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	<title>litorale domizio Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 13:50:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>litorale domizio Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Dramma sul Litorale Domizio, si tuffa in acqua per salvare figlio disabile: muore uomo di 62 anni</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/08/09/dramma-sul-litorale-domizio-si-tuffa-in-acqua-per-salvare-figlio-disabile-muore-uomo-di-62-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[annegamento]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora una tragedia sulle nostre spiagge, un uomo ha perso la vita in seguito a un malore sopraggiunto dopo essersi gettato in acqua per salvare il figlio, che rischiava l&#8217;annegamento. Il dramma è avvenuto nella giornata di domenica su una spiaggia del Litorale Domizio. Si tuffa in mare per salvare il figlio, muore a 62 [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una tragedia sulle nostre spiagge, un uomo ha perso la vita in seguito a un malore sopraggiunto dopo essersi<strong> gettato in acqua per salvare il figlio</strong>, che rischiava<a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/07/30/salerno-eroe-a-10-anni-ragazzino-salva-bimbo-di-3-anni-dallannegamento/"><strong> l&#8217;annegamento</strong></a>. Il dramma è avvenuto nella giornata di domenica su una spiaggia del <strong>Litorale Domizio</strong>.</p>
<h2>Si tuffa in mare per salvare il figlio, muore a 62 anni a causa di un malore</h2>
<p>Un uomo di 62 anni si è tuffato in mare per salvare il figlio disabile che<strong> stava rischiando l&#8217;annegamento</strong>. E&#8217; riuscito a tirare fuori dall&#8217;acqua il ragazzo, ma non appena è arrivato in spiaggia, è stato colto da un malore ed è deceduto.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <em>Edizione Caserta</em>, pare che l&#8217;uomo soffrisse di problemi di cuore e lo sforzo del salvataggio sarebbe stato troppo eccessivo. Immediato l&#8217;arrivo dei soccorsi, ma quando gli <strong>operatori del 118</strong> sono intervenuti non hanno potuto far altro che constatare l&#8217;avvenuto decesso. L&#8217;uomo è morto sotto gli occhi dei bagnanti.</p>
<figure id="attachment_255941" aria-describedby="caption-attachment-255941" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive wp-image-255941 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/malore-litorale-domizio-muore.png" alt="malore litorale domizio muore" width="650" height="400" /><figcaption id="caption-attachment-255941" class="wp-caption-text">Immagine di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Lago Patria, zio e nipotine si ribaltano sul pedalò: grave la più piccola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 12:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Litorale Domizio]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[litorale domizio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata tranquilla da trascorrere al mare e in famiglia. Uno zio che ha portato sul pedalò le sue nipotine di 13 e 12 anni. Ma il tutto si è trasformato in un incubo. La vicenda è accaduta tra Castel Volturno e il Lago Patria. Come riportato da Teleclub, il pedalò si è ribaltato facendo [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/07/16/lago-patria-zio-e-nipotine-si-ribaltano-sul-pedalo-grave-la-piu-piccola/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Lago Patria, zio e nipotine si ribaltano sul pedalò: grave la più piccola</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata tranquilla da trascorrere al mare e in famiglia. Uno zio che ha portato sul pedalò le sue nipotine di 13 e 12 anni. Ma il tutto si è trasformato in un incubo. La vicenda è accaduta tra <strong>Castel Volturno</strong> e il <strong>Lago Patria</strong>.</p>
<p>Come riportato da <em>Teleclub</em>, il pedalò si è ribaltato facendo correre il rischio al trio di annegare. Immediato l&#8217;arrivo dei soccorsi con gli altri presenti che hanno lanciato l&#8217;allarme. I sanitari del <strong>118</strong> sono giunti sul posto.</p>
<p>Gli operatori hanno prestato le prime cure a tutti provvedendo al loro trasporto in ospedale. Ad oggi, le condizioni dello zio 28enne sono buone, stabili quella della 13enne, sembrerebbero invece gravi quelle della 12enne ricoverata al <strong>Santobono</strong> di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-213240 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-07-16-alle-15.54.32.png" alt="Lago Patria, zio e nipotine si ribaltano sul pedalò: grave la più piccola" width="642" height="388" /></p>
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		<title>Villaggio Coppola, il sogno campano di una micro-Dubai trasformato in degrado ambientale ed abusivismo edilizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 14:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Litorale Domizio]]></category>
		<category><![CDATA[abuso edilizio]]></category>
		<category><![CDATA[Baia Domizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spiagge assolate, porticati bianchi, immense distese di pini secolari. Questo è il ricordo, ormai sbiadito, di chi per più di trent&#8217;anni ha passato le sue estati al Villaggio Coppola Pinetamare. Il Villaggio Coppola è un progetto nato come una meta esclusiva, collocata a soli 15 minuti di distanza dal capoluogo campano, dotato di banche, ospedali, teatri [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spiagge assolate, porticati bianchi, immense distese di pini secolari. Questo è il ricordo, ormai sbiadito, di chi per più di trent&#8217;anni ha passato le sue estati al <em><strong>Villaggio Coppola Pinetamare</strong></em>.</p>
<p><strong>Il Villaggio Coppola</strong> è un progetto nato come una meta esclusiva, collocata a soli 15 minuti di distanza dal capoluogo campano, dotato di banche, ospedali, teatri e negozi di ogni tipo. Una cittadella da costruire ex novo, che non avrebbe disdegnato anche una permanenza durante la stagione invernale, pattugliata da una polizia privata e con strutture dagli accessi spesso esclusivi e ben controllati.</p>
<p>Un &#8216;<em>sogno edilizio&#8217;</em> nato a cavallo degli anni <em><strong>Sessanta</strong></em>, sulla scorta del boom economico che coinvolse anche <strong>Napoli</strong> stessa (con nuove costruzioni sia in provincia che nei quartieri collinari) ma che si risolse in grande flop, trascinando nel baratro gran parte del litorale domizio, tra abusivismo edilizio, degrado ambientale, chiusura delle attività commerciali e progressivo abbandono dell&#8217;area da parte dei residenti (oggi abitata in maggioranza da immigrati irregolari).</p>
<h2>Ma cosa è andato storto? Cosa ha trasformato il sogno di una micro-Dubai in un tale flop?</h2>
<p>La possibilità di costruire residenze estive sul <strong>Litorale Domizio </strong>fu colta inizialmente da una impresa veneta, la quale iniziò la realizzazione di diverse strutture già a partire dal 1960, dopo aver vinto un concorso indetto dal<strong> Comune di Sessa Aurunca</strong>.</p>
<p>Prendendo atto dei successi di queste prime costruzioni che affollavano il <strong>Litorale Domizio</strong>, anche le imprese locali decisero di investire in questo progetto, ed in particolare i <strong>Coppola</strong> di <strong>Casal di Principe</strong>, i quali puntarono alla realizzazione di quella che, almeno nei progetti, sarebbe stata la località turistica più ambita per le vacanze della borghesia campana e non solo.</p>
<h2>Uno dei più grandi casi di abusivismo in Italia</h2>
<p>Nel 1964 <strong>Vincenzo</strong> e<strong> Cristoforo Coppola</strong> costruirono in brevissimo tempo ben 3000 unità abitative, più una darsena e un porto turistico. Tuttavia, il <strong>Comune di Castel Volturno</strong> non rilasciò che 500 licenze edilizie. I fratelli<strong> Coppola</strong> generarono uno dei casi di abusivismo edilizio più grandi che il nostro Paese abbia conosciuto.</p>
<h2><strong>Il successo iniziale di &#8220;Pinetamare&#8221;</strong></h2>
<p>Nonostante ciò, <em>la campagna pubblicitaria dei Coppola</em> riscosse un successo senza pari ed, in pochissimi anni, il <strong>Villaggio Coppola</strong> arrivò a rivaleggiare con <strong>Capri</strong> e <strong>Sorrento</strong>.</p>
<p>I due fratelli infatti non badarono a spese e fecero un vero e proprio “<em>Influencer Marketing</em>“, invitando vip, artisti e personaggi del mondo politico a frequentare la nuova cittadina. Negli anni <em>’70</em> si arrivò a toccare i 15.000 residenti estivi, che passavano l’intera stagione fra serate in discoteca, sole e la ricerca di refrigerio in piscina o all&#8217;ombra dei famosi pini che abitano generosamente l&#8217;area.</p>
<p>Il colpo di fortuna, per la famiglia Coppola, arrivò con le inchieste su <strong>Baia Domizia</strong>, che addirittura arrivarono al <em>Presidente della Repubblica</em> <strong>Giovanni Leone</strong>.<br />
Leone, campano d&#8217;origini, era un grandissimo estimatore della pineta: acquistò addirittura tre ville con discesa privata sulla spiaggia in zona <strong>Licola Mare</strong> che, a dispetto proprio delle inchieste dell’epoca sugli abusivismi edilizi della zona, erano tutte perfettamente in regola.</p>
<p><strong>Baia Domizia</strong>, oltre ad essere più lontana da <strong>Napoli</strong>, rimase anche incompleta: non furono mai costruiti il porto turistico nell’area nord e le altre attrazioni ricettive in programma. &#8220;<em><strong>Coppola Pinetamare</strong></em>&#8220;, invece, riuscì a dotarsi di una darsena e di un porto capaci di ospitare qualsiasi imbarcazione privata, compresa la predisposizione per una linea di traghetti che, però, non fu mai attivata.</p>
<p>Insomma, il piano ambizioso fu quello di costruire una <em><strong>“micro-Dubai”</strong></em> italiana, quando la città araba era ancora un castello di sabbia. I grattacieli di <strong>Villaggio Coppola</strong>, palazzi di 14 piani costruiti in riva al mare, diventarono un vero e proprio simbolo della zona, riconoscibili anche a distanza di chilometri.</p>
<h2>L&#8217;inizio del declino: il terremoto e l&#8217;abbandono degli americani</h2>
<p>Sarebbe un concetto qualunquista affermare che il degrado del <strong>Villaggio Coppola</strong> iniziò col terremoto dell<em>&#8217;80</em>. Il concetto che s&#8217;impone alla base di questo progressivo declino del complesso residenziale è ben più radicato.</p>
<p>E&#8217; indubbio tuttavia che il terremoto dell’<strong>Irpinia</strong>, con il suo gigantesco dramma sociale, costrinse lo Stato a prendere misure drastiche per trovare una sistemazione agli sfollati. Un&#8217;ordinanza del commissario straordinario <strong>Zamberletti</strong> decretò l&#8217;esproprio di ben 5000 appartamenti del <strong>Villaggio Coppola</strong>, condannandolo a morte certa, con un repentino ribasso del valore economico delle abitazioni e costringendo tanti residenti a svendere le proprie case per trasferirsi, paradossalmente, proprio nella vicina <strong>Baia Domizia</strong>.</p>
<p>Alcuni, fiutando l&#8217;imminente disastro, decisero di vendere le proprietà già dopo il disastro del <strong>Rione Terra</strong> nel 1978, poiché, anche in quel caso, furono ospitati gli sfollati a <strong>Pinetamare</strong>.</p>
<p>L’operazione si rivelò un disastro: intere palazzine ospitarono non solo gli sfollati, ma anche tantissimi senzatetto ed altri occupanti abusivi, come rivelarono poi, successivamente, le inchieste degli anni <em>’90</em>. Il colpo di grazia arrivò nel 1988, con gli americani che abbandonarono il villaggio perché la <strong>NATO</strong> non volle rinnovare la convenzione con i costruttori. Furono poi gli stessi Coppola a costruire, pochi anni dopo, un nuovo villaggio per gli americani a <strong>Gricignano d’Aversa</strong>.</p>
<h2><strong>Il problema dell&#8217;immigrazione clandestina</strong></h2>
<p>Il quadro degradante di un paradiso trasformato in inferno si aggravò con l&#8217;immigrazione clandestina degli anni <em>’90</em> e <em>2000</em>. Fu proprio in questo contesto che la criminalità organizzata trovò il modo perfetto per stipare migliaia di immigrati in vecchi appartamenti di lusso di <strong>Parco Saraceno,</strong> ormai abbandonati, ai quali affidare il compito di spaccio di stupefacenti e prostituzione, speculando palesemente sulla situazione di disperazione di questi individui.</p>
<p>Basta vedere la <em>curva demografica</em> del comune di <strong>Castel Volturno</strong> negli ultimi <em>30 anni</em> per capire bene cosa sia accaduto e quanto lo Stato sia rimasto inerme dinnanzi a ciò.</p>
<p>Negli anni<em> ’70</em> cominciarono poi ad arrivare le prime <strong>condanne per abusivismo edilizio</strong>, attività che aveva caratterizzato la realizzazione di buona parte delle strutture del <strong>Litorale Domizio</strong>, contribuendo a svalutare gli appartamenti più di quanto già non lo fossero. A confondere maggiormente le acque, in un mare di menzogne, abusivismo, promesse infrante, incuria delle istituzioni e corruzione, un incendio misterioso che bruciò l&#8217;intero archivio del <strong>Comune di Castel Volturno</strong>, rendendo impossibile scindere con esattezza quali fossero le costruzioni abusive e quali no.</p>
<p>Fu così che <strong>Coppola Pinetamare</strong> si trasformò in un mulinello di degrado che risucchiò nel baratro anche le vicine <strong>Baia Verde</strong>,<strong> Ischitella</strong>, <strong>Mondragone</strong> e la stessa <strong>Castel Volturno</strong>. Per ironia del caso, la distanza salvò parzialmente <strong>Baia Domizia</strong>, che soffrì solo di un breve periodo di degrado, ma non fu mai realmente abbandonata dai residenti: nel 1981 fu addirittura costituito un comitato “<em><strong>pro-Baia Domizia</strong></em>” per non far &#8216;invadere&#8217; le case vacanza sul litorale aurunco. I risultati infatti arrivarono e Pinetamare si ritrovò ad accogliere anche gli sfollati destinati al <strong>Garigliano</strong>.</p>
<h2><strong>Un futuro chiamato &#8220;Coppola&#8221;</strong></h2>
<p>Oggi, alle spalle di lussuosi complessi come l’<em><strong>Holiday Inn</strong></em>, sede del campo di allenamento della <em><strong>SSC Napoli</strong></em>, l&#8217;area è sospesa tra progetti e promesse di ristrutturazione fino a questo momento prive di reali concretizzazioni. L’ultima, risale al 2018, ed è stata proprio lanciata dal governatore <strong>De Luca</strong>, il quale promise il rilancio dell’intero territorio domizio.</p>
<p>I fratelli Coppola, invece, condannati dal tribunale di <strong>Santa Maria Capua Vetere</strong> con l&#8217;obbligo di risarcire 800 miliardi di lire per danni ambientali sono ormai deceduti. Nel 2003 si arrivò a patteggiare un risarcimento di 43 milioni di euro (circa 80 miliardi di lire), di cui ne furono pagati 7. La restante parte fu destinata alla ristrutturazione di alcuni edifici. Lo Stato decise quindi di scendere a patti proprio con chi aveva appena condannato, in piena linea con i paradossi che tanto distinguono la giustizia italiana.</p>
<p>Oggi siamo passati dai fratelli Coppola a <strong>Cristiana Coppola</strong>, promotrice di numerose proposte per il rilancio dell’area: il destino di <em><strong>Pinetamare</strong></em> sembra così essere legato, nel bene o nel male, in modo inscindibile al nome della famiglia che l&#8217;ha creata, distrutta ed ora cerca, tra tante difficoltà, di riportarla a nuova vita.</p>
<figure id="attachment_212236" aria-describedby="caption-attachment-212236" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-212236 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Veduta-del-Castello-di-Guardia-Sanframondi-2.jpg" alt="Villaggio Coppola, il sogno campano di una micro-Dubai trasformato in degrado ambientale ed abusivismo edilizio" width="640" height="360" /><figcaption id="caption-attachment-212236" class="wp-caption-text">Villaggio Coppola, il sogno campano di una micro-Dubai trasformato in degrado ambientale ed abusivismo edilizio</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/07/07/villaggio-coppola-il-sogno-campano-di-una-micro-dubai-trasformato-in-degrado-ambientale-ed-abusivismo-edilizio/">Villaggio Coppola, il sogno campano di una micro-Dubai trasformato in degrado ambientale ed abusivismo edilizio</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Litorale domizio, una scia scura e nauseabonda ha invaso il mare: la denuncia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/03/25/litorale-domizio-una-scia-scura-e-nauseabonda-ha-invaso-il-mare-la-denuncia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 10:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giugliano in Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono ben 45 chilometri di costa. Un patrimonio che all&#8217;epoca i romani avevano denominato Campania Felix per la fertilità della terra e lo splendore della natura. Oggi di &#8220;felice&#8221; è rimasto ben poco: tra speculazione edilizia, abbandono, degrado e inquinamento, il Litorale Domizio è uno dei simboli del fallimento politico &#8211; economico del Sud. Il primo fenomeno è relativo [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/25/litorale-domizio-una-scia-scura-e-nauseabonda-ha-invaso-il-mare-la-denuncia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Litorale domizio, una scia scura e nauseabonda ha invaso il mare: la denuncia</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ben <strong>45 chilometri</strong> di costa. Un patrimonio che all&#8217;epoca i romani avevano denominato <em>Campania Felix</em> per la fertilità della terra e lo splendore della natura. Oggi di &#8220;felice&#8221; è rimasto ben poco: tra speculazione edilizia, abbandono, degrado e inquinamento, il <strong>Litorale Domizio</strong> è uno dei simboli del fallimento politico &#8211; economico del <strong>Sud</strong>.</p>
<p>Il primo fenomeno è relativo all&#8217;inquinamento delle acque. Ieri, grazie alla segnalazione della pagina <strong>Facebook</strong> <em>Terra Nostrum Trentola Ducenta</em>, siamo stati resi partecipi dell&#8217;ennesima violenza perpetrata a questo territorio. Infatti, la foce del <strong>Lago Patria</strong>, tra <strong>Ischitella</strong> e <strong>Varcaturo</strong>, nelle ore pomeridiane è stata inondata da un liquame puzzolente.</p>
<p>Un liquido di colore scuro, che probabilmente ha scaricato in mare acqua fognaria, urina e feci. Pronta la denuncia alle istituzioni in merito alle mancate bonifiche e depurazioni del mare. Quest&#8217;ultimo bagna una fascia costiera che sarebbe potuta essere una infinita risorsa per l&#8217;intero <strong>Mezzogiorno</strong> e che è, invece &#8211; come denunciato sulla pagina social &#8211; &#8220;<em>solo deserto</em>&#8220;.</p>
<p>Ma un altro colpo da ko per questa vasta area, potrebbe arrivare dalla natura. Infatti, il <strong>Sindacato italiano balneari della Campania</strong> ha denunciato un&#8217;erosione della fascia costiera di circa 300 metri avvenuta negli ultimi 10 anni. Il rischio è che diverse strutture balneari potrebbero chiudere provocando l&#8217;ennesimo tracollo economico &#8211; finanziario di questo territorio.</p>
<p>&#8220;<em>Il fenomeno è diffuso ma in particolare è molto accentuato nel territorio del comune di Castel Volturno, dove ha provocato una serie di disastri sull&#8217;intera costa. E questo nonostante negli anni &#8217;90 sia stata realizzata una scogliera soffolta che ha arginato parzialmente il fenomeno. Il mare avanza e questo ha provocato danni alle strutture balneari che già erano in ginocchio per vari problemi, dal degrado ambientale della zona all&#8217;immigrazione clandestina</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Marcello Giocondo</strong>, presidente del <strong>Sib Campania</strong>.</p>
<p><strong>LA SEGNALAZIONE DI &#8220;TERRA NOSTRUM&#8221; &#8211;</strong></p>
<p>&#8220;<em>CON QUESTE FOTO VI FACCIAMO VEDERE MEGLIO COSA È ACCADUTO OGGI POMERIGGIO DOMENICA 24 MARZO 2019 ALLA FOCE DEL LAGO PATRIA, LITORALE DOMIZIO<br />
Ecco come si presentava la foce di Lago Patria litorale domizio tra Ischitella e Varcaturo oggi pomeriggio. Una lunga scia non si sa di cosa, ma dalla puzza nauseabonda e dal colore marrone scuro tipo fogna e cacca si è riversata nel mare, arrivando molto probabilmente dal lago Patria. Appena tre giorni fa, il presidente De Luca è l&#8217;Arpac, con tanto di dichiarazioni e titoloni sui giornali, hanno assicurato la sicura balneabilità e l&#8217;eccellenza delle acque del mare del litorale domizio. Mah&#8230;se questo orrendo spettacolo significa mare pulito, balneabile e da bandiera blu, siamo messi malissimo. Puntualmente ad ogni primavera, inizia la commedia del mare pulito e balneabile del litorale domizio. Peccato che poi la tragica realtà sia tutt&#8217;altra. In questa terra meravigliosa e unica, si poteva lavorare e vivere solo di turismo e agricoltura, invece ormai siamo quasi al deserto</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL POST SU FACEBOOK &#8211;</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FTerranostrumTrentolaDucenta%2Fposts%2F1471061823024938&amp;width=500" width="500" height="802" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><strong>LE FOTO &#8211;</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-153350 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/54516841_1471061663024954_1050451440419471360_n.jpg" alt="Litorale domizio, una scia scura e nauseabonda ha invaso il mare: la denuncia" width="650" height="366" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-153351 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/54728337_1471061746358279_3263895860416610304_n.jpg" alt="Litorale domizio, una scia scura e nauseabonda ha invaso il mare: la denuncia" width="650" height="366" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-153352 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/54729434_1471061686358285_8921546714821689344_n.jpg" alt="Litorale domizio, una scia scura e nauseabonda ha invaso il mare: la denuncia" width="650" height="366" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-153353 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/55576121_1471061776358276_4710974611360055296_n.jpg" alt="Litorale domizio, una scia scura e nauseabonda ha invaso il mare: la denuncia" width="650" height="366" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-153354 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/55576348_1471061606358293_816020997143527424_n.jpg" alt="Litorale domizio, una scia scura e nauseabonda ha invaso il mare: la denuncia" width="650" height="366" /></p>
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		<title>Si finge cliente, poi rapina una prostituta e la scaraventa fuori dall&#8217;auto: arrestato</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/11/23/si-finge-cliente-poi-rapina-una-prostituta-e-la-scaraventa-fuori-dallauto-arrestato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 13:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giugliano in Campania]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[lago patria]]></category>
		<category><![CDATA[licola]]></category>
		<category><![CDATA[litorale domizio]]></category>
		<category><![CDATA[varcaturo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di un 46enne residente a Villaricca per il reato di rapina. Le attività di indagine hanno avuto inizio [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla <strong>Procura della Repubblica di Napoli Nord</strong>, i <strong>Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania</strong> hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal <strong>GIP</strong> del <strong>Tribunale di Napoli Nord</strong> nei confronti di un 46enne residente a <strong>Villaricca</strong> per il reato di rapina.</p>
<p>Le attività di indagine hanno avuto inizio in seguito alla denuncia sporta ai <strong>Carabinieri di Varcaturo</strong> da una donna che esercitava il meretricio: la stessa ha raccontato di essere stata vittima sul litorale domitio, nello scorso mese di settembre, di una rapina da parte di un uomo che, fingendosi cliente occasionale, la faceva salire a bordo della propria autovettura per sottrarle, successivamente, la borsa e scaraventarla dall’abitacolo con l’auto ancora in movimento.</p>
<p>Gli elementi forniti dalla vittima hanno permesso di ricostruire la dinamica degli eventi e di identificare l’uomo che, dopo una settimana di ricerca in cui si era dato il reperibile, è stato rintracciato e sottoposto alla misura coercitiva.</p>
<figure id="attachment_140652" aria-describedby="caption-attachment-140652" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-140652 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/shutterstock_prostituta-prostituzione.jpg" alt="Si finge cliente, poi rapina una prostituta e la scaraventa fuori dall'auto: arrestato" width="650" height="402" /><figcaption id="caption-attachment-140652" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Litorale Domizio: trovato in un&#8217;auto un cadavere carbonizzato</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/09/27/litorale-domizio-trovato-unauto-un-cadavere-carbonizzato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 05:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[litorale domizio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;allarme è scattato a causa di un violento incendio. Bruciata dalle fiamme un&#8217;auto. A causa del fuoco sono giunti sul posto i soccorsi. Questi ultimi hanno provveduto a domare e spegnere le fiamme. Purtroppo non si è trattato solo di un incendio, nella vettura la tremenda sorpresa. Il ritrovamento del cadavere Subito finito l&#8217;allarmismo per [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;allarme è scattato a causa di un violento incendio. Bruciata dalle fiamme un&#8217;auto. A causa del fuoco sono giunti sul posto i soccorsi. Questi ultimi hanno provveduto a domare e spegnere le fiamme. Purtroppo non si è trattato solo di un incendio, nella vettura la tremenda sorpresa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27824" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Ritrovamento-corpo-carbonizzato3.jpg" alt="Litorale Domizio: trovato in un'auto un cadavere carbonizzato" width="1800" height="1200" /></p>
<h3><strong>Il ritrovamento del cadavere</strong></h3>
<p>Subito finito l&#8217;allarmismo per l&#8217;incendio è emersa un&#8217;altra sensazione di sgomento. Ecco cosa è accaduto quando la fine delle fiamme ha rivelato un cadavere carbonizzato all&#8217;interno dell&#8217;auto incendiata. I Vigili del Fuoco hanno trovato il corpo nella macchina. I Carabinieri hanno scoperto che la vettura è intestata ad un pregiudicato. Per ora è scattata l&#8217;indagine. Probabile la pista dell&#8217;omicidio. Adesso dovrà essere riconosciuta la salma.</p>
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