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	<title>rita bernardini Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>rita bernardini Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>ESCLUSIVA- Lettera dal carcere di Poggioreale: &#8220;Condizioni igieniche critiche, rischio malattie&#8221;. Riforma al palo: in Campania il numero più alto di detenuti che digiunano</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/02/21/esclusiva-lettere-dal-carcere-di-poggioreale-condizioni-igieniche-critiche-rischio-malattie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 18:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un grido urlato a bassa voce. Parole passate dalla bocca alla penna che un detenuto del carcere di Poggioreale, di cui non facciamo il nome per ovvi motivi di privacy, ha deciso di utilizzare per scrivere una lettera. Quest&#8217;ultima è stata consegnata alla redazione di VocediNapoli.it. Una denuncia che non ha nulla di clamoroso, nessuna incredibile richiesta [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un grido urlato a bassa voce. Parole passate dalla bocca alla penna che un detenuto del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/29/in-visita-a-poggioreale-un-inferno-ricco-di-umanita/" target="_blank" rel="noopener">carcere di <strong>Poggioreale</strong></a>, di cui non facciamo il nome per ovvi motivi di privacy, ha deciso di utilizzare per scrivere una lettera. Quest&#8217;ultima è stata consegnata alla redazione di <em>VocediNapoli.it</em>.</p>
<p>Una denuncia che non ha nulla di clamoroso, nessuna incredibile richiesta se non quella del minimo rispetto delle condizioni umane. Proprio come prevede l&#8217;<strong>articolo 27 della Costituzione</strong>. &#8220;<em>Non funzionano le docce, macchie di muffa ovunque. L&#8217;umidità si mangia le mura e le ossa</em>&#8220;. E poi, &#8220;<em>docce che non funzionano e tanta sporcizia. C&#8217;è il serio rischio di un epidemia tra queste celle</em>&#8220;.</p>
<p>Il lancio di un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/21/intervista-samuele-ciambriello-spazio-liberta-comandamenti-rendere-migliori-le-carceri/" target="_blank" rel="noopener">allarme igienico-sanitario</a>. Una situazione esplosiva quella delle carceri italiane e <strong>Poggioreale</strong> risulta essere una delle più problematiche. Un contesto che penalizza l&#8217;intera comunità penitenziaria. Anche gli agenti della <strong>polizia penitenziaria</strong> lavorano ogni giorno tra mille difficoltà.</p>
<p>Aggressioni tra detenuti, tra questi ultimi e gli agenti. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/intervista-a-pietro-ioia-la-cella-zero-calpesta-lart-27-della-costituzione/" target="_blank" rel="noopener">Continui tentativi di suicidio da parte dei carcerati e purtroppo molti di essi vanno a buon fine</a>. Tuttavia, la politica è del tutto sorda e cieca rispetto a questa tematica. Una delle campagne elettorali peggiori di sempre, sterile e priva di sostanza. Protagonisti, argomenti di distrazione di massa da dare in pasto all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Siamo sotto elezioni, ormai mancano pochi giorni alla fatidica data del <strong>4 marzo</strong> ma di carceri e giustizia non si sente affatto parlare. Sono come mosche bianche i continui <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/24/sappe-protesta-a-poggioreale-contro-le-condizioni-delle-carceri/" target="_blank" rel="noopener">comunicati del <strong>SAPPE</strong></a> (<em>Sindacato autonomo della polizia penitenziaria</em>) e l&#8217;inesauribile battaglia del <strong>Partito Radicale</strong> per l&#8217;approvazione dei decreti attuativi da parte del governo per la riforma dell&#8217;ordinamento penitenziario.</p>
<p>Una misura che arriverebbe dopo 40 anni dall&#8217;ultimo provvedimento di legge in merito. Eppure, l&#8217;attuale governo si è ridotto all&#8217;ultimo minuto con il rischio di annullare il tutto e buttare al macero il lavoro svolto dal ministro della giustizia <strong>Andrea Orlando</strong>. A proposito, la lotta non violenta di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/29/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rita Bernardini</strong></a> e il suo <em>Satyagraha</em> sono gunti al 26esimo giorno di sciopero della fame. A sostenerli, migliaia di cittadini, un appello firmato da giuristi e intellettuali, il vice presidente del <strong>CSM </strong>(<em>Consiglio superiore della Magistratura</em>) <strong>Giovanni Legnini</strong>, i <strong>Garanti dei detenuti</strong> e una miriade di questi ultimi.</p>
<p>Il filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>, sulle colonne de <em>Il Mattino</em>, ha accolto questa iniziativa come il simbolo della partecipazione alla vita civile e politica dei carcerati. In <strong>Campania</strong> il numero di adesione più alto d&#8217;Italia: <strong>1.572 detenuti</strong>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/lettera1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-108492 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/lettera1.jpg" alt="ESCLUSIVA- Lettere da Poggioreale: &quot;Condizioni igieniche critiche, rischio malattie&quot;" width="650" height="1069" /></a></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpermalink.php%3Fstory_fbid%3D10156166234357938%26id%3D661637937&amp;width=500" width="500" height="237" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Raffaele Cutolo, vietata la visita ispettiva al Partito Radicale</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/01/19/raffaele-cutolo-vietata-la-visita-ispettiva-al-partito-radicale/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 14:10:37 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata pubblicata circa 10 giorni fa la notizia relativa alle presunte gravi condizioni di salute di <strong>Raffaele Cutolo</strong>. L&#8217;ex boss della <strong>NCO </strong>(<em><strong>Nuova Camorra Organizzata</strong></em>) è detenuto al regime di massima sicurezza del <em>41 bis</em> presso il carcere di <strong>Parma</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/09/mistero-sulla-salute-di-raffaele-cutolo-si-muove-il-partito-radicale/" target="_blank" rel="noopener"><em>VocediNapoli.it</em> ha avuto una corrispondenza mail con una delle coordinatrici della presidenza del <em>Partito Radicale</em>, <strong>Rita Bernardini</strong></a>. Quest&#8217;ultima aveva annunciato una visita ispettiva nell&#8217;istituto detentivo con l&#8217;obiettivo di &#8220;<em>incontrare tutti i detenuti ristretti al 41 bis, per verificarne le condizioni umane e di salute</em>&#8220;.</p>
<p>Ebbene la visita c&#8217;è stata. Ieri una delegazione del <em>Partito Radicale</em>, tra i cui componenti c&#8217;era la <strong>Bernardini</strong>, ha fatto il suo ingresso all&#8217;interno della casa circondariale emiliana. Gli esponenti radicali hanno potuto accedere a tutti i reparti del penitenziario tranne che in quello del <em>41 bis</em>.</p>
<p>Un&#8217;autorizzazione last minute è arrivata dal <strong>DAP </strong>(<em><strong>Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria</strong></em>) proprio mentre la visita dei radicali era in corso ma aveva due vincoli: il primo era rappresentato dal divieto di poter interloquire con i detenuti; il secondo era relativo a chi avrebbe potuto accedere al settore: soltanto <strong>Rita Bernardini</strong>.</p>
<p>La<strong> Bernardini</strong> ha rifiutato di entrare nel reparto giudicando più che singolare la disposizione del <strong>DAP</strong>: &#8220;<em>Ovviamente non potevo accettare quelle condizioni. Sia per il rispetto nei confronti di chi era con me e da anni, almeno una volta al mese, si reca in questo carcere, sia per il principio secondo il quale abbiamo deciso di effettuare questa visita. Se ci è impedito di poter parlare con i detenuti, come possiamo comprendere appieno se le loro condizioni umane e di salute sono adeguate rispetto ai dettati costituzionali?</em>&#8220;.</p>
<p>Dunque, il mistero relativo alle condizioni di salute di <strong>Raffaele Cutolo</strong> non è stato svelato, in compenso sono aumentati i dubbi e i sospetti.</p>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/530901/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/cutolo-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-103282 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/cutolo-4.jpg" alt="Raffaele Cutolo, vietata la visita ispettiva al Partito Radicale" width="650" height="378" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/19/raffaele-cutolo-vietata-la-visita-ispettiva-al-partito-radicale/">Raffaele Cutolo, vietata la visita ispettiva al Partito Radicale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Intervista a Rita Bernardini: &#8220;Poggioreale e Secondigliano? Un disastro, come la giustizia italiana&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/03/28/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 20:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[rita bernardini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tipica radicale, quella che non molla mai. Il volto e il corpo costantemente messi alla prova da quelle lotte non violente proprie del metodo radicale. Lo sciopero della fame, tecnica di protesta da sempre incarnata dal leader Marco Pannella, non ha però impedito a Rita Bernardini di proseguire la sua battaglia, nell&#8217;ultimo anno più dura ed estenuante [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/28/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Intervista a Rita Bernardini: &#8220;Poggioreale e Secondigliano? Un disastro, come la giustizia italiana&#8221;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/28/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/">Intervista a Rita Bernardini: &#8220;Poggioreale e Secondigliano? Un disastro, come la giustizia italiana&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La tipica radicale, quella che non molla mai. Il volto e il corpo costantemente messi alla prova da quelle <em>lotte non violente</em> proprie del metodo radicale. Lo <em>sciopero della fame</em>, tecnica di protesta da sempre incarnata dal leader <strong>Marco Pannella</strong>, non ha però impedito a <strong>Rita Bernardini </strong>di proseguire la sua battaglia, nell&#8217;ultimo anno più dura ed estenuante del solito. Infatti la coordinatrice della Presidenza del <strong>Partito Radicale</strong>, da una parte continua a sostenere insieme ai suoi compagni le proposte politiche volte a dare una svolta al <em>sistema giuridico e penitenziario italiano</em>. Dall&#8217;altra la Bernardini conduce, insieme agli altri iscritti della famiglia &#8220;<em>Pannelliana</em>&#8220;, una corsa contro il tempo che ha l&#8217;obiettivo più grande: la salvezza del partito.</p>
<p>Infatti per i radicali, da un lato ci sono <em>la difesa e l&#8217;affermazione dello stato di diritto</em> (attraverso il conseguimento di una riforma strutturale della giustizia che sia preceduta da un provvedimento di <strong>amnistia</strong>), dall&#8217;altro incombe su di loro l'&#8221;incubo&#8221; dei <em>3.000 iscritti da raggiungere entro il 31 dicembre 2017</em>, altrimenti (così come stabilito dalla mozione del 40° Congresso Straordinario del Partito che si è svolto a settembre scorso presso il carcere di Rebibbia) il <strong>Partito Radicale</strong> chiuderà, lasciando incompiuti i sogni libertari tanto voluti da <strong>Pannella</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-57038" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana-2.jpg" alt="Intervista a Rita Bernardini" width="670" height="371" /></p>
<p><strong>Il governo afferma di aver fatto grandi passi avanti sul sovraffollamento delle carceri, tuttavia hai fatto un mese di sciopero della fame. Perché?</strong></p>
<p><em>Lo sciopero della fame l’ho fatto per chiedere al Governo di stralciare la delega sull’Ordinamento penitenziario dal resto del disegno di legge sul penale. Non sono stata ascoltata, il Ministro Andrea Orlando non ha accettato – e mi dispiace – il mio agire con la nonviolenza per tentare un dialogo nel momento in cui si mettono in gioco diritti umani inviolabili. Ha voluto, invece, portare a casa l’intero disegno di legge per di più utilizzando l’abusatissimo &#8220;voto di fiducia&#8221; su un  maxi-emendamento da lui presentato stroncando così ogni forma di dibattito parlamentare. </em><em>Ora si ritrova con l’Unione delle Camere Penali che giustamente sciopera ad oltranza considerato che il ddl compromette irrimediabilmente il diritto di difesa e che, anziché porre rimedio all’irragionevole durata dei processi, legalizza la scostumata lentezza delle cause penali aumentando i termini di prescrizione dei reati. Siamo alla follia.</em></p>
<p><strong>Hai incontrato il ministro Andrea Orlando sulla questione dei suicidi in carcere e in generale sullo stato di salute del sistema penitenziario. Ci sono segnali incoraggianti per una possibile riforma o per lo stralcio di quella che sarà presentata in Parlamento?</strong></p>
<p><em>Come dicevo, lo &#8220;stralcio&#8221;, che come Partito Radicale abbiamo proposto fin dalla conclusione del Giubileo dei carcerati, non è stato accettato. Quanto alla riforma dell’ordinamento penitenziario contenuta nel ddl, lotteremo perché nell’esercizio della delega il Governo non vanifichi il buon lavoro prodotto dai 18 tavoli degli Stati generali dell’esecuzione penale, voluti proprio dal Ministro della Giustizia.</em></p>
<p><strong>Credi che i tempi per una riforma strutturale della giustizia siano maturi? Quanto dovremmo ancora aspettare?</strong></p>
<p><em>Io credo che siano maturi fin dalla metà degli anni ottanta (Referendum Tortora). Quel che il sistema politico italiano non ha visto nei decenni passati e ancora non vede è che rinunciando ai principi cardine dello Stato di diritto e quindi della democrazia sta portando il Paese alle soglie del baratro. Persino la separazione dei poteri è sempre più compromessa.</em></p>
<p><strong>Che notizie hai sulle condizioni in cui versano il carcere di Poggioreale e di Secondigliano?</strong></p>
<p><em>Per quanto i direttori e gli altri operatori penitenziari spesso tentino di fare del loro meglio, in generale, gli istituti penitenziari non svolgono minimamente la funzione che giustifica la loro esistenza: rieducare e risocializzare i detenuti. A Poggioreale, abbiamo di nuovo superato abbondantemente i duemila reclusi (2.026 per l’esattezza, ndr,dai dati del Ministero di Grazia e Giustizia) rispetto ai 1.644 regolamentari (ndr, fonte: Ministero di Grazia e Giustizia) mentre a Secondigliano viaggiamo su gli oltre 1.300 (nello specifico sono 1.331, ndr, dai dati del Ministero di Grazia e Giustizia) su una capienza prevista di 898 posti (ndr, fonte: Ministero di Grazia e Giustizia). Pene alternative? Se ne parla molto, ma se ne danno molto poche. Così come le percentuali dei detenuti in attesa di giudizio sono da capogiro: a Secondigliano, siamo oltre il 60% quando la media nazionale – già altissima – è al 35% (considerando che circa il 40% di essi sarà poi dichiarato innocente)!</em></p>
<p><strong>Come è andata a finire la storia in merito alla tua candidatura a Garante dei Detenuti dell&#8217;Abruzzo?</strong></p>
<p><em>È una storia talmente misera dal punto di vista istituzionale, che provo vergogna per l’insipienza della classe politica regionale abruzzese. Se non vi fidate del mio giudizio guardate i filmati delle sedute del Consiglio regionale abruzzese che da oltre due anni ha all’ordine del giorno l’elezione della figura di garanzia per le persone private della libertà. Da tempo immemorabile dico loro di scartare il mio nome e di dare un garante dei detenuti all’Abruzzo, ma loro niente, se ne fottono semplicemente perché non hanno il senso delle istituzioni.</em></p>
<p><strong>Spiegheresti ai nostri lettori cosa vorrebbe dire un provvedimento di amnistia per il nostro paese?</strong></p>
<p><em>Serve per far ripartire la giustizia e, abbinata all’indulto, per rendere le carceri italiane conformi al dettato costituzionale. La nostra giustizia penale è letteralmente sommersa dai procedimenti penali pendenti tanto che i tribunali non riescono a farvi fronte. L’immagine realista è quella del magistrato sopraffatto dai fascicoli molti dei quali vecchissimi. La legge gli impone di celebrarli tutti (obbligatorietà dell’azione penale), ma lui sa benissimo che non può farcela e così decide lui quali e quanti di quei procedimenti far cadere in prescrizione. Ricordate quando Pannella diceva &#8220;l’amnistia strisciante delle prescrizioni&#8221;? Ecco quella scelta – tutta politica e da uniformare sul territorio nazionale  – competerebbe al Parlamento secondo l’art. 79 della Costituzione. Lo stesso vale per l’indulto che, a differenza dell’amnistia che cancella il reato e che ha sempre riguardato reati non gravi, cancella l’ultimo periodo di detenzione. Ricordo, per fare un esempio che riguarda l’indulto, che quasi 8.000 detenuti sono in carcere per scontare una pena residua interiore all’anno e altri 7.500 hanno una pena residua da 1 a due anni. Che senso ha tenerli nelle &#8220;criminogene&#8221; (definizione del ministro Orlando) e sovraffollate prigioni italiane? Voglio dire che i nostri padri costituenti hanno previsto l’amnistia e l’indulto per consentire alla politica attraverso il Parlamento di &#8220;governare&#8221; i momenti in cui la giustizia penale e le carceri sono sopraffatte da numeri esorbitanti e ingestibili. La &#8220;politica&#8221; si è &#8220;quasi&#8221; privata di quei due strumenti costituzionali prevedendo, per concederli, una maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale. Accadde dopo &#8220;mani pulite&#8221;: autocastrazione per senso di colpa, la definirei. Noi puntiamo su quel &#8220;quasi&#8221;, perché vogliamo una Repubblica capace di uscire dalla sua perenne illegalità che comporta la violazione di diritti umani fondamentali anche e soprattutto delle vittime dei reati che non riescono ad ottenere giustizia e risarcimenti in un tempo ragionevole. Insomma, quando un’arteria umana è intasata dal grasso, occorre intervenire per rimuoverlo, altrimenti il sangue non scorre e si muore. Ecco, alla nostra giustizia moribonda occorre un’angioplastica.</em></p>
<p><strong>A Pasqua è prevista un&#8217;altra marcia a Roma con destinazione Piazza San Pietro. Quali sono gli obiettivi di questa nuova iniziativa visto il successo di quella di novembre scorso?</strong></p>
<p><em>Amnistia, indulto, riforma organica della giustizia… Anche stavolta andiamo da Papa Francesco perché insieme a Marco Pannella ha avuto il coraggio di esortare la politica ad assumersi le sue responsabilità sdoganando parole e proposizioni in Italia impronunciabili come amnistia, clemenza e abolizione dell’ergastolo e del carcere duro. Andiamo in Piazza San Pietro perché il Papa, il 1° gennaio di quest’anno, ha parlato della nonviolenza (senza trattino!) come &#8220;stile di una politica per la pace&#8221;. Lo hanno ascoltato i detenuti che con noi hanno digiunato in oltre 20.000.</em></p>
<p><strong>Rispetto alla mozione approvata a Rebibbia durante il 40esimo Congresso Straordinario, a che punto è l'&#8221;operazione salvezza&#8221; del Partito Radicale?</strong></p>
<p><em>Tutta in salita. E’ vero che abbiamo più iscritti se confrontati con il numero registrato nello stesso periodo degli anni scorsi, ma siamo ben lontani dai 3.000 che – pena la chiusura – dobbiamo raggiungere entro il 31 dicembre prossimo. Finora abbiamo avuto quasi mille versamenti che comprendono 740 iscrizioni complete. Segnali incoraggianti ci stanno arrivando dalle carceri: per la prima volta il 10% dei versamenti provengono da detenuti; altro segnale che mi rincuora sono le iscrizioni degli avvocati che sono decine e possono divenire centinaia. L’iscrizione del Presidente dell’UCPI, Beniamino Migliucci, con le motivazioni che ha voluto dare, costituiscono un gesto di grande significato. Sono contenta che con le Camere Penali presto raccoglieremo insieme le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere dei magistrati, affinché il giudice sia effettivamente &#8220;terzo&#8221; e imparziale fra accusa e difesa. Di errori giudiziari ne abbiamo fin troppi… oltre mille all’anno: sono un’enormità!</em></p>
<p><strong>Un pensiero a Marco Pannella e tutto quello che rappresenta per il nostro paese.</strong></p>
<p><em>Marco, con la testimonianza della sua vita, credo che ci abbia chiesto una cosa fondamentale: far vivere nella quotidianità del nostro essere le idee e le speranze &#8220;radicali&#8221;: un patrimonio inestimabile che sarebbe un crimine disperdere e sciupare senza rinvigorirlo nel dibattito e nell’azione politica quotidiana.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/28/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/">Intervista a Rita Bernardini: &#8220;Poggioreale e Secondigliano? Un disastro, come la giustizia italiana&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 14:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Secondigliano]]></category>
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<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/20/spes-contra-spem-docufilm-lergastolo-presentato-al-carcere-secondigliano/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il docufilm che denuncia la disumanità dell&#8217;ergastolo ostativo arriva anche a <strong>Napoli</strong>, dopo essere stato al <em>red carpet </em>dei festival del cinema di Venezia e Roma. Stavolta ad ospitare la proiezione della pellicola girata da <strong>Ambrogio Crespi</strong>, è il carcere di <strong>Secondigliano</strong>. Il tour per le case circondariali, promosso dallo stesso regista con <strong>Nessuno Tocchi Caino</strong><em> </em>e il <strong>Partito Radicale</strong>, arriva anche nel capoluogo partenopeo.</p>
<p><em><strong>Sper contra spem</strong></em> è una frase pronunciata dall&#8217;apostolo Paolo di Tarsio, riportata in una sua <em>Lettera ai Romani</em> e che riprende una vicenda riguardante Abramo e la sua fede. Il <em>non avere </em><em>speranza</em> ma <em><strong>essere speranza</strong></em> è l&#8217;interpretazione data da <strong>Marco Pannella</strong> che da sempre ha associato a questo concetto le vite dei detenuti condannati a non uscire mai più di prigione. Una pena di morte mascherata palesemente in contrasto con ciò che afferma l&#8217;articolo 27 della nostra <strong>Costituzione</strong>: &#8220;<em>La responsabilità penale è personale. L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. <strong>Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato</strong>. Non è ammessa la pena di morte</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-35453" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Spem-contra-spem.jpg" alt="&quot;Spes contra Spem&quot;, il docufilm contro l'ergastolo presentato al carcere di Secondigliano" width="768" height="960" /></p>
<p>Il docufilm racconta le vicende di alcuni detenuti reclusi presso il carcere di massima sicurezza di <strong>Opera</strong> a <strong>Milano</strong>. I protagonisti sono in galera da almeno 15 &#8211; 20 anni, di cui diversi passati in isolamento (23 ore su 24 da trascorrere in cella) e molti di essi non usciranno più perché condannati all&#8217;<strong>ergastolo ostativo</strong>.</p>
<p>Le loro storie sono tristi, delle vere e proprie tragedie narrate con forza, spontaneità e grande emotività. Volti segnati da un passato burrascoso ma da un presente apparentemente sereno. Il carcere come espiazione che ha permesso un lavoro introspettivo enorme. Lo scopo raggiunto di far conoscere a queste persone se stessi, cercando di comprendere il proprio trascorso rispetto alla situazione attuale di detenzione.</p>
<p>Il carcere non esce mortificato da <em>Spes contra Spem</em>, anzi diventa necessario nel momento in cui è chiaro che se &#8220;<em>Non capisci agisci&#8221; </em>o se ti rendi contro che &#8220;<em>L&#8217;autocoscienza è il tuo tribunale più severo</em>&#8220;. Comprendere che &#8220;<em>La vita è diversa dall&#8217;esistenza. Sono concetti che non sono uguali. La vita è una e bisogna, appunto, approfittarne e viverla</em>&#8220;. Vite ed esistenze distrutte ma che attraverso il dialogo introspettivo e il confronto con gli altri, provano a ricucire se stesse ed a dare un senso agli anni che restano.</p>
<p>Qui entra in gioco il concetto di sopravvivenza e dell&#8217;<strong>essere speranza</strong>, &#8220;<em>Io sono contento di essere qui, se non fossi in galera magari mio figlio sarebbe morto o in carcere anche lui</em>&#8220;, oppure, &#8220;<em>Quando uno dei miei figli è entrato in cella mentre l&#8217;altro, l&#8217;unica brava persona della famiglia, è morto per un incidente stradale, ho capito che dovevo dare alla mia vita una direzione diversa</em>&#8220;. I detenuti che si <em>confessano</em> esprimono tutto il loro senso di responsabilità per quello che hanno commesso ma non rinnegano la denuncia della barbarie rappresentato dall&#8217;ergastolo ostativo: &#8220;<em>Che speranza si può avere nell&#8217;andare fuori di qui? Non è possibile, quindi o ti uccidi o vai avanti per inerzia. Sopravvivi solo per dare speranza alla tua famiglia, ai tuoi figli, a tua moglie, a tua madre. A rendere più sopportabile le loro umiliazioni</em>&#8220;. Ci sono però anche coloro che possono usufruire di permessi premio e che vengono sfruttati per il sociale, &#8220;<em>Io amo andare nelle scuole per portare la mia esperienza. Istituti in quartieri a rischio come il mio. Se solo riuscirò a salvare almeno uno di quei ragazzi dalla strada presa da me in passato, vuol dire che la mia vita ha avuto un senso. Questa è la mia speranza</em>&#8220;.</p>
<p>Alle voci dei detenuti si associano quelle degli ufficiali e del personale della Polizia Penitenziaria che dimostrano come &#8220;<em>Il carcere sia un&#8217;unica comunità che coinvolge, non solo i detenuti, ma anche le guardie, gli ispettori, i cappellani e tutti coloro che lavorano e vivono in questa realtà&#8221;</em>, afferma <strong>Sergio D&#8217;Elia</strong> segretario dell&#8217;associazione <strong>Nessuno Tocchi Caino</strong>. Il grido è &#8220;<em>Dare una possibilità a chi è cambiato dopo anni di detenzione e può dimostrare che nessuno nasce buono o cattivo in assoluto ma che spesso le condizioni della vita ci costringono a deviare. Non è una giustificazione per ciò che si commette ma lo Stato ha il dovere di dare un&#8217;altra chance alle vite di queste persone</em>&#8220;.</p>
<p>Su tutte risuona come un fulmine la dichiarazione di <strong>Santi Consolo</strong>, presidente del <strong>DAP</strong> (<strong>Dipartimento Amministrazione Penitenziaria</strong>) ed ex magistrato e giudice della Corte d&#8217;Assise: &#8220;<em>La Corte Costituzionale si è assopita sul tema. È necessario che urli la sua voce e dichiari incostituzionale l&#8217;ergastolo ostativo</em>&#8220;.</p>
<h3><strong>L&#8217;introduzione al docufilm del direttore del carcere Liberato Guerriero e gli interventi del filosofo Aldo Masullo, del capo di gabinetto del Ministro della Giustizia Giovanni Melillo e di Rita Bernardini della Presidenza del Partito Radicale, insieme al regista Ambrogio Crespi. Intervengono anche due detenuti della casa circondariale di Secondigliano. Presenta l&#8217;evento Sergio D&#8217;Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.radioradicale.it/scheda/492099/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La proiezione della pellicola è stata eseguita nella palestra del carcere sotto la supervisione delle guardie penitenziarie che hanno svolto un lavoro davvero impeccabile. Di particolare rilievo l&#8217;intervento del filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>: &#8220;<em>È evidente, guardando i volti dei detenuti protagonisti del docufilm, il senso del tempo come grande scultore e quindi come simbolo di vita passata. Una serenità apparente che traspare dai visi dei detenuti ma che nasconde la tempesta interiore. Trovo molto significativo anche i contributi degli ufficiali della Polizia Penitenziaria. Il messaggio è chiaro: siamo nella stessa barca, ci unisce la quotidianità della vita in carcere ma ci divide un confine invisibile: quello della limitazione della libertà. Queste persone attraverso la solitudine acquisiscono il coraggio di dirsi le cose. I detenuti si avviano in questo modo alla salvezza di se stessi tramite la conquista della dignità. Nelle carceri non bisogna educare, non si deve essere padri ma fratelli. È necessario provocare delle reazioni che facciano scattare una volontà di ricerca che porti poi all&#8217;agire. È l&#8217;azione che rende persone gli individui. Questo può avvenire grazie alla funzione del lavoro in carcere. Infine, la spes è il proposito di cambiare ma agendo su se stessi affinché questo cambiamento arrivi. La speranza di vedere verificato un fatto, non la si ottiene con la sola probabilità che esso possa accadere. Credo sia importante che si costruisca una rete delle carceri nel paese e i detenuti, con la partecipazione in massa allo sciopero della fame in occasione della marcia per Marco Pannella e Papa Francesco, in favore dell&#8217;amnistia, avete dato un grande esempio in questo senso e soprattutto nel vedere riconosciuta la vostra valenza nell&#8217;acquisizione e messa in pratica di diritti civili altrimenti negati. Quindi liberate voi stessi per liberare gli altri</em>&#8220;.</p>
<p>È intervenuto in seguito il capo di gabinetto del Ministro della Giustizia <strong>Giovanni Melillo</strong>: &#8220;<em>Noi come istituzioni riteniamo che un film del genere vada promosso e proiettato soprattutto nelle scuole. Stiamo facendo molto per quanto riguardo la giustizia in Italia e i diritti dei detenuti. Gli Stati Generali dell&#8217;Esecuzione della Pena, sono un grande esempio di volontà politica di cambiare direzione rispetto al passato. So bene che la pena va, come afferma la Costituzione, umanizzata e per questo sono pronti 40 milioni da stanziare ogni anno come retribuzione per i detenuti impegnati in attività lavorative all&#8217;interno delle carceri</em>&#8220;.</p>
<p>Ha dichiarato <strong>Rita Bernardini</strong>, componente della Presidenza del Partito Radicale, &#8220;<em>Già il Papa ha abolito l&#8217;ergastolo nello Stato Vaticano. Come lui anche Barack Obama ha detto &#8211; se è accaduto a voi perché non a me &#8211; Noi come Partito Radicale possiamo solo dirvi che non molliamo, quindi anche voi non mollate e continueremo questa nostra battaglia così come ha fatto Marco Pannella, fino all&#8217;ultimo suo respiro. Abbiamo pronti dei libri con i contributi dei 18mila detenuti che hanno fatto con noi lo sciopero della fame. Li stamperemo e li regaleremo a Papa Francesco, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro Andrea Orlando</em>&#8220;.</p>
<p>A quel punto i detenuti si alzano in piedi e rompono il silenzio con un fragoroso applauso. Sarà stato un minuto che è sembrato infinito, a quel punto è tornato in mente un messaggio che <strong>Marco Pannella</strong> ha dedicato a <strong>Papa Francesco</strong> e messo per iscritto nella lettera inviata al Pontefice prima di andare in cielo: &#8220;<em>Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all&#8217;ultimo piano &#8211; vicino al cielo &#8211; per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano. Questa passione è il vento dello “Spirito” che muove il mondo. Lo vedo dalla mia piccola finestra con le piante impazzite che si muovono a questo vento e i gabbiani che lo accompagnano. In questo tempo non posso più uscire, ma ti sto accanto in tutte le uscite che fai tu. Un pensiero fisso mi accompagna ancora oggi: «Spes contra Spem”. Caro Papa Francesco, sono più avanti di te con gli anni, ma credo che anche tu ti trovi a dover vivere “spes contra spem”. Ti voglio bene davvero</em>&#8220;.</p>
<p>Queste parole aprono il docufilm e rendono omaggio all&#8217;uomo che più di tutti ha vissuto incarnando il significato di <strong><em>Spes contra Spem</em></strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/20/spes-contra-spem-docufilm-lergastolo-presentato-al-carcere-secondigliano/">&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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