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	<title>Tradizioni - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Nov 2022 05:56:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tradizioni - Voce di Napoli</title>
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		<title>&#8216;O Miraculo&#8217;, nasce a Napoli il cornetto in onore di San Gennaro: è in edizione limitata e costa 25 euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2022 04:39:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; sempre più vicina la data del 19 settembre: a Napoli si celebra la festa di San Gennaro, patrono della città partenopea. Proprio per onorare il Santo ecco che è stato creato &#8216;O Miraculo&#8216;. &#8216;O Miraculo&#8216;, nasce a Napoli il cornetto in onore di San Gennaro &#8216;O Miraculo&#8216; è un cornetto &#8211; in edizione limitata [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre più vicina la data del<strong> 19 settembre</strong>: a <strong>Napoli</strong> si celebra la festa di <strong>San Gennaro</strong>, patrono della città partenopea. Proprio per onorare il <strong>Santo</strong> ecco che è stato creato &#8216;<em><strong>O Miraculo</strong></em>&#8216;.</p>
<h2>&#8216;<em><strong>O Miraculo</strong></em>&#8216;, nasce a Napoli il cornetto in onore di San Gennaro</h2>
<p>&#8216;<strong>O Miraculo</strong>&#8216; è un cornetto &#8211; in <strong>edizione limitata</strong> &#8211; extra lusso con foglie d&#8217;oro. A crearlo è stato il pasticciere <strong>Rocco Cannavino</strong> nel suo laboratorio all&#8217;<strong>Arenaccia</strong> in <em><strong>vico Polveriere</strong></em>. Gli ingredienti? Li spiega lo stesso <em><strong>Zio Rocco Lab Store</strong></em> sulla sua pagina <strong>Facebook</strong>: &#8220;S<em>foglia ischitana al cioccolato fondente criollo 80% unita ad un impasto brioche al succo di lamponi selvatici, cuore di crema al latte di bufala e vaniglia del Madagascar, ragù corposo di lamponi selvatici al pepe rosa e 5 gr di composta di pellecchiella del Vesuvio. In superficie polvere di pura liquirizia calabra e a completare in superfice foglioline e scaglie d’oro puro 24kt</em>”.</p>
<h3>Il cornetto è in edizione limitata e ha un costo di 25 euro</h3>
<p>Il pasticciere poi spiega il perchè sui social del nome &#8216;O Miraculo&#8217;: &#8220;<em>È attraverso il <strong>packaging</strong>, gli ingredienti, i colori e i profumi che vi racconto il <strong>santo patrono di Napoli</strong>: la box è una riproduzione della teca del tesoro di San Gennaro, realizzata interamente a mano dall’artigiano Salvatore Imbimbo dell’azienda Starpack, le scaglie d’oro 24kt rappresentano ovviamente il tesoro di San Gennaro, il colore rosso dei lamponi selvatici ricorda il sangue, la polvere di liquirizia calabra per omaggiare le sue origini calabresi e infine il nome del prodotto ricorda il miracolo dello scioglimento del sangue che avviene proprio ogni 19 settembre</em>&#8220;.  Il cornetto sarà disponibile in sole <strong>40 unità e costa 25 euro</strong>. Sarà possibile prenotarlo.</p>
<p><strong>IL POST SUI SOCIAL</strong><br />
<iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fzioroccolabstore%2Fposts%2Fpfbid02nqWqd36Yk9dtacpM98xKgrLFdCnwrW9ruxpWqi9JzuDGdasYNMjagr47VcQJ8yb2l&amp;show_text=true&amp;width=500" width="500" height="784" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-286472 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-09-14-alle-08.37.36.png" alt="Cornetto in onore di San Gennaro" width="1065" height="694" /></p>
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		<title>A Napoli nasce la Tad, la tombola a distanza per aiutare gli artisti di strada</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/12/10/a-napoli-nasce-la-tad-la-tombola-a-distanza-per-aiutare-gli-artisti-di-strada/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 15:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella difficile battaglia contro il contagio da Coronavirus ogni contributo fatto con entusiasmo ha un valore enorme. A poche settimane dal Natale è partita a Napoli la “Tad”, la tombola a distanza per aiutare gli artisti di strada che sono rimasti senza lavoro a causa del lockdown imposto dal Coronavirus. Un’iniziativa geniale creata da &#8220;Capitano&#8221; [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella difficile battaglia contro il contagio da <strong>Coronavirus</strong> ogni contributo fatto con entusiasmo ha un valore enorme. A poche settimane dal<strong> Natale</strong> è partita a <strong>Napoli</strong> la “<strong>Tad</strong>”, la tombola a distanza per aiutare gli artisti di strada che sono rimasti senza lavoro a causa del<strong> lockdown</strong> imposto dal <strong>Coronavirus</strong>. Un’iniziativa geniale creata da &#8220;<strong>Capitano</strong>&#8221; <strong>Picone</strong> e la sua compagna “<strong>Perzechella</strong>” (nomi d’arte), gli stessi ideatori del “panaro solidale” realizzato in primavera, nella prima fase dell’emergenza sanitaria.</p>
<h2>A Napoli nasce la Tad, la tombola a distanza per aiutare gli artisti di strada</h2>
<p>“<em>Distanti ma vicini e’ questo lo slogan della nostra iniziativa</em> – ha spiegato Angelo Picone –<em> che ha lo scopo di far riunire in video chat le famiglie anche se residenti in paesi distanti per il tradizionale gioco di Natale. La tombola, come accade sempre, sara’ il pretesto per parlarsi, farsi gli auguri condividendo l’intrattenimento che io ed altri artisti proporremo durante il collegamento</em>”.</p>
<p>Il ricavato della <strong>Tad</strong>, che è possibile prenotare seguendo le istruzioni sul link <strong>https://fb.watch/2f5YyXCIAT/</strong> , è devoluto agli artisti di strada dell’Associazione ‘<strong>Perzechella e vico Pazzariello</strong>’ rimasti senza lavoro a causa del blocco del turismo e della sospensione dei laboratori d’arte frequentati dai ragazzi del centro storico di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p>“<em>Nello studio televisivo messo a disposizione dai Fratelli Roscico</em> –ha riferito <strong>Capitan Picone</strong> – <em>ci sarà la ‘chiamata’ dei numeri, animata da me e la mia compagna Giuseppina Andelora ‘Perzechella’, alternata dalle esibizioni degli artisti. il resto lo faranno gli ospiti della Tad distanti a causa della pandemia ma uniti, almeno per qualche ora, attorno alla mia tavolata virtuale”. “La mia tombola, la mia Tad – tiene a precisare – oltre a fare il verso alla contestatissima Dad che ha costretto in casa i nostri bambini ha un’ altra particolarita’. Dal mio paniere ho messo via il 90 ‘a Paur. La paura per questa malattia che dobbiamo al piu’ presto lasciaci alle spalle”.</em></p>
<h3>Il tradizionale gioco di Natale: la tombola</h3>
<p>Il <strong>Natale</strong> è da sempre sinonimo di tradizione ed infatti durante questa festività si torna un po’ indietro nel tempo e si riscopre un gioco antico e semplice: la tombola. La tradizione che lega il <strong>Natale</strong> alla tombola è di lunga data, essendo un classico “gioco d’azzardo” non si vince per l’abilità del giocatore ma per la sola fortuna della estrazione dei numeri, con questa ‘abilità’ possono giocare anche i bambini che in altri giochi sarebbero esclusi.</p>
<p>Anni fa, si mangiavano &#8220;i mandarini o i clementini&#8221; la loro &#8220;buccia&#8221; strappata in pezzetti serviva a coprire i numeri sulle cartelle, o magari posizionata sulla &#8220;fornacella&#8221; per far evaporare l&#8217;odore di arancia in tutta la casa. Durante il gioco si estraevano i numeri, in genere accompagnati da commenti in rima e filastrocche in modo da mettere brio e freschezza alla ripetitività del gioco.</p>
<p>L&#8217;annuncio generalmente includeva anche citazioni derivanti dalla tradizionale smorfia napoletana , la stessa che anima le allegorie del più famoso gioco del lotto. Per cui ecco che che la Paura faceva<strong> 90</strong>, il Natale<strong> 25</strong>, il morto che parla il <strong>48</strong> e il numero <strong>77</strong> le gambe delle donne, che tanto divertiva i più piccini.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-230374 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/tombola-napoletana.scale-to-max-width.825x.jpg" alt="" width="825" height="440" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Natale a Napoli: arriva il presepe-pizza realizzato dai pizzaioli napoletani</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/12/10/natale-a-napoli-arriva-il-presepe-pizza-realizzato-dai-pizzaioli-napoletani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 15:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pizza e presepe, i due simboli di Napoli finalmente insieme. Un presepe alto due metri e realizzato, interamente a mano, con l&#8217;impasto della pizza è visitabile all&#8217;interno della basilica di Santa Chiara, nel cuore del centro storco di Napoli.  L&#8217;iniziativa è organizzata per celebrare il Natale, festeggiando al contempo anche il terzo anniversario dell’ingresso dell’arte [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pizza e presepe, i due simboli di <strong>Napoli</strong> finalmente insieme. Un presepe alto due metri e realizzato, interamente a mano, con l&#8217;impasto della pizza è visitabile all&#8217;interno della basilica di <strong>Santa</strong> <strong>Chiara</strong>, nel cuore del centro storco di <strong>Napoli</strong>.  L&#8217;iniziativa è organizzata per celebrare il <strong>Natale</strong>, festeggiando al contempo anche il terzo anniversario dell’ingresso dell’arte del pizzaiolo napoletano nella lista del patrimonio immateriale mondiale <strong>Unesco</strong>.  Perchè <strong>Napoli</strong> è una città che ammalia in particolare nel periodo natalizio. <strong>Napoli</strong> è la città del sole, un sole che risplende in ogni angolo, contagiando chiunque la conosca.</p>
<h2>Natale a Napoli: arriva il presepe-pizza realizzato dai pizzaioli napoletani</h2>
<p>Come riporta la <em>Repubblica</em>, a realizzare il grande presepe di pizza sono i pizzaioli dell’<strong>Apn</strong> (<b>Associazione Pizzaioli Napoletani</b>) insieme ad alcuni artigiani del presepe di <strong>San Gregorio</strong> <strong>Armeno</strong>, per un’opera che resterà in esposizione nella basilica fino al <strong>10 gennaio</strong>.</p>
<p>“<em>Siamo in un periodo difficile</em> – spiega <strong>Sergio Miccù</strong>, presidente dell’<strong>Apn</strong> e ideatore dell’iniziativa – <em>ma non poteva mancare la celebrazione del terzo anniversario dell’ingresso nel patrimonio Unesco per il quale abbiamo combattuto tanto. Grazie ai monaci di Santa Chiara portiamo avanti anche quest’anno il discorso di un’arte, napoletana, la più antica, e anche quella presepiale, le due arti più antiche della città di Napoli che si incontrano, con legno, sughero, farina, acqua e lievito insieme</em>”.</p>
<p>Per l’installazione si è scelta la basilica di <strong>Santa Chiara</strong> così il, presepe sarà fruibile alle persone che si recano in chiesa anche in periodo <strong>Covid-19</strong>. L’opera artigianale del Presepe di Pizza è completamente realizzata a mano e si estende su<strong> 3 metri</strong> di diametro per <strong>2 metri</strong> di altezza. L’opera è stata realizzata in collaborazione da <strong>APN</strong> con l’<strong>Associazione I Sedili di Napoli onlus</strong>, presieduta da <strong>Giuseppe Serroni</strong>.</p>
<p>“<em>Da pizzaioli</em> – spiega <strong>Umberto Fornito</strong>, vicepresidente <strong>APN</strong> e uno dei pizzaioli che hanno realizzato il presepe – <em>siamo diventati imbianchini con la pasta, ora lo vedo finito ed è il, modo migliore per celebrare l’anniversario dell’ingresso nella lista Unesco e le festività natalizie</em>”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-230181 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/presepe-pizza-900x600-1.jpg" alt="Natale a Napoli: arriva il presepe-pizza realizzato dai pizzaioli napoletani" width="900" height="600" /></p>
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		<title>Emozione e commozione per l&#8217;ultima Festa di San Gennaro celebrata dal cardinale Sepe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 16:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[crescenzio sepe]]></category>
		<category><![CDATA[Festa di San Gennaro]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante le restrizioni dovute al diffondersi del Coronavirus, non si arrestano i festeggiamenti della tradizionale Festa di San Gennaro, patrono di Napoli. Tuttavia sarà notevolmente ridotta la celebrazione del 19 settembre 2020, durante la quale, come da tradizione, centinaia di fedeli trepidano in attesa del compimento del miracolo: la liquefazione del sangue del Santo protettore di Napoli. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante le restrizioni dovute al diffondersi del Coronavirus, non si arrestano i festeggiamenti della tradizionale <strong>Festa di San Gennaro</strong>, patrono di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p>Tuttavia sarà notevolmente ridotta la celebrazione del <strong><em>19 settembre 2020</em></strong>, durante la quale, come da tradizione, centinaia di fedeli trepidano in attesa del compimento del miracolo: la liquefazione del sangue del Santo protettore di Napoli.</p>
<p>Le celebrazione avrà luogo con non più di <em>duecento persone</em> all&#8217;interno del duomo (compresi celebranti e coro) ma per ampliare in qualche modo il pubblico di fedeli, sarà allestito un maxischermo nella <strong>Basilica di Santa Restituta</strong> per altre 100 persone e due maxischermi sul sagrato del duomo per 300 persone.</p>
<p>Per ovvie ragioni, sono severamente vietati gli assembramenti ed il tradizionale bacio dei fedeli alle reliquie del sangue del Patrono, come spiegato dal cardinale <strong>Crescenzio Sepe</strong>, arcivescovo di Napoli.</p>
<p>Sarà l&#8217;ultima <strong>Festa di San Gennaro</strong> officiata dal Cardinale poiché, dopo aver raggiunto i limiti di età, ha già trascorso a Napoli i due anni di proroga decisi dal Papa.</p>
<p>A breve sarà infatti nominato un successore, ma intanto il cardinale prosegue a pieno ritmo la sua attività e afferma:</p>
<p>«<em>Prego San Gennaro affinché faccia guarire tutti i malati e perché finisca quanto prima questa pandemia che ci sta distruggendo psicologicamente, fisicamente e anche spiritualmente</em>».</p>
<p>Il 19 mattina le porte del Duomo apriranno alle ore 9.00, dunque più tardi rispetto agli anni precedenti. Non ci sarà la messa delle 8.00 in quanto, al termine di essa sarebbero state necessarie le operazioni di sanificazione prima di consentire l&#8217;accesso dei fedeli accorsi per i festeggiamenti del Santo patrono.</p>
<p>Il cardinale Sepe si recherà nella <strong>Cappella del Santo</strong> alle ore 9.45, e quest&#8217;anno sarà vuota (senza le «<em>Parenti di San Gennaro</em>»), dove con l&#8217;aiuto dell&#8217;Abate monsignor <strong>Vincenzo De Gregorio</strong>, il sindaco <strong>Luigi de Magistris</strong>, e il vicepresidente della <em>Deputazione duca</em> <strong>Riccardo Carafa d&#8217;Andria</strong>, procederà all&#8217;apertura della cassaforte che contiene il reliquiario con le ampolle del sangue.</p>
<p>La limitazione delle presenze, misura precauzionale inevitabile, come evidenziato dalla Curia «<em>provocano sofferenza nel cardinale</em>» poiché impediranno a molti fedeli di essere presenti.</p>
<p>L&#8217;accesso alle celebrazioni è stato possibile mediante l&#8217;invio di una mail al seguente indirizzo per la prenotazione: <em>cerimoniale chiesadinapoli.it</em>, entro il 15 settembre.</p>
<p>I fortunati accreditati hanno poi ricevuto una mail di conferma e l&#8217;obbligo a ritirare l&#8217;invito, necessario per entrare, nella sede dell&#8217;<strong><em>Associazione Gioventù cattolica</em></strong>, in piazza <strong>Sant&#8217;Eligio</strong>.</p>
<p>La liturgia sarà trasmessa in diretta televisiva dall&#8217;emittente <em><strong>Canale 21</strong></em><strong>,</strong> da <em><strong>Tv2000</strong></em> e dal server <em><strong>Maria Tv Provider</strong></em>.</p>
<p>Mai come quest&#8217;anno, visti gli esiti di un 2020 da dimenticare, i fedeli napoletani sperano che il miracolo si rinnovi e si sciolga il sangue di San Gennaro, poiché è credenza comune che da esso dipendano le sorti stesse della nostra bella città e dei suoi abitanti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-219285 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Emozione-e-commozione-per-lultima-Festa-di-San-Gennaro-celebrata-dal-cardinale-Sepe.jpg" alt="Emozione e commozione per l'ultima Festa di San Gennaro celebrata dal cardinale Sepe" width="650" height="422" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/09/17/emozione-e-commozione-per-lultima-festa-di-san-gennaro-celebrata-dal-cardinale-sepe/">Emozione e commozione per l&#8217;ultima Festa di San Gennaro celebrata dal cardinale Sepe</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>San Giuseppe, il protettore dei papà storicamente legato alla tradizione napoletana</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/03/19/san-giuseppe-il-protettore-dei-papa-storicamente-legato-alla-tradizione-napoletana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 12:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi 19 marzo 2020 si festeggia San Giuseppe, ritenuto secondo il Nuovo Testamento lo sposo di Maria nonché padre putativo di Gesù. Venerato come &#8220;Santo&#8221; dalla Chiesa cattolica quanto da quella ortodossa, fu dichiarato &#8220;Patrono&#8221; da Papa Pio IX l&#8217;8 dicembre 1870. San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come &#8220;la Sacra [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi 19 marzo 2020 si festeggia <strong>San Giuseppe</strong>, ritenuto secondo il <strong>Nuovo Testamento</strong> lo sposo di Maria nonché padre putativo di Gesù.</p>
<p>Venerato come &#8220;Santo&#8221; dalla Chiesa cattolica quanto da quella ortodossa, fu dichiarato &#8220;Patrono&#8221; da <strong>Papa Pio IX</strong> l&#8217;8 dicembre 1870. San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come &#8220;la Sacra Famiglia&#8221;.</p>
<p>Il culto di San Giuseppe, simbolo di umiltà e dedizione, nella Chiesa d&#8217;Oriente era praticato già attorno al IV secolo, mentre intorno al VII secolo la chiesa ortodossa copta ricordava la sua morte il 20 luglio. In Occidente il culto ha avuto una marcata risonanza solo attorno all&#8217;anno Mille.</p>
<p>San Giuseppe è ritenuto il protettore dei papà, dei carpentieri (uno dei lavori attributi al padre putativo di Gesù), dei lavoratori in generale, dei moribondi, degli economi e dei procuratori legali.</p>
<p>Nel giorno in cui si celebra questa ricorrenza non possiamo non raccontarvi di due tradizioni celebri per noi partenopei, legate proprio al Santo protettore dei papà: quella legata alla cosiddetta &#8220;Mazzarell e san Giuseppe&#8221; e quella relativa alla nascita delle &#8220;zeppole di San Giuseppe&#8221;.</p>
<p><strong>LA LEGGENDA DELLA &#8220;MAZZARELLA E SAN GIUSEPPE&#8221;</strong>&#8211; «Nun sfruculià ‘a mazzarella ‘e San Giuseppe» è un detto molto comune a Napoli, utilizzato perlopiù nel senso di &#8220;non mettere alla prova la pazienza altrui&#8221;. Ma da dove deriva questo modo di dire?</p>
<p>Non tutti sanno che proprio a Napoli è conservata dal 1795 un&#8217;importante reliquia presso la <strong>Chiesa di San Giuseppe dell&#8217;Opera di vestire i nudi</strong>. L’edificio sacro, posto sulla collina di <strong>San Potito</strong>, è un vero e proprio scrigno che serba tra i suoi tesori più importanti proprio la cosiddetta &#8220;mazzarella e&#8217; San Giuseppe&#8221; citata nel famoso detto napoletano.</p>
<p>Il “bastone di San Giuseppe” è stato oggetto di assidua venerazione nel capoluogo partenopeo e, fino a pochi decenni fa, veniva esposto durante le solennità religiose richiamando grandi folle di fedeli.</p>
<p>La reliquia giunse dalla <em>Terrasanta</em> in <strong>Inghilterra</strong>, presso un convento carmelitano nel <strong>Sussex</strong> agli inizi del XIII secolo, e fu poi portata a <strong>Napoli</strong> dal <strong>Cavalier Nicola Grimaldi</strong>, detto <em>Nicolini</em>. Egli era una delle voci bianche più apprezzate della sua epoca, divenuto famoso anche fuori dal Regno borbonico, esibendosi spesso a Venezia e Londra, conquistandosi persino il favore della <strong>Regina Anna d’Inghilterra</strong>.</p>
<p>Nicolini portò il bastone a Napoli nel 1712, a seguito dell&#8217;acquisizione dalla famiglia aristocratica Hampden, mentre con il decreto della <em><strong>Curia Arcivescovile di Napoli</strong></em> (in data 14 marzo 1714) la reliquia fu riconosciuta come autentica. Trovò collocazione definitiva nella <strong>Chiesa di San Giuseppe dei Nudi</strong> nel 1795, con solenni festeggiamenti proclamati dal <strong>Re di Napoli</strong>.</p>
<p><strong>COME NASCE IL DETTO &#8220;NUN FRUCULIA&#8217; A MAZZARELL E SAN GIUSEPPE&#8221;?</strong> &#8211; Nicola Grimaldi, una volta entrato in possesso della reliquia, la custodiva nella sua cappella privata situata all’interno di <strong>Palazzo Como</strong>, nei pressi della <strong>Chiesa di San Giuseppe a Chiaia</strong>.</p>
<p>Ogni anno, il 19 di marzo, giorno della festa di San Giuseppe, nella zona della Riviera di Chiaia (così come in via Medina dove c’è un’altra chiesa dedicata allo stesso santo), si organizzava una grande festa che durava ben 8 giorni, con bancarelle, cerimonie e riti religiosi che attiravano in massa la popolazione in strada.</p>
<p>In quella occasione Grimaldi, per far fronte alle pressanti richieste, esponeva alla venerazione dei fedeli il “<strong>bastone di San Giuseppe</strong>”. Nonostante avesse messo dei custodi a sorvegliare la preziosa reliquia, era difficile arginare il fanatismo dei fedeli che facevano il possibile per toccarla, riuscendo spesso a “conquistare” qualche piccola scheggia del legno.</p>
<p>Così, quando qualcuno provava a toccare la reliquia veniva subito redarguito dai custodi e da qui nacque il famoso detto napoletano “Nun sfruculià ‘a mazzarella ‘e San Giuseppe”, che poi in seguito per estensione diventò un ammonimento a non infastidire qualcuno che se ne sta per i fatti suoi.</p>
<p>Di anno in anno, il legno del bastone perdeva pezzi tanto da essersi molto ridotto e quindi fu deciso di darlo in custodia all’Arciconfraternita di San Giuseppe dei Nudi. Alla morte del Grimaldi, però, la reliquia ritornò in possesso degli eredi di quest’ultimo, ma alla fine il Tribunale decise di affidarla definitivamente all’Arciconfraternita dove ancora oggi è custodita.</p>
<p><strong>LA TRADIZIONE DELLE &#8220;ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE&#8221;</strong>&#8211; Sebbene siano ormai diffuse in tutta italia, le &#8220;zeppole di San Giuseppe&#8221;, preparate soprattutto in occasione della ricorrenza patronale il 19 marzo, sono un vanto della tradizione pasticciera partenopea.</p>
<p>In realtà è proprio la storia ad attribuire &#8220;la paternità&#8221; delle Zeppole proprio a Napoli. La prima ricetta ufficiale si trova, infatti, nel <em><strong>Trattato di Cucina Teorico-Pratico</strong></em> del celebre gastronomo <strong>Ippolito Cavalcanti</strong>, Duca di Buonvicino, che nel 1837, con lo stile semplice e immediato che lo contraddistingueva, la mise nero su bianco in lingua napoletana. La ricetta del Cavalcanti prevedeva l’utilizzo di pochi ingredienti: farina, acqua, un po’ di liquore d’anice, marsala o vino bianco, sale, zucchero e olio per friggere.</p>
<p>&#8220;<em>Miette ncoppa a lo ffuoco na cazzarola co meza carrafa d’acqua fresca, e no bicchiere de vino janco, e quanno vide ch’accomenz’a fa lle campanelle, e sta p’asci a bollere nce mine a poco a poco miezo ruotolo, o duje tierze de sciore fino, votanno sempe co lo lanatiuro; e quanno la pasta se scosta da tuorno a la cazzarola, allora è fatta, e la lieve mettennola ncoppa a lo tavolillo, co na sodonta d’uoglio; quanno è mezza fredda, che la può manià, la mine co lle mmane per farla schianà si pe caso nce fosse quacche pallottola de sciore: ne farraje tanta tortanielli come solo li zeppole e le friarraje, o co l’uoglio, o co la nzogna, che veneno meglio, attiento che la tiella s’avesse da abbruscià; po co no spruoccolo appuntut le pugnarraje pe farle squiglià e farle venì vacante da dinto; l’accuonce dinto a lo piatto co zuccaro, e mele. Pe farle venì chiu tennere farraje la pasta na jurnata primma</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA LEGGENDA LEGATA ALLE &#8220;ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE&#8221;</strong> &#8211; Come per molti dolci, anche la nascita delle zeppole è avvolta dalla leggenda e si ricollega a tradizioni antiche e diverse tra loro, da ricercarsi addirittura nel 500 a.C.</p>
<p>La più famosa farebbe risalire la nascita delle zeppole alla <em><strong>fuga in Egitto della Sacra Famiglia</strong></em>. Si dice infatti che San Giuseppe, per mantenere Maria e Gesù, dovette affiancare al mestiere di falegname quello di friggitore e venditore ambulante di frittelle.</p>
<p>Sembrerebbe poi che a Napoli, per una sorta di devozione al Santo, ad un certo punto si sia sviluppata la tradizione degli &#8220;<em>zeppolari di strada</em>&#8221; ricordati dallo stesso <strong>Goethe</strong>, in occasione della sua visita nel capoluogo partenopeo, verso la fine del 1700:</p>
<p>&#8220;<em>Oggi era anche la festa di S. Giuseppe, patrono di tutti i frittaroli cioè venditori di pasta fritta. Sulle soglie delle case, grandi padelle erano poste sui focolari improvvisati. Un garzone lavorava la pasta, un altro la manipolava e ne faceva ciambelle che gettava nell’olio bollente, un terzo, vicino alla padella, ritraeva con un piccolo spiedo, le ciambelle che man mano erano cotte e, con un altro spiedo, le passava a un quarto garzone che le offriva ai passanti</em>”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-196088 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/SANGIUSEPPE.jpg" alt="San Giuseppe, il protettore dei papà e storicamente legato alla tradizione napoletana" width="650" height="433" /></p>
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		<title>Miracolo di San Gennaro, Napoli attende con ansia l&#8217;evento laico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 06:34:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Napoli oggi deve ripetersi il miracolo, il sangue di San Gennaro deve sciogliersi. L&#8217;evento del 16 dicembre è quello definito come laico, ma durante queste feste sacre del Natale la fede dei partenopei è sempre messa a dura prova. Napoli si sa, è la città della fede, dei misteri e della superstizione. Il rito [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Napoli</strong> oggi deve ripetersi il miracolo, il sangue di San Gennaro deve sciogliersi. L&#8217;evento del 16 dicembre è quello definito come laico, ma durante queste feste sacre del <strong>Natale</strong> la fede dei partenopei è sempre messa a dura prova.</p>
<p><strong>Napoli</strong> si sa, è la città della fede, dei misteri e della superstizione. Il rito legato al Santo Patrono della città è per questo famoso in tutto il mondo e il rapporto tra la città, i fedeli e <strong>San Gennaro</strong> è forte, spesso morboso, ma sempre di assoluto rispetto e affetto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-40341" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/san-gennaro-il-miracolo-non-e-avvenuto-i-tre-peggiori-disastri-a-napoli.jpg" alt="San-Gennaro-sangue" width="655" height="436" /></p>
<p>La sacra funzione, il solenne rito, si svolge nella chiesa del Duomo di Napoli attraverso la liturgia del Cardinale <strong>Crescenzo Sepe</strong>,</p>
<p>Questo miracolo definito <em>laico</em> è associato, come narrato dalla leggenda e dal credo cattolico, all&#8217;impresa che <strong>San Gennaro </strong>ha fatto il <strong>16 dicembre del 1631</strong>: fermare la lava del <strong>Vesuvio</strong> che dopo l&#8217;eruzione del vulcano, si stava dirigendo verso la città di <strong>Napoli</strong> che ne sarebbe stata distrutta. Ora tutti ci auguriamo di non trovarci di fronte a tale catastrofe.</p>
<p>Da sempre su questo fenomeno <strong>chiesa</strong> e <strong>scienza</strong> si contrappongono. Gli scienziati affermano che lo scioglimento del sangue è dovuto a particolari agenti chimici contenuti nell&#8217;ampolla che in seguito al movimento fatto dalle mani del <strong>Cardinale</strong> di turno, provocano la liquefazione del liquido. Ad incidere sarebbero, dunque, anche la temperatura, il contatto con l&#8217;esterno e il calore delle mani del Cardinale sull&#8217;ampolla dove è contenuta la sacra reliquia.</p>
<p>Spesso, infatti, ci sono stati dei miracoli imprevisti o in ritardo: cioè il sangue si è sciolto in date diverse da quelle in cui il miracolo sarebbe dovuto avvenire o addirittura il giorno dopo in cui si è svolto il sacro rituale. I fedeli aspettano oggi che si compia il miracolo per trascorrere un <strong>Natale</strong> sereno.</p>
<h3><span style="background-color: #ffffff;"><a style="background-color: #ffffff;" href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/16/sciolto-il-sangue-di-san-gennaro-ma-ce-dellaltro/"><strong>Il Miracolo di San Gennaro, la storia, i significati e le sciagure</strong></a></span></h3>
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		<title>Giornata Nazionale del Caffè sospeso, oggi si celebra in tutta Italia l&#8217;usanza nata a Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 14:06:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si celebra oggi la Giornata Nazionale del Caffè sospeso. La pratica, tutta napoletana, divenuta famosa nel mondo, che consiste nel lasciare un caffè pagato al bar per qualcuno che magari non può permetterselo. &#8220;Un modo come un altro per offrire il caffè all&#8217;umanità&#8220;, aveva scritto Luciano De Crescenzo. E non è un caso che la [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-header article-header-content">
<p>Si celebra oggi la <strong>Giornata Nazionale del Caffè sospeso</strong>. La pratica, tutta napoletana, divenuta famosa nel mondo, che consiste nel lasciare un caffè pagato al bar per qualcuno che magari non può permetterselo. &#8220;<em>Un modo come un altro per offrire il caffè all&#8217;umanità</em>&#8220;, aveva scritto<strong> Luciano De Crescenzo</strong>.</p>
<p>E non è un caso che la giornata di quest&#8217;usanza si celebri proprio nella <strong>Giornata Mondiale dei Diritti Umani</strong>, quasi come a voler dire che un caffè dovrebbe essere un piacere di tutti. Offrire un caffè è forse una delle pratiche più napoletane che ci sia, a un amico o a un conoscente che si incontra al bar, un modo per celebrare anche solo una giornata di sole. Così lasciarlo pagato a qualcuno che non può permetterselo, diventa, oltre che un&#8217;opera di bene, un modo per festeggiare qualcosa, per donare a qualcuno un piacere che tutti dovrebbero vivere quotidianamente.</p>
<p>Come raccontava lo stesso <strong>Luciano De Crescenzo</strong> è grazie a questa pratica che migliaia di persone a Napoli riescono a godersi questa bevanda. La decisione di dedicare un&#8217;intera giornata alla celebrazione di questa pratica è nata nel 2010, grazie a sette festival che hanno creato la<strong> Rete del Caffé Sospeso</strong>, un&#8217;unione di associazioni che condividono questa filosofia altruista. <strong>Maurizio Del Bufalo</strong>, coordinatore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, uno dei fondatori di questa Rete, aveva spiegato tempo fa il collegamento tra la Giornata del Caffè sospeso e quella per i Diritti Umani: &#8220;Q<em>uando alla fine della seconda guerra mondiale non c’era da mangiare, decine di persone sono riuscite a sopravvivere alla fame grazie al caffè e allo zucchero offerti da gente generosa. Il caffè per noi in questo senso è un simbolo dei diritti umani</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto sul sito della Rete c&#8217;è la lista di tutti i bar italiani in cui è possibile pagare un caffè sospeso. Uno dei primi ad accogliere quest&#8217;usanza, che praticamente esiste da sempre, è il<strong> Gambrinus</strong> di Napoli, dove a fianco alla cassa c&#8217;è una gigantesca caffettiera in cui è possibile fare l&#8217;offerta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-180968 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_5-7-25.jpg" alt="Giornata Nazionale del Caffè sospeso, oggi si celebra in tutta Italia la pratica nata a Napoli" width="650" height="403" /></p>
</div>
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		<title>Dal 7 dicembre torna&#8221;Presepiarte&#8221;,  la mostra-concorso di presepi a Cerreto Sannita</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/04/dal-7-dicembre-tornapresepiarte-la-mostra-concorso-di-presepi-a-cerreto-sannita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 14:11:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritorna dal 7 dicembre &#8220;Presepiarte&#8220;, l&#8217;originale mostra-concorso di presepi in ceramica a Cerreto Sannita (Benevento) . &#8220;Presepiarte&#8221; ricade nella IV edizione del contenitore “Decori &#38; Sapori d’Autunno”, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dei progetti POC. La manifestazione si estenderà fino al 6 gennaio 2020, giorno in cui sono previste la premiazione e la successiva vendita [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorna dal 7 dicembre &#8220;<strong>Presepiarte</strong>&#8220;, l&#8217;originale mostra-concorso di presepi in ceramica a <strong>Cerreto Sannita</strong> (Benevento) . &#8220;<strong>Presepiarte</strong>&#8221; ricade nella IV edizione del contenitore “<strong>Decori &amp; Sapori d’Autunno</strong>”, finanziato dalla <strong>Regione Campania</strong> nell’ambito dei progetti <em>POC</em>. La manifestazione si estenderà fino al 6 gennaio 2020, giorno in cui sono previste la premiazione e la successiva vendita all’asta dei presepi.</p>
<p>La mostra-concorso sarà visitabile tutti i giorni, dalle ore 9.00 alle 19.00, con ingresso gratuito presso il <strong>Chiostro del Comune di Cerreto Sannita</strong>. Dal 7 dicembre al 6 gennaio 2020, presso la <strong>Chiesa di San Gennaro a Cerreto</strong>, sarà in esposizione anche il “<strong>Presepe Storico Popolare Sannita</strong>”, fruibile ai visitatori nei giorni sabato e domenica (dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00), mercoledì e venerdì (dalle ore 9.30 alle 13.30), martedì e giovedì (dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00) sempre con ingresso gratuito.</p>
<p>In occasione dell&#8217;inaugurazione, la sala polifunzionale del <strong>Museo della Ceramica</strong> ospiterà, contestualmente al taglio del nastro alle ore 17:30, anche il convegno “<strong>Formazione e Tradizione</strong>”, presentato da <strong>Lucio Rubano</strong>, vice presidente dell’<em>Associazione italiana Città della Ceramica</em>. <strong>Ferdinando Creta</strong>, direttore dell’<em>area archeologica del Teatro Romano di Benevento</em> e del <em>Museo Archeologico del Sannio Caudino</em> indosserà le vesti di moderatore.</p>
<p>Immancabile sarà poi la presenza del sindaco di Cerreto Sannita, <strong>Giovanni Parente</strong>, e del conservatore del &#8220;<strong>Museo della Ceramica</strong>&#8221; di Cerreto, <strong>Giuseppe Zoschg</strong>. In scaletta sono previsti anche gli interventi di <strong>Anna Maria Puca</strong> (dirigente scolastico dell’IC “<em>Mazzarella</em>” di Cerreto Sannita), <strong>Giovanna Caraccio</strong> (dirigente scolastico dell’IIS “<em>Carafa Giustinian</em>i” di Cerreto Sannita), e <strong>Calogero Antoci</strong> (dirigente scolastico del Liceo Artistico regionale “<em>Esposito</em>” di Santa Stefano di Camastra). La fase conclusiva del convegno prevederà l&#8217;intervento di <strong>Monica Matano</strong> (dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale di Benevento).</p>
<p>Vi invitiamo a visitare questa caratteristica mostra-concorso non solo per la bellezza delle sue esposizioni, ma anche perché, il ricavato della vendita dei presepi, sarà devoluto interamente in beneficenza, come già accaduto negli anni scorsi.</p>
<figure id="attachment_179888" aria-describedby="caption-attachment-179888" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-179888 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/presepe_8.jpg" alt="&quot;Presepiarte&quot;, dal 7 dicembre torna la mostra-concorso di presepi a Cerreto Sannita" width="650" height="283" /><figcaption id="caption-attachment-179888" class="wp-caption-text">&#8220;Presepiarte&#8221;, dal 7 dicembre torna la mostra-concorso di presepi a Cerreto Sannita</figcaption></figure>
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		<title>Napoli: dopo &#8220;il caffè sospeso&#8221; arriva il &#8220;giocattolo sospeso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 14:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Martedì 3 dicembre, alle ore 11:00, torna a Napoli la quarta edizione del «Giocattolo Sospeso», la nobile iniziativa di carattere solidale promossa dall&#8217;Assessorato al Patrimonio, ai Lavori Pubblici e ai Giovani del Comune di Napoli. L&#8217;evento sarà presentato nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo dall&#8217;assessore Alessandra Clemente, insieme all&#8217;attore Gino Rivieccio, alla protagonista [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Martedì 3 dicembre, alle ore 11:00, torna a Napoli la quarta edizione del «<em><strong>Giocattolo Sospeso</strong></em>», la nobile iniziativa di carattere solidale promossa dall&#8217;<strong>Assessorato al Patrimonio, ai Lavori Pubblici e ai Giovani del Comune di Napoli</strong>. L&#8217;evento sarà presentato nella <strong>Sala Giunta di Palazzo San Giacomo</strong> dall&#8217;assessore <strong>Alessandra Clemente</strong>, insieme all&#8217;attore <strong>Gino Rivieccio</strong>, alla protagonista della serie televisiva Rai &#8220;<em>L&#8217;Amica Geniale</em>&#8221; <strong>Ludovica Nasti</strong> e al Coro «<em><strong>That&#8217;s Napoli Live Show</strong></em>», diretto da <strong>Carlo Morelli</strong>.</p>
<p>Traendo ispirazione dalla tradizione tipicamente napoletana del <strong>&#8220;<em>caffè sospeso</em></strong>&#8221; (diffusasi durante la Seconda Guerra Mondiale, quando in tempi di ristrettezze, chi poteva, era solito pagare due caffè, uno per sé ed uno per chi non poteva permetterselo), il “<strong><em>giocattolo sospeso</em></strong>” permette di acquistare, presso i negozi aderenti all&#8217;iniziativa, un giocattolo da regalare ai bambini meno fortunati.</p>
<p>I regali verranno poi distribuiti, a chi ne farà richiesta, negli stessi esercizi commerciali. Il dono potrà essere ritirato consegnando una copia del proprio documento d&#8217;identità al negoziante che conserverà la copia dei documenti dei beneficiari per un eventuale successivo riscontro.</p>
<p>Questa iniziativa, rappresenta l&#8217;ennesima dimostrazione del grande cuore di Napoli che ancora una volta risulta essere esempio di umanità, compassione e generosità, sentimenti endemici di questa città che non dobbiamo mai dimenticare. Del resto, parafrasando la famosa affermazione del &#8220;<em>Professore</em>&#8220;<strong> Luciano De Crescenzo</strong>: “<em>Quando qualcuno è felice a Napoli, paga due caffè</em> (o due giocattoli), <em>uno per sé stesso, ed uno per qualcuno altro. È come offrirlo al resto del mondo</em>”.</p>
<p>Ricordiamo, per chi volesse regalare un giocattolo ai bambini meno fortunati in occasione dell&#8217;imminente Natale, che i giocattolai aderenti all&#8217;iniziativa sono: <strong>Junior Giocattoli</strong>, <strong>Casa mia</strong>, <strong>Natullo toys</strong> , <strong>Leonetti</strong>, <strong>La Girandola giocattoli</strong> di Via Nicolardi, <strong>la Girandola</strong> di Via Toledo, <strong>Baby Bendrew</strong>,  <strong>Arcobalocchi giocattoli</strong>, <strong>Bibi</strong>, <strong>La Città del Sole</strong> di Via Chiaia,<strong> la libreria Mancini</strong>, <strong>la libreria Lieto</strong>.</p>
<figure id="attachment_179711" aria-describedby="caption-attachment-179711" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-179711 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/GIOCATTOLO_logo.jpg" alt="Napoli: dopo &quot;il caffè sospeso&quot; arriva il &quot;giocattolo sospeso&quot; " width="650" height="374" /><figcaption id="caption-attachment-179711" class="wp-caption-text">Napoli: dopo &#8220;il caffè sospeso&#8221; arriva il &#8220;giocattolo sospeso&#8221;</figcaption></figure>
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		<title>Mercatini di Natale a Pietrarsa: tra gusto, cultura, tradizioni e comicità partenopea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2019 16:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Portici]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Mercatini di Pietrarsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il successo della prima edizione (che ha registrato oltre sessantamila presenze), tornano gli incantevoli &#8220;Mercatini di Natale&#8221; al Museo di Pietrarsa. L&#8217;apertura ufficiale è sabato 30 novembre alle ore 10:00. L&#8217;evento, patrocinato dalla Fondazione FS Italiane e dal Comune di Napoli e Portici, sarà accompagnato dalla suggestiva parata degli Archibugieri Trombonieri Senatore e dalla splendida [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo della prima edizione (che ha registrato oltre sessantamila presenze), tornano gli incantevoli &#8220;<strong>Mercatini di Natale</strong>&#8221; al <em><strong>Museo di Pietrarsa</strong></em>. L&#8217;apertura ufficiale è<em> sabato </em>30 novembre alle ore 10:00<em>. </em>L&#8217;evento, patrocinato dalla <strong>Fondazione FS Italiane</strong> e dal <strong>Comune di Napoli </strong>e <strong>Portici</strong>, sarà accompagnato dalla suggestiva parata degli <strong>Archibugieri Trombonieri Senatore</strong> e dalla splendida sfilata in costumi ottocenteschi.</p>
<p>L&#8217;intera area museale, che si estende su una superficie di ben trentaseimila metri quadrati, vedrà l&#8217;alternarsi di tutta una serie di eventi e spettacoli, previsti per l&#8217;intera giornata. Alle ore 17:00 si potrà assistere alla tanto attesa <strong>cerimonia di accensione delle luminarie</strong>. Questa seconda edizione, inoltre, si preannuncia ricca di novità per i bambini, ai quali è riservato un programma specifico di attività ludico/didattiche (prima fra tutte la visita al &#8220;<em><strong>Villaggio di Babbo Natale</strong></em>&#8220;, dove sarà possibile inviare la tradizionale &#8220;<em>letterina dei desideri</em>&#8220;), l&#8217;avvincente caccia al tesoro “<em><strong>Sulle tracce del Grinch</strong></em>” e lo spettacolo “<em><strong>L’Elfo che sfidò il Natale</strong></em>” in programma nel weekend.</p>
<p>Anche gli adulti non resteranno certo privi di intrattenimenti e piacevoli sorprese, come concerti live (di <strong>Aria Medina </strong>&#8211; cover band di Pino Daniele, il concerto del coro gospel <strong>The Blue Gospel Singers</strong>, ecc), spettacoli di artisti di strada e di comici del calibro di <strong>Simone Schettino</strong>, <strong>Paolo Caiazzo</strong>, <strong>Peppe Iodice</strong>, <strong>Ciro Giustiniani</strong>, tanto cari al popolo partenopeo.</p>
<p>Nei sette padiglioni ottocenteschi che compongono <strong>Pietrarsa</strong>, lì dov&#8217;è nata la storia delle &#8220;<strong>Ferrovie Italiane</strong>&#8220;, tra locomotive a vapore, carrozze e &#8220;Littorine&#8221;, cimeli ferroviari, modellini di treni e il grande plastico &#8220;<em>Trecentotreni</em>&#8220;, saranno allestiti numerosi espositori (artigiani, ristoratori e produttori dell&#8217;enogastronomia campana) nelle loro caratteristiche casette di legno, i quali affolleranno gli incantevoli viali a strapiombo sul Golfo di Napoli. Un evento dunque da non perdere, dove cultura, gusto e tradizione si sposano per arricchire il <strong>Natale</strong> dei napoletani sino al 6 gennaio 2020.</p>
<figure id="attachment_179193" aria-describedby="caption-attachment-179193" style="width: 600px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-179193 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/pietrarsa-natale-600x480-1.jpg" alt="Mercatini di Natale a Pietrarsa: tra gusto, cultura, tradizioni e comicità partenopea" width="600" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-179193" class="wp-caption-text">Mercatini di Natale a Pietrarsa: tra gusto, cultura, tradizioni e comicità partenopea</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/29/mercatini-di-natale-a-pietrarsa-tra-gusto-cultura-tradizioni-e-comicita-partenopea/">Mercatini di Natale a Pietrarsa: tra gusto, cultura, tradizioni e comicità partenopea</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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