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	<title>marco pannella Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>marco pannella Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Pomigliano d&#8217;Arco, intitolato uno slargo a Marco Pannella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 14:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Importante appuntamento domani a Pomigliano d&#8217;Arco. Alle ore 18 sarà  intitolato lo slargo adiacente il Palazzo Baronale (piazza Municipio) a Marco Pannella, storico leader radicale. Parteciperanno alla cerimonia Maurizio Turco (segretario del Partito Radicale), Rita Bernardini (già parlamentare, componente del Consiglio Generale del Partito Radicale), il parlamentare Roberto Giachetti, il già europarlamentare Ernesto Caccavale, il tesoriere nazionale dell’Unione [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Importante appuntamento domani a <strong>Pomigliano d&#8217;Arco</strong>. Alle ore <strong>18</strong> sarà  intitolato lo slargo adiacente il <strong>Palazzo Baronale</strong> (<strong>piazza Municipio</strong>) a <strong>Marco Pannella</strong>, storico leader radicale.</p>
<p>Parteciperanno alla cerimonia <strong>Maurizio Turco</strong> (segretario del Partito Radicale), <strong>Rita Bernardini</strong> (già parlamentare, componente del Consiglio Generale del Partito Radicale), il parlamentare <strong>Roberto Giachetti</strong>, il già europarlamentare <strong>Ernesto Caccavale</strong>, il tesoriere nazionale dell’Unione Camere Penali <strong>Giuseppe Guida</strong>, <strong>Matteo Angioli</strong> (autore di “Una libertà felice – La mia vita”) e <strong>Lello Russo</strong>, sindaco della città di Pomigliano d’Arco.</p>
<p>A moderare l’evento, <strong>Salvatore Del Giudice</strong> presidente dell’associazione <em>Giovani Giuristi Vesuviani</em> (<strong>GGV</strong>). <strong>Pannella</strong>, deceduto nel 2016 a 86 anni, è stato un politico protagonista di tante battaglie di libertà.</p>
<p>Nonostante il <strong>Partito Radicale</strong> non sia mai stato forza di governo, grazie alla lotta non violenta, alla disobbedienza civile e all&#8217;uso dei referendum, <strong>Pannella</strong> e i radicali hanno cambiato l&#8217;<strong>Italia</strong> con l&#8217;introduzione del divorzio e dell&#8217;aborto.</p>
<p>Ma non si possono dimenticare le sfide più grande, quelle per una giustizia giusta, lo Stato di diritto e l&#8217;anti proibizionismo. I diritti umani e civili (come il fine vita) sono stati sempre il focus principale di <strong>Pannella </strong> e del suo partito. Basti pensare all&#8217;approvazione all&#8217;<strong>Onu</strong> della moratoria contro la pena di morte.</p>
<p><strong>IL VIDEO &#8211;</strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/BS1lrJdQFxM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-8-86.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-174045 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-8-86.jpg" alt="Pomigliano d'Arco, intitolato uno slargo a Marco Pannella" width="650" height="823" /></a></p>
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		<title>Intervista a Marco Cappato: &#8220;Dj Fabo vittima della mancanza di democrazia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 11:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[luca coscioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una vita dedicata alla politica quella di Marco Cappato, militante radicale fin da quando era un adolescente e testimonial di numerose battaglie, in primis quelle dedicate alla tutela dei diritti dei malati. La sua attività con l&#8217;Associazione Luca Coscioni ha permesso di rendere conoscibili alcuni temi che riguardano il rapporto tra antiproibizionismo, libertà, etica, morale e [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/13/intervista-a-marco-cappato-dj-fabo-vittima-della-mancanza-di-democrazia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Intervista a Marco Cappato: &#8220;Dj Fabo vittima della mancanza di democrazia&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una vita dedicata alla politica quella di <strong>Marco Cappato</strong>, militante radicale fin da quando era un adolescente e testimonial di numerose battaglie, <em>in primis</em> quelle dedicate alla tutela dei diritti dei malati. La sua attività con l&#8217;<strong>Associazione Luca Coscioni</strong> ha permesso di rendere conoscibili alcuni temi che riguardano il rapporto tra antiproibizionismo, libertà, etica, morale e laicità. Il metodo radicale ereditato dallo storico leader <strong>Marco Pannella</strong>, che ha dato il via a queste iniziative di grande rilievo politico (su tutte quella che riguarda la <em>legge 40</em> sulla <strong>fecondazione assistita</strong>), ha permesso di trasportare la passione e la coscienza civile dei militanti su un&#8217;altro tema che è ormai maturo per l&#8217;opinione pubblica italiana: l&#8217;<strong>eutanasia</strong>. Nonostante il mondo radicale stia vivendo un periodo turbolento, caratterizzato da divisioni interne e dal rischio della chiusura del Partito (se non dovesse essere raggiunto l&#8217;obiettivo dei 3.000 iscritti), l&#8217;attività politica prosegue senza sosta.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-54165" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/intervista-a-marco-cappato-dj-fabo-vittima-della-mancanza-di-democrazia-2.jpg" alt="" width="701" height="440" /></p>
<p>Il caso relativo a <strong>dj Fabo</strong> costretto a morire in Svizzera con il &#8220;<em>suicidio assistito</em>&#8220;, ha scosso il paese ancora indietro, dal punto di vista legislativo, sulle tematiche inerenti ai <em>diritti civili</em>. <strong>Pannella</strong> e il <strong>Partito Radicale</strong> da sempre hanno anticipato i tempi lanciando nel dibattito politico questioni che si sono rivelate, dopo anni, fulcro del nostro vivere civile. <strong>Cappato</strong> e l&#8217;<strong>Associazione Coscioni</strong> proseguono in questa direzione, attraverso il metodo non violento della disobbedienza civile e in attesa che il parlamento faccia la sua parte, senza che sia continuamente scalzato, nelle sue funzioni, dai giudici.</p>
<p><strong>Dj Fabo è stato l&#8217;ennesimo esempio di un paese sordo e cieco rispetto alla questione dei diritti civili. Perché l&#8217;Italia è così indietro su questi temi?<br />
</strong><em>Perché non c&#8217;è democrazia, non si affrontano le questioni sulla base di veri dibattiti parlamentari che coinvolgano l&#8217;opinione pubblica attraverso il sevizio pubblico di informazione radiotelevisiva. Quasi tutto si decide nei corridoi, riducendo la politica a giochi di palazzo e di potere. Parlare di vita e di morte diventa destabilizzante, perché saltano gli schemi.</em></p>
<p><strong>Lei si è autodenunciato dando vita all&#8217;ennesima disobbedienza civile propria del metodo radicale. Perché nessun altro partito utilizza tali strumenti? È un problema di visibilità mediatica?<br />
</strong><em>Forse si illudono che per fare politica basti esprimere delle posizioni e schiacciare un bottone per votare in Parlamento. Ma di fronte a istituzioni così deboli e così poco credibili, per coinvolgere davvero la società servono forme nuove di partecipazione, e la nonviolenza è l&#8217;arma più potente e costruttiva della quale disponiamo. A questo punto o lo Stato processa me o permette a tutti di praticare l&#8217;eutanasia.</em></p>
<p><strong>Dal caso di Eluana Englaro, passando per quello di Piergiorgio Welby fino all&#8217;ultimo dramma di Dj Fabo. Il parlamento sarà in grado di legiferare sul tema del testamento biologico?</strong><br />
<em>La giurisprudenza ha già fatto passi da gigante, chiarendo che il diritto costituzionale a interrompere trattamenti sanitari non può essere calpestato da nessuno, neanche dal medico. La legge potrà servire a rendere tale diritto immediatamente applicabile per tutti, senza bisogno dell&#8217;intervento del giudice. Sarebbe anche importante depenalizzare l&#8217;aiuto medico alla morte volontaria. Sul Parlamento, non faccio previsioni: noi ci battiamo per ottenere il meglio. </em></p>
<p><strong>Per quanto riguarda la ricerca scientifica e la legge 40 sulla fecondazione assistita smantellata dalla Corte Costituzionale, l&#8217;associazione Coscioni come si sta attivando rispetto all&#8217;azione parlamentare?</strong><br />
<em>Ora servirebbe una legge che consentisse apertamente anche la ricerca scientifica sulle blastocisti (o pre-embrioni), invece di lasciare che restino inutilizzate nei congelatori. Serve una legge per ribaltare l&#8217;impostazione proibizionista della legge 40. Filomena Gallo, segretaria dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, che tanto ha fatto per demolire la legge in tribunale, ha preparato con l&#8217;aiuto di altri esperti un&#8217;ottima proposta di legge: ora è solo questione di volontà politica.</em></p>
<p><strong>L&#8217;abbiamo vista abbracciare Rita Bernardini che l&#8217;ha raggiunta in piazza durante la manifestazione per ricordare Dj Fabo e sollecitare la politica sul tema dell&#8217;eutanasia. Lei ha condotto uno sciopero della fame per la storica battaglia radicale per una giustizia giusta. Nonostante le divisioni interne, sarà possibile assistere ad altre scene del genere?<br />
</strong><em>L&#8217;unica unità che ha senso ricercare è quella sulla politica, cioè sugli obiettivi e su come raggiungerli. Non è dunque necessario inseguire il buonismo delle mozioni degli affetti, ma concentrarsi sulle iniziative. Non c&#8217;è alcuna contraddizione tra le riforme proposte da Rita Bernardini e quelle proposte da Emma Bonino, Filomena Gallo e Riccardo Magi. Dunque, occupiamoci di quelle.</em></p>
<p><strong>Le famose battaglie radicali per gli ultimi e i più deboli, in questo caso i disabili e i malati, saranno vinte prima o poi? Anche se voi, come associazione insieme al Partito Radicale, siete gli unici ad occuparvene?</strong><br />
<em>&#8220;Prima o poi&#8221; potremmo anche essere certi&#8230; il problema, come diceva Luca Coscioni, è che i malati (ad esempio) &#8220;non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi&#8221;. Cioè: non è la stessa cosa conquistare delle libertà subito e conquistarle tra 20 anni, non solo per le tante storie individuali di sofferenza e sopraffazione, ma anche perché un Parlamento così lento diventerebbe un Parlamento ancora meno credibile di oggi.</em></p>
<p><strong>Un pensiero per Marco Pannella e l&#8217;eredità politica che ha lasciato al nostro paese.</strong><br />
<em>Marco Pannella ha lasciato soprattutto obiettivi ancora da realizzare nei fronti sui quali era più impegnato: dal diritto umano alla conoscenza al federalismo europeo e mondiale, passando per la legalizzazione della giustizia attraverso un&#8217;amnistia. Ha lasciato anche un enorme bagaglio di esperienze che non devono andare disperse.</em></p>
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		<title>Partito Radicale, addio 2016 nel carcere di Secondigliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 17:04:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Partito Radicale continua a tenere in vita la &#8220;tradizione&#8221; inaugurata e portata avanti dall&#8217;infaticabile Marco Pannella. Così il 30 dicembre scorso una delegazione del partito e dell&#8217;associazione radicale Pennabianca, ​hanno fatto visita ai detenuti reclusi presso il carcere di Secondigliano a Napoli. Dopo la visita fatta alla casa circondariale femminile di Pozzuoli, il Partito Radicale e la sua associazione [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Partito Radicale</strong> continua a tenere in vita la &#8220;tradizione&#8221; inaugurata e portata avanti dall&#8217;infaticabile <strong>Marco Pannella</strong>. Così il 30 dicembre scorso una delegazione del partito e dell&#8217;associazione radicale Pennabianca, ​hanno fatto visita ai detenuti reclusi presso il carcere di <strong>Secondigliano</strong> a <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.radioradicale.it/scheda/496332/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Dopo la <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/20/napoli-ispezione-del-partito-radicale-presso-carcere-femminile-pozzuoli" target="_blank" rel="noopener">visita fatta alla casa circondariale femminile di <strong>Pozzuoli</strong></a>, il Partito Radicale e la sua associazione Pennabianca si sono recati presso il carcere di <strong>Secondigliano</strong>. Quest&#8217;ultima struttura ha già ospitato qualche tempo fa la <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/20/spes-contra-spem-docufilm-lergastolo-presentato-al-carcere-secondigliano/" target="_blank" rel="noopener">proiezione del docufilm <em>Spes contra Spem</em></a>.</p>
<p>Questo dimostra che la prigione è una delle più all&#8217;avanguardia nel rispetto dei diritti umani e civili dei detenuti. Qui non solo il sovraffollamento è contenuto, ma ci sono anche dei laboratori che consentono ai prigionieri di poter lavorare. Così è possibile iniziare dei percorsi rieducativi e utili per un probabile e futuro reinserimento in società dei carcerati stessi.</p>
<p><strong>AMNISTIA PER LA REPUBBLICA &#8211; </strong>&#8220;<em>Abbiamo ringraziato i detenuti per il loro impegno di sostegno alle nostre iniziative. Abbiamo ringraziato tutta la comunità penitenziaria che permette il regolare svolgimento della vita in carcere. Noi ribadiamo il nostro impegno per portare a termine la battaglia per l&#8217;Amnistia, passaggio fondamentale per riportare l&#8217;Italia in uno stato di legalità</em>&#8220;, queste le dichiarazioni di <strong>Antonio Cerrone</strong>, membro della Presidenza del <strong>Partito Radicale</strong>.</p>
<p>E conoscendo la <em>scuola pannelliana</em> siamo sicuri che davvero i radicali non molleranno e non smetteranno mai di lottare per la difesa e l&#8217;affermazione del <strong>diritto</strong>: &#8220;<em>per la vita del diritto e il diritto alla vita</em>&#8220;, affermava <strong>Pannella</strong> e l&#8217;augurio è che il 2017 sia davvero l&#8217;anno della <em>Spes contra Spem</em>, cioè dell&#8217;<strong>essere speranza</strong>. Nel mondo di oggi c&#8217;è ne davvero bisogno.</p>
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		<title>&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 14:25:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il docufilm che denuncia la disumanità dell&#8217;ergastolo ostativo arriva anche a Napoli, dopo essere stato al red carpet dei festival del cinema di Venezia e Roma. Stavolta ad ospitare la proiezione della pellicola girata da Ambrogio Crespi, è il carcere di Secondigliano. Il tour per le case circondariali, promosso dallo stesso regista con Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale, [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/20/spes-contra-spem-docufilm-lergastolo-presentato-al-carcere-secondigliano/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/20/spes-contra-spem-docufilm-lergastolo-presentato-al-carcere-secondigliano/">&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il docufilm che denuncia la disumanità dell&#8217;ergastolo ostativo arriva anche a <strong>Napoli</strong>, dopo essere stato al <em>red carpet </em>dei festival del cinema di Venezia e Roma. Stavolta ad ospitare la proiezione della pellicola girata da <strong>Ambrogio Crespi</strong>, è il carcere di <strong>Secondigliano</strong>. Il tour per le case circondariali, promosso dallo stesso regista con <strong>Nessuno Tocchi Caino</strong><em> </em>e il <strong>Partito Radicale</strong>, arriva anche nel capoluogo partenopeo.</p>
<p><em><strong>Sper contra spem</strong></em> è una frase pronunciata dall&#8217;apostolo Paolo di Tarsio, riportata in una sua <em>Lettera ai Romani</em> e che riprende una vicenda riguardante Abramo e la sua fede. Il <em>non avere </em><em>speranza</em> ma <em><strong>essere speranza</strong></em> è l&#8217;interpretazione data da <strong>Marco Pannella</strong> che da sempre ha associato a questo concetto le vite dei detenuti condannati a non uscire mai più di prigione. Una pena di morte mascherata palesemente in contrasto con ciò che afferma l&#8217;articolo 27 della nostra <strong>Costituzione</strong>: &#8220;<em>La responsabilità penale è personale. L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. <strong>Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato</strong>. Non è ammessa la pena di morte</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-35453" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Spem-contra-spem.jpg" alt="&quot;Spes contra Spem&quot;, il docufilm contro l'ergastolo presentato al carcere di Secondigliano" width="768" height="960" /></p>
<p>Il docufilm racconta le vicende di alcuni detenuti reclusi presso il carcere di massima sicurezza di <strong>Opera</strong> a <strong>Milano</strong>. I protagonisti sono in galera da almeno 15 &#8211; 20 anni, di cui diversi passati in isolamento (23 ore su 24 da trascorrere in cella) e molti di essi non usciranno più perché condannati all&#8217;<strong>ergastolo ostativo</strong>.</p>
<p>Le loro storie sono tristi, delle vere e proprie tragedie narrate con forza, spontaneità e grande emotività. Volti segnati da un passato burrascoso ma da un presente apparentemente sereno. Il carcere come espiazione che ha permesso un lavoro introspettivo enorme. Lo scopo raggiunto di far conoscere a queste persone se stessi, cercando di comprendere il proprio trascorso rispetto alla situazione attuale di detenzione.</p>
<p>Il carcere non esce mortificato da <em>Spes contra Spem</em>, anzi diventa necessario nel momento in cui è chiaro che se &#8220;<em>Non capisci agisci&#8221; </em>o se ti rendi contro che &#8220;<em>L&#8217;autocoscienza è il tuo tribunale più severo</em>&#8220;. Comprendere che &#8220;<em>La vita è diversa dall&#8217;esistenza. Sono concetti che non sono uguali. La vita è una e bisogna, appunto, approfittarne e viverla</em>&#8220;. Vite ed esistenze distrutte ma che attraverso il dialogo introspettivo e il confronto con gli altri, provano a ricucire se stesse ed a dare un senso agli anni che restano.</p>
<p>Qui entra in gioco il concetto di sopravvivenza e dell&#8217;<strong>essere speranza</strong>, &#8220;<em>Io sono contento di essere qui, se non fossi in galera magari mio figlio sarebbe morto o in carcere anche lui</em>&#8220;, oppure, &#8220;<em>Quando uno dei miei figli è entrato in cella mentre l&#8217;altro, l&#8217;unica brava persona della famiglia, è morto per un incidente stradale, ho capito che dovevo dare alla mia vita una direzione diversa</em>&#8220;. I detenuti che si <em>confessano</em> esprimono tutto il loro senso di responsabilità per quello che hanno commesso ma non rinnegano la denuncia della barbarie rappresentato dall&#8217;ergastolo ostativo: &#8220;<em>Che speranza si può avere nell&#8217;andare fuori di qui? Non è possibile, quindi o ti uccidi o vai avanti per inerzia. Sopravvivi solo per dare speranza alla tua famiglia, ai tuoi figli, a tua moglie, a tua madre. A rendere più sopportabile le loro umiliazioni</em>&#8220;. Ci sono però anche coloro che possono usufruire di permessi premio e che vengono sfruttati per il sociale, &#8220;<em>Io amo andare nelle scuole per portare la mia esperienza. Istituti in quartieri a rischio come il mio. Se solo riuscirò a salvare almeno uno di quei ragazzi dalla strada presa da me in passato, vuol dire che la mia vita ha avuto un senso. Questa è la mia speranza</em>&#8220;.</p>
<p>Alle voci dei detenuti si associano quelle degli ufficiali e del personale della Polizia Penitenziaria che dimostrano come &#8220;<em>Il carcere sia un&#8217;unica comunità che coinvolge, non solo i detenuti, ma anche le guardie, gli ispettori, i cappellani e tutti coloro che lavorano e vivono in questa realtà&#8221;</em>, afferma <strong>Sergio D&#8217;Elia</strong> segretario dell&#8217;associazione <strong>Nessuno Tocchi Caino</strong>. Il grido è &#8220;<em>Dare una possibilità a chi è cambiato dopo anni di detenzione e può dimostrare che nessuno nasce buono o cattivo in assoluto ma che spesso le condizioni della vita ci costringono a deviare. Non è una giustificazione per ciò che si commette ma lo Stato ha il dovere di dare un&#8217;altra chance alle vite di queste persone</em>&#8220;.</p>
<p>Su tutte risuona come un fulmine la dichiarazione di <strong>Santi Consolo</strong>, presidente del <strong>DAP</strong> (<strong>Dipartimento Amministrazione Penitenziaria</strong>) ed ex magistrato e giudice della Corte d&#8217;Assise: &#8220;<em>La Corte Costituzionale si è assopita sul tema. È necessario che urli la sua voce e dichiari incostituzionale l&#8217;ergastolo ostativo</em>&#8220;.</p>
<h3><strong>L&#8217;introduzione al docufilm del direttore del carcere Liberato Guerriero e gli interventi del filosofo Aldo Masullo, del capo di gabinetto del Ministro della Giustizia Giovanni Melillo e di Rita Bernardini della Presidenza del Partito Radicale, insieme al regista Ambrogio Crespi. Intervengono anche due detenuti della casa circondariale di Secondigliano. Presenta l&#8217;evento Sergio D&#8217;Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.radioradicale.it/scheda/492099/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La proiezione della pellicola è stata eseguita nella palestra del carcere sotto la supervisione delle guardie penitenziarie che hanno svolto un lavoro davvero impeccabile. Di particolare rilievo l&#8217;intervento del filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>: &#8220;<em>È evidente, guardando i volti dei detenuti protagonisti del docufilm, il senso del tempo come grande scultore e quindi come simbolo di vita passata. Una serenità apparente che traspare dai visi dei detenuti ma che nasconde la tempesta interiore. Trovo molto significativo anche i contributi degli ufficiali della Polizia Penitenziaria. Il messaggio è chiaro: siamo nella stessa barca, ci unisce la quotidianità della vita in carcere ma ci divide un confine invisibile: quello della limitazione della libertà. Queste persone attraverso la solitudine acquisiscono il coraggio di dirsi le cose. I detenuti si avviano in questo modo alla salvezza di se stessi tramite la conquista della dignità. Nelle carceri non bisogna educare, non si deve essere padri ma fratelli. È necessario provocare delle reazioni che facciano scattare una volontà di ricerca che porti poi all&#8217;agire. È l&#8217;azione che rende persone gli individui. Questo può avvenire grazie alla funzione del lavoro in carcere. Infine, la spes è il proposito di cambiare ma agendo su se stessi affinché questo cambiamento arrivi. La speranza di vedere verificato un fatto, non la si ottiene con la sola probabilità che esso possa accadere. Credo sia importante che si costruisca una rete delle carceri nel paese e i detenuti, con la partecipazione in massa allo sciopero della fame in occasione della marcia per Marco Pannella e Papa Francesco, in favore dell&#8217;amnistia, avete dato un grande esempio in questo senso e soprattutto nel vedere riconosciuta la vostra valenza nell&#8217;acquisizione e messa in pratica di diritti civili altrimenti negati. Quindi liberate voi stessi per liberare gli altri</em>&#8220;.</p>
<p>È intervenuto in seguito il capo di gabinetto del Ministro della Giustizia <strong>Giovanni Melillo</strong>: &#8220;<em>Noi come istituzioni riteniamo che un film del genere vada promosso e proiettato soprattutto nelle scuole. Stiamo facendo molto per quanto riguardo la giustizia in Italia e i diritti dei detenuti. Gli Stati Generali dell&#8217;Esecuzione della Pena, sono un grande esempio di volontà politica di cambiare direzione rispetto al passato. So bene che la pena va, come afferma la Costituzione, umanizzata e per questo sono pronti 40 milioni da stanziare ogni anno come retribuzione per i detenuti impegnati in attività lavorative all&#8217;interno delle carceri</em>&#8220;.</p>
<p>Ha dichiarato <strong>Rita Bernardini</strong>, componente della Presidenza del Partito Radicale, &#8220;<em>Già il Papa ha abolito l&#8217;ergastolo nello Stato Vaticano. Come lui anche Barack Obama ha detto &#8211; se è accaduto a voi perché non a me &#8211; Noi come Partito Radicale possiamo solo dirvi che non molliamo, quindi anche voi non mollate e continueremo questa nostra battaglia così come ha fatto Marco Pannella, fino all&#8217;ultimo suo respiro. Abbiamo pronti dei libri con i contributi dei 18mila detenuti che hanno fatto con noi lo sciopero della fame. Li stamperemo e li regaleremo a Papa Francesco, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro Andrea Orlando</em>&#8220;.</p>
<p>A quel punto i detenuti si alzano in piedi e rompono il silenzio con un fragoroso applauso. Sarà stato un minuto che è sembrato infinito, a quel punto è tornato in mente un messaggio che <strong>Marco Pannella</strong> ha dedicato a <strong>Papa Francesco</strong> e messo per iscritto nella lettera inviata al Pontefice prima di andare in cielo: &#8220;<em>Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all&#8217;ultimo piano &#8211; vicino al cielo &#8211; per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano. Questa passione è il vento dello “Spirito” che muove il mondo. Lo vedo dalla mia piccola finestra con le piante impazzite che si muovono a questo vento e i gabbiani che lo accompagnano. In questo tempo non posso più uscire, ma ti sto accanto in tutte le uscite che fai tu. Un pensiero fisso mi accompagna ancora oggi: «Spes contra Spem”. Caro Papa Francesco, sono più avanti di te con gli anni, ma credo che anche tu ti trovi a dover vivere “spes contra spem”. Ti voglio bene davvero</em>&#8220;.</p>
<p>Queste parole aprono il docufilm e rendono omaggio all&#8217;uomo che più di tutti ha vissuto incarnando il significato di <strong><em>Spes contra Spem</em></strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/20/spes-contra-spem-docufilm-lergastolo-presentato-al-carcere-secondigliano/">&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>&#8220;Pennabianca&#8221;, gli Indiani Metropolitani di Napoli e la marcia per la giustizia promossa dal Partito Radicale</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/11/06/pennabianca-gli-indiani-metropolitani-di-napoli-e-la-marcia-per-la-giustizia-promossa-dal-partito-radicale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 22:39:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il cielo su Roma è grigio ma la luce dell&#8217;entusiasmo ha illuminato il percorso che parte da Regina Coeli e termina in Vaticano, a Piazza San Pietro. Palloncini sospesi, bandiere con il volto di Marco Pannella, striscioni e cartelli. Una folla sorridente e partecipe che si è riconosciuta nelle storiche battaglie del leader radicale scomparso [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/06/pennabianca-gli-indiani-metropolitani-di-napoli-e-la-marcia-per-la-giustizia-promossa-dal-partito-radicale/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Pennabianca&#8221;, gli Indiani Metropolitani di Napoli e la marcia per la giustizia promossa dal Partito Radicale</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/06/pennabianca-gli-indiani-metropolitani-di-napoli-e-la-marcia-per-la-giustizia-promossa-dal-partito-radicale/">&#8220;Pennabianca&#8221;, gli Indiani Metropolitani di Napoli e la marcia per la giustizia promossa dal Partito Radicale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cielo su <strong>Roma</strong> è grigio ma la luce dell&#8217;entusiasmo ha illuminato il percorso che parte da <strong>Regina Coeli</strong> e termina in <strong>Vaticano</strong>, a <strong>Piazza San Pietro</strong>. Palloncini sospesi, bandiere con il volto di <strong>Marco Pannella</strong>, striscioni e cartelli. Una folla sorridente e partecipe che si è riconosciuta nelle storiche battaglie del leader radicale scomparso lo scorso mese di maggio.</p>
<p>Nella capitale c&#8217;è stata la <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/06/partito-radicale-marcia-roma-6-novembre-regina-coeli-al-vaticano/">4 Marcia per l&#8217;amnistia e la giustizia giusta, dedicata a Pannella e Papa Francesco</a>. Il <strong>Partito Radicale</strong> ha promosso l&#8217;evento di cui è stata grande protagonista l&#8217;associazione di <strong>Napoli</strong> &#8220;<em>Pennabianca</em>&#8220;. È la prima volta che uno striscione dei radicali varca la soglia di Piazza San Pietro. La scritta &#8220;Amnistia&#8221; è stata la parola più visibile durante l&#8217;Angelus del sommo Pontefice.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33944 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Pannella_Marcia.jpeg" alt="“Pennabianca”, gli Indiani Metropolitani di Napoli e la marcia per la giustizia promossa dal Partito Radicale" width="1600" height="898" /></p>
<h3><strong>Il contributo del Comune di Napoli</strong></h3>
<p>Anche il <strong>Sindaco</strong> di <strong>Napoli</strong> <strong>Luigi De Magistris</strong> ha confermato l&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/20/comune-napoli-aderito-alla-marcia-del-6-novembre-giustizia-giusta/">adesione alla marcia, da parte dell&#8217;amministrazione comunale</a>. A rappresentare il Comune della città c&#8217;era il vicesindaco<strong> Raffaele Del Giudice</strong>.</p>
<p>Anche il mondo della cultura ha dato sostegno alla marcia del <strong>Partito Radicale</strong>. Il filosofo napoletano <strong>Aldo Masullo</strong> (iscritto al partito), ha affermato in un articolo pubblicato su <em>Il Mattino</em>:</p>
<p>&#8220;<em>&#8230;Eppure qualcosa di nuovo avviene. All&#8217;iniziativa aderiscono insieme uomini di fede religiosa e laicissime forze politiche. A suo sostegno vari esponenti radicali stanno attuando la pratica &#8220;non violenta&#8221; del digiuno, conforme al gandhiano insegnamento di Marco Pannella. Ora a questa pratica vanno motivatamente associandosi migliaia di detenuti.</em><br />
<em>Dico &#8220;motivatamente&#8221; non nell&#8217;ovvio senso del loro personale interesse agli auspicati provvedimenti di clemenza, bensì nel sorprendente senso della loro adesione ad una ragione civile di fondo, nella convinzione maturata in loro, come molte loro lettere attestano, dell&#8217;influenza del sistema penale sulla vita dell&#8217;intera società nazionale.</em><br />
<em>L&#8217;assidua, appassionata attenzione prestata dai <span class="_5afx"><span class="_58cm">radicali</span></span> allo stato del sistema carcerario ha innescato un processo di maturazione attiva di forze civili sensibili e seriamente progressiste. Ma soprattutto ha suscitato un salto culturale in una parte sempre più larga della popolazione reclusa. Il fatto straordinario è che sempre più numerosi individui, quasi ostaggi della pur legittima pretesa punitiva pubblica, esclusi da ogni funzione sociale, espulsi dall&#8217;essere attivi, di fatto spogliati della dignità propria dei liberi, per la prima volta hanno lasciato alle spalle l&#8217;umiliazione della propria condizione e lo scoraggiato abbandono alla passività e al senso di mortificante impotenza.</em><br />
<em>Per la prima volta i reclusi assumono un protagonismo civile. Essi hanno cominciato a ragionare su errori compiuti e ingiustizie subite, a non chiedere pietà né ruminare rivalse, ma a prendere coscienza dei loro diritti di uomini, a riappropriarsi della dignità di cittadini</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_33939" aria-describedby="caption-attachment-33939" style="width: 940px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33939" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/VS_Marcia.jpg" alt="&quot;Pennabianca&quot;, gli Indiani Metropolitani di Napoli e la marcia per la giustizia promossa dal Partito Radicale" width="940" height="500" /><figcaption id="caption-attachment-33939" class="wp-caption-text">Il Vicesindaco Raffaele Del Giudice alla marcia per la giustizia promossa dal Partito Radicale</figcaption></figure>
<p>Ma i veri mattatori dell&#8217;evento sono stati gli <em>Indiani</em> Metropolitani,<em> </em>membri dell&#8217;associazione del Partito Radicale &#8220;<strong>Pennabianca</strong>&#8220;. &#8220;<em>Amnistia, Marco non c&#8217;è più, Francesco pensaci tu</em>&#8220;, ecco cosa recitava il colorato striscione messo in mostra dall&#8217;associazione napoletana.</p>
<p>Copricapi indiani, balli e canti, cori da stadio, i membri di Pennabianca hanno sostenuto con forza il <strong>Partito Radicale</strong> nel raggiungere l&#8217;obiettivo della marcia, gridando al paese quelli che sono i suoi principali problemi: il collasso del sistema giudiziario, la debolezza dello stato di diritto e l&#8217;affermazione e la difesa dei diritti civili.</p>
<p>Il messaggio è arrivato a <strong>Papa Francesco</strong> che da cattolico e grande amico di <strong>Marco Pannella</strong>, di cui ha condiviso su questi temi la battaglia politica, ha fatto sentire la sua voce in favore degli ultimi. In questo caso si è trattato dei detenuti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/06/pennabianca-gli-indiani-metropolitani-di-napoli-e-la-marcia-per-la-giustizia-promossa-dal-partito-radicale/">&#8220;Pennabianca&#8221;, gli Indiani Metropolitani di Napoli e la marcia per la giustizia promossa dal Partito Radicale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Il Comune di Napoli ha aderito alla marcia del 6 novembre per una giustizia giusta</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/10/20/comune-napoli-aderito-alla-marcia-del-6-novembre-giustizia-giusta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 17:16:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abolizione dell&#8217;ergastolo, introduzione del reato di tortura, amnistia e riforma strutturale del sistema penale. L&#8217;obiettivo? Difendere e affermare lo stato di diritto in Italia attraverso la lotta per una giustizia giusta. Il Partito Radicale dopo il 40° Congresso Straordinario ha stabilito la continuità delle sue battaglie politiche lasciate in eredità dal suo leader scomparso il [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/20/comune-napoli-aderito-alla-marcia-del-6-novembre-giustizia-giusta/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Il Comune di Napoli ha aderito alla marcia del 6 novembre per una giustizia giusta</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abolizione dell&#8217;ergastolo, introduzione del reato di tortura, amnistia e riforma strutturale del sistema penale. L&#8217;obiettivo? Difendere e affermare lo stato di diritto in Italia attraverso la lotta per una <strong>giustizia giusta</strong>.</p>
<p>Il <strong>Partito Radicale</strong> dopo il 40° Congresso Straordinario ha stabilito la continuità delle sue battaglie politiche lasciate in eredità dal suo leader scomparso il 19 maggio 2016: <strong>Marco Pannella</strong>.</p>
<h1><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/06/partito-radicale-marcia-roma-6-novembre-regina-coeli-al-vaticano/"><strong>La marcia del Partito Radicale</strong></a></span></h1>
<p>Così a Roma il 6 novembre è stata organizzata una marcia che parte dal carcere di <strong>Regina Coeli</strong> con destinazione <strong>Piazza San Pietro</strong>. I luoghi non sono scelti a caso. Il carcere della capitale rappresenta il simbolo delle lotte radicali per i diritti dei detenuti. Il <strong>Vaticano</strong> è lo stato in cui risiede il Papa che più si è impegnato su questo fronte.</p>
<p>Infatti <strong>Papa Francesco</strong> appena insediatosi sul più alto scranno dello Stato Pontificio, ha abolito l&#8217;ergastolo, la pena di morte e introdotto il reato di tortura. Il programma politico e spirituale di Bergoglio coincide con quello liberale e laico di Pannella. Un paradosso affascinante, cattolici e anti clericali insieme per una battaglia di civiltà.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-31698" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/n-COMBO-PAPA-large570.jpg" alt="Il Comune di Napoli ha aderito alla marcia del 6 novembre per una giustizia giusta" width="689" height="295" /></p>
<h3><strong>Il Comune di Napoli parteciperà alla marcia</strong></h3>
<p>L&#8217;associazione napoletana del <strong>Partito Radicale</strong> &#8220;<em>Pennabianca</em>&#8221; ha comunicato che il <strong>Comune di Napoli</strong>, attraverso la segreteria del <strong>Sindaco</strong> di Napoli <strong>Luigi De Magistris</strong>, parteciperà alla marcia. Ci sarà il <strong>6 novembre a Roma</strong>, come rappresentante dell&#8217;istituzione, il <strong>Vice Sindaco Raffaele del Giudice</strong>. Probabilmente sarà presente anche il gonfalone del Comune di Napoli.</p>
<h1><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/06/lappello-del-partito-radicale-merito-alla-marcia-roma-del-6-novembre/"><strong>L&#8217;appello del Partito Radicale per la marcia del 6 novembre</strong></a></span></h1>
<p>Hanno aderito alla marcia importanti personalità della politica, della cultura e delle istituzioni appartenenti allo scenario napoletano: il filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>, l&#8217;architetto <strong>Aldo Loris Rossi</strong>, l&#8217;avv. già Vice Presidente delle Camere Penali <strong>Domenico Ciruzzi</strong>, il Presidente della Camera Penale di Napoli avv. <strong>Attilio Belloni</strong>, il giurista <strong>Pasquale De Sena</strong>, il professor <strong>Luigi Caramiello</strong> e <strong>Samuele Ciambriello</strong> già Presidente del Corecom Campania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/20/comune-napoli-aderito-alla-marcia-del-6-novembre-giustizia-giusta/">Il Comune di Napoli ha aderito alla marcia del 6 novembre per una giustizia giusta</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Partito Radicale, marcia su Roma il 6 novembre: da Regina Coeli al Vaticano</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/10/05/partito-radicale-marcia-roma-6-novembre-regina-coeli-al-vaticano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 20:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;ultimo congresso del Partito Radicale è stata votata a maggioranza la mozione dei &#8220;Pannelliani&#8221; che afferma i seguenti obiettivi: 3mila iscritti al partito entro il 2017 e altrettanti entro il 2018. Le battaglie politiche, nel frattempo da vincere, sono divise su due piani (che poi sono collegati tra loro), quello transnazionale e quello locale. Per quanto [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;ultimo congresso del <strong>Partito Radicale</strong> è stata votata a maggioranza la mozione dei &#8220;<em>Pannelliani</em>&#8221; che afferma i seguenti obiettivi: 3mila iscritti al partito entro il 2017 e altrettanti entro il 2018. Le battaglie politiche, nel frattempo da vincere, sono divise su due piani (che poi sono collegati tra loro), quello transnazionale e quello locale. Per quanto riguarda il primo: la nascita degli <strong>Stati Uniti d&#8217;Europa</strong>, la transazione verso lo <strong>stato di diritto</strong>, il riconoscimento del <strong>diritto umano alla conoscenza</strong>.</p>
<p>In casa nostra, invece, il tema su cui l&#8217;unica forza davvero liberale d&#8217;Italia si batte da sempre, è quella per una riforma della <strong>giustizia</strong>. In particolare: l&#8217;affermazione dello stato di diritto, l&#8217;introduzione del <strong>reato di tortura</strong>, l&#8217;<strong>abolizione dell&#8217;ergastolo</strong>, una riforma strutturale del sistema penale e civile, l&#8217;<strong>amnistia</strong>. Quest&#8217;ultima, nello specifico, non va intesa semplicemente e in modo banale, come la procedura che metterà in libertà dei carcerati. L&#8217;amnistia è quel provvedimento utile a far uscire la Repubblica italiana dal suo stato di <em>flagranza di reato</em>. È questo che denunciano i Radicali. Da anni urlano, cercano di far comprendere nella totale indifferenza, come continuamente lo Stato italiano viola le regole costituzionali, attentando in modo costante alle fondamenta dello Stato di Diritto.</p>
<p>Ciò che non manca ai Radicali è l&#8217;ostinazione con la quale portano avanti le loro iniziative politiche. Alla guida del partito, durante questa fase transitoria, c&#8217;è una Presidenza legittimata dal voto degli iscritti durante il congresso.</p>
<h1><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/"><strong>Il 40 Congresso Straordinario del Partito Radicale a Rebibbia</strong></a></span></h1>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23202" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ANTE-35.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="1300" height="700" /></p>
<h3><strong>Il rapporto tra Marco Pannella e Papa Francesco</strong></h3>
<p><strong>Papa Francesco</strong> ha telefonato a <strong>Marco Pannella</strong> il 25 aprile del 2014. Il leader Radicale stava conducendo uno sciopero della fame e della sete per attirare l&#8217;attenzione sul tema delle carceri. Nello stupore di tutti, il Papa non chiese a Pannella di mettere fine allo sciopero, semplicemente gli disse &#8220;<em>Caro Marco continua con coraggio la tua battaglia, io ti aiuterò. Sai quanto parlerò di questa ingiustizia. Parlerò sempre di carceri e detenuti</em>&#8220;. Ma Papa Francesco non si è mosso soltanto &#8220;<em>spiritualmente</em>&#8220;. Le sue prime iniziative politiche, da capo dello Stato Vaticano, sono state: l&#8217;abolizione dell&#8217;ergastolo, l&#8217;abolizione della pena di morte e l&#8217;introduzione del reato di tortura. In pratica l&#8217;agenda politica di Francesco è stata quella di Marco Pannella. Ecco cosa ha unito in una profonda amicizia il capo della Chiesa al leader del partito anticlericale per eccellenza: la condivisione di un idea e di una visione. Laicamente significa il rispetto, la difesa e l&#8217;affermazione del diritto e della libertà. Dal punto di vista religioso vuol dire la messa in pratica di ciò che afferma il Vangelo.</p>
<p>&#8220;<em>Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all&#8217;ultimo piano &#8211; vicino al cielo &#8211; per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano</em>&#8220;, questo è l&#8217;inizio della lettera scritta da Marco Pannella a Papa Francesco circa un mese prima della sua scomparsa. Il <em>Leone Abbruzzese </em>ce l&#8217;aveva fatta un&#8217;altra volta. Il <em>Diavolo</em> non ha convertito l&#8217;<em>Angelo</em>, è riuscito a <em>con-vincerlo</em>. <em>Convincere</em> è diverso da <em>convertire</em>. Convincere significa condividere. Vuol dire agire insieme e dar vita ad un qualcosa di unico che però nasce da due punti di vista diversi, se non opposti. Pannella lo ha detto circa 40 anni fa: &#8220;<em>Non credo al fucile:</em> <em>ci sono troppe</em> splendide <em>cose</em> che potremmo/potremo <em>fare</em> anche <em>con il “nemico</em>”, <em>per pensare di eliminarlo</em>&#8220;. Lo diceva quando in Italia ci si ammazzava durante gli anni di piombo e lo ha sempre detto e professato fino alla fine. Da vero <em>Gandhiano</em>. Marco Pannella è riuscito ad essere speranza, anche quando essa non c&#8217;è mai stata. <em>Spes contra Spem</em>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-26629 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/partito-radicale-marcia-su-roma-il-6-novembre-da-regina-coeli-al-vaticano.jpg" alt="Partito Radicale, marcia su Roma il 6 novembre: da Regina Coeli al Vaticano" width="1984" height="1333" /></p>
<h3><strong>La marcia</strong></h3>
<p><strong>Il 6 novembre 2016 il Partito Radicale ha organizzato una marcia a Roma</strong>. Il punto di partenza è il carcere di <strong>Regina Coeli</strong>, quello d&#8217;arrivo è <strong>Piazza San Pietro</strong>. In questa data, nella capitale, si tiene anche il <strong>Giubileo delle Carceri</strong>. Il giorno perfetto dove si uniranno il messaggio di Papa Francesco e la lotta radicale. Il Papa e la Chiesa si sono spesi e si spendono molto per i detenuti. La messa in pratica di Papa Francesco del messaggio professato dal Vangelo ha avvicinato il clero al Partito Radicale. Il sostegno della Chiesa per la difesa dei diritti degli ultimi e in questo caso dei detenuti, ha reso amici il Papa e Marco Pannella.</p>
<p>I Radicali sono consapevoli che se Bergoglio si pronunciasse in qualche modo a favore delle questioni politiche portate avanti dai <em>nonviolenti,</em> <em>transnazionali, transpartitici</em>,<em> laci, antiproibizionisti, ecologisti, anticlericali</em>, si potrebbe verificare una scossa all&#8217;interno del sistema politico e d&#8217;informazione italiano. I media dovrebbero iniziare a parlare di stato di diritto, abolizione dell&#8217;ergastolo, introduzione del reato di tortura e di amnistia. E perché no, anche di riforma della giustizia. La politica non farebbe finta di nulla e si occuperebbe di queste tematiche. Anche se bisogna ammettere che se il <strong>Parlamento</strong> è stato così efficiente nell&#8217;ignorare il messaggio dell&#8217;ex <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong>, in merito al black out del sistema carcerario e della necessità di un provvedimento di amnistia e indulto, non ci sarebbe da meravigliarsi se anche il Papa restasse inascoltato.</p>
<p>La marcia è dedicata a <strong>Papa Francesco</strong> e <strong>Marco Pannella</strong>, due uomini uniti nella battaglia per l&#8217;affermazione dei diritti umani. Tra i tanti, questo già basterebbe come motivazione per trascorrere una bella domenica a <strong>Roma</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-26619 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/att_824255-scaled.jpg" alt="Partito Radicale, marcia su Roma il 6 novembre: da Regina Coeli al Vaticano" width="3072" height="2002" /></p>
<h3><strong>L&#8217;impegno dell&#8217;associazione di Napoli &#8220;Pennabianca&#8221;</strong></h3>
<p>L&#8217;associazione napoletana del Partito Radicale &#8220;Pennabianca&#8221;, per poter sostenere gli obiettivi del partito e contribuire al loro raggiungimento, ha deciso di mobilitarsi in questo modo: sviluppare un piano di comunicazione sul web per promuovere le tematiche radicali, mobilitazioni per incentivare le iscrizioni al partito, messa a disposizione da alcuni militanti di spazi in radio e in tv. L&#8217;associazione sarà in prima fila a Roma in occasione della marcia. Già in occasione del 40 Congresso l&#8217;attività dell&#8217;associazione napoletana è stata protagonista. Infatti, Pennabianca ha contribuito all&#8217;organizzazione della manifestazione Straordinaria e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/10/partito-radicale-sceglie-napoli-ufficializzare-la-convocazione-del-congresso/">la sua presentazione è stata fatta proprio a Napoli, presso l&#8217;Hotel Palazzo Alabardieri</a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23196" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT4.jpg" alt="Partito Radicale, marcia su Roma il 6 novembre: da Regina Coeli al Vaticano" width="1000" height="500" /></p>
<h1><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/06/lappello-del-partito-radicale-merito-alla-marcia-roma-del-6-novembre/"><strong>L&#8217;appello del Partito Radicale in merito alla marcia da Regina Coeli a Piazza San Pietro</strong></a></span></h1>
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		<title>L&#8217;appello del Partito Radicale in merito alla marcia su Roma del 6 novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 20:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[marco pannella]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Regina Coeli al Vaticano Il 6 novembre ci ritroveremo a Roma per la Marcia per l&#8217;amnistia, la giustizia, la libertà intitolata a Marco Pannella e Papa Francesco. In molti, da quando Marco ci ha lasciato, hanno ricordato le sue battaglie, il suo non essersi mai risparmiato per gli ultimi, di esser stato per il [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/05/lappello-del-partito-radicale-merito-alla-marcia-roma-del-6-novembre/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from L&#8217;appello del Partito Radicale in merito alla marcia su Roma del 6 novembre</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Da Regina Coeli al Vaticano</strong></h1>
<p>Il 6 novembre ci ritroveremo a Roma per la Marcia per l&#8217;amnistia, la giustizia, la libertà intitolata a Marco Pannella e Papa Francesco.</p>
<p>In molti, da quando Marco ci ha lasciato, hanno ricordato le sue battaglie, il suo non essersi mai risparmiato per gli ultimi, di esser stato per il nostro Paese -e non solo- il &#8220;Padre dei diritti civili&#8221;.</p>
<p>Certo, le sue lotte nonviolente per i carcerati, per le loro famiglie e per tutta la comunità penitenziaria. Ma non solo: per liberare un sistema giustizia che intrappola intere generazioni in processi infiniti e costosi, che nega le pur minime garanzie del cittadino nel processo. Ha denunciato senza mai risparmiarsi gli abusi del nostro sistema giudiziario, lo squilibrio tra le parti, la non ragionevole durata dei processi. Con i suoi numerosi digiuni ha costantemente voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni su due questioni: la necessità e l’urgenza di una amnistia quale primo passo per affrontare la crisi della giustizia, e il ripristino della legalità nelle carceri, quale riforma strutturale da cui ripartire.</p>
<p>Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito nella Mozione Generale approvata dal 40° Congresso tenutosi a Roma, nel carcere di Rebibbia, il 1, 2 e 3 settembre 2016, ha stabilito &#8220;la prosecuzione della battaglia storica di Marco Pannella per l’amnistia e l’indulto quale riforma obbligata per l’immediato rientro dello Stato nella legalità”.</p>
<p>Questo perché, tuttora, la crisi della giustizia e il protrarsi della non applicazione del dettato costituzionale sia nei confronti di chi è condannato a vivere nelle nostre carceri sia dei milioni di cittadini che subiscono l’illegalità di una giustizia lumaca, pongono in grave pericolo l’esistenza stessa dello Stato di diritto, come ci ammonisce da tempo il Consiglio d’Europa attraverso le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo.</p>
<p>La disinformazione, la mancanza di conoscenza, e l’assenza di confronto e dibattito paritario non riguardano soltanto le prerogative negate a questa o quella forza politica, e in questo caso del Partito Radicale, ma colpiscono alla radice uno dei fondamenti stessi del corretto funzionamento di ogni democrazia.</p>
<p>In questo contesto continuiamo a ricordare e a denunciare come l’Italia sia costantemente, da almeno trent&#8217;anni, condannata per violazione dell’art. 6 della CEDU, riguardante la “ragionevole durata del processo”, diritto umano tutelato anche dalla nostra Costituzione all’articolo 111, secondo comma.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26621" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/papa_pannella.jpg" alt="Partito Radicale, marcia su Roma il 6 novembre: da Regina Coeli al Vaticano" width="1300" height="700" /></p>
<p><strong>Il comune sentire di Marco lo ritroviamo nelle parole di Papa Francesco, anch&#8217;esse censurate e finora inascoltate: il “giubileo dei carcerati” tra gli eventi dell’Anno Santo</strong>. «<em>Il Giubileo ha sempre costituito</em> – ha detto Papa Francesco il 1° settembre del 2015 – <em>l’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, </em>hanno<em> tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto</em>».</p>
<p>Ci ritroviamo nelle parole di Papa Francesco anche quando si è pronunciato contro l’ergastolo, definendolo “una pena di morte di morte nascosta” o quando si è espresso contro l’abuso della carcerazione preventiva o dell’isolamento praticato nelle carceri di massima sicurezza. [23 ottobre 2014, Sala dei Papi, incontro con una delegazione di giuristi cattolici].</p>
<p>Oltre al Santo Padre, a favore di un provvedimento di amnistia, a più riprese si sono espressi anche diversi rappresentanti di primo piano della Conferenza Episcopale Italiana, di altre realtà del mondo cattolico e di molte associazioni laiche che da anni si battono per i diritti degli ultimi.</p>
<p>È urgente dunque interrompere questa inerzia e questa censura, questa cortina di indifferenza e di silenzio. È urgente che le massime istituzioni della Repubblica facciano sentire la propria voce, che il Governo e il Parlamento si attivino per accogliere o respingere le proposte del Partito Radicale o per trovare altre soluzioni che siano tuttavia in grado di risolvere questi problemi, non di rinviarli e aggravarli.</p>
<p>È urgente che la stampa e, in particolare, il servizio pubblico radio televisivo interrompano un comportamento fortemente lesivo dei diritti dei cittadini e consentano finalmente di conoscere e giudicare questa proposta, così come il confronto sulle altre grandi questioni centrali del nostro tempo.</p>
<p>Ancora una volta però sentiamo il dovere di sottolineare il richiamo – troppo trascurato dagli addetti, dai media e dall&#8217;opinione pubblica – all&#8217;importanza che avrebbe una riforma della giustizia al fine di garantire al nostro Paese una ripresa anche nel settore dell&#8217;economia, affaticato e depresso a causa del malfunzionamento del sistema giudiziario nei suoi aspetti penali come in quelli civili.</p>
<p><strong><u>E&#8217; una nuova straordinaria mobilitazione</u></strong><strong>, </strong>per ribadire con forza la necessità di un’amnistia perché le nostre istituzioni fuoriescano dalla condizione criminale in cui si trovano rispetto alla nostra Costituzione, alla giurisdizione europea, ai diritti umani universalmente riconosciuti e rispetto alla coscienza civile del nostro Paese.</p>
<p><strong><em><u>Per tutto questo, ci rivolgiamo con fiducia a te affinché tu voglia essere presente nella giornata del 6 novembre 2016, in occasione del Giubileo dei carcerati, con partenza dal carcere di Regina Coeli e arrivo in Piazza San Pietro.</u></em></strong></p>
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		<title>Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 19:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[andrea orlando]]></category>
		<category><![CDATA[marco pannella]]></category>
		<category><![CDATA[partito radicale]]></category>
		<category><![CDATA[rebibbia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I piccioni si tengono lontani dai gabbiani che planano sull&#8217;erba alta del cortile, dove si ergono edifici che sono degli enormi rettangoli di cemento. A interrompere la monotonia dell&#8217;architettura ci pensano le sbarre di ferro. Non si tratta soltanto di una struttura. All&#8217;interno di essa ci sono storie, corpi, anime e speranze. Anzi per molte [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I piccioni si tengono lontani dai gabbiani che planano sull&#8217;erba alta del cortile, dove si ergono edifici che sono degli enormi rettangoli di cemento. A interrompere la monotonia dell&#8217;architettura ci pensano le sbarre di ferro. <strong>Non si tratta soltanto di una struttura. All&#8217;interno di essa ci sono storie, corpi, anime e speranze</strong>. Anzi per molte delle persone rinchiuse tra queste quattro mura la speranza non esiste, è morta. <strong>Il carcere di Rebibbia a Roma, ha ospitato il 40° Congresso Straordinario del Partito Radicale. I protagonisti sono la politica e i detenuti. L&#8217;oggetto è il futuro del partito</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23193" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT1-5.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="1000" height="500" /></p>
<h3><strong>La storia del detenuto e del suo Commissario</strong></h3>
<p>Ha gli occhi blu come il mare. Il sorriso gli allarga il volto ogni qual volta una persona &#8220;esterna&#8221; al carcere incrocia il suo sguardo o gli rivolge la parola. <strong>Come per tutti i suoi compagni è evidente la voglia di avere uno <em>scambio</em>, un <em>contatto</em> con il mondo esterno. Sono sufficienti un saluto e una stretta di mano per farlo felice e rendere più sopportabile la sua condizione</strong>. Napoletano, ha vissuto un&#8217;esperienza dura caratterizzata da 10 anni di carcere, prima all&#8217;estero e poi a Rebibbia. La reclusione da giovane, la mancanza di un amore, della vicinanza di un amico o di un familiare. I primi anni fatti di botte e violenza, poi il cambiamento, la crescita. Una maturazione che porta ad una consapevolezza: quella di avviarsi verso un percorso che al più presto lo porterà di nuovo in libertà per potersi riprendere la sua vita. <strong>C&#8217;è speranza e c&#8217;è dignità, quella cosa che ad un uomo non andrebbe mai sottratta</strong>. Così iniziano i lavori che lo portano a prendere un diploma e ad apprendere un mestiere. Sa che ha sbagliato ma sa anche che sta pagando. Lo ha capito, adesso deve rimettersi in discussione, recuperare il tempo perduto. <strong>Deve dimostrare alla società di poterne fare parte, così come la società potrà sentirsi sollevata di non aver condannato per sempre uno dei suoi figli</strong>.</p>
<p>Tutto questo avviene tra le mure di Rebibbia anche grazie al lavoro di persone come il Sostituto Commissario (Ispettore Superiore) Luigi Giannelli. Pugliese di nascita, Giannelli è una persona colta e preparata che sa cantare e recitare. <strong>Luigi ha dedicato la sua vita a rendere la convivenza in carcere tra polizia e detenuti, più &#8220;leggera&#8221; possibile</strong>. &#8220;<em>La galera fa parte della società non rappresenta un mondo estraneo ad essa</em>&#8221; afferma il Commissario. La sua attività, oltre a essere di sorveglianza e coordinamento degli agenti penitenziari, ha lo scopo di sviluppare percorsi ricreativi e socialmente utili per i detenuti. <strong>Questi ultimi sono infatti coinvolti in diversi progetti come, ad esempio, quelli riguardanti il teatro presente all&#8217;interno di Rebibbia</strong>. Luigi ha raccontato in esclusiva a <em>Voce di Napoli</em>, come sia fondamentale l&#8217;aspetto psicologico all&#8217;interno di una prigione. <strong>Il far rispettare e riconoscere i ruoli senza calpestare l&#8217;umanità di chi è rinchiuso in galera</strong>. &#8220;<em>Ho visto detenuti incapaci di riconoscere i colori, incapaci di potersi muovere oltre spazi angusti, incapaci di saper reggere una forchetta di ferro tra le</em> mani.- continua Giannelli &#8211;<em> Perché? Semplice; dopo anni trascorsi rinchiusi in una cella, dove gli unici colori che vedi sono il grigio, il nero e il bianco, dove lo spazio in cui puoi muoverti è fatto di pochi metri quadri e dove mangi il pasto in piatti di plastica con posate dello stesso materiale, il tuo cervello si abitua a certi stimoli, perdendone degli altri. Per non parlare dei suicidi. Mi è capitato anche questo, per fortuna una volta sono riuscito a salvare un ragazzo prima che facesse l&#8217;estremo gesto</em>&#8220;. <strong>Il commissario sa bene che ha che fare con delle persone e non con dei rifiuti. Sa bene che certi meccanismi sono massacranti anche per i suoi colleghi che lavorano nelle strutture carcerarie</strong>. Afferma Luigi: &#8220;<em>I miei colleghi ed io viviamo qui, conviviamo con i detenuti e ne condividiamo lo stato di reclusione. C&#8217;è chi fa il pendolare, chi è costretto a stare lontano dalla famiglia e vive in un edificio qui vicino alla prigione. Siamo anche noi dei prigionieri. Il dramma è uguale per tutti</em>&#8220;. <strong>Proprio per questo nel suo intervento al Congresso del Partito Radicale ha chiesto che lo Stato intervenga, sia per affermare l&#8217;articolo 27 della Costituzione (in merito al recupero del detenuto per favorirne il ritorno in società), sia per investire nelle strutture penitenziarie, soprattutto nelle risorse e quindi nel corpo della Polizia Penitenziaria</strong>. Alla fine dell&#8217;intervento il pubblico si produce in un forte applauso. Luigi scende dal palco e torna in fondo alla sala. Gli vanno incontro i colleghi per fargli i complimenti. Ma non sono i soli. Mentre Giannelli torna al suo posto, i detenuti gli allungano la mano per stringergliela.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24234 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/il-40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-tra-i-detenuti-di-rebibbia.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="665" height="221" /></p>
<h3><strong>I progetti solidali: tra un caffè e una partita di rugby</strong></h3>
<p>Nel carcere di Rebibbia ci sono due progetti davvero interessanti, volti a dare ai detenuti delle alternative rispetto alla prigionia. <strong><em>Il Caffè del Galeotto</em></strong> è un prodotto che nasce grazie al lavoro della cooperativa <strong>Pantacoop</strong> che ha costruito una torrefazione all&#8217;interno dell&#8217;istituto penitenziario dove si produce il caffè. Vi lavorano i carcerati che lo hanno anche venduto alle persone presenti al congresso, grazie ad un gazebo installato all&#8217;interno del cortile della prigione. <strong>Silvia Consani</strong>, architetto e responsabile grafica dell&#8217;iniziativa, ha raccontato a <em>Voce di Napoli</em>: &#8220;<em>Il progetto è nato e partito nel 2014. Siamo da questo punto di vista un&#8217;avanguardia che opera nel sociale, considerato che non sono a conoscenza di altre iniziative simili in Italia. Da qualche tempo abbiamo avviato anche una rete commerciale per provare a vendere il nostro caffè nei bar all&#8217;esterno dell&#8217;istituto penitenziario</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Non solo il lavoro ma anche lo sport è protagonista all&#8217;interno del carcere di Rebibbia.</strong> Uno dei detenuti presenti al congresso indossa una maglietta di una squadra di rugby, &#8220;<em>Me l&#8217;ha data lui che gioca a rugby</em>&#8220;, dice indicando un altro detenuto, e racconta a <em>Voce di Napoli &#8220;Lui gioca a rugby perché una squadra di Roma, la SPQR Gladiatori Rugby, con la collaborazione di una cooperativa, dà la possibilità ad alcuni detenuti di potersi allenare a giocare sul campo</em>&#8220;.<strong> Insomma la palla ovale rende liberi</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23195" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT3.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="1000" height="500" /></p>
<h3><strong>L&#8217;associazione radicale di Napoli &#8220;Pennabianca&#8221; a Rebibbia</strong></h3>
<p><strong>Napoli è stata presente al 40° Congresso Straordinario del Partito Radicale, non solo perché rappresentata da diversi detenuti e agenti penitenziari, provenienti dalla città partenopea,</strong> ma anche perché all&#8217;evento hanno partecipato i membri dell&#8217;<em>Associazione Radicale &#8220;Pennabianca&#8221;</em>. Il loro supporto è stato molto incisivo sia dal punto di vista organizzativo che da quello politico. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/10/partito-radicale-sceglie-napoli-ufficializzare-la-convocazione-del-congresso/">Non è un caso, infatti, che il lancio e la convocazione del congresso è stata fatta proprio a Napoli</a> durante una conferenza stampa tenutasi all&#8217;Hotel Alabardieri alla quale ha partecipato<strong> il tesoriere del Partito Radicale Maurizio Turco</strong>. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/08/01/pannella-a-napoli-gli-anni-al-consiglio-comunale-la-giustizia-e-il-vesuvio/">Storicamente la figura di Marco Pannella è da sempre molto legata alla città di Napoli</a>. <strong>Pannella</strong> è stato Consigliere comunale in città negli anni &#8217;80, è stato spesso in visita ai detenuti del carcere di Poggioreale, ha portato avanti la battaglia sul rischio Vesuvio e inaugurato in Piazza del Plebiscito la campagna referendaria per una <em>Giustizia Giusta</em> nel 2013.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23196" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT4.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="1000" height="500" /></p>
<h3><strong>Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale</strong></h3>
<p><strong>Questo congresso del Partito Radicale è stato straordinario per due ragioni: la prima è relativo alla convocazione fatta dagli iscritti, la seconda è per l&#8217;assenza di Marco Pannella</strong>. Il tema è stato: <em>Da Ventotene a Rebibbia</em>. Quindi è chiaro il motivo per il quale il Partito Radicale è l&#8217;unica organizzazione politica che abbia mai organizzato un congresso in un carcere (e probabilmente questa unicità durerà per sempre). A parteciparvi circa 25 detenuti tra cui qualche donna. <strong>Il congresso ha avuto l&#8217;obiettivo di definire una linea politica e la classe dirigente che dovrà portarla avanti</strong>. Le divisioni interne al partito hanno avuto un peso non indifferente sulle vicende dei radicali negli ultimi anni. Così come hanno giocato un ruolo decisivo i debiti che hanno peggiorato la situazione finanziaria. Ai <em>pannelliani</em> &#8220;capitanati&#8221;<em> </em>da<em> </em>Maurizio Turco, Rita Bernardini, Angiolo Bandinelli, Sergio D&#8217;Elia (<em>Nessuno Tocchi Caino</em>) e Valter Vecellio, si sono contrapposti i <em>boniniani </em>(in tutto ciò <strong>Emma Bonino</strong> non si è presentata), tra i quali spiccano Roberto Cicciomessere, Riccardo Magi (<em>Radicali Italiani</em>), Gianfranco Spadaccia (fondatore con Pannella del partito) e Marco Cappato (<em>Associazione Luca Coscioni</em>). <strong>Alla fine è stata votata dalla maggioranza degli iscritti la mozione con primo firmatario Maurizio Turco</strong>. Il documento prevede che la presidenza votata dal congresso, delegherà Maurizio Turco, Sergio D&#8217;Elia, Rita Bernardini e Antonella Casu per condurre il Partito Radicale in una fase di transizione. Quest&#8217;ultima avrà la durata di due anni. Durante questo periodo <strong>dovranno proseguire le battaglie per una riforma della giustizia</strong> (che prevede l&#8217;approvazione dell&#8217;amnistia), <strong>per la concretizzazione di un&#8217;unione federale europea</strong> e <strong>per l&#8217;affermazione del Diritto Umano alla Conoscenza in sede Onu</strong>. <strong>Inoltre entro il 2017 dovranno essere fatte 3.000 iscrizioni al partito e nel 2018 altre 3mila nuove iscrizioni</strong>. Se tutto andrà a buon fine sarà convocato entro 90 giorni un congresso ordinario che avrà il compito di eleggere le nuove cariche. In caso contrario il Partito Radicale rischierebbe la liquidazione e la chiusura. <strong>Hanno partecipato al congresso il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, l&#8217;Onorevole Benetto Della Vedova, il sottosegretario alla giustizia Gennaro Migliore</strong>. Sono stati presenti anche l&#8217;ex Governatore della regione Sicilia Totò Cuffaro e Marcello Dell&#8217;Utri. Il primo ha scontato una pena detentiva di 5 anni a Rebibbia, il secondo si trova ancora recluso nell&#8217;istituto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23197" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT5.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="960" height="540" /></p>
<h3><em><strong>Spes contra Spem</strong></em><strong> e l&#8217;affermazione del diritto e delle libertà</strong></h3>
<p>Sono tutti in sala, come degli studenti portati ad assistere una lezione speciale. <strong>Occhi pregni di stupore e volontà. Una forza che si nota in ogni loro movimento, in ogni loro sguardo</strong>. Scherzano tra loro, sorridono, sono attenti e concentrati. Applaudono, esaltano i compagni iscritti a parlare e che sono intervenuti al Congresso. Qualche ora per tre giorni. Ore di partecipazione, ore per manifestare la propria opinione. <strong>Per questi tre giorni, i detenuti di Rebibbia, hanno assaporato ben altro che solo una sensazione di libertà</strong>. Diversi gli interventi provenienti da chi è stato condannato all&#8217;ergastolo. Persone destinate a non uscire più da galera che hanno magari studiato e preso una laurea. Uomini e donne che nonostante non abbiano perso la speranza, hanno detto: &#8220;<em>Meglio che venga ripristinata la pena di morte, piuttosto che rinchiuderci per sempre qui dentro</em>&#8220;. <strong>Queste persone hanno riacquistato dignità, rispetto, umanità e soprattutto speranza. Vicini a loro le guardie penitenziarie che hanno svolto un lavoro organizzativo impeccabile, serio e propositivo</strong>. Sono stati vicini ai detenuti, li hanno sorvegliati ma lasciandone libero l&#8217;entusiasmo. In queste tre giornate, a Rebibbia nel Partito Radicale, oltre a discutere e confrontarsi su alcuni temi, sono comunque emerse alcune questioni principali. <strong>Su di esse i radicali combatteranno fino alla fine. I fili conduttori sono due: l&#8217;affermazione del diritto e della libertà, nel nome di Marco Pannella</strong>.</p>
<p>A proposito, alla fine del congresso dalle ultime file della sala, quelle dove sono stati seduti i detenuti, è partito un coro urlato per non dimenticare: <em>Marco Pannella, Marco Pannella, Marco Pannella</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/">Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Pannella a Napoli: gli anni al Consiglio comunale, la giustizia e il Vesuvio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jul 2016 21:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[marco pannella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Pannella è stato uno dei protagonisti politici più importanti della storia d&#8217;Italia. Si è detto molto delle sue fondamentali battaglie per la libertà e il diritto: divorzio, aborto, antiproibizionismo, laicità, libertà scientifica, diritti umani e civili, federalismo europeo, giustizia. Pannella è andato oltre l&#8217;essere un politico. Il far convergere su tutta la sua esistenza l&#8217;attivismo politico [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/31/pannella-a-napoli-gli-anni-al-consiglio-comunale-la-giustizia-e-il-vesuvio/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Pannella a Napoli: gli anni al Consiglio comunale, la giustizia e il Vesuvio</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Pannella è stato uno dei protagonisti politici più importanti della <strong>storia d&#8217;Italia</strong>. Si è detto molto delle sue fondamentali battaglie per la <strong>libertà</strong> e il <strong>diritto</strong>: <em>divorzio</em>, <em>aborto</em>, <em>antiproibizionismo</em>, <em>laicità</em>, <em>libertà scientifica</em>, <em>diritti umani e civili</em>, <em>federalismo europeo</em>, <em>giustizia</em>. <strong>Pannella</strong> è andato oltre l&#8217;essere un <strong>politico</strong>. Il far convergere su tutta la sua esistenza l&#8217;attivismo politico a cui ha letteralmente <strong>dato il suo corpo</strong>, gli ha assegnato una dimensione <strong>intellettuale</strong> e <strong>filosofica</strong> oltre che politica (molte delle sue &#8220;<em>profezie</em>&#8221; urlate negli anni &#8217;70 si sono poi &#8220;<em>magicamente</em>&#8221; avverate in futuro). Il suo <strong>criticare il potere</strong> senza denigrarne le <strong>istituzioni</strong>, il suo lottare <strong>senza risorse</strong> e <strong>visibilità mediatica</strong> fino all&#8217;ultimo giorno di vita, il suo prodigarsi per difendere gli <em>ultimi</em>, gli <em>esclusi</em>, i <em>discriminati </em>e gli <em>emarginati </em>della società gli ha conferito un&#8217;aurea di immortalità che resterà per sempre una <strong>ricchezza culturale</strong> del nostro paese. Pannella è<a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/05/19/marco-pannella-morto/"> morto a Roma il 19 maggio 2016</a>, pochi, però, forse conoscono il suo <strong>impegno politico</strong> per la città di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19113" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/interna-25.jpg" alt="Marco Pannella e quegli anni vissuti al Consiglio Comunale di Napoli" width="1024" height="671" /></p>
<h3><strong>Marco Pannella consigliere comunale a Napoli</strong></h3>
<p><strong>Pannella</strong> entra in <strong>Consiglio comunale</strong> nel <strong>1983</strong>. In quel periodo l&#8217;aula napoletana era caratterizzata dal lustro e il privilegio. Infatti in quegli anni sugli scranni del Consiglio comunale del capoluogo campano, oltre al leader radicale, sedevano personalità come <em>Giorgio Almirante</em>, <em>Giuseppe Galasso</em>, <em>Enzo Scotti</em>, <em>Giulio Di Donato</em>, <em>Maurizio Valenzi</em>, F<em>ranco De Lorenzi</em>. Nomi che hanno dato un <strong>valore unico</strong> ai dibattiti e al laboratorio politico che c&#8217;era all&#8217;epoca in città. Valore che fa impallidire chiunque ascolti quelli odierni e attuali o che osservi i personaggi che sono oggi in Consiglio. Proprio nel 1983 è stato arrestato <strong>Enzo Tortora</strong>, un caso che ha fatto scoppiare in Italia la questione della <strong>mala giustizia</strong> e fatto emergere tematiche come quella della <em>responsabilità civile dei giudici e dei Pm e </em>dell&#8217;<em>abuso della carcerazione preventiva</em>. Pannella è stato per quel Consiglio un <strong>fulmine a ciel sereno</strong>. Indimenticabili i suoi <strong>interventi</strong> in merito a argomenti quali <em>la camorra</em>, <em>l&#8217;ospedale Ascalesi</em>, <em>Enzo Tortora </em>(appunto), <em>il ruolo informativo del quotidiano &#8220;Il Mattino&#8221;</em>, <em>le nomine nelle Usl</em>, <em>le passate amministrazioni di sinistra per otto anni guidate da Maurizio Valenzi</em>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-19120" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/pannella-e-tortor.jpg" alt="Marco Pannella e quegli anni vissuti al Consiglio Comunale di Napoli" width="681" height="370" /></p>
<h3><strong>La città metropolitana e il rischio Vesuvio</strong></h3>
<p>Marco Pannella ha parlato di <strong>città metropolitana</strong> in quegli anni, ben 30 anni fa. Un&#8217;avanguardia politica nel vero senso della parola. Il leader radicale ha dato il suo appoggio a <strong>Enzo Scotti</strong>, sindaco per cento giorni, a favore di una legge sull&#8217;area metropolitana. Ha affermato Pannella:</p>
<p>&#8220;<em>Sappiamo tutti che il tentativo di Scotti è straordinario e durerà solo cento giorni. Sappiamo che sarà teso a ripianare il disavanzo comunale. Allora dico, perché non impiegare questo tempo anche per preparare una legge per <strong>Napoli</strong>, <strong>un esempio straordinario che anticipi la riforma delle aree metropolitane</strong>? <strong>Napoli potrebbe essere in anticipo su tutta l&#8217;Italia</strong></em>&#8220;.</p>
<p>La <strong>visione politica</strong> di Pannella per Napoli ha avuto un altro culmine per quanto riguarda i <em>rischi causati dal disastro di un&#8217;eventuale eruzione del <strong>Vesuvio</strong></em>. Da sempre Pannella ha denunciato l&#8217;<strong>urbanistica selvaggia e abusiva</strong> che ha caratterizzato la città di Napoli, formulando <strong>proposte avanzate</strong> rispetto a quelle discusse normalmente in quegli anni. Ha dichiarato Pannella, anni dopo, nel 2014 (durante un incontro che si è tenuto a Pozzuoli sul tema):</p>
<p>&#8220;<em>La scienza ha ribadito che il combinato disposto di Vesuvio e Campi Flegrei, in caso di eruzione, farebbero <strong>in pochi minuti migliaia di morti e non ci sarebbe tempo per evacuare tutti</strong>, anche in considerazione delle vie di fuga che mancano o sono bloccate da lavori incompiuti e dall’abusivismo che ha creato anche l’emergenza idrogeologica</em>&#8220;.</p>
<p>Proprio due anni fa c&#8217;è stata la <strong>campagna &#8211; lampo</strong> cha ha avuto lo scopo di <strong>informare i cittadini</strong> che abitano nell&#8217;area incriminata e <strong>raccogliendo le loro firme</strong> per presentare un esposto alla <strong>Corte di Giustizia Europea</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-19122" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/panne-mattino.jpg" alt="Marco Pannella e quegli anni vissuti al Consiglio Comunale di Napoli" width="663" height="470" /></p>
<h3><strong>La Giustizia Giusta e le lotte per i detenuti di Poggioreale</strong></h3>
<p>È il <strong>2013</strong>, Marco Pannella rilancia a Napoli, nel loro <strong>30esimo anniversario</strong>, i referendum radicali per una <strong>Giustizia Giusta</strong>. La scelta della città partenopea non è casuale perché rimanda alla condanna inferta al giornalista <strong>Enzo Tortora</strong> da parte dei giudici di Napoli. Tortora è stato arrestato proprio nel 1983, anno in cui Pannella è entrato nel Consiglio comunale del capoluogo campano. Il <strong>leader radicale</strong> sa che il sistema giustizia è un tema troppo delicato e importante per l&#8217;<strong>Italia</strong>, quindi decide di avviare una <em>nuova campagna e battaglia politica</em> sulla questione. Lo scenario scelto per inaugurare la raccolta delle firme per un nuovo referendum è la piazza simbolo di Napoli: <strong>Piazza del Plebiscito</strong>. Inoltre è di rilevanza storica l&#8217;impegno del leader radicale per mettere il paese a conoscenza delle <em>condizioni disumane e degradanti dei carcerati</em>. <strong>Poggioreale</strong>, in questo senso, è uno dei peggiori istituti di detenzione d&#8217;Italia (la nostra nazione per queste gravi mancanze del suo sistema giudiziario, è stata anche sanzionata dall&#8217;Europa).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19124" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/pannella-piazza-del-plebiscito.jpg" alt="Marco Pannella e quegli anni vissuti al Consiglio Comunale di Napoli" width="620" height="334" /></p>
<h3><strong>Il saluto dei detenuti di Poggioreale a Marco Pannella</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/IPUacLcnDjM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>La risposta di Marco Pannella ai detenuti:</strong></h3>
<p><em>&#8220;Grazie, grazie, grazie per questa ennesima forma di davvero compagnia.</em></p>
<p><em>Da loro tutti ho tanto amore, spero per non poco tempo ancora.</em></p>
<p><em>Un abbraccio da me compagno &#8216;detenente&#8217;.</em></p>
<p><em>Buongiorno e grazie, prepariamoci ad ascoltare l&#8217;aria spesso fresca, in questo periodo un po&#8217; umido di Castrogno e altri</em> posti.</p>
<p><em>Buongiorno amori</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-19126" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/pannella-a-napoli-gli-anni-al-consiglio-comunale-la-giustizia-e-il-vesuvio.jpg" alt="Marco Pannella e quegli anni vissuti al Consiglio Comunale di Napoli" width="659" height="430" /></p>
<h3><strong>Marco Pannella e Napoli, una storia d&#8217;amore mai finita</strong></h3>
<p>Forse Pannella in Napoli ha visto una certa <strong>rappresentazione della sua personalità</strong>. La <strong>città</strong> si manifesta <strong>unica al mondo</strong> con le sue sfaccettature e le sue <strong>contraddizioni</strong>. Un <strong>luogo al di sopra delle righe</strong> che ribolle di <strong>passione</strong> ed <strong>energia</strong>. Un centro di <strong>avanguardia sociale e politica</strong> che costantemente sanguina dalle sue ferite. Sa risorgere Napoli, sa spesso tirare fuori il meglio di se, anche <strong>culturalmente parlando</strong>, dalle situazioni peggiori. Pannella in questo è simile a Partenope. <em>Estroso, fuori dagli schemi, coerente e fedele a se stesso</em>, Marco ha sempre comunicato alla società quello che dovrebbe essere il ruolo di spicco della politica. Ha dimostrato che si può <em>essere influenti anche senza avere potere o qualcosa in cambio</em>. Pannella ha sempre visto in Napoli quella <strong>capacità di pre &#8211; vedere</strong>, cioè letteralmente del vedere prima. Nello specifico a Napoli esistono, si avverano, delle situazioni che poi si esprimono su larga scala in tutto il paese. L&#8217;ultimo e concreto esempio è l&#8217;attuale mandato del Sindaco <strong>De Magistris</strong>. Con la sua elezione, Napoli ha <strong>istituzionalizzato per prima l&#8217;antipolitica</strong> e la pseudo rottamazione voluta e decantata dai grillini e da Renzi. Ma è successo prima nel capoluogo campano. <strong>Il napoletano vuole essere libero</strong> ma corre il <strong>rischio di restare schiavo della sua napoletaneità</strong>; Pannella è stato <strong>un uomo libero</strong>, forse <strong>schiavo del suo essere radicale</strong>. Ma provate a trovare un solo uomo del mondo politico italiano che ha avuto il coraggio, nella storia del bel paese, di <strong>essere e vivere libero come ha fatto Marco Pannella</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-19130" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/pannella-a-napoli-gli-anni-al-consiglio-comunale-la-giustizia-e-il-vesuvio.png" alt="Pannella e Napoli: gli anni al Consiglio Comunale, la giustizia e il Vesuvio" width="660" height="379" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/31/pannella-a-napoli-gli-anni-al-consiglio-comunale-la-giustizia-e-il-vesuvio/">Pannella a Napoli: gli anni al Consiglio comunale, la giustizia e il Vesuvio</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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