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	<title>giuseppe ammendola Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>giuseppe ammendola Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 09:35:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono in corso le udienze finali del processo contro il clan Contini, storico sodalizio della camorra napoletana, egemone nei quartieri Vasto, Vicaria, Sant&#8217;Antonio Abate e Poggioreale. In questi giorni nell&#8217;aula del Tribunale di Napoli sono di scena le requisitorie del sostituto Procuratore della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) Ida Teresi, che ha ricostruito i capi d&#8217;accusa contro i vertici dell&#8217;organizzazione, raccontando le vicende criminali in [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-estorsioni-usura-gioco-e-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in corso le udienze finali del processo contro il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>clan Contini</strong></a>, storico sodalizio della camorra napoletana, egemone nei quartieri <strong>Vasto</strong>, <strong>Vicaria</strong>, <strong>Sant&#8217;Antonio Abate </strong>e <strong>Poggioreale</strong>. In questi giorni nell&#8217;aula del <strong>Tribunale di Napoli</strong> sono di scena le requisitorie del sostituto Procuratore della <strong>DDA</strong> (<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong>, che ha ricostruito i capi d&#8217;accusa contro i vertici dell&#8217;organizzazione, raccontando le vicende criminali in cui il clan è coinvolto (pubblicate sul sito di <em>Radio Radicale</em>).</p>
<p>Gli inquirenti hanno basato gran parte della loro indagine sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, in particolare di <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/09/26/morte-vincenzo-de-feo-giovane-pentito-malato-tempo/" target="_blank" rel="noopener">Vincenzo De Feo</a></strong> (deceduto in carcere lo scorso 25 settembre a causa di una malattia) e di <strong>Teodoro</strong> e <strong>Giuseppe</strong> <strong>De Rosa</strong> (rispettivamente padre e figlio), e sulle intercettazioni raccolte negli ultimi anni durate la complessa attività investigativa.</p>
<p>Dall&#8217;inchiesta è emerso come il <strong>clan Contini</strong> avrebbe costruito attraverso le proprie attività illecite una vera e propria holding finanziaria con ramificazioni in tutto il mondo, grazie ad importanti investimenti in diversi settori dell&#8217;economia (in particolare nell&#8217;edilizia). Ma le fondamenta del &#8220;tesoro&#8221; del clan sarebbero nelle sue roccaforti a <strong>Napoli</strong>, ovvero nei quartieri controllati dal sodalizio: traffico e spaccio di stupefacenti, usura, estorsioni, ricettazione, scommesse sportive, abbigliamento contraffatto e appalti negli ospedali.</p>
<p><strong>Traffico e spaccio di droga- </strong>È possibile dividere la mappa dello spaccio della droga in tre piazze principali:</p>
<ul>
<li><em><strong>Rione Amicizia</strong></em>: da sempre il &#8220;fortino&#8221; della famiglia <strong>Bosti</strong>. La zona sarebbe stata affidata al controllo di <strong>Salvatore Botta</strong> detto &#8216;<em>o Infermiere</em>, cognato di <em>&#8216;ò Romano</em> (è sposato con <strong>Rosa Di</strong> <strong>Munno</strong>) ma molto legato a <strong>Patrizio Bosti</strong>. Botta sarebbe una figura importante all&#8217;interno della rete del clan <strong>Contini</strong>. Uomo di assoluta fiducia dei boss, al quale sono state delegate la gestione di diversi business, oltre che le relazioni con gli altri clan della città. Detenuto dal 2002 e condannato di nuovo nel 2017, in appello, a 18 anni di detenzione. Lavoravano per lui in questa piazza di spaccio <strong>Vincenzo Tolomelli</strong> e <strong>Antonio Cristiano</strong>. Entrambi sono stati condannati insieme ad <strong>Ettore Bosti</strong> nel maxi processo che li ha visti accusare di associazione finalizzata al traffico di droga (importata dall&#8217;Olanda) con l’aggravante della transnazionalità e le armi. I gestori della piazza avrebbero dovutoconsegnare al clan dai 35mila ai 50mila euro mensili come guadagni dalla vendita della droga.</li>
<li><em><strong>Borgo Sant&#8217;Antonio Abate</strong></em>: è il &#8220;cuore&#8221; della famiglia <strong>Contini</strong>. Il reggente della zona sarebbe stato <strong>Giuseppe Ammendola</strong> detto &#8216;<em>Peppe ò uaglione</em>, figura di grande rilievo del clan e fedelissimo di <strong>Eduardo &#8216;<em>ò Romano</em></strong>. Quest&#8217;ultimo è stato arrestato il 12 agosto del 2015 a <strong>Torvajanica</strong> (dopo 3 anni di latitanza). Era stato condannato precedentemente, in primo grado, a luglio del 2015 e poi in appello, nel 2017, a 10 anni di carcere. Per questa piazza la droga si sarebbe acquistata da <strong>Luigi Mastellone </strong>e <strong>Luigi Cella</strong>. La piazza del Borgo sarebbe stata, come affermato dalla Pm <strong>Teresi</strong> &#8220;<em>croce e delizia del clan</em>&#8220;, in quanto spesso causa di alcuni conflitti interni al sodalizio.</li>
<li><em><strong>Gruppo Stadera</strong></em>: la zona rappresenta la parte più &#8220;esterna&#8221; sotto la gestione del clan <strong>Contini</strong> e quella che confina con il territorio di competenza del clan <strong>Mazzarella</strong>. Il comando sarebbe stato affidato a <strong>Paolo Di Mauro</strong> detto anche lui &#8216;<em>o Infermiere</em>, arrestato in Spagna nel 2010 e condannato a 24 anni di carcere per traffico e spaccio di stupefacenti. Inoltre sarebbe il presunto killer di <strong>Francesco Mazzarella</strong> ucciso nel 1998 fuori il carcere di <strong>Poggioreale</strong>. A gestire la piazza e i rapporti con i vertici del sodalizio, sarebbero stati <strong>Antonio Ruggiero</strong> &#8216;<em>o Malommo</em>, sposato con<strong> </strong><strong>Vincenza Guerriero</strong> (zia di <strong>Raffaele Guerriero</strong>), <strong>Giovanni</strong> <strong>Martinelli</strong>, <strong>Domenico</strong> <strong>Ciminiello</strong> alias &#8216;<em>Mimì ò mericano</em><strong> </strong>(entrambi deceduti), <strong>Annunziata Oliva</strong> (moglie di <strong>Giovanni Migliaccio</strong>), <strong>Lucio Migliaccio</strong>,<strong> Luigi Bove</strong>, <strong>Raffaele</strong> <strong>Nurcato </strong>(questi ultimi entrambi detenuti perché condannati, insieme a <strong>Luigi</strong><strong> Folchetti </strong>e<strong> Mauro Mele</strong>), <strong>Sergio Barone Lumaga</strong> e <strong>Mocerino Luigi</strong>. Lucio Migliaccio e Annunziata Oliva, assistiti dall&#8217;avvocato <strong>Salvatore D&#8217;Antonio</strong>, sono stati poi scarcerati dal <strong>Tribunale del riesame </strong>perché le intercettazioni sono state ritenute inutilizzabili.</li>
</ul>
<figure id="attachment_88739" aria-describedby="caption-attachment-88739" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88739" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/continibostibottadimauroammendola-300x155.jpg" alt="Droga, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini" width="300" height="155" /><figcaption id="caption-attachment-88739" class="wp-caption-text">Da sinistra, Giuseppe Ammendola, Ettore Bosti, Paolo Di Mauro, Salvatore Botta</figcaption></figure>
<p><strong>Usura-</strong> <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/rita-aieta-nelle-mani-della-moglie-del-boss-lattivita-delle-mesate/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rita Aieta</strong></a> insieme al figlio <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/" target="_blank" rel="noopener">Ettore Bosti</a> </strong>avrebbero gestito quest&#8217;attività illecita. La &#8220;base&#8221; in cui i due avevano concentrato il giro di prestiti era un negozio di telefonini a <strong>San Giovanniello</strong>. Il locale era stato preso con <strong>Piero Falco</strong> che non riuscendo a pagare la &#8220;mesata&#8221; al clan, era stato obbligato a investire il suo denaro nel negozio. A lavorarci erano <strong>Pietro &#8216;<em>Pierino</em> Caso</strong> e a volte la moglie di &#8216;<em>o Russo</em>, <strong>Filomena Lo Russo</strong>. Le <strong>ta</strong><strong>riffe</strong>: 30% agli affidabili, il 360% in più all&#8217;anno; 50% ai non affidabili, 600% in più all&#8217;anno. <strong>Antonio Aieta</strong> (fratello di <strong>Rita </strong>e zio di <strong>Ettore</strong>) insieme a <strong>Luigi Galletta</strong> avrebbe reinvestito i beni proventi dal business dell&#8217;usura in automobili e orologi.</p>
<p><strong>Estorsioni-</strong> Il  racket sarebbe stato di competenza di <strong>Salvatore Botta</strong>. Le tariffe erano di 50€ a settimana per ogni bancarella presente nel <strong>Borgo di Sant&#8217;Antonio</strong> <strong>Abate</strong>. Molte delle riunioni tra gli estorti e gli uomini del clan si sarebbero tenute presso l&#8217;ospedale <strong>San Giovanni Bosco</strong>, sempre al cospetto di <strong>Botta</strong>. Gli interessi del sodalizio sarebbero stati anche negli appalti all&#8217;interno dell&#8217;ospedale, affare che avrebbe permesso di assumere personale scelto direttamente dall&#8217;organizzazione criminale.</p>
<p><strong>Abbigliamento contraffatto-</strong> Il clan <strong>Contini</strong> avrebbe incentrato tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90 le proprie attività commerciali su quelle figure che all&#8217;epoca venivano definite come <em>magliari</em>. Ancora oggi questo business sarebbe più florido che mai e la sua gestione sarebbe stata affidata a <strong>Salvatore</strong> <strong>Botta</strong>. Quest&#8217;ultimo sarebbe stato a capo dell&#8217;intera filiera e avrebbe impartito le direttive ai vari produttori e venditori. Avrebbero lavorato per lui i fratelli <strong>Diego </strong>e <strong>Mario D&#8217;Ambrosio</strong>, la cui attività però fallisce costringendo entrambi alla fuga all&#8217;estero. Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sarebbe emersa la duplice valenza di Botta: essere protetti da lui voleva dire trovarsi in una botte di ferro, ma guai a <em>sgarrare</em> o la vendetta di Botta sarebbe stata furiosa. &#8220;<em>Se non paghi ti sfonda</em>&#8220;, è questo il &#8220;comandamento&#8221; venuto fuori dalle intercettazioni. Degli &#8220;atti di forza e violenza&#8221; si sarebbe occupato il nipote <strong>Nicola Botta </strong>alias &#8216;<em>Doccetta</em>.</p>
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		<title>Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 10:24:46 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/">Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che quando le grandi aziende passano dalla gestione dei padri a quella dei figli corrono il rischio di fallire, con il triste epilogo di vedere cancellato tutto quello che è stato creato dai genitori. Lo stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda la camorra. Nello specifico stiamo parlando del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener">clan <strong>Contini</strong></a> uno dei sodalizi più potenti e longevi del panorama criminale napoletano. Un&#8217;organizzazione che si è trasformata in una vera e propria holding finanziaria che ha esteso le proprie mire in tutto il mondo.</p>
<p>Così, dopo l&#8217;arresto di <strong>Eduardo Contini</strong> &#8216;<em>o Romano</em> e quello di <strong>Patrizio Bosti</strong>, avvenuti rispettivamente a dicembre del 2007 e ad agosto del 2008, le redini del clan sarebbero passate in automatico nelle mani di <strong>Ettore Bosti</strong> &#8216;<em>o Russo</em> figlio di Patrizio e <strong>Rita Aieta</strong>. Ma come si evince dalle requisitorie del sostituto Procuratore della <strong>DDA </strong>(<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong> (pubblicate su <em>Radio Radicale</em>), l&#8217;avvicendamento di potere all&#8217;interno del clan <strong>Contini</strong> non sarebbe piaciuto ai &#8220;senatori&#8221; del sodalizio.</p>
<p>Infatti, dalle intercettazioni che fanno parte dell&#8217;insieme delle prove che la Pm ha raccolto e sta utilizzando durante il maxi processo a carico dell&#8217;organizzazione criminale fondata da &#8216;<em>o Romano</em>, risulterebbero molti dissidi interni. Questi ultimi sarebbero stati amplificati dal carattere aggressivo di <strong>Ettore Bosti</strong> che con diverse azioni spregiudicate avrebbe creato malumori dentro il sodalizio attirando su di esso l&#8217;attenzione dei rivali e delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>&#8220;<em>A quello ci vuole qualcuno affianco, altrimenti o si farà ammazzare o spaccherà la famiglia</em>&#8220;, parole pronunciate da <strong>Patrizio Bosti </strong>in persona che, durante la latitanza, ha avuto con il figlio e i vertici del clan, una fitta corrispondenza organizzata con i classici <em>pizzini</em>. Sono al vaglio degli inquirenti, infatti, diversi messaggi che hanno lasciato presagire uno scontro tra padre e figlio su quella che sarebbe dovuta essere la gestione del sodalizio e i comportamenti da avere.</p>
<p>E invece niente, <strong>Ettore Bosti</strong> è stato protagonista di pestaggi, missioni punitive, scontri con le <em>Paranze </em>del centro storico e con alcuni &#8220;<em>cani sciolti</em>&#8221; del clan <strong>Contini</strong> (su tutti balza all&#8217;onore delle cronache l&#8217;omicidio del giovane <strong>Ciro Fontanarosa</strong> avvenuto nel 2009. Il ragazzo è stato condannato a morte per aver rifiutato di affiliarsi al clan e aver fatto rapine e furti per conto suo). E poi, la vita di lusso, le serate nei locali e i rapporti con i capi ultras del gruppo <strong><em>Mastiff </em></strong>(con <strong>Gennaro De Tommaso</strong> &#8216;<em>a Carogna</em>, &#8216;<em>o Russo</em> gestiva l&#8217;attività del traffico e lo spaccio di stupefacenti).</p>
<p>Tutte vicende che hanno acceso i nervosismi di personaggi come <strong>Luca Esposito</strong> marito di <strong>Maria Bosti</strong>, sorella di <strong>Ettore</strong>. I sue sarebbero in affari, ma da un&#8217;intercettazione si sarebbe capito in modo chiaro che il loro rapporto sarebbe stato molto teso: &#8220;<em>Faccio arrestare tuo padre. Io vi canto tutti, non ce la faccio più. Tuo fratello sta impazzendo è capace che va a minacciare e uccidere mio padre. Maledetta a te che sei sua figlia</em>&#8220;, queste le parole di Esposito mentre parla con la moglie, rivolgendosi a &#8216;<em>o Russo</em> e suo padre <strong>Patrizio</strong>. In pratica, il cognato di <strong>Ettore Bosti</strong> avrebbe avuto paura dei comportamenti sempre più violenti del giovane boss, arrivando addirittura a minacciare di &#8216;<em>cantare</em> gli uomini del clan facendone arrestare il capo, Patrizio, che in in quel periodo era latitante.</p>
<figure id="attachment_88586" aria-describedby="caption-attachment-88586" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88586" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/bostimallardoammendola-300x160.jpg" alt="Ettore Bosti, la &quot;testa calda&quot; che ha bisogno di un 'tutor" width="300" height="160" /><figcaption id="caption-attachment-88586" class="wp-caption-text">Da sinistra, Patrizio Bosti, Giuseppe Ammendola, Ettore Bosti e Francesco Mallardo</figcaption></figure>
<p>Ma i contrasti in famiglia sono diversi. Anche <strong>Antonio Aieta</strong> zio di <strong>Ettore</strong>, intercettato mentre sta parlando con <strong>Ciro Maglione </strong>(cognato di &#8216;<em>o Patrizio</em> in quanto ha sposato un&#8217;<strong>Aieta</strong>), ha affermato: &#8220;<em>La sua testa è sciacqua. Ora sai che gli consegna quello</em>&#8220;. &#8220;<em>Quello</em>&#8220;, sarebbe il papà di &#8216;<em>o Russo</em>, <strong>Patrizio Bosti</strong>. Ma il conflitto ha coinvolto anche i personaggi più in vista del clan, come <strong>Giuseppe Ammendola </strong>detto &#8216;<em>Pepp ò uaglion </em>(arrestato ad agosto del 2015 dopo due anni di latitanza). Quest&#8217;ultimo, sempre dalle intercettazioni raccontate dalla Pm, avrebbe ricevuto le lamentele di <strong>Luca Esposito</strong>, che parlando con la moglie ha detto: &#8220;<em>Se gli metto le mani addosso a tuo fratello mi fanno male, ho già abbuscato quattro volte. Diglielo a Peppe che deve parlare con lui</em>&#8220;. <em><strong>Peppe</strong></em> sarebbe <strong>Ammendola</strong> e &#8220;<em><strong>lui</strong></em>&#8220;, sarebbe <strong>Patrizio Bosti</strong>. Con quest&#8217;ultimo che era latitante, ad avere dei rapporti erano in pochi, tra gli eletti c&#8217;era proprio Ammendola.</p>
<p>Ma quando si tratta del figlio del boss neanche una figura di spicco come <em><strong>&#8216;o Uaglion</strong></em> può intervenire, c&#8217;è bisogno di un segnale dall&#8217;alto. Così è costretto a parlare con <strong>Ettore Bosti</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/07/28/scarcerato-gennaro-trambarulo-la-decisione-del-tribunale-del-riesame/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gennaro Trambarulo</strong> &#8216;<em>ò Muntat</em></a>, mandato direttamente dallo zio di Bosti jr, <strong>Francesco &#8216;<em>Ciccio</em> Mallardo</strong>. Ecco che dal &#8220;paese&#8221;, dalla Provincia è arrivata la mano tesa dell&#8217;altro potente clan che compone insieme ai <strong>Contini </strong>e ai <strong>Licciardi</strong> la famosa <em><strong>Alleanza di Secondigliano</strong></em>. Un legame anche di sangue considerato che <strong>Eduardo Contini</strong>, <strong>Patrizio Bosti</strong> e <strong>Francesco Mallardo</strong> sono sposati con tre sorelle <strong>Maria</strong>, <strong>Rita</strong> e <strong>Anna Aieta</strong>. A parlare delle &#8220;uscite di testa&#8221; di &#8216;<em>Ettoruccio ò russo</em> è stato anche il suocero <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/19/viaggio-nella-sanita-dopo-il-regno-dei-misso-la-faida-tra-i-vastarella-e-gli-esposito-genidoni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mario Lo Russo</strong></a>, uno dei &#8216;<em>Capitoni </em>di <strong>Miano</strong> di cui il giovane <strong>Bosti </strong>ha sposato la figlia <strong>Filomena</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/">Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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