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	<title>Gennaro Calvano, Autore presso Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Apr 2024 14:39:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gennaro Calvano, Autore presso Voce di Napoli</title>
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		<title>Venerdì 12 aprile sciopero di capitreno e macchinisti: cosa succede in Campania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 14:33:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 12 aprile dalle ore 9 alle ore 17 sciopereranno i capitreno e i macchinisti del trasporto regionale della Campania. Sono previste forti adesioni che potranno dare luogo a soppressioni di treni del trasporto regionale di trenitalia anche nel tratto metropolitano della linea 2. “Siamo consapevoli e ci dispiace dei disagi che scaturiranno da questa [...]</p>
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<p><strong>Venerdì 12 aprile </strong>dalle ore 9 alle ore 17 sciopereranno i capitreno e i macchinisti del trasporto regionale della Campania. Sono previste forti adesioni che potranno dare luogo a soppressioni di treni del trasporto regionale di trenitalia anche nel tratto metropolitano della linea 2.</p>



<p>“Siamo consapevoli e ci dispiace dei disagi che scaturiranno da questa azione, ma questo sciopero giunge dopo lunghi mesi di trattativa, dove abbiamo più volte <strong>segnalato violazioni contrattuali </strong>e rivendicato migliori condizioni di lavoro per il personale equipaggi della Campania, senza alcuna risposta concreta. La vertenza proseguirà fino a quando non ci saranno tangibili miglioramenti in riferimento alla mitigazione dei carichi di lavoro e il pieno rispetto delle norme contrattuali”.</p>



<p>Questo quanto dichiarato da <strong>Gennaro Calvano </strong>Segretario regionale Orsa Ferrovie Campania.</p>
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		<title>E CHE T’O DIC’ A FA &#8211; Il successo della Napoli di Alberto Angela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 10:07:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Stanotte a Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati Auditel certificano il successo del programma di Alberto Angela “Stanotte a Napoli”, trasmesso su Rai 1 la sera di Natale. Più di 4 milioni di telespettatori per un 22.7% di share. Ma non è solo la televisione ad esaltare le gesta del divulgatore scientifico parigino. I social sono letteralmente impazziti, più di 100 [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati Auditel certificano il successo del programma di Alberto Angela “Stanotte a Napoli”, trasmesso su Rai 1 la sera di Natale. Più di 4 milioni di telespettatori per un 22.7% di share.</p>
<p>Ma non è solo la televisione ad esaltare le gesta del divulgatore scientifico parigino. I social sono letteralmente impazziti, più di 100 mila like, e circa 50 mila tra condivisioni e messaggi, la maggior parte dei quali di ringraziamento nei riguardi della Rai, ma principalmente diretti al giornalista e conduttore televisivo meritevole di aver confezionato un programma di pregevole fattura.</p>
<p>Durante le due ore di trasmissione, sono stati messi da parte i luoghi comuni per esaltare la storia, la cultura, l’anima di una città che “ha visto le dominazioni di tantissimi popoli nel corso dei millenni e che, a differenza di come accade solitamente, non ha solamente trattenuto qualcosa da ognuno di essi, ma è riuscita a cambiare l’invasore di turno, lo ha incantato con la propria anima”.</p>
<h2>Stanotte a Napoli</h2>
<p>Il telespettatore, oltre che da Alberto Angela, è stato accompagnato per mano in questo viaggio nel tempo da Giancarlo Giannini, Massimo Ranieri, Serena Rossi, Marisa Laurito, Serena Autieri, Salvatore Bagni.</p>
<p>I veri protagonisti del Natale di Rai 1 sono stati il fascino ed il mistero di una città che racchiude la propria energia tra i palazzi monumentali ed il culto dell’aldilà nel sottosuolo, tra i caffè letterari ed i bassi popolari; una città che soggiorna in perenne equilibrio tra il sacro ed il profano dove perfino la natività rivive nella Napoli del Settecento. La città di San Gennaro e del munaciello; la città del teatro San Carlo (il più antico d’Europa ancora in attività) e dello stadio Diego Armando Maradona, teatro che ha visto trionfare il calciatore più forte di tutti i tempi.</p>
<p>“Abbiamo provato ad illuminare Napoli con la luce che merita, anche grazie alla magia che questa serata speciale è in grado di trasmettere. Spesso, infatti, le cronache tendono a concentrarsi sulle sue ombre, che non intendiamo ignorare, che vanno individuate e combattute.</p>
<p>Ma Napoli non è solo questo. Napoli è soprattutto luce. Ed è proprio questa luce che vogliamo che stasera risplenda”. Cos’altro aggiungere… missione compiuta. Grazie Alberto, grazie Napoli.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-268282 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Stanotte-a-Napoli.png" alt="Stanotte a Napoli" width="698" height="334" /></p>
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		<title>E CHE T’O DIC’ A FA &#8211; La scala elicoidale più bella di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 10:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[La scala elicoidale di Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi passeggiavo nell’elegante quartiere Chiaia, precisamente in via Filangieri, e tra le grandi griffe della moda ha catturato la mia attenzione un palazzo monumentale, emblema dello stile liberty napoletano: Palazzo Mannajuolo. Probabilmente il nome non vi è nuovo, costruito tra il 1909 e il 1911, custodisce la scala elicoidale più bella di Napoli, celebre grazie [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi passeggiavo nell’elegante quartiere Chiaia, precisamente in via Filangieri, e tra le grandi griffe della moda ha catturato la mia attenzione un palazzo monumentale, emblema dello stile liberty napoletano: Palazzo Mannajuolo.</p>
<p>Probabilmente il nome non vi è nuovo, costruito tra il 1909 e il 1911, custodisce la scala elicoidale più bella di Napoli, celebre grazie al film di Ferzan Ozpetek “Napoli Velata”.</p>
<h2>La scala elicoidale di Napoli</h2>
<p>Il mistero che il regista turco ha voluto trasmettere tramite il vortice che caratterizza i cinque piani della raffinata costruzione, realizzata e progettata dall’architetto Giulio Ulisse Arata, è lo stesso mistero che affascina i tanti turisti rapiti dall’incantevole gioco vertiginoso che i gradini di marmo a sbalzo e le balaustre in ferro battuto creano, lasciando filtrare la luce proveniente dall’ultimo piano.</p>
<p>Tra le varie curiosità, Palazzo Mannajuolo è stato tra i primi edifici ad essere realizzato in calcestruzzo armato. È straordinario incrociare le braccia, alzare lo sguardo e perdersi tra il fascino ed il mistero che contraddistinguono questa opera d’arte.</p>
<p>Se un giorno i vostri passi dovessero incrociare il civico 36 di via Filangieri, non esitate chiedere al portiere dello stabile il permesso di scattare qualche foto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-268278 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/La-scala-elicoidale-di-Napoli_2.jpeg" alt="La scala elicoidale di Napoli" width="320" height="160" /> <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-268279 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/La-scala-elicoidale-di-Napoli.png" alt="La scala elicoidale di Napoli" width="478" height="637" /></p>
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		<title>E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; &#8216;È stata la mano di Dio&#8217;, dal 15 dicembre disponibile anche su Netflix</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 12:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[paoo sorrentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È uscito anche su Netflix l’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino, “È stata la mano di Dio”. Un film autobiografico, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar, ambientato nella Napoli degli anni ’80, in cui il regista già Premio Oscar per la Grande Bellezza, racconta la sua giovinezza. Luci ed ombre, gioie e dolori si alternano lungo [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/15/e-che-to-dic-a-fa-e-stata-la-mano-di-dio-dal-15-dicembre-disponibile-anche-su-netflix/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; &#8216;È stata la mano di Dio&#8217;, dal 15 dicembre disponibile anche su Netflix</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito anche su Netflix l’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino, “È stata la mano di Dio”. Un film autobiografico, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar, ambientato nella Napoli degli anni ’80, in cui il regista già Premio Oscar per la Grande Bellezza, racconta la sua giovinezza. Luci ed ombre, gioie e dolori si alternano lungo tutto il film mentre sullo sfondo l’anima del popolo partenopeo esce allo scoperto con i suoi vizi e le sue virtù.</p>
<p>Il regista napoletano è riuscito con questa proiezione a tradurre in immagini ciò che grandi letterati hanno fatto in versi, un’opera d’arte leggera ma allo stesso tempo profonda come il mare che bagna Napoli, il quale aiuta a rendere fluide diverse scene del film.</p>
<h2>È stata la mano di Dio</h2>
<p>Il lungometraggio di Sorrentino è un elogio all’apparizione dove i personaggi non giungono a farti visita bensì appaiono, ti rapiscono accompagnandoti in un’altra dimensione, migliore della cupa realtà. Dapprima San Gennaro e ‘o munaciello, successivamente Diego Armando Maradona grazie al quale Fabietto, alter ego cinematografico di Paolo Sorrentino, riesce a scampare ad un evento tragico -raccontato nella prima parte del film- che segnerà la sua vita per sempre.</p>
<p>Ma il campione argentino riesce in un altro miracolo, quello di unire le varie anime della città di Napoli, quella Napoli degli anni ’80 arroccata nelle proprie enclave ma che trova nella squadra del Napoli quel punto in comune capace di iniziare la scintilla della condivisione. Ed è proprio l’invito al non disunirsi il messaggio finale che giunge dal regista Antonio Capuano (interpretato dall’attore Ciro Capano), l’ultima apparizione prima di salire su quel famoso treno che accompagnerà il protagonista a Roma tra le note di “Napule è” di Pino Daniele, ma con Napoli nel cuore, quella Napoli che lo condurrà nell’Olimpo del cinema internazionale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-267078 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/È-stata-la-mano-di-Dio.png" alt="È stata la mano di Dio" width="825" height="444" /></p>
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		<title>Pianura, infiltrazioni d&#8217;acqua a scuola: chiuso l&#8217;ICS Ferdinando Russo</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/12/06/scuola-inagibile-a-pianura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 12:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Pianura]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[ICS Ferdinando Russo]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola inagibile a Pianura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dichiarata inagibile la scuola primaria ICS Ferdinando Russo di via D. Padula a Pianura. È da mesi che i bambini dell&#8217;istituto, sito nell&#8217;area occidentale di Napoli, sono costretti a seguire le lezioni spesso senza energia elettrica e senza riscaldamenti. Scuola inagibile a Pianura Alla base di questi continui guasti ci sarebbero delle infiltrazioni d’acqua ben visibili, [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dichiarata <strong>inagibile</strong> la scuola primaria <strong>ICS Ferdinando Russo</strong> di <strong>via D. Padula</strong> a <strong>Pianura</strong>. È da mesi che i <strong>bambini</strong> dell&#8217;<strong>istituto</strong>, sito nell&#8217;area occidentale di <strong>Napoli</strong>, sono costretti a seguire le lezioni spesso <strong>senza energia elettrica</strong> e senza <strong>riscaldamenti</strong>.</p>
<h2>Scuola inagibile a Pianura</h2>
<p>Alla base di questi continui <strong>guasti</strong> ci sarebbero delle <strong>infiltrazioni d’acqua ben visibili</strong>, più volte segnalate al <strong>dirigente scolastico</strong> senza che ci fosse alcun tangibile rimedio. Questa mattina, i <strong>genitori</strong> preoccupati per la salute dei propri <strong>figli</strong>, hanno allertato <strong>polizia</strong> e <strong>vigili del fuoco</strong>. Questi ultimi, dopo i dovuti rilievi, hanno dichiarato l’<strong>inagibilità dell’istituto</strong>.</p>
<p>I <strong>genitori</strong> chiedono tutela e chiarezza nei riguardi dei <strong>bambini</strong> e che si accertino al più presto le responsabilità di chi avrebbe dovuto evitare preventivamente tale situazione: &#8220;<em>Dopo le chiusure dovute al covid ci saremmo aspettati la giusta attenzione per la salute e l’istruzione dei nostri figli ed invece siamo costretti ancora a lottare per far valere il diritto alla salute e all’istruzione</em>&#8220;.</p>
<h3>Scuola inagibile a Pianura: le foto</h3>
<p>
<a href='https://www.vocedinapoli.it/2021/12/06/scuola-inagibile-a-pianura/scuola-inagibile-a-pianura-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Scuola-inagibile-a-Pianura-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Scuola inagibile a Pianura" /></a>
<a href='https://www.vocedinapoli.it/2021/12/06/scuola-inagibile-a-pianura/scuola-inagibile-a-pianura1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Scuola-inagibile-a-Pianura1-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Scuola inagibile a Pianura" /></a>
<a href='https://www.vocedinapoli.it/2021/12/06/scuola-inagibile-a-pianura/scuola-inagibile-a-pianura3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Scuola-inagibile-a-Pianura3-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Scuola inagibile a Pianura" /></a>
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<a href='https://www.vocedinapoli.it/2021/12/06/scuola-inagibile-a-pianura/scuola-inagibile-a-pianura5/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Scuola-inagibile-a-Pianura5-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Scuola inagibile a Pianura" /></a>
<a href='https://www.vocedinapoli.it/2021/12/06/scuola-inagibile-a-pianura/scuola-inagibile-a-pianura6/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Scuola-inagibile-a-Pianura6-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Scuola inagibile a Pianura" /></a>
</p>
<h3>Scuola inagibile a Pianura: il video di Gennaro Calvano</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/YYA84HiSgIc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/12/06/scuola-inagibile-a-pianura/">Pianura, infiltrazioni d&#8217;acqua a scuola: chiuso l&#8217;ICS Ferdinando Russo</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; Ma Napoli è Gomorra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 08:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Ma Napoli è Gomorra?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È partita ufficialmente la quinta ed ultima stagione di Gomorra, la serie televisiva più discussa degli ultimi anni. Per molti mette in scena una rappresentazione negativa della città di Napoli con il conseguente rischio di emulazione da parte di qualcuno. Per altri invece solo un prodotto televisivo di ottimo livello. Esco subito allo scoperto, ho [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È partita ufficialmente la quinta ed ultima stagione di Gomorra, la serie televisiva più discussa degli ultimi anni. Per molti mette in scena una rappresentazione negativa della città di Napoli con il conseguente rischio di emulazione da parte di qualcuno. Per altri invece solo un prodotto televisivo di ottimo livello.</p>
<p>Esco subito allo scoperto, ho seguito tutte le stagioni di Gomorra, a lunghi tratti imparando le battute a memoria affascinato dalla fotografia e dal patos che riuscivano a trasmettere le ambientazioni. Per non parlare della bravura dei protagonisti, i quali dal punto di vista professionale, negli anni, sono cresciuti esponenzialmente.</p>
<h3>SI MA I BAMBINI EMULANO I PERSONAGGI DI GOMORRA</h3>
<p>Questa forse la critica più feroce attribuita alla serie, come se l’aspetto educativo fosse stato strappato alle famiglie ed attribuito ad un prodotto televisivo mirato al semplice intrattenimento. Voglio sperare ancora che la nostra società ponga al centro della crescita di un minore la famiglia, la scuola, lo sport. Se così non fosse avremmo dovuto registrare un incremento di sacerdoti dovuti alla serie Don Matteo ovvero un incremento di medici con il bastone grazie alla serie Dottor House. Invece, mio malgrado, non basta il mantello rosso per trasformarsi in Superman.</p>
<p>Gomorra non è altro che un prodotto televisivo di eccellente fattura, che pone l’attenzione su uno spaccato criminale senza mai mitizzarne i personaggi, anzi, gli autori della serie, in tutte le stagioni, hanno messo in evidenza le debolezze e le negatività di uno cancro della nostra società che assolda adepti dove manca una solida famiglia, dove lo stato latita e non dove, invece, è accesa la televisione.</p>
<h2>Ma Napoli è Gomorra?</h2>
<p>Io dal primo momento ho deciso di gustarmi lo spettacolo scevro da ogni preconcetto, consapevole del fatto che Napoli è una città grandiosa, esagerata, con tante sfumature e che la Gomorra quella vera è nata prima di Gomorra cinematografica e che gettare la polvere sotto al tappeto quindi spegnere la tv, non renderà Napoli un posto migliore.</p>
<p>Per quello serve cultura della legalità, istruzione, sport. Serve che l’intellighenzia napoletana smetta di indignarsi contro una scatola satellitare ed incominci a ribellarsi contro quella scatola reale che ha fatto troppi danni e che probabilmente ancora continuerà a farne. Per il resto… Cirù ce pienz tu?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-264865 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Ma-Napoli-è-Gomorra.png" alt="Ma Napoli è Gomorra?" width="940" height="468" /></p>
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		<title>E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; Il social dello scuorno: mo basta!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 18:28:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[e che t'o dic' a fa']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In principio era un social network dedicato agli adolescenti. L’obiettivo degli sviluppatori era creare una piattaforma che incorporasse musica e video. Poi, come spesso accade, i grandi con la loro protervia se ne sono impadroniti, trasformandolo in qualcosa di diverso. Penso abbiate capito che mi sto riferendo a Tik Tok, il social cinese che ha [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In principio era un social network dedicato agli adolescenti. L’obiettivo degli sviluppatori era creare una piattaforma che incorporasse musica e video. Poi, come spesso accade, i grandi con la loro protervia se ne sono impadroniti, trasformandolo in qualcosa di diverso. Penso abbiate capito che mi sto riferendo a Tik Tok, il social cinese che ha superato il miliardo di utenti in tutto il mondo. Questa breve premessa è utile ad analizzare ciò che nell’hinterland napoletano sta accadendo. Personaggi dalla dubbia moralità inneggianti a faide, violenza, illegalità divenute vere e proprie star del web. Ormai nota alle cronache la rissa avvenuta negli studi televisivi, qualche giorno fa, di una emittente locale proprio tra alcuni di questi soggetti.</p>
<h2>Il social dello scuorno</h2>
<p>Per farla breve si potrebbe buttare la croce su qualcuno dei protagonisti oscurandone i profili, rei di creare video diseducativi e violenti, ma volendo scavare ancor più nel profondo, analizzando nelle pieghe di questo fenomeno mi sono accorto che i filmati in questione ricevono migliaia di visualizzazioni quotidianamente. Dietro ad ogni visualizzazione c’è una persona, quindi migliaia di persone attratte per i più disparati motivi da questi contenuti. E come se non bastasse, provando a fare un ulteriore sforzo nell’analisi del fenomeno, ho notato che i video in esame ricevono anche migliaia di cuoricini.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; E CHE T’O DIC’ A FA’: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/20/la-panda-di-spalletti-che-ferma-lo-sputtanapoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La panda di Spalletti</a></strong></p>
<p>Ebbene cari amici udite udite, dietro ad ogni cuoricino c’è una persona che non solo osserva quel prodotto bensì lo approva, lo ammira, si riconosce in esso. Ed è qui che subentra lo scuorno, un sentimento che letteralmente potremmo tradurre con vergogna, se non fosse che quest’ultima la si può vivere anche in forma privata, mentre lo scuorno no! è pubblico, proprio quello che sta accadendo sul social cinese: Ce stanno metten ‘o scuorno ‘nfaccia pubblicamente, anche e soprattutto grazie a voi. Si perché parafrasando la costituzione, la sovranità appartiene al pubblico, il quale attraverso un clic decide ciò che vive e ciò che invece non esiste.</p>
<h3>Il social dello scuorno: la colpa è tua</h3>
<p>Per questo mi rivolgo a te, utente medio di Tik Tok probabilmente non ti starai rendendo conto che dietro ogni tua risata, ogni tuo like, ogni condivisione, questi personaggi acquisiscono popolarità e vengono trasmessi più degli altri ma a farne le spese è l’immagine che la città di Napoli recapita al resto d’Italia. Perciò se non ti riconosci in ciò che vedi togli il segui, evita le condivisioni e cambia canale, napoletanamente parlando: pass annanz!</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; E CHE T’O DIC’ A FA’: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/25/e-che-to-dic-a-fa-caro-sindaco-restituisci-la-cultura-ai-napoletani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sindaco restituisci la cultura ai napoletani</a></strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-262671 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Il-social-dello-scuorno.png" alt="Il social dello scuorno" width="938" height="468" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/01/il-social-dello-scuorno/">E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; Il social dello scuorno: mo basta!</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; Caro Sindaco restituisci la cultura ai napoletani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 14:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spulciavo con curiosità la lista di assessori che compongono la nuova giunta comunale nominata dal neo sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Tutti nomi di assoluto rilievo, personalità esperte in grado di fornire alla città le giuste competenze. Qualcuno l’ha definita “giunta tecnica” per la maggioranza di profili tecnici rispetto a quelli politici. Qualcun altro invece [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/25/e-che-to-dic-a-fa-caro-sindaco-restituisci-la-cultura-ai-napoletani/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; Caro Sindaco restituisci la cultura ai napoletani</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spulciavo con curiosità la lista di assessori che compongono la nuova giunta comunale nominata dal neo sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Tutti nomi di assoluto rilievo, personalità esperte in grado di fornire alla città le giuste competenze. Qualcuno l’ha definita “giunta tecnica” per la maggioranza di profili tecnici rispetto a quelli politici. Qualcun altro invece ha paragonato la caratura della giunta Manfredi a quella della prima giunta Bassolino.</p>
<p>Mentre riflettevo sulle considerazioni più o meno politiche che affollano i quotidiani degli ultimi giorni, mi è saltato all’occhio un fatto strano, cioè che tra le varie deleghe, il nostro Sindaco ha avocato a sé la delega alla cultura. Ma come è possibile, ho pensato tra me e me, il Sindaco ha ponderato la scelta di ogni assessore e poi sulla cultura ha deciso di risparmiare? Qualcuno potrebbe obiettare che con la cultura non si aggiustano le strade ovvero non si trasportano le persone oppure non si fanno quadrare i conti. Probabilmente l’astrattezza della cultura va in contrasto con il pragmatismo della nuova squadra di governo cittadino? Spero proprio di no.</p>
<p>La cultura necessita di un assessorato vero e proprio, perché rappresenta le fondamenta sulle quali poter costruire nuovi ponti e perché no, aggiustare quelli esistenti. L’assessore all’Infrastrutture e alla mobilità ci aiuterà ad approntare le strade; l’assessore alla legalità sicuramente metterà in campo iniziative mirate al rispetto della legalità; Politiche sociali e Politiche giovanili lavoreranno di concerto per combattere il fenomeno della dispersione scolastica; ma senza cultura, si corre il rischio che, tutto questo lavoro si sgretolerà sotto il soffio del primo vento stagionale, sotto il tremore dell’esultanza dopo un gol di Osimhen.</p>
<h2>Sindaco restituisci la cultura ai napoletani</h2>
<p>La cultura è conoscenza, formazione, civiltà e per questo esigerebbe risorse economiche e umane in grado di elaborare progetti, analizzare i fenomeni sociali al fine di migliorare la qualità della vita di ogni napoletano in maniera strutturale e non temporanea; perché se promuoviamo la legalità senza intervenire sulla cultura della legalità, se organizziamo concerti senza cultura musicale, se interveniamo sul turismo senza cultura artistica o gastronomica non riusciremo a rilanciare Napoli in maniera efficace.</p>
<p>Napoli è la città che conserva alcune delle opere di Michelangelo Merisi, la città dei mercati rionali, la città della pizza fritta e del casatiello, la città del teatro d’opera più antico d’Europa ancora in attività. Napoli è la patria del lotto, del caffè sospeso, la culla che custodisce i resti di Virgilio e Leopardi. Napoli è una metropoli divisa tra il sopra ed il sotto, dove i morti vengono rispettati più dei vivi. Napoli è il teatro dei De Filippo, la musica di Pino Daniele, i versi delle poesie di Totò. Napoli è il museo di San Martino con la scuola dei pittori di Posillipo, Napoli è la sezione epigrafica del Mann, le catacombe della Sanità, i vicoli dei quartieri spagnoli dove il Sole fatica ad illuminarne il volto.</p>
<p>Napoli è il continuo conflitto tra cultura e subcultura dove quest’ultima cerca di assurgere al ruolo di protagonista, con discreti risultati si esalta ad ogni colpo, dopo ogni danno. Con leggero impegno sarebbe in grado perfino di distruggere ciò che una tenace squadra di tecnici riuscirebbe a costruire.<br />
Perciò caro Sindaco, ricorda che ‘O sparagno nun è maje guadagno e valuta la possibilità di fornire alla città di Napoli l’assessorato alla cultura di cui ha bisogno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-262078 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Sindaco-restituisci-la-cultura-ai-napoletani.png" alt="Sindaco restituisci la cultura ai napoletani" width="1029" height="512" /></p>
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		<title>E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; La &#8216;panda&#8217; di Spalletti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Calvano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 06:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E CHE T'O DIC' A FA']]></category>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I miei amici, tifosi della Roma, nelle nostre analisi calcistiche mi raccontano spesso del primo campionato di Spalletti sulla panchina della squadra capitolina. In particolar modo la partita di Genova, quel Sampdoria-Roma finito in pareggio che vide l’esperimento vincente del capitano Francesco Totti posizionato al vertice del 4-2-3-1. Quello lo ricordano a ragion veduta come [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/20/la-panda-di-spalletti-che-ferma-lo-sputtanapoli/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; La &#8216;panda&#8217; di Spalletti</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/20/la-panda-di-spalletti-che-ferma-lo-sputtanapoli/">E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; La &#8216;panda&#8217; di Spalletti</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I miei amici, tifosi della Roma, nelle nostre analisi calcistiche mi raccontano spesso del primo campionato di Spalletti sulla panchina della squadra capitolina. In particolar modo la partita di Genova, quel Sampdoria-Roma finito in pareggio che vide l’esperimento vincente del capitano Francesco Totti posizionato al vertice del 4-2-3-1. Quello lo ricordano a ragion veduta come il giorno della svolta, difatti dalla partita successiva, la squadra registrò undici vittorie consecutive.</p>
<p>Mentre il mio Napoli -allora Napoli Soccer- vinceva il campionato di serie C1, la Roma grazie alle undici vittorie consecutive in campionato, oltre al secondo posto, conquistava l’appellativo di “la banda Spalletti”, come a voler indicare un gruppo di ragazzi in completa alchimia con il mister, aventi come unico obiettivo quello di vincere le partite dando spettacolo ai tanti tifosi di calcio.</p>
<h2>La panda di Spalletti che ferma lo sputtanapoli</h2>
<p>Sono trascorsi sedici anni da quella stagione ed oggi, tra varie peripezie, il mister di Certaldo è approdato sulla panchina del Napoli, in una Napoli che sembra aver lasciato in secondo piano il gioco del calcio per fare spazio al gioco del tiro alla fune. Uno dei passatempi più appassionanti della nostra infanzia, solo che nel nostro caso da un lato si collocano i critici di Napoli, coloro i quali attendono la prima occasione utile per gettare fango sulla città, in pratica quelli che “A&#8217; Pullecenella &#8216;o vedono sulo quanno va ‘ncarrozz” e dall’altro lato invece i difensori, coloro i quali a tutti i costi difendono Napoli non soffermandosi troppo su cosa realmente accade in città, per intenderci, quelli che “Ogne scarrafone è bell&#8217; a mamma soja”.</p>
<p>In questa rappresentazione sportiva della città, senza voler scomodare la posizione filosofica aristotelica del “In medio stat virtus”, Luciano Spalletti si appropria della fune scrivendo il suo elogio alla normalità. Al giornalista che gli chiedeva lumi sul furto della sua Panda e se questo atto delinquenziale avesse minato il suo rapporto con la città, il tecnico rispondeva mettendo a tacere ogni polemica: “Per gioco ho visto cosa succede in Italia, vengono rubate circa 100mila auto l’anno, 300 al giorno in tutta Italia, non capisco perché si voglia fare una parentesi per Napoli, è una roba che bisogna andare alla prossima domanda”.</p>
<p>Il campionato per il Napoli procede a gonfie e vele, ad oggi sono otto le vittorie consecutive e mentre il Sindaco, fresco di proclamazione, si appresta a dare una nuova impronta alla città, nel cuore di ogni tifoso azzurro alberga la speranza che Spalletti possa essere ricordato per qualcosa di diverso dalla sua ormai famosa Panda, pardon dalla sua ormai famosa banda.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-261536 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/La-panda-di-Spalletti-che-ferma-lo-sputtanapoli.png" alt="La panda di Spalletti che ferma lo sputtanapoli" width="862" height="513" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/20/la-panda-di-spalletti-che-ferma-lo-sputtanapoli/">E CHE T’O DIC’ A FA’ &#8211; La &#8216;panda&#8217; di Spalletti</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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