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	<title>Interviste - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Interviste - Voce di Napoli</title>
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		<title>&#8220;Italy&#8221; la cartolina postale che raffigura tutti i capoluoghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Madonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 17:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo varcato tutto il territorio nazionale e abbiamo fotografato i principali emblemi dei capoluoghi italiani, trasformando le foto in questione in una vera e propria cartolina. In ogni città del sud, del centro e del nord abbiamo casualmente intervistato gli italiani chiedendogli quale fosse la città più bella ed è uscita fuori una lista dove [...]</p>
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<p>Abbiamo varcato tutto il territorio nazionale e abbiamo fotografato i principali emblemi dei capoluoghi italiani, trasformando le foto in questione in una vera e propria cartolina. In ogni città del sud, del centro e del nord abbiamo casualmente intervistato gli italiani chiedendogli quale fosse la città più bella ed è uscita fuori una lista dove vede il capoluogo campano al primo posto delle preferenze italiane: </p>



<p>1-Napoli<br>2-Venezia<br>3-Siena<br>4-Roma<br>5-Siracusa<br>6-Palermo<br>7-Lecce<br>8-Verona<br>9-Trieste<br>10-Torino<br>11-Pisa<br>12-Assisi<br>13-Urbino<br>14-Catania<br>15-Matera<br>16-Campobasso<br>17-Avellino<br>18-Bergamo<br>19-Firenze<br>20-Potenza</p>



<p>(Madonnafotografo@gmail.com)</p>



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		<title>Filippo Ferretti (attualmente giornalista di successo): Sono andato via dall&#8217;Italia perchè è tutto molto complicato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Madonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 17:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo avuto l&#8217;onore di intervistare in videochiamata Filippo Ferretti; attualmente giornalista di successo, cittadino americano e vincitore del prestigioso premio Emmy Award (uno dei premi più prestigiosi del mondo) nonostante avesse un passato vissuto in Italia in quanto nativo di Firenze. Oggi vive negli Stati Uniti d&#8217;America a New York city ed è anchorman (conduttore) [...]</p>
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<p>Abbiamo avuto l&#8217;onore di intervistare in videochiamata Filippo Ferretti; attualmente giornalista di successo, cittadino americano e vincitore del prestigioso premio Emmy Award (uno dei premi più prestigiosi del mondo) nonostante avesse un passato vissuto in Italia in quanto nativo di Firenze. Oggi vive negli Stati Uniti d&#8217;America a New York city ed è anchorman (conduttore) di Univisiòn (tv americana in lingua spagnola) con la quale ha vinto proprio il premio Emmy assegnato dall’Academy of Television Arts &amp; Sciences (Oscar della tv) per una famosa inchiesta durata due anni. In videochiamata gli abbiamo chiesto:</p>



<p>Nasci in una famiglia di giornalisti? Raccontaci di te e dell&#8217;inizio della tua carriera in Italia:</p>



<p>Mio nonno era un giornalista e ha lavorato tra la prima e la seconda guerra mondiale. Da bambino amavo sfogliare il giornale ed era il mio passatempo più bello. A 14 anni ho iniziato a scrivere per un piccolo giornale di quartiere a Firenze e dopo gli studi ho lavorato per il circo Moira Orfei dove ho curato la comunicazione. Iniziare a lavorare nella comunicazione è stata un opportunità straordinaria perchè ho avuto la possibilità di avere i primi contatti con i giornali e le radio locali.</p>



<p>Dov&#8217;è nata l&#8217;idea di lasciare l&#8217;Italia?</p>



<p>Ho lasciato l&#8217;Italia perchè era complicato trovare un lavoro stabile e ben retribuito. In Italia è tutto complicato per un giovane perchè lavorare nella posizione per cui hai studiato è difficile, ti trovi quindi a ricoprire mansioni non tue per andare avanti e ho iniziato a fare i conti con la realtà anche se avevo le idee ben chiare su cosa fare. </p>



<p>L&#8217;inizio in America com&#8217;è stato? Hai consegnato un curriculum? L&#8217;inglese dove l&#8217;hai imparato?</p>



<p>Sono stato incosciente a partire per gli Stati Uniti perchè avevo soltanto 2.000 euro in tasca; avevo un amico in Florida che aveva aperto un giornale per italiani, ma in realtà faceva la fame e proprio lui mi disse che potevamo a provare a realizzare un progetto americano, andai quindi in Florida e non capii ancora cosa erano l&#8217;America e gli americani. Mi ritrovai a convivere in una casa con tante altre persone anche se non avevo mai avuto coinquilini e dormivo in una stanza dove c&#8217;era soltanto un materasso. Il progetto con il mio amico non andò bene ma volevo realizzare il sogno americano anche se non avevo dimestichezza con la lingua inglese ma che ho dovuto migliorare nella vita ordinaria e in vari corsi. Ho iniziato a cercare lavoro come giornalista e un giorno ricevo una telefonata da Univisiòn dove mi chiedono di raggiungere la loro sede in Florida per fare un colloquio. La sede del telegiornale distava quasi tre ore da dove mi trovavo ma ci andai e mi chiesero di fare un servizio giornalistico in cui dovevo intervistare i passeggeri di ritorno dalla Turchia che aveva appena subìto un attentato, feci tutto da solo e in fretta, andò tutto bene e dopo una settimana mi chiamarono per dirmi che il lavoro era mio. Non so se è stata fortuna o altro ma lì e cominciato tutto.</p>



<p>Un&#8217;inchiesta durata due anni, parlane con noi:</p>



<p>Sopratutto in Florida arrivano immigrati da molti paesi davvero poveri come il Guatemala e quindi molti arrivano qui con la speranza di lavorare ma al massimo guadagnano 5 dollari al giorno. Quindi mi arriva una telefonata da un signore che mi dice che c&#8217;era un uomo che si fingeva pastore protestante e avvocato, dove ingannava queste persone dicendo che potevano avere un visto e lavorare ma purtroppo era tutta una truffa. Mando in onda il servizio in questione ed inizio a ricevere tante telefonate e messaggi simili a quella prima telefonata in cui mi dicevano le stesse ed identiche cose. Infine il falso avvocato è stato condannato ed il lavoro svolto ha fatto il giro del mondo.</p>



<p>Hai vinto l’Emmy Award nella sezione comunicazione e informazione investigativa, sei ormai un luminare e ti chiediamo quindi di raccontarci tutto:</p>



<p>Purtroppo era il periodo della pandemia globale e quindi non ho potuto partecipare alla cerimonia ma mi arrivarono molti messaggi in cui mi dicevano che ero tra i candidati all&#8217;Emmy, era tutto incredibilmente vero. Ero a casa mia a New York e partecipai da remoto, quando arrivò il momento della mia categoria e dissero che ero io il vincitore fù davvero una grande soddisfazione ma da una parte fù anche un po strano dopo tutto quello che avevo passato. Il premio è arrivato poi a casa mia in una scatola.</p>



<p>Prospettive per il futuro? Escludiamo un ritorno in Italia?</p>



<p>Mi piacerebbe ritornare in Italia anche se ormai qui ho una vita avviata bene. In Italia si vive molto bene ma se non ti mettono nelle condizioni per viverci diventa complicato.</p>



<p>Cosa ne pensi di Napoli?</p>



<p>Napoli la amo non solo perchè è una città straordinaria ma anche perchè è stata la città dove ho ritirato il mio visto per l&#8217;America. Con il circo sono stato tante volte a Napoli e l&#8217;ho visitata tutta, dai Quartieri spagnoli a Posillipo, è meravigliosa.</p>



<p>Consigli per i giovani italiani che non trovano lavoro o che non trovano la proposta di lavoro seria e stabile nonostante le grandi capacità dimostrate nei lavori precedenti e nonostante gli studi conclusi?</p>



<p>L&#8217;America ti concede la possibilità di riscattarti e concede ancora opportunità di realizzare il sogno americano, non guardano se sei uomo, donna o quanti anni hai ma attenzione però perchè anche qui è molto difficile l&#8217;inizio e ho visto molti che sono ritornati in Italia. Mi dispiace davvero molto che molti italiani sono costretti ad andare via dal proprio paese pur di lavorare ma ai giovani italiani consiglio di farsi bene prima due conti, di documentarsi legalmente e di valutare bene ogni proposta di lavoro prima di andare via dall&#8217;Italia. </p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2025/07/ferretti.mp4"></video></figure>
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		<title>Intervista a Pierdonato Zito, l&#8217;ergastolano laureato che parla ai giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 20:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha citato Kant, Seneca e Fromm. Ha parlato di letteratura, cultura e filosofia. È riuscito a diplomarsi e laurearsi, ottenendo sempre il massimo dei voti e concludendo il percorso accademico con un sonoro 110 e lode. La tesi che ha scritto si intitola: &#8216;Lo studio negli istituti penitenziari: il valore educativo tra formazione, resipiscenza e [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha citato Kant, Seneca e Fromm. Ha parlato di letteratura, cultura e filosofia. È riuscito a diplomarsi e laurearsi, ottenendo sempre il massimo dei voti e concludendo il percorso accademico con un sonoro 110 e lode. La tesi che ha scritto si intitola: &#8216;<em>Lo studio negli istituti penitenziari: il valore educativo tra formazione, resipiscenza e recidiva</em>&#8216;.  Chi è l&#8217;autore? <strong>Pierdonato Zito</strong> ergastolano 63enne che ha trascorso 30 anni in carcere di cui otto al 41bis.</p>
<p>Ora sta scontando la sua pena all&#8217;esterno, in un regime detentivo di semilibertà. La sua storia è uno schiaffo a tutti i giustizialisti. A tutti i politici incapaci di credere nell&#8217;articolo 27 della Costituzione che afferma l&#8217;umanità e la funzione rieducativa della pena. Ai governi che non riformano il sistema giudiziario e penitenziario. Proprio in queste ore il neo esecutivo guidato da <strong>Giorgia Meloni</strong> ha messo in atto una stretta all&#8217;ergastolo ostativo contravvenendo ai richiami della Corte costituzionale e della Corte Europea dei diritti dell&#8217;Uomo (Cedu) che spesso e volentieri sanziona l&#8217;Italia.</p>
<p>Il motivo? Il Belpaese non è in grado di rispettare la sua carta costituzionale ed è quindi &#8216;illegale&#8217; in quanto viola il proprio Stato di Diritto. Inutile dire che le multe sono pagate con soldi pubblici. E bisogna riconoscere che su questo tema non ci sono differenze tra destra e sinistra. Anche dall&#8217;altra parte la pensano più o meno allo stesso modo. Pierdonato li ha smentiti tutti. Nato in Basilicata nel 1959, è sposato ed ha tre figli: due maschi e una femmina, di 30, 32 e 34 anni. È anche già nonno.</p>
<p>Hanno visto il padre solo grazie ai colloqui in carcere. Incontri fatti in giro per l&#8217;Italia e lontani da casa, perché Pierdonato essendo stato condannato per reati associativi, non poteva essere detenuto in un penitenziario della sua regione. Caso ha voluto che Pierdonato è entrato ed uscito per la prima ed ultima volta dallo stesso carcere, quello di Secondigliano. In Campania ha avviato e concluso il suo percorso di studi.</p>
<p>Diplomatosi al Liceo di scienze umane &#8216;L. Bassi&#8217; di Sant&#8217;Antimo nel 2017-2018, si è laureato in sociologia dell&#8217;educazione presso l&#8217;Università Federico II di Napoli, proprio in questi giorni. &#8220;<em>Avevo persino paura di ammalarmi</em> &#8211; ha raccontato Pierdonato a <em>Vocedinapoli.it</em> &#8211; <em>avevo sempre il terrore che potesse accadere qualcosa che mi impedisse di discutere la tesi e laurearmi. Volevo coronare questo sogno a tutti i costi, è stato un percorso molto lungo. In quel momento sentivo il battito del cuore della mia famiglia nel mio. È una soddisfazione che dedico a me stesso ma soprattutto a loro. Hanno vissuto un incubo, sempre additati come i &#8216;parenti di&#8217;, trascorrendo una vita nelle sale colloqui dei penitenziari</em>&#8220;.</p>
<p>Oggi Pierdonato vive e lavora a Succivo (in provincia di Caserta). Svolge attività volontaria e non retribuita presso il Comune, nella sezione delle &#8216;Politiche sociali&#8217;. &#8220;<em>Perché ho studiato la sociologia e la pedagogia? Perché grazie a queste materie e alla lettura di loro grandi esponenti, sono riuscito a compiere un viaggio dentro me stesso. A comprendere la mia natura e quella dei miei comportamenti. È grazie a questo che ho potuto fare il mio &#8216;atto di volontà&#8217; e dare inizio a questa mia seconda vita</em>&#8220;.</p>
<p>Fondamentale per Pierdonato anche l&#8217;incontro con un docente: &#8220;<em>Non smetterò mai di ringraziare il professor Antonio Belardo. Ha trasformato la cella in una sorta di classe, rendendo un luogo detentivo in luogo formativo. Con lo studio il detenuto può decidere di impiegare bene il suo tempo. È un fatto scientifico ed è il principio sul quale si basa la mia tesi: negli istituti dove il recluso ha maggiore possibilità di studiare, la recidiva crolla drasticamente. In quei penitenziari nei quali il detenuto trascorre ore sopra una branda senza fare nulla, il dato della recidiva schizza in modo clamoroso. Il detenuto va responsabilizzato non trattato come una sorta di scolaretto</em>&#8220;.</p>
<p>Ma come si può sopravvivere a 30 anni di carcere, di cui una parte al regime isolamento e massima sicurezza? &#8220;<em>Con il passare del tempo, giorno dopo giorno, hai la sensazione di morire in cella. Vivi con l&#8217;attesa che ti arrivi una lettera da casa o che con la nascita di un nuovo governo possa cambiare qualcosa rispetto alle condizioni detentive. Il tuo corpo, la tua mente, la tua vista, si abituano agli spazi nei quali vivi e alle luci che guardi ogni giorno. Al 41bis non vedi nessuno, non parli con nessuno, senti solo te stesso e vedi solo mura e soffitto. Puoi sopravvivere solo con la motivazione, la perseveranza, la speranza e l&#8217;amore che hai per la tua famiglia. Paradossalmente quando li vedi devi anche essere positivo e credibile, dimostrargli che non ti hanno fatto ancora a pezzi. Perché a questo serve l&#8217;isolamento, ad annichilirti, a privarti delle sensazioni sensoriali</em>&#8220;.</p>
<p>Pierdonato è autore di due libri, i cui incassi sono stati devoluti all&#8217;ospedale oncologico di Bari. Ha incontrato Papa Francesco e va in giro nelle scuole a raccontare ai giovani la sua esperienza: &#8220;<em>Devo innanzitutto dimostrare che il magistrato di sorveglianza ha avuto ragione ad avere fiducia in me. Ha investito sulla mia persona e sul mio cambiamento. Agli studenti cerco di trasmettere quanto possa essere importante parlare con una persona che ha vissuto la mia vita. Se a 17 anni avessi parlato con un ergastolano, forse non sarei mai andato in carcere. Cerco di comunicare la passione che ci vuole nella socialità, rispetto al proprio lavoro e alla propria famiglia. Senza tutto ciò non abbiamo umanità e dignità. Per quanto mi riguarda spero un giorno di poter tornare a casa mia, nella mia terra. E di viverci senza che nessuno mi guardi con il pregiudizio. Io posso dire di essere cambiato, non so se tutti sono in grado di poterlo affermare</em>&#8220;.</p>
<p>
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</p>
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		<title>Il tumore uccide più del Covid. il grido d’allarme arriva da  Andrea Califano, scienziato napoletano: &#8220;A causa della pandemia siamo regrediti a 30 anni  fa in prevenzione&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/08/04/il-tumore-uccide-piu-del-covid-il-grido-dallarme-arriva-da-andrea-califano-scienziato-napoletano-a-causa-della-pandemia-siamo-regrediti-a-30-anni-fa-in-prevenzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Ciampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2021 09:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi considero doppiamente fortunata: ho avuto il Covid, quasi da asintomatica. E sopratutto perchè a “leggermi” la mammografia è Andrea Califano. Provo a fare una sintesi del suo curriculum: Departments of Systems Biology, Columbia University Director, JP Sulzberger Columbia Genome Center. Member, National Academy of Medicine…. conferenziere e molto di più.. Bravissimi ( quando la [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/08/04/il-tumore-uccide-piu-del-covid-il-grido-dallarme-arriva-da-andrea-califano-scienziato-napoletano-a-causa-della-pandemia-siamo-regrediti-a-30-anni-fa-in-prevenzione/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Il tumore uccide più del Covid. il grido d’allarme arriva da  Andrea Califano, scienziato napoletano: &#8220;A causa della pandemia siamo regrediti a 30 anni  fa in prevenzione&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mi considero doppiamente fortunata: ho avuto il Covid, quasi da asintomatica. E sopratutto perchè a “leggermi” la mammografia è Andrea Califano. Provo a fare una sintesi del suo curriculum: Departments of Systems Biology, Columbia University Director, JP Sulzberger Columbia Genome Center. Member, National Academy of Medicine…. conferenziere e molto di più.</em>.</p>
<p>Bravissimi ( quando la Sanità al Sud diventa eccellenza) i “mammografisti” del CMN ( centro di medicina nucleare) di Napoli. Tutto a posto. Anche io ero in ritardo con i controlli. Intanto la lettera di un malato oncologico diventa virale. Si chiedeva come mai avendo fatto vaccino e richiamo la sua difesa immunitaria contro il covid fosse zero. Giro la domanda ad Andrea. Chi meglio di lui…</p>
<p>Amico d’infanzia ( poco più che diciottenni mi portava a vedere le chiese le chiese), occhio blu, belloccio e super smart. Si capiva da subito che avrebbe fatto un carrierone, sposato (purtroppo non con me), quattro figlie, il suo nome circola spesso nella rosa dei candidati al Nobel. Purtroppo, la dura realta’ e’ che una risposta precisa non esiste perche’, se da una parte e’ vero che piu’ alti sono gli anticorpi dopo la vaccinazione, piu’ alta e’ la difesa, questo e’ solo vero in linea di massima.</p>
<p>Ci sono persone con bassi anticorpi che sono effettivamente immunizzati e persone con alti anticorpi che vengono infettati. In generale, fare un’altra dose del vaccino serve probabilmente a poco. Ma usare un vaccino diverso potrebbe essere utile. Per esempio, per chi ha fatto il Pfizer e non ha anticorpi, potrebbe essere fatto il J&amp;J, che usa una tecnologia complementare e vice versal. Però, io non sono un’immunologo</p>
<p><strong>Ho l’impressione che il Covid abbia causato un’impennata di tumori?</strong><br />
<em>Questo e’ vero ma non perche’ il COVID-19 aumenta la probabilita’ del tumore ma perche’ i normali controlli diagnostici (per esempio il mammogramma) e perfino le operazioni di biospia e chirurgia preventiva sono state posticipate di mesi se non di anni. Per cui, siamo regrediti a come si gestivano i tumori 30 anni fa. Ora la situazione si sta normalizzando ma ci sara’ uno strascico di entità significantiva per i prossimi cinque anni almeno. Questo, ovviamente, ha un effetto piu’ significativo sui tumori che, se presi tempestivamente, possono essere curati quasi al 100%. Per tumori come quelli al cervello, invece, la situazione non e’ molto cambiata tranne che per quanto riguarda la chirurgia per alleviare i sintomi</em>.</p>
<p><strong>Come ti costruisci una corazza navigando in questo mare di tristezza, dolori… dove l’unica isola di certezza è proprio la scienza? </strong><br />
<em>Vedo bambini di 5 anni senza capelli per la chemio che ti sorridono come se fossero al parco giochi. Spezza il cuore ed e’ la corazza che ti porta ad impegnarti ancora di più per trovare la cura per questo male che non solo uccide ma ci leva la nostra dignità di essere umani. Ho appena avuto notizie di due bimbi che hanno risposto in maniera sorprendente alle cure che avevamo prescritto e che invece non avevano risposto a tutte le altre terapie provate dagli oncologi. Ma la scienza non e’ tutto. Ci vuole anche l’abilita’ di comunicare e l’intuito per trovare la soluzione giusta che non e’ necessariamente deduttivo ma quasi un elemento artistico e induttiv</em>o.</p>
<p>Tre generazioni di geni: il nonno Luigi, professor di Patologia Generale, scienziato e botanico ( al Real Orto Botanico c’è la sezione a lui intestata collezionista di piante rare). Suo padre Salvatore fisico di fama internazionale, accademico dei Linceii, sua madre raffinata studiosa di Letteratura italiano. Suo Francesco è astrofisico, suo cugino Luigi Califano, è Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale presso la Federico II.</p>
<p><strong>Si parla molto di ricerca genetica, intervenire direttamente sul genoma, di cosa si tratta?</strong><br />
<em>La mia ricerca e’ abbastanza complicata ma provo a spiegarla in maniera semplice. La cura dei tumori fino ad ora e’ stata abbastanza empirica. Il mio laboratorio ricostruisce la logica di funzionamento della cellula tumorale e questo ci permette di trovare i punti deboli del tumore che sarebbero altrimenti impossibili da trovare usando supercomputers. Poi andiamo in laboratorio e li confermiamo sperimentalmente. Per cui, troviamo nuovi modi di usare farmaci che gia’ esistono per curare tumori per cui non sarebbero mai stati considerati o possiamo disegnare farmaci completamente nuovi. Questo e’ molto importante perche’ l’approccio degli ultimi dieci anni di trovare farmaci che bloccano i geni che sono mutati nel tumore non ha funzionato al di fuori di alcuni casi estremi che coprono una piccolissima frazione dei tumori. Per cui, ora stiamo lavorando con molte societa’ farmaceutiche per sviluppare una nuova classe di farmaci che bloccano un nuovo gruppo di geni (che noi chiamiamo “Master Regulators”) che fino ad ora erano stati ignorati</em>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-255578 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2021-08-04-alle-13.06.50.png" alt="" width="722" height="482" /></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.facebook.com/JanuariaPiromalloOfficial" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>pagina Facebook di Januaria Piromallo</em></a></p>
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		<title>La pescheria, la perdita del papà e il sogno nel cassetto. La storia di Luca Di Stefano: &#8220;Ho fatto cantare i campioni d&#8217;Europa ma resto il bambino di tanti anni fa&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/07/17/la-pescheria-la-perdita-del-papa-e-il-sogno-nel-cassetto-la-storia-di-luca-di-stefano-ho-fatto-cantare-i-campioni-deuropa-ma-resto-il-bambino-di-tanti-anni-fa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 15:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[La storia e l'intervista a Luca Di Stefano il Sole di Notte]]></category>
		<category><![CDATA[luca di stefano]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Il Sole di Notte]]></category>
		<category><![CDATA[ma quale dieta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quando ho visto il tag con il mio nome all&#8217;interno delle storie Instagram di Insigne, Immobile e Donnarumma non ci credevo&#8220;, e invece è andata proprio così. Il brano cantato dai calciatori campani ha contagiato l&#8217;intera squadra fino a diventare il tormentone della nazionale durante l&#8217;ultimo europeo. Un torneo nel quale l&#8217;Italia si è laureata [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/07/17/la-pescheria-la-perdita-del-papa-e-il-sogno-nel-cassetto-la-storia-di-luca-di-stefano-ho-fatto-cantare-i-campioni-deuropa-ma-resto-il-bambino-di-tanti-anni-fa/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from La pescheria, la perdita del papà e il sogno nel cassetto. La storia di Luca Di Stefano: &#8220;Ho fatto cantare i campioni d&#8217;Europa ma resto il bambino di tanti anni fa&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Quando ho visto il tag con il mio nome all&#8217;interno delle storie Instagram di Insigne, Immobile e Donnarumma non ci credevo</em>&#8220;, e invece è andata proprio così. Il brano cantato dai <strong>calciatori campani</strong> ha contagiato l&#8217;intera squadra fino a diventare il <strong>tormentone</strong> della <strong>nazionale</strong> durante l&#8217;ultimo <strong>europeo</strong>.</p>
<p>Un torneo nel quale l&#8217;<strong>Italia</strong> si è laureata campione. Un&#8217;occasione per <strong>Insigne</strong> &amp; Co. di cantare a squarciagola, compresi gli juventini <strong>Bonucci</strong> e <strong>Chiellini</strong>, &#8216;<em>Ma quale dieta</em>&#8216;, singolo e ormai hit interpretata da <strong>Luca Di Stefano</strong>, alias <em><strong>Luca il Sole anche di Notte</strong></em>.</p>
<p>Questa è la sua storia, raccontata ai microfoni di <em>Vocedinapoli.it</em>. &#8220;<em>Ho iniziato a lavorare qui in pescheria a 12 anni</em> &#8211; ci ha detto <strong>Luca</strong> &#8211; <em>poi ho subito un grave lutto, la scomparsa di papà. Da sempre, fin da piccolo, mi divertivo a recitare qualche sketch o a cantare. E oggi grazie a questa coincidenza dell&#8217;Europeo ho acquisito maggiore notorietà e successo</em>&#8220;.</p>
<p>Ma <strong>Luca</strong> non ha avuto dubbi e ci ha tenuto a precisare che, &#8220;<em>io resto sempre il ragazzino che veniva qui di fronte a giocare con gli amici. La semplicità e l&#8217;umiltà sono le mie armi segrete</em>&#8220;. <strong>Luca Di Stefano </strong>è nato e vive a <strong>Sant&#8217;Antimo</strong>.</p>
<h2>La storia e l&#8217;intervista a Luca Di Stefano il Sole di Notte</h2>
<p>Nella piccola cittadina dell&#8217;<strong>area Nord</strong> in provincia di <strong>Napoli</strong>, <em>Il Sole anche di Notte </em>gestisce la <em><strong>Pescheria degli artisti</strong></em>. Un nome non scelto a caso ma dedicato al <strong>papà</strong>, artista di talento che ha fatto della pittura la sua passione.</p>
<p>&#8220;<em>&#8216;Ma quale dieta&#8217; è nata per caso </em>&#8211; ci ha spiegato <strong>Luca</strong> &#8211; <em>mi sono trovato un giorno insieme al Maestro Francesco Del Re, autore del testo. Con me avevo del cibo, lui ha iniziato a chiedermi delle cose proprio rispetto quello che mangiavo ogni giorno. E da li sono nate parole, frasi e rime che oggi compongono la canzone</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Luca </strong>non ha avuto modo di incontrare i <strong>campioni della nazionale</strong>, neanche i <strong>calciatori campani</strong>, però è stato orgoglioso di averli accompagnati durante la loro avventura europea: &#8220;<em>Sono orgoglioso di aver portato Napoli all&#8217;Europeo e soprattutto sono felice che mamma abbia potuto assistere a tutto questo</em>&#8220;.</p>
<p>Un ragazzo proiettato al <strong>futuro</strong> ma che non ha mai dimenticato le sue <strong>radici</strong>: &#8220;<em>Ho dei progetti in mente per quanto riguarda la musica. E spero di concretizzarli preso. Ma il mio vero sogno è un altro, quello di investire in una risto pescheria. Ovviamente sempre dedicata a papà</em>&#8220;.</p>
<h3>La storia e l&#8217;intervista a Luca Di Stefano il Sole di Notte: la video intervista</h3>
<p><em>IN AGGIORNAMENTO &#8211; SARÀ PUBBLICATA ALL&#8217;INTERNO DELL&#8217;ARTICOLO ENTRO DOMANI SERA</em></p>
<h3>La storia e l&#8217;intervista a Luca Di Stefano il Sole di Notte: i campioni d&#8217;Europa cantano &#8216;Ma quale dieta&#8217;</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocenapoli%2Fvideos%2F882507452347525%2F&amp;show_text=true&amp;width=288&amp;t=0" width="288" height="591" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Napoletani scomparsi in Messico, l&#8217;avvocato Falleti: &#8220;Soddisfatti ma lottiamo da soli. La ricerca della verità continua&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/04/03/napoletani-scomparsi-in-messico-lavvocato-falleti-la-ricerca-della-verita-continua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 11:06:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Abbiamo vinto la battaglia ma non la guerra. La ricerca della verità continua&#8221;, con queste parole l&#8217;avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie di Antonio Russo, Raffaele Russo e Vincenzo Cimmino, i tre italiani scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018, ha commentato la sentenza di condanna dei poliziotti coinvolti nella vicenda. &#8220;Ci sono altri appuntamenti, [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/04/03/napoletani-scomparsi-in-messico-lavvocato-falleti-la-ricerca-della-verita-continua/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Napoletani scomparsi in Messico, l&#8217;avvocato Falleti: &#8220;Soddisfatti ma lottiamo da soli. La ricerca della verità continua&#8221;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/04/03/napoletani-scomparsi-in-messico-lavvocato-falleti-la-ricerca-della-verita-continua/">Napoletani scomparsi in Messico, l&#8217;avvocato Falleti: &#8220;Soddisfatti ma lottiamo da soli. La ricerca della verità continua&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Abbiamo vinto la battaglia ma non la guerra. La ricerca della verità continua&#8221;, </em>con queste parole l&#8217;avvocato <strong>Claudio Falleti</strong>, legale delle famiglie di <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/27/napoletani-scomparsi-in-messico-via-al-processo-lattacco-a-di-maio-non-ha-fatto-nulla/">Antonio</a><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/27/napoletani-scomparsi-in-messico-via-al-processo-lattacco-a-di-maio-non-ha-fatto-nulla/"> Russo</a></strong>,<strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/27/napoletani-scomparsi-in-messico-via-al-processo-lattacco-a-di-maio-non-ha-fatto-nulla/"> Raffaele Russo</a></strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/27/napoletani-scomparsi-in-messico-via-al-processo-lattacco-a-di-maio-non-ha-fatto-nulla/"> e</a><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/27/napoletani-scomparsi-in-messico-via-al-processo-lattacco-a-di-maio-non-ha-fatto-nulla/"> Vincenzo Cimmino</a></strong>, i tre italiani <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/03/23/napoletani-scomparsi-in-messico-la-svolta-in-tribunale-restano-in-carcere/"><strong>scomparsi in Messico</strong></a> il <strong>31 gennaio 2018</strong>, ha commentato la sentenza di condanna dei poliziotti coinvolti nella vicenda.</p>
<p><em>&#8220;Ci sono altri appuntamenti, venerdì 9 alle ore 19.00 italiane, quando ci riuniremo in tribunale per conoscere l&#8217;entità della pena che sarà combinata ai due responsabili</em>&#8220;. Continua l&#8217;avvocato <strong>Falleti</strong>, in un&#8217;intervista rilasciata a <em>VocediNapoli.it</em> e aggiunge: &#8220;<em>Noi continueremo a lottare per ottenere la verità. Non credo che i condannati restino solo a guardare, però nel frattempo noi proseguiremo la nostra battaglia per la giustizia. Ieri è stata una nottata epocale, il tutto si è concluso verso le 5 e mezzo del mattino. Nella mia arringa ho ricordato la rilevanza internazionale del caso, e che anche dalla Comision Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) e l&#8217;ONU si sono espressi sulla vicenda. Le responsabilità in questo processo sono provate oltre ogni ragionevole dubbio e così è stato visto che il giudice ha confermato in sentenza tutte le richieste&#8221;.</em></p>
<h2>Napoletani scomparsi in Messico, intervista all&#8217;avvocato Falleti</h2>
<p>In merito alla fuga di <strong>Linda Guadalupe Arroyo</strong>,<a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/03/23/napoletani-scomparsi-in-messico-la-svolta-in-tribunale-restano-in-carcere/"><strong> la poliziotta imputata insieme con i colleghi Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia,</strong></a> l&#8217;avvocato<strong> Falleti</strong> ha aggiunto<em>: &#8220;Considerando la strenua difesa degli imputati, che si appellavano ai generici principi di diritto, ho anche chiesto in maniera retorica al giudice se il Codice di Procedura prevede che l&#8217;innocente possa scappare dal Tribunale</em>&#8220;.</p>
<p>Infine, una frecciatina al Ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong>: &#8220;<em>Sono molto contento, è stata durissima ma il primo segnale è arrivato ed è stata una grande soddisfazione. Abbiamo lottato tanto per ottenere questo risultato e lo abbiamo fatto da soli</em> (la <strong>Farnesina</strong> non è pervenuta, <em>ndr</em>).<em> Ora aspettiamo gli aggiornamenti. La pena prevista potrebbe essere tra i 40 e i 60 anni di carcere. Ci auguriamo che di fronte ad una pena di tale entità questi soggetti, in previsione di un appello, possano darci qualche informazione in più&#8221;.</em></p>
<p>Sulla vicenda è intervenuto anche <strong>Francesco Russo</strong>, figlio di <strong>Antonio</strong>, fratello di <strong>Raffaele </strong>e cugino di <strong>Vincenzo Cimmino</strong>, che contattato da <em>VocediNapoli.it</em> ha affermato: &#8220;<em>Finalmente abbiamo ottenuto la condanna e il prossimo nove aprile conosceremo il peso della pena. Speriamo che le autorità riescano a trovare la fuggitiva e &#8211; soprattutto &#8211; che ci venga detto dove si trovano i nostri familiari</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: right;"><em>a cura di Andrea Aversa e Verdiana Perrotta</em></p>
<h3>La video intervista &#8211;</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocenapoli%2Fvideos%2F1705425189617046%2F&amp;show_text=true&amp;width=380" width="380" height="591" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-243167 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2021-04-03-alle-15.57.44.png" alt="Napoletani scomparsi in Messico, l'avvocato Falleti: &quot;La ricerca della verità continua&quot;" width="837" height="507" /></p>
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		<title>Maria Mazza: &#8220;Censurata sui social perché lotto affinché i bimbi campani siano uguali a quelli di tutta Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/03/25/maria-mazza-censurata-sui-social-perche-lotto-affinche-i-bimbi-campani-siano-uguali-a-quelli-di-tutta-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 14:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha partecipato ad una manifestazione No Dad sul lungomare di Napoli lo scorso martedì e da allora, per tre giorni, non ha più avuto accesso ai propri canali social. Maria Mazza, nota showgirl (oltre che attrice ed ex modella) nata negli Usa ma super napoletana, sarebbe stata censurata per aver pubblicato contenuti relativi alla battaglia che sta conducendo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha partecipato ad una manifestazione <strong><em>No Dad</em></strong> sul lungomare di <strong>Napoli</strong> lo scorso martedì e da allora, per tre giorni, non ha più avuto accesso ai propri canali social. <strong>Maria Mazza</strong>, nota showgirl (oltre che attrice ed ex modella) nata negli <strong>Usa</strong> ma super napoletana, sarebbe stata censurata per aver pubblicato contenuti relativi alla battaglia che sta conducendo dallo scorso <strong>ottobre</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>È dal 16 ottobre che porto avanti la mia lotta.</em> &#8211; ha detto la <strong>Mazza</strong> contatta da <strong><em>VocediNapoli.it</em></strong> &#8211; <em>Un impegno civile affinché i bambini della Campania non siano trattati diversamente da tutti gli altri bimbi d&#8217;Italia. Da allora ho subito segnalazioni che hanno limitato la mia attività sul web</em>&#8220;.</p>
<h2>Maria Mazza censurata sui social</h2>
<p><strong>Maria Mazza</strong> ha una figlia di 7 anni che sta frequentando la <strong>prima elementare</strong>, ovviamente con la <em>Didattica a distanza</em> (<strong>Dad</strong>). &#8220;<em>Il problema non è tanto se essere per la Dad oppure no</em> &#8211; ha affermato la showgirl &#8211; <em> la questione è un&#8217;altra: se a livello nazionale alcune classi scolastiche sono aperte </em>(infanzia e primaria, <em>ndr</em>)<em>, perché in Campania De Luca le ha chiuse?</em>&#8220;.</p>
<p>In agenda ci sono due appuntamenti, il primo <strong>domani</strong> alle <strong>10.30</strong> in <strong>Piazza Dante</strong> e un secondo <strong>domenica mattina</strong> in <strong>via Santa Lucia </strong>a <strong>Napoli</strong>, nei pressi della sede della <strong>Regione Campania</strong>. Quest&#8217;ultima iniziativa è stata promossa con l&#8217;associazione <strong>Scuole Aperte Campania</strong>, alla presenza del Presidente <strong>Palmira Pratillo</strong> e dell’avvocato <strong>Maria Grazia Celardo</strong> quale membro del <em>Legal team</em> dell&#8217;associazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-242124 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2021-03-25-alle-16.18.36.png" alt="Maria Mazza: &quot;Censurata sui social perché lotto affinché i bimbi campani siano uguali a quelli di tutta Italia&quot;" width="944" height="518" /></p>
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		<title>Edoardo Bennato, il rock come stile di vita e Bagnoli come la Bella Addormentata in attesa del suo Principe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 14:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è solo il cantastorie che dalla fine degli anni &#8217;60 ci incanta con la sua chitarra e la sua armonica. Non è solo il rocker che ha sempre cercato di restare coerente con se stesso, nonostante le esigenze del mercato e dello show business. Non è solo il bluesman che con il nome di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/02/23/intervista-a-edoardo-bennato-il-rock-e-uno-stile-di-vita-bagnoli-una-bella-addormentata-in-attesa-del-principe/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Edoardo Bennato, il rock come stile di vita e Bagnoli come la Bella Addormentata in attesa del suo Principe</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è solo il cantastorie che dalla fine degli anni &#8217;60 ci incanta con la sua chitarra e la sua armonica. Non è solo il rocker che ha sempre cercato di restare coerente con se stesso, nonostante le esigenze del mercato e dello show business. Non è solo il bluesman che con il nome di <strong>Joe Sarnataro</strong> e insieme ai <strong>Blue Staff</strong>, ci ha deliziato con i suoi <em>riff</em>.</p>
<p><strong>Edoardo Bennato</strong> è tanto altro. È un cantautore e musicista che da <strong>Bagnoli</strong> è andato a urlare le proprie canzoni a <strong>San Siro</strong> (davanti a sessantamila persone, era il <strong>19 luglio 1980</strong>) e al <em>Montreux Jazz Festival</em> (nel <strong>1976</strong>), diventando il primo artista italiano in assoluto ad esibirsi su quei palchi prestigiosi.</p>
<p>Da sempre <strong>Bennato</strong> ha usato la musica, il <em><strong>rock</strong></em>, anche per fare in un certo senso politica. I suoi testi, mai banali, sono stati il manifesto di intere generazioni. Come colonne sonore di battaglie sociali che oggi come allora sono più attuali e importanti che mai.</p>
<p>Significa che, nonostante il tempo che passa, non cambiano le tematiche, i paradossi che ci circondano, in questa <strong>Italia</strong> sempre più “<em>collodiana</em>”, popolata da gatti e volpi, mangiafuoco e grilli parlanti, direbbe <strong>Bennato</strong>.</p>
<p>&#8216;<em>I corsi e ricorsi della storia</em>&#8216;, insomma, discorso che vale anche per il &#8216;suo&#8217; genere musicale, perché il <strong>rock</strong> è uno stile di vita, non solo un genere musicale. La musica leggera serve per divagarsi, evadere, cercare di non pensare…e va bene così…assolve alla sua funzione. Il <strong>rock</strong> invece si nutre di tensioni, affronta problemi sociali e cerca, laddove è possibile, di scardinare convenzioni, false morali, pregiudizi…in fondo se a suo tempo, cadde la &#8216;<em>cortina di ferro</em>&#8216;, lo si deve anche al rock.</p>
<p>Quello che possiamo definire uno dei più grandi rocker della storia italiana ha sempre avuto nel cuore l&#8217;eterna incompiuta, la tanto amata <strong>Bagnoli</strong>. Il quartiere dell&#8217;<strong>area Ovest di Napoli</strong> è come &#8216;<em>La bella addormentata</em>&#8216; che aspetta il bacio di un principe azzurro che la possa svegliare. Per ora, da trenta e più anni, a <strong>Bagnoli</strong> c’è il deserto…qualche ragazzo di buona volontà, di qualche comitato cittadino cerca, nel tempo, di affrontare i problemi che attanagliano l’ex area industriale di <strong>Bagnoli</strong>.</p>
<p>Lui stesso da decenni scrive &#8216;c<em>anzonette&#8217; </em>per almeno provare di porre quesiti all’opinione pubblica…addirittura in &#8216;<em>Vendo Bagnoli</em>&#8216;, l&#8217;ex area industriale è stata messa all’asta…ma fino ad oggi, non si vede la luce in fondo al tunnel. Infine, una battuta sul famoso alter ego, <strong>Joe Sarnataro</strong>. Ci piace immaginare che quest&#8217;ultimo sia tornato in <strong>America </strong>ma può darsi che ritorni…magari con qualche nuovo <strong>blues</strong><em>.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-238859 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2021-02-23-alle-16.20.52.png" alt="Intervista a Edoardo Bennato: &quot;Il rock è uno stile di vita, Bagnoli una Bella Addormentata in attesa del Principe&quot;" width="751" height="451" /></p>
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		<title>Intervista all&#8217;avvocato Hilarry Sedu: &#8220;Napoli non è una città razzista, anzi&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/02/05/intervista-allavvocato-hilarry-sedu-napoli-non-e-una-citta-razzista-anzi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2021 19:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[Hilarry Sedu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembra essersi definitivamente conclusa la vicenda rimbalzata su tutte le cronache nazionali, iniziata mercoledì mattina, che vede come protagonista l&#8217;avvocato Hilarry Sedu, primo consigliere nero dell’ordine degli avvocati di Napoli. Il legale italiano, di origini nigeriane, aveva denunciato sui social degli atteggiamenti inadeguati e filorazzisti da parte di un giudice onorario del tribunale per i [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/02/05/intervista-allavvocato-hilarry-sedu-napoli-non-e-una-citta-razzista-anzi/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Intervista all&#8217;avvocato Hilarry Sedu: &#8220;Napoli non è una città razzista, anzi&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra essersi definitivamente conclusa la vicenda rimbalzata su tutte le cronache nazionali, iniziata mercoledì mattina, che vede come protagonista l&#8217;avvocato <strong>Hilarry Sedu</strong>, primo consigliere nero dell’<em>ordine degli avvocati di Napoli</em>.</p>
<p>Il legale italiano, di origini nigeriane, aveva denunciato sui social degli atteggiamenti inadeguati e filorazzisti da parte di un giudice onorario del <em>tribunale per i minorenni di Napoli</em>.</p>
<p>Il <em>got</em> aveva richiesto di vedere il tesserino da avvocato di <strong>Sedu</strong> e successivamente se questi si fosse veramente laureato, rivolgendosi peraltro allo stesso, utilizzando la seconda persona singolare.</p>
<p>Il tutto accadeva mentre l&#8217;avvocato era intento seguire una procedura per il rilascio del permesso di soggiorno ad una donna immigrata e alla sua bambina.</p>
<p>All&#8217;indomani dell&#8217;accaduto, è avvenuto un incontro tra <strong>Sedu</strong> ed il giudice onorario, alla presenza della <em>presidente del tribunale per i minorenni</em>, <strong>Patrizia Esposito</strong>, e del <em>presidente dell&#8217;ordine degli avvocati</em>, <strong>Antonio Tafuri</strong>.</p>
<p>Noi di <em><strong>VocediNapoli.it</strong></em> abbiamo intervistato <strong>Hilarry Sedu</strong> sulla vicenda e abbiamo approfondito alcuni temi concernenti l&#8217;inclusione sociale e la condizione degli immigrati in <strong>Campania</strong>.</p>
<p><strong>Signor Sedu sino a ieri mattina aveva dichiarato di voler prendere provvedimenti affinché tali comportamenti non si ripetessero, esponendo un richiamo ufficiale all&#8217;Ordine forense.  A quanto pare la situazione sembra essere cambiata nelle ultime ore, come si è risolta?</strong></p>
<p><em>&#8220;Si, è cambiata. Si è risolta con delle scuse da parte del giudice onorario e c&#8217;è stato un incontro con il presidente del tribunale dei minorenni ed il presidente dell&#8217;ordine degli avvocati di Napoli. La persona ha riconosciuto di aver adottato degli atteggiamenti poco consoni alla situazione ed abbiamo convenuto di far in modo che determinati modi di agire, volontari o involontari, non accadano mai più&#8221;<strong>.</strong></em></p>
<p><strong>Lei è stato molto diplomatico e professionale nel gestire la situazione al momento, mettendo in primo piano gli interessi dei suoi assistiti piuttosto che far prevalere una legittima volontà di tutelare la propria persona. Se si fosse trovato in un contesto differente, esterno al tribunale, lei come avrebbe risposto ad un tale atteggiamento?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Credo che per mia impulsività avrei risposto in malo modo, cercando di replicare l&#8217;offesa ed in tutta onestà non so se sarebbe venuto fuori un atto altrettanto elegante perché alcune cose possono davvero far male. La violenza non è soltanto fisica ma anche verbale o in un atteggiamento giudicante o sminuente</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Sedu lei da anni si batte per difendere i diritti degli immigrati, proviene tra l&#8217;altro da una zona come quella di Castelvolturno che ben conosce la necessità di affrontare temi come quello dell&#8217;inclusione sociale. Crede che negli ultimi anni ci siano stati dei progressi in tal senso in Campania o meno?</strong></p>
<p><em>&#8220;Dunque c&#8217;è da dire che la Campania, e specialmente Napoli, è di base un luogo molto accogliente. E&#8217; innegabile che vi siano degli episodi di intolleranza, che siano di razzismo puro o manifesta insensibilità da parte dell&#8217;interlocutore nell&#8217;interagire con qualcuno di diversa etnia. In generale però non si può dire che Napoli sia una città razzista, anzi, è una città molto aperta, solare poiché il napoletano è culturalmente e storicamente dedito all&#8217;accoglienza</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Concludendo, lei anni fa dichiarò che c&#8217;è una netta differenza tra &#8220;fare l&#8217;avvocato&#8221; ed &#8220;essere avvocato&#8221;. &#8220;Essere avvocato&#8221; è qualcosa che si avvicina molto ad una vera e propria vocazione. Oggi, dopo tutte le difficoltà che si è trovato ad affrontare nella sua carriera, sente ancora forte la sua &#8220;vocazione&#8221; o si è affievolita?</strong></p>
<p>&#8220;<em>La vocazione fa parte di un codice genetico, del proprio Dna, è impossibile da cancellare. È come se provassi a lavare la mia pelle per diventare più bianco, non potrò mai diventarlo, rimarrò per sempre nero; questa per me è la vocazione. Quando c&#8217;è la passione e se si ha la forza di opporsi a qualsiasi riduzione o limitazione della libertà umana, a qualsiasi discriminazione, a prescindere dal fatto che tu abbia il titolo per esercitare la professione o meno, tu sei un avvocato</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Ignorantia legis non excusat</em>”- &#8220;<em>La legge non ammette ignoranza</em>&#8221; dicevano gli antichi romani eppure sembra assurdo che ancora oggi, nel 2021, ci troviamo ad affrontare atti di razzismo o poca tolleranza rispetto a genti di diversa etnia anche da quelle persone che la legge dovrebbero amministrarla.</p>
<p>Si parla spesso dei diritti degli italiani, ignorando talvolta chi siano gli italiani oggi. L&#8217;evolversi storico ha fatto in modo che, odiernamente, la popolazione italiana sia anche il frutto di una mescolanza etnica significativa, composta da figli di immigrati, nati e cresciuti in Italia e che sono italiani a tutti gli effetti, anche se qualcuno, a volte, finge di dimenticarsene.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-236580 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Screenshot_5-13.jpg" alt="Napoli, l'avvocato è nero, il giudice gli chiede di vedere il tesserino" width="650" height="353" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/02/05/intervista-allavvocato-hilarry-sedu-napoli-non-e-una-citta-razzista-anzi/">Intervista all&#8217;avvocato Hilarry Sedu: &#8220;Napoli non è una città razzista, anzi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Chi sarà l’Ospite della Vigilia per Erri De Luca? Parla lo scrittore di best seller tradotto in trenta lingue. E dice la sua anche sui vaccini</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/12/16/chi-sara-lospite-della-vigilia-per-erri-de-luca-parla-lo-scrittore-di-best-seller-tradotto-in-trenta-lingue-e-dice-la-sua-anche-sui-vaccini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Januaria Piromallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 09:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andavamo dietro i pensieri, come fa il vento con le nuvole, è l’incipit dell’ultimo libro di Erri De Luca “L’ospite della Vigilia” Scarno ma essenziale. Profondo. Nell’atmosfera sospesa di un 24 dicembre senza tempo le parole, toccanti, emozionanti, incontrano gli acquarelli di Alessandro Sanna e trasformano una notte di nebbia in un dono raro. La [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Andavamo dietro i pensieri, come fa il vento con le nuvole, è l’incipit dell’ultimo libro di Erri De Luca “L’ospite della Vigilia” Scarno ma essenziale. Profondo. Nell’atmosfera sospesa di un 24 dicembre senza tempo le parole, toccanti, emozionanti, incontrano gli acquarelli di Alessandro Sanna e trasformano una notte di nebbia in un dono raro. La solitudine diventa accoglienza e da quella notte, ogni Natale, fa la stessa mossa e apparecchia per due.<br />
Impossibile non vederci la metafora dei tempi bui che stiamo vivendo… Anche Natale è frutto di una guerra notte di pace, l’esercito romano che impone un censimento alla nazione conquistata. E così Natale è una notte di pace in mezzo alla guerra”, scrive Erri.<br />
Chi è l’Ospite della Vigilia?<br />
“L’ospite della vigilia abita un mio racconto di recente offerto a titolo gratuito a Terre Di Mezzo. A quella tavola non ci sono invitati ma si presenta un autista disperso nella nebbia. Credo nell’ospitalità in quel racconto e anche nella vita”, chiosa Erri.<br />
Come passerai il tuo Natale?<br />
“Il Natale è una festa della famiglia e io non ne ho fondata una”, risponde senza rimpianti.<br />
Immagino che per te ci sia poca differenza con il clima di lockdown…<br />
“Evito il termine inglese che ha un senso di serratura chiusa a chiave. Stiamo sperimentando restrizioni, non solo subìte, anche condivise. Nel mio caso di abitante in una casa di campagna ( ndr. sul lago di Bracciano) l’isolamento è stato ben più confortevole. E poi sì, sono abituato”.<br />
Stavi lavorando a un tuo film prima della pandemia a che punto sei?<br />
&#8220;ll cinema è assai più lento della scrittura di un libro. Nel frattempo ho contribuito a un sito gratuito di YouTube , “ The Decameron 2020( http://www.youtube.com/c/TheDecameron2020) in cui alcuni scrittori offrono brevi storie ispirate all’epidemia e altrettanti interpreti del cinema e del teatro le leggono filmandoli da casa. La mia storia è stata letta da Julian Sands, interpreti italiani sono in ordine alfabetico Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Alessandro Preziosi”.<br />
Ti farai vaccinare?<br />
&#8220;Finora ho evitato i vaccini antinfluenzali, preferendo buscarmi la febbre e far reagire l’organismo. Questo vaccino contro l’epidemia lo considero un dovere sociale, un servizio alla comunità”.<br />
E’ noto a tutti il tuo impegno nel sociael. Il lockdown, o se preferisci la semi clausura, ha rimandato e rimandato ancora l’assegnazione della tua Fondazione di cinque borse di studio…<br />
“Non abbiamo potuto incontrare i cinque studenti stranieri, ma abbiamo comunque versato le borse di studio tramite bonifico. I criteri sono condivisi con la comunità di Sant’Egidio per individuare cinque studenti di varie parti del mondo venuti in Italia non solo per studiare ma per fondare una nuova vita. Li seguiamo già da qualche anno”.<br />
Il tuo messaggio sulla religiosità del Natale lo affidi all’epilogo.<br />
“Alla fede non arrivo, credo alla pace, alla buona volontà degli uomini, credo che esista il diritto a una sera come questa in ogni stanza del mondo”.<br />
Anche senza abbracci e cenoni.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/12/16/chi-sara-lospite-della-vigilia-per-erri-de-luca-parla-lo-scrittore-di-best-seller-tradotto-in-trenta-lingue-e-dice-la-sua-anche-sui-vaccini/">Chi sarà l’Ospite della Vigilia per Erri De Luca? Parla lo scrittore di best seller tradotto in trenta lingue. E dice la sua anche sui vaccini</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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