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	<title>selena capuano, Autore presso Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 14:48:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>selena capuano, Autore presso Voce di Napoli</title>
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		<title>Scontro tra Elisabetta Gregoraci e Pierpaolo Pretelli in diretta: &#8220;L&#8217;hai fatto appena sono uscita&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/12/12/scontro-tra-elisabetta-gregoraci-e-pierpaolo-pretelli-in-diretta-lhai-fatto-appena-sono-uscita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 11:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[elisabetta gregoraci]]></category>
		<category><![CDATA[grande fratello vip]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; già scontro tra Elisabetta Gregoraci e Pierpaolo Pretelli. Durante l&#8217;ultima puntata del Grande Fratello Vip c&#8217;è stato il primo litigio tra i due amici &#8220;particolari&#8221;. La show girl è uscita dalla casa lunedì e già ci sono scintille. Cosa è successo tra Elisabetta Gregoraci e Pierpaolo Pretelli La Gregoraci, presente in studio, ha accusato [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; già scontro tra <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/12/11/elisabetta-gregoraci-a-verissimo-briatore-mi-ha-sgridato-nathan-geloso-di-pierpaolo/">Elisabetta Gregoraci</a> e Pierpaolo Pretelli</strong>. Durante l&#8217;ultima puntata del<strong><em> Grande Fratello Vip</em></strong> c&#8217;è stato il primo litigio tra i due amici &#8220;particolari&#8221;. La show girl è uscita dalla casa lunedì e già ci sono scintille.</p>
<h2>Cosa è successo tra Elisabetta Gregoraci e Pierpaolo Pretelli</h2>
<p>La Gregoraci, presente in studio, ha accusato Pierpaolo d<strong>i aver fatto la parte della vittima</strong> ma in realtà già si sarebbe dimenticato di lei: &#8220;Io sono felice che tu stia bene, mi hai lasciato un biglietto in cui mi dicevi che ti mancavo e dopo nemmeno due giorni ridi e scherzi&#8221;.</p>
<p>Accusa a cui Pretelli ha risposto a tono, prendendo anche in un certo senso le distanze dalla Gregoraci: &#8220;Ora guardo a Pierpaolo, fino all&#8217;altro giorno pensavo solo ad Elisabetta, penso solo a me. Ovvio che se fosse nata una storia d&#8217;amore la mia reazione sarebbe stata diversa&#8221;. L&#8217;ex velino di Striscia la Notizia poi ha accusato la Gregoraci di essere stata poco chiara: &#8220;Io da vittima non ci passo, quando eri qui <strong>la tua presenza mi condizionava</strong>. Però tu non sei stata chiara. Tu eri molto confusa perché quando dicevi siamo amici speciali e poi Alfonso ti chiedeva quanto voglia da 1 a 10 di baciare Elisabetta dicevi 10&#8243;.</p>
<p>Elisabetta, che c&#8217;è rimasta apparentemente male, ha risposto: &#8220;Se l&#8217;ultima persona con cui vorrei litigare!&#8221;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-230648 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/elisabetta-gregoraci-contro-pierpaolo-pretelli.jpg" alt="elisabetta gregoraci contro pierpaolo pretelli" width="650" height="369" /></p>
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		<title>Napoli e la buona amministrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 14:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di recente il professor De Masi, sul tema della cattiva amministrazione che accresce il degrado cronico di Napoli, ha sottolineato l’evidenza e l’amarezza di quel che vediamo ogni giorno, camminando per le strade della città-modello vantata dal sindaco De Magistris. Verrebbe da chiedersi: modello di che? Modello sarebbe stato se nei dieci anni della sua [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di recente il professor <strong>De Masi</strong>, sul tema della cattiva amministrazione che accresce il degrado cronico di <strong>Napoli</strong>, ha sottolineato l’evidenza e l’amarezza di quel che vediamo ogni giorno, camminando per le strade della città-modello vantata dal sindaco<strong> De Magistris</strong>.</p>
<p>Verrebbe da chiedersi: modello di che? Modello sarebbe stato se nei dieci anni della sua “<em>rivoluzione</em>”, il sindaco avesse tentato di invertire l’andamento delle cose così come descritto da <strong>De Masi</strong>. E invece, la politica trasformata in slogan e in manifestazioni populistiche e farsesche (una su tutte, la “<em>flotta</em>” per andare a recuperare i migranti in mezzo al mare), non ha fatto altro che ampliare i fronti del degrado cittadino.</p>
<p>Se solo si fosse usata “<em>l’oculatezza del buon padre di famiglia</em>”, molte cose in questa città si sarebbero fatte con concretezza, al posto dei tantissimi disastri che invece si sono procurati.</p>
<p>Perché il degrado di cui si parla oggi, è frutto anche di scelte poco oculate, prima su tutte la rinuncia al polmone finanziario garantito dalla buona gestione del patrimonio immobiliare del <strong>Comune</strong>, così come accadeva ai tempi della <strong>Romeo Gestioni</strong>, che pur tra mille possibili notazioni, garantiva flussi di denaro (40 milioni di euro circa all’anno) che avrebbero aiutato a risolvere molte questioni legate, appunto, al degrado.</p>
<p>Quei soldi (o buona parte di essi, visti i vincoli di bilancio) potevano servire per pulire le strade; manutenere i giardini; stappare i tombini che scoppiano alla prima pioggia (presto in arrivo); pagare stipendi e straordinari per garantire maggiore sicurezza e controllo delle strade; progettare una riqualificazione armonica, elegante e civile del “<em>Lungomare Liberato</em>”; favorire un piano di manutenzione delle strade; innescare una politica di servizi veri, costanti, efficienti e moderni per il cosiddetto boom turistico che boom non è, e che porterà ulteriore degrado quando finirà, perché non sorretto e non alimentato da politiche e servizi degni di tal nome.</p>
<p>La qualità della vita di una città moderna, si misura solo con la qualità dei servizi alle complessità che essa accoglie. Questi servizi non si possono improvvisare con un carrozzone tipo <strong>Napoli Servizi</strong>. Meglio sarebbe stato utilizzare meglio, indirizzare e sfruttare con intelligenza e senza vuoti ideologismi le competenze specifiche di privati così come accade nelle vere metropoli e anche nei piccoli centri, dove chi amministrava o amministra, ha fatto politica e non “<em>ammuina</em>”.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/demagistriis.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-181187 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/demagistriis.jpg" alt="" width="650" height="433" /></a></p>
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		<title>Vittima del web o del male di vivere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 08:12:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[tiziana cantone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho seguito la vicenda della ragazza fin dalla sua nascita come fenomeno di instant idol social e devo dire che non ho ancora un&#8217;idea precisa. Certamente condivido la scelta di alcune testate di evitare alcune pubblicazioni perché le ritengo un atto di rispetto verso la VITA. Dall&#8217;altra stento però a credere alla storia che sta circolando [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito la vicenda della ragazza fin dalla sua nascita come fenomeno di <em>instant idol social</em> e devo dire che non ho ancora un&#8217;idea precisa. Certamente condivido la scelta di alcune testate di evitare alcune pubblicazioni perché le ritengo un atto di rispetto verso la VITA. <strong>Dall&#8217;altra stento però a credere alla storia che sta circolando ovvero di una ragazza vittima del social</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-25427" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/vittima-del-web-o-del-male-di-vivere.jpg" alt="violenza-donne" width="680" height="509" /></p>
<p>Onestamente io a questo non riesco a credere per tutta una serie di episodi. Confezionare la storia di una povera ragazza di periferia vittima del suo essersi fidata, del cinismo della rete fa scalpore e ci restituisce una visione pessima del mondo ma necessaria a tutti noi per sentirci in <em>&#8220;pericolo&#8221;.</em></p>
<p><strong>Detto ciò io credo che dietro la ragazza e il video ci sia stato altro</strong>. Io vidi il video principale, e vidi anche i filmati successivi, dove vi sono altri soggetti e non solo l&#8217;amante cattivo che poi ha diffuso il video. Possibile che siano tutte immagini rubate? Penso, quindi, che dietro la sua sciagurata e drammatica decisione di togliersi la vita ci siano motivi molto più profondi dove l&#8217;episodio del video pubblico c&#8217;entra in maniera marginalmente.</p>
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		<title>Napoli come il Sahara per gli esperti un futuro infernale</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/09/13/napoli-come-il-sahara-per-gli-esperti-un-futuro-infernale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 13:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le previsioni sono drammatiche, nei prossimi 50 anni le temute ondate di caldo saranno molto più frequenti, circa l&#8217;80% in più. Per i ricercatori dell&#8217;Università del Colorado, l&#8217;Italia e in particolar modo il Sud saranno interessati nei prossimi 50 anni da vere e proprio ondate di caldo torrido, un caldo asfissiante, che porterà ad un aumento [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le previsioni sono drammatiche, nei prossimi 50 anni le <strong>temute ondate di caldo</strong> saranno molto più frequenti, circa l&#8217;80% in più.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25306" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/napoli-come-il-sahara-per-gli-esperti-un-futuro-infernale.jpg" alt="Napoli come il Sahara per gli esperti un futuro infernale" width="738" height="462" /></p>
<p>Per i ricercatori dell&#8217;Università del Colorado, <strong>l&#8217;Italia e in particolar modo il Sud</strong> saranno interessati nei prossimi 50 anni da vere e proprio ondate di caldo torrido, un caldo asfissiante, che porterà ad un aumento del rischio di morte del 20%. Questo scenario è stato presentato nei giorni scorsi durante il convegno mondiale di Epidemiologia Ambientale e per gli esperti bisogna intervenire subito per scongiurare questa futura situazione.<br />
E&#8217; ancora presente nella memoria di noi napoletani<strong> l&#8217;ondata di calore del 2003</strong>, la più intensa di sempre, per i ricercatori quella ondata potrebbe diventare presto una consuetudine se non ci sarà un serio piano per diminuire le emissioni di gas serra.</p>
<p>Ormai ogni anno ed ogni estate viviamo l&#8217;evolversi della situazione meteorologica, sperando di scampare a queste ondate alle quali vengono dati nomi mitologici, che però ben incarnano l&#8217;infernale situazione come Caronte, Circe ecc.</p>
<p>Il <strong>riscaldamento globale</strong> ormai è una certezza scientifica e anche i cambiamenti climatici sono ormai alla portata di tutti bisogna necessariamente fare un passo indietro prima che, dicono gli esperti, sarà troppo tardi.</p>
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		<title>Campi Flegrei, secondo i geologi ci sono &#8220;segnali preoccupanti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 12:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Napoli si sta svolgendo in questi giorni un convegno di esperti provenienti da tutta Italia organizzato dalla Società Geologica Italiana e dal titolo &#8220;Le Geoscienze in un pianeta in divenire, imparando dal passato, esplorando il futuro&#8221; tra gli argomenti in discussione lo stato dei Campi Flegrei e il recente terremoto di Amatrice. Erano 90 [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/09/campi-flegrei-secondo-geologi-ci-segnali-preoccupanti/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Campi Flegrei, secondo i geologi ci sono &#8220;segnali preoccupanti&#8221;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Napoli</strong> si sta svolgendo in questi giorni un convegno di esperti provenienti da tutta Italia organizzato dalla Società Geologica Italiana e dal titolo &#8220;<em>Le Geoscienze in un pianeta in divenire, imparando dal passato, esplorando il futuro</em>&#8221; tra gli argomenti in discussione lo stato dei Campi Flegrei e il recente <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/08/24/forte-scossa-terremoto-centro-italia-avvertita-anche-napoli/" target="_blank" rel="noopener">terremoto di Amatrice</a>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Campi_Flegrei_01-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20779" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Campi_Flegrei_01-2.jpg" alt="Allarme Campi Flegrei: nuove norme di sicurezza in caso di eruzione" width="1300" height="800" /></a></p>
<p>Erano 90 anni che la Società Geologica Italiana non indiceva un convegno e per farlo ha scelto proprio Napoli il cui territorio è da sempre stato fonte di studio e di conoscenza in ambito geologico e vulcanologico. Sulla scelta di Napoli è intervenuto anche il Presidente dell&#8217;Istituito di Geofisica e Vulcanologia, il prof. <strong>Carlo Doglioni</strong>: &#8220;<em>Pericolosità altissima e rischio enorme. Quello vulcanico è tra i più alti al mondo</em>&#8221; ed ancora &#8220;<em>Napoli si trova in una delle zone che ha il maggiore rischio naturale possibile perché un&#8217;esplosione dei Campi Flegrei sarebbe uno dei più grandi disastri che potrebbe colpire l&#8217;Italia. Dobbiamo investire in conoscenza e istruire i cittadini</em>&#8220;.</p>
<p>Napoli sta diventando sempre più un faro in tutto il mondo tanto che molto probabilmente sarà la sede  del prossimo convegno internazionale sulle città alle pendici dei vulcani (Cities on Volcanoes). Ritornando alla <strong>pericolosità dei Campi Flegrei</strong> il prof. Doglioni è stato chiaro: &#8220;<em>potrebbe eruttare tra dieci giorni così come tra moltissimi anni e per non trovarsi impreparati bisognerà dare importanza maggiore alle geochimica come precursore di un eventuale eruzione</em>&#8220;.</p>
<p>Sul <strong>Vesuvio</strong> solo dal novembre del 2015 è stata installata una stazione per monitorare in modo permanente la geochimica di una delle fumarole più importanti, la FC2. Fino ad allora si scendeva a fondo cratere una volta ogni tanto perdendo così dei dati geochimici molto importanti e rivelatori sullo stato di attività vulcanica. C&#8217;è sicuramente molto ancora da fare in termini di prevenzione e poter &#8220;<em>controllare</em>&#8221; questi fenomeni naturali. L&#8217;INGV segue molto da vicino la situazione vulcanologica in Campania ma purtroppo rispetto ai rilevamenti sullo Stromboli e sull&#8217;Etna, il Vesuvio e i Campi Flegrei sembrano seguiti con una attenzione minore.</p>
<p>Ad esempio i bollettini settimanali sui Campi Flegrei sono ancora molto scarni rispetto a quelli di altri vulcani. Manca ancora una diffusione in tempo reale dei sismi registrati sul Vesuvio, nei Campi Flegrei e a Ischia. Non vi sono i dati in tempo reale della geochimica dei nostri vulcani così come non vengono diffuse le immagini live del cratere del Vesuvio. Le parole del prof. Doglioni suonano oggi come un avvertimento anche al progetto <em>&#8220;Scarfoglio&#8221;</em> quello che vorrebbe la realizzazione di una centrale geotermica proprio nella caldera dei Campi Flegrei.</p>
<p>Uno studio scientifico dal titolo &#8220;<em>Magma transfer at Campi Flegrei caldera (Italy) before the 1538 AD eruption</em>&#8221; (link: www.nature.com/articles/srep32245) da poco apparso su Nature ci da l&#8217;esatta percezione della estrema pericolosità dei Campi Flegrei. L&#8217;ultima grande eruzione dei Campi Flegrei risale al 1538 ma negli ultimi anni ci sono stati episodi di crisi più o meno gravi e legati a movimento del suolo, a terremoti superficiali e a degassamento. Il nocciolo del problema è che come si propaga il magma era materia sconosciuta questo studio permette di tracciare una strada al risveglio del vulcano.</p>
<p><strong>Mauro Di Vito</strong>, Primo Ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano dell&#8217;INGV: &#8220;<em>La ricerca ha permesso di ricostruire per la prima volta i fenomeni precursori dell’unica eruzione avvenuta nella caldera dei Campi Flegrei in epoca storica e la dinamica di risalita del magma che ha alimentato questa eruzione, sono stati definiti e ricostruiti i movimenti del suolo in venti punti localizzati lungo tutta la costa flegrea, da Capo Miseno a Nisida. E l’interpretazione dei risultati ha permesso la ricostruzione del trasferimento di magma pre-eruttivo ai Campi Flegrei sia nel breve (pre-1538) sia nel lungo termine (ultimi 5000 anni), con definizione delle relative aree di stazionamento. In particolare, nonostante i ripetuti sollevamenti nella parte centrale della caldera Flegrea, le eruzioni hanno sistematicamente avuto luogo al margine dell’area sollevata</em>&#8220;.</p>
<p>Lo studio è stato interessantissimo e ci permetterà di definire ed interpretare meglio i fenomeni in corso nella caldera e aiuterà a prevedere la localizzazione delle bocche eruttive future. &#8220;<em>Il nostro modello</em> &#8211; continua Di Vito &#8211; <em>è anche in accordo con i dati di monitoraggio di altre caldere attive che hanno recentemente eruttato nel mondo, che mostrano comportamenti simili, con eruzioni ai margini dell’area sollevata prima dell’eruzione. Ciò suggerisce che tali comportamenti costituiscano un’importante chiave di lettura per la generale comprensione della dinamica delle caldere</em>&#8220;.</p>
<p>Ricordiamo infine che per i Campi Flegrei il livello di allerta è sempre giallo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/09/campi-flegrei-secondo-geologi-ci-segnali-preoccupanti/">Campi Flegrei, secondo i geologi ci sono &#8220;segnali preoccupanti&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Terremoto 2.0: quando il business arriva dalle sciagure</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/08/28/terremoto-2-0-quando-il-business-arriva-dalle-sciagure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2016 14:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo ormai in una mondo dove il cataclisma naturale, come quello dell&#8217;ultimo terremoto, è diventato un vero e proprio business. Dove solo attraverso queste tragedie umane si riesce a &#8220;far ripartire&#8221; l&#8217;economia di una zona. Il risultato non è altro che una nuova forma di sciacallaggio di natura prettamente economica. Funzionari dello Stato che all&#8217;indomani [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo ormai in una mondo dove il cataclisma naturale, come quello dell&#8217;ultimo <strong>terremoto</strong>, è diventato un vero e proprio business. Dove solo attraverso queste tragedie umane si riesce a &#8220;<em>far ripartire</em>&#8221; l&#8217;economia di una zona. Il risultato non è altro che una nuova forma di sciacallaggio di natura prettamente economica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-21141 size-full" title="Terremoto 2.0: quando il business arriva dalle sciagure" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/business-ricostruzione.png" alt="Terremoto 2.0: quando il business arriva dalle sciagure" width="660" height="330" /></p>
<p>Funzionari dello Stato che all&#8217;indomani del terremoto dell&#8217;Aquila ridono pregustandosi i soldi della ricostruzione, <strong>Bruno Vespa</strong> che sdogana in diretta TV lo &#8220;<em>Sciacalaggio economico</em>&#8221; definendo il terremoto di Amatrice una bella &#8220;<em>Botta</em>&#8221; per l&#8217;economia, il ministro Del Rio che annuendo ci fa sapere che L&#8217;Aquila è &#8220;<em>Il più grande cantiere d&#8217;Europa</em>&#8220;.</p>
<p>Eppure c&#8217;è stato un tempo non lontano in cui le tragedie umane venivano vissute solo per quello che erano, ovvero tragedie. C&#8217;è stato un tempo dove la solidarietà umana aveva una coscienza e non un ritorno economico o di immagine.<br />
Eppure non è passato molto ma siamo cambiati tantissimo, il <strong>terremoto dell&#8217;Irpinia</strong> (23 novembre 1980) rappresenta sicuramente lo spartiacque per il cambiamento verso questo modo &#8220;inumano&#8221; di intendere le sciagure naturali.</p>
<p>Diceva <strong>Sandro Pertini</strong> all&#8217;indomani del terribile terremoto dell&#8217;Irpinia: &#8220;<em>A tutte le italiane e gli italiani: qui non c’entra la politica, qui c’entra la solidarietà umana, tutte le italiane e gli italiani devono mobilitarsi per andare in aiuto a questi fratelli colpiti da questa nuova sciagura. Perché, credetemi, il modo migliore di ricordare i morti è quello di pensare ai vivi</em>&#8220;.<br />
Parole quelle del nostro presidente all&#8217;epoca dense di emozione, vere pugnalate sulle coscienze di noi italiani quando ci ammonì dicendo che: &#8220;<strong><em>L’infamia maggiore è quella di speculare sulle disgrazie altrui</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Quell&#8217;ammonimento oggi risuona come una sentenza, siamo andati proprio in quella direzione ovvero &#8220;<em>Speculare sulle disgrazie altrui</em>&#8220;, c&#8217;è anche chi auspica che simili catastrofi naturali accadano.</p>
<p>Il <strong>terremoto di Amatrice</strong> ci ha consegnato un&#8217;ulteriore spettro della situazione, da una parte ci sono gli &#8220;italiani&#8221; comuni che con la loro naturale solidarietà hanno aiutato le popolazioni colpite dal dramma con la loro vicinanza e affetto e con atti di vera e sincera solidarietà, dall&#8217;altro c&#8217;è lo Stato, gli organi di informazione e la macchina burocratica, che ha subito intravisto in quest&#8217;ennesima tragedia un modo per speculare economicamente.</p>
<p>Lo Stato, che invece di avere come priorità un piano serio e su larga scala di messa in sicurezza degli edifici, attende la tragedia per poter stanziare fondi che nella stragrande maggioranza dei casi andranno a riempire le casse degli speculatori locali.</p>
<p>Gli<strong> organi di stampa</strong> che si fregavano già le mani pensando allo share e alle decine di dirette tv, per poi sdoganare il tutto e dirci in prima serata su Rai 1 che il terremoto è una bella botta per la ripresa economica.</p>
<p>In pratica un qualsiasi comune meridionale dove i giovani vanno via perché lo Stato non riesce loro a trovare opportunità, dove mancano i primari servizi, deve necessariamente augurarsi di trovarsi al centro di un cataclisma naturale, perché è solo in questo modo, attraverso la speculazione altrui, che può tornare a vivere. Decisamente delirante.</p>
<p>Viviamo in un mondo distorto, un mondo dove <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/08/27/sbatti-il-napoletano-in-prima-pagina-una-storia-che-si-ripete/">la stampa nazionale getta in prima pagina un napoletano</a>, reo di essere uno sciacallo con titoli del genere &#8220;<em>Sciacallo napoletano arrestato</em>&#8221; (notizia rivelatesi poi falsa). <strong>Un&#8217;Italia</strong> che ha scoperto, quindi, una nuova specie animale: è un bipede sembra possa parlare ma con un linguaggio non sempre comprensibile. Sembra essere abituato a vagare in cerca di piccole prede sugli Appennini e viene considerato non troppo pericoloso, tant&#8217;è che il personale addetto alla sorveglianza può avvicinarlo senza eccessive cautele e pare anche accarezzarlo. È l<strong>o sciacallo</strong> &#8220;<em>napoletano</em>&#8220;. Qualità unica è la pazienza e la cultura, cui accoppia doti di bel canto. Per fortuna che da napoletani non ci manca l&#8217;ironia di fronte a tali consuetudini di razzismo.<br />
La stessa stampa invece relega nelle notizie minori il vigile del fuoco di Torre del Greco, che emozionato fino all&#8217;anima parla del salvataggio della piccola Giulia. In quel caso è meglio non sottolineare che veniva da Torre del Greco meglio un laconico &#8220;<em>Eroico vigile del fuoco</em>&#8220;.</p>
<p>La speranza del cambiamento o meglio nel cercare di ritornare nei binari di una giusta visione delle sciagure, può partire solo dal mondo social è solo qui, infatti, che gli italiani si scambiano opinioni, emozioni e proposte anche le più bizzarre per dare un AIUTO SINCERO alle popolazioni colpite dai drammi. La socialità è un&#8217;occasione che non possiamo perdere ed è l&#8217;unico strumento che abbiamo per poter ritornare a pensare ad un mondo dove l&#8217;infamia più grande è la speculazione sui drammi altrui.</p>
<p>Bruno Vespa l&#8217;altra sera raccontava, con il tipico sorriso di colui che sta per dire una cosa bella, di un uomo che nell&#8217;aquilano vedendo il suo hotel crollato e ridotto ad un mucchio di macerie rideva e si compiaceva dicendo &#8220;<em>Tanto me lo ricostruisco più bello</em>&#8220;.</p>
<p>Questa storia a me non ha fatto sorridere affatto, anzi sono stato pervaso da un senso di tristezza, l&#8217;uomo per sua natura da sempre si lega a luoghi, a persone ad oggetti, la sua casa può essere la più brutta del mondo, ma è la SUA casa è sarà sempre la più bella del mondo. Vederla ridotta in macerie è la fine della vita, è l&#8217;annientamento dei ricordi, è la storia che va via, è una ferita che nonostante tutte le ricostruzioni non potrà mai essere rimarginata del tutto. Forse non è cambiato solo il mondo ed i potenti di turno, ma stiamo cambiando anche noi, gente comune, che pur di sopravvivere sorridiamo alle nostre stesse sciagure perché è l&#8217;unico modo per poter pretendere dal mondo attenzione.</p>
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		<title>Sbatti il Napoletano in prima pagina, una storia che si ripete</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/08/27/sbatti-il-napoletano-in-prima-pagina-una-storia-che-si-ripete/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Aug 2016 16:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da qualche giorno sta circolando insistentemente sugli organi di stampa la notizia che ad Amatrice sia in azione uno Sciacallo, ovvero una persona dedita al furto di oggetti nelle case ormai distrutte dal terremoto. Lo sciacallo sarebbe NAPOLETANO, la notizia si è scoperto in queste ore essere un clamoroso falso e si annovera tra le [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno sta circolando insistentemente sugli organi di stampa la notizia che <strong>ad Amatrice sia in azione uno Sciacallo</strong>, ovvero una persona dedita al furto di oggetti nelle case ormai distrutte dal terremoto. Lo sciacallo sarebbe NAPOLETANO, la notizia si è scoperto in queste ore essere un clamoroso falso e si annovera tra le decine di bufale che stanno circolando attorno al <strong>sisma che ha colpito il centro Italia</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-21096" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sciacallo-napoletano.jpeg" alt="Sbatti il Napoletano in prima pagina" width="1000" height="562" /></p>
<p>Poche ore fa infatti la <strong>Questura di Rieti</strong> attraverso un comunicato stampa ha spiegato nel dettaglio che &#8220;<em>Le forze dell’ordine del capoluogo garantiscono l’efficacia dell’impegno di prevenzione di simili fenomeni avendo attivato  servizi di vigilanza  specificamente finalizzati al contrasto di possibili episodi di sciacallaggio, sono stati infatti attuati sin dai primi istanti con personale delle forze dell’ordine, e poi rafforzati nelle ore serali e notturne con l’arrivo dei reparti organici. Allo stato, sentite anche le altre forze di polizia, non risulta alcun episodio di illegittima introduzione di persone nelle abitazioni evacuate, tantomeno di furti perpetrati</em>&#8220;.</p>
<p>Quindi al momento nessun episodio di <strong>sciacallagio</strong>, nessuno sciacallo e soprattutto nessun NAPOLETANO che sciacalla sulla tragedia. Eppure la stampa nazionale non ha perso tempo e da qualche giorno rimbalza questa notizia che viene data per &#8220;vera&#8221;, nonostante abbia quei contorni tipici del <strong>razzismo strisciante contro i napoletani</strong>.</p>
<p>La Questura di Rieti ha anche voluto sottolineare che: &#8220;<em>Con riferimento alle notizie apparse sugli organi di stampa in merito a presunti episodi di sciacallaggio, che sarebbero avvenuti presso i centri interessati dall’evento sismico, la Questura di Rieti precisa che quanto in essi segnalato è<strong> privo di ogni fondamento</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Anche in simili tragedie sbattere il napoletano in prima pagina sembra essere un&#8217;ossessione da parte di una parte della stampa, si tratta di un episodio di un razzismo assoluto tanto che il <strong>comune di Napoli</strong> ha deciso di costituirsi parte civile e di denunciare l&#8217;accaduto.</p>
<p>Nella notizia diffusa si faceva anche riferimento a un uomo di Napoli <strong>Massimiliano Musella</strong> che però assicurano dalla questura non ha ricevuto nessun provvedimento giudiziario, probabilmente era nella zona della tragedia per dare anche lui il suo piccolo contributo.</p>
<p>Come si suol dire &#8220;<em>Fai del bene e muor accis</em>&#8221; dove l&#8217;unica colpa è essere NAPOLETANO.</p>
<p><span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody _1n4g">Purtroppo in questa Italia i migranti saranno sempre gli stranieri che vengono a delinquere e arretrati, <strong>i napoletani saranno sempre i ladri e camorristi</strong>, i siciliani saranno sempre mafiosi, i terroristi saranno sempre tutti musulmani, i marocchini sono tutti ambulanti che vendono il cocco sulla spiaggia e  i rumeni faranno sempre le rapine nelle ville. Di cosa ci possiamo lamentare. L&#8217;ignoranza si nutre dei luoghi comuni, l&#8217;ignoranza etichetta senza essere informata, l&#8217;ignoranza è facile da manipolare.<br />
</span></span></p>
<p>&#8220;<em>Simm frat sultant a finale e Italia &#8211; Brasile</em>&#8221; (cit. Federico Salvatore)</p>
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		<title>Terremoto in Campania: prosegue lo sciame sismico</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/07/14/terremoto-sciame-sismico-nel-sannio-scosse-3-magnitudo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 10:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[lioni]]></category>
		<category><![CDATA[sannio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; da qualche settimana che sembra essere ripresa l&#8217;attività tellurica nel Sannio e in Irpinia, le provincie di Avellino e Benevento tristemente note per il disastroso terremoto del 1980 che causò più di 3000 morti. Qualche settimana fa una scossa avvertita dalla popolazione aveva avuto come epicentro Lioni, proprio uno dei comuni più colpiti nel 1980. I morti, [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/14/terremoto-sciame-sismico-nel-sannio-scosse-3-magnitudo/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Terremoto in Campania: prosegue lo sciame sismico</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da qualche settimana che sembra essere ripresa l&#8217;attività tellurica nel Sannio e in Irpinia, le provincie di Avellino e Benevento tristemente note per il disastroso terremoto del 1980 che causò più di 3000 morti.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/morcone.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16847" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/morcone.png" alt="morcone" width="600" height="311" /></a></p>
<p><strong>Qualche settimana fa <a href="http://www.vocedinapoli.it/2016/07/07/scossa-di-terremoto-in-campania-paura-tra-gli-abitanti/">una scossa avvertita dalla popolazione aveva avuto come epicentro Lioni</a>, proprio uno dei comuni più colpiti nel 1980. </strong>I morti, all&#8217;epoca, furono ben 228 e l&#8217;intero patrimonio edilizio andò distrutto o pesantemente danneggiato. Alla cittadina irpina fu anche consegnata la Medaglia d&#8217;oro al merito civile per come i sopravvissuti riuscirono ad affrontare la crisi, le perdite e la ricostruzione post sisma.</p>
<p>Questa notta altre scosse sono state avvertite in tutta l&#8217;area. Il culmine è stato alle 20.53 quando i sismografi del&#8217;INGV hanno registrato un sisma di magnitudo 2.3. La scossa ha avuto come epicentro il comune di Morcone in provincia di Benevento. In totale sono state 4 le scosse della sequenza sismica tutte comprese tra le 10:53 di ieri e le 00:46 della scorsa notte. Gli epicentri sono stati i comuni di <strong>Morcone</strong>, <strong>Pontelandolfo</strong>, <strong>Circello</strong>, <strong>San Sossio</strong>, <strong>Zungoli</strong> e <strong>Vallesaccarda.</strong> Tutte le scosse sono avvenute ad una profondità compresa fra i 9 e 19 km.</p>
<p>Al momento non si registrano danni alle persone, ma la situazione è sotto attenta osservazione da parte dell&#8217;INGV.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16850" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/dati-evento-sannio.jpg" alt="dati-evento-sannio" width="551" height="207" /></p>
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		<title>Meteo Napoli, brusco stop dell&#8217;estate: da giovedì clima autunnale</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/07/13/brusco-stop-dellestate-giovedi-scampoli-autunno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 15:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai tutti i centri di calcolo sono concordi nell&#8217;affermare che l&#8217;afa che ha attanagliato l&#8217;Italia in queste due settimane sta per cedere il passo a venti secchi e freschi di origine atlantica. Già in queste ore un deciso calo termico sta interessando il Nord Italia. Per Napoli e la Campania la giornata più &#8220;autunnale&#8221; sarà [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/13/brusco-stop-dellestate-giovedi-scampoli-autunno/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Meteo Napoli, brusco stop dell&#8217;estate: da giovedì clima autunnale</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/13/brusco-stop-dellestate-giovedi-scampoli-autunno/">Meteo Napoli, brusco stop dell&#8217;estate: da giovedì clima autunnale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Ormai tutti i centri di calcolo sono concordi nell&#8217;affermare che l&#8217;afa che ha attanagliato l&#8217;Italia in queste due settimane sta per cedere il passo a venti secchi e freschi di origine atlantica.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/maltempo-napoli-131.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16728" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/maltempo-napoli-131.jpg" alt="maltempo-napoli-131" width="1400" height="933" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Già in queste ore un deciso calo termico sta interessando il Nord Italia. Per Napoli e la Campania la giornata più &#8220;<em>autunnale</em>&#8221; sarà quella di venerdì. Ad affermarlo sono i meterologi del <strong>Centro Epson</strong>: &#8220;<em>Il calo termino sarà accompagnato da un rinforzo dei venti settentrionali. Venerdì un altro impulso di aria fresca in arrivo da nord sarà responsabile della formazione sul Mediterraneo centrale di un vortice di bassa pressione che determinerà un sensibile peggioramento del tempo al centro sud dove la giornata sarà caratterizzata da piogge e temporali, venti forti e mari molto mossi</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: left;">Secondo gli studiosi nella giornata di sabato &#8220;<em>il vortice si sposterà tra il Balcani e il Mar Adriatico ma determinerà ancora una residua inabilità sulle regioni adriatiche del centro sud e sul basso Tirreno; sarà un’altra giornata molto ventosa per venti di Tramontana o Maestrale e i mari resteranno mossi o molto mossi. Per il nord si profilano invece giornate soleggiate. Tra venerdì e sabato ulteriore calo delle temperature che quindi in gran parte del Paese scenderanno al di sotto dei valori normali di luglio con un clima addirittura fresco lungo il versante adriatico. Domenica torna il sole anche al centro sud ma con i mari che restano mossi e con ancora un po’ di vento di Maestrale; giornata estiva invece al Nord e in Sardegna Dopo questa pausa l’estate tornerà prepotente la prossima settima in tutta Italia</em>&#8220;</p>
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		<title>Malafemmena di Totò, la vera storia della celebre canzone napoletana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[selena capuano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 09:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[antonio de curtis]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[massimo ranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malafemmena sono note e parole immortali scritte dal principe Antonio de Curtis in arte Totò, ovunque ci si trovi appena si ascolta quel &#8220;femmena&#8221; si viene rapiti da quel sentimento partenopeo, da quel lirismo quasi sacrale verso il cosiddetto &#8220;ammore&#8221; che i napoletani hanno. Malafemmena fu un autentico successo. Una canzone che è entrata nella leggenda. Tra [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><em>Malafemmena </em>sono note e parole immortali scritte dal principe Antonio de Curtis in arte Totò</strong>, ovunque ci si trovi appena si ascolta quel &#8220;femmena&#8221; si viene rapiti da quel sentimento partenopeo, da quel lirismo quasi sacrale verso il cosiddetto &#8220;<em>ammore</em>&#8221; che i napoletani hanno.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/TCfwlXEks5w?autoplay=1" width="640" height="480" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: left;">Malafemmena fu un autentico successo. Una canzone che è entrata nella leggenda. Tra i suoi interpreti più famosi, oltre lo stesso Totò, ricordiamo <strong>Giacomo Rondinella</strong>, <strong>Mario Abbate</strong> e <strong>Teddy Reno</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Mentre nel resto d&#8217;Italia e del mondo le coppie di innamorati vengono definite come fidanzati, boyfriend e girlfriend e con altri modi decisamente &#8220;freddi&#8221; <strong>a Napoli si è coniato il termine di &#8220;<em>te mis a fa ammore</em>&#8220;, parole musicali che fanno capire quanto i napoletani celebrino questo sentimento che viene trattato con delicatezza, dolcezza e pura passione.</strong></p>
<p style="text-align: left;">La canzone partenopea ha da sempre prodotto veri capolavori. Ricordiamo quella che <strong>Lucio Dalla</strong> definì la più bella canzone mai scritta: &#8220;<em>Era de Maggio</em>&#8220;. Ma anche &#8220;<em>Reginella</em>&#8221; con quel suo &#8220;<em>t&#8217;aggio vulut bene a te, tu me vulute bene a me mo nun c&#8217;amamma cchiu ma tu distrattamente pienz a me</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16547 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/malafemmina1.jpg" alt="Malafemmena" width="800" height="482" /></p>
<p style="text-align: left;">Totò volle scrivere una canzone d&#8217;amore e nel 1951 per l&#8217;allora &#8220;<strong>Festa di Piedigrotta</strong>&#8221; compose Malafemmena che diede a Mario Abbate che la cantò durante il concorso &#8220;<em>La Canzonetta</em>&#8220;. Ma il vero successo venne con &#8220;<em>Totò, Peppino e la Malafemma</em>&#8221; con una sublime interpretazione di Teddy Reno.</p>
<p style="text-align: left;">Divenne cosi popolare che da allora rappresenta Napoli e il modo con cui i napoletani pensano al cosiddetto &#8220;<em>ammore</em>&#8220;. <strong>C&#8217;è però una curiosità. Sebbene dal testo si intuisca e si capisca che c&#8217;è un innamorato che pena per una donna che non lo ama, il testo fu composto per tutt&#8217;altro motivo</strong>.<strong> </strong>Le cronache dell&#8217;epoca volevano che la &#8220;Malafemmina&#8221; della canzone fosse Silvana Pampanini, e che Totò ne rimase cosi affascinato da dedicargliela.</p>
<p style="text-align: left;">La verità è però un altra e nasconde tutte quelle sfumature che solo i napoletani hanno verso l&#8217;<em>ammore</em>. Totò sposò <strong>Diana Bandini</strong> dalla quale ebbe la figlia Liliana, il rapporto tra i due negli anni &#8217;50 era in crisi. I due sposi però decisero nonostante tutto di restare uniti ma &#8220;divisi&#8221; fino al compimento del diciottesimo anno d&#8217;età della figlia. Fu una vera e propria promessa tra i due, ma mentre Totò in quegli anni intratteneneva rapporti anche con altre donne, Diana si dedicò completamente alla crescita della figlia e dopo l&#8217;ennesimo tradimento del marito decise di andarsene e sposò l&#8217;avvocato <strong>Michele Tufaroli</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">La promessa disattesa è il motivo per il quale scrisse &#8220;Malafemmina&#8221;, Totò soffrì molto per la decisione di Diana di lasciare il talamo nuziale e risposarsi. Una decisione che non avrebbe dovuto prendere nonostante il fatto che lui la tradisse in continuazione.</p>
<p style="text-align: left;">La vera storia della &#8220;Malafemmina&#8221; è venuta alla luce solo recentemente grazie alla testimonianza della figlia <strong>Liliana</strong>. Alla SIAE, poi, la canzone fu registrata con una nota a margine: &#8220;<em>A Diana</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16548" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/passione.jpg" alt="passione" width="800" height="442" /></p>
<p style="text-align: left;">Una delle interpreatazioni che più hanno colto il vero senso della canzone la troviamo all&#8217;interno del film &#8220;<em>Passione</em>&#8221; di <strong>John Turturro</strong> con <strong>Massimo Ranieri</strong> nei panni di Totò e <strong>Lina Sastri</strong> in quello di Diana.</p>
<p style="text-align: left;">La scena non lascia spazio a dubbi sull&#8217;interpretazione. Massimo Ranieri, infatti, è a letto con una donna, si sentono dei passi. E&#8217; Lina Sastri che salendo le scale scopre il tradimento avvenuto sotto i suoi occhi e nella casa che li ha visti felici.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo una scenata di gelosia decide di andarsene ed è in quel preciso momento che partono le parole: &#8220;<em>Femmena tu si na malafemmina</em>&#8221; e continuano fino a quel struggente &#8220;<em>te voglio bene e t&#8217;odio nun te pozzo scurdà</em>&#8220;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/13/malafemmena-la-storia-della-principale-canzone-toto/">Malafemmena di Totò, la vera storia della celebre canzone napoletana</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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