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	<title>clan sarno Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>clan sarno Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>&#8220;Faida flegrea&#8221;, alleanze e scissioni interne al clan: tre arresti per tre omicidi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 10:32:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 16 aprile 2019, su delega della Direzione distrettuale antimafia (D.D.A.) di Napoli che ha coordinato le relative investigazioni, i Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Napoli per tre omicidi &#8211; e reati in materia di armi &#8211; avvenuti nel 2008 a Pozzuoli e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>16 aprile 2019</strong>, su delega della <em>Direzione distrettuale antimafia</em> (<strong>D.D.A.</strong>) di <strong>Napoli</strong> che ha coordinato le relative investigazioni, i <strong>Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli</strong> hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal <strong>Tribunale di Napoli</strong> per tre omicidi &#8211; e reati in materia di armi &#8211; avvenuti nel<strong> 2008</strong> a <strong>Pozzuoli</strong> e vicino <strong>Quarto</strong> perpetrati nei confronti di due affiliati al <strong>clan Longobardi-Beneduce</strong> (<strong>Antonio Luongo</strong> e <strong>Procolo Pagliuca</strong>) e di un ex affiliato al <strong>clan Sarno</strong> (<strong>Mario Morgese</strong>).</p>
<p>Si tratta di omicidi avvenuti nel periodo in cui si era consolidata una solida alleanza tra alcuni esponenti apicali del <strong>clan Longobardi-Beneduce</strong>, quali i membri della famiglia <strong>Pagliuca </strong>&#8211; referente di <strong>Gennaro Longobardi </strong>&#8211; con esponenti del <strong>clan Sarno</strong> che in quel periodo stava stendendo la propria egemonia su altri territori, in contrapposizione con il <strong>clan Beneduce</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;ambito degli accordi presi tra le due compagini criminali vi era quello di fornire un supporto per gli agguati da compiere nei confronti di esponenti della fazione opposta: tra questi si inseriscono l&#8217;omicidio di <strong>Gennaro Perillo</strong>, storico esponente del clan flegreo, avvenuto nel <strong>febbraio 2008</strong> e il duplice omicidio di <strong>Michele Iacuaniello</strong> e <strong>Gennaro Di Bonito</strong>, fedelissimi di <strong>Gaetano Beneduce</strong>, avvenuto in data <strong>26 giugno 2008</strong>.</p>
<p>In relazione al duplice omicidio di <strong>Iacuaniello</strong> e <strong>Di Bonito</strong> era già stata emessa una prima misura cautelare nell&#8217;<strong>ottobre 2017</strong> a carico di <strong>Salvatore Pagliuca</strong>, <strong>Luca Palumbo</strong> e <strong>Mario Morgese</strong> &#8211; questi ultimi due appartenenti al <strong>clan Sarno</strong> &#8211; la cui posizione è attualmente il vaglio del <em>Giudice per l&#8217;udienza preliminare</em> (<strong>GUP</strong>) avendo gli imputati fatto richiesta di essere giudicati con le forme del rito abbreviato.</p>
<p>Le recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno consentito l’emissione del provvedimento cautelare nei confronti di <strong>Luongo</strong> quale esecutore materiale che, armato di mitraglietta, aveva colpito a morte con numerosi colpi le due vittime in pieno giorno, all&#8217;altezza dell’uscita <strong>Monteruscello Nord</strong> &#8211; bivio per <strong>Quarto</strong>.</p>
<p>Nei confronti di <strong>Luongo</strong> e di <strong>Procolo</strong> <strong>Pagliuca</strong>, figlio di <strong>Salvatore Pagliuca</strong> attualmente in esecuzione di pena per associazione camorristica e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, è stata emessa ordinanza anche per altro omicidio, quello di <strong>Perillo</strong>, vecchio affiliato alla criminalità puteolana, ucciso anch&#8217;egli nel <strong>2008</strong>.<br />
Questo delitto, avvenuto sempre in pieno giorno nella Villa Comunale del rione Toiano, costituì il primo fatto di sangue effetto dei nuovi assetti criminali formatesi nel 2007-2008.</p>
<figure id="attachment_156666" aria-describedby="caption-attachment-156666" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/longobardibeneducesarno.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-156666 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/longobardibeneducesarno.jpg" alt="&quot;Faida flegrea&quot;, alleanze e scissioni interne al clan: tre arresti per tre omicidi" width="650" height="365" /></a><figcaption id="caption-attachment-156666" class="wp-caption-text">Nei riquadri in alto a destra, da sinistra, Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce. In quelli a sinistra, dall&#8217;alto verso il basso, Antonio Luongo e Procolo &#8220;Lino&#8221; Pagliuca</figcaption></figure>
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		<title>Ponticelli, operazione della Polizia: i nomi degli arrestati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 19:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nati da una costola del clan Cuccaro di Barra e sviluppatasi sulle ceneri dello storico clan Sarno, il sodalizio dei De Micco &#8211; alias dei &#8220;Bodo&#8221; &#8211; dopo aver vinto la faida contro il clan D&#8217;Amico si sono imposti come i &#8220;padroni&#8221; di Ponticelli. Il momento clou della violenta guerra di camorra c&#8217;è stato con l&#8217;omicidio di Annunziata D&#8217;Amico avvenuto nel 2015. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nati da una costola del <strong>clan Cuccaro</strong> di <strong>Barra</strong> e sviluppatasi sulle ceneri dello storico <strong>clan Sarno</strong>, il sodalizio dei <strong>De Micco</strong> &#8211; alias dei &#8220;<em>Bodo</em>&#8221; &#8211; dopo aver vinto la faida contro il <strong>clan D&#8217;Amico</strong> si sono imposti come i &#8220;padroni&#8221; di <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/20/camorra-a-ponticelli-da-feudo-dei-sarno-alla-faida-tra-damico-e-de-micco/" target="_blank" rel="noopener">Ponticelli</a></strong>. Il momento clou della violenta guerra di camorra c&#8217;è stato con l&#8217;omicidio di <strong>Annunziata D&#8217;Amico</strong> avvenuto nel 2015. Questo agguato ha spianato la strada ai &#8220;<em>Bodo</em>&#8221; che col tempo hanno preso il controllo di quasi tutte le piazze di spaccio del quartiere (circa 50), compresa quella del <strong>Rione Conocal</strong>, ex fortino proprio dei D&#8217;Amico. Ma la forza dei <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/scacco-ai-padroni-di-ponticelli-smantellato-il-clan-de-micco-il-boss-sono-il-capo-perche-penso/" target="_blank" rel="noopener">De Micco</a> è rappresentata dalla loro violenza, strumento da sempre utilizzato per eliminare qualsiasi rivale o dissidente. Attraverso questa strategia del terrore, il sodalizio si è imposto nella gestione di tutte le attività illecite che sono proprie di questo territorio: dal traffico e spaccio di stupefacenti alle estorsioni. Inoltre gli investigatori sono riusciti a svelare la struttura gerarchica e organizzativa del clan.</p>
<p><strong>IL BLITZ- </strong>Gli agenti della <strong>Squadra Mobile</strong> di Napoli, guidati dal primo dirigente <strong>Luigi Rinella</strong> e dal vicequestore Mario Grassia (sezione omicidi), hanno <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/blitz-a-ponticelli-contro-il-clan-de-micco-23-gli-arresti/" target="_blank" rel="noopener">smantellato nella notte del 28 novembre il <strong>clan De Micco</strong> di Ponticelli</a>, soprannominati anche “<strong>Bodo</strong>” per via del tatuaggio nato dal nome di un cartone animato. Sono 23 gli arresti eseguiti dai poliziotti al termine delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Di questi, 22 sono finiti in carcere mentre ai domiciliari è finito un collaboratore di giustizia. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, ricettazione e incendio, con l’aggravante del metodo mafioso prevista dall’articolo 7. Con le manette ai polsi anche il boss <strong>Luigi De Micco</strong>, capo dell&#8217;omonimo clan e fratello maggiore di <strong>Marco e Salvatore De Micco</strong>, arrestati negli anni passati. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/10/agguato-al-capoclan-di-ponticelli-colpiti-due-uomini/" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;ex reggente del sodalizio è scampato ad un agguato lo scorso anno</a>.</p>
<p><strong>L&#8217;AGGUATO MORTALE A SOLLA- </strong>Inoltre gli inquirenti sono riusciti a risalire ai presunti mandanti ed esecutori dell’agguato mortale e del tentato omicidio rispettivamente nei confronti di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/23/agguato-a-ponticelli-raffica-di-proiettili-contro-due-pregiudicati-uno-e-grave/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Salvatore Solla</strong> e <strong>Giovanni Ardu</strong> avvenuti il 23 dicembre del 2016</a>. Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica della vicenda criminale riuscendo ad arrestare i presunti responsabili. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/24/agguato-ponticelli-salvatore-solla-ospedale/" target="_blank" rel="noopener">Solla</a> sarebbe stato ucciso perché da ex affiliato al <strong>clan Sarno</strong> avrebbe voluto gestire autonomamente una piazza di spaccio, affronto imperdonabile per i <strong>De Micco</strong>. Era un freddo pomeriggio che anticipava la vigilia di Natale quando i killer sono entrati in azione in <strong>via Bartolo Longo</strong>. Individuati i due obiettivi, residenti nel <em><strong>Lotto Zero</strong></em>, i criminali hanno lasciato partire una raffica di proiettili che hanno investito <strong>Solla</strong> e <strong>Ardu</strong>. Il primo è stato ferito al petto ed è morto dopo un ricovero urgente presso l’ospedale <strong>Villa Betania</strong>. Il secondo invece è sopravvissuto all&#8217;agguato dopo che un proiettile l’aveva colpito ad una gamba. Secondo gli inquirenti <strong>Luigi De Micco </strong>è stato il vero regista dell&#8217;agguato, coordinandone le fasi preparatorie ed esecutiva. <strong>Antonio De Martino </strong>è stato il killer autore del delitto. Coinvolti anche <strong>Alessio Esposito</strong> e <strong>Davide Principe</strong> che hanno partecipato alla pianificazione dell’assassinio, oltre che a provvedere all&#8217;incendio del furgone utilizzato per compiere l’agguato.</p>
<p>L’attività investigativa ha consentito, inoltre, di ricostruire alcuni falliti agguati compiuti dal gruppo di fuoco del clan <strong>De Micco</strong> nei confronti di <strong>Michele Minichini</strong>, affiliato al clan <strong>De Luca Bossa </strong>(sodalizio scissionista del <strong>clan Sarno</strong>) e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/09/28/catturato-il-ras-bruno-mascitelli-era-in-pigiama-e-aspettava-la-compagna-per-la-cena/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bruno Mascitelli</strong></a>, ex affiliato al clan Sarno che stava attualmente costituendo un gruppo autonomo operante nei comuni limitrofi al quartiere di <strong>Ponticelli</strong>. Tra i destinatari del provvedimento figura un collaboratore di giustizia già affiliato al clan De Micco, nei cui confronti è stata disposta la misura restrittiva degli arresti domiciliari.</p>
<p style="text-align: right;"><em>di Andrea Aversa e Ciro Cuozzo</em></p>
<p><strong>TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI</strong></p>
<p>Antonio Autore, nato a Napoli l’8.11.1993;<br />
Giuseppe Borrelli, nato a Napoli il 10.7.1988;<br />
Lino Carbone, nato a Napoli il 23.8.1997;<br />
Moreno Cocozza, nato a Napoli il 9.7.1985;<br />
Francesco De Bernardo, nato a Napoli il 29.3.1989;<br />
Luigi De Liguori, nato a Napoli il 10.02.1977;<br />
Antonio De Martino, nato a Napoli il 14.8.1989;<br />
Giuseppe De Martino, nato a Napoli il 4.11.1990;<br />
Luigi De Micco, nato a Napoli il 13.8.1976;<br />
Alessio Esposito, nato a Napoli il 15.6.1994;<br />
Michele Gentile, nato a Napoli l’8.7.1992;<br />
Domenico Limatola, nato a Napoli il 29.5.1991;<br />
Giuseppe Napolitano, nato a Napoli l’11.8.1980;<br />
Giovanni Ottaiano, nato a Napoli il 12.10.1979;<br />
Roberto Pane, nato a Napoli il 3.9.1984;<br />
Nicola Pizzo, nato a Napoli l’11.12.1981;<br />
Davide Principe, nato a Napoli il 28.12.1989;<br />
Fabio Riccardi, nato a Napoli il 10.4.1983;<br />
Roberto Scala, nato a Napoli il 17.6.1976;<br />
Vincenzo Scala, nato a Napoli il 22.7.1968;<br />
Gennaro Sorrentino, nato a Napoli il 31.10.1979;<br />
Nunzio Daniele Montanino nato a Napoli il 7.9..1976.</p>
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		<title>Blitz a Ponticelli contro il clan De Micco, 23 gli arresti</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/blitz-a-ponticelli-contro-il-clan-de-micco-23-gli-arresti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 06:38:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Operazione della Polizia nel quartiere Ponticelli, fortino del clan De Micco. Gli agenti dalle prime ore dell&#8217;alba hanno dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP (Giudice per le indagini preliminari) su richiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) nei confronti di 23 soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, ricettazione [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/blitz-a-ponticelli-contro-il-clan-de-micco-23-gli-arresti/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Blitz a Ponticelli contro il clan De Micco, 23 gli arresti</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Operazione della <strong>Polizia </strong>nel quartiere <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/20/camorra-a-ponticelli-da-feudo-dei-sarno-alla-faida-tra-damico-e-de-micco/" target="_blank" rel="noopener">Ponticelli</a></strong>, fortino del clan <strong>De Micco</strong>. Gli agenti dalle prime ore dell&#8217;alba hanno dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal <strong>GIP</strong> (<em>Giudice per le indagini preliminari</em>) su richiesta della <strong>DDA</strong> (<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) nei confronti di <strong>23 soggetti</strong> ritenuti responsabili di <strong>associazione per delinquere di stampo mafioso</strong>, <strong>omicidio</strong>, <strong>estorsione</strong>, <strong>detenzione e porto illegale di armi</strong>, <strong>ricettazione e incendio</strong>.</p>
<p>Il blitz è giunto alla fine di un&#8217;indagine che ha consentito di ricostruire le dinamiche che hanno permesso l&#8217;ascesa del <strong>clan De Micco</strong> all&#8217;interno del quartiere e le attività illecite da esso gestite. Il sodalizio detto anche dei &#8220;<em>Bodo</em>&#8221; (nome che deriva dai vistosi tatuaggi impressi sulla pelle degli affiliati) è nato da una costola del <strong>clan Cuccaro </strong>prima di far prevalere la propria egemonia attraverso una violenta faida contro il <strong>clan D&#8217;Amico</strong>. Le due organizzazioni si sono contese il controllo del territorio orfano della potenza della famiglia <strong>Sarno</strong> messa in ginocchio da arresti, omicidi e collaborazioni con la giustizia.</p>
<p>Inoltre gli inquirenti sono riusciti a risalire ai presunti mandanti ed esecutori dell&#8217;agguato mortale e del tentato omicidio rispettivamente nei confronti di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/23/agguato-a-ponticelli-raffica-di-proiettili-contro-due-pregiudicati-uno-e-grave/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Salvatore Solla</strong> e <strong>Giovanni Ardu</strong> avvenuti il 23 dicembre del 2016</a>. Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica della vicenda criminale riuscendo ad arrestare i presunti responsabili. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/24/agguato-ponticelli-salvatore-solla-ospedale/" target="_blank" rel="noopener">Solla</a> sarebbe stato ucciso perché da ex affiliato al <strong>clan Sarno</strong> avrebbe voluto gestire autonomamente una piazza di spaccio, affronto imperdonabile per i <strong>De Micco</strong>.</p>
<p>Era un freddo pomeriggio che anticipava la vigilia di Natale quando i killer sono entrati in azione in <strong>via Bartolo Longo</strong>. Individuati i due obiettivi, residenti nel <em><strong>Lotto Zero</strong></em>, i criminali hanno lasciato partire una raffica di proiettili che hanno investito <strong>Solla</strong> e <strong>Ardu</strong>. Il primo è stato ferito al petto ed è morto dopo un ricovero urgente presso l&#8217;ospedale <strong>Villa Betania</strong>. Il secondo invece è sopravvissuto all&#8217;agguato dopo che un proiettile l&#8217;aveva colpito ad una gamba.</p>
<p>Infine durante il blitz, i <strong>poliziotti</strong> hanno trovato e sequestrato alcune <strong>armi</strong> tra cui due pistole mitragliatrici, 1 fucile a canne mozze calibro 12 e 1 pistola calibro 9.</p>
<p><strong>IL VIDEO DELL&#8217;OPERAZIONE DELLA POLIZIA:</strong></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/7bfMz5BlzgM" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/blitz-a-ponticelli-contro-il-clan-de-micco-23-gli-arresti/">Blitz a Ponticelli contro il clan De Micco, 23 gli arresti</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Faida di Ponticelli, scarcerati i killer dei Sarno che avrebbero ucciso Paolo Colaiacolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 18:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Ponticelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un agguato di 19 anni fa che sembrava essere giunto al suo epilogo giudiziario. Paolo Colaiacolo detto &#8216;o addurmuto, giocava al video poker quando è stato ucciso, probabilmente, dai killer dello storico clan Sarno un tempo egemone nel quartiere Ponticelli. Il motivo? La vittima avrebbe deciso di passare con i rivali di Ciro &#8216;o Sindaco (oggi collaboratore di giustizia), gli [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un agguato di 19 anni fa che sembrava essere giunto al suo epilogo giudiziario. <strong>Paolo Colaiacolo</strong> detto <em><strong>&#8216;o addurmuto</strong></em>, giocava al video poker quando è stato ucciso, probabilmente, dai killer dello storico <strong>clan Sarno</strong> un tempo egemone nel quartiere <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/20/camorra-a-ponticelli-da-feudo-dei-sarno-alla-faida-tra-damico-e-de-micco/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ponticelli</strong></a>. Il motivo? La vittima avrebbe deciso di passare con i rivali di <strong>Ciro &#8216;<em>o Sindaco</em></strong> (oggi collaboratore di giustizia), gli scissionisti dei <strong>De Luca Bossa</strong>. Il condizionale è necessario visto che ancora non sono chiare né le dinamiche, né si conoscono i colpevoli dell&#8217;assassinio.</p>
<p>In realtà <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/20/faida-di-ponticelli-preso-antonio-sarno-figlio-di-ciro-o-sindaco-risolto-omicidio-di-19-anni-fa/" target="_blank" rel="noopener">lo scorso 20 ottobre sono stati arrestati</a> proprio per questo omicidio, <strong>Antonio Sarno</strong> (figlio di Ciro, il capo clan), <strong>Antonio Tubello</strong>, <strong>Nicola Martinez </strong>e <strong>Vincenzo Cece</strong>. Oggi la svolta, tranne che per quest&#8217;ultimo, è arrivata la notifica di scarcerazione per gli altri tre. Il <strong>Tribunale del riesame</strong> ha annullato l&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa un paio di settimane fa. Come riportato da <em>Il Roma</em>, si è trattato di una vera vittoria per i rispettivi avvocati difensori. I legali hanno dimostrato che sono cessate le esigenze di misure cautelari per la mancata attualità del reato e la non attendibilità delle dichiarazioni di alcuni pentiti.</p>
<p>Insomma per i Pm è tutto da rifare, la luce che era stata accesa sull&#8217;intera vicenda è stata improvvisamente spenta. Adesso le indagini dovranno ripartire e bisognerà trovare nuovi elementi investigativi. Il primo passo sarà quello di fare ordine sulle parole dette e confermate dai collaboratori di giustizia che avevano indicato come membri del commando di morte <strong>Tubello</strong>, <strong>Martinez</strong> e <strong>Cece</strong> e come mandante dell&#8217;agguato <strong>Antonio Sarno</strong>.</p>
<p>La morte di <strong>Colaiacolo</strong> è stata decisa per vendicare l’autobomba di via Argine (24 aprile 1998) in cui è morto <strong>Luigi Amitrano</strong>, nipote del boss <strong>Vincenzo Sarno</strong>, vero obiettivo dell’attentato. Un agguato che ha segnato l&#8217;inizio della faida tra i <strong>Sarno</strong> e i<strong> De Luca Bossa</strong> del <em>Lotto Zero.</em> La scissione è stata fortemente voluta da<strong> Antonio De Luca Bossa</strong>, alias <em>Tonino ‘o sicco</em>, killer di fiducia di <strong>Ciro Sarno</strong>. Oggi <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/16/sangue-droga-e-omicidi-il-legame-dei-marfella-de-luca-bossa-tra-pianura-e-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener">Antonio De Luca Bossa</a>, 47 enne, è in carcere da quasi 20 anni per via di una condanna definitiva all’ergastolo proprio per l’autobomba di via Argine.</p>
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