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	<title>giustizia Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>giustizia Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Virus e giustizia, l&#8217;avvocato Campora: &#8220;Bonafede si dimetta o sarà responsabile di un massacro&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/04/06/virus-e-giustizia-lavvocato-campora-bonafede-si-dimetta-o-sara-responsabile-di-un-massacro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 18:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non è possibile che mentre una gran parte dell&#8217;opinione pubblica continua a invocare una soluzione per l&#8217;emergenza carceraria, il Ministro Bonafede persevera nel suo silenzioso immobilismo&#8220;. A parlare è Marco Campora avvocato del Foro di Napoli e già Segretario della Camera Penale napoletana. Campora ha pubblicato un post su Facebook dove ha richiamato il Guardasigilli di via Arenula alle proprie [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Non è possibile che mentre una gran parte dell&#8217;opinione pubblica continua a invocare una soluzione per l&#8217;emergenza carceraria, il Ministro Bonafede persevera nel suo silenzioso immobilismo</em>&#8220;. A parlare è <strong>Marco Campora</strong> avvocato del Foro di Napoli e già Segretario della Camera Penale napoletana.</p>
<p><strong>Campora</strong> ha pubblicato un post su <strong>Facebook</strong> dove ha richiamato il <em>Guardasigilli</em> di <strong>via Arenula </strong>alle proprie responsabilità e offrendo due soluzioni, drastiche ma necessarie: <strong>amnistia </strong>e <strong>indulto</strong>. Ma facciamo un passo indietro.</p>
<p>L&#8217;attuale emergenza causata dal <em><strong>coronavirus</strong></em> sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, sociale ed economico del Paese. L&#8217;intero mondo della <strong>giustizia</strong> non è certo immune al <em><strong>covid19</strong></em>. Né tantomeno lo sono le <strong>carceri</strong>. Anzi, la disumanità, il sovraffollamento e la scarsa igiene che permangono all&#8217;interno dei penitenziari, rendono gli stessi luoghi perfetti per la proliferazione di un virus infettivo.</p>
<p>È passato circa un mese da quando sono scoppiate rivolte in molti penitenziari d&#8217;<strong>Italia</strong>. Circa 30 giorni da quando <strong>13 detenuti</strong> hanno perso la vita in circostanze tutte da chiarire. Eppure, nonostante anche paesi &#8211; meno liberali e democratici del nostro &#8211; come <strong>Iran</strong>, <strong>Marocco</strong>, <strong>Tunisia </strong>e <strong>Turchia</strong>, hanno scarcerato migliaia di detenuti, proprio per evitare che le <strong>carceri</strong> diventino un focolaio senza fine, nel <em>Belpaese</em> rispetto a questo tema vi è totale indifferenza.</p>
<p><em>VocediNapoli.it</em> ha chiesto all&#8217;avvocato <strong>Campora</strong> il motivo di così tanta superficialità dimostrata dalla politica italiana: &#8220;<em>Il problema è che i partiti continuano ad inseguire consensi elettorali. Un provvedimento che metta in atto delle scarcerazioni rischierebbe di far perdere voti al politico di turno. Da questo punto di vista c&#8217;è un esempio recente ed eclatante. Il precedente Governo fece naufragare la condivisibile riforma dell&#8217;Ordinamento Penitenziario, evidentemente per mere ragioni elettorali</em>&#8220;.</p>
<p>E da allora è stato buio pesto per la <strong>giustizia</strong> e il sistema penitenziario italiano, con la nascita di due esecutivi (<em>giallo &#8211; verde<strong> </strong></em>e <em>giallo </em>&#8211; <em>rosso</em>) più <strong>giustizialisti </strong>di sempre. Ma qui non è in gioco la sfida tra questi ultimi e i <strong>garantisti</strong>, qui si tratta di tutelare la salute dei cittadini: &#8220;<em>Il tema attuale è infatti ben più ampio. È necessario decongestionare le carceri</em> &#8211; ha affermato <strong>Campora</strong> &#8211; <em>per evitare che detenuti e poliziotti, e stiamo parlando di migliaia di persone, rischino di infettarsi. Il perdurare del cronico sovraffollamento, oltre a causare una prevedibile strage all&#8217;interno degli istituti penitenziari, potrebbe provocare il precipitoso collasso del sistema sanitario italiano, già martoriato dalla diffusione del virus. Oggi siamo in difficoltà con i ricoveri e i posti letto in terapia intensiva, immaginiamo cosa potrebbe accadere se negli ospedali dovranno essere ricoverati in massa detenuti e agenti della penitenziaria</em>&#8220;.</p>
<p>In pratica il <strong>Governo</strong> rischierebbe, paradossalmente, di macchiarsi di un reato grave, quello di <strong>procurata epidemia</strong>. &#8220;<em>L&#8217;esecutivo e la politica stanno dimostrando di sottovalutare il fenomeno della prevedibile diffusione del covid19 nelle carceri</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Campora</strong> &#8211;<em> le sollecitazioni al Ministro Bonafede da parte di autorevoli avvocati, intellettuali e magistrati sono rimaste inascoltate. Il Ministro, a questo punto, ,farebbe bene a dimettersi altrimenti dovrà assumersi la piena responsabilità di quanto inevitabilmente accadrà, di qui a breve, nei penitenziari</em>&#8220;.</p>
<p>Abbiamo chiesto all&#8217;avvocato <strong>Campora</strong> quali potrebbero essere le soluzioni: &#8220;<em>Sostituire con gli arresti domiciliari le misure cautelari in carcere per i detenuti ai quali siano stati contestati reati non particolarmente allarmanti. Concedere ai detenuti &#8216;definitivi &#8211; che debbano espiare una pena inferiore ai due anni di reclusione &#8211; la immediata concessione della detenzione domiciliare. Velocizzare i tempi burocratici e giuridici per la concessione delle misure alternative. Credo siano punti del tutto ragionevoli</em>&#8220;.</p>
<p>Si tratterebbe, per la <strong>Campania</strong>, di un numero cospicuo della popolazione carceraria. La prova che il <em>sistema giustizia</em> in <strong>Italia</strong> funziona male. Questo è dimostrato dai rimedi proposti da <strong>Campora</strong> che sono, allo stesso tempo, anche le cause del problema. Se le carceri sono piene di persone in attesa di giudizio e che potrebbero scontare, &#8220;<i>inutilmente una pena in ragione dell&#8217;elevatissimo numero di assoluzioni anche in presenza di una originaria misura cautelare, vuol dire semplicemente che il sistema giustizia ha bisogno di essere rivisitato</i>&#8220;.</p>
<p>Per questo motivo l&#8217;avvocato <strong>Campora</strong> crede che l&#8217;attuale periodo storico potrebbe essere ideale affinché si possa sviluppare una <strong>riforma organica e strutturale della giustizia</strong>. Ma con gli interlocutori la sfida appare impossibile. Tuttavia, garantisce <strong>Campora</strong>, &#8220;<em>la battaglia dell&#8217;avvocatura non si fermerà, soprattutto se il Governo deciderà di proseguire sulla strada dei processi a distanza. Già le convalide d&#8217;arresto in questa fase emergenziale sono fatte in modalità &#8216;virtuale&#8217;. Tutto ciò che concerne il processo penale deve essere svolto in aula alla presenza di tutte le parti processuali. Su questo l&#8217;avvocatura non farà sconti a nessuno</em>&#8220;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-199298 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/camporabonafedegiustiziacarcericovid.jpg" alt="Virus e giustizia, l'avvocato Campora: &quot;Bonafede si dimetta o sarà responsabile di un massacro&quot;" width="746" height="403" /></p>
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		<title>Fate guardare &#8216;Richard Jewell&#8217; a Bonafede e ai giustizialisti di sinistra</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/01/25/fate-vedere-richard-jewell-a-bonafede-e-ai-giustizialisti-di-sinistra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2020 00:42:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Nel mio paese quando il Governo dice che uno è colpevole vuol dire che è innocente</em>&#8220;; &#8220;<em>Presidente, la prego metta fine a tutto questo. Presidente, riabiliti il nome di mio figlio</em>&#8220;. Sono le due frasi che più mi hanno colpito del film. Dette entrambe da due donne e in due momenti diversi ma decisivi. La prima è pronunciata dalla segretaria dell&#8217;indomito avvocato <strong>Bryant Watson</strong>, interpretato da uno straordinario <strong>Sam Rockwell</strong>. Questa frase ha segnato l&#8217;inizio della difesa legale di <strong>Richard Jewell</strong> (alias il sorprendente <strong>Paul Walter Hauser</strong>), accusato ingiustamente di aver piazzato e scoperto una bomba in un parco ad <strong>Atlanta</strong> durante le olimpiadi del <strong>1996</strong>.</p>
<p>La seconda è detta, in occasione di una conferenza stampa, dalla madre di Richard, <strong>Barbara &#8220;Bobi&#8221; Jewell</strong> che ha il volto della mitica <strong>Kathy Bates</strong>. Questa frase ha invece rappresentato il quasi riscatto del protagonista, un eroe vittima dell&#8217;ingiustizia. Vittima del sospetto e del rito inquisitorio. Richard, per l&#8217;<strong>FBI</strong>, non era innocente fino a prova contraria ma colpevole. Lo <strong>Stato di Diritto</strong> è stato ribaltato, è stato il cittadino ad aver dimostrato la propria innocenza, non la pubblica accusa la sua colpevolezza.</p>
<p>Così, assediato da giornalisti senza scrupoli e in particolare da una collega caparbia e pronta a tutto pur di firmare un scoop in prima pagina (la bravissima <strong>Olivia Wilde</strong> nei panni della reporter <strong>Kathy Scruggs</strong>), Richard ha visto crollare pezzo dopo pezzo la propria esistenza. La sua vita normale, piena di problemi ma forte di un grande senso del dovere e del rispetto, è stata stravolta da un&#8217;indagine faziosa che si rivelerà fallimentare. Alla fine il vero colpevole sarà arrestato, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Ho visto un grande film. Andrebbe proiettato nelle scuole, nelle università, ai corsi di diritto. Sarebbe importante se il Ministro della Giustizia <strong>Alfonso Bonafede </strong>lo guardasse mentre ripensa alle sciocchezze dette in merito alle vittime della <em>mala giustizia</em> italiana. Dovrebbe guardarlo in compagnia di <strong>Nicola Zingaretti</strong>, Segretario di un Pd ormai grillizzato, e di <strong>Giuseppe Conte</strong>, Premier inerme di fronte alla distruzione del nostro <strong>Stato di Diritto</strong>. Dovrebbe guardarlo anche <strong>Mattia Santori</strong>, il &#8216;<em>capo Sardina</em>&#8216; che interrogato da <strong>Alesandro Sallusti</strong> sul delicato tema della <strong>prescrizione</strong> ha balbettato rispondendo in modo incomprensibile.</p>
<p>Ma non è tutta colpa sua, è gran parte dell&#8217;<strong>opinione pubblica italiana</strong> ad essere inconsapevole di cosa voglia dire cambiare le norme che regolano il rapporto tra i cittadini e il potere giudiziario. Ne abbiamo già parlato in un altro articolo, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/18/prescrizione-la-dimostrazione-di-quanto-lo-stato-di-diritto-abbia-poca-importanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblicato sempre su <em>VocediNapoli.it</em></a>: sulla giustizia c&#8217;è ignoranza e superficialità. E la colpa è anche dei media. <em><strong>Richard Jewell</strong></em>, dunque, è un film che andrebbe visto da tutti. Soprattutto da coloro che sottovalutano cosa significhi finire ingiustamente nel tritacarne <strong>mediatico-giudiziario</strong>.</p>
<p>Vedere la propria vita messa alla gogna in tv e sui giornali, senza essere un personaggio pubblico o facoltoso con la possibilità di ingaggiare costosi avvocati. Nel film tutto questo è palpabile. Raramente sono uscito dalla sala di un cinema accompagnato da un turbine di emozioni così forte. <strong>Clint Eastwood</strong> mi ha fregato per l&#8217;ennesima volta. Questo genio, per me uno dei narratori della realtà più grandi che la storia del cinema abbia mai avuto, ha firmato l&#8217;ennesimo capolavoro.</p>
<p>Ironia, simpatia, dramma, cronaca. In questa pellicola c&#8217;è tutto. Un lungometraggio tratto da una storia vera che ha raccontato in modo sincero e coinvolgente le vite dei protagonisti. Con 89 candeline sulle spalle, riuscire a fare quasi un film vincente all&#8217;anno, non è da tutti. Eppure <strong>Eastwood</strong> ci è riuscito. La sua delicatezza, eleganza e durezza sono così spontanee da convincerci che per lui, girare un film, sia un&#8217;impresa semplice e da tutti.</p>
<p><strong>Clint Eastwood</strong>, il pistolero d&#8217;eccezione. Il cowboy americano per eccellenza. L&#8217;ispettore che si fa giustizia da solo. L&#8217;inossidabile repubblicano ammiratore di quegli americani, persone comuni, che nella loro vita sono riusciti a diventare degli eroi. Protagonisti che spesso sono messi all&#8217;angolo dallo <strong>Stato</strong> e dalla <strong>giustizia</strong>.</p>
<p><strong>Clint Eastwood</strong>, il narratore più dolce, democratico e liberale che esista. Che i nostri politici guardino i suoi capolavori, da <em><strong>Mystic River</strong> </em>a <em><strong>Million Dollar Baby</strong></em>, fino a <em><strong>Gran Torino</strong></em>. Ce n&#8217;è per tutti: <strong>Lega</strong>, <strong>Partito Democratico</strong> e <strong>Movimento 5 Stelle</strong>. La maggior parte dei nostri politici, forse, prima di recarsi in <strong>Parlamento</strong> o a <strong>Palazzo Chigi</strong> farebbe bene a studiare. O, almeno, a guardare qualche film di <strong>Clint Eastwood</strong>. A proposito, il nome di <strong><em>Richard Jewell</em></strong> sarà poi riabilitato, ma lui ha avuto poco tempo per accorgersene: è morto a 44 anni. Grazie buon vecchio <strong>Clint</strong> per avercelo ricordato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-187422 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-01-25-alle-02.12.47.png" alt="Fate vedere Richard Jewell a Bonafede e ai giustizialisti di sinistra" width="650" height="363" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/25/fate-vedere-richard-jewell-a-bonafede-e-ai-giustizialisti-di-sinistra/">Fate guardare &#8216;Richard Jewell&#8217; a Bonafede e ai giustizialisti di sinistra</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Prescrizione, la dimostrazione di quanto lo Stato di Diritto abbia poca importanza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 16:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo ha compiuto un passo decisivo verso l&#8217;attuazione di una legge criminale che calpesta un diritto fondamentale di tutti noi. E lo sta facendo nel silenzio più assoluto. Solo la categoria degli avvocati (pare nessun magistrato), qualche autentico garantista, qualche raro liberale e qualche politico coraggioso, hanno alzato la voce contro questa barbarie del [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/18/prescrizione-la-dimostrazione-di-quanto-lo-stato-di-diritto-abbia-poca-importanza/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Prescrizione, la dimostrazione di quanto lo Stato di Diritto abbia poca importanza</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/18/prescrizione-la-dimostrazione-di-quanto-lo-stato-di-diritto-abbia-poca-importanza/">Prescrizione, la dimostrazione di quanto lo Stato di Diritto abbia poca importanza</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Governo</strong> ha compiuto un passo decisivo verso l&#8217;attuazione di una legge criminale che calpesta un diritto fondamentale di tutti noi. E lo sta facendo nel silenzio più assoluto. Solo la categoria degli avvocati (pare nessun magistrato), qualche autentico garantista, qualche raro liberale e qualche politico coraggioso, hanno alzato la voce contro questa barbarie del <strong>diritto</strong>. Nell&#8217;azione dell&#8217;esecutivo ci sono aspetti positivi, come la rivisitazione dei tempi relativi alle indagini preliminari, l&#8217;aumento dell&#8217;integrazione delle ipotesi probatorie e l&#8217;idea che le toghe entrate in politica non possano tornare ad esercitare la loro autorità giuridica.</p>
<p>Ma l&#8217;<em>operazione</em> <strong>Bonafede</strong> targata <strong>Movimento 5 Stelle</strong> che di fatto abolisce la <strong>prescrizione</strong> (dopo il primo grado di giudizio) sta segnando un momento di importante cambiamento. E lo sta facendo in modo brutale e nefasto. L&#8217;idea che la soluzione per rendere la macchina giudiziaria più rapida ed efficiente sia quella di eliminare la garanzia che un imputato ha di non restare sotto processo a vita è aberrante.</p>
<p>Lo è per il suo principio incostituzionale. Lo è perché sta realizzando finalmente il sogno di quella parte cattiva e maligna del mondo <strong>politico</strong>, <strong>mediatico</strong> e <strong>giudiziario</strong>. Lo è perché ha dimostrato una totale incompetenza e malafede (altro che <em>Bona</em>) di quella che è la lettura della <strong>realtà sociale italiana</strong>. Questo nonostante i costanti tentativi di dialogo avviati da <strong>Bonafede</strong> con tutte le categorie coinvolte dalla riforma.</p>
<p>Innanzitutto a <strong>via Arenula</strong>, sede del <strong>Ministero</strong>, è evidente non sono conosciuti i dati relativi alla <strong>Prescrizione</strong>: né quanti siano i procedimenti prescritti, né le fasi nelle quali i reati sono prescritti. Di fatto l&#8217;<strong>Italia</strong> è il paese dei processi lumaca. Il <em>Belpaese</em> è stato condannato dalla <em>Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo</em> (<strong>CEDU</strong>) per questo motivo. Ma l&#8217;<strong>Italia</strong> è anche il paese la cui gran parte della popolazione detenuta è in attesa di giudizio. E la maggioranza di questa bella fetta di cittadini italiani è reclusa per reati minori. L&#8217;<strong>Italia </strong>è il Paese della <strong>giustizia</strong> per ricchi. Di coloro che possono permettersi fior di avvocati per dilungare i tempi dei processi. L&#8217;<strong>Italia</strong> è il paese dell&#8217;<em>irresponsabilità</em> dei <strong>magistrati</strong>. Chi di loro sbaglia non paga. È anche il Paese dei <strong>magistrati fuori ruolo</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>Italia</strong> è anche uno dei paesi nei quali si abusa della carcerazione preventiva. Ed è sempre L&#8217;<strong>Italia</strong>  ad essere il paese che ha un <em>Consiglio Superiore della Magistratura</em> (<strong>CSM</strong>) logorato da scandali e lotte fra correnti (e di questo si è deciso di non parlarne più). L&#8217;<strong>Italia</strong> è una nazione che necessiterebbe di una riforma strutturale della <strong>giustizia</strong>. Un provvedimento che consenta di alleggerire i carichi di lavoro dei <strong>pm</strong>. Che consenta di snellirne le procedure. Che introduca nuove tecnologie nelle fasi operative dell&#8217;autorità giudiziaria. Che cambi il principio dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale. Che metta a disposizione dei <strong>Tribunali</strong> nuovo personale.</p>
<p>Una riforma che non includa solo l&#8217;aumentare delle pene, o la creazione di nuovi reati. Perché l&#8217;<strong>Italia</strong> è il paese con più leggi in <strong>Europa</strong>. Eppure il dibattito pubblico è fermo alla banale diatriba tra garantisti e giustizialisti. Tra chi ancora continua ad accusare l&#8217;altro di essere garantista con gli amici e giustizialista con i nemici. Di chi ancora racconta il gossip relativo ai vari esponenti politici dei partiti che votano nelle <strong>Commissioni</strong> o in <strong>Parlamento</strong>.</p>
<p>E l&#8217;argomento, essendo comunicato in modo così vergognoso, è stato percepito dalle persone con estrema superficialità. L&#8217;ipotesi di restare imputati per sempre, il fatto oggettivo che questa legge cambierà per sempre e in modo pericoloso il rapporto tra i cittadini e il potere giudiziario, non interessa più di tanto. Nessuna protesta, nessuna alzata di scudi. Perché in <strong>Italia</strong> la <strong>giustizia</strong> non è vista e veicolata come strumento di verità. Sia nella sua funzione di <strong>condanna</strong> che di <strong>assoluzione</strong>.</p>
<p>La <strong>giustizia </strong>nel <em>Belpaese</em> è intesa come strumento vendetta. Talvolta può sembrare uno strumento per colpire chi crediamo colpevole, a prescindere dalle prove, dalle sentenze e dalle regole costituzionali basate sulla <strong>presunzione di innocenza</strong>. La <strong>giustizia</strong> non è un mezzo per incastrare ricchi e potenti, sinonimo di peccatori e corruttori bensì rappresenta una garanzia, come barriera che ci difende tutti, senza distinzione, davanti alla <strong>legge</strong>.</p>
<p>Da <strong>tangentopoli</strong>, in termini di rapporto tra <strong>potere giudiziario</strong> e <strong>politico</strong>, sono successe molte cose. Tanti governi hanno provato senza successo a riformare la <strong>giustizia</strong>. Sono state fatte solo piccole &#8220;leggine&#8221;, la cui validità è stata abbastanza discutibile. Tanti sono stati i cittadini (non solo politici) ingiustamente perseguiti e mai ricompensati. Tanti i leader (anche politici) attaccati dal braccio armato della <strong>magistratura</strong>. Tanti sono stati i politici che sono rimasti zitti e che hanno strumentalizzato il tema <strong>giustizia</strong> per il proprio tornaconto. Tanti sono stati i <strong>Pm</strong> di prestigio e valore denigrati da colleghi avidi di carriera e mediaticità.</p>
<p>Ora siamo giunti ad un limite. Ad un confine che una volta superato difficilmente ci riporterà indietro. Nel silenzio assordante nel quale giace l&#8217;<strong>opinione pubblica</strong> c&#8217;è solo una voce che ha il dovere di farsi sentire forte e chiara: quella del Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>. È lui l&#8217;unico argine a questa deriva politica, giudiziaria e mediatica. Dobbiamo sperare che sappia distinguersi da coloro che negli ultimi anni, a destra, a sinistra e tra i 5 stelle, hanno dato il colpo di grazia al nostro <strong>Stato di Diritto</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-186251 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-01-17-alle-01.14.10.png" alt="Prescrizione, la dimostrazione di quanto lo Stato di Diritto abbia poca importanza" width="650" height="370" /></p>
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		<title>Antonio, malato e chiuso in cella. Ioia: &#8220;La sanità in carcere è una tragedia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 17:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La moglie di Antonio mi ha contattato per segnalarmi le gravi condizioni del marito. Per me, purtroppo, non è una novità. Sono tantissime le segnalazioni che ricevo in merito ai casi di mala sanità che avvengono dentro le carceri&#8220;, a parlare è Pietro Ioia, ex detenuto ed attivista per i diritti delle persone private della libertà. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/07/antonio-malato-e-chiuso-in-cella-ioia-la-sanita-in-carcere-e-una-tragedia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Antonio, malato e chiuso in cella. Ioia: &#8220;La sanità in carcere è una tragedia&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La moglie di Antonio mi ha contattato per segnalarmi le gravi condizioni del marito. Per me, purtroppo, non è una novità. Sono tantissime le segnalazioni che ricevo in merito ai casi di mala sanità che avvengono dentro le carceri</em>&#8220;, a parlare è <strong>Pietro Ioia</strong>, ex detenuto ed attivista per i diritti delle persone private della libertà.</p>
<p>Il tema è la <strong>sanità penitenziaria</strong> argomento importante sul quale è sempre poca l&#8217;attenzione riservata da parte dei media. <strong>Antonio</strong>, 45 anni con moglie e 5 figli, è recluso presso il carcere di <strong>Caltanissetta</strong>. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/06/ha-un-male-alla-gola-ma-aspetta-ancora-la-tac-la-storia-di-antonio-abbandonato-in-una-cella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La sua storia</a> ha avuto inizio lo scorso anno quando ha subito un&#8217;operazione alla colonna vertebrale.</p>
<p>Poi, a gennaio, è scattato l&#8217;arresto e a settembre è giunta la brutta notizia: <strong>Antonio</strong> potrebbe essere affetto da un brutto male alla gola. In quei giorni era detenuto presso il reparto sanitario del carcere di <strong>Secondigliano</strong>. Il 45enne, da qualche giorno, ha iniziato una protesta culminata con lo sciopero della fame e della sete. L&#8217;obiettivo è quello di ottenere il permesso per sostenere i dovuti accertamenti medici.</p>
<p>Ad oggi, &#8220;a<em> Poggioreale c&#8217;è la situazione peggiore </em>&#8211; ci ha raccontato <strong>Ioia</strong> &#8211; <em>in quello che io chiamo &#8216;Mostro di Cemento&#8217; la sanità rappresenta un vero e proprio disastro</em>&#8220;. Ma non è solo un problema di mala sanità, secondo <strong>Ioia</strong>: &#8220;<em>Gli amministratori dei penitenziari non hanno risorse a sufficienza per gestire bene tutti i casi. Mancano soldi, strumenti e personale</em>&#8220;.</p>
<p>Il bollettino è tragico anche dal punto di vista delle strutture: &#8220;<em>Nell&#8217;Area Metropolitana di Napoli, dove ci sono 4 penitenziari </em>(Poggioreale, Secondigliano, Pozzuoli e Nisida, ndr) <em>esiste un solo reparto ospedaliero: il Padiglione Palermo presso l&#8217;ospedale Cardarelli. Per andarci devi praticamente essere in fin di vita visto i pochi posti disponibili. Tutti gli altri detenuti</em> &#8211; ha continuato <strong>Ioia</strong> &#8211;<em> che hanno bisogno di cure devono aspettare l&#8217;infinito per poter essere trasportati presso un nosocomio. E in quel caso c&#8217;è bisogno della scorta e del personale che possa piantonare il detenuto ricoverato</em>&#8220;.</p>
<p>Questo contesto, in contrasto con due diritti fondamentali garantiti dalla <strong>Costituzione italiana</strong> (quello alla salute e l&#8217;articolo 27), rende anche difficile e più impegnativo il lavoro degli agenti della <strong>Polizia Penitenziaria</strong>: &#8220;<em>Già soffriamo la piaga del sovraffollamento. Già siamo in pochi, rispetto a quanti agenti dovrebbero esserci in un carcere. Da molti anni dobbiamo gestire anche situazioni riguardanti la sanità</em>&#8220;, ha affermato <strong>Ciro Auricchio</strong>, Segretario regionale dell&#8217;<em>Unione Sindacato Polizia Penitenziaria </em>(<strong>USPP</strong>).</p>
<p>Secondo la relazione presentata lo scorso anno dalla <strong>Simspe </strong>(onlus <em>Sanità Penitenziaria</em>), contenuta in un rapporto redatto e inviato alla <em>Corte dei Diritti dell&#8217;Uomo </em>(<strong>CEDU</strong>) dal <strong>Partito Radicale</strong>, ci sono alcuni dati davvero allarmanti: &#8220;<em>Il 60-70% dei detenuti soffre di patologie psicologiche oltre che fisiche. Spesso l&#8217;una è una conseguenza dell&#8217;altra. Sono diversi i fattori che incidono su questa drammatica situazione. Ma le conseguenze</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Luciano Lucania</strong> Presidente della <strong>Simspe Onlus</strong> &#8211; <em>possono anche essere quelle di comportamenti violenti e autolesionistici. Senza contare la piaga delle malattie infettive: dal 30% al 38% dei detenuti ha gli anticorpi del virus dell&#8217;epatite C, di questi il 70% ha il virus attivo. Un detenuto su tre, circa 25 30mila carcerati, avrebbe bisogno di essere curato con nuovi e specifici farmaci</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-180548 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ioiamalasanitàcarceri.jpg" alt="Antonio, malato e chiuso in cella. Ioia: &quot;La sanità in carcere è una tragedia&quot;" width="650" height="355" /></p>
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		<title>Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 17:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un detenuto campano C.B. 35 anni e recluso a Cosenza non ha avuto la possibilità di poter assistere il padre prima che egli morisse. Il caso è stato denunciato dal Garante per i diritti dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello e dall&#8217;avvocato Enzo Quintieri. Il 35enne aveva fatto richiesta tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza in Calabria di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/05/gli-impediscono-di-salutare-il-padre-in-fin-di-vita-perche-detenuto-la-denuncia-dal-carcere/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un detenuto campano <strong>C.B. </strong>35 anni e recluso a <strong>Cosenza</strong> non ha avuto la possibilità di poter assistere il padre prima che egli morisse. Il caso è stato denunciato dal Garante per i diritti dei detenuti della Campania <strong>Samuele Ciambriello</strong> e dall&#8217;avvocato <strong>Enzo Quintieri</strong>.</p>
<p>Il 35enne aveva fatto richiesta tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza in Calabria di poter ottenere un permesso premio per assistere il padre malato a <strong>Napoli</strong>. L&#8217;autorità giudiziaria ha accettato il volere del giovane trasferendolo presso il <strong>carcere di Scondigliano</strong>.</p>
<p>Una volta giunto presso il penitenziario partenopeo è iniziato l&#8217;incubo. Infatti <strong>C.B.</strong> per motivi burocratici e a causa di un&#8217;ostica opposizione del <em>Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria</em> (<strong>Dap</strong>), non è riuscito ad incontrare il genitore.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo è poi deceduto. La notizia della morte del padre è giunta a <strong>C.B.</strong> mentre egli era ancora presso il <strong>carcere di Secondigliano</strong>. Il 35enne è riuscito soltanto a partecipare ai funerali. Inutili le sollecitazioni del suo avvocato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176138 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-11-05-alle-18.58.16.png" alt="Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere" width="650" height="411" /></p>
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		<title>Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/congresso-del-partito-radicale-roberto-fico-a-napoli-per-discutere-di-detenzione-minorile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 15:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
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		<category><![CDATA[congresso italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 9 Congresso degli Iscritti Italiani al Partito Radicale c&#8217;è stata una tavola rotonda sul tema della detenzione minorile. Quanto il carcere può servire ai minorenni, colpevoli di reato, ad essere riabilitati e reinseriti in società? Ad ascoltare il confronto il Presidente della Camera Roberto Fico. A parlarne il Garante per i detenuti della regione [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/congresso-del-partito-radicale-roberto-fico-a-napoli-per-discutere-di-detenzione-minorile/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/congresso-del-partito-radicale-roberto-fico-a-napoli-per-discutere-di-detenzione-minorile/">Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del <em><strong>9 Congresso degli Iscritti Italiani al Partito Radicale</strong></em> c&#8217;è stata una tavola rotonda sul tema della detenzione minorile. Quanto il carcere può servire ai minorenni, colpevoli di reato, ad essere riabilitati e reinseriti in società? Ad ascoltare il confronto il Presidente della Camera <strong>Roberto Fico</strong>.</p>
<p>A parlarne il Garante per i detenuti della regione Piemonte <strong>Bruno Mellone</strong>, il membro del Consiglio generale del Partito Radicale <strong>Don Ettore Cannavera</strong>, la docente di pedagogia presso l&#8217;Università Parthenope di Napoli <strong>Maria Luisa Iavarone</strong>, la Tesoriera del Partito Radicale <strong>Irene Testa</strong>, l&#8217;esponente dell&#8217;Associazione Jonathan <strong>Vincenzo Morgera</strong> e il Presidente della Fondazione Premio Napoli <strong>Domenico Ciruzzi</strong>. A moderare il dibattito il giornalista de <em>Il Mattino</em>, <strong>Gigi Di Fiore</strong>.</p>
<p>La kermesse radicale si è svolta nel cuore di <strong>Napoli</strong>. La sede scelta dalla dirigenza del Partito è stata la <em><strong>Fondazione Foqus</strong></em>, struttura ludica e pedagogica sita nei <strong>Quartieri Spagnoli</strong> e gestita dall&#8217;ex Assesore &#8220;bassoliniano&#8221; <strong>Rachele Furfaro</strong>. La <i>liaison</i> tra quest&#8217;ultima è il <strong>Partito Radicale</strong> è nata dopo il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/09/17/congresso-italiano-dei-radicali-la-gaffe-del-prete-integralista-che-ha-vietato-il-congresso-al-partito-degli-ultimi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">veto posto dal parroco della basilica di <strong>San Giovanni Maggiore</strong></a> alla possibilità di svolgere in chiesa il Congresso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175714 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/73325570_416162122617390_700895240587837440_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175715 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/73388569_1352731331555539_2215260980709949440_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="341" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175716 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74566922_952151038483838_2501673189831081984_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175717 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74573702_2348727761902530_1554332794518241280_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175718 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74849928_952171898496402_1468613167209775104_n-1-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175719 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75233657_562684884496874_3281597950379163648_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175720 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75315989_522162168633351_4827582402215804928_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175721 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75446479_553235422092260_4301217852100182016_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175731 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/73295644_1222927574558974_4656928941930446848_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Redicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175733 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75233802_2152023905094282_7500965713071308800_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Redicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175739 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/72746111_410602226303051_767431946224533504_n.jpg" alt="Congresso iscritti Italiani Partito Radicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175746 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74230446_2552380841508251_8009442085176344576_n.jpg" alt="Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile" width="650" height="488" /></p>
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		<title>Nasce a Napoli il Garante per i diritti dei detenuti, l&#8217;assessore: &#8220;Rispettiamo i diritti di tutti&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/06/26/nasce-a-napoli-il-garante-per-i-diritti-dei-detenuti-lassessore-rispettiamo-i-diritti-di-tutti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Fasanaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2019 09:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la seduta del consiglio comunale tenutasi ieri è stata approvata la delibera dell&#8217;Assessore alle Politiche Sociali Roberta Gaeta, per l&#8217;introduzione della figura del Garante dei diritti dei detenuti. &#8220;Presto sarà possibile procedere alla nomina della figura del Garante &#8211; ha commentato l&#8217;Assessore &#8211; un Paese veramente civile è quello teso a tutelare e far [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la seduta del consiglio comunale tenutasi ieri è stata approvata la delibera dell&#8217;Assessore alle Politiche Sociali <strong>Roberta Gaeta</strong>, per l&#8217;introduzione della figura del <em>Garante dei diritti dei detenuti</em>. &#8220;<em>Presto sarà possibile procedere alla nomina della figura del Garante</em> &#8211; ha commentato l&#8217;Assessore &#8211; <em>un Paese veramente civile è quello teso a tutelare e far rispettare i diritti inalienabili di ogni uomo, compresi quelli dei detenuti</em>&#8220;.</p>
<p>Nell&#8217;immaginario collettivo infatti il carcere è visto letteralmente come una &#8220;gabbia&#8221;, un luogo in cui il detenuto è pressoché isolato dal mondo intero; secondo l&#8217;<strong>articolo 27 della Costituzione Italiana</strong>, tuttavia, &#8220;<em>le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>I valori di uguaglianza e solidarietà guidano l&#8217;azione amministrativa, e il Comune di Napoli con l&#8217;istituzione del Garante per i diritti dei detenuti vuole dare seguito proprio alla Carta Costituzionale</em> &#8211; ha aggiunto <strong>Gaeta</strong> &#8211; <em>individuando così una figura che possa contribuire alla salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone incarcerate, garantendone la dignità ed eliminando ogni forma di marginalità sociale</em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-25-38.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-149097 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-25-38.jpg" alt="Caos carceri, lo Stato non può sottovalutare l'inferno di Poggioreale" width="650" height="397" /></a></p>
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		<title>Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/01/09/carceri-la-guerra-tra-poveri-che-non-cambiera-il-sistema/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 16:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di poggioreale]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[matteo garrone]]></category>
		<category><![CDATA[nivea]]></category>
		<category><![CDATA[pietro ioia]]></category>
		<category><![CDATA[polizia penitenziaria]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato Pietro Ioia attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della Polizia penitenziaria, il regista Matteo Garrone e il Ministero della Giustizia. Il motivo? Garrone sta girando un film a Napoli dal titolo &#8220;Nivea&#8221; che tratterà anche il tema della vita [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato <strong>Pietro Ioia</strong> attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della <strong>Polizia penitenziaria</strong>, il regista <strong>Matteo Garrone</strong> e il <strong>Ministero della Giustizia</strong>.</p>
<p>Il motivo? <strong>Garrone</strong> sta girando un film a <strong>Napoli</strong> dal titolo &#8220;<em>Nivea</em>&#8221; che tratterà anche il tema della vita in carcere. Una piccola parte sarà interpretata proprio da <strong>Ioia</strong> che da ex detenuto, ironia della sorte, vestirà la divisa di un agente della <strong>polizia penitenziaria</strong>.</p>
<p>Immediata la reazione del <em>Sindacato autonomo della polizia penitenziaria</em> (<strong>Sappe</strong>) e del <em>Sindacato polizia penitenziaria </em>(<strong>Spp</strong>): &#8220;<em>Mentre un narcotrafficante fa l&#8217;attore a Napoli con la divisa della polizia penitenziaria, non sarebbe mai successo che per interpretare il maresciallo Rocca dei carabinieri venisse scelto nemmeno un ladruncolo qualsiasi. Abbiamo toccato il fondo a testimonianza che il nostro corpo, per effetto di scelte politiche e provvedimenti del Dap e del ministro della giustizia, è considerato di serie z. Da domani, a partire dalle carceri di Abruzzo e Molise, prenderà il via una mobilitazione del sindacato senza precedenti con un tour e sit-in davanti ai principali istituti di pena del paese. Ci fa semplicemente sorridere il tentativo di recuperare credibilità messo in atto dal ministro Bonafede. Rispetto a questa situazione che vede gli agenti di polizia penitenziaria fare le comparse e i detenuti gli attori, noi diciamo basta e chiamiamo i colleghi alla mobilitazione per rifiutare il ruolo di vittima di detenuti-carnefici. Un sussulto di dignità che dobbiamo anche per la memoria di tanti colleghi che si sono tolti la vita non reggendo lo stress di condizioni di lavoro e di vita di gran lunga peggiori dei carcerati. Siamo convinti che a furia di dire bugie e di fare promesse, solo perché il carcere non rientra nel cosiddetto &#8216;contratto di programma&#8217; tra Lega e Movimento 5 stelle, questi atteggiamenti si ritorceranno come un boomerang contro chi li pratica nel disprezzo dell&#8217;impegno, del sacrificio di migliaia di lavoratori in divisa</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Aldo Di Giacomo</strong>, segretario generale del <strong>Spp</strong>.</p>
<p>Non si è fatta attendere la risposta di <strong>Ioia</strong>: &#8220;<em>Le mie lotte di civiltà e il rispetto per il diritto non vogliono essere spunti per provocare guerre fra poveri, detenuti e guardie penitenziarie. Non ho avuto pregiudizio nell&#8217;indossare la vostra uniforme. Chi la infanga è chi usa violenza per imporla e non per chi denuncia gli abusi. Chi denuncia, delegando alla giustizia il compito di stabilire ciò che è giusto o illecito, dimostra senso civile</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto dagli uffici di <strong>via Arenula</strong>, sede del Ministero di Grazia e Giustizia, sembrerebbe che il Ministro <strong>Alfonso Bonafede</strong> non abbia dato molto interesse alla questione e dai suoi collaboratori sarebbe trapelata questa affermazione: &#8220;<em>Ci occupiamo di giustizia e non di casting</em>&#8220;.</p>
<p>Ecco, tutta la questione è davvero paradossale. In un paese in cui il <strong>sistema giustizia</strong> è al collasso, i processi durano anni e molti di essi non giungono a sentenza, dove le carceri esplodono e al loro interno sono calpestati i diritti umani, dove il potere giudiziario è molto forte e spesso supplente a quello politico, ci siamo trovati di fronte ad una querelle del genere a causa di un film.</p>
<p>Ed è davvero assurdo che a litigare siano le vittime di questo sistema inefficiente e inefficace, ovvero i detenuti (ex, in questo caso per <strong>Ioia</strong>) e gli agenti della <strong>Polizia penitenziaria</strong>. Mentre chi dovrebbe fornire una soluzione, ovvero la politica &#8211; quindi l&#8217;attuale esecutivo &#8211; non solo ha dimostrato una sorta di indifferenza ma si è soltanto impegnata a varare leggi che hanno aumentano e inasprito le pene, che hanno stravolto in peggio il principio della prescrizione e che come obiettivo futuro si è posto quello di costruire più carceri (senza considerare che nel fatidico &#8220;<em>contratto</em>&#8221; di governo, delle carceri, non si parla neppure).</p>
<p>Dunque, il vero dramma è proprio questo. Sarebbe necessario che l&#8217;intera comunità penitenziaria ne prenda coscienza e tutta unita si rivolga agli esponenti del governo <em>giallo </em>&#8211; <em>verde </em>affinché le cose cambino sul serio. Del resto i dati parlano chiaro e si basano su studi compiuti dai migliori studiosi del mondo: un sistema penale più leggero, una giustizia che funzioni (garantendo la certezza della pena e del diritto), un carcere efficace e che realmente punti alla riabilitazione del detenuto, fanno risparmiare soldi e risorse contribuendo alla diminuzione della recidiva. Un bene per la società intera, aspetti che anche i media dovrebbero spiegare all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Non è un caso che questi sono stati i pilastri dell&#8217;ultima <strong>riforma della giustizia</strong> varata da <strong>Donald Trump</strong> e accettata in modo bipartisan dagli esponenti politici americani. Un esempio di civiltà e ragionevolezza che purtroppo è arrivato, come troppe volte accade, da un altro paese. Non siamo neanche più in grado di prendere spunto da ciò che di meglio sta accadendo nel resto del mondo.</p>
<figure id="attachment_144958" aria-describedby="caption-attachment-144958" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-144958 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/carceriioiabonafedeoliziapenitenziaria.jpg" alt="Carceri, la &quot;guerra tra poveri&quot; che non cambierà il sistema" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-144958" class="wp-caption-text">Nei riquadri, da sinistra, in alto Pietro Ioia e in basso il ministro Alfonso Bonafede. A destra i simboli del Sappe e del Spp</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/01/09/carceri-la-guerra-tra-poveri-che-non-cambiera-il-sistema/">Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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