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	<title>amato pagano Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>amato pagano Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Camorra, arrestato luogotenente del clan Amato-Pagano</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/05/26/camorra-arrestato-luogotenente-del-clan-amato-pagano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 09:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri delle Tenenza di Arzano, hanno arrestato Giosuè Belgiorno, 29enne, pregiudicato, ritenuto un luogotenente del clan Amato/Pagano, già condannato a 20 anni per l’omicidio di Antonino D’Andò, avvenuto nel 2011. L’uomo era stato da poco scarcerato perché le condizioni di salute ne sconsigliavano la detenzione a causa dell’emergenza Covid-19. Stava scontando la sua pena [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Carabinieri delle Tenenza di Arzano</strong>, hanno arrestato <strong>Giosuè Belgiorno</strong>, 29enne, pregiudicato, ritenuto un luogotenente del <strong>clan Amato/Pagano</strong>, già condannato a 20 anni per l’omicidio di Antonino D’Andò, avvenuto nel 2011.<br />
L’uomo era stato da poco scarcerato perché le condizioni di salute ne sconsigliavano la detenzione a causa dell’emergenza <strong>Covid-19</strong>.</p>
<p>Stava scontando la sua pena ai domiciliari, ma ieri i militari lo hanno raggiunto e gli hanno notificato un provvedimento della procura generale della Corte di Appello di Napoli, che dispone la reclusione per quasi due anni, quale residuo pena per il reato di associazione per delinquere di tipo camorristico. La pena sarà poi seguita dalla misura di sicurezza della libertà vigilata, a fronte della riconosciuta pericolosità sociale. I due anni si aggiungono ai cinque già scontati in un carcere siciliano.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-125408 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-06-29-alle-20.16.05.png" alt="Camorra, arrestato luogotenente del clan Amato-Pagano" width="650" height="379" /></p>
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		<title>Dai Di Lauro agli scissionisti, ascesa e declino del business-man della droga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 12:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[amato pagano]]></category>
		<category><![CDATA[clan di lauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito di complessa attività di indagine di natura patrimoniale, tesa all&#8217;aggressione dei patrimoni di mafia, personale della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli ha dato esecuzione al decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Napoli &#8211; Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito di complessa attività di indagine di natura patrimoniale, tesa all&#8217;aggressione dei patrimoni di mafia, personale della <strong>Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione al decreto di sequestro beni emesso dal <strong>Tribunale di Napoli</strong> &#8211; Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di <strong>Giovanni Borrelli</strong> nato a <strong>Napoli</strong> il 25.11.1971.</p>
<p>Il predetto, detenuto dal <strong>04.12.2008</strong>, è persona di elevatissima pericolosità sociale, inserito prima nel <strong>clan Di Lauro</strong> fino al 2004, e poi transitato nel gruppo originato dalla scissione da quest&#8217;ultimo denominato <strong>clan Amato-Pagano</strong>, dal nome dei capi <strong>Raffaele Amato </strong>e <strong>Cesare Pagano</strong>. Sodalizi criminali operanti nei quartieri napoletani di <strong>Secondigliano</strong> e <strong>Scampia</strong> e nei comuni limitrofi di <strong>Casavatore</strong>, <strong>Melito</strong> e <strong>Mugnano</strong> e la cui cruenta contrapposizione per la gestione degli affari criminosi, in primis quelli legati alla vendita di sostanze stupefacenti, ha generato svariati episodi di sangue.</p>
<p><strong>Borrelli</strong>, dedito sin da giovanissimo a reati contro il patrimonio per i quali riportava varie condanne, ha poi fatto l&#8217;ingresso nei ranghi della criminalità organizzata, assumendo un ruolo rilevante nella gestione delle attività di spaccio di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Il predetto veniva, tra l&#8217;altro, condannato ad una pena definitiva di anni 13 per associazione finalizzata al <strong>traffico di sostanze stupefacenti</strong>; si trova, allo stato, detenuto presso la <strong>casa di reclusione di Spoleto</strong>, in quanto destinatario di un provvedimento di &#8220;cumulo pene&#8221; emesso dalla <strong>Procura Generale</strong> presso la <strong>Corte di Appello di Napoli</strong> in data <strong>29.06.2016</strong>, che irrogava una pena di sedici anni e due mesi di reclusione.</p>
<p>Il citato decreto del <strong>Tribunale di Napoli</strong>, emesso in accoglimento di articolata proposta del <strong>Questore di Napoli</strong>, formulata a seguito di complessa e prolungata attività investigativa svolta dalla <strong>Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali</strong>, ha disposto il sequestro del seguente bene immobile intestato alla moglie del proposto, in considerazione della sproporzione tra il suo valore e le lecite capacità economiche del proposto e del suo nucleo familiare: un appartamento di 4 vani ubicato in <strong>Melito</strong> di Napoli (NA) alla <strong>via Sandro Pertini nr. 20</strong>. Il valore del bene in sequestro ammonta a circa <strong>duecento mila euro</strong>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/omicidio-scampia-con-di-lauro-pagano-e-amato.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-156805 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/omicidio-scampia-con-di-lauro-pagano-e-amato.jpg" alt="Dai Di Lauro agli scissionisti, ascesa e declino del business-man della droga" width="650" height="366" /></a></p>
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		<title>Agguato a Napoli durante la Champions, morto Peppe &#8216;o Casalese: l&#8217;ombra della faida per gli scissionisti</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/12/12/agguato-a-napoli-durante-la-champions-morto-peppe-o-casalese-lombra-della-faida-per-gli-scissionisti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 08:57:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio De Luca, 30enne e Giuseppe Santangelo detto &#8216;o casalese, 29enne, sono stati trovati all&#8217;interno di una vettura abbandonata davanti l&#8217;ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Il primo era in fin di vita, è stato operato d&#8217;urgenza e ora si trova in coma farmacologico. Santangelo, invece, era già morto. &#8216;o Casalese era legato al clan [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fabio De Luca</strong>, 30enne e <strong>Giuseppe Santangelo</strong> detto &#8216;<em>o casalese</em>, 29enne, sono stati trovati all&#8217;interno di una vettura abbandonata davanti l&#8217;ospedale <strong>San Giovanni Bosco</strong> di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p>Il primo era in fin di vita, è stato operato d&#8217;urgenza e ora si trova in coma farmacologico. <strong>Santangelo</strong>, invece, era già morto. &#8216;<em>o Casalese</em> era legato al clan degli <strong>Amato &#8211; Pagano</strong>, ovvero dei cosiddetti &#8216;<em>Scissionisti</em>.</p>
<p>Ancora poco chiari la dinamica dell&#8217;agguato, avvenuto verso le 21.30 di ieri sera e il suo movente. Come riportato da Cronache di Napoli, l&#8217;omicidio potrebbe essere avvenuto a Scampia. L&#8217;unica certezza è l&#8217;auto sulla quale erano a bordo i due giovani, trovata crivellata di proiettili esplosi da un&#8217;arma da fuoco.</p>
<p>Un&#8217;ipotesi al vaglio degli investigatori potrebbe essere questa: il raid mortale rientrerebbe nelle tensioni interne al clan <strong>Amato &#8211; Pagano</strong>, fatto che causerebbe una fai da interna agli &#8216;<em>Scissionisti</em>. Intanto sarebbe spuntato un frame di un&#8217;immagine presa dalle registrazioni di alcuni video di sorveglianza e che hanno mostrato l&#8217;auto di passaggio per il <strong>corso Garibaldi</strong>.</p>
<figure id="attachment_142428" aria-describedby="caption-attachment-142428" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-142428 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-12-12-alle-10.36.30.png" alt="Agguato a Napoli durante la Champions, morto Peppe 'o Casalese: l'ombra della faida per gli scissionisti" width="650" height="417" /><figcaption id="caption-attachment-142428" class="wp-caption-text">foto di repertorio, nel riquadro la vittima dell&#8217;agguato</figcaption></figure>
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		<title>Omicidio D&#8217;Andò, dopo 7 anni arrestati i presunti colpevoli</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/10/02/omicidio-dando-dopo-7-anni-arrestati-i-presunti-colpevoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 06:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In data odierna questa Squadra Mobile presso la Questura di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di 7 indagati, emessa dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (DDA), nei confronti di soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna questa <strong>Squadra Mobile</strong> presso la <strong>Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di 7 indagati, emessa dal <em>Giudice per le indagini preliminari</em> (<strong>GIP</strong>) presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong>, su richiesta della <em>Direzione distrettuale antimafia </em>(<strong>DDA</strong>), nei confronti di soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio per lupara bianca di <strong>Antonino D&#8217;Andò</strong>, scomparso il <strong>22 febbraio 2011</strong>, ritenuto uno dei luogotenenti di <strong>Carmine Amato</strong>, a sua volta erede di <strong>Raffaele Amato</strong>, uno dei capi della consorteria camorristica<strong> Amato</strong> &#8211; <strong>Pagano</strong>.</p>
<p>Le attività di indagine &#8211; fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un’ampia messe di riscontri &#8211; hanno consentito di ricostruire mandanti ed esecutori di un omicidio &#8220;eccellente&#8221; che costituì un’epurazione interna decisa da una componente del clan, quella facente riferimento a <strong>Mario Riccio</strong>, detto &#8220;<em>Mariano</em>&#8221; e genero di <strong>Cesare Pagano</strong>, per questo designato a capo dell’organizzazione criminale, ai danni della componente che faceva riferimento agli <strong>Amato</strong>.</p>
<p><strong>D&#8217;Andò</strong> venne assassinato ed il suo cadavere fatto sparire non per dissimulare la responsabilità dell’omicidio, ma quale ultimo atto di affronto nei riguardi di un affiliato rimasto fedele agli <strong>Amato</strong> e che non vedeva di buon occhio la leadership di <strong>Riccio</strong>.</p>
<p><strong>D&#8217;Andò</strong> fu attirato in trappola, venendo convocato per una riunione in uno dei covi del clan, per essere subito ucciso da un soggetto, legato da vincoli di sangue ai <strong>Pagano</strong>, che così se ne assunsero la diretta responsabilità, e poi sepolto in un terreno incolto rimasto ignoto.</p>
<p><strong>I NOMI DEGLI ARRESTATI</strong></p>
<p>1) BAIANO Emanuele, di 30 anni</p>
<p>2) BELGIORNO Giosue’ di 29 anni, detto Giosue’ o’ ruoss,</p>
<p>3) BELGIORNO Giosue’ di 28 anni; dettoGiosue’o’piccirillo</p>
<p>4) FERRAIUOLO Mario di 28 anni;detto Marittiello quatt sold;</p>
<p>5) PARISI Giuseppe di 51 anni, detto “Pino”</p>
<p>6) RICCIO Mario di 27 anni, detto“Mariano”</p>
<p>7) SCOGNAMIGLIO Ciro di 29 anni; detto Ciro banbulella</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/02/omicidio-dando-dopo-7-anni-arrestati-i-presunti-colpevoli/">Omicidio D&#8217;Andò, dopo 7 anni arrestati i presunti colpevoli</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Arzano, blitz dei carabinieri nella &#8220;roccaforte&#8221; degli Amato &#8211; Pagano: alla ricerca del boss Monfregolo</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/09/11/arzano-blitz-dei-carabinieri-nella-roccaforte-degli-amato-pagano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2018 08:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Arzano]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[amato pagano]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nome rievoca due film del tutto diversi, uno è un classico americano che ha fatto la storia del genere western (&#8220;Il massacro di Fort Apache&#8220;), il secondo narra la storia del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra nel 1985 (&#8220;Fortapàsc&#8220;). Ma qui non siamo in una sala o su di un set cinematografico, tuttavia le [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/11/arzano-blitz-dei-carabinieri-nella-roccaforte-degli-amato-pagano/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Arzano, blitz dei carabinieri nella &#8220;roccaforte&#8221; degli Amato &#8211; Pagano: alla ricerca del boss Monfregolo</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/11/arzano-blitz-dei-carabinieri-nella-roccaforte-degli-amato-pagano/">Arzano, blitz dei carabinieri nella &#8220;roccaforte&#8221; degli Amato &#8211; Pagano: alla ricerca del boss Monfregolo</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome rievoca due film del tutto diversi, uno è un classico americano che ha fatto la storia del genere western (&#8220;<em>Il massacro di Fort Apache</em>&#8220;), il secondo narra la storia del giornalista <strong>Giancarlo Siani</strong> ucciso dalla camorra nel 1985 (&#8220;<em>Fortapàsc</em>&#8220;).</p>
<p>Ma qui non siamo in una sala o su di un set cinematografico, tuttavia le similitudini con la realtà ci sono. Infatti, <strong>Fort Apache </strong>è anche un rione che si trova ad <strong>Arzano </strong>(cittadina in provincia di <strong>Napoli</strong>), meglio conosciuto come &#8220;<em><strong>167</strong></em>&#8220;.</p>
<p>E questa mattina, a sedare il &#8220;far west&#8221; generato dalla camorra, ci ha pensato un blitz dei <strong>carabinieri</strong>. I militari hanno messo sotto assedio quella che di fatto è la &#8220;roccaforte&#8221; degli <strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong>, sodalizio noto per la sanguinosa faida di <strong>Secondigliano</strong> combattuta contro il clan <strong>Di Lauro</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Anche stamattina città sotto assedio dell’Arma dei Carabinieri. Poco fa il blitz con controlli a tappeto a “Fort Apache” il rione della 167 roccaforte locale del clan Amato-Pagano. Posti di blocco anche in piazza Cimmino e in tutto il centro storico</em>&#8220;, questa la notizia riportata dal collega <strong>Mimmo Rubio</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, tornando ai parallelismi con la storia e il cinema, è stato vittima <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/08/30/botti-e-intimidazioni-contro-il-giornalista-mimmo-rubio-massima-allerta-intervenga-salvini/" target="_blank" rel="noopener">nella notte tra il <strong>28</strong> e <strong>29 agosto</strong> scorsi</a> di alcune intimidazioni. Addirittura sono stati esplosi dei colpi d&#8217;arma da fuoco sotto la sua abitazione ad <strong>Arzano</strong> e lanciati dei petardi contro il suo balcone. Ad essere minacciato dalla camorra anche il collega <strong>Giuseppe Bianco</strong>.</p>
<p>Per questo, si è acceso in modo ancora più forte il faro delle forze dell&#8217;ordine e delle istituzioni locali, contro la criminalità organizzata egemone nella cittadina facente parte dell&#8217;area Nord di <strong>Napoli</strong>. Inoltre, come riportato da <em>Il</em> <em>Roma</em>, le forze dell&#8217;ordine stanno dando la caccia al reggente del clan della <em><strong>167</strong></em>, il boss latitante <strong>Monfregolo</strong>, legato proprio agli <strong>Amato-Pagano</strong>.</p>
<p>Ancora non si conosce l&#8217;esito dell&#8217;operazione, se ha comportato arresti e / o sequestri. Abbiamo provato a contattare la centrale operativa dei <strong>carabinieri</strong> di <strong>Arzano</strong> ma non ci è stata fornita alcuna informazione. Sul fatto i militari non hanno voluto rilasciato dichiarazioni.</p>
<figure id="attachment_133054" aria-describedby="caption-attachment-133054" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-133054 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/1-1-46.jpg" alt="Arzano, blitz dei carabinieri nella &quot;roccaforte&quot; degli Amato - Pagano" width="650" height="420" /><figcaption id="caption-attachment-133054" class="wp-caption-text">foto di Mimmo Rubio</figcaption></figure>
<figure id="attachment_133055" aria-describedby="caption-attachment-133055" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-133055 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ante-69.jpg" alt="Arzano, blitz dei carabinieri nella &quot;roccaforte&quot; degli Amato - Pagano" width="650" height="397" /><figcaption id="caption-attachment-133055" class="wp-caption-text">foto di Mimmo Rubio</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/11/arzano-blitz-dei-carabinieri-nella-roccaforte-degli-amato-pagano/">Arzano, blitz dei carabinieri nella &#8220;roccaforte&#8221; degli Amato &#8211; Pagano: alla ricerca del boss Monfregolo</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Omicidio Cimminiello, sentenza per i due boss. Lo sfogo della sorella: &#8220;Amici, dove siete?&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/omicidio-cimminiello-sentenza-per-i-due-boss-lo-sfogo-della-sorella-amici-dove-siete/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ciro Cuozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 09:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[amato pagano]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca cimminiello]]></category>
		<category><![CDATA[scissionisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dove siete voi fratelli, cugini, amici, familiari di Gianluca? Io sono qui, siamo quattro gatti&#8221;. E&#8217; l&#8217;amaro commento di Susy Cimminiello, sorella di Gianluca, il tatuatore ucciso dalla camorra il 2 febbraio 2010 a Casavatore. Nella giornata di oggi, venerdì 29 giugno, la Corte di Assise del Tribunale di Napoli ha condannato all&#8217;ergastolo i boss [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/omicidio-cimminiello-sentenza-per-i-due-boss-lo-sfogo-della-sorella-amici-dove-siete/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Omicidio Cimminiello, sentenza per i due boss. Lo sfogo della sorella: &#8220;Amici, dove siete?&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dove siete voi fratelli, cugini, amici, familiari di Gianluca? Io sono qui, siamo quattro gatti&#8221;. E&#8217; l&#8217;amaro commento di <strong>Susy Cimminiello</strong>, sorella di <strong>Gianluca</strong>, il <strong>tatuatore</strong> ucciso dalla camorra il 2 febbraio 2010 a <strong>Casavatore</strong>. Nella giornata di oggi, venerdì 29 giugno, la Corte di Assise del Tribunale di Napoli ha condannato all&#8217;ergastolo i boss del clan Amato-Pagano, <strong>Arcangelo Abete</strong> e <strong>Raffaele Aprea</strong>, ritenuti il mandante e l&#8217;organizzatore dell&#8217;omicidio, nato per una banale foto pubblicata con il &#8220;Pocho&#8221; Lavezzi, che stroncò la vita a un giovane di 31 anni.</p>
<p>&#8220;Questa guerra la vinciamo se la facciamo insieme &#8211; commenta in un video, girato all&#8217;esterno del tribunale, Susy Cimminiello -. Non la posso fare da sola. Uscendo dall&#8217;aula mi sono dovuta subire occhiatacce dalle persone coinvolte nell&#8217;omicidio di mio fratello. La criminalità non si combatte soltanto facendo convegni ma si combatte qui, in tribunale. In questi anni tante persone mi hanno detto di essermi vicina, di sostenermi, e invece oggi sono da sola con poche persone qui in tribunale. Siete ancora in tempo, la sentenza è in programma alle 14.30. Venite qui e metteteci la faccia perché la camorra uccide chi è solo. Dove siete voi fratelli, cugini, amici, familiari di Gianluca? Dove siete? Mi auguro e spero per le vostre coscienze che state facendo qualcosa di meglio&#8221;.</p>
<figure id="attachment_9606" aria-describedby="caption-attachment-9606" style="width: 607px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/omicidio-di-gianluca-cimminiello-le-parole-della-sorella-dopo-il-processo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-9606" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/omicidio-di-gianluca-cimminiello-le-parole-della-sorella-dopo-il-processo.jpg" alt="Processo Gianluca Cimminiello, le parole di Susy" width="607" height="455" /></a><figcaption id="caption-attachment-9606" class="wp-caption-text">Gianluca Cimminiello</figcaption></figure>
<p>Per l&#8217;omicidio del tatuatore lo scorso 18 maggio i giudici della corte di Cassazione hanno condannato all&#8217;ergastolo <strong>Vincenzo Russo</strong>, detto &#8216;o Luongo, ritenuto l&#8217;esecutore materiale. Oggi tocca invece ai due boss della fazione scissionista che, coinvolti dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Biagio Esposito e Carmine Cerrato, continuano a dichiararsi estranei alla vicenda. Per loro la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha chiesto il carcere a vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fsusy.cimminiello%2Fvideos%2F10215015747581476%2F&amp;show_text=0&amp;width=267" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<figure id="attachment_125348" aria-describedby="caption-attachment-125348" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/susy-cimminiello-e-saverio-masi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-125348 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/susy-cimminiello-e-saverio-masi.jpg" alt="" width="650" height="449" /></a><figcaption id="caption-attachment-125348" class="wp-caption-text">Susy Cimminiello e Saverio Masi, capo scorta del magistrato Nino Di Matteo</figcaption></figure>
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		<title>Duplice omicidio nel centro abbronzante che ha ispirato &#8220;Gomorra&#8221;: arrestati i killer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 10:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Arzano]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[amato pagano]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[clan moccia]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono bastati pochi secondi ed una scia di proiettili per ammazzare due persone, di cui una innocente. Poi, durante la fuga, i killer hanno anche ingaggiato una colluttazione con una donna, la moglie di una delle vittime che era intervenuta per soccorrere il marito. È stata colpita al capo con il calcio di una pistola. Così [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/15/duplice-omicidio-nel-centro-abbronzante-che-ha-ispirato-gomorra-arrestati-i-killer/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Duplice omicidio nel centro abbronzante che ha ispirato &#8220;Gomorra&#8221;: arrestati i killer</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono bastati pochi secondi ed una scia di proiettili per ammazzare due persone, di cui una innocente. Poi, durante la fuga, i killer hanno anche ingaggiato una colluttazione con una donna, la moglie di una delle vittime che era intervenuta per soccorrere il marito. È stata colpita al capo con il calcio di una pistola. Così quel 26 febbraio del 2014, tre sicari sono entrati nel centro estetico &#8220;<em>Solerio</em>&#8221; di <strong>Arzano</strong> ed hanno ucciso <strong>Ciro Casone</strong> e <strong>Vincenzo Ferrante</strong>. Il primo era il vero obiettivo del commando, il secondo è stato probabilmente scambiato per un suo guardaspalle.</p>
<p>Oggi <strong>Polizia</strong> e <strong>Carabinieri</strong> hanno comunicato di aver arrestato mandante ed esecutori di questo delitto, dopo anni di indagini effettuate in stretta collaborazione tra i due corpi di forze dell&#8217;ordine. Agenti e militari hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere per 6 soggetti, ritenuti dagli inquirenti affiliati al clan <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong></a>. Il <strong>Gip</strong> (<em>Giudice per le indagini preliminari</em>) ha dunque accolto la richiesta della <strong>DDA </strong>(<em>Direzione distrettuale antimafia</em>) locale che per l&#8217;inchiesta ha avuto il supporto di alcuni collaboratori di giustizia. Il provvedimento è stato disposto per i reati di omicidio, estorsione, violenza privata, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. Il tutto caratterizzato dall&#8217;aggravante mafiosa.</p>
<p>In manette sono finiti <strong>Renato Napoleone</strong> (nato a Napoli il 01.04.1983), affiliato di lunga data del clan Amato &#8211; Pagano, <strong>Angelo Antonio Gambino</strong> (nato a Napoli il 30.11.1993) e <strong>Francesco Paolo Russo</strong> (nato a Pompei il 23.05.1990). Il primo è stato anche il mandante del duplice agguato, mentre <strong>Gambino</strong> e <strong>Russo</strong> ne sono stati gli esecutori diretti.</p>
<p>L&#8217;assassinio di <strong>Casone</strong> è rientrato all&#8217;interno di uno scontro tra questo sodalizio emergente e vicino all&#8217;organizzazione degli <strong>Amato &#8211; </strong><strong>Pagano</strong>, con il <strong>clan Moccia</strong>. In palio c&#8217;era il controllo delle attività illecite sul territorio di <strong>Arzano</strong>.<strong> </strong> Inoltre gli investigatori, hanno accertato il coinvolgimento di <strong>Pasquale</strong> e <strong>Pietro Cristiano</strong> (rispettivamente nati a Napoli il 7.1.1989 e a Grumo Nevano il 26.6.1964) e <strong>Raffaele Liguori </strong>(nato a Napoli il 2.12.1990) in relazione ad alcune estorsioni commesse ai danni dei titolari di aziende sempre legate al territorio di <strong>Arzano</strong>. Anche per loro tre sono scattati gli arresti, in quanto l&#8217;attività di racket veniva messa in atto con la forza dell&#8217;intimidazione derivante dal vincolo associativo.</p>
<figure id="attachment_111756" aria-describedby="caption-attachment-111756" style="width: 746px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/amatopaganoabbrlampa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-111756 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/amatopaganoabbrlampa.jpg" alt="Duplice omicidio nel centro abbronzante che ha ispirato &quot;Gomorra&quot;: arrestati i killer" width="746" height="479" /></a><figcaption id="caption-attachment-111756" class="wp-caption-text">Nei riquadri centrali in alto le vittime: a sinistra Ciro Casone e a destra Vincenzo Ferrante. Nei riquadri a destra i killer: in alto Renato Napoleone e in basso Francesco Paolo Russo. Nei riquadri in basso gli arrestati per racket: da sinistra verso destra, Pietro e Pasquale Cristiano</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/15/duplice-omicidio-nel-centro-abbronzante-che-ha-ispirato-gomorra-arrestati-i-killer/">Duplice omicidio nel centro abbronzante che ha ispirato &#8220;Gomorra&#8221;: arrestati i killer</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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