, sale, pepe e parmigiano), incorporandoli bene ed impastando con cura fino ad ottenere un composto omogeneo. Create delle piccole palline, al centro delle quali inserite una striscia di mozzarella (non esagerate altrimenti i corcchè potrebbero aprirsi durante la frittura). Per un ripieno più goloso si può aggiungere del salame o del prosciutto cotto. Chiudete e formate il panzarotto</p>
<p>Passate il panzarotto nella farina, poi nell&#8217;albume e infine nel pangrattato. Fate riposare il tutto in frigo almeno per un paio d’ore. Friggete i crocchè (pochi per volta) in una padella ampia con abbondante olio bollente (160°) fino alla completa doratura (circa 3 minuti), asciugare su carta assorbente e servirli caldi.</p>
<p>N.B: Per rendere il crocchè un po&#8217; più leggero si può usare per la panatura il solo albume sbattuto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-183781 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-12-29-alle-17.01.49.png" alt="Ricetta dei veri panzarotti napoletani, meglio conosciuti come 'e crocchè" width="650" height="411" /></p>
<p>Se avete seguito bene tutte le indicazioni e avete fatto <em>nu bell crocchè, mannatel pur a nuij&#8230;Tenimme nu poc famm!</em></p>
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