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	<title>Ricette napoletane - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Mar 2026 15:04:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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	<title>Ricette napoletane - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Addio a Teresa Maddaluno: Zia Teresa ci ha lasciati</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2026/03/07/addio-a-teresa-maddaluno-zia-teresa-morta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ferdinando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 14:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[Tik Tok]]></category>
		<category><![CDATA[Voci di Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo dei social e della cucina tradizionale napoletana piange la scomparsa di Zia Teresa, amatissima creator che negli ultimi anni era diventata un vero punto di riferimento per gli appassionati di ricette casalinghe. La donna è venuta a mancare all’età di 72 anni dopo una lunga malattia lasciando un grande vuoto tra i suoi [...]</p>
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<p>Il mondo dei social e della cucina tradizionale napoletana piange la scomparsa di Zia Teresa, amatissima creator che negli ultimi anni era diventata un vero punto di riferimento per gli appassionati di ricette casalinghe. La donna è venuta a mancare all’età di 72 anni dopo una lunga malattia lasciando un grande vuoto tra i suoi familiari e tra le migliaia di persone che ogni giorno la seguivano sui social e raggiungendo il marito che la aveva lasciata in giovane età. Lascia 3 figli e moltissimi nipoti</p>



<p>Con la sua semplicità, il suo sorriso e il suo inconfondibile accento napoletano, Zia Teresa era riuscita a trasformare la cucina di casa in un piccolo palcoscenico capace di conquistare il web.</p>



<p><strong>Dai fornelli di casa ai social: il successo di Zia Teresa</strong></p>



<p>Negli ultimi anni Zia Teresa era diventata una vera e propria influencer della cucina napoletana, grazie ai suoi video pubblicati sui social.</p>



<p>Attraverso piattaforme come</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="chatgpt://generic-entity?number=0">Instagram</a></li>



<li><a href="chatgpt://generic-entity?number=1">TikTok</a></li>



<li><a href="chatgpt://generic-entity?number=2">Facebook</a></li>



<li><a href="chatgpt://generic-entity?number=3">YouTube</a></li>
</ul>



<p>aveva raccolto migliaia di follower affascinati dalle sue ricette semplici e autentiche.</p>



<p>I suoi contenuti erano caratterizzati da uno stile diretto e spontaneo: niente scenografie elaborate, solo la vera cucina di casa napoletana, raccontata con passione e ironia.</p>



<p><strong>Le sue ricette simbolo: la tradizione napoletana sul web</strong></p>



<p>I video di Zia Teresa erano dedicati soprattutto alla tradizione culinaria partenopea.</p>



<p>Tra i piatti più amati dai suoi follower:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pasta e patate</li>



<li>pizza rustica</li>



<li>piatti poveri della tradizione napoletana</li>



<li>conserve fatte in casa</li>



<li>ricette tramandate di generazione in generazione</li>
</ul>



<p>Molti utenti raccontavano di seguire i suoi video perché ricordavano la cucina delle nonne, fatta di sapori autentici e gesti semplici.</p>



<p>Proprio questa autenticità aveva reso Zia Teresa un personaggio molto amato sui social.</p>



<p><strong>Un personaggio spontaneo che ha conquistato migliaia di persone</strong></p>



<p>Il segreto del successo di Zia Teresa era la sua naturalezza. Nei suoi video parlava spesso in dialetto napoletano, raccontando aneddoti e piccoli momenti di vita quotidiana mentre cucinava.</p>



<p>Il pubblico la percepiva come una nonna di famiglia, capace di trasmettere calore e tradizione anche attraverso uno schermo.</p>



<p>In un’epoca in cui i contenuti online sono spesso costruiti e studiati nei minimi dettagli, Zia Teresa aveva conquistato il web proprio grazie alla sua semplicità.</p>



<p><strong>Il cordoglio sui social</strong></p>



<p>La notizia della sua scomparsa ha iniziato a circolare rapidamente sui social, dove numerosi follower stanno lasciando messaggi di affetto e ricordo.</p>



<p>Molti utenti stanno condividendo i suoi video più iconici per ricordare la sua simpatia e il suo amore per la cucina.</p>



<p>Per tanti napoletani e per molti italiani che vivevano lontano da casa, Zia Teresa rappresentava un pezzo di Napoli, capace di riportare alla mente i profumi della cucina di famiglia.</p>



<p><strong>Napoli perde una delle sue nonne più amate del web</strong></p>



<p>Con la scomparsa di Zia Teresa se ne va non solo una creator molto seguita, ma anche una figura che aveva saputo raccontare con semplicità la cultura gastronomica napoletana.</p>



<p>I suoi video resteranno online come testimonianza di una cucina fatta di tradizione, passione e gesti tramandati nel tempo.</p>



<p>E proprio attraverso quei video continuerà a vivere il ricordo di una nonna che, con una padella e tanta passione, era riuscita a conquistare il cuore di migliaia di persone.</p>



<p></p>
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		<title>Imprenditore napoletano: &#8220;Mangio pizza con farina di grillo. Ho perso 8 kg&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2023/04/05/imprenditore-napoletano-mangio-pizza-con-farina-di-grillo-ho-perso-8-kg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 09:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha mangiato pizza ogni giorno ed è dimagrito 8 kg in 2 mesi. E&#8217; la storia di Salvatore Pisano, imprenditore e modello di Napoli, che ha scelto di mangiare ogni giorno la pizza con farina di grillo. Gli effetti? Li spiega lui. In un&#8217;intervista a Tgcom ha svelato: &#8220;Navigando sul web ho scoperto che uno [...]</p>
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<p>Ha mangiato pizza ogni giorno ed è dimagrito 8 kg in 2 mesi. E&#8217; la storia di Salvatore Pisano, imprenditore e modello di Napoli, che ha scelto di mangiare ogni giorno la pizza con farina di grillo. Gli effetti? Li spiega lui.</p>



<p>In un&#8217;intervista a Tgcom ha svelato: &#8220;<strong>Navigando sul web ho scoperto che uno chef napoletano t</strong>rapiantato a New York è riuscito a perdere peso mangiando pizza a pranzo, tutti i giorni. Così, mi sono informato e ho intrapreso con successo lo stesso percorso. Preparo direttamente io l’impasto con farina, lievito, acqua e sale, nessun tipo di grasso aggiunto e con contenuto glutinico ridotto grazie alla lievitazione di 36 ore”.</p>



<p>“Questo percorso va seguito per diversi mesi, non deve includere condimenti extra e calorici, bisogna mangiare la pizza solo a pranzo e mai a cena, bere 2 litri di acqua al giorno con tisane dopo cena e fare tassativamente attività fisica ogni giorno. Sono sempre stato incuriosito dalle alimentazioni alternative e, così, già da un po’, <strong>ho deciso di provare il new food e, in particolare, quello a base di insett</strong>i. Mi sono documentato e ho letto interviste di autorevoli esperti che hanno garantito la sicurezza dal punto di vista sanitario di alcuni prodotti, nel mio caso della farina di grillo”.</p>
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		<item>
		<title>Ricetta della parmigiana di melanzane: la tradizione napoletana in tavola</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/10/ricetta-della-parmigiana-di-melanzane-la-tradizione-napoletana-in-tavola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 09:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiana]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiana di melanzane]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricetta parmigiana di melanzane è un simbolo in tutta Italia della nostra antica tradizione culinaria: si tratta di uno sformato preparato con melanzane, pomodoro e formaggi. Vi sembra poco? Speriamo di no, perché la parmigiana di melanzane (in dialetto &#8216;a parmiggiana &#8216;e mulignane) è si un piatto con pochi ingredienti, ma è anche una delle pietanze [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ricetta parmigiana di melanzane </strong>è<b> </b>un simbolo in tutta Italia della nostra antica tradizione culinaria: si tratta di uno sformato preparato con melanzane, pomodoro e formaggi. Vi sembra poco? Speriamo di no, perché la parmigiana di melanzane (in dialetto <em>&#8216;a parmiggiana</em> &#8216;<em>e mulignane</em>) è si un piatto con pochi ingredienti, ma è anche una delle pietanze più amate a Napoli e provincia. Con le dovute differenze: in città non si usa l&#8217;uovo per la frittura. Ed è questa la ricetta che vi proponiamo oggi.</p>
<p>Perché si chiama proprio parmigiana? Vi ricordate quando parlavamo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/02/25/ricetta-genovese-napoletana/">della genovese napoletana </a>e dicevamo che il nome nulla aveva a che fare con la città ligure? Bene stavolta è diverso. Stavolta Parma c&#8217;entra eccome. Si dice che la ricetta sia nata proprio nel comune emiliano per poi essere stata esportata al sud da cuochi emigrati (in Campania, ma anche in Sicilia) che l&#8217;hanno resa celebre (e ci piace pensare anche più buona). Ma bando alle ciance e dedichiamoci agli ingredienti ed al procedimento per preparare questa ricetta parmigiana di melanzane alla napoletana che delizierà il vostro palato come contorno della domenica, come secondo piatto, come farcitura per un ricco panino, come merenda o come spuntino di qualsiasi ora. Non si può mai fare a meno <em>da&#8217;</em> p<em>armiggiana</em> &#8216;<em>e mulignane</em>.</p>
<h3>Ricetta parmigiana di melanzane: procedimento ed origine del nome</h3>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>7-8 melanzane napoletane (quelle lunghe e violette)</li>
<li>1 litro e mezzo di passata di pomodoro (meglio se San Marzano)</li>
<li>30 gr di pecorino e parmigiano grattugiati</li>
<li>500 gr di fior di latte (meglio se di Agerola)</li>
<li>1 cipolla piccola</li>
<li>1 spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>Foglie di basilico fresco</li>
<li>Olio evo campano</li>
<li>Olio di semi per friggere</li>
</ul>
<p>Iniziate dalle melanzane. Levate la parte verde e tagliatele a fette spesse mezzo centimetro per il verso della lunghezza. Ora ponetele in uno scolapasta alternando le fette a strati di sale grosso. Lasciatele cosi per un&#8217;oretta in un recipiente di modo da far perdere loro il liquido di vegetazione amarognolo. Intanto preparate il sugo. In una casseruola ponete l&#8217;olio evo, l&#8217;aglio intero e la cipolla taglia grossolana. Fate soffriggere per 10 minuti a fuoco basso e aggiungete la passata di pomodoro. Aggiustate di sale e cuocete a fuoco medio per 15-20 minuti, dopodiché eliminate aglio e cipolla e spegnete il fuoco. Dedicatevi ora alla frittura delle melanzane. Levatele dal colapasta, passatele sotto l&#8217;acqua corrente e asciugatele molto bene. Ora potete friggere le vostre melanzane in abbondante olio di arachidi o di girasole. Tagliate dunque il fior di latte a fettine. Siete pronti per comporre la vostra parmigiana. Prendete una pirofila (meglio se di vetro cosi sarà un piacere anche per gli occhi). Cospargete il fondo con poca salsa di pomodoro. iniziate quindi a mettere le melanzane fino a coprire tutta la teglia. Ora cospargete con altra salsa di pomodoro, foglie di basilico fresco, pecorino e parmigiano grattugiati e con le fettine di fior di latte. Andate avanti così fino a comporre 3 o 4 strati. Sull&#8217;ultimo strato niente fior di latte, solo abbondante formaggio grattugiato. Infornate dunque a 180 gradi per un oretta circa. Una volta cotta lasciatela compattare per una mezz&#8217;ora.</p>
<p>Mamma mia che fame!</p>
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		<title>Ricetta sfogliatelle salate: il procedimento per fare quelle con salsicce e friarielli</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/11/22/ricetta-sfogliatelle-salate-il-procedimento-per-fare-quelle-con-salsicce-e-friarielli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 14:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sfogliatella a Napoli è così apprezzata tanto da diventare una prelibatezza salata, oltre che dolce. La versione rustica del famoso pasticcino può essere elaborata con diversi ingredienti, ma la preferita è sicuramente quella con salsicce e friarielli. Perfetta per servire come antipasto, pranzo veloce e buffet per feste di compleanno, la sfogliatella salsicce e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sfogliatella a Napoli è così apprezzata tanto da diventare una prelibatezza salata, oltre che dolce. La versione rustica del famoso pasticcino può essere elaborata con diversi ingredienti, ma la preferita è sicuramente quella con salsicce e friarielli.</p>
<p>Perfetta per servire come antipasto, pranzo veloce e buffet per feste di compleanno, la sfogliatella salsicce e friarielli si abbina a ogni uso. Ecco la ricetta:</p>
<p><strong>Ingredienti per la sfogliatella riccia</strong></p>
<p>Pasta sfoglia</p>
<p>500 gr di farina<br />
200 gr di acqua<br />
100 gr di strutto<br />
10 gr di sale<br />
1 cucchiaino raso di miele<br />
1 uovo</p>
<p>Ripieno</p>
<p>700 kg di salsiccia<br />
400 gr di provola fatta scolare per una notte<br />
friarielli cotti in padella q.b.</p>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Impastare la farina con l’acqua, il sale ed il miele. L’impasto risulterà molto duro, ma si può lavorarlo a lungo con le mani unte di strutto per renderlo elastico. Lasciare riposare l’impasto per almeno 3 ore in frigorifero, ricoperto da una pellicola;</p>
<p>Sendere l’impasto su un piano unto di strutto in un’unica sfoglia sottilissima. Spennellare con lo strutto fuso ed avvolgere strettissimo, avendo cura di avere le mani molto unte di strutto, continuando a spennellare lo strutto sia dentro il rotolo che fuori;</p>
<p>Avvolgere il rotolo in un canovaccio unto e lasciare riposare per 12 ore in frigorifero. Dopo il riposo, tirare il rotolo dalle due estremità, tenendolo fermo al centro, in modo che si assottigli. Tagliare a fette di un centimetro circa il rotolo per formare i dischi.<br />
Mettere il disco nel palmo semichiuso e spingere per formare il cono.</p>
<p>Riempire l’interno con la salsiccia unita a provola a pezzi e un po’ di friarielli cotti in precedenza. Spennellare con un uovo sbattuto la superficie ed infornare a 180° ventilato per circa 30 minuti.</p>
<p>Ed ora potete servire sia calde che fredde. Tutti apprezzeranno senza dubbio.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-178290 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-11-22-alle-16.51.30.png" alt="" width="650" height="424" /></p>
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		<title>Ricetta torta sfogliatella frolla napoletana: il dolce più amato in versione torta</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/11/20/ricetta-torta-sfogliatella-frolla-napoletana-il-dolce-piu-amato-in-versione-torta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 08:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[torta sfogliatella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sfogliatella è il tipico dolce napoletano, conosciuto e amato in tutto il mondo. C&#8217;è chi preferisce la frolla e chi invece adora la riccia, ma c&#8217;è una terza versione dell&#8217;amato dolcetto: la torta sfogliatella frolla napoletana. Il ripieno è uguale a quella delle sfogliatelle frolle, morbido e cremoso. Ricetta della torta di sfogliatella frolla napoletana, [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/20/ricetta-torta-sfogliatella-frolla-napoletana-il-dolce-piu-amato-in-versione-torta/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Ricetta torta sfogliatella frolla napoletana: il dolce più amato in versione torta</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sfogliatella è il tipico dolce napoletano, conosciuto e amato in tutto il mondo. C&#8217;è chi preferisce la frolla e chi invece adora la riccia, ma c&#8217;è una terza versione dell&#8217;amato dolcetto: la torta sfogliatella frolla napoletana. Il ripieno è uguale a quella delle sfogliatelle frolle, morbido e cremoso.</p>
<p>Ricetta della torta di sfogliatella frolla napoletana, secondo il blog Giallo Zafferano</p>
<p>Ingredienti per la pasta:</p>
<p>farina, 500 g<br />
strutto, 200 g<br />
zucchero, 150 g<br />
acqua, 100 g<br />
sale<br />
bacca di vaniglia<br />
buccia di limone grattugiata</p>
<p>Ingredienti per il ripieno:</p>
<p>semolino (già cotto), 250 g<br />
ricotta di pecora, 250 g<br />
latte, 500 ml<br />
zucchero, 250 g<br />
uova intere, 3<br />
frutta candita tagliata a cubetti, 150 g<br />
cannella<br />
fiori di arancio, 2 fialette</p>
<p>Preparazione:<br />
1. Amalgamare lo strutto e lo zucchero aggiungendo un po’ d’acqua, utilizzando o la planetaria o un cucchiaio di legno. Aggiungere la farina e continuare ad amalgamare fino a quando il composto risulterà omogeneo.</p>
<p>2. Infarinare il piano da lavoro, rotolare la pasta e formare un panetto da avvolgere in una carta per alimenti. Il panetto dovrà riposare in frigo per una notte intera. Il giorno si potrà procedere dividendo il panetto formando due dischi per una teglia da 26 c circa.</p>
<p>4. Porre il primo disco nella teglia e farcire con gli ingredienti per il ripieno. Bollire il latte e versare a pioggia il semolino. Lasciare cuocere per 5 minuti. Far raffreddare e poi setacciare la ricotta, aggiungendo lo zucchero, le uova, il cedro e le scorzette di arancia e mescolare per bene tutto.</p>
<p>5. Per rendere il composto liscio si può utilizzare un frullatore ad immersione. Versare il ripieno sul primo strato del nostro impasto e chiudere on l’altro disco di pasta frolla. La torta è fatta, ora bisogna spennellare con tuorlo di uovo sbattuto e infornare per 35 minuti circa a 180°C.</p>
<p>6. Una volta sfornata la torta di sfogliatella frolla bisogna spolverare la superficie con zucchero a velo e servire.</p>
<p><figure id="attachment_177976" aria-describedby="caption-attachment-177976" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="responsive wp-image-177976 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-11-20-alle-09.59.27.png" alt="" width="650" height="368" /><figcaption id="caption-attachment-177976" class="wp-caption-text">Foto blog Giallo Zafferano</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ricetta alici indorate e fritte: il passaggio fondamentale per friggerle in modo perfetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 08:17:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricetta delle “alici ndurate e fritte” (alici dorate e fritte) è una delle più amate dal popolo napoletano. Fatte in casa o in trattoria, le alici rappresentano uno dei piatti di eccellenza della tavola partenopea. Possono essere servite sia come antipasto che come cena. Economiche e semplici da preparare, le alici appartengono alla categoria [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricetta delle “alici ndurate e fritte” (alici dorate e fritte) è una delle più amate dal popolo napoletano. Fatte in casa o in trattoria, le alici rappresentano uno dei piatti di eccellenza della tavola partenopea. Possono essere servite sia come antipasto che come cena.</p>
<p>Economiche e semplici da preparare, le alici appartengono alla categoria del “pesce azzurro”, una specie ittica del nostro Mar Mediterraneo. Sono un alimento proteico di ottima qualità ma soprattutto contengono acidi grassi polinsaturi (Omega 3), dalla marcata azione antinfiammatoria. Hanno un&#8217;azione ripulente e sgrassante.</p>
<p>Ecco la ricetta per circa 4 persone:</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>500g di alici<br />
2 uova<br />
farina q.b<br />
olio d’arachidi q.b.<br />
sale e pepe q.b</p>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Lavare bene le alici e pulirle con cura togliendo la lisca. Farle scolare ben bene in modo da togliere l&#8217;acqua in eccesso e non causare pericolosi schizzi durante la fase di frittura.</p>
<p>A parte sbattere uova e pepe. Passare le alici prima nella farina e poi nell&#8217;uovo.</p>
<p>Nel frattempo far riscaldare l&#8217;olio d&#8217;arachidi in un&#8217;ampia padella. Man mano friggere le alici senza farle accavallare.</p>
<p>Lasciare asciugare l’olio in accesso su carta assorbente.</p>
<p>Infine la portata. Possono essere servite sia calde che fredde, accompagnate da un pizzico di sale e spicchi di limone.</p>
<p><figure id="attachment_177811" aria-describedby="caption-attachment-177811" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-177811 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-11-19-alle-10.15.38.png" alt="" width="650" height="393" /><figcaption id="caption-attachment-177811" class="wp-caption-text">Foto di Mysia.info</figcaption></figure></p>
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		<title>Ricetta del rustico napoletano: il segreto per ottenere il perfetto equilibrio tra dolce e salato</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/10/25/ricetta-del-rustico-napoletano-il-segreto-per-ottenere-il-perfetto-equilibrio-tra-dolce-e-salato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 11:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rustico napoletano è uno piatti più controversi, ma allo stesso tempo molto amato dai partenopei. Il giusto equilibrio tra dolce e salato, difficile da ottenere, rende questa pietanza unica e inconfodibile. Imitata ovunque e in diverse versioni, la ricetta è unica: frolla dolce con un ripieno salato fatto di ricotta, uova, salame e pecorino. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>rustico napoletano</strong> è uno piatti più controversi, ma allo stesso tempo molto amato dai partenopei. Il giusto equilibrio tra dolce e salato, difficile da ottenere, rende questa pietanza unica e inconfodibile. Imitata ovunque e in diverse versioni, la ricetta è unica: frolla dolce con un ripieno salato fatto di ricotta, uova, salame e pecorino.</p>
<p><strong>La ricetta</strong></p>
<p>Ingredienti per 10 persone:</p>
<p>400 gr di farina<br />
150 gr di strutto<br />
75 gr di zucchero<br />
5 uova</p>
<p>1 kg di ricotta<br />
150 gr di salame napoletano<br />
150 gr di provolone<br />
50 gr di pecorino o fontina<br />
q.b. sale<br />
q.b. pepe</p>
<p><strong>Il procedimento</strong></p>
<p>1 Preparare la pasta frolla. Riunire in una ciotola la farina, le uova, lo zucchero, lo strutto e il lievito e lavorare fino a formare una palla. Far riposare 30 minuti in frigo.</p>
<p>2. Mentre riposa la frolla, preparare il ripieno. In una ciotola mettere ricotta, uova, parmigiano, sale e pepe e lavorare. Dopo aver amalgamato il tutto aggiungere salumi e formaggi, infine la ricotta.</p>
<p>3. Passati i 30 minuti, prendere la pasta frolla dal frigo e dividere in due parti. La parte più grande dovrà essere stesa su una teglia, imburrata e infarinata, la pasta restante invece fungerà da coperchio. Riempire la frolla con il ripieno precedente preparato e foderare la pizza dolce chiudendo i bordini con una forchetta.</p>
<p>4. Spennellare la superficie del rustico con il tuorlo d&#8217;uovo e un cucchiaio di latte.</p>
<p>5. Infornare in forno statico preriscaldato a 180° per 40 minuti. Sfornare e far raffreddare.</p>
<p>In alternativa il rustico, così come si trova in rosticceria, può essere diviso in stampini e preparato in porzioni singole. Il procedimento è lo stersso solo che, una volta estratta la pasta frolla dal frigo, bisognerà stenderla e ricavare delle sagome. Bucherellarle sul forno con una forchetta, riempirle di ripieno e coprirle con la restante frolla.</p>
<p>Il dolce-salato ora può essere servito!</p>
<p><figure id="attachment_175263" aria-describedby="caption-attachment-175263" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-175263 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/rustico-napoletano.jpg" alt="" width="650" height="428" /><figcaption id="caption-attachment-175263" class="wp-caption-text">Foto Luciano Pignataro blog</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Zeppole di San Giuseppe, le origini del famoso dolce partenopeo</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/03/19/zeppole-di-san-giuseppe-le-origini-del-famoso-dolce-partenopeo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Fasanaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 09:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San Gregorio Armeno è una delle chiese più antiche di Napoli, situato nell&#8217;omonima strada celebre per le botteghe di presepi. Nato sulle rovine del tempio di Cerere, la chiesa fu costruita intorno al 930, quando vi si stabilì un gruppo di suore basiliane fuggite da Costantinopoli portando con sé le reliquie di San Gregorio. Nella [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/19/zeppole-di-san-giuseppe-le-origini-del-famoso-dolce-partenopeo/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Zeppole di San Giuseppe, le origini del famoso dolce partenopeo</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Gregorio Armeno</strong> è una delle chiese più antiche di Napoli, situato nell&#8217;omonima strada celebre per le botteghe di presepi. Nato sulle rovine del tempio di Cerere, la chiesa fu costruita intorno al <strong>930</strong>, quando vi si stabilì un gruppo di suore basiliane fuggite da Costantinopoli portando con sé le reliquie di San Gregorio.</p>
<p>Nella chiesa è venerata ancora oggi<strong> Santa Patrizia</strong>, compatrona di Napoli che in vita apparteneva ad una nobile famiglia di Costantinopoli ma che scelse di rinunciare alla sua vita sfarzosa per consacrarsi a Dio. Giunta a Napoli in seguito ad un naufragio fondò una comunità di preghiera e aiuto ai bisognosi. Le sue reliquie sono conservate nella chiesa, e il suo sangue si scioglie miracolosamente più volte l’anno.</p>
<p>Alla chiesa è legata anche una &#8220;gustosa&#8221; leggenda: si dice infatti che proprio qui sia nato uno dei dolci napoletani più amati, le <strong>zeppole di San Giuseppe</strong>. Questi dolci sono preparati proprio in questo periodo dell&#8217;anno, in occasione della festa del papà e festa di San Giuseppe, festeggiate entrambe il <strong>19 marzo</strong>.</p>
<p>Secondo altre versioni le zeppole risalirebbero addirittura alla fuga in Egitto della Sacra Famiglia: per guadagnarsi da vivere infatti Giuseppe avrebbe imparato il mestiere di frittellaro. Un&#8217;altra versione vorrebbe le zeppole ancora più antiche, nate nel periodo dell&#8217;Impero Romano come dolce celebrativo delle <strong>Liberalia</strong>, feste che si tenevano il 17 marzo in onore di Bacco e Sileno.</p>
<p>Anche se non è possibile conoscere le origini di questi dolci, sappiamo che prima ricetta risale al trattato di cucina campana scritto nel <strong>1837</strong> da <strong>Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino</strong>. Esistono due varianti di zeppola: fritte e al forno, che in ogni caso hanno sempre forma circolare, un foro centrale e sono guarnite di crema pasticciera, amarene sciroppate e zucchero a velo.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/zeppole.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-152552 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/zeppole.jpg" alt="" width="650" height="491" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polpo e crema di patate, la ricetta di Antonino Cannavacciuolo</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/03/11/polpo-e-crema-di-patate-la-ricetta-di-antonino-cannavacciuolo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Fasanaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 12:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il polpo con le patate è una tradizionale ricetta meridionale, che presenta diverse variazioni a seconda di dove viene preparata: in Basilicata si usa cuocere il polpo con la sua stessa acqua in un contenitore di terracotta aggiungendovi in seguito le patate, mentre in Sicilia si prepara un&#8217;insalata tiepida. Lo chef partenopeo Antonino Cannavacciuolo mostra [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/11/polpo-e-crema-di-patate-la-ricetta-di-antonino-cannavacciuolo/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Polpo e crema di patate, la ricetta di Antonino Cannavacciuolo</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>polpo con le patate</strong> è una tradizionale ricetta meridionale, che presenta diverse variazioni a seconda di dove viene preparata: in Basilicata si usa cuocere il polpo con la sua stessa acqua in un contenitore di terracotta aggiungendovi in seguito le patate, mentre in Sicilia si prepara un&#8217;insalata tiepida.</p>
<p>Lo chef partenopeo <strong>Antonino Cannavacciuolo</strong> mostra la sua personale versione di questa classica ricetta, trasformandola in un piatto elegante e adatto sia come antipasto che come secondo piatto.</p>
<p>La ricetta è stata preparata da&nbsp;Antonino Cannavacciuolo per <em>Fox</em>.</p>
<p><strong>Ingredienti per 2 persone:</strong></p>
<ul>
<li>250 gr. di polpo lessato</li>
<li>150 gr. di patate lessate</li>
<li>50 gr. di crema di latte</li>
<li>1 pomodoro pelato</li>
<li>2 cucchiai di olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>Rosmarino q.b.</li>
<li>Erbe aromatiche q.b.</li>
<li>Sale fino q.b.</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<ul>
<li>Tagliare a pezzi le patate lessate e metterle nel mixer insieme a un cucchiaio di olio extravergine di oliva e alla crema di latte.</li>
<li>Frullare fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e cremoso.</li>
<li>Tagliare a pezzetti i tentacoli del polpo lessato e condirli con olio extravergine di oliva.</li>
<li>Mettere il polpo in una padella antiaderente insieme a qualche ago di rosmarino e farlo saltare in modo che si formi una deliziosa crosticina sulla superficie.</li>
<li>Disporre sul fondo di due piatti singoli la crema di patate e distribuirci sopra i pezzettini di polpo e il frullato di pomodori pelati.</li>
<li>Condire con sale e olio extravergine di oliva, guarnire con foglioline verdi di erbe aromatiche</li>
<li>Servire in tavola.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_4-2-59.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-151795 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_4-2-59.jpg" alt="" width="650" height="435"></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Video ricetta della Genovese napoletana, il piatto della tradizione a base di cipolle</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/03/07/video-ricetta-della-genovese-napoletana-il-tipico-piatto-a-base-di-cipolle/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 10:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[food stories]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Food Stories è il format di VocediNapoli.it in cui vengono mostrate le video ricette della tradizione napoletana realizzate da chef di locali presenti a Napoli e in Campania. Nel primo episodio Gennaro Aiello del ristorante e pizzeria Mazz e panell di Patrizio De Biase (che si trova in via Giordano Bruno 7-11 a Marano di Napoli) [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/07/video-ricetta-della-genovese-napoletana-il-tipico-piatto-a-base-di-cipolle/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Video ricetta della Genovese napoletana, il piatto della tradizione a base di cipolle</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/07/video-ricetta-della-genovese-napoletana-il-tipico-piatto-a-base-di-cipolle/">Video ricetta della Genovese napoletana, il piatto della tradizione a base di cipolle</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Food Stories</strong> è il format di <em>VocediNapoli.it</em> in cui vengono mostrate le video ricette della tradizione napoletana realizzate da chef di locali presenti a <strong>Napoli</strong> e in <strong>Campania</strong>. Nel primo episodio <strong>Gennaro Aiello</strong> del ristorante e pizzeria <strong>Mazz e panell</strong> di <strong>Patrizio De Biase</strong> (che si trova in via Giordano Bruno 7-11 a Marano di Napoli) ci mostra la sua personale versione della <strong>Genovese</strong>.</p>
<p>Il tipico piatto napoletano a base di carne e cipolle è protagonista. Chef Aiello ci guida in tutti i passaggi e ci mostra la sua particolare procedura, gli ingredienti utilizzati, il trucco del mestiere imparato in tanti anni di cucina. Una genovese che grazie al suo particolare procedimento risulta leggera non mancando di sapore.</p>
<p><strong>La Genovese di Gennaro Aiello</strong><br />
Chef del ristorante e pizzeria <strong>Mazz e Panell</strong><br />
di <strong>Patrizio De Biase</strong><br />
via Giordano Bruno 7-11<br />
Marano di Napoli</p>
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<p><strong>GLI INGREDIENTI &#8211; </strong>Olio extravergine d’oliva , sedano e carote; cipolle di Montoro; carne (muscolo, gallinella e corazza); vino rosso locale (Piedirosso o Aglianico); foglie di alloro, sale e basilico; pasta (ziti spezzati); pecorino romano e parmigiano reggiano.</p>
<p><strong>LA PROCEDURA &#8211; </strong>In olio extravergine d’oliva soffriggere sedano e carote (precedentemente sbucciate). Aggiungere la carne e rosolarla, poi aggiungere un bicchiere di vino. Continuare una cottura a fuoco lento. Aggiungere foglie di alloro e poi la cipolla tagliata a pezzettini. Continuare a cuocere a fuoco lento in una casseruola con il coperchio in modo da non farla bruciare e farla insaporire sempre di più. Quando la cipolla è consumata ed è diventata molto scura, fare una mezza cottura della pasta per poi farla risottare nel sugo della genovese con pecorino romano e parmigiano reggiano. Aggiungere del basilico e servire con un tocchetto di parmigiano da grattuggiare al momento.</p>
<p><strong>IL FORMAT</strong> &#8211; Food Stories è il nuovo format di <em>VocediNapoli.it</em> sulla cucina tradizionale partenopea. Attraverso il racconto di chi sta dietro le quinte e crea prelibatezze ogni giorno scopriremo i trucchi del mestiere per poter riprodurre nella nostra cucina i piatti tipici napoletani. Prodotto da <em>Cookie</em> è realizzato in collaborazione con <em>G.A.I.A. studio</em>, <em>Food Napoli</em>, <em>Magnando</em> e <em>Domenica sulla Luna</em>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Ricetta Genovese napoletana, come si prepara il piatto tradizionale a base di cipolle" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/nBG5DU4NleA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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