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	<title>giovanni melillo Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Nov 2022 19:02:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>giovanni melillo Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Zagaria tenta il suicidio, la Procura: &#8220;Valutiamo la rilevanza penale del gesto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 16:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni melillo]]></category>
		<category><![CDATA[michele zagaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha provato a soffocarsi con il cavo del telefono mentre era in collegamento con il Tribunale di Napoli. Michele Zagaria, ex super boss del clan dei Casalesi, è attualmente detenuto al regime del 41bis presso il carcere milanese di Opera. Nelle aule giudiziarie del capoluogo partenopeo è in corso il processo nel quale &#8216;Capa storita è [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/15/michele-zagaria-tenta-suicidio-aula-ludienza-tribunale/" target="_blank" rel="noopener">Ha provato a soffocarsi</a> con il cavo del telefono mentre era in collegamento con il Tribunale di Napoli. <strong>Michele Zagaria</strong>, ex super boss del<strong> clan dei Casalesi</strong>, è attualmente detenuto al regime del 41bis presso il carcere milanese di <em>Opera</em>. Nelle aule giudiziarie del capoluogo partenopeo è in corso il processo nel quale &#8216;<em>Capa storita</em> è imputato per duplice omicidio: quello di <strong>Antonio Bamundo</strong> e <strong>Michele Iovine</strong>.</p>
<p>Il folle gesto commesso da <strong>Zagaria</strong> sarebbe stato commesso per protesta. Infatti appena il Presidente del collegio giudicante, il giudice della quarta corte d&#8217;assise <strong>Giuseppe Provitera</strong>, ha dato la parola a &#8216;<em>Capa storta</em>, quest&#8217;ultimo ha iniziato ad inveire contro la <em>Rai </em>in merito alla vicenda che riguarda la fiction &#8220;<em><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/08/sotto-copertura-marilena-natale-contesta-la-fiction-su-michele-zagaria/" target="_blank" rel="noopener">Sotto copertura</a></em>&#8220;. Infatti Zagaria ha chiesto ai suoi legali di fare causa alla produzione della mini serie per diffamazione. L&#8217;eventuale risarcimento per danno di immagine, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/13/uno-dei-boss-piu-pericolosi-della-camorra-michele-zagaria-ragione/" target="_blank" rel="noopener">sono stati chiesti 100mila euro</a>, sarà devoluto in beneficenza. A quel punto Provitera, rivolgendosi all&#8217;ex capo clan, gli ha detto: &#8220;<em>D&#8217;accordo ma ora non abbiamo bisogno di fare un&#8217;altra fiction in quest&#8217;aula</em>&#8220;. Queste parole del Giudice avrebbero scatenato la rabbia del boss.</p>
<p>Dopo quest&#8217;azione di <strong>Zagaria</strong> che ha costretto il Giudice a sospendere l&#8217;udienza, mentre &#8216;<em>Capa storta</em> è stato ricoverato presso l&#8217;infermeria del carcere. In merito alla vicenda la <strong>Procura di Napoli</strong> ha diramato un comunicato. Al suo interno vi è scritto che la magistratura inquirente &#8220;<em>valuterà la rilevanza penale della condotta tenuta da Michele Zagaria</em>&#8220;. A questo punto sorge il dubbio: se l&#8217;autorità giudiziaria sta indagando sul gesto di &#8216;<em>Capa storta</em>, vuol dire che per i Pm l&#8217;azione di Zagaria non è stata motivata da un&#8217;iniziativa di protesta o disagio. Forse il boss detenuto avrà voluto mandare un messaggio verso l&#8217;esterno?</p>
<p><strong>Michele Zagaria</strong> è stato arrestato a dicembre del 2011 dopo 16 anni di latitanza <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/24/bunker-michele-zagaria-casapesenna-ingegneria-davanguardia-boss-dei-casalesi/" target="_blank" rel="noopener">scovato in un super bunker a <strong>Casapesenna</strong></a> in <strong>Provincia di Caserta</strong>. A coordinare le operazioni, l’allora <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/07/le-immagini-della-cattura-di-zagaria-lepilogo-della-sfida-tra-pisani-e-il-boss/" target="_blank" rel="noopener">Ispettore <strong>Vittorio Pisani</strong></a>.</p>
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		<title>Eletto il nuovo Procuratore di Napoli: è Giovanni Melillo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 15:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cafiero de raho]]></category>
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		<category><![CDATA[giovanni melillo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un elezione finita all&#8217;ultimo voto e che è terminata come se fosse stata un lungo parto. Alla fine, dopo mesi di travaglio, Giovanni Melillo è il nuovo Procuratore capo della Procura di Napoli. Battuto Cafiero de Raho per 5 voti. Ma il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) in merito a questa decisione ha manifestato tutte le sue divisioni interne. 14 [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un elezione finita all&#8217;ultimo voto e che è terminata come se fosse stata un lungo parto. Alla fine, dopo mesi di travaglio, <strong>Giovanni Melillo</strong> è il nuovo Procuratore capo della Procura di <strong>Napoli</strong>. Battuto <strong>Cafiero de Raho</strong> per 5 voti. Ma il <strong>CSM </strong>(<em>Consiglio Superiore della Magistratura</em>) in merito a questa decisione ha manifestato tutte le sue divisioni interne.</p>
<p>14 voti all&#8217;ex capo di gabinetto del Ministro Andrea Orlando e 9 all&#8217;attuale Procuratore di Reggio Calabria. Dopo 8 ore di seduta, durante le quali si era corso il rischio di avere un ulteriore e ridicolo rinvio della nomina, è arrivato il tanto atteso esito: per <strong>Melillo</strong> hanno votato i laici (ad eccezione di Alessio Zaccaria indicato dal M5S che si è astenuto), il primo presidente e il Pg della Cassazione, il togato di Magistratura Indipendente Claudio Galoppi e cinque<br />
su sette consiglieri di Area. Invece, non ha partecipato al voto il vicepresidente del CSM Giovanni Legnini. Per <strong>Cafiero</strong> tutti i consiglieri di Unicost e quelli di MI e gli altri due di Area.</p>
<p><strong>Giovanni Canzio</strong>, primo Presidente della Corte di Cassazione, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni che hanno avuto l&#8217;obiettivo di stemperare gli animi e i malumori (soprattutto mediatici) che hanno avvolto il <strong>CSM</strong>: <em>&#8220;Basta a fatwa interna e a tentativi di delegittimazione di magistrati che decidono di contribuire al buon funzionamento dello Stato, si parla di bagno giurisdizionale dopo le esperienze fuori ruolo, ma andassero al bagno quelli che si arruolano e si avvicinano alla politica rimanendo in magistratura&#8221;. </em></p>
<p>Nella relazione di <strong>Valerio Fracassi</strong> e <strong>Paola Balducci</strong> a sostegno di <strong>Melillo</strong>, il nuovo Procuratore capo è così definito: &#8220;<em>Il magistrato più idoneo per attitudini e merito, al conferimento dell&#8217;ufficio messo a concorso» per l&#8217;altissimo «grado di conoscenze e di capacità organizzative</em>&#8220;. Ma a molti la sua nomina non è piaciuta: &#8220;<em>Una zona d&#8217;ombra c&#8217;è su questa consiliatura del Csm se viene preferito Melillo</em>&#8220;, ha addirittura dichiarato <strong>Luca Forteleoni</strong> evidentemente deluso dall&#8217;esito dell&#8217;elezione.</p>
<p>Ha invece affermato, il vicepresidente del CSM <strong>Giovanni Legnini</strong>: &#8220;<em>Si è trattato di una discussione lunga e complessa che ha occupato l&#8217;intera giornata e che ha consentito di produrre un confronto approfondito ma corretto anche se a tratti aspro. Nell&#8217;esercizio della mia funzione avverto il dovere di sottolineare due aspetti di questo percorso decisionale così difficile e serrato. Il confronto si è svolto in assoluta libertà e senza alcun condizionamento interno ed esterno; e ugualmente avverrà per il voto che tra qualche istante sarà espresso. La Procura più difficile del Paese avrà oggi finalmente un nuovo Capo, certamente autorevole, indipendente e legittimato da un voto consapevole del Plenum del Consiglio, chiunque sarà il candidato che prevarrà. Si tratta infatti di due tra i migliori magistrati requirenti di cui l&#8217;Ordine giudiziario dispone. Proprio il confronto serrato che si è svolto consente di affermare che i cinque mesi di vacanza, certo troppo lunghi, sono stati utilizzati dagli Organi consiliari per far sì che la scelta infine compiuta con un voto pubblico e responsabile fosse la più possibile consapevole e meditata. In questi cinque mesi, peraltro, il Procuratore Aggiunto Vicario dott. Fragliasso, in condizioni molto difficili, ha ottimamente assicurato la conduzione di quell&#8217;importante e complesso Ufficio, quello più grande d&#8217;Italia per numero di magistrati e più complesso e delicato per i procedimenti che lì vengono trattati. Al dott. Fragliasso va il mio più sentito ringraziamento e quello dell&#8217;intero Plenum</em>&#8221;</p>
<figure id="attachment_77955" aria-describedby="caption-attachment-77955" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-77955" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/comboPol-kUqC-U43340385433224UdF-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-300x224-1.jpg" alt="Eletto il nuovo Procuratore di Napoli: è Giovanni Melillo" width="300" height="224" /><figcaption id="caption-attachment-77955" class="wp-caption-text">Da sinistra, Cafiero de Raho e Giovanni Melillo</figcaption></figure>
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		<title>&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 14:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il docufilm che denuncia la disumanità dell&#8217;ergastolo ostativo arriva anche a Napoli, dopo essere stato al red carpet dei festival del cinema di Venezia e Roma. Stavolta ad ospitare la proiezione della pellicola girata da Ambrogio Crespi, è il carcere di Secondigliano. Il tour per le case circondariali, promosso dallo stesso regista con Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale, [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/20/spes-contra-spem-docufilm-lergastolo-presentato-al-carcere-secondigliano/">&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il docufilm contro l&#8217;ergastolo presentato al carcere di Secondigliano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il docufilm che denuncia la disumanità dell&#8217;ergastolo ostativo arriva anche a <strong>Napoli</strong>, dopo essere stato al <em>red carpet </em>dei festival del cinema di Venezia e Roma. Stavolta ad ospitare la proiezione della pellicola girata da <strong>Ambrogio Crespi</strong>, è il carcere di <strong>Secondigliano</strong>. Il tour per le case circondariali, promosso dallo stesso regista con <strong>Nessuno Tocchi Caino</strong><em> </em>e il <strong>Partito Radicale</strong>, arriva anche nel capoluogo partenopeo.</p>
<p><em><strong>Sper contra spem</strong></em> è una frase pronunciata dall&#8217;apostolo Paolo di Tarsio, riportata in una sua <em>Lettera ai Romani</em> e che riprende una vicenda riguardante Abramo e la sua fede. Il <em>non avere </em><em>speranza</em> ma <em><strong>essere speranza</strong></em> è l&#8217;interpretazione data da <strong>Marco Pannella</strong> che da sempre ha associato a questo concetto le vite dei detenuti condannati a non uscire mai più di prigione. Una pena di morte mascherata palesemente in contrasto con ciò che afferma l&#8217;articolo 27 della nostra <strong>Costituzione</strong>: &#8220;<em>La responsabilità penale è personale. L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. <strong>Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato</strong>. Non è ammessa la pena di morte</em>&#8220;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-35453" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Spem-contra-spem.jpg" alt="&quot;Spes contra Spem&quot;, il docufilm contro l'ergastolo presentato al carcere di Secondigliano" width="768" height="960" /></p>
<p>Il docufilm racconta le vicende di alcuni detenuti reclusi presso il carcere di massima sicurezza di <strong>Opera</strong> a <strong>Milano</strong>. I protagonisti sono in galera da almeno 15 &#8211; 20 anni, di cui diversi passati in isolamento (23 ore su 24 da trascorrere in cella) e molti di essi non usciranno più perché condannati all&#8217;<strong>ergastolo ostativo</strong>.</p>
<p>Le loro storie sono tristi, delle vere e proprie tragedie narrate con forza, spontaneità e grande emotività. Volti segnati da un passato burrascoso ma da un presente apparentemente sereno. Il carcere come espiazione che ha permesso un lavoro introspettivo enorme. Lo scopo raggiunto di far conoscere a queste persone se stessi, cercando di comprendere il proprio trascorso rispetto alla situazione attuale di detenzione.</p>
<p>Il carcere non esce mortificato da <em>Spes contra Spem</em>, anzi diventa necessario nel momento in cui è chiaro che se &#8220;<em>Non capisci agisci&#8221; </em>o se ti rendi contro che &#8220;<em>L&#8217;autocoscienza è il tuo tribunale più severo</em>&#8220;. Comprendere che &#8220;<em>La vita è diversa dall&#8217;esistenza. Sono concetti che non sono uguali. La vita è una e bisogna, appunto, approfittarne e viverla</em>&#8220;. Vite ed esistenze distrutte ma che attraverso il dialogo introspettivo e il confronto con gli altri, provano a ricucire se stesse ed a dare un senso agli anni che restano.</p>
<p>Qui entra in gioco il concetto di sopravvivenza e dell&#8217;<strong>essere speranza</strong>, &#8220;<em>Io sono contento di essere qui, se non fossi in galera magari mio figlio sarebbe morto o in carcere anche lui</em>&#8220;, oppure, &#8220;<em>Quando uno dei miei figli è entrato in cella mentre l&#8217;altro, l&#8217;unica brava persona della famiglia, è morto per un incidente stradale, ho capito che dovevo dare alla mia vita una direzione diversa</em>&#8220;. I detenuti che si <em>confessano</em> esprimono tutto il loro senso di responsabilità per quello che hanno commesso ma non rinnegano la denuncia della barbarie rappresentato dall&#8217;ergastolo ostativo: &#8220;<em>Che speranza si può avere nell&#8217;andare fuori di qui? Non è possibile, quindi o ti uccidi o vai avanti per inerzia. Sopravvivi solo per dare speranza alla tua famiglia, ai tuoi figli, a tua moglie, a tua madre. A rendere più sopportabile le loro umiliazioni</em>&#8220;. Ci sono però anche coloro che possono usufruire di permessi premio e che vengono sfruttati per il sociale, &#8220;<em>Io amo andare nelle scuole per portare la mia esperienza. Istituti in quartieri a rischio come il mio. Se solo riuscirò a salvare almeno uno di quei ragazzi dalla strada presa da me in passato, vuol dire che la mia vita ha avuto un senso. Questa è la mia speranza</em>&#8220;.</p>
<p>Alle voci dei detenuti si associano quelle degli ufficiali e del personale della Polizia Penitenziaria che dimostrano come &#8220;<em>Il carcere sia un&#8217;unica comunità che coinvolge, non solo i detenuti, ma anche le guardie, gli ispettori, i cappellani e tutti coloro che lavorano e vivono in questa realtà&#8221;</em>, afferma <strong>Sergio D&#8217;Elia</strong> segretario dell&#8217;associazione <strong>Nessuno Tocchi Caino</strong>. Il grido è &#8220;<em>Dare una possibilità a chi è cambiato dopo anni di detenzione e può dimostrare che nessuno nasce buono o cattivo in assoluto ma che spesso le condizioni della vita ci costringono a deviare. Non è una giustificazione per ciò che si commette ma lo Stato ha il dovere di dare un&#8217;altra chance alle vite di queste persone</em>&#8220;.</p>
<p>Su tutte risuona come un fulmine la dichiarazione di <strong>Santi Consolo</strong>, presidente del <strong>DAP</strong> (<strong>Dipartimento Amministrazione Penitenziaria</strong>) ed ex magistrato e giudice della Corte d&#8217;Assise: &#8220;<em>La Corte Costituzionale si è assopita sul tema. È necessario che urli la sua voce e dichiari incostituzionale l&#8217;ergastolo ostativo</em>&#8220;.</p>
<h3><strong>L&#8217;introduzione al docufilm del direttore del carcere Liberato Guerriero e gli interventi del filosofo Aldo Masullo, del capo di gabinetto del Ministro della Giustizia Giovanni Melillo e di Rita Bernardini della Presidenza del Partito Radicale, insieme al regista Ambrogio Crespi. Intervengono anche due detenuti della casa circondariale di Secondigliano. Presenta l&#8217;evento Sergio D&#8217;Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino</strong></h3>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/492099/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La proiezione della pellicola è stata eseguita nella palestra del carcere sotto la supervisione delle guardie penitenziarie che hanno svolto un lavoro davvero impeccabile. Di particolare rilievo l&#8217;intervento del filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>: &#8220;<em>È evidente, guardando i volti dei detenuti protagonisti del docufilm, il senso del tempo come grande scultore e quindi come simbolo di vita passata. Una serenità apparente che traspare dai visi dei detenuti ma che nasconde la tempesta interiore. Trovo molto significativo anche i contributi degli ufficiali della Polizia Penitenziaria. Il messaggio è chiaro: siamo nella stessa barca, ci unisce la quotidianità della vita in carcere ma ci divide un confine invisibile: quello della limitazione della libertà. Queste persone attraverso la solitudine acquisiscono il coraggio di dirsi le cose. I detenuti si avviano in questo modo alla salvezza di se stessi tramite la conquista della dignità. Nelle carceri non bisogna educare, non si deve essere padri ma fratelli. È necessario provocare delle reazioni che facciano scattare una volontà di ricerca che porti poi all&#8217;agire. È l&#8217;azione che rende persone gli individui. Questo può avvenire grazie alla funzione del lavoro in carcere. Infine, la spes è il proposito di cambiare ma agendo su se stessi affinché questo cambiamento arrivi. La speranza di vedere verificato un fatto, non la si ottiene con la sola probabilità che esso possa accadere. Credo sia importante che si costruisca una rete delle carceri nel paese e i detenuti, con la partecipazione in massa allo sciopero della fame in occasione della marcia per Marco Pannella e Papa Francesco, in favore dell&#8217;amnistia, avete dato un grande esempio in questo senso e soprattutto nel vedere riconosciuta la vostra valenza nell&#8217;acquisizione e messa in pratica di diritti civili altrimenti negati. Quindi liberate voi stessi per liberare gli altri</em>&#8220;.</p>
<p>È intervenuto in seguito il capo di gabinetto del Ministro della Giustizia <strong>Giovanni Melillo</strong>: &#8220;<em>Noi come istituzioni riteniamo che un film del genere vada promosso e proiettato soprattutto nelle scuole. Stiamo facendo molto per quanto riguardo la giustizia in Italia e i diritti dei detenuti. Gli Stati Generali dell&#8217;Esecuzione della Pena, sono un grande esempio di volontà politica di cambiare direzione rispetto al passato. So bene che la pena va, come afferma la Costituzione, umanizzata e per questo sono pronti 40 milioni da stanziare ogni anno come retribuzione per i detenuti impegnati in attività lavorative all&#8217;interno delle carceri</em>&#8220;.</p>
<p>Ha dichiarato <strong>Rita Bernardini</strong>, componente della Presidenza del Partito Radicale, &#8220;<em>Già il Papa ha abolito l&#8217;ergastolo nello Stato Vaticano. Come lui anche Barack Obama ha detto &#8211; se è accaduto a voi perché non a me &#8211; Noi come Partito Radicale possiamo solo dirvi che non molliamo, quindi anche voi non mollate e continueremo questa nostra battaglia così come ha fatto Marco Pannella, fino all&#8217;ultimo suo respiro. Abbiamo pronti dei libri con i contributi dei 18mila detenuti che hanno fatto con noi lo sciopero della fame. Li stamperemo e li regaleremo a Papa Francesco, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro Andrea Orlando</em>&#8220;.</p>
<p>A quel punto i detenuti si alzano in piedi e rompono il silenzio con un fragoroso applauso. Sarà stato un minuto che è sembrato infinito, a quel punto è tornato in mente un messaggio che <strong>Marco Pannella</strong> ha dedicato a <strong>Papa Francesco</strong> e messo per iscritto nella lettera inviata al Pontefice prima di andare in cielo: &#8220;<em>Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all&#8217;ultimo piano &#8211; vicino al cielo &#8211; per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano. Questa passione è il vento dello “Spirito” che muove il mondo. Lo vedo dalla mia piccola finestra con le piante impazzite che si muovono a questo vento e i gabbiani che lo accompagnano. In questo tempo non posso più uscire, ma ti sto accanto in tutte le uscite che fai tu. Un pensiero fisso mi accompagna ancora oggi: «Spes contra Spem”. Caro Papa Francesco, sono più avanti di te con gli anni, ma credo che anche tu ti trovi a dover vivere “spes contra spem”. Ti voglio bene davvero</em>&#8220;.</p>
<p>Queste parole aprono il docufilm e rendono omaggio all&#8217;uomo che più di tutti ha vissuto incarnando il significato di <strong><em>Spes contra Spem</em></strong>.</p>
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		<title>Procura di Napoli, in arrivo il nuovo Procuratore: in pole Federico Cafiero de Raho e Giovanni Melillo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 08:14:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) è impegnato a dirimere alcuni dei principali nodi riguardanti gli uffici giudiziari campani, a cominciare dalla nomina del nuovo procuratore di Napoli. Domani, con la scadenza del termine per presentare le candidature, parte infatti ufficialmente la corsa per la successione a Giovanni Colangelo che, in base alle norme presenti nel decreto legge approvato alla fine di agosto, andrà in pensione a febbraio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25088" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/o-COLANGELO-facebook.jpg" alt="Procura di Napoli, in arrivo il nuovo Procuratore: in pole Federico Cafiero de Raho e Giovanni Melillo" width="2000" height="1000" /></p>
<h3><strong>La fine del mandato di Colangelo: Cafiero de Raho o Melillo?</strong></h3>
<p>Come riportato da <em>La Repubblica</em>, la griglia definitiva degli aspiranti si conoscerà domani. Fra gli altri, potrebbero presentare la domanda il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, il capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giovanni Melillo, l’attuale vicario di Colangelo, Nunzio Fragliasso. Resta però da capire se e con quali modifiche il decreto legge di agosto sarà convertito dal Parlamento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25089" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ed54ee36-3141-48d9-ba65-3ec814c3d4e4_large.jpg" alt="Procura di Napoli, in arrivo il nuovo Procuratore: in pole Federico Cafiero de Raho e Giovanni Melillo" width="1280" height="720" /></p>
<h3><strong>Il Decreto Legge e l&#8217;età pensionabile per i Pm</strong></h3>
<p>Bisognerà vedere come sarà interpretata la modifica che eleva da tre a quattro anni il periodo di “legittimazione” dei candidati. Inoltre, una delle ipotesi al vaglio del legislatore è un’ulteriore modifica del regime di proroga dell’età pensionabile che potrebbe far slittare l’uscita di scena di Colangelo da febbraio a dicembre 2017.</p>
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