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	<title>Sergio Notari, Autore presso Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Sergio Notari, Autore presso Voce di Napoli</title>
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		<title>Gomorra 4: Antonio Gargiulo racconta il suo Saro Levante, &#8220;camorrista senza camicia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 14:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[antonio gargiulo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La quarta stagione di Gomorra è entrata nel vivo, facendo record di ascolti ad ogni puntata. Con la nuova stagione, nuovi personaggi sono entrati nello scacchiere del crimine raccontato nella serie: un nuovo clan proveniente dalle campagne dell’hinterland napoletano, la famiglia Levante. Ad un anno dalla prima intervista, VocediNapoli.it ha incontrato Antonio Gargiulo, l’attore cresciuto a [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/04/18/gomorra-4-antonio-gargiulo-racconta-il-suo-saro-levante-camorrista-senza-camicia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Gomorra 4: Antonio Gargiulo racconta il suo Saro Levante, &#8220;camorrista senza camicia&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La quarta stagione di <strong>Gomorra</strong> è entrata nel vivo, facendo record di ascolti ad ogni puntata. Con la nuova stagione, nuovi personaggi sono entrati nello scacchiere del crimine raccontato nella serie: un nuovo clan proveniente dalle campagne dell’hinterland napoletano, la famiglia <strong>Levante</strong>.</p>
<p>Ad <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/31/intervista-ad-antonio-gargiulo-sogno-napoli-teatro/" target="_blank" rel="noopener">un anno dalla prima intervista</a>, <em>VocediNapoli.it</em> ha incontrato <strong>Antonio Gargiulo</strong>, l’attore cresciuto a Pianura, quartiere di Napoli, che interpreta <strong>Saro</strong> il primogenito del boss <strong>Gerlando Levante</strong>, e che proprio negli episodi 5 e 6, andati in onda venerdì scorso, è stato uno dei protagonisti.</p>
<p><strong>Antonio, ti abbiamo lasciato a teatro, nelle atmosfere oniriche e pop della versione proposta da Massimiliano Bruno del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, ti ritroviamo erede del boss di una potente famiglia criminale. Raccontaci com’è andata, dai primi provini alle riprese.<br />
</strong><em>Credo di aver fatto uno dei provini poco prima del nostro incontro ad ottobre 2017. Pensavo, ormai, di non essere stato preso. Poi, fra gennaio e febbraio dell’anno scorso, mentre ero in tournée con il “Sogno”, un giorno sono dovuto scendere da Torino a Napoli per fare il secondo provino, per poi risalire nella stessa giornata, in tempo per la replica serale, con la paura di non riuscire ad arrivare in tempo. Ho saputo di essere stato preso 10 giorni prima che si iniziasse a girare, ad aprile. È stato divertente interpretare questo personaggio: tutti mi vedono un po’ come un lord inglese, molto british, sempre con un approccio calmo e diplomatico, e invece il personaggio che chiedevano di proporre era un camorrista di campagna, o meglio senza camicia, com’era scritto sullo stralcio della sceneggiatura del provino. Non di quelli sempre abbronzati, con i capelli curati, che girano in Mercedes e ostentano il potere, un’immagine più urbana. Quindi, mi sono ispirato alle immagini di quei camorristi trascurati, che non sanno parlare italiano, spesso vestiti male: ricordo che al provino indossai una tuta che avevo da vent&#8217;anni e altre cose un po&#8217; vecchiotte, per trasformarmi in un qualcosa che mi rendesse più vicino a questo genere di camorrista. Poi, col tempo, costruendo pian piano il personaggio, prima con la Comencini, poi con gli altri registi, ho potuto capire meglio cosa avessero in mente gli autori, nella fase embrionale, con quel senza camicia.</em></p>
<p><strong>Vieni dal teatro, ma hai recitato anche per il cinema e altre fiction italiane. In cosa differisce Gomorra, rispetto alle tue esperienze precedenti?<br />
</strong><em>C&#8217;è un aspetto di Gomorra che adoro e adoravo già come fan della serie: non fa sconti. Forse per convenzione o perché si pensa che determinate storie piacciano di più al pubblico, ma molto spesso in TV si tende un po’ ad alterare la realtà, soprattutto in Italia, ma anche all&#8217;estero. Anche Gomorra, certo, deve essere romanzata, perché resta un prodotto di intrattenimento, ma cerca di non fare sconti. Cerca di raccontare delle scene crude, che possono non piacere, ma se ne frega, perché sta raccontando quella realtà e quindi cerca di avvicinarvisi. Credo sia l’unica serie italiana che ho visto facendo le 5 del mattino, perché non riuscivo a smettere. Solo per qualche serie americana ho fatto lo stesso. Passare da essere fan, a far parte di un &#8216;giocattolo&#8217; del genere, per me è stato bellissimo. E lavorandoci, poi, scopri perché ti piace tanto: perché è curata, i set e le location sono meravigliosi, i registi sanno indirizzarti e si dedicano agli attori, gli autori sanno scrivere, la costumista che ti veste è una professionista di serie A, che già dal vestito ti fa capire molto del personaggio. In tutto questo Gomorra è differente: c&#8217;è una qualità che secondo me è molto molto alta e non a caso viene venduta in tutto il mondo.</em></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-04-29-alle-16.44.56.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-157742 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-04-29-alle-16.44.56.png" alt="" width="650" height="428" /></a></p>
<p><strong>A giudicare da queste prime puntate, la cosa sorprendente del tuo personaggio, Saro Levante, forse è la semplicità e l&#8217;imperturbabilità delle sue azioni: lanciare una bomba a mano su un cadavere è come lavorare nella serra di famiglia. É ovviamente un&#8217;impressione parziale, visto che la serie è ancora in corso, ma era questa l&#8217;intenzione? Su quali aspetti emotivi hai dovuto lavorare maggiormente?<br />
</strong><em>Si, hai colto uno degli elementi caratterizzanti del personaggio, è stato interessante lavorarci: non manifestare rabbia, rancore, ma stare lì. È una scelta ovviamente degli autori e dei registi, ma è stato molto bello provare a farne parte: sono le azioni che ci rendono feroci, di base noi siamo tranquilli. Un aspetto interessante e non immediato sul quale lavorare è stata la presenza, grossa, ingombrante, che hanno questi personaggi: sono boss, sono Re. Mi ricordo, in una scena andata in onda proprio proprio venerdì scorso, c&#8217;era un summit, e Marco </em>(D’Amore, alla regia degli episodi 5 e 6, <em>ndr</em>)<em> ci disse che non potevamo avere una camminata quotidiana, perché interpretavamo persone che stanno al capo di una piramide, decidono della vita e della morte. Sono dei Re, neri ovviamente, e hanno un peso che con noi Levante è stato portato ancora più a fondo nello sguardo, nei gesti, nelle decisioni prese: c&#8217;è un qualcosa di terreno, di forte, appunto di non quotidiano, ed è stato interessante interfacciarsi con questo.</em></p>
<p><strong>A volte si tende a pensare che un attore passi da un personaggio all&#8217;altro con la facilità con cui si cambi d&#8217;abito. Come si esce da un personaggio di questo tipo? Soprattutto a chi come te è nato a Napoli, e con cronache simili a certe dinamiche raccontate nella serie ci è cresciuto, rimane addosso qualcosa di quel mondo?<br />
</strong><em>Beh, magari un attore talentuosissimo ci riesce a passare da un personaggio all’altro così facilmente. Io no, sono un umile artigiano, ho bisogno di costruire la postura del personaggio, il modo di pensare, i suoi bisogni, i suoi obiettivi, il background, il timbro della voce: sono tutte cose che poi ti portano a disegnare un personaggio, e poi dire la battuta sarà una semplice conseguenza di tutto il lavoro fatto. E ne approfitto di questa domanda per rompere un&#8217;idea che spesso si ha: l&#8217;attore, visto come uno che ha uno straordinario talento e solo con quello riesce a fare delle cose straordinarie, come Maradona che senza allenarsi faceva cose pazzesche. È un lavoro, c&#8217;è bisogno di lavorare tanto, dietro. Se non lo fai si vede, semplicemente. </em><em>Sul come se ne esce, direi meglio. Credo che questo lavoro sia catartico. Non appartengo a quella categoria di attori che si fustigano e ne escono a pezzi, non credo che interpretare un ruolo come questo sia vivere un me assassino o un me criminale: nella vita non sono né l’uno né l’altro, quindi posso concedermelo in una fiction. Cosa rimane addosso di quel mondo? Dispiacere, perché come Saviano brillantemente descrive da anni, sono un insieme di disperati. Poi, chi ha più sete di potere è più ferocia nei confronti degli altri, magari arriva al potere, ma di base sono dei disperati, che non hanno cultura, non hanno apertura, non vivono bene. In passato mi è capitato di lavorare con dei ragazzini, attraverso Arci Campania, ed era molto triste vedere dei ragazzini di 12 anni che, anche mentre giocavano a pallone, dovevano prendere a schiaffi il compagno perché non aveva passato la palla; magari era proprio il più piccolo che andava da uno più grande e gli dava uno schiaffo, e capivi che lo faceva perché apparteneva alla famiglia più potente. È triste perché per loro è quello il linguaggio. Mi mette tristezza pensare a quella realtà che, in maniera parziale, da esterno, ho vissuto da ragazzino, anche venendo, per fortuna, da una famiglia sanissima, con principi diversi da quelli raccontati a Gomorra.</em></p>
<p><strong>Tornando al faceto, dai social network e dalle vostre interviste sembra che la famiglia Levante, intesa come gli attori che la interpretano, sia davvero molto legata e unita. Come sono stati i mesi di lavoro insieme?</strong><br />
<em>È stato molto bello. Si è creata subito una bellissima intesa. Veniamo tutti dal teatro, quindi questo ci ha aiutato perché abbiamo un linguaggio simile. Fin dai primi giorni abbiamo creato un gruppo WhatsApp chiamato, naturalmente, famiglia Levante, e dopo un po&#8217; le dinamiche create fra noi attori erano simili a quelle dei nostri personaggi. Non mi riferisco ovviamente ad azioni criminali, però, nella famiglia, come un po&#8217; si è già visto e poi lo scoprirete, c&#8217;è il preferito della mamma, il prediletto del papà, chi invece stima più papà e cerca di averlo come esempio, c’è la figlioletta che ha un&#8217;intesa maggiore col fratello… per esempio, Claudia </em>(Tranchese)<em>, che interpreta Grazie Levante, spesso prendeva le parti di Luciano </em>(Giugliano) <em>che interpreta Mickey, io e Genny </em>(Gennaro Apicella)<em>, ovvero Saro e Ciccio Levante, a volte eravamo contro Luciano. Il tutto scherzosamente, ma si sono create delle dinamiche familiari, in maniera molto ironica, che però non so quanto inconsciamente, spesso, corrispondevano a quelle dei personaggi.</em></p>
<p><strong>Ovviamente non ti chiedo del futuro del tuo personaggio, ma tu invece? Su cosa stai lavorando ora?<br />
</strong><em>L’ intervista si è aperta con me che sono in Tournée con il Sogno, e si chiude ancora con il Sogno, perché sono ancora in giro con il Sogno di una notte di mezza estate. In realtà è la coda della tournée, a fine aprile chiuderemo in Sicilia. A maggio, poi, avrò un ruolo in un film sempre ambientato a Napoli, e, successivamente, c’è un altro progetto cinematografico che partirà in autunno, e che forse, alla lontana, potrebbe avere a che fare con Gomorra… ma credo di non poter dire più nulla a riguardo. In più, adorando l&#8217;insegnamento, continuo a lavorare al Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno.</em></p>
<p><strong>Tornando a Gomorra, l’ultima doverosa domanda: ma Ciro l’immortale, è morto davvero? Perché sai, quelle bollicine nella scena finale della terza stagione…<br />
</strong><em>Guarda, non mi è stato detto gli autori, ma ho avuto un’intuizione: prima di morire, sullo yacht, credo che Ciro avesse bevuto una bibita gassata&#8230;</em> (ovviamente, ride. <em>ndr</em>).</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/famiglia-levante-gomorra.png"><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-156834 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/famiglia-levante-gomorra.png" alt="" width="650" height="416" /></a></p>
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		<title>Dieci anni dal Terremoto de L’Aquila: due volontari ricordano quelle prime ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 13:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi ricorre il decimo anniversario del tremendo sisma che la notte del 6 aprile 2009 alle 3.32 scosse l’Abruzzo, lasciandosi dietro 309 vittime, migliaia di feriti e distruzione in vaste aree, soprattutto a L’Aquila e la sua provincia.  La risposta degli italiani, come sempre in questi casi, non si fece attendere. Migliaia di soccorritori, di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/04/06/dieci-anni-dal-terremoto-de-laquila-due-volontari-ricordano-quelle-prime-ore/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Dieci anni dal Terremoto de L’Aquila: due volontari ricordano quelle prime ore</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ricorre il decimo anniversario del tremendo sisma che la notte del <strong>6 aprile 2009</strong> alle <strong>3.32</strong> scosse l’<strong>Abruzzo</strong>, lasciandosi dietro 309 vittime, migliaia di feriti e distruzione in vaste aree, soprattutto a <strong>L’Aquila</strong> e la sua provincia.  La risposta degli italiani, come sempre in questi casi, non si fece attendere. Migliaia di soccorritori, di professione e volontari, organizzati del Sistema Nazionale di <strong>Protezione Civile</strong>, furono immediatamente pronti a partire.</p>
<p>Le associazioni di volontariato di Protezione Civile, le sezioni della Croce Rossa, e molte altre strutture operanti in qualsiasi ambito del volontariato, furono prese d’assalto per molti giorni successivi al sisma da decine e decine di comuni cittadini che volevano dare una mano, aiutare la popolazione così duramente colpita. <strong>Luca Esposito</strong> e <strong>Marco Tomas</strong> sono i due caposquadra del <strong>Centro Operativo di Protezione Civile</strong> “<em>Falchi del Sud</em>” di <strong>Napoli</strong> che partirono lo stesso 6 aprile con una squadra di volontari, unendosi ai mezzi e agli uomini del Settore Protezione Civile della Regione Campania ed alle altre associazioni di Protezione Civile della nostra regione, per allestire un campo d’accoglienza a Poggio Picenze, una cittadina a 13 km a sud est del capoluogo abruzzese.  Ci hanno raccontato quelle prime ore e quei primi giorni.</p>
<p><strong>Marco Tomas</strong>: “<em>Venni a conoscenza del sisma praticamente in diretta, perché la scossa fu avvertita anche a Napoli e qualche ora dopo iniziarono ad arrivare le immagini dei danni di L&#8217;Aquila e di Onna. Fu in quel momento che ho capito che la colonna mobile della Protezione Civile della Regione Campania sarebbe dovuta partire quanto prima</em>” [in ambito di Protezione Civile, si intende per colonna mobile l’insieme degli automezzi che spostano uomini e materiali, afferenti ad una singola Regione, verso uno scenario di emergenza, <em>ndr</em>].</p>
<p><strong>Luca Esposito</strong>: “<em>Anch’io capii subito che la situazione era molto grave e mi fu chiaro che, data la vicinanza tra la regione Campania e l’Abruzzo, la nostra colonna mobile sarebbe stata tra le prime a partire. Arrivammo a Poggio Picenze la notte fra il 6 e il 7 e avvertimmo subito le prime scosse che ci fecero capire ancor di più quanto grave fosse la situazione. Ero già stato in Molise, per gli eventi sismici della fine del 2002, ma gli scenari erano completamente diversi. I danni in Abruzzo erano molto elevati, oltre le mie previsioni e ad ogni scossa, si sentivano rumori di altri crolli. Iniziammo ad allestire il campo di accoglienza solo la mattina dopo perché il campo sportivo del paese era completamente coperto di fango a causa delle piogge dei giorni precedenti. I primi giorni furono dedicati all&#8217;allestimento dell&#8217;area ed al censimento degli sfollati</em>”.</p>
<p><strong>M.T.</strong>: “<em>Neanche io ero mai stato in un&#8217;emergenza che aveva provocato tanti danni e causato un numero così elevato di vittime. Non sapevamo come ci avrebbero impiegato e cosa avremmo trovato. Ricordo che eravamo solo pronti ad aiutare in ogni modo le persone di quei territori. Partimmo il pomeriggio, subito dopo aver caricato i camion con tutte le attrezzature a disposizione. Arrivammo sul posto in tarda serata e ci coordinammo con le autorità locali per sapere dove installare il campo di accoglienza della Regione Campania: ci fu quindi assegnato il Comune di Poggio Picenze.  Oramai era buio e non si vedeva nulla, ma la cosa che mi colpì di più erano le centinaia di auto, parcheggiate una accanto all&#8217;altra, che erano diventate l&#8217;alloggio di fortuna di altrettante famiglie.  Quella notte anche noi dormimmo nei nostri automezzi e la mattina dopo, all&#8217;alba iniziammo ad allestire il campo di accoglienza nel campo sportivo comunale: iniziammo a montare le tende per garantire un primo alloggio a chi era rimasto senza casa, il tendone mensa dove consumare i pasti, la cucina e la segreteria del campo. Nei giorni seguenti, una volta ultimate queste prime strutture, insieme ai vigili del fuoco furono organizzate delle squadre per andare a recuperare beni di prima necessità che le persone, scappando, avevano lasciato nelle loro case; intanto, cercavamo di organizzare le famiglie nelle tende in modo da tenere vicini nuclei familiari, parenti o vicini di casa. Giorno dopo giorno il campo si allargava e veniva dotato di nuovi servizi: fu allestita una chiesa, arrivarono ulteriori moduli per garantire più servizi igienici, furono allestite altre tende comuni, come la scuola per i più piccoli ed infine è arrivato anche il modulo dell&#8217;ufficio postale</em>“.</p>
<p><strong>L.E.</strong>: “<em>Ovviamente, le cose non erano facili. La gestione del campo fu all’inizio molto complicata: più di 500 persone, ancora scioccate da quanto successo e, comprensibilmente, con il loro carico di rabbia, paura, e dolore, costrette al freddo, alla coesistenza in spazi strettissimi con sconosciuti, con tende attaccate l’una a l’altra, bagni e mensa comuni, e pochissima privacy. Dovevamo riuscire ad intercettare le situazioni che avrebbero potuto causare loro ulteriori tensioni ed agire tempestivamente per andare incontro a tante esigenze diverse: la disposizione delle famiglie nelle varie zone del campo, ad esempio, era in continuo cambiamento, così come l’organizzazione sia dal punto di vista alimentare che per quanto concerne le zone per il culto, essendoci anche una comunità musulmana. Questo però ci tenne subito a stretto contatto con le persone, che imparammo a conoscere e che a loro volta iniziarono a collaborare attivamente con noi, nonostante tutto. Il mio ricordo più bello di quei giorni fu proprio questo: la forza e la gratitudine che la popolazione locale dimostrò dal primo all&#8217;ultimo istante</em>”.</p>
<p><strong>M.T.</strong>: “<em>E’ vero. Emergevano sempre nuove esigenze e si tentava in tutti i modi di venire incontro alle richieste di chi aveva perso tutto ed era costretto a vivere in una tenda. Era la settimana di Pasqua, ma per me, e credo anche per gli altri volontari, non era un peso stare lontano dalle nostre case: può sembrare retorico, ma stavamo aiutando persone che, proprio a Pasqua, in quei giorni di festa, avevano perso tutto. Era la cosa giusta da fare</em>”.</p>
<p>La <strong>Regione Campania</strong> ha gestito il campo di Poggio Picenze, ed altri due campi più piccoli, per oltre cinque mesi. Questo fu possibile solo grazie a centinaia di volontari, provenienti da decine di associazioni di volontariato di Protezione Civile di tutta la regione, che si alternarono dal quel 6 aprile, con l’unico scopo di garantire il supporto necessario alla popolazione abruzzese così duramente colpita.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/esposito-tomas-poggio-picenze.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-155293 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/esposito-tomas-poggio-picenze.jpg" alt="Dieci anni dal Terremoto de L’Aquila: due volontari ricordano quelle prime ore" width="650" height="917" /></a></p>
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		<title>A Napoli &#8220;EU Saves Lives&#8221;, mostra itinerante di realtà virtuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 11:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pronunciare il discorso di apertura, Christos Stylianides, il Commissario Europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, che ha ribadito come questo sarà un anno importante per il meccanismo di Protezione Civile dell’UE, in quanto verrà approvata la nuova legislazione che permetterà agli stati membri di rispondere più velocemente e con maggiore [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/25/a-napoli-eu-saves-lives-mostra-itinerante-di-realta-virtuale/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from A Napoli &#8220;EU Saves Lives&#8221;, mostra itinerante di realtà virtuale</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A pronunciare il discorso di apertura, <strong>Christos Stylianides</strong>, il Commissario Europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, che ha ribadito come questo sarà un anno importante per il meccanismo di Protezione Civile dell’UE, in quanto verrà approvata la nuova legislazione che permetterà agli stati membri di rispondere più velocemente e con maggiore efficacia a situazioni d’emergenza, grazie ad una condivisione più efficace dei mezzi di Protezione Civile. Il Commissario ha inoltre personalmente ringraziato i volontari di Protezione Civile presenti alla conferenza (una delegazione del Centro Operativo di Protezione Civile “Falchi del Sud” di Napoli), definendoli “i veri eroi sul campo” ed intrattenendosi con loro a fine cerimonia per qualche scambio di battute e numerose foto.</p>
<p>Oltre al Commissario Stylianides, sono intervenuti alla conferenza altri rappresentati di alto livello come <strong>Vito Borrelli</strong>, Vicecapo della Rappresentanza e Capo dell’Ufficio europeo delle relazioni politiche del Parlamento Europeo, <strong>Antonello Velardi</strong>, Sindaco di Marcianise, <strong>Salvatore Pace</strong>, Vicesindaco di Napoli, <strong>Mauro Casinghini</strong>, Dipartimento di Protezione Civile, <strong>Francesco Rocca</strong>, Presidente della Società della Croce Rossa Italiana (anch’essa presente alla manifestazione con una nutrita delegazione), <strong>Paolo Vaccari</strong>, esperto di gestione delle emergenze del Dipartimenti della Protezione Civile e, come ospite speciale, <strong>Mattia Marciano</strong>, celebrità televisiva, modello e social media influencer.</p>
<p>Particolarmente rilevante il discorso di Paolo Vaccari, che ha illustrato alcuni esempi pratici di come il meccanismo di Protezione Civile dell’Unione sia ormai efficace e veloce: nel 2017, quando l’incendio del Vesuvio sembrava indomabile, l’Italia chiese l’aiuto dell’Unione Europea e nello stesso giorno due Canadair francesi hanno iniziato ad operare insieme ai nostri; l’anno dopo, la Svezia chiese l’aiuto dell’UE in quanto colpita da una serie devastante di incendi e lo stesso giorno Canadair italiani iniziarono le operazioni di spegnimento nel paese scandinavo.</p>
<p>La mostra “EU Saves Lives” è stata allestita presso il Centro Commerciale “Campania” dal 15 marzo e sarà visitabile fino a domenica 24. I visitatori potranno vivere intense esperienze con visori 3D e poltrone rotanti, che riproducono alcune missioni dell’Unione Europea di risposta ad emergenze in tutto il mondo: dall’emozionante pilotaggio di un aereo antincendio canadair che sorvola una riproduzione dell’incendio del Vesuvio del 2017, alla visita di un campo profughi in Bangladesh o al percorso per accompagnare a scuola un bambino in Kenya.</p>
<p>La tappa napoletana è la seconda di un tour di otto tappe iniziato a Vienna lo scorso febbraio e che terminerà a lisbona ad Agosto.</p>
<figure id="attachment_153382" aria-describedby="caption-attachment-153382" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/EU-Saves-Lives-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-153382 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/EU-Saves-Lives-scaled.jpg" alt="" width="650" height="488" /></a><figcaption id="caption-attachment-153382" class="wp-caption-text">dav</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/25/a-napoli-eu-saves-lives-mostra-itinerante-di-realta-virtuale/">A Napoli &#8220;EU Saves Lives&#8221;, mostra itinerante di realtà virtuale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Vento forte in città: in azione anche la Protezione Civile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 10:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La perturbazione annunciata nei giorni scorsi, con forti raffiche di vento, si è abbattuta come previsto su Napoli, provocando numerosi danni, perlopiù legati a materiale divelto dal vento e caduto in strada: cartelloni pubblicitari, finestre, addirittura un balcone, ma soprattutto alberi e rami. Il Comune di Napoli, già nella giornata di sabato, aveva invitato la [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La perturbazione annunciata nei giorni scorsi, con forti raffiche di vento, si è abbattuta come previsto su Napoli, provocando numerosi danni, perlopiù legati a materiale divelto dal vento e caduto in strada: cartelloni pubblicitari, finestre, addirittura un balcone, ma soprattutto alberi e rami.</p>
<p>Il Comune di Napoli, già nella giornata di sabato, aveva invitato la popolazione a evitare gli spostamenti allo stretto necessario, ed aveva riunito un comitato operativo con il Sindaco De Magistris e l’assessore Clemente (delega alla Protezione Civile ed ai Gruppi Volontari Civici) per monitorare la situazione.<br />
Il Servizio di Protezione Civile del Comune ha quindi attivato le associazioni di volontariato, predisponendo controlli sul territorio con squadre di Protezione Civile in giro nelle ore notturne.</p>
<p><strong>Gianluca Engle</strong> e <strong>Alessandro Vaino</strong>, due giovani volontari del Centro Operativo di Protezione Civile &#8220;Falchi del Sud&#8221;, hanno spiegato le operazioni effettuate in questi due giorni: <em>&#8220;Ricevuta l’allerta nel pomeriggio, ci siamo coordinati in tarda serata con la squadra del Servizio di Protezione Civile del Comune e ci siamo recati nelle varie zone in cui venivano segnalati problemi. Nella notte fra sabato e domenica, gli interventi principali sono stati in Viale Michelangelo, dove un tronco caduto aveva invaso la carreggiata, e ci ha creato non pochi problemi, mentre a via Pietro Castellino, all’altezza della Chiesa di Santa Maria della Rotonda, rami divelti ostruivano del tutto il marciapiede.<br />
</em></p>
<p><em>La scorsa notte invece, siamo intervenuti a Scampia, in via Monte Taburno, in seconda battuta ai vigili del Fuoco: loro avevano abbattuto un albero pericolante, ma si sono poi subito recati su un altro intervento: a quel punto abbiamo completato noi il lavoro, riducendo il tronco e liberando la strada, permettendone la riapertura in poco tempo.</em></p>
<p><em>Oltre agli alberi, nel nostro giro di controllo del territorio, abbiamo trovato anche calcinacci caduti a causa del vento, provvedendo, come sempre in questi casi, a mettere in sicurezza la zona, delimitandola con il nastro bianco e rosso, e segnalandola ai nostri referenti comunali</em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/feb19-vento2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-150032 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/feb19-vento2.jpg" alt="" width="650" height="867" /></a></p>
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		<title>Animali e rischio incendi sul Vesuvio: a Somma Vesuviana, la tavola rotonda del CeRVEnE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 14:13:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta oggi, 30 gennaio, una tavola rotonda sul tema “Buone pratiche dei Servizi del Dipartimento di Prevenzione in caso di Rischi Incendi”, promossa dal CeRVEnE, il Centro regionale di Riferimento Veterinario per le Emergenze non Epidemiche, che ha presentato i risultati delle attività relative al 2018. L’incontro si è svolto presso il Teatro [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta oggi, 30 gennaio, una tavola rotonda sul tema “<em>Buone pratiche dei Servizi del Dipartimento di Prevenzione in caso di Rischi Incendi</em>”, promossa dal <strong>CeRVEnE</strong>, il Centro regionale di Riferimento Veterinario per le Emergenze non Epidemiche, che ha presentato i risultati delle attività relative al 2018.</p>
<p>L’incontro si è svolto presso il Teatro SUMMARTE di <strong>Somma Vesuviana</strong> ed ha avuto come focus le attività di prevenzione rivolte agli animali in caso di rischio incendio, in particolare nella zona rossa dell’area Vesuviana.</p>
<p>L’ idea della tavola rotonda è partita anche a seguito del vasto incendio che ha colpito l’area Vesuviana nel 2017; l’incontro ha infatti descritto gli eventi incendiari occorsi in passato nella Zona Rossa del Vesuvio, passando poi ad ipotizzare possibili scenari nei quali potrebbero trovarsi gli animali (domestici e selvatici) in caso di incendio. A partire da questi scenari, sono state proposte possibili soluzioni per l’evacuazione e lo spostamento degli animali, tra cui stilare, in fase di previsione, delle linee guida e buone pratiche per tutelare anche la fauna in queste difficili situazioni.</p>
<p>L’evento di oggi è stato organizzato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, partner del CeRVEne, insieme alla Regione Campania, l’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno di Portici, l’ASL Salerno e la Fondazione MidA.</p>
<p>Oltre ai Partner, all’incontro sono stati invitati tutti i Sindaci dei 25 Comuni della Zona Rossa Vesuvio, l’ASL Napoli 3 Sud, i Centri di Riferimento Regionali afferenti alla Unità Operativa Dirigenziale “Prevenzione e sanità pubblica veterinaria”, Carabinieri Forestali, Vigli del Fuoco, Protezione Civile (sia Regionale che Volontariato), Parchi, Associazioni ambientaliste, agricole e venatorie.</p>
<p>Il CeRVEnE, come si legge dal sito del centro, nasce nel 2017 con l’obiettivo di affrontare in modo organico ed efficace le problematiche connesse alla gestione delle emergenze veterinarie, dando seguito al Piano Regionale della Prevenzione, in cui la Regione si impegna a perseguire come obiettivo specifico, quello di “migliorare e tutelare la salute delle persone attraverso una corretta gestione delle emergenze veterinarie epidemiche e non, relative alla salute degli animali e alla sicurezza alimentare”.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_14-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17872 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_14-4.jpg" alt="Fiamme sul Vesuvio: ultimi incendi provocati da piromani" width="867" height="471" /></a></p>
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		<title>L&#8217;associazione Falchi del Sud ringrazia i suoi sostenitori</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/01/21/lassociazione-falchi-del-sud-ringrazia-i-suoi-sostenitori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 09:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, l’associazione Falchi del Sud, il Centro Operativo di Protezione Civile attivo da 1996 su tutto il territorio cittadino, regionale e nazionale, ha voluto omaggiare e ringraziare pubblicamente due fra i sostenitori che nell’ultimo anno hanno contribuito fattivamente alle attività dell’associazione. Durante un incontro avvenuto presso la sede del centro operativo, al [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, l’associazione <strong>Falchi del Sud</strong>, il Centro Operativo di Protezione Civile attivo da 1996 su tutto il territorio cittadino, regionale e nazionale, ha voluto omaggiare e ringraziare pubblicamente due fra i sostenitori che nell’ultimo anno hanno contribuito fattivamente alle attività dell’associazione.</p>
<p>Durante un incontro avvenuto presso la sede del centro operativo, al Vomero, il dott. <strong>Aldo Engle</strong> e il sig. <strong>Ferdinando Cirillo</strong> sono stati nominati Soci Onorari dell’associazione, ricevendo una pergamena come simbolo e ricordo della serata.</p>
<p>Il dott. Engle, ha sponsorizzato i Falchi del Sud, proponendone il nome nell’ambito dell’iniziativa “<em>Regalo solidale di Natale 2018</em>”, organizzata dal gruppo Findomestic, per il quale lavora; un’iniziativa interna all’azienda, in cui i dipendenti possono proporre delle onlus a loro avviso meritevoli, fra le quali ne vengono poi sorteggiate dieci a cui l’azienda devolverà una somma di denaro in beneficenza: quest’anno, una delle dieci onlus sorteggiate, è stata proprio il Centro Operativo del Vomero.</p>
<p><strong>Ferdinando Cirillo</strong>, CEO e fondatore della <strong>Cookie srl</strong>, una media agency focalizzata sulla comunicazione digitale, ha contribuito alla diffusione e alla popolarità social dell’associazione offrendo, a titolo gratuito, delle importanti campagne Facebook mirate al reclutamento di nuovi volontari e alla donazione del 5&#215;1000 alla onlus.</p>
<p>L’incontro si è concluso con i ringraziamenti da parte del Presidente dell’Associazione, <strong>Emanuele Cervelli</strong>, e del Vicepresidente, <strong>Aldo Miceli</strong>, a tutti i volontari in organico, senza l’impegno dei quali, ovviamente, il Centro Operativo non potrebbe esistere e svolgere le sue attività di informazione alla cittadinanza, monitoraggio del territorio e intervento in caso di emergenza.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/cerimonia-falchi-del-sud.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-146183 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/cerimonia-falchi-del-sud.jpg" alt="" width="650" height="488" /></a></p>
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		<item>
		<title>Stadio Collana, a Febbraio al via la ristrutturazione per le Universiadi 2019</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/12/31/stadio-collana-a-febbraio-al-via-la-ristrutturazione-per-le-universiadi-2019/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2018 09:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[universiadi 2019]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembrerebbe ad una svolta la storia dello Stadio Collana, lo storico impianto del Vomero costruito nel 1929, teatro anche delle rivolte contro l’occupazione nazista durante quattro giornate di Napoli nel settembre 1943. Dopo la chiusura del gennaio 2017 e diverse proposte di rilancio, l’impianto sarà coinvolto nell’organizzazione delle Universiadi 2019 e riceverà quindi dei fondi [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/12/31/stadio-collana-a-febbraio-al-via-la-ristrutturazione-per-le-universiadi-2019/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Stadio Collana, a Febbraio al via la ristrutturazione per le Universiadi 2019</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembrerebbe ad una svolta la storia dello <strong>Stadio Collana</strong>, lo storico impianto del <strong>Vomero</strong> costruito nel 1929, teatro anche delle rivolte contro l’occupazione nazista durante quattro giornate di <strong>Napoli</strong> nel settembre 1943.</p>
<p>Dopo la chiusura del gennaio 2017 e diverse proposte di rilancio, l’impianto sarà coinvolto nell’organizzazione delle Universiadi 2019 e riceverà quindi dei fondi per la ristrutturazione. L’ammontare dello stanziamento è di circa due milioni di euro, deviati dalla ristrutturazione del San Paolo e i lavori dovrebbero partire già a Febbraio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si legge in una nota, riportata da Repubblica.it, la Regione Campania ha approvato una delibera per dare il via ai lavori di ristrutturazione della struttura in tempi brevi. In particolare, la Regione si occuperà della riqualificazione della pista di atletica, del campo da gioco e dell’illuminazione, mentre spogliatoi palestre e servizi saranno presi in carico dalla società <strong>Giano</strong>, già vincitrice del bando per la gestione dell’impianto per i prossimi 16 anni. Lo stadio ospiterà gli allenamenti del lancio del peso, del giavellotto, del martello e del disco, oltre ad essere restituito a numerose associazioni sportive del territorio.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Stadio-Collana-Napoli.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-66588 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Stadio-Collana-Napoli.jpg" alt="" width="609" height="329" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/12/31/stadio-collana-a-febbraio-al-via-la-ristrutturazione-per-le-universiadi-2019/">Stadio Collana, a Febbraio al via la ristrutturazione per le Universiadi 2019</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Buonanni, qualifica per Minitransat 2019 e podio al Campionato Mediterraneo 2018</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/11/30/buonanni-qualifica-per-minitransat-2019-e-podio-al-campionato-mediterraneo-2018/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 07:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo abbiamo lasciato nel pieno delle regate di qualificazione, a maggio, alla presentazione del progetto che lo vedrà partecipare alla Minitransat 2019 La Boulangere, la regata in solitario attraverso l’Oceano Atlantico che si corre ogni due anni sui Mini, barche a vela di appena 6,5 metri di lunghezza. Marco Buonanni, alla fine del 2018, non [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/11/30/buonanni-qualifica-per-minitransat-2019-e-podio-al-campionato-mediterraneo-2018/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Buonanni, qualifica per Minitransat 2019 e podio al Campionato Mediterraneo 2018</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/11/30/buonanni-qualifica-per-minitransat-2019-e-podio-al-campionato-mediterraneo-2018/">Buonanni, qualifica per Minitransat 2019 e podio al Campionato Mediterraneo 2018</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo abbiamo lasciato nel pieno delle regate di qualificazione, a maggio, alla presentazione del progetto che lo vedrà partecipare alla <em>Minitransat 2019 La Boulangere</em>, la regata in solitario attraverso l’Oceano Atlantico che si corre ogni due anni sui <em>Mini, </em>barche a vela di appena 6,5 metri di lunghezza.</p>
<p><strong>Marco Buonanni</strong>, alla fine del 2018, non solo ha raggiunto la qualificazione, con il suo “<em>769 Caerus Bandolero</em>”, ma è arrivato terzo nella classifica generale del <strong>Mediterranean Championship 2018</strong>.</p>
<p><strong>Marco, a qualificazione avvenuta, come senti siano andati questi mesi?</strong><br />
<em>È stata una bella esperienza. Ho trovato quello che cercavo: tanta vela, tanto mare ed un sano spirito di competizione. Sono stato in Italia, in Francia, sia sul versante mediterraneo che in quello atlantico, e in Spagna. Ho assaggiato ed incontrato tutte le diverse facce di questa classe, che è molto competitiva, ma dove ancora si sente vivo un senso di gruppo; si esce per darsi battaglia, ma si è tutti amici e nei momenti difficili ci si aiuta. I mesi sono trascorsi tra lavoro allenamenti regate, sogni concretizzati, ma anche forti delusioni. Un bel mix.</em></p>
<p><strong>Terzo posto nella classifica generale della classe. Te lo aspettavi?<br />
</strong><em>No, non mi aspettavo molto quando ho iniziato. Di certo, ero conscio che stavo partecipando ad una competizione e che non uscivo a farmi una passeggiata in barca: lo scorso inverno mi sono allenato molto, per fare bene. È un risultato frutto di tanto allenamento.</em></p>
<p><strong>Ed effettivamente, le regate non sono state una passeggiata: una qualificazione ottenuta nonostante una collisione ed un disalberamento in mare aperto…<br />
</strong><em>È vero. Durante una regata, a giugno, ho avuto una collisione, di notte, con l’isola della Gorgona </em>(la più piccola isola dell&#8217;Arcipelago Toscano, di fronte a Livorno <em>ndr.). Per me, che non faccio competizioni in maniera professionale, tanto allenamento e impegno hanno generato inevitabilmente un po’ di stress e di stanchezza: praticamente, nell’ultimo anno, sono stato più in mare che a terra. Non è così inusuale, per il lavoro che faccio, ma la grande differenza è che in un allenamento per una competizione cerchi sempre di migliorare, di tirare al massimo, e quando si gioca al massimo delle proprie possibilità è inevitabile cadere in qualche errore, frutto di stanchezza, ma anche di leggerezza o inesperienza.  </em><em>Il disalberamento, invece, è stato dovuto un cedimento strutturale; ero al largo delle Baleari, anche lì di notte, ma il discorso è molto simile: era un albero con già molte miglia ed ho iniziato a “frustarlo” ed a chiedergli ben oltre le sue capacità, proprio per saggiarne il limite. Era in programma di cambiarlo prima della prossima stagione, e farlo a terra con personale qualificato sarebbe stato certamente più facile che trovarselo in mare in piena notte, ma, forse, anche meno emozionante.</em></p>
<p><strong>Ora un periodo di pausa, prima di iniziare il percorso che ti porterà alla partenza della Minitransat, a settembre. Che programmi hai?<br />
</strong><em>La qualifica è in tasca, l’esperienza cresce; ora parto per trasferire una barca ai Caraibi e liberare un po’ la mente. Poi fra poco arriverà Natale, a casa con la famiglia, ma da metà gennaio si torna a Barcellona, dove mi aspetto un nuovo anno che mi porterà ad attraversare l’Atlantico su una barchetta di 6.5 metri. Un nuovo anno di sicuro con emozioni forti.</em></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/buonanni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-141503 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/buonanni.jpg" alt="" width="650" height="292" /></a></p>
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		<title>Napoli, di nuovo tutti in Piazza Plebiscito per Alex sabato 10 novembre</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/11/09/napoli-di-nuovo-tutti-in-piazza-plebiscito-per-alex-sabato-10-novembre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 16:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la corsa contro il tempo per salvare Alex, il bambino di un anno e mezzo affetto da una rara malattia, la linfoistiocitosi emofagocitica, che potrebbe salvarsi grazie ad un trapianto di midollo. Il bambino è attualmente ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra, ma ancora non è stato trovato un donatore compatibile, né [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la corsa contro il tempo per salvare <strong>Alex</strong>, il bambino di un anno e mezzo affetto da una rara malattia, la <em>linfoistiocitosi emofagocitica</em>, che potrebbe salvarsi grazie ad un trapianto di midollo.</p>
<p>Il bambino è attualmente ricoverato al <strong>Great Ormond Street Hospital</strong> di <strong>Londra</strong>, ma ancora non è stato trovato un donatore compatibile, né nel registro mondiale dei donatori di midollo osseo che in quello dei cordoni ombelicali, né fra le migliaia di persone che si sono presentate ai gazebi allestiti in varie città italiane nei giorni scorsi per essere sottoposte al tampone per la verifica della compatibilità.</p>
<p>A <strong>Napoli</strong>, lo scorso 27 ottobre, in migliaia hanno risposto all’appello, una folla tanto inattesa da far terminare in anticipo i kit a disposizione per il tampone. Purtroppo, secondo i medici, che attualmente già somministrano al bambino un farmaco sperimentale, non resta più molto tempo.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/11/08/trapianto-di-midollo-per-alessandro-dries-mertens-scende-in-campo-per-salvare-il-bambin/">Trapianto di midollo per Alessandro: Dries Mertens scende in campo per salvare il bambino</a></strong></p>
<p>Si tornerà, quindi, in piazza Plebiscito, domani, per provare ad individuare un potenziale donatore, sperando in un afflusso di gente ancora maggiore della prima volta: anche la Regione Campania è scesa in campo attivando, già dalle prime ore del mattino, squadre di volontari di Protezione Civile per montare i gazebi ed organizzare la folla.</p>
<p>L’appello, lanciato dall&#8217;<strong>Admo Campania</strong>, riguarda tutte le persone comprese nella fascia d’età fra i 18 e i 35 anni e sopra i 50 kg di peso, che dovranno presentarsi in Piazza Plebiscito dalle 9 di domani, muniti documento di riconoscimento e tessera sanitaria.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/plebiscito-alex.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-139123 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/plebiscito-alex.jpeg" alt="" width="650" height="488" /></a></p>
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		<title>Emergenza maltempo, voragine choc sul lungomare: volontari di Protezione civile in azione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Notari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2018 10:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Degrado cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La forte perturbazione di ieri, caratterizzata da raffiche di vento ben oltre i 100km/h, ha lasciato dietro di sé una scia di danni, e, ancor più grave, anche una vittima. Già dal pomeriggio, il Comune di Napoli ha allertato il volontariato di Protezione Civile per effettuare sopralluoghi e segnalare eventuali alberi pericolanti o rami divelti [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/30/emergenza-maltempo-volontari-di-protezione-civile-in-azione-dal-pomeriggio-di-lunedi/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Emergenza maltempo, voragine choc sul lungomare: volontari di Protezione civile in azione</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La forte perturbazione di ieri, caratterizzata da raffiche di vento ben oltre i 100km/h, ha lasciato dietro di sé una scia di danni, e, ancor più grave, anche una vittima. Già dal pomeriggio, il <strong>Comune di Napoli</strong> ha allertato il volontariato di Protezione Civile per effettuare sopralluoghi e segnalare eventuali alberi pericolanti o rami divelti e prossimi alla caduta, e mettere in sicurezza l’area circostante.</p>
<p><strong>Roberto Gargiulo</strong>, caposquadra del Centro Operativo di Protezione Civile “<em>Falchi del Sud</em>” di Napoli, spiega: “<em>Eravamo in stato di allerta già da domenica alle 6.00 e, appena ricevuta l’attivazione dal Servizio di Protezione Civile del Comune, con una squadra di 5 persone abbiamo iniziato a perlustrare il territorio, partendo dal Vomero, dove abbiamo la nostra sede operativa, recandoci in varie zone segnalateci, ma fermandoci anche lungo il percorso per verificare ulteriori situazioni potenzialmente pericolose.</em></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/29/chi-era-davide-natale-lo-studente-universitario-ucciso-da-un-albero-a-napoli/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE – Chi era Davide Natale, lo studente universitario ucciso da un albero a Napoli [FOTO]</strong></a></p>
<p><em>Abbiamo recintato e delimitato il passaggio in prossimità di alberi da cui pendevano rami divelti e, con l’aiuto di motoseghe, liberato il passaggio stradale quando è stato possibile, perché per spostare interi tronchi servono le gru dei Vigili del Fuoco. La maggior parte dei danni è stata provocata da grossi rami caduti e, in vari casi da interi alberi divelti, ma hanno ceduto anche alcuni cartelloni pubblicitari e delle tettoie. In seguito, il Comune ci ha inviato in emergenza a Largo Sermoneta, a Mergellina, per un grosso pino caduto, ma è stato impossibile per noi da rimuovere. Lì abbiamo notato che in via Caracciolo, molti tombini erano letteralmente saltati e che si erano formate delle voragini sul marciapiede lato mare, alcune anche abbastanza grandi; abbiamo quindi recintato le aree e segnalato tutto al Comune</em>”.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/44982008_258951871474423_2276881267347685376_n.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137950 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/44982008_258951871474423_2276881267347685376_n.jpg" alt="" width="650" height="326" /></a></p>
<p>L’allerta maltempo è terminata alle 6 di stamattina, martedì 30 ottobre, ma è probabile che anche nella giornata di oggi i volontari siano impegnati in attività di segnalazione e messa in sicurezza in varie zone della città.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/30/il-dolore-del-padre-davide-e-morto-per-andare-a-studiare-aperta-inchiesta-oggi-marcia-in-facolta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE – IL DOLORE DEL PADRE: “DAVIDE E’ MORTO PER ANDARE A STUDIARE”</strong></a></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-puccini-liceo-Sannazaro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137921 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-puccini-liceo-Sannazaro.jpg" alt="" width="650" height="867" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-maestro-colantonio-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137922 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-maestro-colantonio-2.jpg" alt="" width="650" height="488" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-cardarelli.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137923 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-cardarelli.jpg" alt="" width="650" height="488" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-CAracciolo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137924 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-CAracciolo.jpg" alt="" width="650" height="488" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-caracciolo-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137925 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-caracciolo-2.jpg" alt="" width="650" height="366" /></a> <a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-vicinale-picinelle.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137926 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/via-vicinale-picinelle.jpg" alt="" width="650" height="488" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/30/emergenza-maltempo-volontari-di-protezione-civile-in-azione-dal-pomeriggio-di-lunedi/">Emergenza maltempo, voragine choc sul lungomare: volontari di Protezione civile in azione</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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