E’ un sorvegliato speciale Don Michele Mottola, arrestato lo scorso venerdì e ora in carcere, a Secondigliano, con l’accusa di essere pedofilo. Ad incastrarlo la sua vittima, una bambina di 11 anni, che ne aveva 10 quando iniziarono gli abusi. Solo gli audio registrati con coraggio dalla creatura hanno permesso alla Procura di Napoli di portare avanti le indagini.
Domani, secondo quanto riporta il Mattino, il giudice che ha firmato l’arresto si recherà in carcere per interrogare il parroco alla presenza del suo avvocato, Antimo D’Alterio. L’ex prete originario di Qualiano, sospeso dal vescovo Angelo Spinillo già a maggio, potrebbe però scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere.
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Non sono terminate però le indagini infatti si cerca di capire se anche in passato il prete abbia commesso il reato altrove. Il primo provvedimento del vescovo è stato l’allontanamento da Trentola Ducenta, don Michele ha trascorso tre mesi di clausura, nel convento dei frati francescani di Giugliano in Campania, per riflettere, pregare, ritrovarsi, pentirsi. Tre mesi di isolamento imposto dal vescovo Angelo Spinillo. Don Michele Mottola era tornato a Qualiano, sua città d’origine, solo da qualche settimana.
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