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	<title>eduardo de filippo Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>eduardo de filippo Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>La RAI omaggia De Filippo in occasione dei 120 anni dalla sua nascita: trasmetterà tutte le commedie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 10:12:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione dei 120 anni dalla nascita di Eduardo De Filippo, avvenuta il 24 maggio del 1900, la RAI omaggia il grande artista attraverso una lunga serie di appuntamenti che ci accompagneranno dal 23 maggio fino a novembre. Tutti i sabato, a partire dalle ore 17.00, su RAI 5 andranno in onda tutte le versioni [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dei 120 anni dalla nascita di <strong>Eduardo De Filippo</strong>, avvenuta il 24 maggio del 1900, la <strong>RAI</strong> omaggia il grande artista attraverso una lunga serie di appuntamenti che ci accompagneranno dal 23 maggio fino a novembre.</p>
<p>Tutti i sabato, a partire dalle ore 17.00, su <em><strong>RAI 5</strong></em> andranno in onda tutte le versioni televisive degli spettacoli &#8220;<em>eduardiani</em>&#8221; realizzati dalla <em><strong>Radiotelevisione italiana</strong></em>, in ordine cronologico di composizione.</p>
<p>Il primo appuntamento imperdibile con le commedie di Eduardo sarà scandito da “<em><strong>Uomo e galantuomo</strong></em>” che l&#8217;artista scrisse nel 1922, proposta nella versione televisiva realizzata nel 1975 nella quale recitano: <strong>Eduardo De Filippo</strong>, <strong>Luca De Filippo</strong>, <strong>Isa Danieli</strong>, <strong>Angelica Ippolito</strong>, <strong>Nunzia Fumo</strong>.</p>
<p>La commedia è stata scritta inizialmente da Eduardo per il fratellastro <strong>Vincenzo Scarpetta</strong> con la &#8220;mise-en-scène&#8221; nel 1924 dal titolo &#8220;Ho fatto il guaio? Riparerò!&#8221;.</p>
<p>Il 23 febbraio 1933 la farsa fu rappresentata anche dalla compagnia di Eduardo &#8220;<em><strong>Teatro Umoristico I De Filippo</strong>&#8221; </em>con il titolo definitivo di &#8220;<strong><em>Uomo e galantuomo</em></strong>&#8221; ed inserita dall&#8217;autore nel gruppo di opere da lui definito &#8220;<em><strong>Cantata dei giorni pari</strong></em>&#8220;.</p>
<p>La &#8220;<em><strong>Cantata dei giorni pari</strong></em>&#8221; raccoglie le commedie che Eduardo, appena ventenne, inziò a scrivere dal 1920 (anno della pubblicazione di Farmacia di turno) al 1942 (quando mise in scena &#8220;Io, l&#8217;erede&#8221;). In questo contesto i &#8220;<em>giorni pari</em>&#8221; sono intesi come quelli fortunati, positivi, differenziandoli da quelli negativi, dove va tutto storto, i cosiddetti &#8220;<em>giorni dispari</em>&#8220;, da tradizione napoletana.</p>
<p>«<em>Il mondo in fondo è un gran palcoscenico e la vita una commedia allegra o triste secondo i casi. Per vivere, gli uomini debbono adattarsi a recitare la commedia e debbono anche fingere di divertirsi</em>» (Eduardo De Filippo)</p>
<p>La commedia è già disponibile su <em><strong>RaiPlay</strong></em>: <a href="https://www.raiplay.it/video/2017/11/Il-teatro-di-Eduardo-Uomo-e-galantuomo-fd26158c-bbc1-41ee-a04a-9b5ea3fd573e.html">GUARDA LA COMMEDIA</a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-206217 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/eduardo-de-filippo.jpg" alt="" width="650" height="941" /></p>
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		<title>Teatro San Carlo pronto alla ripartenza con tre grandi progetti in piazza del Plebiscito: Aida, Carmen e La Traviata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 12:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il teatro non può e non deve arrestarsi soprattutto in questo momento di grande sconforto e criticità generale, poiché esso, come affermava il grande drammaturgo partenopeo Eduardo De Filippo, &#8220;non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita&#8220;, anche quando si fatica a trovarlo. Stéphane Lissner, sovrintendente del Teatro San Carlo di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il teatro non può e non deve arrestarsi soprattutto in questo momento di grande sconforto e criticità generale, poiché esso, come affermava il grande drammaturgo partenopeo <strong>Eduardo De Filippo</strong>, <em>&#8220;non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita</em>&#8220;, anche quando si fatica a trovarlo.</p>
<p><strong>Stéphane Lissner</strong>, sovrintendente del <strong>Teatro San Carlo </strong>di<strong> Napoli</strong>, ha raccontato i progetti per la ripresa delle attività dello storico palcoscenico partenopeo in una lunga intervista rilasciata al <em>Corriere del Mezzogiorno</em>.</p>
<p>Favoriti dall&#8217;imminente estate, sono in cantiere grandi progetti relativi a tre opere liriche in piazza del <strong>Plebiscito</strong>: <em>Aida, Carmen, </em>e<em> La Traviata</em>. Gli spettacoli, previsti per il mese di luglio, si svolgeranno nella massima sicurezza e nel rispetto delle distanza e delle norme anticontagio.</p>
<p>La prima replica dell&#8217;<em>Aida</em>, performance arrestata improvvisamente, qualche mese fa, dall&#8217;insorgere dell&#8217;emergenza Covid, sarà gratuita per tutto il personale sanitario. Le restanti due repliche, saranno invece aperte al pubblico e agli abbonati.</p>
<p>La soprintendenza ha già stretto un accordo con il teatro per l’utilizzo del cortile d’onore di <strong>Palazzo Reale</strong> e per la piazza, e prossimamente avranno luogo anche i sopralluoghi tecnici per il palco e le strutture di servizio.</p>
<p>Non si arresta la ricerca di altre location per un programma estivo nei luoghi d’arte, capaci di ospitare grandi spettacoli all’aperto. Le prime in lista sono<strong> Paestum</strong>, <strong>Ravello</strong> e <strong>Pompei</strong>.</p>
<p>Si sta inoltre considerando di riaprire le attività all’interno del teatro stesso, non appena sarà progettato un modo per garantire il giusto distanziamento in platea e nei palchi ed ovviamente l&#8217;utilizzo del <em>Termoscanner</em> all&#8217;ingresso e la dotazione di mascherine per chi venisse non munito delle stesse.</p>
<p>Mentre si parla già di grandi artisti per la prossima stagione teatrale del 2021, si sta anche pensando al modo di regolamentare gli ingressi riservati agli stessi artisti e personale, con l&#8217;utilizzo graduato dei camerini, al fine di garantire la giusta sicurezza a tutti.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-205783 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/teatro-san-carlo-di-napoli-gn.jpg" alt="" width="650" height="446" /></p>
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		<title>Michele Placido: &#8220;Napoli ha generosità che altre città non hanno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Morieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 11:50:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;attore e regista Michele Placido, intervenuto giovedì sera al Social World Film Festival di Vico Equense, nella conferenza stampa ha risposto ad una domanda della redazione di VocediNapoli.it sul suo rapporto con la città di Napoli. Placido, partendo dalle sue origini pugliesi, ha raccontato che in gioventù con il padre e tutta la famiglia veniva [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/08/03/michele-placido-napoli-ha-generosita-che-altre-citta-non-hanno/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Michele Placido: &#8220;Napoli ha generosità che altre città non hanno&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attore e regista <strong>Michele Placido</strong>, intervenuto giovedì sera al <strong>Social World Film Festival</strong> di <strong>Vico Equense</strong>, nella conferenza stampa ha risposto ad una domanda della redazione di <em>VocediNapoli.it</em> sul suo rapporto con la città di <strong>Napoli</strong>. Placido, partendo dalle sue origini pugliesi, ha raccontato che in gioventù con il padre e tutta la famiglia veniva almeno una volta all&#8217;anno a Napoli a fare la spesa. Il regista ha sottolineato che nonostante non abbia mai recitato con <strong>Eduardo De Filippo</strong> si è formato con il teatro del celebre artista.</p>
<p><strong>NAPOLI CITTÀ CARAVAGGESCA</strong> &#8211; Placido, che sta lavorando ad un importante progetto sul <strong>Caravaggio</strong>, ha detto che Napoli è la città più <em>caravaggesca</em> d&#8217;Italia. Il regista ha detto che i napoletani sono più veri rispetto a tutti gli altri.</p>
<p><strong>LA GENEROSITÀ DEI NAPOLETANI &#8211; </strong>Secondo Placido &#8220;<em>il Sud ha un&#8217;altra storia rispetto al Nord. Se ci sono problemi come sull&#8217;accoglienza non vuol dire che non dobbiamo ubbidire a cose che sono contro la nostra storia</em>&#8220;. L&#8217;attore, che nel 1994 ha recitato in <em>Lamerica</em> di<strong> Gianni Amelio</strong> ha sottolineato di &#8220;<em>non voler fare una polemica col ministro degli interni Matteo Salvini ma ma che gli abitanti del Sud per natura hanno sempre accolto i migranti e in questa fase bisogna ragionare sul come farlo</em>&#8220;. Placido ha detto che &#8220;<em>quando ci sono di mezzo essere umani e bambini da salvare non ci possono essere aut aut</em>&#8220;. Infine il regista ha concluso dicendo che &#8220;<em>da questo punto di vista Napoli ha una sua generosità che altri non hanno</em>&#8220;.</p>
<p><iframe title="Michele Placido al Social World Film Festival di Vico Equense" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/22Q8Ngi6JEI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>&#8220;Questi Fantasmi!&#8221;, al Bellini continua la tradizione di Eduardo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 15:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo impatto è con la scenografia. Un palcoscenico reso ancora più bello dalla ricostruzione della Napoli che Eduardo de Filippo ha rappresentato all&#8217;interno della sua commedia Questi Fantasmi!. Il palazzo dove abitano Pasquale Lojacono (interpretato da un bravissimo Gianfelice Imparato) e sua moglie Maria (interpretata da Carolina Rosi) nel cuore del centro storico della città è ricostruito in modo realistico ed elegante. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/17/questi-fantasmi-al-bellini-continua-la-tradizione-di-eduardo/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Questi Fantasmi!&#8221;, al Bellini continua la tradizione di Eduardo</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo impatto è con la scenografia. Un palcoscenico reso ancora più bello dalla ricostruzione della <strong>Napoli</strong> che <strong>Eduardo de Filippo</strong> ha rappresentato all&#8217;interno della sua commedia <em><strong>Questi Fantasmi!</strong></em>. Il palazzo dove abitano <strong>Pasquale Lojacono</strong> (interpretato da un bravissimo <strong>Gianfelice Imparato</strong>) e sua moglie <strong>Maria </strong>(interpretata da <strong>Carolina Rosi</strong>) nel cuore del centro storico della città è ricostruito in modo realistico ed elegante. Il salone dell&#8217;enorme appartamento storico e nobiliare rende la prospettiva delle altre decine di camere ed ha i due balconi dai quali si sviluppa più di una scena della commedia.</p>
<p>La storia è nota. <strong>Lojacono</strong> vuole il meglio per sua moglie <strong>Maria</strong>, una donna bella e più giovane di lui che sembra essersi accontentata della vita e che viva con poco entusiasmo il matrimonio. Il fato ha voluto che sulla casa in cui sono andati a vivere i due coniugi aleggia una maledizione: l&#8217;abitazione è invasa dai fantasmi di una coppia di innamorati spagnoli uccisi secoli prima e sepolti dentro le mura dell&#8217;immobile. A motivare quel delitto, l&#8217;amore, la passione, la gelosia.</p>
<p>Così a rappresentare gli spettri in casa <strong>Lojacono</strong> sono <strong>Alfredo Marigliano </strong>(nei suoi panni un grande <strong>Massimo De Matteo</strong>) e la sua famiglia: la moglie <strong>Armidia</strong> <strong>Califano</strong> (interpretata dall&#8217;attrice <strong>Paola Fulciniti</strong>) e il cognato <strong>Gastone Califano </strong>(il perfetto <strong>Giovanni Allocca</strong>). Alfredo è in realtà l&#8217;amante di <strong>Maria</strong> ma utilizza la &#8220;copertura&#8221; del fantasma per nascondere al marito la sua tresca con la donna. Quest&#8217;ultima ama Alfredo ma non vuole separarsi da <strong>Pasquale</strong> che inizia a trovarsi in casa soldi e regali attribuendoli al fatidico &#8220;fantasma&#8221; mentre in realtà a lasciare tutto ciò è proprio Alfredo.</p>
<p>Nel frattempo emergono due figure di enorme importanza, il portiere <strong>Raffaele</strong> (interpretato da <strong>Nicola Di Pinto</strong>) e il <em><strong>Professore</strong></em>, dilimpettaio di casa <strong>Lojacono</strong> con il quale quest&#8217;ultimo conversa spesso ma che non compare mai all&#8217;interno della commedia. Il primo è un personaggio negativo, pronto a sfruttare qualsiasi occasione per sgraffignare soldi e oggetti dalla casa e sempre disposto a parlare di tutto e tutti pur di tirare acqua al suo mulino. Il secondo ha una funzione più di coscienza e di sfogo per il protagonista, quando egli &#8220;stacca&#8221; dalla routine &#8220;nido familiare&#8221; (memorabile la scena del <em>caffè</em> e il dialogo finale tra <strong>Pasquale</strong> e <strong>Alfredo</strong> il <em><strong>Fantasma</strong></em><em>).</em></p>
<p>La regia della commedia è affidata a <strong>Marco Tullio Giodana</strong> che rispetto al testo originale di <strong>Eduardo</strong> si è preso due libertà: una riguarda l&#8217;atteggiamento di <strong>Pasquale Lojacono</strong> che sembra davvero credere all&#8217;esistenza dei fantasmi. L&#8217;altra è relativa alla figura della protagonista <strong>Maria</strong> che alla fine della rappresentazione sceglie di essere libera e di non restare ne con il marito ne con l&#8217;amante <strong>Alfredo</strong>. Nella piece di <strong>De Filippo</strong>, invece, entrambe le situazioni non sono definite. Agli spettatori resta il dubbio: Pasquale davvero non ha capito che Alfredo esiste ed è l&#8217;amante della moglie? Maria cosa ha deciso? Scappa con l&#8217;amante o resta con il marito?</p>
<p>La commedia in scena al <strong>Teatro Bellini</strong> fino al 21 gennaio è una delle più antiche di <strong>Eduardo</strong>. Scritta nel 1945, la storia racconta attraverso le vicende di una normale famiglia napoletana tanti aspetti della natura umana. È questa, del resto, una delle caratteristiche di <strong>De Filippo</strong>, narrare tutte le sfaccettature dell&#8217;essere umano a partire dalla realtà. I suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue paure. Protagonista, come sempre, la donna. Ma in questo caso non abbiamo una figura forte e determinata come <strong><em>Filumena Marturano</em></strong>, <em><strong>Concetta Cupiello</strong></em><em> </em>o <em><strong>Amalia Jovine</strong></em>. <strong>Maria Lojacono</strong> è più remissiva e passiva rispetto alle sorti che il destino ha avuto in serbo per lei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/17/questi-fantasmi-al-bellini-continua-la-tradizione-di-eduardo/">&#8220;Questi Fantasmi!&#8221;, al Bellini continua la tradizione di Eduardo</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>​Eduardo, Martone e il miracolo del &#8220;Nest&#8221; a San Giovanni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2017 23:47:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Don Antonio Barracano è vestito con un pantalone nero e attillato, la camicia anche è nera e sopra porta una cravatta dal blu elettrico e un gilet sempre di colore nero. I capelli sono rasati quasi con quell&#8217;effetto cresta, proprio come il look che impazza oggi tra i più giovani. Ma lo spessore del personaggio, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Don Antonio Barracano è vestito con un pantalone nero e attillato, la camicia anche è nera e sopra porta una cravatta dal blu elettrico e un gilet sempre di colore nero. I capelli sono rasati quasi con quell&#8217;effetto cresta, proprio come il look che impazza oggi tra i più giovani. Ma lo spessore del personaggio, le sue parole e i suoi gesti sono quelli che <strong>Eduardo De Filippo </strong>ha creato nel 1960, per il protagonista principale di una delle sue commedie più belle: <em>Il sindaco del rione Sanità</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Si è uomini quando si capisce di aver sbagliato e si fa un passo indietro</em>&#8220;, questo è il comandamento di <strong>Antonio</strong> <strong>Barracano</strong>,<strong> </strong>boss atipico e di vecchio stampo che ha dei principi e un codice d&#8217;onore che rispetta sempre e comunque. È il paladino dei più poveri e degli indifesi, non calpesta mai i valori in cui crede e difficilmente ricorre alla violenza più estrema. Le sue caratteristiche sono la dialettica e la diplomazia, qualità che lo rendono persino affascinante. Barracano sa sempre con chi ha che fare e di conseguenza come comportarsi. Proprio per questo non solo ha il rispetto dei suoi uomini, ne ha persino l&#8217;affetto. Perché? Perché in fondo Barracano è un giusto che però si trova dall&#8217;altra parte della barricata. Al di la di quel confine dove troppo spesso le istituzioni e la legge non arrivano.</p>
<p>La scenografia, semplice ma essenziale, funziona alla perfezione con la rappresentazione. La sala del teatro, piccola e appassionata, consente al pubblico di sviluppare un empatia forte con gli attori che riescono a dare il ritmo giusto alla recita, creando suspance e attesa, nonostante la maggior parte degli spettatori sappia già tutta la storia a memoria.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-53975" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni-4-1024x575.jpeg" alt="​Eduardo, Martone e il miracolo del &quot;Nest&quot; a San Giovanni" width="640" height="359" /></p>
<p><strong>Francesco Di Leva</strong> è bravissimo nell&#8217;interpretare Barracano, così come tutti i giovani attori che compongono la compagnia del nuovo <strong>Nest &#8211; Napoli est Teatro</strong>, un luogo nato all&#8217;interno del quartiere di <strong>San Giovanni a Teduccio</strong>, dove l&#8217;arte è riuscita a rubare la scena alla camorra. Il merito è anche di <strong>Carolina Rosi</strong>, che dirige la <strong>Elledieffe</strong>, compagnia prima diretta dal marito <strong>Luca De Filippo </strong>e titolare di tutto il patrimonio artistico che quella nobile stirpe di autori, attori e registi ha lasciato in eredità alla città di <strong>Napoli</strong>. La Elledieffe ha creduto nel genio artistico e creativo di <strong>Mario Martone</strong> che nella sua prima regia di un&#8217;opera teatrale del grande Eduardo, non a caso ha scelto la commedia che più si adatta al contesto sociale in cui sorge il Nest.</p>
<p>Martone ha avuto l&#8217;intuizione di mettere su palco una versione contemporanea del <em>Sindaco</em>, adattandola ai tempi moderni. Come dargli torto? Ogni qual volta si assiste ad una commedia di <strong>De Filippo</strong> è difficile restarne completamente soddisfatti. Il motivo? È semplice: chi ha amato Eduardo e ne ha viste le opere, non può fare a meno di attuare dei paragoni e far volare la mente a quelle scene del passato in cui il palcoscenico era &#8220;dominato&#8221; dalla presenza di De Filippo. Invece <strong>Martone </strong>ribalta completamente il fenomeno, addirittura impedisce allo spettatore di compiere questo viaggio indietro nel tempo, perché questa versione del <em>Sindaco </em>brilla di luce propria.</p>
<p>Ma i complimenti vanno a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della commedia. I particolare i giovani attori di cui l&#8217;impegno e l&#8217;emozione trasudano ad ogni battuta, ad ogni sospiro, ad ogni movimento. L&#8217;emozione di recitare <strong>Eduardo</strong>, diretti da <strong>Martone</strong>, in un teatro sorto nel proprio quartiere è palpabile, ma non impedisce ai ragazzi di portare a termine il loro lavoro e di raggiungere l&#8217;obiettivo: quello di sorprendere il pubblico. Da evidenziare la prova di <strong>Giovanni Ludeno</strong> che interpreta Fabio Della Ragione &#8216;<em>O Professore</em>, il medico che assiste Barracano, e la partecipazione di <strong>Massimiliano Gallo</strong> che ha il ruolo di <strong>Arturo Santaniello</strong>. Entrambi sono stati sicuramente due guide preziose per i novizi artisti.</p>
<p>L&#8217;ingresso al <strong>Nest </strong>ha un non so che di inquietante. L&#8217;accesso alla scuola dove si trova il teatro è a ridosso di una piazzetta solitaria. Poi, tramite un vialetto stretto e buio, si entra in un grande spiazzo adibito a parcheggio. Però, una volta giunti all&#8217;interno dell&#8217;istituto, si intravedono i colori dei murales dedicati al mondo del teatro. A quest&#8217;ultimo si rende omaggio attraverso alcuni aforismi di alcuni tra gli autori più importanti. Infine, basta spingere un portone di metallo per trovarsi finalmente immersi in una luminosa semplicità: l&#8217;accoglienza all&#8217;ingresso, un bancone di un bar e poi, all&#8217;improvviso, vedi passare vicino a te <strong>Di Leva</strong>, poi <strong>Gallo</strong> ed infine anche <strong>Martone</strong>! Insomma, un&#8217;intimità che forse il teatro non sempre riesce a trasmettere e che invece al Nest si respira continuamente. Del resto la sala del teatro, circa un centinaio di posti, è al completo ed è caratterizzata da un clima ed un ambiente ristretti e familiari. Ma anche se si ha l&#8217;impressione di assistere ad uno spettacolo, come se si fosse nel salotto di casa propria, la rappresentazione è di una professionalità unica ed esemplare.</p>
<p>Il teatro si dimostra ancora una volta un mezzo culturale che svolge anche una duplice funzione sociale: da una parte c&#8217;è il recupero di una struttura che probabilmente sarebbe rimasta abbandonata. Dall&#8217;altra è avvenuto il coinvolgimento di alcuni ragazzi del quartiere in attività diverse da quelle della strada. Tuttavia oggi più che mai la profezia di <strong>Eduardo</strong> non si è avverata &#8220;<em>Tra molti anni non servirà più la figura di un Antonio Barracano per sistemare le cose</em>&#8220;. Purtroppo non è così, l&#8217;attualità ci dice esattamente il contrario, ma proprio per questo la realtà del <strong>Nest </strong>rappresenta una grande vittoria, di quelle davvero importanti per <strong>Napoli</strong> e di cui la città avrebbe bisogno più spesso.</p>
<p><strong>IL CAST:</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-54040" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni.png" alt="​Eduardo, Martone e il miracolo del &quot;Nest&quot; a San Giovanni" width="331" height="250" /></p>
<p><strong>ALCUNE FOTO DAL NEST</strong></p>

<a href='https://www.vocedinapoli.it/2017/03/12/eduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="​Eduardo, Martone e il miracolo del &quot;Nest&quot; a San Giovanni" /></a>
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<a href='https://www.vocedinapoli.it/2017/03/12/eduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni-4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni-4-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="​Eduardo, Martone e il miracolo del &quot;Nest&quot; a San Giovanni" /></a>

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		<title>&#8220;Non ti pago&#8221;, di Eduardo De Filippo: Gianfelice Imparato e Carolina Rosi sono perfetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 20:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[carolina rosi]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel ricordo di Luca De Filippo. È infatti la sua compagnia, orfana del figlio di Eduardo, che porta in scena una delle commedie più celebri del padre: &#8220;Non ti pago&#8220;. Scritta nel 1940, la piece teatrale esprime la napoletanità attraverso due elementi: la superstizione e il gioco del lotto. Iettature, la smorfia e l&#8217;interpretazione dei sogni. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel ricordo di <strong>Luca De Filippo</strong>. È infatti la sua compagnia, orfana del figlio di <strong>Eduardo</strong>, che porta in scena una delle commedie più celebri del padre: &#8220;<em>Non ti pago</em>&#8220;. Scritta nel 1940, la piece teatrale esprime la napoletanità attraverso due elementi: la superstizione e il gioco del lotto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-37851" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/non-ti-pago-di-eduardo-de-filippo-gianfelice-imparato-e-carolina-rosi-sono-perfetti.jpeg" alt="&quot;Non ti Pago, di Eduardo De Filippo: Gianfelice Imparato e Carolina Rosi sono perfetti" width="1513" height="1168" /></p>
<p>Iettature, la smorfia e l&#8217;interpretazione dei sogni. Il rapporto tra la legge e la fede, le dinamiche familiari tra marito e moglie per le sorti del futuro della figlia. C&#8217;è tutto questo in &#8220;<em>Non ti pago</em>&#8220;, commedia scritta da <strong>Eduardo De Filippo</strong>. La rappresentazione di scena al teatro <em>Diana</em><strong> </strong>di <strong>Napoli</strong>, ha un sapore molto speciale. Essa rappresenta l&#8217;ultima regia di <strong>Luca De Filippo</strong>, figlio d&#8217;arte di cui si è omaggiata la figura pochi giorni fa, il 27 novembre, ad un anno esatto dalla scomparsa.</p>
<p>Nei panni di Eduardo e Luca, <strong>Gianfelice Imparato</strong>, chiamato dallo stesso De Filippo quando era purtroppo chiaro che per problemi di salute, non avrebbe più potuto continuare il tour teatrale. L&#8217;attore, famoso per diversi ruoli sia teatrali che cinematografici, interpreta un &#8220;<em>Ferdinando Quagliuolo che domina la scena mostrandosi in bilico tra la follia, la goffaggine e l’insicurezza</em>&#8220;, come riportato da <strong>Cristiano Esposito </strong>sul portale <em>Teatropassione</em>. Ad affiancare Imparato, nei panni della moglie <em>Concetta</em>, una bravissima <strong>Carolina Rosi</strong>, moglie nella realtà del compianto <strong>Luca De Filippo</strong>.</p>
<p>L&#8217;affiatamento tra tutti gli attori che compongono la compagnia è evidente, così come la loro bravura. Imparato e Rosi sono impeccabili ed affiancati da spalle indispensabili come <strong>Nicola Di Pinto</strong> (chi non lo ricorda nei panni <em>Alfredo Canale </em>nel film di <strong>Tornatore</strong> &#8220;&#8221;<em>Il Camorrista</em>&#8220;), che interpreta un esilarante <em>Aglietiello</em>. La recitazione è spontanea e non è forzatamente legata a quella che tutti conoscono propria dei De Filippo.</p>
<p>Ma val la pena citare la compagnia al completo: Carmen Annibale, Viola Forestiero, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi (che riesce a dar ottima mostra di sé anche in un ruolo secondario), Gianni Cannavacciuolo e Giovanni Allocca (interprete di un esilarante avvocato Strumillo).</p>
<p>Si ride molto guardando <em>Non ti pago</em>, tuttavia <strong>Eduardo </strong>la definì una commedia &#8220;<em>molto comica, secondo me la più tragica che io abbia mai scritto</em>&#8220;. È certo che la compagnia del figlio Luca continuerà a portare in alto la tradizione dei <strong>De Filippo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Totò, Troisi e De Filippo, chi è il più grande? I risultati del video-sondaggio di Voce di Napoli</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/11/16/toto-troisi-e-de-filippo-chi-e-il-piu-grande-i-risultati-del-video-sondaggio-di-voce-di-napoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 09:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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		<category><![CDATA[massimo troisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con 4.598 preferenze Totò vince la sfida contro altre due leggende di Napoli, Massimo Troisi ed Eduardo De Filippo. Il Principe de Curtis ha battuto il comico di San Giorgio a Cremano che ha avuto 4.149 like. Last but not least l&#8217;autore di Natale in casa Cupiello votato con 833 smile. Il video &#8211; sondaggio su chi sia il [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/16/toto-troisi-e-de-filippo-chi-e-il-piu-grande-i-risultati-del-video-sondaggio-di-voce-di-napoli/">Totò, Troisi e De Filippo, chi è il più grande? I risultati del video-sondaggio di Voce di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con 4.598 preferenze <strong>Totò</strong> vince la sfida contro altre due leggende di <strong>Napoli</strong>, <strong>Massimo Troisi</strong> ed <strong>Eduardo De Filippo</strong>. Il Principe de Curtis ha battuto il comico di San Giorgio a Cremano che ha avuto 4.149 like. <em>Last but not least </em>l&#8217;autore di <em>Natale in casa Cupiello</em> votato con 833 <em>smile</em>.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocedinapoli%2Fvideos%2Fvb.1548775465435721%2F1684856491827617%2F%3Ftype%3D3&amp;show_text=1&amp;width=560" width="560" height="445" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/15/toto-eduardo-e-troisi-chi-e-il-piu-grande-attore-che-esprime-al-meglio-la-napoletanita" target="_blank" rel="noopener">video &#8211; sondaggio su chi sia il più grande attore napoletano</a><em> </em>è stato condotto da <strong><a href="https://cookiesrl.it" target="_blank" rel="noopener">Cookie srl</a></strong>, società specializzata tra le altre cose nella realizzazione di live per Facebook, per <strong>Voce di Napoli</strong>. Circa 330mila utenti sono stati raggiunti dal video e questo ha generato oltre 10mila tra <em>like</em>, <em>cuoricini</em> e <em>smile. </em>Il post è stato commentato da quasi 2.700 persone e condiviso da 1.400.</p>
<p>Numerosi sono stati i commenti. Tra questi spicca quello del noto artista neomelodico <strong>Luciano</strong> <strong>Caldore </strong>che ha fatto una metafora tra i tre artisti e le bellezze di Napoli: &#8220;<em>Sono molto emozionato ad assistere questo spettacolo! Per me Totò è il Vesuvio, De Filippo il Maschio Angioino e Troisi il Castello dell&#8217;Ovo! Sono quindi il nostro patrimonio dell&#8217;Unesco</em>&#8220;.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/comment_embed.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocedinapoli%2Fvideos%2F1684856491827617%2F%3Fcomment_id%3D1814505325474527&amp;include_parent=false" width="560" height="181" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><strong>Vincenzo Iacuaniello</strong> invece ha detto che è impossibile scegliere perché tutti è tre sono fondamentali per la storia di Napoli: &#8220;<em><span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody">Scegliere tra loro tre è come chiedere cosa togliereste dalla pizza Margherita per renderla più buona pomodoro, mozzarella o impasto! Sono tre capisaldi della storia di Napoli</span></span></em>&#8220;.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/comment_embed.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocedinapoli%2Fvideos%2F1684856491827617%2F%3Fcomment_id%3D1114504511999355&amp;include_parent=false" width="560" height="161" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Non ha dubbi, invece, <strong>Ilaria Bianco</strong>: &#8220;<em>Totò non c&#8217;è paragone nemmeno per due grandi come De Filippo e Troisi</em>&#8220;.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/comment_embed.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocedinapoli%2Fvideos%2F1684856491827617%2F%3Fcomment_id%3D1684858781827388&amp;include_parent=false" width="560" height="141" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Simpatico il commento di <strong>Emanuela Morra</strong> che ha un aggettivo per ognuno dei tre miti di Napoli: &#8220;<em>Ma come si può&#8230;..?? De Filippo è l&#8217;arte&#8230; Totò è la risata&#8230; Troisi è la spontaneità&#8230; Ognuno è grande!!!</em>&#8220;.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/comment_embed.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocedinapoli%2Fvideos%2F1684856491827617%2F%3Fcomment_id%3D1114608805322259&amp;include_parent=false" width="560" height="201" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Insomma gli utenti hanno stabilito un verdetto ma la verità è un&#8217;altra: <strong>Totò</strong>, <strong>De Filippo</strong> e <strong>Troisi</strong> sono nel cuore dei napoletani e la loro arte non sarà mai dimenticata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/16/toto-troisi-e-de-filippo-chi-e-il-piu-grande-i-risultati-del-video-sondaggio-di-voce-di-napoli/">Totò, Troisi e De Filippo, chi è il più grande? I risultati del video-sondaggio di Voce di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Totò, Eduardo e Troisi: chi è il più grande attore che esprime al meglio la napoletanità?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 11:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[eduardo de filippo]]></category>
		<category><![CDATA[massimo troisi]]></category>
		<category><![CDATA[toto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Voce di Napoli ha pensato di chiedere ai suoi lettori chi è il più &#8220;grande&#8221; attore e portatore di napolitanità nel mondo. La selezione è stata molto difficile, soprattutto quando a confrontarsi ci sono giganti del cinema e del teatro come Totò, Eduardo De Filippo e Massimo Troisi. Insomma non solo la cultura di Napoli, ma la storia [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/15/toto-eduardo-e-troisi-chi-e-il-piu-grande-attore-che-esprime-al-meglio-la-napoletanita/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Totò, Eduardo e Troisi: chi è il più grande attore che esprime al meglio la napoletanità?</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Voce di Napoli </em>ha pensato di chiedere ai suoi lettori chi è il più &#8220;grande&#8221; attore e portatore di <strong>napolitanità</strong> nel mondo. La selezione è stata molto difficile, soprattutto quando a confrontarsi ci sono giganti del cinema e del teatro come <strong>Totò</strong>, <strong>Eduardo De Filippo</strong> e <strong>Massimo Troisi</strong>. Insomma non solo la cultura di <strong>Napoli</strong>, ma la storia dello spettacolo d&#8217;Italia.</p>
<p>Quindi, ecco a voi tre scene tratte dai film e dalle commedie più rappresentative dei tre miti napoletani. Sketch leggendari, ironici e divertenti che raccontano l&#8217;immensa poesia intrinseca nei napoletani.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-34893" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/toto-eduardo-e-troisi-chi-e-il-piu-grande-attore-che-esprime-al-meglio-la-napoletanita.jpg" alt="Totò, Eduardo e Troisi: chi è il più grande attore che esprime al meglio la napoletanità?" width="940" height="500" /></p>
<p>Iniziamo con <strong>Totò</strong> che in questo film è in coppia con l&#8217;inseparabile <strong>Peppino De Filippo</strong>. La scena è tratta dalla famosa pellicola &#8220;<em>Totò, Peppino e à Malafemmina</em>&#8221; e uno degli sketch più famosi del cinema. I due attori arrivano a <strong>Milano</strong> e chiedono informazioni ad un vigile in Piazza del Duomo.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/VQ0tvs9Egj0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per quanto riguarda il grande <strong>Eduardo</strong> la scelta non poteva che ricadere su una scena tratta dalla sua commedia più famosa: <em>Natale in casa Cupiello</em>. In particolare abbiamo selezionato lo sketch in cui <em>Lucariello</em> (Eduardo) tenta di convincere <em>Nennillo </em>(<strong>Luca De Filippo</strong>) in merito alla bellezza e l&#8217;importanza del presepe napoletano: &#8220;<em>Te piace ò presepio?</em>&#8220;.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/hlZtjvNxsIs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Infine concludiamo con <strong>Massimo Troisi</strong>. L&#8217;attore scomparso prematuramente ci ha regalato la sua arte attraverso film indimenticabili. Tra essi abbiamo scelto il primo, <em>Ricomincio da Tre</em>. La scena proposta è quella del <em>vaso</em> che secondo noi rappresenta al meglio l&#8217;inventiva dei napoletani nel trovare idee e soluzioni anche tra le più assurde pur di provare a sbancare il lunario.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/y8gGlctINVM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>A questo punto la palla passa a te, nostro affezionato lettore. Sappiamo che la scelta non è affatto facile. Per fortuna possiamo essere orgogliosi di essere rappresentati nel mondo da grandissime personalità come <strong>Totò</strong>, <strong>Eduardo</strong> e <strong>Troisi</strong>. A loro va il nostro ringraziamento per la loro arte, a te auguriamo buon divertimento!</p>
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		<title>Nel ricordo di Eduardo, 32 anni fa ci lasciava il grande artista</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/10/31/nel-ricordo-di-eduardo-32-anni-fa-ci-lasciava-il-grande-artista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 16:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[eduardo de filippo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;&#8230; è stata tutta una vita di sacrifici e di gelo! Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l&#8217;ho pagato, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato&#8220;. Così Eduardo De Filippo lasciava a Taormina il mondo [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/31/nel-ricordo-di-eduardo-32-anni-fa-ci-lasciava-il-grande-artista/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Nel ricordo di Eduardo, 32 anni fa ci lasciava il grande artista</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>&#8230; è stata tutta una vita di sacrifici e di gelo! Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l&#8217;ho pagato, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato</em>&#8220;. Così <strong>Eduardo De Filippo</strong> lasciava a Taormina il mondo del teatro, durante una sua ultima esibizione.</p>
<p>Ma Eduardo (a <strong>Napoli</strong> è talmente forte l&#8217;amore per l&#8217;attore e regista che il cognome non è necessario) non ha mai lasciato nessuno in realtà. E diceva il vero quel 15 settembre del 1984, il cuore di chiunque batterà sempre nel vedere le sue commedie. La sua arte è indelebile e segna la storia della letteratura e della commedia mondiale.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/zWhXTUs7MtY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>Semplicemente Eduardo</strong></h3>
<p>Nato proprio all&#8217;inizio del secolo scorso, il 24 maggio del 1900, <strong>Eduardo De Filippo</strong> non è solo un drammaturgo, uno scrittore, regista e attore di teatro. È stato anche poeta e riconosciuto universalmente come uno dei più grandi artisti ed intellettuali del Novecento.</p>
<p>È stato autore di numerose opere teatrali da lui stesso messe in scena e interpretate e in seguito, tradotte e rappresentate da altri anche all&#8217;estero. Autore prolifico e versatile, ha lavorato nella sua lunga carriera anche nel cinema con gli stessi ruoli ricoperti nell&#8217;attività teatrale.</p>
<p>Per i suoi alti meriti artistici e i contributi alla cultura, fu nominato <i>senatore a vita</i> dal <strong>Presidente della Repubblica Sandro Pertini</strong>. Fu anche candidato per il <strong>Premio Nobel</strong> per la letteratura. Il suo impegno non è stato solo per l&#8217;arte e il teatro. Eduardo si è battuto per i ragazzi più disagiati. Indimenticabile la sua attività come <strong>Senatore</strong> per i ragazzi di <strong>Nisida</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-33066" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/fratelli-anni-30.jpg" alt="Nel ricordo di Eduardo, 32 anni fa ci lasciava il grande artista" width="1600" height="1105" /></p>
<h3><strong>Una vita unica nel segno dell&#8217;arte</strong></h3>
<p>Figlio d&#8217;arte dell&#8217;attore e commediografo <strong>Eduardo Scarpetta</strong>, <strong>De Filippo</strong> ha nel dna l&#8217;arte della scrittura e della commedia. Con suo fratello <strong>Peppino</strong> e sua sorella <strong>Titina</strong> hanno formato una delle compagnie teatrali più prolifiche e significative della storia e della cultura d&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<p>Tra le commedie più importanti di <strong>Eduardo</strong> ricordiamo: <em>Natale in casa Cupiello, Questi Fantasmi, Napoli Milionaria, Non ti pago, Ditegli sempre di si, Il Sindaco del Rione Sanità, Uomo e Galantuomo, Filumena Marturano, Le voci di dentro, Sabato domenica e lunedì</em>.</p>
<p>Tuttavia la vita privata del genio della commedia è sempre stata turbolenta soprattutto a causa del rapporto fatto di conflitti e contrasti con i fratelli. Due anni fa, proprio in occasione dell&#8217;anniversario dei 30 anni dalla sua scomparsa, c&#8217;è stata una commemorazione che ha coinvolto tutta <strong>Italia</strong>. Da <strong>Napoli</strong>, sino ad una cerimonia presso il <strong>Senato della Repubblica</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/YLIegwYsLBQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>La letteratura, la commedia il teatro</strong></h3>
<p><strong>Eduardo</strong> ha rappresentato nei suoi testi la società napoletana e italiana. Ha messo in scena le contraddizioni, i pregi e i difetti dell&#8217;essere umano. Con grande ironia <strong>De Filippo</strong> ha dato vita a personaggi amari e divertenti, perdenti e vincitori che hanno espresso la quotidianeità e straordinarietà dei sentimenti e delle passioni umane.</p>
<p>Eduardo ha concepito il teatro in questo modo, come esplicitazione dell&#8217;uomo. In questo si è ispirato a <strong>Luigi Pirandello</strong> alla sua concezione delle tante &#8220;<em>maschere che utilizziamo per vivere in società</em>&#8220;. De Filippo da napoletano sul palco ha dato tutto, della tradizione di Napoli, senza mai essere banale. Non è mai cascato nei luoghi comuni e negli stereotipi. Eduardo ha espresso la vera <strong>Napoli</strong>, nel bene e nel male.</p>
<p>Da ricordare i suoi personaggi femminili, protagoniste delle sue commedie. Le sue donne sono sempre state forti, mandavano avanti la famiglia e ne gestivano i rapporti sentimentali. Donne che con cuore e sofferenza determinavano trame di storie meravigliose. I personaggi maschili sono a volte perdenti ma spesso, attraverso un loro riscatto emotivo, avviene la congiunzione e l&#8217;unione di questi personaggi. Non c&#8217;è sempre il lieto fine nelle commedie di Eduardo, molte volte il finale lascia lo spettatore con molti dubbi e domande. Tuttavia c&#8217;è sempre la certezza di aver assistito ad un vero e proprio capolavoro.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/vCHeHFHPCg8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><em><strong>Adda passà à nuttata</strong></em></h3>
<p>&#8220;<em>Senza mio figlio forse io&#8230; scusate&#8230; me ne sarei andato all&#8217;altro mondo tanti anni fa. E io debbo a lui il resto della mia vita. Lui ha contraccambiato in pieno. Scusate se io faccio questo discorso e parlo di mio figlio. Non ne ho mai parlato! Si è presentato da sé. È venuto dalla gavetta, dal niente, sotto&#8230; il gelo delle mie abitudini teatrali</em>&#8220;. <strong>Eduardo</strong>, sempre durante quella sua ultima apparizione in Sicilia, parla così di suo figlio Luca.</p>
<p>Anche lui, purtroppo non c&#8217;è più. <strong>Luca De Filippo</strong> ci ha lasciati il 27 novembre del 2015. Grazie al suo lavoro è nato un archivio dedicato al padre e il <strong>Teatro San Ferdinando</strong> (costruito da Eduardo e lasciato alla città), nel cuore storico di <strong>Napoli</strong>, continua a essere il fulcro di numerose attività culturali, letterarie e teatrali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33069 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/nel-ricordo-di-eduardo-32-anni-fa-ci-lasciava-il-grande-artista.jpg" alt="Nel ricordo di Eduardo, 32 anni fa ci lasciava il grande artista" width="2048" height="1513" /></p>
<p><strong>Eduardo</strong> ha lasciato un&#8217;eredità pesantissima, non esisterebbe un contenitore in grado di tenerla tutta. Le prove sono evidenti, <strong>De Filippo</strong> e la sua arte fanno parte di quel mondo che con estrema semplicità definirei degli <em>immortali</em>. Grazie Eduardo, per tutto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/31/nel-ricordo-di-eduardo-32-anni-fa-ci-lasciava-il-grande-artista/">Nel ricordo di Eduardo, 32 anni fa ci lasciava il grande artista</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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