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Agguati, morte e bombe. A Napoli scatta l’allarme: è guerra di camorra

Forse la prima sirena avrebbe dovuto suonare lo scorso mese di ottobre, quando a causa di un agguato fu ferito Luigi Ausilio ritenuto vicino al clan Casella. Il mese successivo altri spari, altro ferito: Rosario Rolletta. Poi il 2020 è finito ed è arrivato il 2021.

Lo scorso 14 marzo ancora un agguato, questa volta mortale: a perdere la vita Giulio Fiorentino, ad essere stato ferito Vincenzo Di Costanzo. Entrambi legati al clan Di Martino, conosciuto anche come il sodalizio XX. Solo pochi giorni prima a restare ferito da alcuni colpi d’arma da fuoco, è stato Giuseppe Righetto, affiliato al clan Casella.

Poi, il botto. Ovvero l’esplosione durante la notte del 18 marzo di un ordigno in via Luigi Crisconio che ha distrutto auto e vetri, scatenando la paura nel quartiere. Infine, ieri, l’ennesimo agguato. A farne le spese Ciro Cotugno, ferito a colpi d’arma da fuoco.  A Ponticelli da settimane le persone evitano di uscire. I commercianti stanno in silenzio. E non certo per la zona rossa o il covid ma a causa della camorra.

Guerra di camorra a Napoli Est

Vi è una faida in corso, una guerra che sta insanguinando l’area Est di Napoli. A sfidarsi per il controllo del territorio e delle relative attività illecite, proprio il gruppo dei De Martino contro quello dei Casella. Uno scenario che ha reso ancora più frammentato il panorama criminale della zona.

Dopo la fine del clan Sarno, il quartiere è stato conteso dalle famiglie D’Amico (Fauella) e De Micco (Bodo). Questi ultimi a suon di sangue e pallottole ebbero la meglio. Un loro affiliato, che scalò i vertici del sodalizio, fu Antonio De Martino. Il boss degli XX è in carcere dal 28 novembre 2017, accusato di aver partecipato all’omicidio di Annunziata D’Amico, la ‘Passilona‘ ammazzata sotto casa nel rione Conocal.

Ed è proprio l’organizzazione dei De Martino, nata come costola dei De Micco, ad essere protagonista di questo violento scontro. Un clima che ha fatto scattare il panico nel quartiere e fatto accendere i riflettori delle autorità. L’allarme è al massimo, così come le tensioni criminali.  Un contesto che vede anche altri sodalizi inserirsi, approfittando del caos. Così, il clan Minichini – De Luca – Bossa sarebbe alleato dei Casella.

Dall’altra parte ci sarebbero i Mazzarella ad offrire supporto ai De Martino. Dinamiche che rifletterebbero la faida in corso da anni nell’area Est della città e che coinvolge sodalizi come i Reale, i Rinaldi, i Silenzio e i Formicola. Schieramenti criminali da sempre contrapposti o alleati in base alle convenienze. Conflitti riportati anche nell’ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA).

redazione

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