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	<title>Recep Tayyip Erdoğan Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Recep Tayyip Erdoğan Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Il Sultano ha vinto, la Turchia ha perso: il regime di Erdogan adesso ha la strada spianata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 22:10:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da questo lunedì 17 aprile in <strong>Turchia</strong> cambia tutto. Durante i giorni in cui molti di noi hanno festeggiato la santa Pasqua, il paese &#8211; ponte tra l&#8217;Occidente e l&#8217;Oriente ha deciso il suo destino. Infatti il popolo si è espresso e una stentata maggioranza (il 51%, con polemiche di brogli elettorali annesse) ha votato per il SI che tra due anni consentirà l&#8217;entrata in vigore di un nuovo sistema politico. Un regime super presidenzialista nel quale <strong>Recep Tayyip Erdoğan </strong>potrà essere protagonista incontrastato e al potere fino al 2034.</p>
<p>Il nuovo <em>Sultano</em> deterrà il <strong>potere esecutivo</strong>, potrà proporre dei provvedimenti legislativi all&#8217;unica camera che costituisce il Parlamento, potrà a sua volta rimandare a quest&#8217;ultimo una legge, nominerà i giudici della <strong>Corte Costituzionale</strong> e i ministri, potrà togliere loro il mandato, nonché sciogliere la camera e indire nuove elezioni. Il <strong>Parlamento</strong> si svuota delle sue funzioni di garante rispetto al potere esecutivo e non potrà più sfiduciarne il Presidente. Quest&#8217;ultimo, nonostante avrà bisogno dei voti della camera per legiferare in materia di <strong>libertà</strong> e <strong>diritti civili</strong>, potrà dichiarare lo stato di emergenza attuandone di fatto una loro sospensione.</p>
<p>Alcune prime riflessioni sul voto fatte da illustri opinionisti ed esperti, hanno fatto emergere un dato che accomuna tutte le più recenti elezioni con le quali si è confrontata l&#8217;opinione pubblica. Ad esempio, così come per la <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/06/24/brexit-la-gran-bretagna-esce-dallunione-europea/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Brexit</strong></a> e l&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/09/donald-trump-presidente-lo-shock-previsto-democrazia/" target="_blank" rel="noopener">elezione di <strong>Donald Trump</strong></a>, a votare a favore della riforma, sono stati gli uomini e le donne da 40 anni in su e residenti per la maggior parte nelle zone rurali della Turchia. Invece, a dire NO al referendum voluto da <strong>Erdogan</strong> sono stati i giovani e i cittadini residenti nei centri città. Addirittura ad <strong>Istanbul</strong> e <strong>Ankara</strong> (due roccaforti del partito di cui è a capo il <em>Sultano</em>), città tradizionalmente conservatrici, ha prevalso il NO.</p>
<p>Ma queste, così come le polemiche sui brogli e le presunte irregolarità sul voto, sono osservazioni che nonostante siano importanti, lasciano il tempo che trovano. Il dado è ormai tratto: la <strong>Turchia</strong> ha preso una strada ben precisa, voluta con forza da <strong>Erdogan</strong> e nulla potrà far tornare indietro un popolo che ha democraticamente detto SI al referendum per questa contestata riforma presidenzialista. Qual è questo percorso? È una direzione presa da qualche anno, dalle prime e feroci polemiche con una sorda e cieca <strong>Unione Europea</strong> che ben poco ha fatto per una vera integrazione di un paese fondamentale sullo scacchiere geopolitico internazionale.</p>
<p>Fatto sta, però, che la crisi dei migranti ha costretto l&#8217;<strong>UE </strong>a stipulare un accordo economico molto vantaggioso per la <strong>Turchia</strong> affinché le nostre coste non venissero invase continuamente dalla marea di persone che scappa ogni giorno dalla <strong>Siria</strong>. Non solo, <strong>Erdogan</strong> ha addirittura ribaltato la scena minacciando i vicini europei di far saltare questo accordo se l&#8217;<strong>Europa </strong>si fosse intromessa nella politica interna turca. Proprio il conflitto siriano ha mutato in modo radicale il ruolo dell&#8217;<strong>ex Impero Ottomano</strong>.</p>
<p>Nel &#8220;regno&#8221; di <strong>Bashar al-Assad</strong> la <strong>Turchia </strong>è stata costretta a giocare una doppia partita. Prima nemica assoluta del regime di <strong>Damasco</strong> e del filone <em>sciita</em> dell&#8217;<strong>Islam</strong> (quindi dell&#8217;<strong>Iran</strong>), essendo alleata dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> e di quei movimenti islamisti <em>sunniti </em>come i <strong>Fratelli Musulmani</strong>. Poi l&#8217;esplosione della guerra all&#8217;<strong>Isis</strong> e del conflitto civile tra <strong>Assad </strong>e i ribelli, con l&#8217;ingresso in campo della <strong>Russia</strong>, hanno cambiato le carte in tavola. <strong>Erdogan</strong>, da una parte,<strong> </strong>si è allineato all&#8217;azione di <strong>Vladimir Putin</strong>, barattando la permanenza al potere di Assad con la possibilità di contrastare la nascita di una nazione <strong>curda</strong>. Dall&#8217;altro lato i leader turco, essendo già un membro importante della <strong>Nato</strong>, si è schierato con gli <strong>USA</strong> nella guerra a <strong>Daesh</strong>.</p>
<p>Tra la mania di una supremazia della corrente <em>sunnita</em> a discapito di quella <em>sciita</em> e la lotta al popolo curdo, la <strong>Turchia </strong>si è trovata spesso nell&#8217;occhio del ciclone dal punto di vista <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/01/attentato-in-discoteca-durante-il-capodanno-numerosi-morti/" target="_blank" rel="noopener">degli attentati terroristici</a>. Questi ultimi sono stati causati sia dall&#8217;<strong>Isis </strong>che dal <strong>Pkk</strong> il partito indipendentista curdo. Nel mezzo un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/16/turchia-golpe-fallito-200-morti-oltre-2-800-militari-arrestati/" target="_blank" rel="noopener">tentativo di <em>golpe </em>fallito</a> da parte dei militari contro <strong>Erdogan</strong>. Quest&#8217;ultima vicenda ha segnato la nascita di uno stato di emergenza perenne e la sospensione dei diritti civili e politici: un numero impressionante di agenti delle forze dell&#8217;ordine, ufficiali dell&#8217;esercito, giornalisti, giudici, magistrati e oppositori politici, sono stati messi in galera.</p>
<p><a href="http://Erdogan, tra curdi e Isis si arresta il potere del Sultano: ecco perché la Turchia è sotto attacco" target="_blank" rel="noopener"><strong>Erdogan, tra curdi e Isis si arresta il potere del Sultano: ecco perché la Turchia è sotto attacco</strong></a></p>
<p>Una vera e propria repressione contro la quale l&#8217;Occidente (<strong>Europa</strong> in primis) non ha saputo rispondere e reagire. Adesso tutto questo è stato rafforzato dalla vittoria che <strong>Erdogan </strong>ha ottenuto tramite l&#8217;ultimo referendum. Certo, il <em>Sultano</em> non ha ottenuto dalle urne il plebiscito che desiderava ma la prospettiva di sostituire nell&#8217;immaginario collettivo la figura di <strong>Mustafa Kemal Atatürk</strong> (il padre fondatore della <strong>Turchia</strong> dopo la caduta dell&#8217;<strong>Impero Ottomano</strong>) con la propria è più concreta che mai. L&#8217;ultima scommessa del Presidente è stata annunciata alla folla felice per la vittoria del SI: un nuovo referendum sulla reintroduzione della <strong>pena di morte</strong>. Un ultimo tassello per distruggere quel poco che la Turchia ha iniziato a rappresentare per il mondo: un modello di nazione islamica, laica e moderna in cui lo stato di diritto fosse rispettato.</p>
<p>Quei giorni sembrano ormai un sogno lontano e irrealizzabile. La pena capitale sarà la goccia che farà traboccare il vaso e allontanerà per sempre la Turchia dall&#8217;Europa. Tuttavia per rendere reale questa nefasta prospettiva non bisognerà attendere quest&#8217;altra ipotetica consultazione popolare. Per quanto riguarda l&#8217;autoritarismo e l&#8217;integralismo islamico la <strong>Turchia</strong> è sulla buona strada, anzi su quella cattiva. In fondo tutti ci saremmo augurati che la direzione intrapresa dal paese sulle rive del <strong>Bosforo</strong> fosse diversa, fosse almeno quella giusta.</p>
<p>Adesso l&#8217;imperativo dell&#8217;Occidente è non lasciare solo quel 49% di turchi che ha votato NO e soprattutto non isolare la comunità turca in Europa che solo in Germania conta circa 2 milioni di cittadini. Una curiosità: all&#8217;estero (anche nella nazione della Cancelliera <strong>Angela Merkel</strong>) il SI ha preso il 60% dei consensi, anche in quei paesi (come <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/16/elezioni-in-olanda-lultra-destra-non-sfonda-vincono-i-liberali-europeisti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l&#8217;Olanda</strong></a>) che si sono rifiutati di far atterrare i ministri del governo turco per fare dei comizi e tenere degli incontri per la campagna referendaria in favore del SI. Strategie di aumento del consenso politico interno identificando un nemico esterno? Può darsi ma le conseguenze di lungo termine potrebbero essere disastrose e i politici di oggi ne saranno responsabili. Come si dice, non piangere sul latte versato e chi è causa del suo mal pianga se stesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/19/il-sultano-ha-vinto-la-turchia-ha-perso-il-regime-di-erdogan-adesso-ha-la-strada-spianata/">Il Sultano ha vinto, la Turchia ha perso: il regime di Erdogan adesso ha la strada spianata</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Erdogan, tra curdi e Isis si arresta il potere del Sultano: ecco perché la Turchia è sotto attacco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 23:23:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Recep Tayyip Erdoğan]]></category>
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<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/04/erdogan-tra-curdi-e-isis-si-arresta-il-potere-del-sultano-ecco-perche-la-turchia-e-sotto-attacco/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Erdogan, tra curdi e Isis si arresta il potere del Sultano: ecco perché la Turchia è sotto attacco</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/04/erdogan-tra-curdi-e-isis-si-arresta-il-potere-del-sultano-ecco-perche-la-turchia-e-sotto-attacco/">Erdogan, tra curdi e Isis si arresta il potere del Sultano: ecco perché la Turchia è sotto attacco</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che la <strong>Turchia</strong> sia un paese fondamentale per gli equilibri geopolitici mondiali lo si può notare semplicemente dai suoi confini: a est c&#8217;è l&#8217;<strong>Iran</strong>, a sud-est ci sono l&#8217;<strong>Iraq</strong> e la <strong>Siria</strong>, a ovest c&#8217;è il mar <strong>Mediterraneo</strong> e a nord-ovest c&#8217;è la <strong>Grecia</strong>.</p>
<p>Insomma l&#8217;ex regno ottomano è un ponte tra l&#8217;<strong>Europa</strong>, i <strong>Balcani </strong>e la <strong>Russia</strong> (attraverso Armenia, Georgia, Arzebaigian) e il <strong>Medio Oriente</strong>. La Turchia che collega l&#8217;<strong>Oriente</strong> e l&#8217;<strong>Occidente</strong>, è geograficamente nel cuore di quei territori che sono al centro degli attuali conflitti che stanno dilaniando il pianeta.</p>
<p>La variabile impazzita che attualmente gioca un ruolo di prim&#8217;ordine per il paese turco sono le politiche del presidente <strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong> ormai definito il nuovo <em>Sultano</em>.</p>
<p><strong>LA FINE DELL&#8217;IMPERO OTTOMANO: DA ATATURK A ERDOGAN </strong></p>
<p>La <strong>Turchia</strong> moderna ha rappresentato per molti anni un esempio di uno stato musulmano laico e per giunta liberale. Sulle ceneri dell&#8217;impero ottomano, il fondatore e primo presidente dell&#8217;attuale Turchia <strong>Mustafa Kemal Atatürk</strong>, ha utilizzato anche metodi repressivi, per mettere in atto un cambiamento radicale all&#8217;interno del paese (1923 &#8211; 1938).</p>
<p><strong>Erdogan</strong> nel primo periodo del suo mandato ha continuato su questa strada. Il segnale principale lo si evince da due fattori: il primo è relativo al processo di adesione all&#8217;<strong>Unione Europea</strong> (un traguardo straordinario per un pese musulmano), il secondo è la guerra dichiarata all&#8217;estremismo islamico.</p>
<p>Ebbene, negli ultimi anni lo scenario si è completamente ribaltato: l&#8217;ingresso nell&#8217;<strong>UE</strong>,<strong> </strong>non solo si è allontanato ma addirittura appare impossibile e inoltre, il presidente turco ha offerto una grande sponda al fondamentalismo sunnita. <strong>Erdogan</strong> ha rispolverato il sogno di un nuovo regime in cui lui è il legittimo <em>Sultano</em> a guardia della principale corrente dell&#8217;<strong>Islam</strong>.</p>
<p><strong>ERDOGAN, IL SULTANO SUNNITA DIVENTA ALLEATO DEGLI SCIITI </strong></p>
<p>Da qui si è sviluppato un&#8217;asse con l&#8217;altro principale paese sunnita, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, utile a contrastare l&#8217;azione dei paesi a maggioranza <strong>sciita </strong>(l&#8217;altra principale corrente musulmana). Questi ultimi vedono in prima linea <strong>Bashir</strong> <strong>Assad </strong>(presidente <em>alawita </em>&#8211; minoranza sciita &#8211; della <strong>Siria</strong>) e l&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>
<p>Così <strong>Erdogan </strong>ha sostenuto i <strong>Fratelli Musulmani</strong> durante le <em>Primavere</em> <em>Arabe</em>,<em> </em>soprattutto il governo <strong>Morsi</strong> in<strong> Egitto</strong>, e l&#8217;<strong>Isis </strong>tra la Siria e l&#8217;<strong>Iraq</strong>. Con l&#8217;obiettivo di contrastare l&#8217;azione dei curdi siriani e iracheni, il presidente turco ha appoggiato i traffici del <em>califfato</em> ai suoi confini. Addirittura ne ha armato le truppe proprio contro le milizie curde. Inoltre, Erdogan, si è sempre dichiarato nemico di <strong>Assad</strong> professandone continuamente la caduta.</p>
<p>Ma tutto è cambiato dopo due importanti e tristi episodi: l&#8217;abbattimento dell&#8217;aereo russo <em>Su-24 a</em>l confine di <strong>Siria </strong>e <strong>Turchia</strong> del 24 novembre 2015, e il fallito <em>golpe</em> proprio contro <strong>Erdogan</strong> del 15 luglio 2016.</p>
<p><strong>IL &#8220;COMPLOTTO&#8221; CONTRO IL SULTANO E L&#8217;ALLEANZA &#8220;OBBLIGATA&#8221; CON PUTIN</strong></p>
<p>L&#8217;abbattimento dell&#8217;aereo russo ha messo in condizione <strong>Vladimir Putin</strong> di trattare con <strong>Erdogan </strong>da un punto di vantaggio. Il nuovo <em>Zar</em> non avrebbe mai potuto far finta di nulla in merito ad un attacco subito da un suo caccia, il cui pilota è rimasto ucciso. Il presidente russo è l&#8217;<em>Orso</em> che sta conquistando il ruolo di protagonista in <strong>Medio Oriente</strong>, sottraendolo agli <strong>USA</strong>. Di conseguenza Putin ha barattato con Erdogan il passaggio del gas e di altre risorse energetiche in Turchia ad una ma decisiva condizione: tagliare qualunque accordo con l&#8217;<strong>Isis</strong> ma soprattutto con gli oppositori di <strong>Assad</strong>.</p>
<p>Insomma <strong>Putin</strong> ha imposto a <strong>Erdogan</strong> di aiutarlo nella riconquista di <strong>Aleppo</strong> (azione fondamentale per garantire il potere di Assad) e di chiudere i ponti con il <em>Califfo </em><strong>Daesh</strong> sigillando i confini turchi. In cambio il <em>Sultano</em> parteciperà alla &#8220;spartizione&#8221; della <strong>Siria</strong> post &#8211; conflitto, in particolare per quanto riguarda il Nord, territorio in cui ci sono i curdi.</p>
<p>Ecco che <strong>Erdogan</strong> cambia di nuovo alleanze: da primo avversario di <strong>Assad</strong> ne diventa il principale alleato con la supervisione di <strong>Putin</strong>. La <strong>Turchia</strong> ha offerto una mano anche all&#8217;<strong>Iran</strong>. Quest&#8217;ultimo è il principale sostenitore del governo siriano con il quale ha accordi per finanziare le truppe sciite di <strong>Hezbollah </strong>in <strong>Libano</strong>.</p>
<p>Invece <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/16/turchia-golpe-fallito-200-morti-oltre-2-800-militari-arrestati/" target="_blank" rel="noopener">il fallimento del <em>golpe</em></a> contro di lui, ha permesso a <strong>Erdogan</strong> di chiudere i conti interni al suo paese. Le politiche di repressione ed epurazione dei suoi oppositori sono state devastanti. Le azioni di violenza contro politici, magistrati, militari e giornalisti sono state numerose e indecenti.</p>
<p>Inoltre incolpare <strong>Fethullah Gülen</strong>, il <em>guru</em> delle politiche musulmane progressiste che ci sono state in <strong>Turchia</strong>, ha creato un incidente diplomatico con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Gülen era alleato di Erdogan, ma quando quest&#8217;ultimo ha intrapreso il percorso autoritario di cui è ancora fautore, l&#8217;ha contrastato. La conseguenza per il predicatore è stata l&#8217;esilio negli USA. A questi ultimi Erdogan ne ha chiesto, senza successo, l&#8217;estradizione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-42558" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/erdogan-tra-curdi-e-isis-si-arresta-il-potere-del-sultano-ecco-perche-la-turchia-e-sotto-attacco.jpg" alt="Erdogan, tra curdi e Isis si arresta il potere del Sultano: ecco perché la Turchia è sotto attacco" width="1280" height="720" /></p>
<p><strong>LA TURCHIA È SOTTO ATTACCO: PIOGGIA DI ATTENTATI CURDI E DELL&#8217;ISIS </strong></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/01/attentato-in-discoteca-durante-il-capodanno-numerosi-morti/" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;attacco della scorsa notte di <strong>Capodanno</strong> alla discoteca Reina di <strong>Istanbul</strong></a> è l&#8217;ultimo di una serie di attacchi terroristici che ha colpito la <strong>Turchia</strong> nell&#8217;ultimo anno. Questi i più gravi:</p>
<p>&#8211; <em>17 febbraio</em>: potente autobomba contro un convoglio militare in pieno centro ad Ankara: 28 morti e oltre 60 feriti.</p>
<p>&#8211; <em>13 marzo</em>: nuova autobomba guidata da un kamikaze esplode nell&#8217;affollato centro di Ankara nell&#8217;ora di punta serale vicino ad un autobus nell&#8217;affollato centro uccidendo 38 persone. Il governo accusa il Pkk e bombarda i curdi in Iraq.</p>
<p>&#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/06/28/turchia-esplosioni-allaeroporto-di-instanbul-ipotesi-attentato/" target="_blank" rel="noopener"><em>28 giugno</em>: attacco con un ordigno e uomini armati all&#8217;aeroporto Ataturk di Istanbul</a>: 42 morti. La strage viene attribuita all&#8217;Isis.</p>
<p>&#8211; <em>30 luglio</em>: miliziani curdi attaccano una base dell&#8217;esercito turco nella provincia sudorientale di Hakkari, al confine con l&#8217;Iraq, ma vengono respinti: 35 i miliziani e 8 soldati uccisi.</p>
<p>&#8211; <em>20 agosto</em>: un kamikaze minorenne si fa esplodere a un matrimonio a Gaziantep, uccidendo 51 persone, fra cui almeno una trentina fra bambini e ragazzini. Incolpato l&#8217;Isis.</p>
<p>&#8211; <em>10 dicembre</em>: doppio attacco dinamitardo fuori dallo stadio di calcio del Besiktas, vicino al night club Reina, uccidendo 44 persone. Rivendica un gruppo curdo Tak (Falchi per la liberazione del Kurdistan).</p>
<p><strong>Erdogan </strong>sta pagando il prezzo per le sue politiche degli ultimi anni. L&#8217;islamismo autoritario l&#8217;ha allontanato dall&#8217;<strong>Europa </strong>e dall&#8217;<strong>Occidente</strong> (ma questi ultimi sono stati colpevoli quanto lui per come sono stati gestiti i processi di adesione all&#8217;<strong>UE</strong>). Il cambio delle alleanze dal mondo sunnita a quello sciita, ha esposto la <strong>Turchia</strong> agli attacchi dell&#8217;<strong>Isis</strong>. Infine, il conflitto con i <strong>curdi</strong>, è riesploso come non mai senza lasciare spazio a qualunque prospettiva di fine per questa guerra.</p>
<p>Il <em>Sultano</em>, da grande giocatore dello scacchiere internazionale, si trova adesso imbavagliato tra lo scomodo alleato <strong>Putin</strong> e i suoi nemici &#8211; terroristi che minano la stabilità interna del paese (l&#8217;<strong>Isis</strong> e i <strong>curdi</strong>). Questo ha allontanato <strong>Erdogan</strong> da <strong>Ryad </strong>e il mondo sunnita e soprattutto dall&#8217;<strong>America</strong>. Nel frattempo il legame con l&#8217;<strong>Occidente</strong> è sempre più debole e l&#8217;<strong>Europa</strong> è un partner amico solo perché investita dall&#8217;emergenza dei migranti, di cui la <strong>Turchia</strong> è un argine indispensabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/04/erdogan-tra-curdi-e-isis-si-arresta-il-potere-del-sultano-ecco-perche-la-turchia-e-sotto-attacco/">Erdogan, tra curdi e Isis si arresta il potere del Sultano: ecco perché la Turchia è sotto attacco</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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