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	<title>colonna Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2022 11:13:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>colonna Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Dramma a Napoli, soffre di depressione e inizia a perdere peso: Rita muore a 27 anni</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/04/10/dramma-a-napoli-soffre-di-depressione-e-inizia-a-perdere-peso-rita-muore-a-27-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 11:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Soffre di depressione giovane di 27 anni muore a Napoli. Ha iniziato ad accusare una nausea persistente, a vomitare e, di conseguenza, a dimagrire vistosamente, fino a pesare 49 chilogrammi: Rita Caccioppoli, a cui era stata diagnosticata una depressione, e&#8217; morta lo scorso 6 aprile, a soli 27 anni, nell&#8217;ospedale del Mare di Napoli, malgrado i reiterati tentativi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Soffre di depressione giovane di 27 anni muore a Napoli. Ha iniziato ad accusare <strong>una nausea persistente</strong>, a vomitare e, di conseguenza, a dimagrire vistosamente, fino a pesare 49 chilogrammi: <strong>Rita Caccioppoli</strong>, a cui era stata diagnosticata una depressione, e&#8217; morta lo scorso 6 aprile, a soli 27 anni, nell&#8217;ospedale del Mare di Napoli, malgrado i reiterati tentativi dei sanitari di rianimarla.</p>
<h2>Rita Caccioppoli muore a 27 anni</h2>
<p>Secondo uno psichiatra accreditato dall&#8217;Asl, pero&#8217;, la ragazza <strong>non soffriva di alcun disturbo alimentare</strong>. Come tutti i giovani, stava soffrendo gli effetti determinati dall&#8217;emergenza sanitaria in corso. Non è servito nemmeno un ricovero durato ben 17 giorni e&#8217; servito a fare luce sulle problematiche che l&#8217;affliggevano dallo scorso mese di febbraio. Secondo i medici in questi mesi l&#8217;hanno visitata, fatta eccezione per lo psichiatra, Rita era affetta da una depressione causata dallo stress. Ma lei mangiava, aveva fame, voleva nutrirsi ma non riusciva a trattenere il cibo nello stomaco.</p>
<p>Ora, purtroppo, solo l&#8217;esame autoptico, disposto dalla Procura di Napoli potra&#8217; fare luce sulle cause del suo decesso. Fino al 6 aprile, tutti gli esami a cui era stata sottoposta avevano dato sempre esito negativo. Ma lei continuava a stare male e a indebolirsi. Piu&#8217; volte la giovane e&#8217; stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari<strong> ma la nausea e il vomito non smettevano di tormentarla</strong>. E, ingerendo sempre meno cibo, Rita si e&#8217; indebolita a tal punto da non essere quasi in grado di restare in piedi. Dopo una visita dal neurologo alla giovane sono stati anche prescritti degli antidepressivi che pero&#8217; la costringevano dormire tutto il giorno.</p>
<p>Il giorno dopo la tragedia i familiari della 27enne, insieme con il loro legale, <strong>l&#8217;avvocato Amedeo Di Pietro</strong>, si sono recati nel commissariato di <strong>Polizia di Ponticelli</strong> per presentare una denuncia e chiedere all&#8217;autorita&#8217; giudiziaria di fare luce sulla drammatica vicenda.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-243947 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/rosa-caccioppoli-morta.png" alt="rosa caccioppoli morta" width="650" height="378" /></p>
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		<title>Paura a Napoli, agguato nella notte: migrante accoltellato al petto a Forcella</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/08/25/paura-a-napoli-agguato-nella-notte-migrante-accoltellato-al-petto-a-forcella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2020 07:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paura nella notte a Napoli, dove un uomo è stato accoltellato in pieno petto. E&#8217; accaduto a Forcella. La vittima è un 35enne di origini senegalesi, è un richiedente asilo che risiede a via Torino. Il 35enne ha riferito di essere stato colpito da due uomini. Non è ancora chiara la dinamica del fatto, non [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/08/25/paura-a-napoli-agguato-nella-notte-migrante-accoltellato-al-petto-a-forcella/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Paura a Napoli, agguato nella notte: migrante accoltellato al petto a Forcella</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Paura nella notte a Napoli</strong>, dove un <strong>uomo è stato accoltellato</strong> in pieno petto. E&#8217; accaduto a Forcella.<strong> La vittima è un 35enne di origini senegalesi</strong>, è un richiedente asilo che risiede a via Torino. Il 35enne ha riferito di essere stato colpito da due uomini. Non è ancora chiara la dinamica del fatto, non risultano testimoni e, per il momento, la ricostruzione del fatto è affidata al solo racconto della vittima.</p>
<h2>Migrante accoltellato al petto a Forcella</h2>
<p>L&#8217;uomo ha riferito di essere stato avvicinato da due sconosciuti che l&#8217;hanno prima insultato e poi colpito al petto senza motivo. Il 35enne si è recato da solo all&#8217;ospedale Pellegrini, dove ha chiesto assistenza ai medici. La coltellata non ha fortunatamente leso organi vitali. Nonostante abbia perso molto sangue sta bene, i medici hanno suturato la ferita.</p>
<p>Sul luogo dell&#8217;agguato si sono recati i carabinieri del comando provinciale per analizzare i fatti e cercare di capire il motivo del ferimento.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-148337 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ospedale-pellegrini-sabato-di-violenza-rissa-e-vetri-rotti-tra-parenti-dei-malati-7.jpg" alt="Ospedale Pellegrini, escalation di violenza: 8 aggressioni in un'unica notte" width="650" height="378" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lutto a Napoli, è morto Gennaro Di Paola: partigiano delle Quattro Giornate</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/25/lutto-a-napoli-e-morto-gennaro-di-paola-partigiano-delle-quattro-giornate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Dec 2019 10:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lutto per Napoli nel giorno di Natale. E&#8217; morto Gennaro Di Paola, storico partigiano che partecipò alle Quattro giornate di Napoli nel settembre del 1943. Si è spento uno dei simboli della dissidenza partenopea contro l&#8217;oppressione dei tedeschi. A comunicare la triste notizia è stato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che in una [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/25/lutto-a-napoli-e-morto-gennaro-di-paola-partigiano-delle-quattro-giornate/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Lutto a Napoli, è morto Gennaro Di Paola: partigiano delle Quattro Giornate</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lutto per <strong>Napoli</strong> nel giorno di <strong>Natale</strong>. E&#8217; morto <strong>Gennaro Di Paola</strong>, storico partigiano che partecipò alle Quattro giornate di Napoli nel settembre del 1943. Si è spento uno dei simboli della dissidenza partenopea contro l&#8217;oppressione dei tedeschi.</p>
<p>A comunicare la triste notizia è stato il sindaco di Napoli, <strong>Luigi De Magistris</strong>, che in una nota ha scritto: &#8220;<em>È morto<strong> Gennaro Di Paola</strong>, partigiano, protagonista delle quattro giornate di Napoli del settembre del 1943. Insieme a tantissimi napoletani, donne e uomini spesso nemmeno maggiorenni, Gennaro contribuì a liberare Napoli dall’occupazione nazifascista. Ogni anno ci incontravamo in piazza per le commemorazioni ufficiali e cantavamo bella ciao. Un anziano fiero e dolcissimo, un partigiano vero. Ciao Gennaro, mi sei stato tanto caro</em>&#8220;.</p>
<p>Il messaggio ha ricevuto in poco tempo molti commenti di dolore da parte di chi ricordava il coraggio di Di Paola. Il feretro sarà accompagnato dal gonfalone del Comune di Napoli decorato per le Quattro giornate.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-183309 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_12-5-9.png" alt="Lutto a Napoli, è morto Gennaro Di Paola: partigiano delle Quattro Giornate " width="650" height="247" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Giovane napoletano condannato per stupro in Inghilterra: sette anni e mezzo di carcere</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/11/23/giovane-napoletano-condannato-per-stupro-in-inghilterra-sette-anni-e-mezzo-di-carcere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2019 10:26:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nando Orlando è stato condannato a sette anni e mezzo di carcere per stupro. Giovane della Napoli bene due anni fa, assieme a Lorenzo Costanzo, avevano adescato una ragazza di origini australiane in discoteca e poi l&#8217;avevano violentata all&#8217;interno di uno sgabuzzino del locale. La Corte di Isleworth ha emesso la sua sentenza, Nando e [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/23/giovane-napoletano-condannato-per-stupro-in-inghilterra-sette-anni-e-mezzo-di-carcere/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Giovane napoletano condannato per stupro in Inghilterra: sette anni e mezzo di carcere</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nando Orlando</strong> è stato condannato a sette anni e mezzo di carcere per stupro. Giovane della Napoli bene due anni fa, assieme a<strong> Lorenzo Costanzo</strong>, avevano adescato una ragazza di origini australiane in discoteca e poi l&#8217;avevano violentata all&#8217;interno di uno sgabuzzino del locale.</p>
<p>La Corte di Isleworth ha emesso la sua sentenza, Nando e Lorenzo sono colpevoli. La pronuncia del giudice è avvenuta nel pomeriggio di venerdì, intorno alle 18.00. I ragazzi sono già stati trasferiti in carcere. Il caso ha suscitato un enorme clamore mediatico, sia in Gran Bretagna che in Italia. Adesso la difesa di Orlando, seguita dall&#8217;avvocato Maurizio Capozzo, proverà a chiedere, in base agli accordi internazionali, che la pena possa essere scontata in Italia.</p>
<p>L&#8217;ordinamento britannico, però, prevede che qualora i due ragazzi decidessero di scontare la pena in Gran Bretagna, questa sarebbe dimezzata a tre anni e mezzo. Ad ogni modo la procedura per chiedere il trasferimento avrà dei tempi lunghi. Prima la sentenza dovrà essere accolta anche in Italia e poi si dovrà chiedere il trasferimento. Non sarebbe accaduto nulla se uno dei due, Costanzo, non avesse deciso di tornare a Londra, dove è stato subito identificato e accusato della violenza. Così Orlando ha deciso di costituirsi subito e pagare il suo conto con la giustizia inglese.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-178338 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_9-1-35.png" alt="" width="650" height="460" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Casa e contratto SKY, così favorivano la latitanza di Antonio Orlando: arrestate sei persone del clan di Mugnano</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/11/22/casa-e-contratto-sky-cosi-favorivano-la-latitanza-di-antonio-orlando-arrestate-sei-persone-del-clan-di-mugnano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 06:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Mugnano]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sgominata la rete che favorì la latitanza del boss Antonio Orlando. Casa e contratto SKY, questi i confort che gli affiliati garantivano al loro capo. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA della Procura [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/22/casa-e-contratto-sky-cosi-favorivano-la-latitanza-di-antonio-orlando-arrestate-sei-persone-del-clan-di-mugnano/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Casa e contratto SKY, così favorivano la latitanza di Antonio Orlando: arrestate sei persone del clan di Mugnano</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sgominata la rete che favorì la latitanza del boss <strong>Antonio Orlando</strong>. Casa e contratto SKY, questi i confort che gli affiliati garantivano al loro capo. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA della Procura napoletana, nei confronti di <strong>sei indagati</strong> ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e favoreggiamento personale, aggravati dalle finalità mafiose, oltre che, per uno di loro, inosservanza delle prescrizione imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.</p>
<p>Gli arresti sono avvenuti tra<strong> Marano di Napoli</strong>, <strong>Voghera</strong>, <strong>Tolmezzo </strong>e <strong>L&#8217;Aquila</strong>. Tra i destinatari figura anche Antonio Orlando, capo dell&#8217;omonimo clan, già detenuto dallo scorso novembre, dopo 15 anni di latitanza. Mazzolino, come è noto il boss, era a capo dell&#8217;organizzazione criminale operante su Marano di Napoli e comuni limitrofi. Attraverso l&#8217;indagine condotta dal Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e coordinata dal pm di Napoli, la dottoressa Maria Di Mauro e dal procuratore aggiunto della DDA, il dottor Giuseppe Borrelli, è stata individuata la rete di persone che favorirono la latitanza di Orlando e portata alla luce l&#8217;assetto organizzativo dell&#8217;omonimo clan.</p>
<p>Gli indagati fornivano assistenza ad <strong>Andrea Orlando</strong>, durante la sua fuga, nascondendolo in un immobile di Mugnano di Napoli, si occupavano di tutte le incombenze per evitare che il boss si esponesse e gli fornivano anche veicoli &#8220;puliti&#8221; per i suoi spostamenti. Uno degli indagati, inoltre, aveva daoto alcuni documenti falsi ad Orlando, tra cui carta d&#8217;identità e patente, sui quali aveva messo la sua foto per consentirgli di girare senza essere identificato. Erano stati anche fatti alcuni contratti per la fornitura di gas, energia elettrica e Sky.</p>
<p>Arrestati anche<strong> Luigi Esposito</strong>, noto con il nome di &#8220;<strong>Gigino e Celeste</strong>&#8220;, accusato di associazione di tipo mafioso, dopo essere stato scarcerato nel 2017 era al vertice del clan e <strong>Sabatino Russo</strong>, vicino all&#8217;organizzazione criminale di Giugliano, entrambi già in stato d&#8217;arresto. Sarebbe stato lui a organizzare e gestire la latitanza di Orlando, curando ogni dettaglio e provvedendo anche alle cure mediche del boss. Inoltre, faceva da tramite tra il latitante e i vertici del clan.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-178187 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_10-6-12.jpg" alt="" width="650" height="425" /></p>
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		<title>Nascono quattro gemelli in Campania: sono due maschi e due femmine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 17:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Super parto gemellare in Campania dove una coppia di neogenitori ha dato alla luce ben quattro gemelli. Una giovane donna di 31 anni ha dato alla luce all&#8217;ospedale Fatebenefratelli di Benevento due maschietti e due femminucce. I neonati e la mamma, secondo il primo bollettino dei medici, sono in ottime condizioni dopo il parto. I [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Super parto gemellare in Campania dove una coppia di neogenitori ha dato alla luce ben quattro gemelli. Una giovane donna di 31 anni ha dato alla luce all&#8217;ospedale Fatebenefratelli di Benevento due maschietti e due femminucce.</p>
<p>I neonati e la mamma, secondo il primo bollettino dei medici, sono in ottime condizioni dopo il parto. I neo genitori, Marco Parrella di San Nicola Manfredi, e Annalisa Zollo, di San Leucio del Sannio, hanno fato ai quattro bimbi, i nomi di Francesco, Luigi, Marialuisa e Arianna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-172758 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/parto-quattro-gemelli.jpg" alt="" width="650" height="294" /></p>
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		<title>Giustizia per Ciro Colonna, 8 condanne all&#8217;ergastolo per l&#8217;omicidio dell&#8217;innocente e del ras dei Barbudos</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/09/18/giustizia-per-ciro-colonna-8-condanne-allergastolo-per-lomicidio-dellinnocente-e-del-ras-dei-barbudos/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ciro Cuozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 13:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati condannati tutti all&#8217;ergastolo gli otto imputati nel processo di primo grado per il duplice omicidio di Raffaele Cepparulo, 25 anni, elemento di spicco del clan Esposito-Genidoni, i Barbudos del Rione Sanità, e di Ciro Colonna 19 anni, giovane incensurato che frequentava quel circolo del Lotto Zero di Ponticelli, periferia est di Napoli, perché il territorio [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati condannati tutti all&#8217;ergastolo gli otto imputati nel processo di primo grado per il duplice omicidio di Raffaele Cepparulo, 25 anni, elemento di spicco del<strong> clan Esposito-Genidoni</strong>, i <strong>Barbudos</strong> del Rione Sanità, e di <strong>Ciro Colonna</strong> 19 anni, giovane incensurato che frequentava quel circolo del Lotto Zero di Ponticelli, periferia est di Napoli, perché il territorio dove viveva non offriva niente di meglio. Era il 7 giugno 2016.</p>
<p>Questa la sentenza emessa dal giudice dell&#8217;udienza preliminare di Napoli Luana Romano nei confronti del boss Ciro Rinaldi, ritenuto il mandante, <strong>Anna De Luca Bossa</strong>, ritenuta la specchiettista, Giulio Ceglie, <strong>Cira Cipollaro</strong> (madre di Michele Minichini),<strong> Luisa De Stefano</strong>,<strong> Vincenza Maione</strong>, <strong>Antonio Rivieccio</strong> e <strong>Michele Minichini </strong>(figlio del killer Ciro), questi ultimi due, secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, considerati gli autori materiali del duplice omicidio (Rivieccio uccise per errore Colonna mentre Minichini finì Cepparuolo).  Colonna venne ucciso perché il suo tentativo di recuperare gli occhiali da terra durante la fuga venne frainteso dall&#8217;inesperto killer che sparò senza esitazioni.</p>
<p>Accolte in pieno le richieste del pm Antonella Fratello che ha condotto le indagini coordinate dal procurate aggiunto Giuseppe Borrelli. Gli imputati rispondevano di duplice omicidio con le aggravanti dell’uso illegale delle armi, della premeditazione e della matrice camorristica. In aula erano presenti i familiari di Ciro Colonna, costituitisi parte civile, ma anche Susy Cimminiello (sorella di Gianluca, il tatuatore ucciso dagli Scissionisti) e il padre di Genny Cesarano, il 17enne ammazzato per errore nel rione Sanità in seguito a una stesa.</p>
<p><strong>LA RICOSTRUZIONE &#8211;</strong> Il 7 giugno 2016 i killer fecero irruzione nel circolo di via Cleopatra e oltre ad uccidere il rivale Cepparulo, che fino a qualche settimana prima era attivissimo sui social (su Facebook si chiamava “Raffaele Ultimo”), fecero fuori anche un giovane innocente.</p>
<p>Il movente dell&#8217;omicidio fu la presenza a Ponticelli di Cepparulo che dopo i numerosi arresti avvenuti nel clan Esposisto-Genidoni si avvicinò ai De Micco di Ponticelli, rivali dei Minichini-De Luca Bossa e dei Rinaldi.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-06-11-alle-09.07.32.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-163087 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-06-11-alle-09.07.32.png" alt="Omicidio di camorra, confessa la moglie del boss: &quot;Ciro Colonna non doveva morire&quot;" width="650" height="379" /></a></p>
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		<title>Terra dei Fuochi, riprende sversamenti illeciti di rifiuti: reporter pestato a sangue</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/09/06/terra-dei-fuochi-riprende-sversamenti-illeciti-di-rifiuti-reporter-pestato-a-sangue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 15:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorpresi mentre sversavano illegalmente rifiuti nella zona periferica di Marcianise (Caserta), tre uomini hanno aggredito e picchiato il giornalista e attivista Pino Grazioli. E&#8217; quanto accaduto poco prima della mezzanotte di giovedì 5 settembre nella zona del depuratore della cittadina casertana dove il reporter si era recato insieme a un collega per riprendere un rituale [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sorpresi mentre sversavano illegalmente rifiuti nella zona periferica di Marcianise (Caserta), tre uomini hanno aggredito e picchiato il giornalista e attivista Pino Grazioli. E&#8217; quanto accaduto poco prima della mezzanotte di giovedì 5 settembre nella zona del depuratore della cittadina casertana dove il reporter si era recato insieme a un collega per riprendere un rituale assai diffuso nell&#8217;area della Terra dei Fuochi.</p>
<p>I tre uomini, giunti a bordo di un furgone, hanno notato la presenza dei due giornalisti e della telecamere ed è scattata l&#8217;aggressione. Grazioli e il collega sono riusciti poi a scappare e a dare l’allarme. Successivamente si sono recati in ospedale a Marcianise e poi dai carabinieri per denunciare l&#8217;accaduto.</p>
<p>“Alcuni sversatori abusivi hanno aggredito il giornalista e militante Pino Grazioli mentre effettuava una delle sue perlustrazioni per evitare roghi nella Terra dei Fuochi – ha commentato a caldo il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che ha accompagnato Grazioli nel sopralluogo di lunedì – Adesso lo stanno accompagnando all’ospedale di Marcianise per una serie di controlli. Piena solidarietà e sostegno a Pino amico di tante battaglie per l’ambiente.”</p>
<p>“Esprimiamo massima solidarietà a Pino Grazioli per la vergognosa aggressione subita nella notte tra giovedì e venerdì. Pino era al lavoro per documentare uno sversamento abusivo nei pressi del depuratore di Marcianise quando è stato aggredito dagli avvelenatori che, sorpresi, lo hanno violentemente malmenato. Evidentemente la sua attività giornalistica quotidiana nella Terra dei Fuochi sta infastidendo i delinquenti che, da anni, avvelenano i territori, provocando gravi patologie nella popolazione. Gli auguriamo di rimettersi quanto prima e di riprendere le battaglie per la legalità che ci vedono al suo fianco”.</p>
<p>Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli. Sul tema della Terra dei Fuochi è intervenuto in trasmissione il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “Con la Lega abbiamo avuto idee diverse sulla tutela ambientale, con Pd e Leu abbiamo stilato un programma che mette l’ambiente al centro. Ho incontrato grandi difficoltà nell’ottenere attenzione da Salvini sul tema della Terra dei Fuochi durante la sua esperienza di ministro dell’Interno. Nel nuovo ministro Lamorgese ho riscontrato un approccio totalmente diverso, mi ha dato la sua disponibilità a collaborare per contrastare il fenomeno.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-09-06-alle-19.33.39.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-171234 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-09-06-alle-19.33.39.png" alt="" width="650" height="492" /></a></p>
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		<title>L&#8217;ex di Nadia Toffa: &#8220;Con lei fino alla fine, ho esaudito il suo ultimo desiderio&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/08/26/lex-di-nadia-toffa-con-lei-fino-alla-fine-ho-esaudito-il-suo-ultimo-desiderio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2019 07:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non l&#8217;ho mai lasciata sola un momento, sono stato io a raccogliere il suo ultimo desiderio&#8221;. A parlare è Massimiliano Ferrigno, l&#8217;ex fidanzato di Nadia Toffa, la conduttrice e inviata de &#8220;Le Iene&#8221; scomparsa lo scorso 13 agosto a Brescia in seguito a una brutta malattia. Ferrigno, autore del programma televisivo in onda su Italia [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non l&#8217;ho mai lasciata sola un momento, sono stato io a raccogliere il suo ultimo desiderio&#8221;. A parlare è <strong>Massimiliano Ferrigno</strong>, l&#8217;ex fidanzato di <strong>Nadia Toffa</strong>, la conduttrice e inviata de &#8220;Le Iene&#8221; scomparsa lo scorso 13 agosto a Brescia in seguito a una brutta malattia.</p>
<p>Ferrigno, autore del programma televisivo in onda su Italia 1, è stato legato a lungo a Nadia Toffa. Un amore che però subì una battuta d&#8217;arresto nel 2017, anno in cui Nadia fu colpita da un malore mentre si trovava in un albergo di Trieste e dopo essere stata trasportata al San Raffaele di Milano scoprì di avere un tumore al cervello.</p>
<p>In una intervista rilasciata al settimanale <em>Dipiù</em>, Ferrigno ha sottolineato di essere sempre rimasto legatissimo a Nadia Toffa: &#8220;Io e Nadia ci siamo visti tutti i giorni fino al giorno in cui se ne è andata. Non l’ho mai lasciata sola nemmeno un momento, sono stato io a raccogliere il suo ultimo desiderio. Dopo dieci anni ci eravamo presi una pausa di riflessione. Lei aveva trovato un altro uomo che aveva poi deciso di lasciare&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultimo desiderio di Nadia Toffa era quello di avere don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, in provincia di Napoli, ai suoi funerali. Massimiliano lo ha reso possibile poi ha raccontato la sua storia d&#8217;amore con la giornalista: &#8220;Per me Nadia era tutto: era la vita stessa. Con lei se ne sono andati dieci anni della mia vita&#8221;.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/a_ori_crop_MASTER__0x0.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-170419 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/a_ori_crop_MASTER__0x0.jpg" alt="" width="656" height="492" /></a></p>
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		<item>
		<title>Orrore in casa, picchia la moglie e tenta di lanciare la figlia di 4 mesi dal balcone</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/06/17/orrore-in-casa-picchia-la-moglie-e-tenta-di-lanciare-la-figlia-di-4-mesi-dal-balcone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 08:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[colonna]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha prima aggredito la compagna, provocandole ferite guaribili in 30 giorni, poi non contento ha tentato di lanciare la figlia di 4 mesi dal terzo piano dell&#8217;abitazione in cui risiedeva. Raptus di follia quello che ha visto protagonista un 35enne sudanese arrestato dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania (Salerno) per maltrattamenti in famiglia [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha prima aggredito la compagna, provocandole ferite guaribili in 30 giorni, poi non contento ha tentato di lanciare la figlia di 4 mesi dal terzo piano dell&#8217;abitazione in cui risiedeva. Raptus di follia quello che ha visto protagonista un 35enne sudanese arrestato dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania (Salerno) per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.</p>
<p>L&#8217;ira dell&#8217;uomo, richiedente asilo politico originario del Darfour ma residente a Ceraso (Salerno), è stata placata grazie all&#8217;intervento dei carabinieri, guidati dal capitano Mennato Malgieri, che hanno evitato che la situazione degenerasse in tragedia. I militari, con l&#8217;ausilio dei vigili del fuoco, sono riusciti a entrare in casa e a bloccare il 35enne che è stato arrestato in flagranza di reato e tradotto presso la casa circondariale di Vallo della Lucania.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/violenza.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-85252 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/violenza.png" alt="" width="637" height="306" /></a></p>
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