Luigi Giuliano, Maradona e la “bella vita” nelle discoteche: “Ecco come Diego è venuto a Forcella”

Ex collaboratore di giustizia, Luigi Giuliano ha oggi 46 anni. Figlio di Nunzio (l’unico dei fratelli Giuliano ad essersi dissociato dal clan e rimasto ucciso in un agguato in via Tasso nel 2005) e nipote di Luigi detto “Lovegino ò Rre” di Forcella. Il sodalizio dei Giuliano ha comandato a Napoli dalla fine degli anni ’80 sino ai 2000. Il capo famiglia, Pio Vittorio ha costruito dal contrabbando le prime fortune di quella che diventerà una delle organizzazioni criminali più potenti di sempre.

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VocediNapoli.it ha intervistato Luigi Giuliano e quest’ultimo ha raccontato tutta la sua esperienza a partire dalla sua infanzia, passando per il rapporto con il padre e gli zii, fino ad alcuni episodi di cronaca che hanno caratterizzato la sua vita. Partendo da una foto che ha fatto storia e che ha immortalato Diego Armando Maradona in una vasca a forma di conchiglia tra CarmineGuglielmo Giuliano, abbiamo chiesto a Luigi i particolari di quegli incontri tra il fuoriclasse argentino e i suoi zii.

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CARMINE GIULIANO E IL CAPO ULTRÀ – “Mio zio Carmine giocava a calcio quindi era un grande appassionato del Napoli. In quel periodo c’era Maradona quindi in città si vivevano momenti davvero particolari. Chi è che non vuole conoscere a Maradona?! Visto che la mia famiglia aveva il potere di muovere un pò le cose, un giorno mio zio ha contattato un capo ultrà dell’epoca e insieme organizzarono l’arrivo di Diego a Forcella. Era un’amicizia molto relativa, lui veniva come una persona normale e quando stavamo insieme non succedeva niente di speciale, nel senso che quando ci sta Maradona non devi fare niente, ci sta Maradona e basta. Ricordo che quando arrivava a Forcella tutti si volevano fare la foto persino i commercianti, per esempio c’era Totore o Cazonaro che voleva la fotografia con Diego nel negozio“, ha affermato Luigi Giuliano.

LA “BELLA VITA” E LE DISCOTECHE – Nella prima parte dell’intervista Giuliano ci aveva raccontato come suo zio “Lovegino” aveva l’abitudine di dargli sempre dei soldi. Luigi da adolescente ne approfittava per andare in giro per Napoli e vivere al massimo la movida all’interno dei locali partenopei: “Quando ti chiami Giuliano e vai nei locali è più facile incontrare personaggi famosi. Se uno di loro sta nel privè dentro una discoteca e non viene fatto entrare più nessuno, se arrivavo io il gestore mi apriva. Era tutto normale“.

IL VIDEO DELL’INTERVISTA – PARTE PRIMA

IL VIDEO DELL’INTERVISTA – PARTE SECONDA

redazione

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