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	<title>Cristina Siciliano, Autore presso Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Cristina Siciliano, Autore presso Voce di Napoli</title>
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		<title>“Vorrei la mascherina 1522”: frase in codice in farmacia per far arrestare un violentatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 10:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Vorrei la mascherina 1522…”, è questga la frase in codice messa a punto dai centri antiviolenza e dall’Ordine dei Farmacisti per denunciare casi di violenza domestica o sessuale. Una semplice frase con un significato ben preciso: far comprendere che si è vittima di violenza. Sono queste le parole pronunciate da una ragazza di 17 anni [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/09/24/vorrei-la-mascherina-1522-frase-in-codice-in-farmacia-per-far-arrestare-un-violentatore/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from “Vorrei la mascherina 1522”: frase in codice in farmacia per far arrestare un violentatore</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Vorrei la mascherina 1522…</em>”, è questga la frase in codice messa a punto dai centri antiviolenza e dall’Ordine dei Farmacisti per denunciare casi di violenza domestica o sessuale.<br />
Una semplice frase con un significato ben preciso: far comprendere che si è vittima di violenza. Sono queste le parole pronunciate da una ragazza di 17 anni al personale di una farmacia di Oristano. E subito i farmacisti hanno avvisato la polizia che dopo mesi di indagini ha arrestato un uomo di 60 anni, accusato di violenza sessuale pluriaggravata su minore.</p>
<h2>“Vorrei la mascherina 1522”: frase in codice in farmacia che fa arrestare un violentatore</h2>
<p>Con questa frase la ragazzina è riuscita a far arrestare un uomo che abusava di lei da almeno <strong>5 anni</strong>. Il <strong>1522</strong> è infatti il numero di emergenza antiviolenza e <em>stalking</em> e la richiesta di una mascherina contrassegnata da quelle cifre – che non esiste – è una strategia per segnalare casi di abusi e richieste di aiuto.</p>
<h3>Le violenze</h3>
<p>Dal racconto fatto alla farmacista di Oristano, è emerso così che una delle giovani si era confidata con l’amica riferendole il dramma di cui era vittima da anni. Da quando aveva <strong>12 anni</strong> subiva violenze da parte di un 60enne amico di famiglia. Quest&#8217;uomo la costringeva al silenzio a volte con piccoli regali a volte con minacce esplicite. Il luogo dove si consumavano le violenze era la casa al mare di una coppia di amici dei genitori della vittima, dove la madre della ragazza lasciava la figlia mentre era via. Violenze durate alcuni anni fino al 2020, quando la ragazza ha deciso di confidarsi con un&#8217;amica.</p>
<p>La 17enne non aveva mai fatto parola prima di cosa accadeva tra le mura domestiche, fino a qualche mese fa, quando, convinta dall’amica, ha deciso di presentarsi in farmacia e chiedere l’aiuto delle autorità. La polizia locale ha quindi aperto un’indagine poi culminata con l’arresto dell’uomo per violenza sessuale su minore.</p>
<h4>La campagna nazionale &#8220;In farmacia chiedi la mascherina 1522&#8221;</h4>
<p>Da maggio 2020 è possibile utilizzare questa frase in codice in una farmacia per denunciare violenze domestiche. L&#8217;iniziativa è nata da un accordo tra i centri antiviolenza e la Federazione dei farmacisti. Dopo aver detto “Voglio una mascherina 1522”, il farmacista comprende la richiesta di aiuto e si attiva per fornire supporto.<br />
Resta sempre attivo anche il<strong> numero gratuito 1522</strong>, servizio pubblico promosso dalla Presidenza del consiglio-Dipartimento che offre anche la possibilità di inviare un messaggio via chat per chi non potesse parlare al telefono.</p>
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		<title>Nocera Inferiore, Sarno e Salerno: protocollo d&#8217;intesa in nome di Domenico Rea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 15:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata di oggi, 14 marzo 2021 alle ore 10:30 presso l&#8217;Aula Consiliare del Comune di Nocera è stato firmato il Protocollo d’Intesa per le attività di promozione e ricerca su Domenico Rea. Si sono uniti il Comune di Nocera Inferiore, il Comune di Sarno e il Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Salerno (DIPSUM) [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/04/14/nocera-inferiore-sarno-e-salerno-protocollo-dintesa-in-nome-di-domenico-rea/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Nocera Inferiore, Sarno e Salerno: protocollo d&#8217;intesa in nome di Domenico Rea</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata di oggi, <strong>14 marzo 2021 alle ore 10:30</strong> presso l&#8217;<strong>Aula Consiliare del Comune di Nocera</strong> è stato firmato il Protocollo d’Intesa per le attività di promozione e ricerca su <strong>Domenico Rea</strong>. Si sono uniti il <strong>Comune di Nocera Inferiore</strong>, il <strong>Comune di Sarno </strong>e<strong> il Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Salerno</strong> (DIPSUM) . All’evento oltre ai rappresentanti degli Enti coinvolti è stata presente anche <strong>Lucia Rea</strong>, figlia del celebre scrittore<strong> Domenico Rea</strong>. Tale sottoscrizione  permetterà di ampliare una profonda conoscenza di<strong> &#8220;Mimì&#8221; </strong>nato a <strong>Napoli</strong> cento anni fa e vissuto a <strong>Nocera Inferiore</strong> per lungo tempo.</p>
<h2>Nocera Inferiore, Sarno e Salerno: protocollo d&#8217;intesa in nome di Domenico Rea</h2>
<p>Il prossimo <strong>8 settembre</strong>, si festeggeranno i cento anni dalla nascita del grande <strong><a href="https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2020/06/13/domenico-rea-il-gabo-vesuvianoRobinson19.html">Domenico Rea</a>. </strong>Ed è proprio con tale protocollo d&#8217;intesa in nome di <strong>Domenico Rea</strong> che si cercherà di rendere giustizia al grande scrittore. L’interazione dell’amministrazione comunale è quella di “<em>costruire insieme ai suddetti enti un programma organico di attività culturali</em>”.</p>
<p>“<em>Oggi è una splendida giornata ed essere uniti sotto il nome di Domenico Rea è davvero molto importante. Per questo motivo il ciclo di iniziative sarà realizzato in sinergia facendo onore ad uno dei più grandi intellettuali</em>”. – ha affermato il <strong>sindaco di Salerno Giuseppe Canfora</strong>.</p>
<p>“<em>Proprio in questo periodo di pandemia, dove prevalgono insicurezza e paure, chiusure individualistiche e frammentazione sociale, la cultura non deve essere accantonata. Contrastare questo processo significa soprattutto investire nello sviluppo della conoscenza.  Per cui, quest’iniziativa deve essere uno strumento per promuovere la coesione e l’inclusione sociale e  delle nuove generazioni</em>.” – ha sottolineato il<strong> presidente della provincia di Salerno Michele Strianese</strong>.</p>
<p>In rappresentanza del <strong>Dipartimento degli studi umanistici dell&#8217;Università di Salerno</strong> è intervenuto il professore <strong>Vincenzo Salerno</strong>. Il professore Vincenzo Salerno ha ricordato che: &#8220;<em>sia nell&#8217;Università di Salerno che alla Federico II di Napoli, si terranno incontri celebrativi su Domenico Rea ed una mostra ospitata dalla Fondazione Formentini Mondadori che avrà luogo a Milano incentrata sulla figura di Mimì con carte e fotografie</em>&#8220;.</p>
<p>Nell’intervento di<strong> Lucia Rea</strong>, è stato ribadito l’amore per <strong>Nocera</strong> da parte dello scrittore Domenico Rea, ricordando episodi della sua infanzia e di come egli aveva accortezza anche nel descrivere una semplice foglia di quel luogo.  Per sugellare i cento anni di Mimì saranno organizzate numerose iniziative culturali a livello territoriale.</p>
<h3>L’obiettivo del protocollo</h3>
<p>L’obiettivo del protocollo è incentrato sull’organizzazione di convegni scientifici dedicati alla letteratura italiana, internazionale moderna e contemporanea. Con il protocollo d&#8217;intesa in nome di <strong>Domenico Rea</strong> saranno organizzate  attività seminariali e di formazioni per studenti delle scuole secondarie ed universitarie. Inoltre, saranno previsti anche progetti di alternanza scuola-lavoro per studenti delle scuole secondarie ed infine, ci saranno eventi e manifestazioni culturali.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-244467 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2021-04-14-at-18.59.08-1.jpeg" alt="ProtoolloD'Intesa_Sarno_Nocera" width="725" height="408" /></p>
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		<title>Napoli, uovo di Pasqua da record per l&#8217;anniversario di Dante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 12:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Napoli arriva un uovo di Pasqua da guinness di record per l&#8217;anniversario di Dante Alighieri. L&#8217;uovo di Pasqua per Dante, in occasione dei 700 anni dalla sua morte, è oggi l&#8217;opera di cioccolata alta due metri esposta nell&#8217;antica fabbrica Gay Ordin di Napoli. Napoli, uovo di Pasqua da guinness per anniversario di Dante Napoli [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/03/24/napoli-uovo-di-pasqua-da-guinness-per-anniversario-di-dante/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Napoli, uovo di Pasqua da record per l&#8217;anniversario di Dante</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Napoli arriva un uovo di Pasqua da guinness di record per l&#8217;anniversario di Dante Alighieri. L&#8217;uovo di Pasqua per Dante, in occasione dei 700 anni dalla sua morte, è oggi l&#8217;opera di cioccolata alta due metri esposta nell&#8217;antica fabbrica Gay Ordin di Napoli.</p>
<h2>Napoli, uovo di Pasqua da guinness per anniversario di Dante</h2>
<p>Napoli non smette mai di stupirci . Nonostante il periodo di grande crisi per la ristorazione e l’economia, Napoli realizza un uovo di Pasqua di dimensioni gigantesche dedicato al sommo e divino poeta. Per realizzare il grosso uovo e riportare i versi della Divina Commedia di Dante, sono stati utilizzati trecento chili di cioccolato decorato dal maestro pasticciere Fabio Ceraso. &#8221; <em>Da vent&#8217;anni &#8211; spiega Marisa Del Vecchio, titolare della fabbrica &#8211; realizziamo quest&#8217;uovo ispirandoci ad eventi che caratterizzano l&#8217;anno. Vista la crisi dovuta al Covid avevamo deciso di interrompere la tradizione ma poi dopo aver letto il libro su Dante di Aldo Cazzullo &#8221;A riveder le stelle&#8217;, e abbiamo deciso di celebrare l&#8217;anniversario del sommo poeta</em>&#8220;.</p>
<h3>Com&#8217;è decorato l&#8217;uovo di Pasqua di Dante</h3>
<p>Sull&#8217;uovo Dante è ritratto con la veste rossa e il tradizionale copricapo, circondato da versi tratti dalla Divina Commedia. &#8221; <em>Tra le sue mani &#8211; spiega la titolare &#8211; ho fatto raffigurare il manoscritto del suo capolavoro con sole due frasi, la prima e l&#8217;ultima che risultano piu&#8217; attuali che mai. Quello che stiamo passando ora con la pandemia assomiglia ad una selva oscura in cui temiamo di perderci, e poi l&#8217;ultima che è anche una speranza per il mondo intero. Ne sono certa &#8211; conclude Del Vecchio non riuscendo però a trattenere le lacrime &#8211; ne usciremo e rivedremo le stelle</em>&#8220;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-241740 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/uovo-dante.jpg" alt="" width="699" height="386" /></p>
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		<title>Teresa Fornaro: è napoletana l&#8217;unica italiana tra gli scienziati di Perseverance</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 11:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teresa Fornaro, nativa di Brusciano (NA),  è uno dei 13 scienziati al modo ed è l&#8217;unica italiana, selezionati per supportare gli studi durante la missione Mars 2020. La ricercatrice dell&#8217;Inaf (Osservatorio Astrofisico di Arcetri),  guida il progetto che permetterà di utilizzare i dati forniti dagli strumenti di bordo della Perseverance per un progetto di ricerca. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/02/24/teresa-fornaro-lunica-italiana-tra-gli-scienziati-di-perseverance/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Teresa Fornaro: è napoletana l&#8217;unica italiana tra gli scienziati di Perseverance</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Teresa Fornaro</strong>, nativa di <strong>Brusciano</strong> (NA),  è uno dei <strong>13 scienziati al modo</strong> ed è l&#8217;unica italiana, selezionati per supportare gli studi durante la missione <strong>Mars 2020.</strong> La ricercatrice dell&#8217;<strong>Inaf</strong> (Osservatorio Astrofisico di Arcetri),  guida il progetto che permetterà di utilizzare i dati forniti dagli strumenti di bordo della <strong>Perseverance</strong> per un progetto di ricerca.</p>
<h2>Teresa Fornaro, è l&#8217;unica italiana tra gli scienziati di Perseverance</h2>
<p>Il<a href="https://www.repubblica.it/scienze/2020/07/30/news/nasa_la_sonda_perseverance_verso_marte_obiettivo_cercare_tracce_di_vita-263259672/"> rover<strong> Perseverance</strong></a> è arrivato su<strong> Marte</strong> e resterà sul pianeta per almeno un anno marziano, <strong>687 giorni</strong>. Il team collaborerà con i responsabili scientifici dello strumento <strong>Sherloc</strong>, equipaggiato con la telecamera <strong>Watson</strong>, e con quelli dello strumento <strong>SuperCam</strong>.</p>
<p><strong>Perseverance</strong> raccoglierà dei campioni dal suolo del pianeta rosso e entro il <strong>2031</strong> li porterà sulla <strong>Terra</strong>: si tratta di un passo avanti sensazionale per scoprire se sul pianeta c’è, o c’è stata vita. Il rover cercherà tracce di vita presso il cratere chiamato <strong>Jezero</strong> che sorge su quello che era un lago circa <strong>3,5 miliardi </strong>di anni fa.</p>
<p>&#8220;<em>Il mio gruppo di ricerca di Arcetri analizzerà i dati provenienti dal rover. Cercheremo di rilevare le molecole organiche che possano essere considerate come indicatori di vita passata&#8221; &#8211; </em>Ha riferito <strong>Teresa Fornaro</strong>.</p>
<h3>Le congratulazioni dei Sindaci</h3>
<p>Il sindaco del paese di Brusciano, <strong>Giuseppe Montanile</strong>, ha voluto omaggiare <strong>Teresa Fornaro </strong>pubblicamente attraverso un post su <strong>Facebook</strong>: “<em>Fra le scienziate in prima linea c’è la nostra Teresa Fornaro, ricercatrice all’Inaf di Firenze, nativa di Brusciano, unica italiana tra i 13 participating scientist della missione</em>”.</p>
<p>“<em>In questa storica impresa c’è anche un po’ di <strong>Firenze</strong>: Teresa Fornaro, ricercatrice fiorentina, è l’unica italiana tra i participating scientist della missione. Un grande onore per la città!</em>” queste invece le parole di<strong> Dario Nardella</strong>, sindaco di <strong>Firenze</strong>.</p>
<h4>Chi è Teresa Fornaro</h4>
<p>La ricercatrice oggi fa parte dello <strong>Staff Research Scientist presso INAF-Astrophysical Observatory di Arcetri a Firenze (Italia)</strong>, e<strong> visiting investigator presso la Carnegie Institution of Washington – Geophysical Laboratory, Washington DC (USA).</strong></p>
<p>La sua ricerca riguarda l<strong>’Astrobiologia</strong>, e si concentra principalmente su: origine degli studi sulla vita riguardanti le interazioni fisico-chimiche tra molecole organiche e minerali che potrebbero aver giocato un ruolo nella transizione dalla geochimica alla biochimica in ambienti prebiotici sulla <strong>Terra</strong>.</p>
<p>La giovane è uno scienziato partecipante a <strong>Mars 2020</strong> e un co-investigatore dello strumento <strong>Mars Organics Molecule Analyzer (MOMA)</strong> a bordo di <strong>ExoMars 2022</strong>. Prima di entrare in <strong>INAF</strong>, è stata <strong>Postdoctoral Research Fellow</strong> e manager del <strong>Mineral Organic Interaction Lab</strong> presso il <strong>Geophysical Laboratory a Washington DC</strong>.</p>
<p>Nel 2016 ha conseguito un dottorato di ricerca in <strong>Chimica</strong>, con lode e distinzione, presso la <strong>Scuola Normale Superiore di Pisa in Italia</strong>, specializzata in studi spettroscopici computazionali di sistemi molecolari rilevanti in <strong>Astrobiologia</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-238938 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/211419898-0b3afb5b-77f3-4952-948d-c772509c94ee.jpg" alt="Teresa Fornaro - scienziato Perseverance" width="707" height="397" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/02/24/teresa-fornaro-lunica-italiana-tra-gli-scienziati-di-perseverance/">Teresa Fornaro: è napoletana l&#8217;unica italiana tra gli scienziati di Perseverance</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>A Port&#8217;Alba di Napoli c&#8217;è il primo divieto di assembramento in città: è de &#8216;700</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/02/24/a-portalba-di-napoli-ce-il-primo-divieto-di-assembramento-della-citta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 11:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Port&#8217;Alba di Napoli, c&#8217;è il primo divieto di assembramento della città, realizzato nello stile in uso tra il 18esimo e il 19esimo secolo. Un divieto realizzato con lettere incise con lo scalpello su una lastra di marmo, inchiodata sotto la volta della Porta più famosa della città, in Piazza Bellini. A Port&#8217;Alba di Napoli [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A<strong> Port&#8217;Alba di Napoli</strong>, c&#8217;è il primo divieto di assembramento della città, realizzato nello stile in uso tra il <strong>18esimo</strong> e il <strong>19esimo secolo</strong>. Un divieto realizzato con lettere incise con lo scalpello su una lastra di marmo, inchiodata sotto la volta della <strong>Porta</strong> più famosa della città, in <strong>Piazza Bellini</strong>.</p>
<h2>A Port&#8217;Alba di Napoli c&#8217;è il primo divieto di assembramento della città</h2>
<p>“<em>A tutti gli effetti si tratta del primo divieto anti-assembramento della nostra città</em>”, dichiara  <strong>Michele La Veglia</strong>, cultore della storia di <strong>Napoli.</strong> Pare che il divieto risalga al <strong>19 gennaio del 1796</strong> e porta la firma del <strong>Duca di Bagnoli</strong> e del <strong>Segretario del Regno Girolamo Vassallo</strong>. Dopo numerose segnalazioni e denunce contro venditori di generi alimentari che avevano l’abitudine di fermarsi sotto la Porta a esporre la mercanzia. Prevede una multa da pagare &#8220;irremissibilmente&#8221;.</p>
<h3>Vietato sostare sotto Port&#8217;Alba: il primo divieto di assembramento della città</h3>
<p><strong>L&#8217;ing La Veglia</strong> ci racconta che il divieto risale al <strong>19 gennaio </strong>del <strong>1796 </strong>con la firma del <strong>Duca di Bagnoli</strong> e del<strong> Segretario del Regno Girolamo Vassallo</strong>. A stabilire il divieto furono i deputati del <strong>Tribunale della Mattonata e acqua</strong><em>. </em>La motivazione fu perché molti venditori di generi commestibili avevano preso l&#8217;abitudine di fermarsi sotto la Porta a esporre la mercanzia, contrattare o parlare, rendendo difficile se non impossibile il passaggio di carrozze e carri.</p>
<h4>Le origini di Port&#8217;Alba: un varco nella storia</h4>
<p><strong>Port’Alba</strong> è un’antica porta della città di <strong>Napoli</strong>, situata nei pressi di <strong>Piazza Dante</strong>. Conosciuta anche come<strong> Largo Mercatello</strong>, la porta prende nome da <strong>Don Antonio Alvarez de Toledo,</strong> <strong>duca d’Alba.</strong> Situata ed edificata al posto di una torre di vedetta, la porta fa parte della cinta muraria angioina. Fin dall’antichità serviva per facilitare ed agevolare il transito e il passaggio da una parte all’altra della città.</p>
<p>Port’Alba fu costruita dall’architetto <strong>Pompeo Lauria</strong> per commissione del <strong>Duca d’Alba</strong> e fu decorata con <strong>tre antichi stemmi</strong>, rappresentanti rispettivamente <strong>Filippo III</strong>, l<strong>a città di Napoli</strong> e la famiglia del <strong>Viceré</strong>. Nel <strong>1656</strong> il pittore <strong>Mattia Preti</strong> si occupò di decorare la parte superiore della porta, raffigurando affreschi della <strong>Vergine con San Gennaro e San Gaetano</strong>.</p>
<p>In questa strada è collocata la storica <strong>Libreria Guida</strong>, simbolo di<strong> Port’Alba</strong>, dichiarata dal <strong>Ministero dei beni Culturali dal 1983</strong>, un bene culturale dello <strong>Stato</strong>, per l’intensa attività libraria. Svoltando a sinistra per <strong>Piazza Bellini</strong>, è collocata un’antica targa del <strong>1796</strong> che comunicava ai cittadini le sanzioni pecuniarie e le ammende da pagare se avessero causato l’ostruzione del passaggio della <strong>Porta</strong>.</p>
<h4><strong>La leggenda di Maria la &#8220;rossa&#8221;</strong> &#8211; <strong>La strega di Port&#8217;Alba</strong></h4>
<p><strong>Via Port’Alba</strong> è anche ricca di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/04/01/la-strega-di-portalba-napoli/">leggende, come quella della bella <strong>Maria</strong></a>, detta “<em>Maria a’ Rossa</em>” che viveva all’interno delle mura cittadine di <strong>Port’Alba,</strong> innamorata del suo <strong>Michele</strong>. Ma non tutte le storie d’amore hanno il loro lieto fine, infatti <strong>Maria</strong>, conosciuta come la strega di <strong>Port’Alba</strong> ebbe una sorte infelice.</p>
<p class="has-background" data-adtags-visited="true">Una sera i due, giunti all’altezza di una piccola fontana, avvertirono un tuono e qualcosa di strano fermò i passi del ragazzo, immobilizzandolo e impedendogli di avvicinarsi all’entrata di casa. <strong>Maria</strong> riuscì a superare la fonte, <strong>Michele</strong> no.  Da quel momento in poi, la donna iniziò a degenerare mentalmente e fisicamente tanto che la gente la identificò come la <strong>strega di Port’Alba. </strong>Così,  fu dunque rinchiusa in una gabbia che stava appesa ad un gancio sotto l’arco della <strong>Porta. </strong>Quel gancio ha lasciato il buco tra le mura dove ogni notte quell’ombra dalla chioma rosso fuoco si ferma, ripetendo la sua cantilena eterna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-238776 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/PortAlba.jpg" alt="" width="664" height="475" /></p>
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		<title>Clochard morto per il freddo a Milano, in banca aveva 100mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2021 15:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tanti i motivi che portano i clochard a vivere una vita di strada. E non sempre hanno a che fare con la povertà in senso stretto: lo racconta anche la triste storia del ricco senzatetto morto di freddo a Milano, riportata dal Corriere della Sera. Era coperto di stracci e dormiva per strada. Ma in [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tanti i motivi che portano i clochard a vivere una vita di strada. E non sempre hanno a che fare con la povertà in senso stretto: lo racconta anche la triste storia del ricco senzatetto morto di freddo a <strong>Milano</strong>, riportata dal <em>Corriere della Sera</em>. Era coperto di stracci e dormiva per strada. Ma in banca aveva oltre <strong>100mila</strong> <strong>euro</strong> fra depositi e titoli azionari.</p>
<h2>Clochard morto per il freddo a Milano, in banca aveva 100mila euro</h2>
<p><strong>Umberto Quintino Diaco</strong>, nato il cinque maggio del ’<strong>45 Paludi</strong>, paese del cosentino alle pendici della <strong>Sila</strong>, è stato trovato così alle <strong>17.45</strong> di giovedì scorso dagli agenti della <strong>Polfer</strong>. Quella dell’uomo, però, non è una storia usuale. Perché su suoi conti bancari gli investigatori hanno rintracciato più di <strong>100mila euro</strong>. E anche <strong>19 mila euro</strong> di titoli azionari e una pensione, da <strong>Monaco</strong> in <strong>Germania</strong>, di <strong>750 euro</strong> al mese. Addosso aveva<strong> 1.235 euro</strong> in contanti.</p>
<h3>Per la sua famiglia aveva deciso di diventare un &#8220;fantasma&#8221;</h3>
<p>Per la sua famiglia aveva deciso di diventare un &#8216;<em>fantasma</em>&#8216;, per sempre. Sembra avesse lasciato la casa di origine a <strong>17 anni</strong> senza mai fare ritorno. Gli agenti hanno trovato traccia del denaro e dei titoli nella casella postale al <strong>Sam</strong>, il Servizio di accoglienza milanese della <strong>Caritas</strong>. La casella era stata la sola cosa che <strong>Quintino</strong> aveva chiesto, nonostante le pressanti richieste degli operatori di poterlo aiutare. Nei giorni scorsi le temperature sono scese in picchiata, e per il fine settimana sono previste forti raffiche di vento, anche sino a <strong>90 km/h</strong>, che renderanno il freddo ancora più pungente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-236758 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/LP_5831877-knOH-U31201471896051UqF-656x492@Corriere-Web-Milano.jpg" alt="" width="656" height="491" /></p>
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		<title>Cosa sono i giorni della merla: storia e perchè si chiamano così</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/01/29/cosa-sono-i-giorni-della-merla-storia-e-perche-si-chiamano-cosi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 14:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono in arrivo i Giorni della Merla, il periodo tradizionalmente considerato il più freddo dell&#8217;anno, ovvero il 29, 30 e 31 gennaio. L’origine di questa locuzione non è ben chiara e molte sono le versioni leggendarie sulla sua nascita. Cosa sono i giorni della merla: storia e perché si chiamano così Le storie sui &#8220;dì [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/29/cosa-sono-i-giorni-della-merla-storia-e-perche-si-chiamano-cosi/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Cosa sono i giorni della merla: storia e perchè si chiamano così</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in arrivo i <strong>Giorni della Merla</strong>, il periodo tradizionalmente considerato il più freddo dell&#8217;anno, ovvero il <strong>29</strong>, <strong>30</strong> e<strong> 31 gennaio</strong>. L’origine di questa locuzione non è ben chiara e molte sono le versioni leggendarie sulla sua nascita.</p>
<h2>Cosa sono i giorni della merla: storia e perché si chiamano così</h2>
<p>Le storie sui &#8220;<em>dì della merla</em>&#8221; hanno sempre come protagonista questo diffuso volatile, dal piumaggio scuro. Una delle versioni più famose racconta che un tempo i merli avevano un piumaggio bianco: sul finire di gennaio, per proteggersi dal freddo intenso, una famiglia si rifugiò in un comignolo per beneficiare del calore emanato dal camino acceso in casa. Ne uscì l&#8217;<strong>1 febbraio</strong> sporca di fuliggine e da quel momento i merli maschi hanno le piume nere, così come i suoi neonati, mentre le femmine le hanno grigie: la ragione di questa differenza di tonalità resta senza risposta.</p>
<h3>Una versione più sfaccettata della storia</h3>
<p>In questo caso la merla al centro della vicenda è oggetto delle intemperanze di &#8220;<strong>Gennaio</strong>&#8220;, sempre in attesa di vederla uscire dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese, che allora aveva solo ventotto giorni.  L&#8217;ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo &#8220;<strong>Gennaio</strong>&#8220;, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per farsi beffe di lui. &#8220;<strong>Gennaio</strong>&#8221; non mandò giù l&#8217;affronto e decise di chiedere in prestito tre giorni a &#8220;<strong>Febbraio</strong>&#8221; in modo da scatenare con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era ingrigito a causa della fuliggine del camino, e così essa rimase per sempre con le piume scure.</p>
<h4>Una leggenda legata al territorio</h4>
<p>Protagonisti in questo caso due giovani sposi, <strong>Merlo</strong> e <strong>Merla</strong>. La coppia, convolando a nozze come da tradizione nel paese della sposa che si trovava oltre il <strong>Po</strong>, doveva attraversare il fiume per giungere di ritorno nella loro casa. Dopo aver atteso ben tre giorni dai parenti aspettando che le condizioni climatiche migliorassero e visto che non vi era nessun cenno di miglioramento, decisero di attraversare a piedi il fiume che, dato il gran freddo, era ghiacciato.  Purtroppo <strong>Merlo</strong> nell&#8217;attraversamento del fiume morì poiché la lastra di ghiaccio si era rotta sotto il suo peso. La leggenda narra che Merla pianse così tanto che il suo lamento si sente ancora oggi lungo le acque del Po nelle notti di fine <strong>Gennaio</strong>.</p>
<h3>Come saranno quelli del 2021, caldi o freddi?</h3>
<p>Quest’anno, tuttavia, le temperature, secondo le previsioni dell’<strong>Aeronautica Militare</strong>, dovrebbero essere più alte rispetto alla media del mese di gennaio. Una situazione valida sia per le minime che per le massime. In particolare in provincia di <strong>Alessandria</strong> si avranno temperature tra i <strong>2</strong> e i <strong>13 gradi</strong>. Secondo una tradizione, diffusa soprattutto al <strong>Nord</strong>, se i giorni della merla saranno freddi bisognerà aspettarsi una primavera calda. Al contrario se saranno caldi, la primavera tarderà ad arrivare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-235951 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/merla-800x450-1.jpg" alt="" width="644" height="362" /></p>
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		<title>Tv americana elogia Napoli: &#8220;Le persone che hanno di meno danno di più&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 14:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La solidarietà di Napoli arriva fino in America, dove la CBS, una tra le più importanti reti televisive americane, elogia la città partenopea con la messa in onda di un breve filmato. In questa ripresa vengono raccontate tutte le iniziative solidali intraprese dalla città. Tv americana elogia Napoli: &#8220;Le persone che hanno di meno danno [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/29/tv-americana-elogia-napoli-le-persone-che-hanno-di-meno-danno-di-piu/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Tv americana elogia Napoli: &#8220;Le persone che hanno di meno danno di più&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La solidarietà di <strong>Napoli</strong> arriva fino in <strong>America</strong>, dove la <strong>CBS</strong>, una tra le più importanti reti televisive americane, elogia la città partenopea con la messa in onda di un breve filmato. In questa ripresa vengono raccontate tutte le iniziative solidali intraprese dalla città.</p>
<h2>Tv americana elogia Napoli: &#8220;Le persone che hanno di meno danno di più&#8221;</h2>
<p>La città di <strong>Napoli</strong> è conosciuta in tutto il mondo per il suo bellissimo patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, nel tempo infatti, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui quello dell’<strong>Unesco</strong> che dichiara il centro storico della città <strong>Patrimonio Mondiale dell’Umanità</strong>.</p>
<p><strong>Napoli</strong> però, oltre ad essere ricca di storia, è anche una città speciale: la città del sole. Un sole che risplende in ogni angolo, contagiando chiunque vi giunga. Una città che non dorme mai: è viva, allegra, gioiosa ma soprattutto ricca di solidarietà. Infatti, negli ultimi tempi, con l’emergenza sanitaria causata dal <strong>Covid-19</strong>, si è dimostrata essere una città sempre più vicina ai suoi cittadini, dando vita ad iniziative speciali.</p>
<h3>Il filmato</h3>
<p>Nonostante le difficoltà e le restrizioni che la città pare rispettare con grande impegno, <strong>Napoli</strong> non si ferma mai quando c’è bisogno di aiutare. Ecco perché la solidarietà dei napoletani arriva fino in<strong> America. </strong> Il giornalista <strong>Chris Livesay</strong>, ideatore del progetto, dopo esser andato in giro per la città, racconta  tutte le iniziative solidali intraprese dai cittadini napoletani, dal caffè sospeso al <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/11/13/a-napoli-arriva-il-tampone-sospeso-per-chi-non-ha-soldi-per-le-analisi-covid/">tampone sospeso</a> e la <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/24/covid19-a-napoli-partono-le-iniziative-della-spesa-sospesa-e-della-risposta-solidale/">spesa solidale</a>. “<em>It’s almost always the people who have the least that give the most” </em>ovvero<em> “Quasi sempre sono le persone che hanno meno, che danno di più</em>”, dichiara il giornalista alla fine del servizio. Ancora una volta, la filosofia napoletana del donare a chi ha poco o niente la rende unica, un esempio di umanità pura.</p>
<p><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BHvBu6Rc_h0&amp;feature=youtu.be">Clicca qui</a> </strong>per trovare il filmato del giornalista <strong>Chris Livesay</strong> mandato in onda dalla <strong>CBS.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-235857 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/ice_screenshot_20210120-192438.jpeg" alt="" width="718" height="388" /></p>
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		<title>Donna vince 48 milioni di dollari con i numeri che suo marito ha sognato 20 anni fa</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/01/22/donna-vince-48-milioni-di-dollari-con-numeri-che-suo-marito-ha-sognato-20-anni-fa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 16:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Residente a Toronto, in Canada, una donna vince 48 milioni di dollari alla lotteria dopo aver scommesso per 20 anni gli stessi numeri che suo marito aveva sognato. Secondo quanto riportato dai media locali, questo dimostra che la vittoria nei sogni è sempre un ottimo segno e che bisogna esser combattenti e crederci senza mai [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Residente a <strong>Toronto</strong>, in <strong>Canada</strong>, una donna vince <strong>48 milioni</strong> di dollari alla lotteria dopo aver scommesso per <strong>20 anni</strong> gli stessi numeri che suo marito aveva sognato. Secondo quanto riportato dai media locali, questo dimostra che la vittoria nei sogni è sempre un ottimo segno e che bisogna esser combattenti e crederci senza mai arrendersi.</p>
<h2>Donna vince 48 milioni di dollari con numeri che suo marito ha sognato 20 anni fa</h2>
<p>La donna<strong>, Deng Pravatoudom</strong>, era arrivata in <strong>Canada</strong> a <strong>57 anni</strong> nel <strong>1980</strong> dal <strong>Laos</strong> con l&#8217;aiuto di una chiesa locale. Per circa <strong>40 anni </strong>è riuscita a mantenere  la propria famiglia insieme a suo marito, svolgendo lavori non qualificati. Durante la pandemia, poi, la donna ha perso l&#8217;impiego l&#8217;impiego, ma senza alcun freno, ha continuato a scommettere fiduciosamente quegli stessi numeri che erano apparsi in un sogno al marito più di venti anni fa, riuscendo a vincere <strong>60 milioni</strong> di dollari canadesi, circa <strong>40 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Ancora una volta, il denaro, che si tratti di sogno o realtà, rappresenta sempre un elemento assolutamente positivo. E&#8217; sinonimo di ricchezza, abbondanza di risorse e di possibilità: sognare di riceverlo come ricompensa si collegherebbe ad una fortunata prospettiva di vita futura.</p>
<h3>La dichiarazione della donna</h3>
<p>Come riportato da<em> Il Mattino</em>: «<em>Tutte le difficoltà sono finite</em>» dichiara la donna. Ora, la fortunata intende utilizzare i soldi della vincita per aiutare la sua famiglia, acquistare una nuova casa e saldare i suoi debiti. Confessa anche che vuole farsi un regalo speciale, ossia: &#8220;<em>comprarsi dei diamanti</em>&#8220;. Nonostante la fortuna abbia baciato la vincitrice, la donna dimostra che per vincere alla lotteria bisogna credere nel destino, che non fa mai visita a domicilio, ma si deve andare sempre a cercarlo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-235193 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/141075217_247707350065569_3351920024431711789_n.jpg" alt="" width="881" height="431" /></p>
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		<title>Quando andrà in onda Sanremo 2021: le date del Festival</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Siciliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 16:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo settimane di <em>rumors</em>, ipotesi di slittamento e supposizioni fantascientifiche di qualsiasi tipo, è confermato che il <strong>Festival di Sanremo 2021</strong> si farà e si svolgerà come previsto dal <strong>2</strong> al <strong>6 marzo</strong>. Il “<em>festival della rinascita</em>”, come lo ha definito<strong> Amadeus</strong>, dovrà infatti fare i conti con la seconda ondata della pandemia e con le restrizioni anti <strong>Covid-19</strong> del nuovo <strong>Dpcm</strong>, valide fino al <strong>5 marzo</strong>, nel pieno della settimana sanremese.</p>
<h2>Sanremo 2021, confermate le date. Certezze e costi del Festival: la Rai lavora per il pubblico</h2>
<p>Non a caso tra i temi caldi analizzati dall&#8217;organizzazione c’è il protocollo sanitario e organizzativo che dovrà essere validato. Saranno previsti a breve sopralluoghi in città per la definizione degli spazi compatibili con le norme anti contagio e una riunione con la Questura per valutare tutti gli aspetti relativi alla sicurezza.</p>
<h3>La Rai taglia 600 mila euro al budget</h3>
<p>I numeri hanno parlato chiaro. Lo scorso anno a fronte di costi tra i <strong>16</strong> e <strong>17 milioni</strong> di euro <strong>Sanremo</strong>, il più visto degli ultimi <strong>20 anni</strong> grazie alla coppia<strong> Amadeus-Fiorello</strong>, ha portato nelle casse di <strong>Viale Mazzini 37 milioni</strong>. Soldi a cui l’azienda, già alle prese con bilancio in rosso, non ha potuto rinunciare: il <strong>Festival</strong> ha permesso alla <strong>Rai</strong> di coprire altri eventi e di fare cassa.</p>
<p>E i tagli, a sorpresa verrebbe da dire considerando gli introiti, hanno colpito anche il carrozzone festivaliero perché stando alle  fonti il budget dell’edizione <strong>2021</strong> dovrà rinunciare a ben <strong>600 mila</strong> <strong>euro</strong>.</p>
<p>Così <strong>Amadeus</strong> si ritroverà tra le mani una patata bollente: organizzare un<strong> Sanremo</strong> nel pieno di una pandemia, con taglio al budget di<strong> 600 mila euro</strong>, con l’attuale <em>governance</em> in scadenza (con le fibrillazioni del caso), una crisi del governo in corso (che sempre incide dalle parti di <strong>Viale Mazzini</strong>) e con l’uscita da <strong>Rai Pubblicità</strong> di <strong>Antonio Marano</strong>. Cosa non di poco conto perché <strong>Marano</strong> di <strong>Sanremo</strong> sulle spalle ne aveva parecchi e dalla sua uno stile decisionista, sicuramente utile di fronte allo spirito più pilatesco di <strong>Salini</strong>.</p>
<h3>La nave e lo sponsor da 7 milioni di euro.</h3>
<p>E&#8217; arrivata la conferma delle date, ma anche qualche notizia in più su pubblico e giornalisti. Il pubblico è stato confermato e proprio <strong>Marano</strong> pensa a una nave da crociera per ospitare il pubblico del <strong>Teatro Ariston di Sanremo</strong> e garantire così una “bolla” sanitaria. Ipotesi che al momento non è realizzabile. “<em>Dal punto di vista tecnico scientifico è una cosa un po’ rischiosa, deve esser fatta col massimo rigore</em>”, riferisce <strong>Walter Ricciardi</strong>  a <strong>Rai Radio 1</strong>, consigliere del ministro della Salute <strong>Roberto Speranza</strong>.</p>
<p>“<em>L’ipotesi dal punto di vista infettivologico è praticabile, nel senso che si creerebbe una ‘bolla’, un po’ come si è tentato di fare nel mondo del calcio</em>”, ha dichiarato invece <strong>Matteo Bassetti</strong> proprio al <em>FattoQuotidiano</em>.it. Argomento che apre a dibattiti anche all’interno dell’azienda mentre, il <em>Corriere della Sera</em> ha fatto sapere che lo sponsor avrebbe garantito ben<strong> 7 milioni di euro</strong>. Anche per questo si starebbe vagliando l’ipotesi di un piano b al momento misterioso.</p>
<h3>Il pubblico</h3>
<p>Non si sa ancora quanti saranno esattamente i fortunati che potranno assistere alle serate della kermesse, <strong>Amadeus</strong> ha sempre parlato di <strong>500 persone</strong> ma il numero potrebbe calare. La platea ha una capienza di<strong> 1.242 posti</strong> ma saranno molti meno se si considerano lo spazio del palco e le norme per il distanziamento tra un posto e l’altro.</p>
<p>La galleria (che ha una capienza di <strong>662 posti</strong>) molto probabilmente sarà vuota o occupata solo dai fotografi al lavoro. Si resta dunque in attesa di un Protocollo sanitario e organizzativo che sarà sottoposto alle autorità competenti nei prossimi giorni, come ha confermato la <strong>Rai</strong>.</p>
<h3>Le case discografiche e gli artisti</h3>
<p>Al momento non si sa ancora come sarà organizzato il lavoro per gli artisti e garantirne la sicurezza. Tante ipotesi sul tavolo e tra queste c’è la volontà di creare degli spazi negli alberghi, dove alloggiano i vari artisti, pensati ad hoc per interviste in streaming o in presenza con distanziamento e mascherine. Ma sono solo ipotesi. A dar voce alle case discografiche è <strong>Enzo Mazza</strong>, presidente della <strong>Federazione Industria Musicale Italiana. </strong></p>
<p>“<em>In questo momento è importante capire come tutte le aziende si devono muovere</em> – ha dichiarato <strong>Mazza</strong> a <strong>RTL 102.5</strong> – (…) <em>penso che ci si debba occupare anche di coloro che partecipano alla gara e che devono essere tutelati al massimo. C’è preoccupazione delle regole, al momento non si sa niente sui tamponi, su eventuali situazioni di emergenza, sui protocolli basilari che devono essere implementati e garantiti con indicazioni temporali repentine perché tutti stanno organizzando la propria trasferta</em> (…) bisogna <em>tenere conto delle esigenze di tutti coloro che devono stare una settimana a Sanremo, c’è una gara che ha anche delle condizioni regolamentari che devono essere mantenute</em>”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-234851 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/quando-va-in-onda-sanremo-2021.jpg" alt="Quando andrà in onda Sanremo 2021: le date del Festival " width="650" height="399" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/01/19/quando-andra-in-onda-sanremo-2021-le-date-del-festival/">Quando andrà in onda Sanremo 2021: le date del Festival</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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