Nei riquadri, dall'alto verso il basso, Patrizio Vastarella, Giuseppe Vastarella e Antonio Vastarella
A quanto pare il blitz che contribuito a decimare il clan Vastarella, da anni egemone nel quartiere Sanità, è stato “viziato” dalle dichiarazioni di alcuni ex affiliati detenuti ed ora pentiti. Infatti le affermazioni dei collaboratori di giustizia avrebbero spinto gli inquirenti a disporre la maxi operazione della polizia.
Ben 200 agenti sono intervenuti ieri mattina nel rione dove è nato il Principe della risata, Antonio De Curtis in arte Totò, ed hanno tratto in arresto 18 persone appartenente al clan. Le accuse sono di vario titolo ma tutte aggravate dall’associazione mafiosa. Con le manette ai polsi è finito anche il boss e capofamiglia, Patrizio Vastarella.
L’azione degli investigatori è stata supportata dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: Rosario De Stefano e Salvatore Marfè. Il primo ha aiutato il clan Lo Russo ad eliminare il boss Pietro “Pierino” Esposito, il secondo è invece un ex affiliato del gruppo criminale di Forcella che faceva capo a Maurizio Ferraiuolo (oggi anche lui pentito).
Gli equilibri criminali nel quartiere: situazione molto tesa
Proprio l’omicidio di Pierino ha permesso ai Vastarella di riprendere il controllo del quartiere. Ma le dichiarazioni dei pentiti hanno fatto luce anche sulla dinamica di un altro episodio che è balzato all’onore delle cronache per la violenza della quale è caratterizzato: la strage delle Fontanelle.
Chi è Salvatore Savarese, l’ex braccio destro di Giuseppe Misso
Stiamo parlando dell’aprile del 2016, quando un commando del sodalizio Genidoni – Esposito – Spina (oggi messi al tappeto dai numerosi arresti) hanno fatto irruzione armati nel circolo della Madonna Santissima dell’Arco, noto per essere frequentato dalla famiglia Vastarella. Da li sono partiti i numerosi colpi d’arma da fuoco che hanno ucciso Giuseppe Vastarella, il cognato Salvatore Vigna e ferirono Dario Vastarella, Antonio Vastarella (figlio del boss Patrizio) e Alessandro Ciotola.
Secondo De Stefano “è stato Micol (un ragazzo di colore amico dei Vastarella ndr) a salvare Antonio Vastarella dalla morte, sfondando un muro e consentendone la fuga“. Invece Marfè ha rivelato alcuni dettagli sulle alleanze delle organizzazioni criminali del quartiere con quelle di Forcella. In particolare, dei Sequino e dei Savarese alleati con i Sibillo
Il tempo, in casi come questo, assume una dimensione drammatica, quasi sospesa. Pomigliano d'Arco è ripiombata nel…
Il prato dello stadio Diego Armando Maradona è stato ancora una volta teatro di un momento destinato…
La comunità di Afragola si è svegliata oggi in un clima di profondo dolore e sdegno, lacerata…
Sono stati giorni particolarmente difficili per Belén Rodriguez, finita al centro dell'attenzione mediatica dopo il ricovero…
Il mondo dell'informazione radiofonica italiana è in lutto per la scomparsa di Gabriele Manzo, giornalista e…
Un inquietante ritrovamento ha scosso la giornata di ieri a Castel Volturno, nel Casertano, dove il…