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	<title>Quattro morti in due mesi a Napoli Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Quattro morti in due mesi a Napoli Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Quattro morti in due mesi, due in due giorni: a Napoli è guerra. Fate qualcosa!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 14:47:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono giovani, sono nati e cresciuti in periferia, sono stati uccisi in un agguato. Ecco cosa hanno in comune Carmine D&#8217;Onofrio, Luigi Giuseppe Fiorillo, Andrea Merolla e Giuseppe Tipaldi. Rispettivamente i quattro ragazzi avevano 23, 19, 30 e 38 anni. I &#8216;Quattro&#8217; sono le vittime di una camorra spietata, di una parte di società malata e criminale che in [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/quattro-morti-in-due-mesi-a-napoli/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Quattro morti in due mesi, due in due giorni: a Napoli è guerra. Fate qualcosa!</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono <strong>giovani</strong>, sono nati e cresciuti in <strong>periferia</strong>, sono stati <strong>uccisi</strong> in un <strong>agguato</strong>. Ecco cosa hanno in comune <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/06/carmine-donofrio-ucciso-a-ponticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Carmine D&#8217;Onofrio</strong></a>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/12/agguato-secondigialino-ipotesi-luigi-giuseppe-fiorello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Luigi Giuseppe Fiorillo</strong></a>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/11/agguato-a-fuorigrotta-andrea-merolla/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Andrea Merolla</strong></a> e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/ucciso-giuseppe-tipaldi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Giuseppe Tipaldi</strong></a>. Rispettivamente i quattro ragazzi avevano <strong>23</strong>, <strong>19</strong>, <strong>30</strong> e <strong>38</strong> <strong>anni</strong>.</p>
<p>I &#8216;Quattro&#8217; sono le vittime di una <strong>camorra</strong> spietata, di una parte di <strong>società malata e criminale</strong> che in <strong>due mesi</strong> ha causato un &#8216;<em>poker</em>&#8216; di <strong>morte</strong>. Addirittura, gli <strong>omicidi</strong> nelle ultime <strong>36 ore</strong> sono stati <strong>due</strong>. Il messaggio è chiaro: a <strong>Napoli</strong> vi è una <strong>guerra</strong> <strong>anarchica</strong>.</p>
<h2>Quattro morti in due mesi a Napoli</h2>
<p>Nel capoluogo campano pare si possa <strong>sparare</strong> ogni giorno e ad ogni orario. Nel conto non sono stati considerate le <strong>persone</strong> <strong>ferite</strong> e gambizzate. Altrimenti il bilancio sarebbe stato più <strong>tragico</strong>. Se diamo uno sguardo alla &#8216;geografia&#8217; relativa a questi eventi drammatici emerge un dato:</p>
<p>mentre per il <strong>centro</strong> città il dibattito è incentrato sull&#8217;assenza di <strong>servizi</strong>, sulle <strong>luminarie</strong> e sulla <strong>movida</strong> &#8216;selvaggia&#8217;, in <strong>periferia</strong> l&#8217;emergenza è quella del <strong>sangue</strong> che sta scorrendo per le strade.</p>
<p>L&#8217;area Nord, l&#8217;area Est e l&#8217;area Ovest di <strong>Napoli</strong>, sono tornati ad essere dei <strong>ghetti</strong> del tutto isolati dal resto della città. <strong>Zone franche</strong> dove contano solo le <strong>regole</strong> imposte dai <strong>gruppi criminali</strong>. Una situazione che rende &#8216;schiavi&#8217; anche tutti quei <strong>cittadini</strong> che invece le <strong>norme</strong> le rispettano.</p>
<h3>Quattro morti in due mesi a Napoli: le vittime</h3>
<p>Sei ottobre, dieci ottobre, undici novembre e ieri sera. Queste le <strong>date</strong> funeste. <strong>Carmine D&#8217;Onofrio</strong> era il figlio illegittimo di <strong>Giuseppe De Luca Bossa</strong>, fratello di <strong>Antonio</strong>, considerato elemento di vertice dell’omonimo <strong>clan</strong> operante a <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/27/scarcerato-salvatore-de-martino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ponticelli</strong></a>. È stato ucciso davanti alla <strong>fidanzata</strong> <strong>incinta</strong>. Non vedrà mai suo <strong>figlio</strong>.</p>
<p><strong>Luigi Giuseppe Fiorillo</strong> è stato ucciso davanti un circoletto a <strong>Secondigliano</strong>. Pregiudicato per <strong>spaccio</strong>, ha visto bruciare la sua vita troppo in fretta. <strong>Andrea Merolla</strong>, &#8216;<em>il Turco</em>&#8216;, freddato di sera, ha provato inutilmente a nascondersi dietro le colonnine di un <strong>distributore di benzina</strong>.</p>
<p><strong>Giuseppe Tipaldi</strong>, &#8216;<em>Peppe &#8216;a recchia</em>. Neanche ha avuto il tempo di uscire di <strong>prigione</strong> che è stato <strong>ucciso</strong>. Alla faccia del <strong>principio costituzionale</strong> che parla di una <strong>pena</strong> <strong>rieducativa</strong> e con l&#8217;obiettivo di reinserire in società le persone. Il <strong>38enne</strong> pare volesse ricostruire il gruppo &#8216;nostalgico&#8217; dei <strong>Lo Russo</strong>. Sarebbe stato questo il <strong>movente</strong> dell&#8217;<strong>agguato</strong>.</p>
<h3>Quattro morti in due mesi a Napoli: l&#8217;emergenza e la guerra</h3>
<p>Cosa bisogna fare per fermare questa <strong>mattanza</strong> di giovani? Cosa deve ancora accadere affinché in alcuni quartieri inizi finalmente una <strong>bonifica</strong> <strong>sociale</strong> e <strong>culturale</strong>? Dove sono lo <strong>Stato</strong> e tutte le <strong>istituzioni</strong>? Senza <strong>soldi</strong>, con solo <strong>debiti</strong> e <strong>servizi</strong> essenziali che non funzionano, <strong>Napoli</strong> è una città in ginocchio. È il momento di dire <strong>basta</strong>. È il momento della <strong>resurrezione</strong> di questa <strong>città</strong> <strong>bella</strong> <strong>e</strong> <strong>dannata</strong>. Altrimenti per il <strong>baratro</strong> non ci sarà mai <strong>fine</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-263907 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Quattro-morti-in-due-mesi-a-Napoli.png" alt="Quattro morti in due mesi a Napoli" width="785" height="449" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/11/12/quattro-morti-in-due-mesi-a-napoli/">Quattro morti in due mesi, due in due giorni: a Napoli è guerra. Fate qualcosa!</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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