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	<title>Luca Cirillo, Autore presso Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Luca Cirillo, Autore presso Voce di Napoli</title>
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		<title>Francesco Malapena, il tenore napoletano giramondo che incanta le platee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2018 17:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un momento magico per Francesco Malapena, tenore di fama internazionale di cui vi abbiamo già ampiamente parlato raccontando la sua storia (clicca qui per leggere). Lo scorso 17 settembre è stato tra i protagonisti, a Varsavia, della “Petite Messe Solennelle”, composizione sacra di Gioacchino Rossini datata 1863 che molti considerano il testamento spirituale del [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un momento magico per <strong>Francesco Malapena</strong>, tenore di fama internazionale di cui vi abbiamo già ampiamente parlato raccontando la sua storia (<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/14/tenore-francesco-leone-dal-premio-caruso-al-metropolitan-new-york-al-concerto-clinton-ora-la-tournee-giappone/"><strong>clicca qui per leggere</strong></a>). Lo scorso 17 settembre è stato tra i protagonisti, a <strong>Varsavia</strong>, della <em>“Petite Messe Solennelle”</em>, composizione sacra di Gioacchino Rossini datata 1863 che molti considerano il testamento spirituale del grande Maestro che la definì l’opera un “peccato di vecchiaia”. L’evento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura, diretto magistralmente da <strong>Roberto Cincotta</strong>, si è svolto nella carmelitana Chiesa dell&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria e Santa nell’ambito delle celebrazioni rossiniane a 150 anni dalla morte del grande compositore. Con la direzione di <strong>Massimilano Caldi</strong>, Francesco Malapena si è esibito con il soprano Marta Boberska, il mezzo-soprano Izabela Kopeć e il baritono Robert Gierlach, insieme al coro da camera “Ad Libitum” condotto da Izabella Zielecka-Panek. Un successo nazionale seguito dalla tv di Stato polacca.<br />
Il 22 settembre, invece, Francesco Malapena si è esibito con <em>“I Cantori di Posillipo”</em>, diretti da Gaetano Raiola, a Cava de’ Tirreni nello spettacolo &#8220;La Canzone Napoletana, Storia, Passione e Musica di una Città&#8221;. L&#8217;evento sosteneva l&#8217;acquisto di arredi e attrezzature per il nuovo centro dell’associazione “La nostra famiglia”. Tanti i brani eseguiti come “Mandulinata a Napoli” e “La Danza” (tarantella napoletana, di Rossini). Ovazione del pubblico per Malapena: “Meravigliosa voce”, tutti in piedi.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mal1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-137418 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mal1.jpg" alt="" width="650" height="423" /></a></p>
<p><strong>IL RITORNO IN POLONIA –</strong> In occasione del XX° anniversario dei Giorni d’Arte &#8211; Debica 2018, il 7 ottobre si è tenuto il concerto di Gala basato sui successi della musica internazionale, un viaggio attraverso le città più importanti del mondo con i nuovi arrangiamenti del compositore Martin Mirowski. Come si legge sui giornali polacchi “ospite di pregio il grande tenore italiano Francesco Malapena, con lui Catherine Mirowska, Michalak (basso-baritono), e Lydian Nadhaswaram (pianista) con l’orchestra Film Harmony diretta dallo stesso Martin Mirowski, con solisti Tomasz Mirowski (violino) e Piotr Łukaszczyk al piano. <strong>Francesco Malapena</strong> ha eseguito “Amapola”, “Torna a Surriento”, “Chitarra romana”, “What a wonderful world”, “Quizas, quizas, quizas” e “Granada”.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-137429 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/malape.jpg" alt="" width="720" height="960" /></p>
<p><strong>LA TOURNEE A TAIWAN</strong> – In questi giorni Francesco Malapena è in tour in Cina (10 concerti) con la <em><strong>TocaFierro band</strong></em> di <strong>Fabrizio Fierro</strong>, figlio dell’indimenticabile Aurelio, che esegue brani della tradizione italiana. Pubblico in estasi per tutti gli artisti made in Naples a partire dallo stesso Fierro, e bellissimo il duetto tra la cantante <strong>Junco Matsumoto</strong> e Malapena che ha eseguito un popolare brano cinese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mal3.jpg"><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-137420 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mal3-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mal4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-137421" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mal4-300x272.jpg" alt="" width="300" height="272" /></a></p>
<p><strong>PROSSIMI CONCERTI –</strong> Francesco Malapena sarà ancora protagonista con “I cantori di Posillipo” il prossimo 9 novembre, poi sarà di scena a Roma il 20 dicembre insieme al baritono Juan Possidente, il soprano Eleonora Arpaise ed al mezzosoprano Beatrice Amato in un concerto natalizio che sarà replicato il 22 ed il 23 a Napoli. A Capodanno, invece, è in programma un concerto ad Ischia ed in primavera il tenore napoletano volerà ancora una volta ad Orlando dove si esibirà con il mezzosoprano Rossana Rinaldi e con l’orchestra Villages Philarmonic diretta dal maestro Pasquale Valerio nell’auditorium della stessa orchestra che ospita ben duemila spettatori.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Core Ngrato, Francesco Malapena" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/oTeFz2Uu-6E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Da &#8216;web star&#8217; a &#8216;cinema flop&#8217;, la parabola dei The Jackal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 17:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stroncato da critica e pubblico, dopo un’uscita in pompa magna in ben 280 sale in tutta Italia e una produzione costata oltre 2,5 milioni di euro (questi gli ultimi <em>rumors</em> in attesa dei dati ufficiali), <strong>AFMV &#8211; Addio Fottuti Musi Verdi</strong> il primo film dei<strong> The Jackal </strong>è diventato un vero e proprio flop. Nelle prime due settimane di programmazione, la pellicola del collettivo napoletano ha resistito in poco più di 15 sale, quasi tutte in Campania. Il film non solo non ha sfondato, ma ha posto al ribasso l’asticella delle speranze delle cosiddette &#8220;<em>web stars</em>&#8221; che ambiscono ad approdare al cinema.</p>
<p>Fare brevi sketch online è un conto, cimentarsi in un lungometraggio di oltre un’ora è ben è altra impresa. E l’hanno dimostrato benissimo il collettivo dei The Jackal, che nei video demenziali che durano al massimo pochi minuti, sono i &#8220;<em>re del web</em>&#8220;, così come sono diventati i &#8220;<em>re del flop</em>&#8221; con un film ambizioso ben oltre la realtà. Se per <strong>Sempre meglio che lavorare</strong> dei <strong>The Pills</strong> (primissimi pionieri del web) si è parlato di flop con incassi per poco più di 500 mila euro e una produzione costata circa 800 mila, con un saldo negativo di -300mila euro, cosa si dirà di AFMV che è costato circa 3 milioni di euro (prodotto da <strong>Cattleya</strong>, <strong>Rai Cinema</strong> e dagli stessi <strong>The Jackal</strong>, distribuito da <strong>01distribution &#8211; Rai Cinema</strong>) e ha incassato la &#8220;<em>miseria</em>&#8221; di 698 mila euro (al Box Office, fonte <em>Mymovies.it</em>) per un saldo negativo di milioni di euro? Nell&#8217;ambiente non si fa altro che parlare di rapporti tesissimi tra il collettivo di Santa Lucia e la Cattleya che con AFMV ha realizzato il più grande fallimento degli ultimi anni per la casa produttrice di <strong>Riccardo Tozzi</strong>. Forse l&#8217;unico che ha esultato del fallimento è <strong>Pietro Valsecchi</strong>, che ha<em> scansato il fosso</em> avendo deciso di rinunciare alla produzione del film coi Jackal.</p>
<p>E&#8217; probabilmente la fine di una illusione: il web è un mondo a sé che non ha sbocchi nel cinema. Ma ci sono rarissime eccezioni che confermano la regola. Tra le web star, infatti, qualcuno che ha ottenuto successo c&#8217;è, ed è <strong>Maccio Capatonda</strong>. Che alla fine, non dimentichiamo, è stato l&#8217;unico a riscontrare un risultato più che dignitoso. Il suo <strong>Italiano Medio</strong>, distribuito inizialmente in circa 400 sale, ha superato i 4,5 milioni al botteghino coprendo così di gran lunga i costi di produzione di circa 1,7 milioni.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/afmvflop.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-103339 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/afmvflop.jpg" alt="" width="650" height="366" /></a></p>
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		<title>Murales di Totò e Troisi sfregiati, la memoria non ammette ignoranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 09:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Degrado cittadino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con tre raid teppistici la scorsa settimana, vandali incappucciati hanno deturpato il “volto” delle stazioni della Circumvesuviana in Piazza Garibaldi a Napoli, a San Giorgio a Cremano e a San Giovanni a Teduccio. Il tutto senza un apparente motivo diretto, anche se non manca chi ipotizza un “regolamento” di conti tra “artisti” in cerca di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con tre raid teppistici la scorsa settimana, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/24/vandalizzati-murales-troisi-noschese-toto-nelle-stazioni-della-circumvesuviana/" target="_blank" rel="noopener">vandali incappucciati hanno deturpato il “<em>volto</em>” delle stazioni della Circumvesuviana</a> in <strong>Piazza Garibaldi</strong> a Napoli, a <strong>San Giorgio a Cremano</strong> e a <strong>San Giovanni a Teduccio</strong>. Il tutto senza un apparente motivo diretto, anche se non manca chi ipotizza un “<em>regolamento</em>” di conti tra “<em>artisti</em>” in cerca di spazio per “<em>esprimersi</em>”. A prescindere, lo sfregio ha tutti i connotati del vuoto, di un nichilismo solo teorico che in realtà, invece di negare qualcosa, afferma piuttosto la stupidità. In attesa di capire se i responsabili di tali scempi saranno riconosciuti grazie ai filmati delle telecamere a circuito chiuso o alla eventuale collaborazione di testimoni, la redazione di <em>VocediNapoli.it</em> ha chiesto un parere a <strong>Federico Clemente</strong>, <strong>Stefano Veneruso</strong> e <strong>Anna Pavignano</strong>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/eduardo-clemente-toto.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-91685 alignleft" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/eduardo-clemente-toto-300x212.png" alt="" width="300" height="212" /></a>Federico, lei è il figlio di <strong>Eduardo Clemente</strong>, ovvero una delle pochissime persone (con una lealtà rara d’altri tempi) realmente vicine a <strong>Totò</strong>, che gli ha fatto da segretario tuttofare dal 1950 fino alla morte. Eduardo era soprattutto il cugino di primo grado di Totò, in quanto figlio di Federico, fratello di Anna Clemente, madre del <em>Principe</em>.</p>
<p><strong>Cosa ha provato nell’apprendere la notizia?<br />
</strong><em>Non vorrei essere banale: certamente si potrebbe dire che noi meridionali non sappiamo conservare e curare il nostro immenso patrimonio artistico e culturale. Personalmente, però, penso che atti vandalici del genere accadano un po’ dovunque. Si prova per questo grande amarezza ma ormai siamo abituati a ben altro.</em></p>
<p><strong>Possibile che Totò, Troisi, Noschese non siano conosciuti dagli autori di questi atti vandalici?</strong><br />
<em>Sì, questa è una riflessione opportuna. Effettivamente si nota che il mondo giovanile è un po’ “scollato” dalle radici. Mentre noi da piccoli sapevamo chi fosse Ridolini, Charlot o Stanlio e Ollio (che non appartenevano alla nostra epoca), i ragazzi di oggi non sanno nemmeno chi è Monica Vitti, Vittorio Gassman o Alberto Sordi, tanto per citarne qualcuno.</em></p>
<p><strong>Sarebbe il caso di approfondire nelle scuole lo studio di alcuni autorevoli personaggi che hanno scritto pagine memorabili della nostra storia recente?</strong><br />
<em>Secondo me questa è una necessità che coinvolge tutto il mondo della cultura in generale. I ragazzi ignorano i grandi scrittori del Novecento, ignorano le grandi imprese e le grandi scoperte. Poi parliamo di assenza di valori, crisi socio-culturale, ecc. Senza voler colpevolizzare nessuno, né la scuola, né la famiglia, ecc. ma è certo che si dovrebbe fare qualcosa.</em></p>
<p><strong>Sarebbe bello immaginare cosa direbbe Totò</strong><br />
<em>Sono sicuro che Totò ci troverebbe una battuta su questo fatto, una gag… farebbe dell’ironia, dell’autoironia… perché lui sapeva ridere di se stesso e della società in cui viveva, con garbo e assolutamente senza violente invettive. Forse avrebbe sorriso e avrebbe detto solo “C’est la vie!”.</em></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/stefano-veneruso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-91689 alignleft" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/stefano-veneruso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ai nostri microfoni anche <strong>Stefano Veneruso</strong>, regista cinematografico e nipote di <strong>Massimo Troisi</strong>.</p>
<p><strong>Stefano, cosa hai provato nell&#8217;apprendere la notizia…<br />
</strong><em>Certamente non mi sono messo a ridere, ma nemmeno a piangere. In certi casi prendi l’episodio per quello che è. Gli autori non avranno strumenti adatti per evitare anche di pensarle certe cose. Se pensiamo a Totò, a Massimo e a Noschese, tra dolcezza e sorrisi, impossibile farsi sfiorare dall’idea di imbrattare una loro immagine, qualunque essa sia. E dunque, di cosa e di chi stiamo parlando?.</em></p>
<p><strong>Possibile che Totò, Troisi, Noschese non siano conosciuti dagli autori di questi atti vandalici?</strong><br />
<em>Il rischio di dire banalità è talmente alto che preferisco evitare di aggiungere un mio pensiero. A cosa servirebbe? In fondo i tre personaggi in questione sono nell’aria, nei pensieri di chi vuole, di chi apprezza, di chi li respira. Stiamo parlando di artisti così grandi, immensi, che viene solo da restare in silenzio. Spiace soprattutto per gli autori dei murales.</em></p>
<p><strong>Sarebbe bello immaginare cosa direbbe Massimo Troisi</strong><br />
<em>Difficile dirlo. O forse è semplicissimo, chissà. Più che le parole, immagino un tono sereno, lontano da invettive e autoflagellazioni eccessive.</em></p>
<p><strong>Hai prodotto e poi realizzato da regista uno straordinario film internazionale, “All the invisible children”, una pellicola a più firme d’autore che rappresenta un viaggio tra i bambini invisibili di tutto il mondo, che tra l’altro ha vinto il premio “Grolla d’Oro” come film italiano più venduto all’estero, in oltre 120 Paesi.</strong><br />
<em>Si, mi sono confrontato con Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott e John Woo, registi superlativi con i quali ho condiviso questa esperienza d’analisi sull’infanzia abbandonata. I bambini invisibili di Londra, Parigi, Zurigo o dei due estremi del mondo, sono simili, non c’è molta differenza. Certo, a Zurigo trovi meno episodi di microcriminalità, ma tutto dipende dal retroterra familiare, dalla fortuna, da cosa fanno le Istituzioni. A mio avviso, chi ha imbrattato i murales non è più colpevole di chi abbandona gli ultimi al loro destino. Non conosciamo i dettagli del fatto in sé, sotto quei cappucci ci poteva essere chiunque, il punto è il vuoto che porta a ciò. In “All the invisible Children”, nell’episodio diretto da me, girato a Napoli, ho avuto il piacere di lavorare con Vittorio Storaro, direttore della fotografia che ha vinto 3 premi Oscar, e con lui ho dato vita alla scena in cui il bambino protagonista del mio segmento, nella sua solitudine quotidiana e familiare, nella totale assenza di riferimenti, trova solo un’ombra con cui giocare: l’ombra di se stesso.</em></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2017/10/massimo-troisi-con-anna-pavignano-163297-300x225.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-91690 alignleft" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/massimo-troisi-con-anna-pavignano-163297-300x225-300x225-1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Questo, infine, il parere della scrittrice <strong>Anna Pavignano</strong>, in passato compagna di <strong>Massimo Troisi</strong> e sceneggiatrice dei film insieme all’indimenticabile attore e regista napoletano di San Giorgio a Cremano.</p>
<p><strong>Anna, il tuo primo pensiero su tali episodi.</strong><br />
<em>E&#8217; abbastanza difficile dire qualcosa di preciso perché non ho visto direttamente quello che è successo. Certo, le immagini che girano su Facebook fanno impressione perché non sono chiaramente solo la manifestazione della stupidità di qualcuno, che è cosa di per sè grave; ma qui noto un accanimento maggiore come se fosse un segnare il territorio, come a dire: &#8220;qui comandiamo noi!&#8221;.</em></p>
<p><strong>Possibile che gli autori di questo gesto ignobile non sappiano chi sono Totò, Noschese e Troisi?</strong><br />
<em>Sicuramente le persone che hanno commesso questo scempio non è che non conoscessero i personaggi, secondo me hanno voluto dimostrare che non c&#8217;è cultura che tenga: lì ci deve essere il segno di quel che sono loro. Sono stata a San Giorgio quindici giorni fa e ho sentito l&#8217;orgoglio di tutti di avere queste immagini rappresentate alla stazione e non solo che abbelliscono i luoghi stessi ricordando momenti straordinari: un segno di bellezza e di ricchezza. Evidentemente c&#8217;è qualcuno che non vuole tutto ciò, perché non fa comodo questo orgoglio che è di tutto il sud, orgoglio della propria storia, dei personaggi che ha generato. Ricordo di aver letto alcuni commenti di gente soddisfatta di quelle opere &#8220;perché così l&#8217;attesa del treno è più bella. Ecco, qualcuno non vuole che l&#8217;attesa sia più bella. C&#8217;è qualcuno che vuole che questa attesa sia pesante in modo da poter approfittare della stanchezza e dell&#8217;esasperazione.</em></p>
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		<title>Emergenza idrica nel vesuviano, i cittadini sono esasperati</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/10/21/emergenza-idrica-nel-vesuviano-i-cittadini-sono-esasperati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 12:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È quasi una settimana che manca l’acqua. Non ce la facciamo più, basta! E’ assurdo, ma dove viviamo? Dove sono i politici, dove sono gli organi preposti per garantire i diritti minimi ai cittadini? Sul sito della Gori continue prese in giro e rimandi sul ritorno alla normalità”. È’ questo uno dei tanti sfoghi raccolti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>È quasi una settimana che manca l’acqua. Non ce la facciamo più, basta! E’ assurdo, ma dove viviamo? Dove sono i politici, dove sono gli organi preposti per garantire i diritti minimi ai cittadini? Sul sito della Gori continue prese in giro e rimandi sul ritorno alla normalità</em>”. È’ questo uno dei tanti sfoghi raccolti tra persone di <strong>Scafati</strong>, <strong>Pompei</strong> e <strong>Torre Annunziata</strong> dove è ancora viva l’emergenza acqua tra stop e disagi.</p>
<p>Una vera e propria settimana di passione e disservizi fatta di annunci, smentite e comunicati. L’ultima nota della <strong>Gori</strong> recita così: &#8220;<em>I lavori di riparazione della condotta adduttrice Regionale DN 1300 in via Acquavitari nel Comune di Scafati sono in via di ultimazione. Tuttavia, in considerazione del debito idrico accumulato e dei tempi di carico delle condotte, la normale erogazione riprenderà a partire dalle ore sei di domani mattina- Pertanto, nelle prossime ore si registreranno ancora diffuse mancanze d’acqua e abbassamenti della pressione idrica soprattutto ai piani alti degli edifici e nelle zone poste a quota altimetrica maggiore dei Comuni di Pompei, Scafati e Torre Annunziata</em>”.</p>
<p>Tra i tre Comuni è <strong>Scafati</strong> quello in cui si registrano i maggiori disagi. <strong>Gori</strong>, infatti, aggiunge: &#8220;<em>Nel Comune di Scafati, maggiormente interessato dai problemi di erogazione, GORI ha attivato servizi sostitutivi a mezzo autobotte in via Martiri d’Ungheria (presso insediamento IAPC), via della Resistenza (nei pressi della scuola elementare) e via Pasquale Vitiello (incrocio via Bernini). Si segnala che alla riapertura del flusso idrico potrebbero verificarsi transitori fenomeni di torbidità dell’acqua, di breve durata, per i quali si consiglia di far scorrere per alcuni minuti l’acqua dai propri rubinetti</em>&#8220;</p>
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		<title>Una mostra sui Beatles a Bologna ricorda Peppino di Capri che li portò in Italia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/una-mostra-sui-beatles-a-bologna-ricorda-peppino-di-capri-che-li-porto-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 12:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[the beatles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nello storico Palazzo Fava di Bologna si è chiusa ieri la mostra “Astrid Kirchherr with the Beatles”, un percorso fotografico dedicato ai primi passi della carriera dei favolosi ragazzi di Liverpool. Siamo agli inizi degli anni ’60. Cinque giovanotti partono dall’Inghilterra per rincorrere sogni e speranze. Approdano ad Amburgo grazie al primo manager Allan Williams, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nello storico <strong>Palazzo Fava</strong> di <strong>Bologna</strong> si è chiusa ieri la mostra “<em>Astrid Kirchherr with the Beatles</em>”, un percorso fotografico dedicato ai primi passi della carriera dei favolosi ragazzi di Liverpool. Siamo agli inizi degli anni ’60. Cinque giovanotti partono dall’Inghilterra per rincorrere sogni e speranze. Approdano ad Amburgo grazie al primo manager <strong>Allan Williams</strong>, che si accorge del loro talento e li inserisce nei locali della Reeperbahn (soprattutto Indra e Kaiserkeller), la via a luci rosse del quartiere di St. Pauli dove molti soldati americani erano di stanza dopo la guerra. All’epoca il gruppo era così composto: <strong>John Lennon</strong>, <strong>Paul McCartney</strong>, <strong>George Harrison</strong>, <strong>Stuart Sutcliffe</strong> e <strong>Pete Best</strong> (poi sostituito da <strong>Ringo Starr</strong>). “Hamburg Days”, così fu ribattezzato il soggiorno della mitica band in quei luoghi dove si fecero apprezzare per le loro qualità musicali e di showmen. Incuriosita dal loro successo, Astrid Kirchherr, studentessa del politecnico e assistente del fotografo Reinhard Wolf, va a vederli. Tra la ragazza e la band di Liverpool nasce subito una grande amicizia. Il primo incontro avviene nel noto Kaiserkeller ed è lei a proporre quello stile che ancora oggi viene associato a loro: le giacche di pelle, gli stivali alla texana e i capelli rockabilly con la banana lasciano così il posto a completi, camicie e … caschetto. La Kirchherr, inoltre, fu l’unica fotografa accreditata durante la realizzazione del film “A hard day’s night”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-88805" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/beatles-bologna-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" />L’amicizia divenne talmente forte che anche l’ex fidanzato di Astrid, ovvero Klaus Voormann, disegnò successivamente la copertina dell’album Revolver. Sutcliffe, invece, abbandonò il gruppo per amore della Kirchherr e restò con lei ad Amburgo portando avanti, fino alla morte improvvisa nel 1962 dopo una paralisi cerebrale dovuta a emorragia nel ventricolo destro del cervello, il suo linguaggio pittorico. La sorella di Sutcliffe, Pauline, anni dopo accusò Lennon di aver ucciso il “quinto Beatle” con un calcio alla testa fornendo anche le “prove” (messe all’asta), ovvero gli appunti del bassista del gruppo. Nella biografia Beatles&#8217; shadow, la Sutcliffe parla anche di una presunta relazione omosessuale di Lennon con suo fratello e apre al movente della gelosia. Secondo la donna il decesso avvenne successivamente per i danni subiti dopo quell’attacco e prova sarebbe un taccuino in cui il fratello (pittore di talento) disegna scarabocchi, sintomo dell’inesorabile degrado cerebrale.</p>
<p>Alla mostra di Palazzo Fava, la Kirchherr, che fu la prima a immortalare i Beatles in un vero e proprio servizio fotografico posato, oltre a imprimere sulla pellicola momenti memorabili tra vacanze e weekend in giro per l’Europa (tra cui il soggiorno a Tenerife), espone anche opere inedite proprio di Sutcliffe con il quale nacque un amore travolgente. La mostra esclusiva ha avuto notevole successo grazie all’impeccabile organizzazione della Fondazione Carisbo e Genus Bononiae – Musei nella Città, in collaborazione con ONO arte contemporanea, Ginzburg Fine Arts e Kai-Uwe Franz. Il battesimo si è tenuto il 6 luglio scorso in occasione del sessantesimo anniversario dal primo incontro tra John Lennon e Paul McCartney nel giardino della chiesa di St Peter nel quartiere di Woolton a Liverpool, dove John suonava con la sua band di allora, The Quarry Men.</p>
<p><strong>I BEATLES E NAPOLI &#8211;</strong> Secondo il Maestro <strong>Vince Tempera</strong>, direttore d’orchestra milanese, c’è un filo che unisce Liverpool alla città partenopea. La mitica <em>Hey Jude</em>, infatti, secondo il noto musicista, ha le stesse note dell’intramontabile <em>‘O sole mio</em>. “<em>Sembra la stessa canzone</em> &#8211; ha dichiarato Tempera – <em>stesse battute, stessa cadenza. Non si tratta di plagio, ma di ispirazione alla cultura napoletana. Yesterday, ad esempio, è simile a Munastero ‘e Santa Chiara: due scale dei brani in questione, sono identiche</em>”. L’avvocato <strong>Italo Mastroia</strong> rincara la dose: “<em>Nel 2006, Lilli Greco, produttore e scopritore di De Gregori e Venditti, raccontò al Tg2 di somiglianze precise tra le melodie dei Beatles e vecchie arie napoletane</em>”. Da non dimenticare, inoltre, il gruppo napoletano “<em>Shampoo</em>” che nacque nel 1976 da un&#8217;idea di <strong>Giorgio Verdelli</strong>. Il gruppo si esibì in una radio libera partenopea che aveva annunciato la presenza in trasmissione dei Beatles, fatti riunire dall&#8217;allora presidente del Napoli <strong>Corrado Ferlaino</strong> per festeggiare la partita di calcio Napoli-Liverpool.</p>
<p>Era uno scherzo a cui in tanti abboccarono: la formazione era composta da <strong>Lino d&#8217;Alessio</strong> (voce e chitarra), <strong>Massimo d&#8217;Alessio</strong> (voce chitarra e batteria), <strong>Costantino Iaccarino</strong> (voce e basso), <strong>Pino De Simon</strong>e (voce e chitarra). Gli “Shampoo” realizzavano soprattutto cover dei <em>Fab Four</em>, ma in seguito pubblicarono un album, In Naples 1980/81, per la EMI Italiana, nel quale incisero le loro esecuzioni incredibilmente identiche agli originali in tutto tranne che nei testi, demenziali e in napoletano. Gran parte dei brani scelti appartiene al primo periodo <em>beatlesiano</em>, quello che va dal 1963 al 1965. Il loro lancio a livello nazionale può essere considerato coincidente con la loro partecipazione come ospiti fissi del varietà RAI Black Out, nell&#8217;autunno del 1980. Fra i brani vanno ricordati Pep (Help!), &#8216;E zizze (Day Tripper), Chist&#8217; è &#8216;o Scia&#8217; (Twist and Shout) e Si &#8216;e llave tu (She Loves You), che si può considerare la loro canzone-bandiera, visto che il testo parodiato parla proprio di uno shampoo. Anche la copertina dell&#8217;album è una cover di quelle dei famosi 33 giri Please Please Me, The Beatles 1962-1966 e The Beatles 1967-1970, con sul disco un pomodoro in sezione al posto della famosa &#8220;mezza mela verde&#8221;. In linea con il loro stile parodistico, nella loro esibizione nel programma musicale RAI Discoring, i quattro si presentarono come: Paul M&#8217;Angart, John Lenton (in riferimento agli occhiali), Ringo Bar e George Rissone.</p>
<p><strong>PEPPINO DI CAPRI E I BEATLES –</strong> C’è un altro punto di contatto che lega i Beatles a Napoli: <strong>Peppino di Capri</strong>. Il noto cantautore con i ‘Fab Four’ ci ha passato poco meno di una settimana insieme. Fu lui a consigliare alla sua casa di distribuzione discografica in Italia, , la <em>Carisch</em>, la stessa dei Beatles, di pubblicare i loro provini. Fu lui ad accompagnare i ragazzi di Liverpool nel loro tour italiano dal 24 al 28 giugno del 1965, a Milano, Genova e Roma. Otto concerti in cinque giorni tutti aperti da Peppino. “<em>Rimpiango il fatto di non aver potuto familiarizzare con loro, scambiare anche pareri musicali. Ma fu una grande esperienza. Il loro arrivo significò una ventata di aria nuova. Noi eravamo abituati a degli standard</em> – ricorda &#8211; <em>Per esempio gli amplificatori: noi avevamo amplificatori 30 per 30, loro dei veri e propri armadi dietro le spalle</em>”.</p>
<p>E non solo: “<em>Mi piacevano i loro arrangiamenti. E poi i cori. Quando Paul McCartney e John Lennon cantavano, le loro voci erano perfette. I loro ‘coretti’ erano fantastici. Ci sono particolari che gli addetti ai lavori notano di più. Mi ricordo che avevano questi provini dei Beatles. Quindi dissi loro ‘Ma come, avete i Beatles e non li pubblicate?’. Mi risposero ‘Perché? Sono famosi?’. Ed io risposi che lo erano in tutto il mondo ma non in Italia!</em>”. L’approccio con l’Italia non fu certo dei migliori per i Beatles. Tennero 8 concerti: 2 spettacoli al giorno, a Roma addirittura suonarono 4 volte in 2 giorni, ma senza fare ‘sold out’. Peppino di Capri ricorda: “<em>Non furono ‘promozionati’ come si doveva. Per radio, assenza totale. Forse era anche un problema di gusti. Noi addetti ai lavori li conoscevamo bene. Ma forse non c’era in generale un grossa curiosità musicale. Loro in Italia non sono mai più tornati. Ma se fossero stati accettati per come erano grandi…</em>”. <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> disse di loro: &#8220;<em>Non mi so spiegare il successo dei Beatles. Questi quattro giovani completamente privi di fascino che suonano una musica bellina</em>&#8220;.</p>
<p><strong>CURIOSITA’</strong> &#8211; Nell’estate 2016, Paul McCartney è atterrato con il suo jet privato a Capodichino per godersi qualche giorno immerso nella bellezza delle nostre terre. In uno scatto diventato famosissimo, si vede Sir Paul con cappellino e occhiali da sole, in fila per un gelato in costiera amalfitana come un qualsiasi turista. Dopo il memorabile concerto di McCartney al Palapartenope il 5 giugno del 1991 <em>(Unplugged Tour</em>), c’è chi è pronto a giurare in un ritorno in Campania del baronetto. L’idea di un evento agli Scavi di Pompei è ancora viva: si parlò di un possibile appuntamento già questa estate, ma tutto è rimandato al prossimo anno. I fan sognano, sperano…</p>
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		<item>
		<title>ESCLUSIVA &#8211; A Boscotrecase è febbre da cavallo, scoppia la Timone Ek-mania. Lettieri: &#8220;Successo storico, un sogno realizzato&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/05/06/esclusiva-boscotrecase-febbre-cavallo-scoppia-la-timone-ek-mania-lettieri-successo-storico-un-sogno-realizzato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2017 10:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[boscotrecase]]></category>
		<category><![CDATA[domenico lettieri]]></category>
		<category><![CDATA[enrico bellei]]></category>
		<category><![CDATA[gran premio agnano]]></category>
		<category><![CDATA[luigi lettieri]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco carotenuto]]></category>
		<category><![CDATA[timoko]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BOSCOTRECASE.</strong> <em>“Canta Napoli ad Agnano”</em>. Anche il telecronista si è emozionato nel raccontare l’impresa di <strong>Timone Ek</strong>, gioiello e fuoriclasse della scuderia della famiglia <strong>Lettieri</strong>. Il primo maggio scorso il noto ippodromo partenopeo si è trasformato in un vero e proprio stadio da record: circa 20 mila i presenti (anche se c’è chi è pronto a giurare su 30 mila, ndr), picchi storici di puntate e soprattutto il tempo di 1’10’’5 al chilometro con cui il driver <strong>Enrico Bellei</strong> ha trionfato al <em><strong>Gran Premio Lotteria</strong></em> alla guida del campione scrivendo in maniera indelebile una straordinaria pagina dell’ippica italiana stabilendo il nuovo primato della competizione. E’ febbre da cavallo alle pendici del Vesuvio, <strong>Boscotrecase</strong> ora si gode il suo fenomeno. <em>“Grazie a questo successo, nel nostro paese è in crescita la passione per questo sport, non mi aspettavo questa incredibile partecipazione. Sapevo che ci avrebbero sostenuti, ma non in questo modo straordinario, oserei dire pazzesco”</em>. Sono le parole di un emozionatissimo <strong>Luigi Lettieri</strong>, imprenditore boschese e proprietario di Timone Ek, in esclusiva ai microfoni di <em><strong>VocediNapoli.it.</strong></em> Con lui anche il fratello <strong>Domenico</strong>, responsabile della comunicazione, e la sorella <strong>Anna</strong>. Per la cronaca, questa la classifica finale del Gran Premio Lotteria di Agnano 2017: al secondo posto, dietro Timone Ek, il francese Mec d&#8217; Heripre&#8217;, terzo Tesoro degli Dei, altro cavallo campano. Giù dal podio il super favorito Timoko, star francese.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FScuderialettieri%2Fvideos%2F997344957068262%2F&amp;show_text=0&amp;width=400" width="400" height="400" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Luigi, come e quando è scoccata la scintilla dell’amore per i cavalli?</strong><br />
<em>“Tutto nasce con mio nonno materno, Domenico Panariello, grande cocchiere di Boscotrecase che appare anche nel film “Due soldi di speranza”, girato proprio nel nostro paese dal regista Renato Castellani che sviluppò un soggetta dell’indimenticabile Titina De Filippo. La passione per i cavalli l’ho sempre avuta, ma porta via tempo e tante risorse economiche. Quando ero operaio osservavo da lontano, non avevo la possibilità di osare. Poi abbiamo preso un distributore-area servizi, siamo cresciuti e tutti i soldi che ho racimolato in 15 anni, li ho spesi per coronare uno dei miei sogni”.<br />
</em><br />
<strong>Timone Ek è stato definito il Varenne di Boscotrecase.</strong><br />
<em>“Varenne è il nostro capitano, il Maradona dei cavalli: è unico ed inimitabile. Io che sono il proprietario di Timone Ek, però, nel mio piccolo lo posso considerare un piccolo Varenne per una questione di amore. Ma chiaramente il paragone non esiste”.</em></p>
<p><em><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/timo7.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-63718 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/timo7.jpg" alt="" width="592" height="719" /></a><br />
</em><br />
<strong>Domenico, l’entusiasmo contagioso dei cittadini boschesi presenti ad Agnano, ha conquistato l’Europa dell’Ippica.</strong><br />
<em>“Si, molti giornali specializzati e non, hanno scritto che un tifo da stadio così, per una corsa di cavalli, non ha precedenti. Noi siamo ragazzi umili, a Bosco ci vogliono bene tutti e così 400 persone ci hanno accompagnati con magliette e cappellini griffati Timone Ek in questa meravigliosa avventura trionfale ad Agnano. Un tifo pazzesco, calcistico, anche da parte di chi non mastica nulla di ippica. Un’emozione collettiva figlia di uno spirito d’appartenenza. Anche il driver, Enrico Bellei, il numero uno con oltre 10 mila successi in carriera, si è emozionato per i cori”.<br />
</em><br />
<strong>Torniamo a Luigi. A proposito di Bellei, come è nato il feeling tra voi?</strong><br />
<em>“Anche lui è un Maradona, el pibe de oro delle redini lunghe. Siamo innamorati di Enrico, averlo sul sulky per noi è un onore. Con Bellei il nostro Timone ha vinto il primo Gran premio. Poi ci sono stati piccoli disguidi anche perché aveva altri impegni contrattuali, e per un periodo ci siamo separati. Ci sono rimasto male, ma ero certo che ci saremmo ritrovati. Nonostante ciò, infatti, il cavallo è cresciuto ulteriormente, e alla prima occasione abbiamo ritrovato l’intesa con Enrico, vero creatore di Timone”.<br />
</em><br />
<strong>Com’è la tua giornata, quali gli impegni per seguire Timone e in generale questa passione.</strong><br />
<em>“Quando mi alzo al mattino, i miei primi pensieri sono ovviamente per mia moglie e mio figlio, poi il lavoro, e quindi Timone ed il resto. Analizziamo le schede dei puledri che vanno bene, le genealogie incrociate degli allevatori, dove acquistare un puledro a buon prezzo e tante altre attività pro futuro. Abbiamo già puledri di valore”.<br />
</em><br />
<strong>Timone Ek dove è nato e cresciuto?</strong><br />
<em>“Lo abbiamo acquistato sulle montagne del Lago di Como, da Edj Caprani, allevamento Ek. Sul versante sportivo è cresciuto con Gennaro Casillo che ringrazierò per sempre, è lui che ha “creato” Timone. Poi per un ulteriore salto di qualità lo abbiamo portato dal migliore trainer del mondo che ha attrezzature di altissimo livello, per me il cavallo è come un atleta”.<br />
</em><br />
<strong>L’aria del Vesuvio gliela fate respirare?</strong><br />
<em>“E’ stato qui per alcuni mesi nel periodo necessario per domarlo, poi per il salto di qualità è imprescindibile dargli le giuste attenzioni nelle strutture specializzate”.</em></p>
<p><em><br />
<a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/timo4.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-63715 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/timo4.jpg" alt="" width="719" height="719" /></a><br />
</em><br />
<strong>Come suggerisce tuo zio Vittorio, Bellei nella prima batteria, quando ha vinto Timone, ha dichiarato che sentiva una particolare forza dentro che spingeva forte. Era vostro padre Nunzio…</strong><br />
<em>“Nostro padre ci seguirà sempre e ovunque”.<br />
</em><br />
<strong>Il cavallo buono si vede alla partenza o sul lungo percorso? Filosofie a confronto…</strong><br />
<em>“(Ride, ndr). Il cavallo buono deve avere arrivo e partenza, serve sempre il giusto mix di valori. Timone in finale è partito con un bel 12.6 in lancio, si è tenuto secondo alla corda e non ha fatto scendere Timoko, l’avversario principale, il quale restando fuori ha fatto un percorso all’esterno che gli ha condizionato la retta d’arrivo e ha gettato la spugna. In quel momento siamo usciti noi in campo con l’allungo finale”.<br />
</em><br />
<strong>Domenico, quali sono i prossimi impegni?</strong><br />
<em>“Ora il cavallo sta a riposo, relax totale in paddock. Poi a breve si riprende la preparazione per gli appuntamenti in programma, probabilmente correrà in Francia”.<br />
</em><br />
<strong>Luigi, Timone Ek in futuro farà come Varenne, ovvero sarà padre di tanti possibili campioni?</strong><br />
<em>“Si, infatti la scuderia Lettieri acquista quasi solo femmine per valorizzarle e per, un domani, essere le madri dei figli di Timone Ek. Servono gli incroci giusti. Teniamo sempre d’occhio puledre che hanno nonni e genitori ideali, come linea di sangue, per i possibili incroci con il nostro campione”.<br />
</em><br />
<strong>Avete tracciato un solco importante, la strada è quella giusta tra ambizioni e tradizione…</strong><br />
<em>“A Boscotrecase, come in altri paesi del vesuviano, ci sono molti “cavallari” ed esperti. Penso alla famiglia Villani, a Casillo, professionisti che hanno cresciuto grandissimi cavalli da Gran Premio. Ero innamorato dei loro campioni. Proveremo a tenere alta la bandiera dei nostri territori”.<br />
</em><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-63714 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/timo3.jpg" alt="" width="479" height="476" /><br />
<strong>Domenico, qual è il sogno più grande?</strong><br />
<em>“Partecipare e vincere al Prix D’Amerique di Vincennes a Parigi. Davanti c’è una montagna, il cavallo più forte del mondo che è Bold Eagle. Sognare non costa niente”.<br />
</em><br />
<strong>Luigi, la prima sensazione quando Timone Ek ha trionfato ad Agnano…</strong><br />
<em>“Un vuoto. Non ci credevo. L’emozione che ho provato io, credo l’abbiano provata tutti i boschesi presenti e anche gli amici di Torre Annunziata, Ottaviano e in generale tutta l’Italia dell’Ippica perché l’impresa di Timone-Bellei è stata eccezionale soprattutto perché ad Agnano si respirava aria francese, i favoriti erano loro con la super star Timoko: quando sono arrivati i cavalli a Capodichino, i responsabili dell’organizzazione avevano occhi solo per lui. Però i napoletani presenti all’ippodromo, va detto, hanno fatto il tifo per Timone”.</em><br />
<iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FScuderialettieri%2Fvideos%2F997333877069370%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<em><br />
</em><br />
<strong>I boschesi hanno scommesso su Timone Ek? A quanto era quotata la sua vittoria?</strong><br />
<em>“A 4,5. Tutti i nostri concittadini hanno puntato sul nostro campione, qualcuno si è arricchito. Battute a parte, l’1,35 di Timoko ha fatto perdere tantissime persone”.<br />
</em><br />
<strong>Dove vive Timone Ek?</strong><br />
<em>“In Francia. Quando è in Italia, ovviamente, sta con noi, ma per trattamenti e strutture è giusto lasciarlo sereno lì dov’è. Il Sindaco Pietro Carotenuto con i suoi collaboratori sta organizzando un evento per festeggiare la vittoria del Gran Premio Lotteria di Agnano. Ci fa piacere che questa Amministrazione segua da vicino i talenti di ogni disciplina e il nostro augurio è che si possano creare sinergie per valorizzare il meglio che c’è in tutti gli ambiti”.</em></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/timo9.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-63720 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/timo9.jpg" alt="" width="656" height="960" /></a></p>
<p><strong>RIPRODUZIONE RISERVATA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/06/esclusiva-boscotrecase-febbre-cavallo-scoppia-la-timone-ek-mania-lettieri-successo-storico-un-sogno-realizzato/">ESCLUSIVA &#8211; A Boscotrecase è febbre da cavallo, scoppia la Timone Ek-mania. Lettieri: &#8220;Successo storico, un sogno realizzato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Calvarios, che… Passione. I presepi di Pasqua e l’intuizione di un gruppo napoletano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 15:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia dei poveri]]></category>
		<category><![CDATA[calvarios]]></category>
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		<category><![CDATA[francisco salzillo]]></category>
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<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/13/calvarios-passione-presepi-pasqua-lintuizione-un-gruppo-napoletano/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Calvarios, che… Passione. I presepi di Pasqua e l’intuizione di un gruppo napoletano</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/13/calvarios-passione-presepi-pasqua-lintuizione-un-gruppo-napoletano/">Calvarios, che… Passione. I presepi di Pasqua e l’intuizione di un gruppo napoletano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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<div class="_d97"><span class="_5yl5">La parola <em>“Presepe”,</em> al solo pronunciarla, ci evoca subito immagini di <strong>Gesù Bambino</strong> nella mangiatoia, del bue e dell’asino, e poi zampogne, pecore, Magi, pastori&#8230; Del Natale insomma. Eppure non è esattamente così. Agli inizi, e per molto tempo, il presepe ha rappresentato <em>“la Bibbia dei Poveri”</em> al pari dei grandi cicli di affreschi delle cattedrali e delle grandi vetrate istoriate, che raccontavano le Sacre Scritture al popolino analfabeta. Sono frequenti, perciò, gli esempi di presepi che raffiguravano altri episodi della vita di Cristo.</span></div>
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<div class="_d97"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-3.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60018 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-3.jpg" alt="" width="732" height="498" /></a></div>
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<div class="_d97"><span class="_5yl5">In molte chiese tedesche, in particolare in <strong>Baviera</strong>, si allestiscono presepi durante l’anno (<em>Jahrekrippe</em>) che illustrano episodi relativi alle ricorrenze liturgiche in corso. Ed ecco comparire i <em>Fastenkrippe</em>, i presepi della Passione o della Quaresima. Altri riferimenti interessanti sulle origini dei calvarios sono rappresentati dai “<em>calvaires</em>” bretoni, insoliti monumenti della fede , sorta di vangelo scolpito nella pietra, che costituiscono un’espressione artistica, devozionale e catechetica unica nell’Europa cristiana. Spesso una di queste opere era realizzata “<em>cristianizzando</em>” antichi “<em>menhir</em>” (grossi monoliti eretti dai credenti pagani) che si ergevano solitari nella desolazione della brughiera.</span></div>
</div>
<div class="_d97"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60020 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano.jpg" alt="" width="678" height="575" /></a></div>
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<div class="_d97"></div>
<div class="_d97"><span class="_5yl5">L’arte dei calvari si sviluppò nel corso di un paio di secoli, dal 1450 al 1650 circa, ma la maggior parte di questi furono innalzati dopo l’epidemia di peste del 1598, a ringraziamento per lo scampato pericolo. Ma il fenomeno dei presepi della Passione non è però limitato ai paesi di lingua tedesca: nel corso dei secoli si è ampiamente diffuso nel resto d’Europa. In Spagna, per esempio, ha attecchito in modo notevole. E d’altra parte era impensabile che la passionalità spagnola potesse restare indifferente a d una tematica tanto emotiva. Basti citare le splendide <em>“macchine quaresimali&#8221;</em> realizzate da <strong>Francisco Salzillo</strong> a Murcia nel sec.XVIII . Ancora oggi i “calvarios” sono molto diffusi in Spagna, tanto da giustificare una fiorente produzione di statuine a tema da parte dei suoi valenti artigiani. Anche da noi in Italia le scene della Passione sono già da tempo esposte in allestimenti permanenti e sempre più spesso vengono realizzati in molte chiese in occasione della Pasqua. Non era ancora così quando, poco più di vent’anni fa, furono realizzati nella parrocchia dell’Addolorata di <strong>Boscotrecase</strong> dal gruppo di presepisti in quegli anni numeroso e attivissimo. Allora le statuine necessarie non si trovavano facilmente e si dovette far ricorso a qualche amico artigiano che le realizzò apposta. Oggi è un po’ più facile reperirle: addirittura è arrivata qualcosa dalla <strong>Cina</strong>, ovviamente in resina, dal costo più che abbordabile. Sembra incredibile ma, nonostante la provenienza spesso compagna di scarsa qualità, queste statuine arrivano quasi a sfiorare la sufficienza. Con questo miracolo cinese e qualche recupero sono state realizzate nove scene che vanno dall’ingresso di <strong>Gesù</strong> in Gerusalemme fino alla Resurrezione. I realizzatori sono alcuni dei superstiti del vecchio glorioso gruppo di presepisti e qualche nuovo amico aggiuntosi di recente:<strong> Bruno, Francesco, Corrado, Ciro, Tommaso e Pasquale. Buona Pasqua.</strong></span></div>
<div class="_d97"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-4.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60017 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-4.jpg" alt="" width="801" height="520" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-10.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60011 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-10.jpg" alt="" width="1045" height="511" /></a> <a href="https://www.vocedinapoli.it/?attachment_id=60009" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60009 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-12.jpg" alt="" width="613" height="372" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-11.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60010 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-11.jpg" alt="" width="926" height="555" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-9.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60012 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-9.jpg" alt="" width="940" height="535" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-7.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60014 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-7.jpg" alt="" width="368" height="529" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-13.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60008 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-13.jpg" alt="" width="933" height="567" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-14.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60007 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-14.jpg" alt="" width="1226" height="579" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-15.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-60006 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/calvarios-che-passione-i-presepi-di-pasqua-e-lintuizione-di-un-gruppo-napoletano-15.jpg" alt="" width="1019" height="554" /></a></div>
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		<title>&#8220;Dentro la violenza, aspetti psicologici e giuridici&#8221;, l&#8217;evento al Maschio Angioino con il Console del Nicaragua</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/02/11/dentro-la-violenza-aspetti-psicologici-giuridici-levento-al-maschio-angioino-console-del-nicaragua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2017 21:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/11/dentro-la-violenza-aspetti-psicologici-giuridici-levento-al-maschio-angioino-console-del-nicaragua/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Dentro la violenza, aspetti psicologici e giuridici&#8221;, l&#8217;evento al Maschio Angioino con il Console del Nicaragua</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/11/dentro-la-violenza-aspetti-psicologici-giuridici-levento-al-maschio-angioino-console-del-nicaragua/">&#8220;Dentro la violenza, aspetti psicologici e giuridici&#8221;, l&#8217;evento al Maschio Angioino con il Console del Nicaragua</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NAPOLI.</strong> Si è tenuto ieri al <strong>Maschio Angioino</strong>, presso l&#8217;<strong>Istituto Napoletano</strong> di <strong>Storia Patria</strong> (ore 18.30), l&#8217;evento <em>&#8220;Dentro la violenza: aspetti psicologici e giuridici&#8221;</em> organizzato dall&#8217;Associazione <strong>EMDR Italia</strong>, in collaborazione con l&#8217;Associazione <strong>Alma Mundi </strong>e con il patrocinio del<strong> Comune di Napoli</strong>, dell&#8217;<strong>Ordine degli Piscologi della Campania </strong>e del<strong> Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Napoli. </strong></p>
<p>Uno degli obiettivi di questo evento è stato quello approfondire gli aspetti psicologici e giuridici della violenza perpetrata su donne e bambini, una piaga che purtroppo sempre più occupa le prime pagine dei notiziari e delle televisioni di tutto il mondo. Gli ultimi eventi di pedofilia e violenza avvenuti a Caivano hanno fatto sì che i riflettori venissero puntati in particolare sulla Campania, mettendo in luce un sommerso di degrado e omertà che è purtroppo alla base di tali eventi criminosi. Proprio partendo da questo punto, sono stati  approfonditi gli aspetti sociali e culturali di tali fenomeni, con un accento particolare alla realtà locale, allo scopo di trovare risposte e soluzioni per il presente ma soprattutto per il futuro, riconsiderando naturalmente tutte le altre iniziative volte a riqualificare il territorio. Pertanto l’intento principale della serata è stato quello di sensibilizzare e informare le persone sulla natura degli strumenti di tutela giuridica a loro disposizione, nonché sulle possibilità di cura delle ferite traumatiche che tali eventi determinano. Particolare attenzione e priorità è stata data alle vittime, prendendo anche in considerazione gli autori di reato, inquadrati non soltanto nell’ottica processual-penalistica ma anche e soprattutto nell’ottica di una possibilità di cura e riabilitazione, e per conseguenza, anche di prevenzione delle recidive di tali crimini. L’evento è iniziato con breve rappresentazione teatrale (a cura di “La Falegnameria dell’Attore”, Napoli), intervallata da un cortometraggio (a cura di “Sound Art Capodimonte”, Napoli), in cui si inscena il tema della violenza e dell’abuso intrafamiliare “il dolore del ricordo, la paura e il silenzio”, ed infine l’apertura, la cura e quindi il ritorno alla vita della vittima.</p>
<p>Sono intervenuti:</p>
<p><em><strong>Dott.ssa</strong></em><strong> Isabel Fernandez</strong> Presidente dell’Associazione EMDR Italia e EMDR Europe: Violenza domestica e salute mentale.<br />
L&#8217;intervento psicologico con EMDR con le vittime di violenza domestica (donne e bambini) e con gli aggressori. Il contributo dell&#8217;EMDR e dell&#8217;associazione EMDR Italia.</p>
<p><strong><em>Avv.</em> Gerry Danesi</strong> Console Onorario Repubblica del Nicaragua e Presidente dell’Associazione Alma Mundi, Napoli Il ruolo del volontariato e il contributo delle associazioni; l’esperienza del parco verde di Caivano.</p>
<p><strong><em>Dott.ssa</em> Maria De Luzenberger</strong> Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Per i Minorenni di Napoli. La tutela giuridica delle donne maltrattate e dei loro figli – Aspetti</p>
<p><strong><em>Dott.</em> Alessandro Fucito</strong> Presidente del Consiglio Comunale di Napoli Sostegno e intervento delle istituzioni e degli enti locali nella prevenzione del fenomeno.</p>
<p><strong><em> Dott.</em> Luigi Frunzio</strong> Procuratore Aggiunto – Tribunale di Napoli, IV Sezione Fasce Deboli e Reati contro la Famiglia L’intensificarsi e la recrudescenza della violenza di genere – Controllo e strumenti repressivi a tutela della vittima, procedurali e interventi di sostegno.</p>
<p><strong>Avv. Armando Rossi</strong> Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Violenza di genere – Donne e Minori – Il ruolo dell’avvocatura nella prevenzione e lotta alla recrudescenza del fenomeno.</p>
<p>SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Per informazioni e adesioni: Associazione EMDR Italia Tel 0362.558879 | Email segreteria@emdritalia.it COMITATO ORGANIZZATIVO Bruna Maccarrone EMDR Italia Sonia Collaro EMDR Italia Gerry Danesi Alma Mundi Onlus.</p>
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<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/dentro-la-violenza-aspetti-psicologici-e-giuridici-levento-al-maschio-angioino-con-il-console-del-nicaragua.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-49110 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/dentro-la-violenza-aspetti-psicologici-e-giuridici-levento-al-maschio-angioino-con-il-console-del-nicaragua.jpg" width="773" height="557" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gesto nobile dei napoletani, a Penne in 4&#215;4 per portare viveri e aiuti in Abruzzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 16:26:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Daniele Scrima]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Irio]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Sullo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Frattamaggiore a Penne in 4&#215;4 per aiutare le persone intrappolate nelle loro case per l&#8217;emergenza neve che ha colpito l&#8217;Abruzzo. La spedizione è stata organizzata dall&#8217;associazione “Fuoristradisti in Emergenza &#8211; Campania” che venerdì 28 gennaio è partita dalla provincia di Napoli per portare viveri, coperte, stufe, farmaci e cibo per animali, in provincia di Pescara. «Abbiamo contattato Lorenza [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da <strong>Frattamaggiore</strong> a <strong>Penne</strong> in 4&#215;4 per aiutare le persone intrappolate nelle loro case per l&#8217;emergenza neve che ha colpito l&#8217;Abruzzo. La spedizione è stata organizzata dall&#8217;associazione <em>“Fuoristradisti in Emergenza &#8211; Campania”</em> che venerdì 28 gennaio è partita dalla provincia di <strong>Napoli</strong> per portare viveri, coperte, stufe, farmaci e cibo per animali, in provincia di Pescara.</p>
<p><em>«Abbiamo contattato Lorenza De Vincenzo, l&#8217;assessore ai servizi sociali della città di Penne &#8211; </em>racconta al Mattino Raffaele Della Volpe, che ha capitanato la squadra di cinque fuoristrada<em> &#8211; e dietro le sue indicazioni abbiamo organizzato la partenza. Una volta arrivati, accompagnati da una persona del posto, abbiamo raggiunto i bisognosi porta a porta, nelle frazioni Penne e di Farindola»</em>.</p>
<p>La spedizione ha visto come protagonisti anche <strong>Ciro Minichini, Federico Irio, Annalisa Vivese, Daniele Scrima e Giovanni Sullo </strong>che hanno consegnato tutti i beni raccolti grazie alla generosità dei frattesi e degli abitanti di Ischia, Afragola, Montella e Benevento. L&#8217;associazione fa sapere che chiunque voglia donare qualcosa può ancora farlo: i fuoristradisti sono già pronti a ripartire, venerdì 3 febbraio, verso la tendopoli per il terzo viaggio. Il 21 gennaio è stata la volta della tappa ad Amatrice.<em> «Consegneremo tutto porta a porta &#8211; </em>rassicura Raffaele<em> &#8211; per dimostrare a coloro che con sacrifici hanno donato e doneranno ancora che i loro sforzi non saranno vani. E anche per far vedere che noi fuoristradisti non sempre inquiniamo e possiamo fare qualcosa di buono».</em></p>
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		<title>Don Patriciello: &#8220;Dalla povertà alla miseria nera, per la Campania triste primato&#8221;. A Caivano il Concerto di Solidarietà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 19:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[concerto di solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CAIVANO &#8211; All&#8217;Auditorium Arte, come ogni anno, si è tenuto sabato scorso il Concerto di Solidarietà. L&#8217;evento, alla sua settima edizione, nasce dall’idea del Prof. Pasquale Salzillo e dal Dott. Antonio Licito membri del centro Studi Famiglia “San Josemaria Escrivà”. Il predetto Centro ha trovato sin dalla prima edizione un partner di livello, quale l’associazione musicale [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/30/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-la-campania-triste-primato-caivano-concerto-solidarieta/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Don Patriciello: &#8220;Dalla povertà alla miseria nera, per la Campania triste primato&#8221;. A Caivano il Concerto di Solidarietà</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAIVANO &#8211;</strong> All&#8217;<strong>Auditorium Arte</strong>, come ogni anno, si è tenuto sabato scorso il <strong><em>Concerto di Solidarietà</em></strong>. L&#8217;evento, alla sua settima edizione, nasce dall’idea del Prof. <strong>Pasquale Salzillo</strong> e dal Dott. <strong>Antonio Licito</strong> membri del centro Studi Famiglia <em>“San Josemaria Escrivà”</em>. Il predetto Centro ha trovato sin dalla prima edizione un partner di livello, quale l’associazione musicale<em> “Francesco Busacca”.</em> Presidente e maestro principale dell’associazione è il Maestro <strong>F. Saverio Di Lillo.</strong> Questo evento nasce dalla volontà da un lato di fare della solidarietà e di fare beneficenza verso i cosiddetti “ultimi” e verso la tutela territorio campano, e dall’altro di divulgare la musica classica lirica e più in generali quella classica napoletana. Il Concerto è intitolato a <strong>Francesco Ruocco</strong> ed ogni anno si propone di approfondire una tematica. Quest’anno il tema che si è voluto approfondire è stato quello dell’amore. Difatti l’inno che si è voluto lanciare è stato quello che tutti dobbiamo sentirci “INCENDIARI DELL’AMORE”, più volte sottolineato durante il concerto. Si è voluto approcciare a questa tematica portando in scena, e quindi sul palco, delle vere testimonianze di vita, di amore. Nella Prima parte dello spettacolo infatti due ragazzi di Marcianise, ormai trasferitesi a Milano e a Londra già da qualche anno, hanno voluto mostrare come nonostante le difficoltà della vita, gli impegni, la famiglia, c’è sempre spazio per dedicare attenzione alla tutela del nostro territorio. Difatti i due giovani hanno “preso” il primo aereo per Napoli e prestare servizio con tutto lo staff di accoglienza (coordinato da Luigi Salzillo). Nella seconda parte ci sono state poi altre testimonianze d’amore, in primis Don Maurizio Patriciello il quale oltre a complimentarsi con tutti gli artisti (cantanti e musicisti), ha parlato della situazione in cui si trova la regione Campania “una delle più povere” d’Italia, della Camorra e di come ancora oggi sia presente, ed infine di quanta speranza da questa terra si possa trarre. Ha infine affermato come parte dell’incasso del concerto sia fondamentale per assistere le tante famiglie del territorio che versano in condizioni precarie. Sono intervenuti anche per un breve saluto il vicesindaco di Caivano Dr.ssa Cantone che si è sentita onorata di partecipare all’evento, e del Sindaco di <strong>Marcianise Dr. Antonello Velardi</strong> e il sindaco di <strong>Marcianise Dr. Angelo Crescente</strong> sindaco di <strong>Capodrise</strong>. Questi ultimi hanno posto l’enfasi sul fatto che <em>“solo l’amore verso il proprio territorio” </em>e come<em> “la collaborazione tra le diverse comunità”</em> sia la vera speranza per la risoluzione dei problemi che oramai affliggono il territorio locale. Tutti gli ospiti si sono infine complimentati con gli artisti e con i cantanti che si sono esibiti. Il vero successo che viene riconosciuto da tutti gli spettatori è il calore e la bellezza che si respira al Teatro Arte di Caivano. Tutto il pubblico sente la generosità degli artisti che hanno eseguito ben brani famosi. Particolarmente apprezzato è stato<strong> </strong>il tenore<strong> Francesco Leone</strong> che oltre a cantare arie e brani classici napoletani famosi, ha anche suonato il mandolino dando la possibilità di far divertire ancora di più il pubblico. Un altro elemento di novità è stato quello che è voluta regalare al pubblico un ulteriore “dimensione”, Ovvero quella di avere delle immagini video e foto davvero suggestive (proiezione di spezzoni di film famosi o di sfondi notturni)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-47071 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta.jpg" width="540" height="960" /></p>
<p>Note Tecniche:<br />
• Orchestra F. Busacca condotta dal Maestro Francesco Saverio Di Lillo;<br />
• Evento organizzato dall’associazione “Centro Studio San Jose Maria Escrivà” ed in particolare dal Professor Pasquale Salzillo e dal Dr. Antonio Licito in collaborazione con l’associazione musicale “F. Busacca”;<br />
• Artisti: Maestro Francesco Leone, Enzo Errico, Giacomo Mosca, Carmine Durante, Gloria Vardaci;<br />
• Scenografie: “Wedding e party planner” di Mariagiovanna Fretta e Eugenio Salzillo;<br />
• Scene video: Giuseppe Torre e Luigi Salzillo;<br />
• Condotto da Gloria Vardaci coadiuvata in alcuni momenti da Gabriele Russo.<br />
• Staff di accoglienza: circa giovani volontari coordinati da Luigi Salzillo;<br />
• I principali brani eseguiti: What wonderful World, Nessun Dorma, O sole Mio, Libiamo nei lieti calici, O mio Babbino Caro, Ave Maria di Mascagni, Un amore così grande, I can’t help falling in love, Granada, Torna a Surriento.<br />
• L’incasso sarà devoluto: opera sociale di Don Maurizio Patriciello, Convento dei Frati Francescani di Marcianise, e zone colpite dal terremoto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-47068 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta-4.jpg" width="960" height="720" /></p>
<p>Intervistato in esclusiva da <strong><em>Vocedinapoli.it</em></strong><em>,</em> <strong>Don Maurizio Patriciello</strong>, visibilmente emozionato, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo essere intervenuto sul palco dell&#8217;Auditorium: <em>&#8220;E’ una grazia di Dio essere qui per godere di tali meravigliose melodie. E’ un privilegio se consideriamo quello che stiamo vivendo in queste ore drammatiche in cui un ragazzo è stato ucciso in pieno giorno, tra i bambini, in una strada importante di Napoli. I piccoli che hanno assistito, come supereranno il trauma di certe scene vissute da vicino? Siamo passati dalla povertà alla miseria nera. Ed è per questo &#8211; </em>spiega don <strong>Patriciello</strong><em> &#8211; che amo particolarmente tali serate in cui uomini di buona volontà contribuiscono a raccogliere soldi per chi non riesce nemmeno a mangiare. Grazie a loro, nella nostra comunità abbiamo un supporto in più per aiutare chi ha bisogno. In tanti si chiedono dove sia Dio nei momenti tragici, come, per fare un altro esempio, il dramma di Rigopiano. Anche io me lo chiedo, è legittimo. Ma poi scava scava, scopri che la responsabilità è di quegli assestati di denaro che lucrano sulla pelle delle persone. Ecco perché un evento del genere organizzato da uomini di buona volontà, a cui hanno preso parte musicisti di spessore che si sono preparati, che hanno sudato per deliziarci, ti fa capire che Dio è nell’impegno. Prego per tutti noi ogni giorno</em> &#8211; conclude il noto sacerdote &#8211;<em> sperando in una rinascita per il nostro Paese proprio sulle ali dell’impegno”.</em></p>
<p><strong>RIPRODUZIONE RISERVATA</strong></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta-2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-47070 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta-2.jpg" width="960" height="540" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta-3.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-47069 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta-3.jpg" width="960" height="720" /></a><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta-5.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-47067 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-per-la-campania-triste-primato-a-caivano-il-concerto-di-solidarieta-5.jpg" width="960" height="720" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/30/don-patriciello-dalla-poverta-alla-miseria-nera-la-campania-triste-primato-caivano-concerto-solidarieta/">Don Patriciello: &#8220;Dalla povertà alla miseria nera, per la Campania triste primato&#8221;. A Caivano il Concerto di Solidarietà</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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