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	<title>paolo di lauro Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>paolo di lauro Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Faida di Scampia, le rivelazioni di Tamburrino sui Di Lauro: &#8220;Per Cosimo più morti c&#8217;erano meglio era&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 14:15:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Cosimo non si lamentò affatto della circostanza che fosse stata uccisa in quell&#8217;evento una seconda persona perché era il periodo in cui più persone si uccidevano più Cosimo era contento&#8230;</em>&#8220;. A parlare della ferocia di <strong>Cosimo Di Lauro</strong>, figlio del capoclan <strong>Paolo Di Lauro</strong>, fratello di <strong>Ciro</strong> e <strong>Marco</strong> <strong>Di Lauro</strong>, i tre fratelli che, secondo gli inquirenti, rappresentavano il triumvirato alla guida dell&#8217;omonima famiglia camorristica di <strong>Secondigliano</strong>, è <strong>Salvatore Tamburrino</strong>, uomo di fiducia di <strong>Ciro</strong> &#8220;<em>o&#8217; chiatto</em>&#8221; e anche di <strong>Marco Di Lauro</strong>, detto &#8220;<em>F4</em>&#8220;, colui che ha consentito l&#8217;arresto di <strong>Marco</strong> dopo <strong>14 anni di latitanza</strong>.</p>
<h2>Le parole di Tamburrino sui Di Lauro</h2>
<p><strong>Tamburrino</strong> venne arrestato per l&#8217;omicidio della moglie <strong>Norina Matuozzo</strong> il <strong>2 marzo 2019</strong>: lo stesso giorno viene arrestato anche <strong>Marco Di Lauro</strong>. <strong>Tamburrino</strong> ha iniziato la sua <strong>collaborazione con la giustizia</strong> il <strong>22 ottobre</strong> dello stesso anno. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, risalenti al <strong>21 novembre 2019</strong>, sono annesse all&#8217;ordinanza notificata ieri dal <strong>Nucleo Investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna</strong> a <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/02/22/duplice-omicidio-in-tabaccheria-arrestato-ciro-di-lauro-il-figlio-di-ciruzz-o-milionario/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ciro Di Lauro</strong></a>, <strong>Giovanni Cortese</strong>, <strong>Salvatore Petriccione</strong> e <strong>Ciro Barretta</strong> (gli ultimi tre facenti parte del <strong>gruppo di fuoco</strong>, il primo il <strong>mandante</strong>), per il <strong>duplice omicidio</strong> avvenuto a <strong>Melito</strong>, in provincia di <strong>Napoli</strong>, il <strong>21 novembre 2004</strong>, di <strong>Domenico Riccio</strong>, considerato il riciclatore, o comunque il cassiere, di <strong>Abbinante Raffaele</strong> detto &#8220;<em>papele</em>&#8220;, appartenente alla frangia rivale degli <strong>scissionisti</strong>, e di <strong>Salvatore Gagliardi</strong>, anche lui morto in quell&#8217;<strong>agguato</strong> malgrado non fosse tra gli obiettivi della &#8220;<em>squadra di morte</em>&#8221; dei <strong>Di Lauro</strong> di istanza proprio a <strong>Melito</strong> durante la <strong>faida di Secondigliano</strong> del <strong>2004</strong>.</p>
<p><strong>Tamburrino</strong>, scrive il <strong>gip</strong> di Napoli <strong>Ambra Cerabona</strong> nell&#8217;ordinanza con la quale ha disposto le <strong>quattro misure cautelari</strong>, &#8220;<em>&#8230;rappresenta l&#8217;affiliato di livello superiore dei Di Lauro che ha portato all&#8217;attenzione degli inquirenti un patrimonio conoscitivo rilevantissimo in ordine ai periodi della faida del 2004</em>&#8220;. &#8220;<em>Il giorno dopo l&#8217;omicidio</em> &#8211; continua <strong>Tamburrino</strong> &#8211; <em>io e Marco</em> (<strong>Di Lauro</strong>, ndr) <em>eravamo da Cosimo</em> (il fratello di Marco, ndr), e si presentò <strong>Salvatore Petriccione</strong> (a cui ieri i <strong>carabinieri</strong> hanno notificato l&#8217;<strong>arresto</strong> per il <strong>duplice omicidio</strong>, ndr) e disse: &#8216;<em>hai visto, abbiamo risolto&#8217;</em>&#8220;. <strong>Cosimo</strong>, racconta ancora il <strong>collaboratore di giustizia</strong>, rispose: &#8220;<em>&#8216;si, abbiamo visto il telegiornale&#8217;</em>&#8220;. <strong>Cosimo</strong> chiese anche di due affiliati e <strong>Petriccione</strong> risposte che stavano a casa, riposando, &#8220;<em>&#8230;perché questa notte non hanno dormito pensando solo all&#8217;omicidio che dovevano commettere&#8230;</em>&#8220;.</p>
<h3>Le parole di Tamburrino sui Di Lauro: la famiglia Riccio</h3>
<p>Che il <strong>duplice omicidio</strong> di <strong>Domenico Riccio</strong> e di <strong>Salvatore Gagliardi</strong>, fosse inquadrabile nella cosiddetta alla <strong>faida di Scampia</strong> del <strong>2004</strong> e riconducibile al <strong>clan Di Lauro</strong>, i <strong>carabinieri</strong> e la <strong>Dda</strong> di <strong>Napoli</strong> lo avevano capito ma ulteriori conferme alle loro ipotesi giunsero dalla rabbia manifestata dai parenti di <strong>Riccio</strong>, in particolare dalle parole pronunciate da <strong>Benedetta Riccio</strong>, titolare della tabaccheria, figlia di <strong>Domenico</strong> e nipote di <strong>Gagliardi</strong>. Davanti ai <strong>corpi senza vita</strong> dei suoi parenti la donna auspicò la morte di tutta la <strong>famiglia Di Lauro</strong>: &#8220;<em>Gli devono uccidere tutti e dieci i figli. Quelli dell&#8217;Arco che vanno in giro con le Cbr</em> (modello di una moto, ndr)&#8221;. Per gli <strong>investigatori</strong> con quelle parole, la donna si era proprio scagliata contro i <strong>Di Lauro</strong>, che avevano la loro base logistica in una zona di <strong>Secondigliano</strong> detta proprio &#8220;<em>in mezzo all&#8217;Arco</em>&#8220;. Inoltre era noto a tutti che il capoclan <strong>Paolo Di Lauro</strong> avesse molti figli, <strong>undici</strong> per la precisione, uno però era deceduto <strong>deceduto</strong>: rimase vittima di un <strong>incidente stradale</strong> avvenuto proprio mentre era in sella a una moto <em>Cbr</em>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-272986 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Le-parole-di-Tamburrino-sui-Di-Lauro.png" alt="Le parole di Tamburrino sui Di Lauro" width="1148" height="645" /></p>
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		<title>Salvatore Di Lauro, &#8220;Terremoto&#8221; scarcerato una seconda volta</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 11:25:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arrestato a febbraio durante un blitz in cui finirono in manette 14 persone, Salvatore Di Lauro detto &#8220;Terremoto&#8221; (o F6 in quanto è il sesto figlio di Paolo Di Lauro, alias Ciruzzo ò milionario attualmente detenuto al regime carcerari del 41 bis), è stato scarcerato dal Tribunale del riesame. Negata, dunque, la richiesta della Procura. Accolta, invece, quella dell&#8217;avvocato difensore Vittorio Giaquinto. Il nome [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrestato a febbraio durante <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/28/napoli-droga-e-tentati-omicidi-blitz-contro-la-camorra-in-manette-terremoto-figlio-di-paolo-di-lauro/" target="_blank" rel="noopener">un blitz in cui finirono in manette 14 persone</a>, <strong>Salvatore Di Lauro</strong> detto &#8220;<em>Terremoto</em>&#8221; (o <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/06/camorra-colpo-al-clan-di-lauro-f6-come-il-padre-ciruzzo-o-milionario/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>F6</strong></em></a><em> </em>in quanto è il sesto figlio di <strong>Paolo</strong> <strong>Di Lauro</strong>, alias <em>Ciruzzo ò milionario</em> attualmente detenuto al regime carcerari del 41 bis), è stato scarcerato dal <strong>Tribunale del riesame</strong>.</p>
<p>Negata, dunque, la richiesta della Procura. Accolta, invece, quella dell&#8217;avvocato difensore <strong>Vittorio Giaquinto</strong>. Il nome di <em>Terremoto</em> era emerso da alcune intercettazioni che hanno arricchito gli elementi di indagine a disposizione degli inquirenti.</p>
<p>Il caso riguarda il periodo che va dal 2012 al 2014, in piena <em><strong>Terza faida di Scampia</strong></em>, quella in cui a farsi la guerra erano i “<em>girati</em>” della <strong>Vanella Grassi</strong> con il sodalizio <strong>Abete</strong>–<strong>Abbinante</strong>–<strong>Notturno</strong>.</p>
<p>I reati contestati dall&#8217;autorità giudiziaria sono stati dell’associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, favoreggiamento ed estorsioni (eseguite anche con la tecnica del <em>“cavallo di</em> ritorno” successiva a frequenti furti d’auto).</p>
<p>Già <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/06/blitz-anti-camorra-a-scampia-e-secondigliano-il-video-delloperazione-e-i-nomi-degli-arrestati/" target="_blank" rel="noopener">lo scorso mese di giugno c&#8217;è stata un&#8217;operazione</a> delle forze dell&#8217;ordine legata alla stessa vicenda durante la quale sono state arrestate 27 persone. Anche in quel caso <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/21/scarcerato-salvatore-lauro-figlio-del-boss-terremoto-torna-liberta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Salvatore Di Lauro </strong>è stato arrestato e poi scarcerato</a>.</p>
<p>In quell&#8217;occasione, per <em><strong>F6</strong></em>, sono stati esplosi numerosi fuochi d&#8217;artificio per accogliere <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener">il figlio di <em>&#8216;o Milionario</em></a> di nuovo libero nel suo quartiere. Probabilmente oggi accadrà la stessa cosa.</p>
<figure id="attachment_112868" aria-describedby="caption-attachment-112868" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2018/03/t4erremoto-1-768x494.jpg"><img decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-112868 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/t4erremoto-1-768x494-650x418-1.jpg" alt="Salvatore Di Lauro, &quot;Terremoto&quot; scarcerato una seconda volta" width="650" height="418" /></a><figcaption id="caption-attachment-112868" class="wp-caption-text">Salvatore Di Lauro</figcaption></figure>
<p><strong>Il video del blitz dello scorso giugno</strong><br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/f9kEry1fx1c" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Il primo arresto di Salvatore Di Lauro, detto &#8220;<em>Terremoto</em>&#8220;</strong><br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/XpuDNe6cbz8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Paolo Di Lauro dalla Polizia per colpa del figlio: svelato il mistero di &#8220;Pasquale&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 17:33:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 1998, <strong>Paolo Di Lauro</strong> fu convocato al Commissariato di polizia di <strong>Secondigliano</strong> a causa del comportamento aggressivo del figlio <strong>Nunzio</strong>. Quest&#8217;ultimo, infatti, aveva pestato a sangue un suo professore. Probabilmente qualcosa a scuola non era andato per il verso giusto: un richiamo, un litigio tra compagni, problemi con interrogazioni e compiti in classe (sempre se il ragazzo studiava ed era presente in classe). Insomma, <strong>Nunzio Di Lauro</strong> aveva subito un&#8217;offesa troppo grave per non essere vendicata. Lui, il figlio di &#8216;<em>Ciruzzo ò milionario</em> non poteva accettare nessuna umiliazione.</p>
<p>Così il giovane aveva pestato a sangue quel docente, senza aspettarsi che quest&#8217;ultimo lo avrebbe poi denunciato. Ecco che invece il professore si era recato dalla <strong>Polizia</strong>, raccontando tutto agli agenti che hanno immediatamente convocato il padre <strong>Paolo Di Lauro</strong>. È stata questa la prima e probabilmente unica volta in cui &#8216;<em>Ciruzzo ò milionario </em>è stato chiamato dalle &#8220;guardie&#8221;. Ma da solo, quel colloquio, è bastato agli investigatori a risolvere un enigma decisivo per la caccia al super boss di <strong>Secondigliano</strong>.</p>
<p>Infatti, già da qualche tempo gli inquirenti erano sulle tracce sul misterioso Re dell&#8217;area Nord di <strong>Napoli</strong>. Il &#8220;padrone&#8221; dal profilo basso, mai fuori posto, senza azioni eclatanti che ne potessero pregiudicare l&#8217;immagine e la sicurezza. <strong>Di Lauro</strong> era quasi come un fantasma, esaltato, difeso e venerato dalla gente del suo quartiere a cui garantiva lavoro e protezione. Eppure la sua presenza sul territorio era più che reale. Il &#8220;sistema&#8221; di &#8216;<em>Ciruzzo ò milionario</em> era più forte che mai, dopo la vittoria della faida contro <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/strage-del-bar-fulmine-kalashnikov-e-bombe-contro-il-clan-prestieri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Antonio Ruocco</strong> detto &#8216;<em>Capa è seccia</em></a>, <strong>Di Lauro </strong>aveva iniziato a rendere <strong>Secondigliano</strong> e <strong>Scampia</strong> il fulcro del narcotraffico europeo.</p>
<p>Per questo l&#8217;attività degli investigatori e dell&#8217;autorità giudiziaria si era fatto più complessa e difficile allo stesso tempo. Ma dalle intercettazioni di allora non erano ancora stati definiti e chiariti il profilo e il ruolo del boss. Ma dopo quell&#8217;episodio che aveva coinvolto <strong>Nunzio Di Lauro</strong>, permettendo alla <strong>Polizia</strong> di conoscere di persona &#8216;<em>o Milionario</em>, fu svelato il linguaggio in codice del clan. Agli inquirenti fu chiaro che un certo &#8220;<em>Pasquale</em>&#8220;, spesso nominato nelle intercettazioni, non era altro che <strong>Paolo Di Lauro</strong>. Grazie a questa scoperta nel 2002, quattro anni dopo il pestaggio del professore da parte del giovane Nunzio, il <strong>Tribunale di Napoli</strong> ha emesso il primo mandato di arresto per il padre Paolo. Ma &#8216;<em>Ciruzzo</em> era già latitante, sarà arrestato tre anni dopo (nel 2005) durante la faida contro gli scissionisti degli &#8216;<em>Spagnoli</em>, gli <strong>Amato</strong>&#8211;<strong>Pagano</strong>&#8211;<strong>Notturno</strong>&#8211;<strong>Abbinante</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/11/paolo-lauro-dalla-polizia-colpa-del-figlio-svelato-mistero-pasquale/">Paolo Di Lauro dalla Polizia per colpa del figlio: svelato il mistero di &#8220;Pasquale&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Maurizio Prestieri: &#8220;Per vendicare i miei fratelli hanno bruciato Negri vivo sotto la mia cella&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/maurizio-prestieri-per-vendicare-i-miei-fratelli-hanno-bruciato-negri-vivo-sotto-la-mia-cella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 05:07:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Strage del Bar Fulmine ha rappresentato lo spartiacque per la faida tra Paolo Di Lauro detto &#8216;Ciruzzo ò milionario e Antonio Ruocco alias &#8216;Capa è seccia. L&#8217;attacco mortale di quest&#8217;ultimo ai fratelli Raffaele e Rosario Prestieri è stato l&#8217;inizio di un&#8217;escalation di violenza che ha insanguinato Secondigliano e Scampia negli anni &#8217;90. [quads id=8] L&#8217;atto di guerra ha scatenato la feroce reazione del sodalizio Di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/strage-del-bar-fulmine-kalashnikov-e-bombe-contro-il-clan-prestieri/" target="_blank" rel="noopener"><em>Strage del Bar Fulmine</em></a> ha rappresentato lo spartiacque per la faida tra <strong>Paolo Di Lauro</strong> detto <em>&#8216;Ciruzzo ò milionario e</em> <strong>Antonio Ruocco</strong> alias &#8216;<em>Capa è seccia</em>. L&#8217;attacco mortale di quest&#8217;ultimo ai fratelli <strong>Raffaele</strong> e <strong>Rosario Prestieri</strong> è stato l&#8217;inizio di un&#8217;escalation di violenza che ha insanguinato <strong>Secondigliano </strong>e <strong>Scampia</strong> negli anni &#8217;90.</p>
<p>[quads id=8]</p>
<p>L&#8217;atto di guerra ha scatenato la feroce reazione del sodalizio <strong>Di Lauro</strong> &#8211; <strong>Prestieri</strong>. Prima l&#8217;agguato contro la madre e il fratello di <strong>Ruocco</strong> entrambi uccisi senza pietà. Un duplice omicidio che ha scatenato la contrarietà degli altri clan che comandavano a <strong>Napoli</strong> in quegli anni.</p>
<p>Ma &#8216;<em>o Milionario </em>non ne voleva sapere. Era sordo e cieco, mosso soltanto dalla sete di vendetta. Così la strategia della morte si è allargata andando a colpire anche coloro che hanno partecipato alla <em>Strage</em>.</p>
<p>Questo è il caso di <strong>Alfredo Negri</strong>, uno di quelli che aveva tradito i <strong>Di Lauro</strong> per consentire a &#8216;<em>Capa è seccia</em> di realizzare la <em>Strage</em>. “<em>Quando sequestrano a Negri vengono a bruciarlo vivo sotto la mia cella a Secondigliano. Dovevano ammazzarlo con un colpo in testa e poi dargli fuoco perché aveva partecipato alla strage. Ma questi hanno un colpo di genio, lo portano vivo e gli danno fuoco senza ucciderlo. Lui stava chiuso nel cofano di una macchina ed  io potevo sentirne le urla di dolore</em>”, queste le parole di <strong>Maurizio Prestieri</strong>, oggi collaboratore di giustizia e fratello di <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario</strong>.</p>
<p>Ma aver rapito, torturato e bruciato vivo <strong>Negri</strong> sotto la cella di <strong>Prestieri</strong>, affinché lui sentisse le sue urla e provasse &#8220;soddisfazione&#8221;, non ha placato la rabbia di <strong>Di Lauro</strong>. A farne le spese, in modo ancora più cruento, è stato <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/07/rocchino-traditore-di-di-lauro-e-prestieri-abbinante-gli-aveva-fracassato-il-cranio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rocco Capuozzo</strong> conosciuto come &#8216;<em>Rocchino</em></a>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo ha fatto da &#8216;<em>specchiettista</em> durante la <em>Strage</em>, in pratica ha confermato a <strong>Ruocco </strong>ed ai suoi uomini la presenza dei <strong>Prestieri</strong> al <strong>Bar Fulmine</strong>. Così, come raccontato da <strong>Maurizio Prestieri</strong>, “&#8217;<em>Rocchino praticamente si era occupato della logistica. Lui fu ammazzato da Antonio Abbinante, all’interno di un locale dove c’era altra gente. È stato uno degli omicidi più cruenti. Abbinante gli spara e lo colpisce, gli si avvicina per colpirlo alla testa ed ucciderlo, ma la pistola si è inceppata. Era una semiautomatica, il carrello era andato all’indietro e la canna era rimasta fuori. Abbinante era un killer affidabilissimo e per finirlo, senza pensarci due volte, con la canna della pistola gli ha fracassato il cranio. All’uscita dal carcere mi diedero una pezza con dentro la pistola usata da Abbinante e davanti a me la sciacquarono della materia celebrale di Rocchino</em>“.</p>
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		<title>&#8216;Rocchino, traditore di Di Lauro e Prestieri: &#8220;Abbinante gli aveva fracassato il cranio&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/10/07/rocchino-traditore-di-di-lauro-e-prestieri-abbinante-gli-aveva-fracassato-il-cranio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 22:44:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ammazzato mentre era dal barbiere per tagliarsi i capelli. Un locale molto frequentato, cosa che non ha impedito al killer Antonio Abbinante di entrare ed uccidere Rocco Capuozzo. &#8216;Rocchino, così come era chiamato nel quartiere, si era macchiato di una colpa molto grave. Aveva fatto da &#8216;specchiettista durante la &#8216;Strage del Bar fulmine, era il 18  maggio [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammazzato mentre era dal barbiere per tagliarsi i capelli. Un locale molto frequentato, cosa che non ha impedito al killer <strong>Antonio Abbinante</strong> di entrare ed uccidere <strong>Rocco Capuozzo</strong>. &#8216;<em>Rocchino</em>, così come era chiamato nel quartiere, si era macchiato di una colpa molto grave. Aveva fatto da &#8216;<em>specchiettista</em> durante la &#8216;<em><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/strage-del-bar-fulmine-kalashnikov-e-bombe-contro-il-clan-prestieri/" target="_blank" rel="noopener">Strage del Bar fulmine</a></em>, era il 18  maggio del 1992 e sotto i colpi dei kalashnikov e l&#8217;esplosione di una bomba, sono morte 4 persone e ne sono rimaste ferite 3.</p>
<p>Tra le vittime anche <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario Prestieri</strong> fedelissimi del boss <strong>Paolo Di Lauro</strong>. Il mandante della strage è stato <strong>Antonio Ruocco</strong> detto <em>&#8216;Capa è seccia</em> che si era ribellato a &#8216;<em>Ciruzzo ò milionario</em>. La vendetta di quest&#8217;ultimo è stata di una ferocia inaudita. Alla morte dei fratelli Prestieri sono seguiti altri agguati realizzati con una macabra violenza. Tra i primi a perdere la vita è stato <strong>Alfredo Negri</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Quando sequestrano a Negri vengono a bruciarlo vivo sotto la mia cella a Secondigliano. Dovevano ammazzarlo con un colpo in testa e poi dargli fuoco perché aveva partecipato alla strage. Ma questi hanno un colpo di genio, lo portano vivo e gli danno fuoco senza ucciderlo. Lui stava chiuso nel cofano di una macchina ed  io potevo sentirne le urla di dolore</em>&#8221; queste le parole di <strong>Maurizio Prestieri</strong>, fratello più piccolo di <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario</strong>.</p>
<p>Poi a pagare è stato <strong>Rocco Capuozzo</strong>, condannato a morte da <strong>Di Lauro </strong>e <strong>Prestieri</strong>. I due avevano commissionato ad <strong>Antonio Abbinante</strong> l&#8217;omicidio. Quest&#8217;ultimo, conosciuto come killer freddo e spietato, ha ammazzato Capuozzo in un modo davvero crudele. &#8220;<em>Rocchino praticamente si era occupato della logistica. Lui fu ammazzato da Antonio Abbinante, all&#8217;interno di un locale dove c&#8217;era altra gente. È stato uno degli omicidi più cruenti. Abbinante gli spara e lo colpisce, gli si avvicina per colpirlo alla testa ed ucciderlo, ma la pistola si è inceppata. Era una semiautomatica, il carrello era andato all&#8217;indietro e la canna era rimasta fuori. Abbinante era un killer affidabilissimo e per finirlo, senza pensarci due volte, con la canna della pistola gli ha fracassato il cranio. All&#8217;uscita dal carcere mi diedero una pezza con dentro la pistola usata da Abbinante e davanti a me la sciacquarono della materia celebrale di Rocchino</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Maurizio Prestieri</strong>.</p>
<figure id="attachment_88333" aria-describedby="caption-attachment-88333" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-88333 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2017-10-07-alle-00.06.10-300x194.png" alt="'Rocchino, traditore di Di Lauro ucciso dal barbiere: gli hanno fracassato cranio" width="300" height="194" /><figcaption id="caption-attachment-88333" class="wp-caption-text">Rocco Capuozzo, foto presa da Il Mattino</figcaption></figure>
<p>Ma la vendetta di <strong>Prestieri</strong> non era finita. All&#8217;uscita dal carcere il braccio destro di <strong>Di Lauro</strong> ha organizzato l&#8217;omicidio del figlio di <strong>Capuozzo</strong>. Il giovane è stato ucciso davanti agli occhi della madre con una calibro 38. Entrambi erano al cimitero, sulla tomba di &#8216;Rocchino. &#8220;<em>Pensai a tutto io, ne parlai a Di Lauro e lui mi disse di procedere ma di non partecipare perché ero appena tornato in libertà. Allora con un amico &#8216;specchiettista organizzai l&#8217;omicidio. Lui doveva vedere quando il ragazzo entrava al cimitero con la madre. Lei fu risparmiata perché doveva finire i suoi giorni con quella scena davanti agli occhi</em>&#8220;.</p>
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		<title>Paolo Di Lauro, il boss che non ha partecipato al funerale del figlio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 21:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio ruocco]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio prestieri]]></category>
		<category><![CDATA[paolo di lauro]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[strage del bar fulmine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Di Lauro sta scontando 29 anni di detenzione da trascorrere al regime del 41bis. La condanna è stata proclamata dai giudici a settembre del 2011. Ciruzzo &#8216;o milionario, così come viene chiamato, è stato arrestato il 16 settembre del 2005. Fino ad allora il suo dominio su Scampia e Secondigliano è stato senza rivali. La caduta del [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Paolo Di Lauro</strong> sta scontando 29 anni di detenzione da trascorrere al regime del 41bis. La condanna è stata proclamata dai giudici a settembre del 2011. <em>Ciruzzo &#8216;o milionario</em>, così come viene chiamato, è stato arrestato il 16 settembre del 2005. Fino ad allora il suo dominio su <strong>Scampia</strong> e <strong>Secondigliano</strong> è stato senza rivali. La caduta del boss è stata segnata da quella che tutti conoscono come la <em>faida degli Scissionisti</em>. Una guerra che ha insanguinato le strade di <strong>Napoli</strong> per diversi anni.</p>
<p>Così come un&#8217;altra faida ha rappresentato per <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/06/aniello-la-monica-lorigine-della-faida-scampia-sospeso-paolo-lauro/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Paolo Di Lauro</strong></a>, il trampolino di lancio verso il trono dell&#8217;area Nord della città. Quella vinta contro <strong>Antonio Ruocco </strong>detto <em>Capa &#8216;è seccia</em>. Anche questa è stata una guerra crudele scatenata dalla furia omicida di Ruocco, artefice della famosa <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/strage-del-bar-fulmine-kalashnikov-e-bombe-contro-il-clan-prestieri/" target="_blank" rel="noopener"><em>Strage del Bar Fulmine</em></a>. Era il 18 maggio del 1992, quando sotto le pallottole dei kalashnikov e l&#8217;esplosione di una bomba, 4 persone sono morte e 3 sono rimaste e ferite. Tra le vittime c&#8217;erano i fratelli <strong>Prestieri</strong>, <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario</strong>.</p>
<p>La perdita è stata talmente dolorosa per <em>Ciruzzo ò milionario</em> che la sua reazione è stata senza pietà. Così dopo essersi impossessato definitivamente di <strong>Scampia </strong>e <strong>Secondigliano</strong>, <strong>Di Lauro</strong> ha trasformato il suo quartiere nel mercato del narcotraffico più grande d&#8217;<strong>Europa</strong>. Ma per &#8216;<em>ò Milionario</em> non erano solo affari e potere ad essere cresciuti. Anche la famiglia del boss era diventata grande, promettendo di far divenire quella dei <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Di Lauro</strong></a> una delle dinastie più longeve della storia criminale napoletana.</p>
<p><strong>Cosimo</strong>, <strong>Vincenzo</strong>, <strong>Ciro</strong>, <strong>Marco</strong>, <strong>Nunzio</strong>, <strong>Salvatore</strong>, <strong>Antonio</strong>, <strong>Raffaele</strong>, <strong>Domenico</strong> e <strong>Giuseppe</strong>. Quest&#8217;ultimo è l&#8217;unico di 10 figli a non aver avuto problemi con la giustizia. Quasi tutti gli altri hanno avuto delle condanne trascorrendo molti anni in cella. Quasi, perché <strong>Domenico Di Lauro</strong> non ha avuto il tempo di scegliere se intraprendere la vita del padre e dei fratelli o provare a cambiare strada. Proprio quest&#8217;ultima se l&#8217;è portato via dopo un violento incidente con una motocicletta.</p>
<p>Il giovane appena 17enne è morto agonizzante in ospedale a causa dei traumi subiti. Nessun familiare si sarebbe fatto vedere al suo capezzale durante il ricovero. Neanche il super boss, <em>Ciruzzo &#8216;ò milionario</em> è riuscito a dare l&#8217;ultimo saluto al più giovane dei suoi figli. All&#8217;epoca <strong>Paolo Di Lauro </strong>era latitante, e nonostante sia stato uno degli uomini più potenti del paese, &#8216;<em>o Milionario</em> non è potuto stare vicino a suo figlio prima che morisse. Una leggenda narra che nei giorni in cui <strong>Domenico Di Lauro</strong> era in terapia intensiva, un uomo misterioso con addosso una tunica di monaco, era andato a trovarlo. Quell&#8217;uomo sarebbe stato suo padre.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aniello La Monica: l&#8217;origine della faida di Scampia e il conto in sospeso con Paolo Di Lauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 14:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aniello la monica]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[eduardo la monica]]></category>
		<category><![CDATA[paolo di lauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Di Lauro ha costruito uno dei clan più potenti di sempre, ma la sua storia non nasce dal nulla. Ciruzzo &#8216;o milionario era il preferito di un altro potente capo della camorra, Aniello La Monica. Negli anni &#8217;80 Anielluccio &#8216;o pazz, così chiamavano La Monica a causa della sua crudeltà e spietatezza, comandava a [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/06/aniello-la-monica-lorigine-della-faida-scampia-sospeso-paolo-lauro/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Aniello La Monica: l&#8217;origine della faida di Scampia e il conto in sospeso con Paolo Di Lauro</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><strong>Paolo Di Lauro</strong> ha costruito uno dei clan più potenti di sempre, ma la sua storia non nasce dal nulla. Ciruzzo &#8216;o milionario era il preferito di un altro potente capo della camorra, <strong>Aniello La Monica</strong>. Negli anni &#8217;80 <em>Anielluccio &#8216;o pazz</em>, così chiamavano La Monica a causa della sua crudeltà e spietatezza, comandava a Secondigliano e non aveva rivali. In molti lo conoscevano come &#8220;Il Macellaio&#8221; perchè aveva l&#8217;abitudine non solo di uccidere le proprie vittime, ma anche di asportarne il cuore. Nel quartiere era considerato un re, praticava contrabbando di sigarette, estorsioni e rapine ed era legato al camorrista <strong>Michele Zaza</strong>. Entrambi i boss avevano in comune l&#8217;ammirazione per i mafiosi siciliani e l&#8217;organizzazione di Cosa Nostra, insieme operavano nel sistema di contrabbando di sigarette e si dividevano due zone distinte della città. Nel corso di un interrogatorio <strong>Gaetano Guido</strong> racconta: &#8220;<em>Nel 1980, a Secondigliano, non esisteva ancora un riferimento al clan Licciardi (ndr clan di Secondigliano che ha la sua roccaforte nella Masseria Cardone). Chi contava in quegli anni era il solo Aniello La Monica.,  il più feroce avversario di Raffaele Cutolo. Lui abitava &#8220;miezz all&#8217;arco&#8221; in una costruzione alla quale si accedeva in una costruzione alla quale si accedeva dalla strada attraverso un grosso cancello di ferro, vicino alla sua abitazione vi era un bar, che noi usavamo come punto di ritrovo</em>&#8220;.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-88310" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-3-10-300x119.png" alt="" width="900" height="356" /></strong></p>
<p><strong>Paolo Di Lauro nel clan La Monica.</strong>  Nella sua carriera La Monica aveva reclutato tanti giovani disoccupati e disperati che cercavano facili guadagni, tra questi anche <strong>Paolo Micillo</strong>, <strong>Mimì Silvestri</strong>, <strong>Raffaele Abbinante</strong>,<strong> Rosario Pariante</strong>, <strong>Raffaele Prestieri</strong>, <strong>Enrico D&#8217;Avanzo</strong>, <strong>Giuseppe Ruocco</strong> e<strong> Paolo Di Lauro</strong>. Don Aniello ammirava la meticolosità, l&#8217;intelligenza e la riservatezza di Ciruzzo &#8216;o milionario, ma sapeva benissimo che proprio per questo doveva stare attento a quel ragazzo diventato uno dei suoi uomini di fiducia, che aveva adottato come un figlio all&#8217;età di 20 anni. Quando gli affari del clan, basati principalmente sulle estorsioni, cemento e contrabbando, non bastavano agli affiliati a cui faceva gola la ricca fetta del mercato di droga, Di Lauro organizzò un summit con gli altri affiliati per fare fuori il boss. Aniello nel frattempo preparò un agguato contro di lui &#8216;miez all&#8217;arco a Secondigliano prevedendo le mosse del sottoposto, ma Di Lauro rimase illeso. Qualche giorno dopo, il 1 maggio del 1982, il boss di Secondigliano fu fatto fuori e per tre giorni i negozi della zona restano chiusi per ordine del clan. <strong>Antonio Ruocco</strong> racconta: &#8220;<em>Appresi direttamente da Raffaele Abbinante, che aveva partecipato all&#8217;agguato, come si erano svolti i fatti. Mi fu riferito che avevano fatto una telefonata a La Monica attirandolo fuori casa con la scusa di fargli acquistare brillanti. Aniello era caduto nella trappola così scesero dalla macchina e investirono il boss e poi gli spararono. Sull&#8217;auto c&#8217;era anche Ciruzzo o milionario, Raffaele Prestieri, che guidava, e Rosario Pariant</em>e&#8221;. Nasce la cupola del clan di Lauro che in breve tempo si organizza nel quartiere di Secondigliano dove la presenza dei Licciardi era divenuta nel frattempo predominante. A quel punto Paolo Di Lauro riesce ad acquistare la droga da venditori di fiducia e insieme a Raffaele Amato, affiliato presente in Spagna, ad avere un contatto diretto con i colombiani.</p>
<p><strong>La vendetta dopo vent&#8217;anni.</strong> Passano vent&#8217;anni dall&#8217;ascesa del clan, <strong>Paolo Di Lauro</strong> venne arrestato il 16 settembre 2005, si trovava in una casa umile a Secondigliano. A tradire il boss senza volto, che aveva passato una vita a nascondersi divenendo una leggenda, fu un vizio di gola. Tutto il quartiere si riunì fuori al nascondiglio per vedere finalmente il volto del boss, ma anche in quella occasione Di Lauro camminò con la testa abbassata per non farsi vedere. Gli investigatori, sulle tracce del boss, iniziarono a seguire anche le donne vicine al clan e notarono che una di queste faceva la spesa e comprava pezzogne e salmone: pesce preferito da Di Lauro. Qualche giorno dopo in Tribunale durante il processo, in cui sono presenti anche gli Scissionisti, Ciruzzo &#8216;o milionario e il figlio Vincenzo iniziarono a fare degli strani segnali che fanno impazzire i cronisti che al momento non ne capiscono il significato: gesti che indicano la barba, il volante, i polsi e l&#8217;anulare. I fatti di cronaca successivi svelarono il mistero. Il giorno dopo <strong>Eduardo La Monica</strong>, 29 anni e nipote di Aniello, venne trovato ammazzato nel portabagagli di una macchina di lusso abbandonata in una discarica di rifiuti poco distante dalla Rotonda di Arzano. La vittima era incensurata, gestore di un&#8217;autorimessa a Secondigliano, ma la sua morte avvenuta in seguito a terribili torture fa subito pensare alla faida tra il clan Di Lauro. La Monica prima di essere ucciso era stato torturato come un traditore, i suoi assassini gli avevano spezzato i polis, tagliato la lingua, mozzato le orecchie, cavato gli occhi e tracciato una croce sulle labbra. Un delitto di camorra messo in scena per punire chi aveva parlato. Dopo vent&#8217;anni, in cui il clan La Monica era alleato ormai ai Di Lauro, il nipote si era vendicato per l&#8217;omicidio di Aniello La Monica, aveva tradito forse involontariamente il boss Paolo Di Lauro dando probabilmente informazioni sul suo nascondiglio. Il conto in sospeso era stato finalmente chiuso.</p>
<p>Per l&#8217;omicidio vennne arrestato <strong>Daniel Pacewicz</strong>, il 26enne polacco che lavorava alle dipendenze della vittima. L&#8217; immigrato fu colto in flagranza, 17 ore dopo il delitto, mentre caricava il corpo seviziato. Daniel raccontò di aver dovuto ubbidire agli ordini della camorra: &#8220;Gli assassini bussarono al cancello del garage. E fu il mio titolare, Eduardo La Monica, ad aprire la porta. Li conosceva, si salutarono chiamandosi per nome. Sembrava che fosse un incontro senza sorprese. Anche se erano le 4 del mattino. Si chiusero nello stanzino, e li sentii alzare la voce. Poi i colpi sordi, i rumori. E le urla&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/06/aniello-la-monica-lorigine-della-faida-scampia-sospeso-paolo-lauro/">Aniello La Monica: l&#8217;origine della faida di Scampia e il conto in sospeso con Paolo Di Lauro</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Dario Scherillo ucciso a 26 anni per errore: è vittima della prima faida di Scampia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 12:43:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La prima faida di Scampia ha provocato oltre 70 morti in un solo anno, oltre ad affiliati e fiancheggiatori dei clan hanno perso la vita anche persone innocenti. La prima guerra di &#8220;Gomorra&#8221;, detta anche faida di Secondigliano, esplode nel novembre 2004 e dura fino a marzo 2005, si sviluppa principalmente nei quartieri di Scampia, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prima <strong>faida di Scampia</strong> ha provocato oltre 70 morti in un solo anno, oltre ad affiliati e fiancheggiatori dei clan hanno perso la vita anche persone innocenti. La prima guerra di &#8220;Gomorra&#8221;, detta anche faida di Secondigliano, esplode nel novembre 2004 e dura fino a marzo 2005, si sviluppa principalmente nei quartieri di Scampia, ma coinvolge anche altre zone della periferia Nord di Napoli: Secondigliano, Melito, Marano, Mugnano, Casavatore, Arzano, Giugliano e Bacoli. E&#8217; la guerra del<strong> clan Di Lauro</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/">capeggiato prima da<strong> Paolo Di Lauro</strong> e poi dai figli</a>, contro gli &#8220;<strong>Scissionisti</strong>&#8220;, gruppo nato da una costola dei Di Lauro con a capo il boss <strong>Raffaele Amato</strong>. Lo scontro nasce dal momento in cui Di Lauro, raggiunto da un provvedimento restrittivo e la latitanza, lascia spazio al figlio Cosimo, suo primogenito (in carcere al 41bis a scontare una condanna di 30 anni). Il ragazzo ben presto inizia a screditare il ruolo di coloro che avevano aiutato Ciruzzo &#8216;o Milionario a raggiungere il potere (Abate-Notturno, Abbinante, i Marino e soprattutto gli Amato Pagano). I clan giungono dunque alla scissione, a causa dello scontento che si era creato nello storico sodalizio criminale, con l&#8217;omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, il primo luogotenente e pupillo di Di Lauro junior. Una vera dichiarazione di guerra che apre le porte a omicidi, vendette e attentati.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-87991 " src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_3-24.png" alt="" width="218" height="274" />Dario Scherillo</strong> è una vittima innocente di questo feroce scontro tra gruppi di camorra. Dario era un ragazzo di 26 anni, abitava a Casavatore ed era incensurato, fu ucciso la sera del 6 dicembre 2004. Tornava a casa in sella al suo scooter dopo una giornata di lavoro in un&#8217;agenzia di pratiche automobilistiche a Secondigliano. Un banale scambio di persona costò la vita al giovane, morto ucciso dai colpi di pistola senza avere alcuna colpa. Il suo omicidio fu subito collegato alla faida di Scampia, si pensava che il ragazzo avesse qualche legame con i clan o che fosse venuto a conoscenza di qualche segreto. Solo dopo molti anni fu fatta chiarezza sulla tragedia ne<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/02/notturno-e-riccio-confessano-35-omicidi-la-scia-di-sangue-lasciata-dalla-faida-di-secondigliano/">l famoso verbale del pentito <strong>Pasquale Riccio</strong></a> del 18 marzo 2015. L&#8217;ex degli Abbinante raccontò:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Fu un omicidio commesso dagli Scissionisti, ne sentii parlare da Rito Calzone, che mi disse che vi era stato uno scambio di persona, relativo alla vittima da abbattere&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>I parenti di Dario Scherillo fin dall&#8217;omicidio del ragazzo si sono battuti per far emergere l&#8217;innocenza del 26enne, ma solo le parole del pentito sono riuscite a mostrare agli occhi di tutti chi era davvero quel ragazzo in sella allo scooter morto per un tragico scambio di persona. Il fratello della vittima, Pasquale, ha raccontato:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Dario aveva lo stesso scooter, dello stesso colore e con una targa simili a quello del pusher della zona che fino a pochi minuti prima aveva stazionato in quella strada. Era innocente. Si trovava nel posto sbagliato, al momento sbagliato&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Quella scissione avvenuta nel 2004 costò la vita anche ad altri innocenti come <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/09/30/gennaro-notturno-killer-pentito-tatuato-le-iniziali-due-vittime-gelsomina-antonio/"><strong>Antonio Landieri</strong></a>, disabile ucciso per errore ai Sette Palazzi il 6 novembre 2004 e <strong>Attilio Romanò</strong>, ucciso per errore a gennaio 2005. A far luce sugli omicidi e su quei mesi di terrore è stato il duro lavoro della magistratura congiunto ai pentimenti eccellenti avvenuti in quegli anni. Una guerra terminata solo in apparenza con l&#8217;arresto di Paolo Di Lauro, avvenuta il 16 settembre 2005, e il bacio in un&#8217;aula di tribunale tra il boss e <strong>Vincenzo Pariante</strong>, elemento di spicco del clan degli Scissionisti. Il traffico di stupefacenti non si è mai fermato nella zona Nord di Napoli e con il tempo sono poi tornati gli scontri tra clan e le relativi vittime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/04/dario-scherillo-ucciso-26-anni-errore-vittima-della-faida-scampia/">Dario Scherillo ucciso a 26 anni per errore: è vittima della prima faida di Scampia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Notturno e Riccio confessano 35 omicidi: la scia di sangue lasciata dalla faida di Secondigliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 13:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È iniziata nel 2004 mietendo centinaia di vite fino alla fine del 2005, quando gli arresti di Raffaele Amato prima e Paolo Di Lauro poi hanno segnato una tregua. La prima faida di Scampia &#8211; Secondigliano tra il clan Di Lauro e il sodalizio scissionista Amato &#8211; Pagano (appoggiato dai Marino &#8211; Abete &#8211; Abbinante &#8211; Notturno) ha avuto due seguiti: uno dal 2005 al 2009 e un terzo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È iniziata nel 2004 mietendo centinaia di vite fino alla fine del 2005, quando gli arresti di <strong>Raffaele Amato </strong>prima e <strong>Paolo Di Lauro</strong> poi hanno segnato una tregua. La prima faida di <strong>Scampia</strong> &#8211; <strong>Secondigliano</strong> tra il clan <strong>Di Lauro</strong> e il sodalizio scissionista <strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong> (appoggiato dai <strong>Marino</strong> &#8211; <strong>Abete</strong> &#8211; <strong>Abbinante </strong>&#8211; <strong>Notturno</strong>) ha avuto due seguiti: uno dal 2005 al 2009 e un terzo dal 2012 al 2014, per un totale di più di 300 morti.</p>
<p>Le dichiarazioni di <strong>Gennaro Notturno </strong>e <strong>Pasquale Riccio</strong>, diventati collaboratori di giustizia, hanno permesso agli inquirenti di fare chiarezza su diversi omicidi. Al vaglio degli investigatori ce ne sono almeno 35. Da quando ha deciso di pentirsi &#8216;<em>o Sarracino</em> ha svelato diversi retroscena in merito alla prima faida, quella che ha dato inizio alla guerra tra i <strong> Di Lauro</strong> e gli <em><strong>Scissionisti</strong></em>.</p>
<p>Come riportato da <em>Il Roma</em> si tratta, in ordine cronologico, di <strong>Domenico Fulchignoni</strong> (28 luglio del 2003), <strong>Massimo Mele</strong> (7 ottobre del 2003), <strong>Raffaele Duro </strong>e <strong>Salvatore Panico</strong> (22 gennaio del 2004), <strong>Francesco Giannino</strong> (22 marzo del 2004), <strong>Federico Bizzarro</strong> (26 aprile del 2004), <strong>Vincenzo Arciello</strong> (6 agosto del 2004), <strong>Mariano Nocera</strong> (2 settembre del 2004), <strong>Luigi Aliberti </strong>(29 settembre del 2004), <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/02/labbiamo-ucciso-la-sua-testa-diventato-un-pallone-le-confessioni-choc-notturno/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Salvatore De Magistris</strong></a> (30 ottobre del 2004), <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/02/labbiamo-ucciso-la-sua-testa-diventato-un-pallone-le-confessioni-choc-notturno/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gaetano De Pasquale</strong></a> (1 novembre del 2004), <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/02/labbiamo-ucciso-la-sua-testa-diventato-un-pallone-le-confessioni-choc-notturno/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gennaro Emolo</strong></a> (20 novembre del 2004), <strong>Mario Mauriello</strong>, <strong>Mario Maisto</strong> e <strong>Stefano Maisto</strong> (9 novembre del 2004), <strong>Biagio Migliaccio </strong>(20 novembre del 2004), <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/09/30/gennaro-notturno-killer-pentito-tatuato-le-iniziali-due-vittime-gelsomina-antonio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gelsomina Verde</strong></a> (21 novembre del 2004), <strong>Riccio Domenico</strong> e <strong>Salvatore Gagliardi</strong> (21 novembre del 2004), <strong>Salvatore Abbinante</strong> (24 novembre del 2004), <strong>Antonio Esposito </strong>(25 novembre del 2004), <strong>Massimiliano De Felice</strong> (28 novembre del 2004), <strong>Massimo Marino</strong> (11 dicembre del 2004), <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/13/faida-di-secondigliano-riccio-de-luise-ammazzato-da-barretta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Antonio De Luise</strong></a> (11 dicembre del 2004), <strong>Pasquale Galasso</strong> (18 novembre del 2004), <strong>Vincenzo Iorio</strong> (20 dicembre del 2004), <strong>Emanuele Leone</strong> (27 dicembre del 2004), <strong>Crescenzo Marino</strong> (2 gennaio del 2005), <strong>Carmela Attrice</strong> (15 gennaio del 2005), <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/02/labbiamo-ucciso-la-sua-testa-diventato-un-pallone-le-confessioni-choc-notturno/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Antonio Ruggiero</strong></a> (21 gennaio del 2005), <strong>Vincenzo Di Gennaro</strong> (29 gennaio del 2005), <strong>Giovanni Orabona</strong>, <strong>Antonio Patrizio</strong> e <strong>Giuseppe Pizzone</strong> (31 gennaio del 2005), <strong>Davide Chiarolanza</strong> (31 marzo del 2005).</p>
<figure id="attachment_87610" aria-describedby="caption-attachment-87610" style="width: 518px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-87610" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-1-27-300x139.jpg" alt="Notturno confessa 35 omicidi: la scia di sangue lasciata dalla faida di Secondigliano" width="518" height="240" /><figcaption id="caption-attachment-87610" class="wp-caption-text">La tabella riportata da Il Roma con la ricostruzione dei 35 omicidi commessi nella fase iniziale della faida tra i Di Lauro e gli Amato &#8211; Pagano</figcaption></figure>
<p>In particolare <strong>Notturno</strong> ha raccontato i dettagli dell&#8217;omicidio di <strong>De Felice</strong> ucciso perché cognato di <strong>Guido Abbinante</strong>, boss dell&#8217;omonimo clan. L&#8217;assassino è stato <strong>Nicola Todisco</strong> affiliato ai <strong>Prestieri</strong>, in particolare ad <strong>Antonio Pica</strong> per il quale gestiva una piazza di spaccio. Pica e Prestieri sono stati convinti dai <strong>Di Lauro </strong> ad organizzare l&#8217;agguato.</p>
<p><strong>Pasquale Galasso</strong>, invece, è stato ucciso per un duplice motivo: uno è relativo ad un debito di 2mila euro, il secondo riguarda l&#8217;acquisto di una casa utilizzata dai <strong>Prestieri</strong> come base logistica. Galasso è morto in un biliardo mentre era ad un tavolo da gioco è stato ucciso &#8220;<em>con le carte in mano</em>&#8220;.</p>
<p>Poi emerge l&#8217;unico delitto in cui ad uccidere è stato uno dei figli del boss <strong>Di Lauro</strong> detto &#8216;<em>Ciruzzo ò milionario</em>. Si tratta di <strong>Nunzio</strong> che secondo i pentiti ha ammazzato <strong>Emanuele Leone </strong>perché amico di <strong>Carmine Pagano</strong> alias &#8216;<em>Angioletto</em>.</p>
<p>Poi, ecco i dettagli sulla &#8216;<em>Strage di Casavatore</em> dove hanno perso la vita <strong>Giovanni Orabona</strong>, <strong>Antonio Patrizio </strong>e <strong>Giuseppe Pizzone</strong>. I killer sarebbero <strong>Salvatore Cipoletta</strong>, <strong>Luigi Barretta</strong>, <strong>Giovanni Esposito</strong> e <strong>Massimiliano Vinciguerra</strong>. I quattro sarebbero stati appoggiati da <strong>Savio Mele</strong> e <strong>Salvatore Dell&#8217;Oioio</strong>. Ad organizzare l&#8217;incontro che ha unito le tre vittime è stato <strong>Cesare Pagano</strong> invitandoli ad una partita di carte che ha avuto la funzione di esca. Durante la sfida il gruppo di fuoco, i cui membri indossavano le pettorine da poliziotto, hanno fatto irruzione nell&#8217;appartamento, li hanno ammanettati, portati via in auto e poi uccisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/02/notturno-e-riccio-confessano-35-omicidi-la-scia-di-sangue-lasciata-dalla-faida-di-secondigliano/">Notturno e Riccio confessano 35 omicidi: la scia di sangue lasciata dalla faida di Secondigliano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Maurizio Prestieri racconta in tv a Roberto Saviano: &#8220;Uccidemmo un innocente a Melito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 08:55:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 4 ottobre debutta in Italia in prima tv assoluta &#8220;Kings of Crime&#8221;, la serie factual che verrà poi trasmessa anche in America Latina, Spagna, Portogallo, Francia e Germania. <strong>Roberto Saviano</strong> torna in video per raccontare il crimine organizzato nella serie evento che, attraverso tre biografie e una lunga intervista, farà conoscere al pubblico a casa le logiche interne di camorra, &#8216;Ndrangheta e i cartelli della droga messicani. Il racconto del giornalista avviene all&#8217;interno dell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università di Bologna dove verrà illustrato e narrato un ricco archivio video di materiali originali delle forze dell&#8217;ordine, atti giudiziari, interviste e immagini inedite.</p>
<p>Il 4 ottobre Roberto Saviano racconta la storia di Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo &#8216;O Milionario, uno dei boss più potenti della periferia Nord di Napoli. Al termine della storia verrà anche mostrata l&#8217;inedita intervista a <strong>Maurizio Prestieri</strong>, collaboratore di giustizia e uomo di fiducia per oltre vent&#8217;anni del capo del clan Di Lauro. Le parole del pentito offrono un chiaro scenario della mentalità camorristica e fanno luce anche su alcuni episodi cruenti di omicidi avvenuti proprio durante il corso delle guerre per il controllo delle piazze di spaccio.</p>
<p>Durante l&#8217;intervista Prestieri racconta un episodio di cronaca che ha scosso molto la città e il paese intero, l&#8217;omicidio di Melito in cui fu uccisa una vittima innocente. Il collaboratore di giustizia dice a Roberto Saviano:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il ragazzo fu ammazzato per errore perché dovevamo uccidere un altro giovane che dava fastidio ai cantieri delle famiglie a Marano. Noi killer non conoscevamo la vittima e ce la doveva indicare il nipote di un imprenditore della zona. Il segnale per far partire l&#8217;omicidio era la stretta di mano, ma il ragazzo diede la mano alla persona sbagliata così uccidemmo un innocente. Mentre la vittima era a terra ancora in vita il ragazzo gridava &#8216;No, no&#8217; però a quel punto i killer lo finirono lo stesso. La cosa che mi ha colpito di questa storia più di tutto è che la mamma di questo ragazzo andò in tutte le trasmissioni per dire che il figlio non era camorrista ma nessuno la credeva&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Quando inizia la distruzione del clan di Paolo Di Lauro gli uomini più vicini al boss come Maurizio Prestieri sono costretti a lasciare il rione Monterosa. In questo contesto nasce il pentimento del boss le cui dichiarazioni porteranno a risultati nel contrasto di stupefacenti tra Scampia e Secondigliano.</p>
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