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	<title>polizia penitenziaria Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2022 13:15:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>polizia penitenziaria Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Tina Rispoli e la camorra, l&#8217;attacco alla moglie di Tony Colombo: &#8220;Prende in giro i napoletani&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/01/21/tina-rispoli-e-la-camorra-lattacco-alla-moglie-di-tony-colombo-prende-in-giro-i-napoletani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 09:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Chiediamo alla signora Tina Rispoli di smetterla di prendere in giro i napoletani riguardo il ruolo del marito, elemento di spicco della criminalità organizzata di Secondigliano, finito nel carcere di Poggioreale, tra il 2004 e il 2005, con l&#8217;accusa di associazione camorristica&#8220;. Lo sottolineano, in una nota, il presidente dell&#8217;Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Chiediamo alla signora Tina Rispoli di smetterla di prendere in giro i napoletani riguardo il ruolo del marito, elemento di spicco della criminalità organizzata di Secondigliano, finito nel carcere di Poggioreale, tra il 2004 e il 2005, con l&#8217;accusa di associazione camorristica</em>&#8220;. Lo sottolineano, in una nota, il presidente dell&#8217;Uspp, <strong>Giuseppe Moretti</strong>, e il segretario campano dello stesso sindacato <strong>Ciro Auricchio</strong>.</p>
<p>In relazione alle indagini della <strong>Procura di Napoli</strong> sul concerto di <strong>piazza Plebiscito</strong>, registrato al <strong>Comune</strong> come flash mob, che ha preceduto il matrimonio tra <strong>Colombo</strong> e la <strong>Rispoli</strong>, <strong>Moretti</strong> e <strong>Auricchio</strong> auspicano che &#8220;<em>si faccia presto luce sulle responsabilità inerenti alle autorizzazioni concesse dal Comune</em>&#8220;.</p>
<p>Tornando alla vicenda dei <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/21/avevano-suonato-al-matrimonio-di-tony-colombo-licenziati-agenti-della-penitenziaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenziamenti degli ispettori-musicisti</a>, componenti della banda del Corpo della Polizia Penitenziaria, <strong>Moretti</strong> e <strong>Auricchio</strong> ricordano l&#8217;impegno quotidiano del sindacato &#8220;<em>per la tutela della dignità professionale dei poliziotti penitenziari che espletano con senso di responsabilità ed onore le loro funzioni pubbliche. Il corpo di polizia Penitenziaria, alla pari delle altre Forze di polizia, contribuisce a garantire l&#8217;ordine e la sicurezza per la collettività, assicurando la corretta esecuzione delle misure restrittive della libertà personale ed operando spesso in condizioni ostili ed in assenza di adeguate risorse ma con diligenza, competenza e professionalità</em>&#8220;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-186839 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-01-21-alle-11.55.00.png" alt="Tina Rispoli e la camorra, l'attacco alla moglie di Tony Colombo: &quot;Prende in giro i napoletani&quot;" width="650" height="404" /></p>
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		<title>Matrimonio Tony Colombo, nella banda musicale 5 agenti della penitenziaria: sospesi dal servizio</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/04/03/matrimonio-tony-colombo-nella-banda-musicale-5-agenti-della-penitenziaria-sospesi-dal-servizio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[polizia penitenziaria]]></category>
		<category><![CDATA[tina rispoli]]></category>
		<category><![CDATA[tony colombo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fanno parte della banda musicale del Corpo della Polizia Penitenziaria. Nessuno di loro può partecipare ad eventi che non riguardano la divisa che indossano. Eppure 5 agenti sono stati beccati a suonare al matrimonio che ha monopolizzato le cronache degli ultimi giorni: quello tra il cantante Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss di camorra Gaetano [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/04/03/matrimonio-tony-colombo-nella-banda-musicale-5-agenti-della-penitenziaria-sospesi-dal-servizio/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Matrimonio Tony Colombo, nella banda musicale 5 agenti della penitenziaria: sospesi dal servizio</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fanno parte della banda musicale del Corpo della <strong>Polizia Penitenziaria</strong>. Nessuno di loro può partecipare ad eventi che non riguardano la divisa che indossano. Eppure 5 agenti sono stati beccati a suonare al matrimonio che ha monopolizzato le cronache degli ultimi giorni: quello tra il cantante <strong>Tony Colombo</strong> e <strong>Tina Rispoli</strong>, vedova del boss di camorra <strong>Gaetano Marino</strong>.</p>
<p>Gli agenti in questione sono stati scoperti grazie alle immagini dei video che da giorni sono diventati virali sui social e sul web. Filmati che hanno mostrato l&#8217;evento in tutta la sua &#8220;maestosità&#8221;. Carrozze con cavalli, banda musicale &#8211; appunto &#8211; circensi, limousine e palco per un live show, montato in <strong>piazza del Plebiscito</strong>. Fatti, questi ultimi, che hanno scatenato anche un terremoto politico che ha coinvolto il <strong>comune di Napoli</strong>. Da Palazzo San Giacomo, infatti, l&#8217;intera kermesse è stata contestata: <strong>Colombo </strong>e <strong>Rispoli</strong> non avrebbero avuto le dovute autorizzazioni. Aspetto che la coppia ha continuato a negare.</p>
<p>Secondo quanto appreso da <em>VocediNapoli.it</em>, gli agenti sono stati sospesi in via cautelare dal servizio. La decisione è stata presa dal <em>Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria </em>(<strong>DAP</strong>). Il motivo è il grave danno d&#8217;immagine che avrebbero arrecato al Corpo. Aperta anche un&#8217;indagine interna che come obiettivo avrà quello di verificare nel dettaglio le singole responsabilità del caso. Ad aver contattato i 5 agenti, membri del <strong>Corpo di stanza a Portici</strong>, l&#8217;agenzia che ha organizzato il matrimonio.</p>
<p>&#8220;<em>Ho letto la notizia dagli organi di stampa e mi sento di dichiarate quanto segue. Non si può infangare un corpo di polizia i cui agenti ogni giorno lavorano con spirito di sacrificio e abnegazione per onorare la divisa. La maggior parte di questi uomini e donne affrontano quotidianamente la piaga del sovraffollamento carcerario. Ma è altrettanto giusto attivare quegli anti corpi che possano impedire ad alcuni di macchiare il Corpo della Polizia penitenziaria</em>&#8220;, ha affernato il Segretario regionale dell&#8217;<em>Unione Sindacati Polizia Penitenziaria</em> (<strong>USPP</strong>) <strong>Ciro Auricchio</strong>.</p>
<p><strong>I VIDEO &#8211;</strong></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocedinapoli%2Fvideos%2F2060925827359393%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocedinapoli%2Fvideos%2F400049744059480%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/31/tina-rispoli-e-i-suoi-20-anni-con-il-boss-non-sapevo-che-fosse-un-camorrista/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Tina Rispoli e i suoi 20 anni con il boss: &#8220;Non sapevo che fosse un camorrista&#8221;</strong></a></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/30/tony-colombo-stoccata-a-de-magistris-volevi-sposarci-e-ora-parli-di-immagine-negativa/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; STOCCATA A DE MAGISTRIS: &#8220;VOLEVA SPOSARCI, ORA NE PARLA MALE&#8221;</strong></a></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/30/il-delirio-di-tony-colombo-siamo-famosi-i-napoletani-sono-con-noi-portato-allegria-a-secondigliano/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; “Siamo famosi, i napoletani sono con noi. Portato allegria a Secondigliano”</strong></a></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/29/la-bomboniera-del-matrimonio-di-tony-colombo-sorprende-tutti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; LA BOMBONIERA SORPRENDE GLI OSPITI</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.mobili.it/elettrodomestici.asp">LEGGI ANCHE: TONY COLOMBO DA NEOMELODICO A INVESTIGATORE</a></strong></p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/29/matrimonio-tony-colombo-sanzioni-per-oltre-30mila-euro-lui-ringrazia-de-magistris-carta-canta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE –  LE SANZIONI CHE DOVRA’ PAGARE IL NEOMELODICO</strong></a></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-1-66.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-154779 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-1-66.jpg" alt="Matrimonio Tony Colombo, nella banda musicale 5 agenti della penitenziaria: sospesi dal servizio" width="650" height="428" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/04/03/matrimonio-tony-colombo-nella-banda-musicale-5-agenti-della-penitenziaria-sospesi-dal-servizio/">Matrimonio Tony Colombo, nella banda musicale 5 agenti della penitenziaria: sospesi dal servizio</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<item>
		<title>Carceri, monta la protesta della polizia penitenziaria contro il governo</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/02/23/carceri-monta-la-protesta-della-polizia-penitenziaria-contro-il-governo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 17:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[polizia penitenziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è mai finita l&#8217;emergenza umanitaria che vive e prospera all&#8217;interno delle carceri campane, in particolare nel penitenziario napoletano di Poggioreale. La Polizia penitenziaria è sul &#8220;piede di guerra&#8221; per protestare contro le condizioni degradanti nelle quali sono costretti a lavorare gli agenti del Corpo. IL COMUNICATO &#8211; &#8220;Stato di agitazione e interruzione relazioni sindacali Regione Campania. Manifestazione [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/02/23/carceri-monta-la-protesta-della-polizia-penitenziaria-contro-il-governo/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Carceri, monta la protesta della polizia penitenziaria contro il governo</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/02/23/carceri-monta-la-protesta-della-polizia-penitenziaria-contro-il-governo/">Carceri, monta la protesta della polizia penitenziaria contro il governo</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è mai finita l&#8217;emergenza umanitaria che vive e prospera all&#8217;interno delle carceri campane, in particolare nel penitenziario napoletano di <strong>Poggioreale</strong>. La <strong>Polizia penitenziaria</strong> è sul &#8220;piede di guerra&#8221; per protestare contro le condizioni degradanti nelle quali sono costretti a lavorare gli agenti del Corpo.</p>
<p><strong>IL COMUNICATO </strong><strong>&#8211;</strong> &#8220;<em>Stato di agitazione e interruzione relazioni sindacali Regione Campania. Manifestazione di protesta unitaria e richiesta di convocazione urgente.</em></p>
<p><em>Le scriventi OO.SS. nel tentativo di scongiurare una situazione di pericolo per la tenuta del sistema penitenziario Campano rappresentano alle SS.LL. quanto segue:</em></p>
<p><em>da diversi giorni il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso gli istituti della regione sta manifestando, attraverso l’astensione della mensa ordinaria di servizio, contro il perdurante immobilismo dell’Amministrazione Penitenziaria, per far emergere il disagio che pervade l’intero Corpo di Polizia Penitenziaria che quotidianamente presta servizio in condizioni proibitive all’interno dei vari Istituti Penitenziari, per motivi connessi al forte sovraffollamento detentivo e alla grave carenza di risorse umane.</em></p>
<p><em>La forma di protesta, già iniziata presso gli istituti di Santa Maria Capua Vetere, Ariano Irpino, Napoli Poggioreale e Secondigliano, si sta estendendo gradualmente anche negli altri Istituti Penitenziari della Regione, con i Poliziotti Penitenziari che rivendicano il ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie per poter espletare con dignità e serenità il proprio lavoro.</em></p>
<p><em>Sempre più spesso nelle carceri campane contiamo gravissimi eventi critici che vedono spesso soccombere i Poliziotti Penitenziari, sempre più soli e privi di adeguati strumenti di difesa. Tutto ciò accade nella pressoché totale indifferenza dell’Amministrazione Penitenziaria, dalla quale ci si aspetterebbe una presa di posizione forte e determinata a sostegno degli uomini e delle donne in divisa.</em></p>
<p><em>Riteniamo che sia giunto il momento di indignarsi con determinazione per quanto sta accadendo quotidianamente negli Istituti Penitenziari, per mostrare alla politica assente e ad una Amministrazione Penitenziaria silente, le pessime condizioni lavorative ed organizzative degli Istituti Penitenziari, dotati di organici sottodimensionati rispetto alle reali necessità, gravati da carichi di lavoro che il personale di Polizia Penitenziaria è costretto da tempo a sopportare e che, nonostante tutto, affronta quotidianamente con la consueta dedizione.</em></p>
<p><em>In questo clima, già esasperante, il confronto con le istituzioni latita, le relazioni sindacali sono sempre più rarefatte e non è possibile garantire l’applicazione corretta dei protocolli di intesa locali vista la carenza sempre più massiccia di uomini e mezzi, aggravata dall&#8217;ultimo D.M. del 02/10/2017 recante le nuove dotazioni organiche che ha ridotto di circa 750 unità la forza presente in Campania e di circa 4000 unità a livello nazionale. Nei più grandi istituti penitenziari della Campania non si riescono a garantire gli adeguati giorni di ferie necessari per il recupero psicofisico del personale, ormai stremato dagli eccessivi carichi di lavoro.</em></p>
<p><em>La nuova ripartizione delle dotazioni organiche a livello nazionale, ha fortemente penalizzato in particolar modo la regione Campania, unica realtà del panorama nazionale in cui operano esclusivamente Nuclei Provinciali ed Interprovinciali che assorbono centinaia di unità di Polizia Penitenziaria impegnate quotidianamente nei servizi di traduzione e piantonamento di detenuti per lo più appartenenti al circuito Alta Sicurezza. Ne consegue un notevole aggravio dei carichi di lavoro dei poliziotti attualmente operanti che fa leva esclusivamente sullo spirito di sacrificio degli stessi che per adempiere al proprio dovere espletano sistematicamente cospicue ore di lavoro straordinario, viaggiando con scorte sottodimensionate con grave pregiudizio per la sicurezza.</em></p>
<p><em>Inoltre, il regime detentivo aperto sta mostrando ogni giorno di più le sue lacune visto il notevole aumento di eventi critici dall’inizio dell’anno. Non è, infatti, ipotizzabile dare attuazione un programma di ammodernamento del sistema penitenziario e dell&#8217;esecuzione penale secondo i nuovi canoni senza un investimento in termini di potenziamento numerico delle piante organiche presenti in Regione ed un adeguamento tecnologico e strutturale degli Istituti Penitenziari.</em></p>
<p><em>Persistendo questo degradante e mortificante quadro del sistema penitenziario campano, il Personale di Polizia Penitenziaria è costretto quotidianamente a svolgere turni di servizio non inferiori alle otto ore giornaliere, con notevole consumo di lavoro straordinario (di incerta remunerazione a causa dell&#8217;ulteriore e preannunciato taglio sui fondi anche di questo capitolo di spesa). Tutto ciò testimonia, senza possibilità di essere smentiti, l&#8217;inadeguatezza delle dotazioni organiche stabilite con il D.M. del 2 ottobre 2017 che, pertanto, necessità di una imminente rivisitazione.</em></p>
<p><em>Oramai in quasi tutte le realtà detentive della regione il Personale opera già ai livelli minimi di sicurezza durante le ore antimeridiane, e si riduce ai minimi termini nei turni pomeridiani e notturni, con un&#8217;inferiorità numerica rispetto alla popolazione detentiva che espone il Personale di sezione al concreto pericolo di restare vittima di quegli stessi eventi critici che deve impedire e fronteggiare. Viste le condizioni attuali, è legittimo preoccuparsi per la sicurezza interna ed esterna al carcere, ed è doveroso investire di tale difficile situazione anche le Autorità competenti a garantire l&#8217;ordine e la sicurezza sul territorio.</em></p>
<p><em>Le OO.SS. non solo sono perplesse ed amareggiate dall&#8217;atteggiamento evasivo dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria testimoniato dalla mancanza di riscontri alle nostre rivendicazioni e ai nostri continui solleciti, ma sono seriamente preoccupate perché, a breve, ci si troverà nell&#8217;impossibilità di gestire adeguatamente le carceri, sempre più congestionate, con grave nocumento per la sicurezza della collettività. La cronaca quotidiana ci racconta di aggressioni, rivolte, oltraggi che si susseguono ormai con una frequenza allarmante. Le risorse umane scarseggiano, le integrazioni di personale sono di gran lunga inferiori ai pensionamenti, in considerazione del mancato turn over dovuto al taglio delle dotazioni organiche. Gli organici sempre più ridotti costringono i nostri colleghi a ricoprire con una preoccupante sistematicità più posti di servizi con carichi di lavoro sempre più insostenibili.</em></p>
<p><em>In considerazione di quanto sopra delineato, appare, quindi, superfluo evidenziare che la suddetta situazione si ripercuote gravemente sulle attività istituzionali e sulla pianificazione dei servizi quotidiani i quali vengono portati a termine solo grazie agli sforzi quotidiani e ai sovraccarichi di lavoro che il personale di Polizia Penitenziaria quotidianamente pone in essere mettendo a rischio la propria salute ed esponendo a continui pericoli la propria incolumità. Da tutto ciò ne deriva un quadro preoccupante che necessita indifferibilmente di un immediato intervento risolutore da parte degli organi competenti.</em></p>
<p><em>Per questi motivi le Segreterie Regionali delle scriventi OO.SS. hanno costituito una larga intesa per porre in essere ulteriori azioni di lotta sindacale, necessarie per consentire alla Polizia Penitenziaria di svolgere i compiti affidati dall&#8217;ordinamento giuridico con efficienza ed efficacia. Nello specifico, queste compagini sindacali, congiuntamente, proseguiranno lo stato di agitazione con relativa interruzione delle già inesistenti relazioni sindacali annunciando sin d’ora che, a partire dai primi giorni di marzo, porranno in essere un presidio H/24 in prossimità di sedi istituzionali con attuazione della protesta dello SCIOPERO DELLA FAME dei componenti delle Segreterie Regionali sindacali.</em></p>
<p><em>Questa rappresenterà inoltre l&#8217;occasione per chiedere all&#8217;Opinione Pubblica, a tutti i Cittadini e ai mass-media di aiutarci e di sostenere questa nostra protesta, in quanto una Società è degna di essere denominata &#8220;civile&#8221; solo se anche le sue Carceri siano in grado di garantire dignità di vita a chi è recluso, e condizioni di lavoro accettabili alla Polizia Penitenziaria, che in tali luoghi svolge la sua difficile ed importante attività.</em></p>
<p><em>Si sintetizzano di seguito le richieste delle scriventi OO.SS.:</em></p>
<p><em>➢ Revisione delle dotazioni organiche, assottigliate dall&#8217;ultimo taglio previsto dal D.M. del 02/10/2017, sia degli Istituti Penitenziari che dei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti con relativa suddivisione e scorporamento tra le stesse;</em></p>
<p><em>➢ Garanzia nella remunerazione del lavoro straordinario e del servizio missioni;</em></p>
<p><em>➢ Decongestione degli Istituti Penitenziari campani per garantire alti livelli di sicurezza dei e condizioni di vivibilità all&#8217;interno delle carceri;</em></p>
<p><em>➢ Adeguamento e potenziamento delle strutture, degli automezzi e degli strumenti tecnologici;</em></p>
<p><em>➢ Immediata assegnazione di personale presso gli istituti penitenziari campani per far fronte all&#8217;attuale stato di emergenza e ripristinare condizioni di lavoro dignitose al fine di garantire il giusto recupero psicofisico ai poliziotti penitenziari;</em></p>
<p><em>➢ Interventi normativi urgenti che rendano applicabili le modifiche apportate a seguito della chiusura degli O.P.G. e successiva istituzione delle sezioni di Articolazione per la Salute Mentale per detenuti con problemi psichiatrici;</em></p>
<p><em>➢ Adeguamento e potenziamento delle strutture e del personale sanitario all&#8217;interno degli Istituti Penitenziari al fine di garantire il diritto alla salute per i detenuti ristretti e nel contempo ridurre allo stretto necessario l’ormai sistematico ricorso alle traduzioni degli stessi presso strutture ospedaliere esterne con notevole dispendio di risorse umane e pericolo per la sicurezza.</em></p>
<p><em>In attesa di un urgente riscontro si porgono Distinti saluti</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_149916" aria-describedby="caption-attachment-149916" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-149916 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/carcere-23.jpg" alt="Carceri, monta la protesta della polizia penitenziaria contro il governo" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-149916" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Caos carceri, scoppia la protesta della polizia penitenziaria: &#8220;Abbandonati dallo Stato&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 09:41:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[polizia penitenziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CARCERI, IL COMUNICATO DEI SINDACATI &#8211; Le scriventi OO.SS., con la presente, come annunciato e sottoscritto in data 13 febbraio us, dichiarano lo stato di agitazione per protestare contro lo stato di abbandono in cui versano i Poliziotti Penitenziari dell’Istituto Penitenziario di Napoli Poggioreale “G. SALVIA” già iniziato nei giorni scorsi per analoghe problematiche nel [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CARCERI, IL COMUNICATO DEI SINDACATI &#8211;</strong></p>
<p>Le scriventi OO.SS., con la presente, come annunciato e sottoscritto in data 13 febbraio us, dichiarano lo stato di agitazione per protestare contro lo stato di abbandono in cui versano i <strong>Poliziotti Penitenziari dell’Istituto Penitenziario di Napoli Poggioreale “G. SALVIA”</strong> già iniziato nei giorni scorsi per analoghe problematiche nel penitenziario di <strong>Santa Maria C.V</strong> e quello di <strong>Ariano Irpino</strong>, a causa dell&#8217;insufficiente forza organica determinata dal mancato turn-over del personale posto in quiescenza nei decorsi anni 2016, 2017, 2018 e 2019 mai incrementato concretamente che ha generato un insostenibile carico di lavoro che si ripercuote negativamente sulla sicurezza e sull&#8217;organizzazione del sistema, sempre più colmo di doveri istituzionali che non garantiscono i più elementari diritti dei lavoratori.</p>
<p>Come quelli per gli agenti costretti a ricoprire sistematicamente più posti di servizio contemporaneamente e/o alternarsi durante l’orario di servizio in più ambiti dell’intero istituto e piantonamenti in luoghi esterni di cura, nonché le molteplici attività legate al trattamento che aumentano con un ritmo impressionante, tenuto conto del sovraffollamento esistente che ha raggiunto quasi <strong>2400 utenti</strong>, superiore alla reale capienza regolamentare a fronte di una pianta organica risicata di circa <strong>700 unità</strong> di <strong>Polizia Penitenziaria</strong> che dovrebbe essere di circa <strong>1000</strong>, risorse umane disponibili che si assottigliano sempre di più in un complesso quadro generale, il personale è costretto quotidianamente a svolgere turni di servizio massacranti non inferiori alle otto ore ed obbligato a ricorrere a prestazioni di lavoro straordinario, che da quest’anno, risulta, di incerta remunerazione a causa dell&#8217;ulteriore <strong>taglio dei fondi</strong> rispetto al 2018.</p>
<p>Un&#8217;<strong>Amministrazione Penitenziaria Regionale</strong> e <strong>Centrale</strong> incapace di difendere i propri uomini oramai divenuti capri espiatori di una discutibile gestione del carcere quasi fallimentare e poco sicura, gli ultimi spiacevoli eventi registratosi in seguito alla morte di un giovane detenuto nel penitenziario partenopeo, sono la conferma che siamo lasciati soli, in seguito al duro attacco verbale e mediatico agli appartenenti al Corpo definiti “<em>Assassini</em>” e alle istituzioni messo in atto l&#8217;altra notte fuori al penitenziario partenopeo a difesa degli utenti da parte di un consistente gruppo di persone e familiari, che ha compromesso l&#8217;ordine pubblico oltre quello della l&#8217;ordine e la sicurezza interna, considerata la protesta dei ristretti, alcuna contromisura è stata adottata ne tanto meno i vertici del DAP hanno difeso l&#8217;operato della <strong>Polizia Penitenziaria</strong>.</p>
<p>Per quanto fin qui rappresentato e per altro ancora, le OO.SS. firmatarie del presente documento sosterranno tutti gli appartenenti al Corpo nella loro protesta con l’astensione dalla mensa ordinaria di servizio, a partire dal giorno <strong>15 febbraio 2019</strong> ad oltranza, in mancanza di adeguate risposte da parte del <strong>DAP</strong> e <strong>PRAP Campania,</strong> le scriventi OO.SS valuteranno altre e più incisive forme di protesta, tuttavia terranno costantemente informati del prosieguo della protesta i superiori uffici, le rispettive segreterie nazionali, provinciali e locali, le autorità competenti e gli organi di stampa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-149046 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-21-42.jpg" alt="Caos carceri, scoppia la protesta della polizia penitenziaria: &quot;Abbandonati dallo Stato&quot;" width="650" height="804" /></p>
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		<title>Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/01/09/carceri-la-guerra-tra-poveri-che-non-cambiera-il-sistema/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 16:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di poggioreale]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[matteo garrone]]></category>
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		<category><![CDATA[pietro ioia]]></category>
		<category><![CDATA[polizia penitenziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato Pietro Ioia attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della Polizia penitenziaria, il regista Matteo Garrone e il Ministero della Giustizia. Il motivo? Garrone sta girando un film a Napoli dal titolo &#8220;Nivea&#8221; che tratterà anche il tema della vita [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato <strong>Pietro Ioia</strong> attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della <strong>Polizia penitenziaria</strong>, il regista <strong>Matteo Garrone</strong> e il <strong>Ministero della Giustizia</strong>.</p>
<p>Il motivo? <strong>Garrone</strong> sta girando un film a <strong>Napoli</strong> dal titolo &#8220;<em>Nivea</em>&#8221; che tratterà anche il tema della vita in carcere. Una piccola parte sarà interpretata proprio da <strong>Ioia</strong> che da ex detenuto, ironia della sorte, vestirà la divisa di un agente della <strong>polizia penitenziaria</strong>.</p>
<p>Immediata la reazione del <em>Sindacato autonomo della polizia penitenziaria</em> (<strong>Sappe</strong>) e del <em>Sindacato polizia penitenziaria </em>(<strong>Spp</strong>): &#8220;<em>Mentre un narcotrafficante fa l&#8217;attore a Napoli con la divisa della polizia penitenziaria, non sarebbe mai successo che per interpretare il maresciallo Rocca dei carabinieri venisse scelto nemmeno un ladruncolo qualsiasi. Abbiamo toccato il fondo a testimonianza che il nostro corpo, per effetto di scelte politiche e provvedimenti del Dap e del ministro della giustizia, è considerato di serie z. Da domani, a partire dalle carceri di Abruzzo e Molise, prenderà il via una mobilitazione del sindacato senza precedenti con un tour e sit-in davanti ai principali istituti di pena del paese. Ci fa semplicemente sorridere il tentativo di recuperare credibilità messo in atto dal ministro Bonafede. Rispetto a questa situazione che vede gli agenti di polizia penitenziaria fare le comparse e i detenuti gli attori, noi diciamo basta e chiamiamo i colleghi alla mobilitazione per rifiutare il ruolo di vittima di detenuti-carnefici. Un sussulto di dignità che dobbiamo anche per la memoria di tanti colleghi che si sono tolti la vita non reggendo lo stress di condizioni di lavoro e di vita di gran lunga peggiori dei carcerati. Siamo convinti che a furia di dire bugie e di fare promesse, solo perché il carcere non rientra nel cosiddetto &#8216;contratto di programma&#8217; tra Lega e Movimento 5 stelle, questi atteggiamenti si ritorceranno come un boomerang contro chi li pratica nel disprezzo dell&#8217;impegno, del sacrificio di migliaia di lavoratori in divisa</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Aldo Di Giacomo</strong>, segretario generale del <strong>Spp</strong>.</p>
<p>Non si è fatta attendere la risposta di <strong>Ioia</strong>: &#8220;<em>Le mie lotte di civiltà e il rispetto per il diritto non vogliono essere spunti per provocare guerre fra poveri, detenuti e guardie penitenziarie. Non ho avuto pregiudizio nell&#8217;indossare la vostra uniforme. Chi la infanga è chi usa violenza per imporla e non per chi denuncia gli abusi. Chi denuncia, delegando alla giustizia il compito di stabilire ciò che è giusto o illecito, dimostra senso civile</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto dagli uffici di <strong>via Arenula</strong>, sede del Ministero di Grazia e Giustizia, sembrerebbe che il Ministro <strong>Alfonso Bonafede</strong> non abbia dato molto interesse alla questione e dai suoi collaboratori sarebbe trapelata questa affermazione: &#8220;<em>Ci occupiamo di giustizia e non di casting</em>&#8220;.</p>
<p>Ecco, tutta la questione è davvero paradossale. In un paese in cui il <strong>sistema giustizia</strong> è al collasso, i processi durano anni e molti di essi non giungono a sentenza, dove le carceri esplodono e al loro interno sono calpestati i diritti umani, dove il potere giudiziario è molto forte e spesso supplente a quello politico, ci siamo trovati di fronte ad una querelle del genere a causa di un film.</p>
<p>Ed è davvero assurdo che a litigare siano le vittime di questo sistema inefficiente e inefficace, ovvero i detenuti (ex, in questo caso per <strong>Ioia</strong>) e gli agenti della <strong>Polizia penitenziaria</strong>. Mentre chi dovrebbe fornire una soluzione, ovvero la politica &#8211; quindi l&#8217;attuale esecutivo &#8211; non solo ha dimostrato una sorta di indifferenza ma si è soltanto impegnata a varare leggi che hanno aumentano e inasprito le pene, che hanno stravolto in peggio il principio della prescrizione e che come obiettivo futuro si è posto quello di costruire più carceri (senza considerare che nel fatidico &#8220;<em>contratto</em>&#8221; di governo, delle carceri, non si parla neppure).</p>
<p>Dunque, il vero dramma è proprio questo. Sarebbe necessario che l&#8217;intera comunità penitenziaria ne prenda coscienza e tutta unita si rivolga agli esponenti del governo <em>giallo </em>&#8211; <em>verde </em>affinché le cose cambino sul serio. Del resto i dati parlano chiaro e si basano su studi compiuti dai migliori studiosi del mondo: un sistema penale più leggero, una giustizia che funzioni (garantendo la certezza della pena e del diritto), un carcere efficace e che realmente punti alla riabilitazione del detenuto, fanno risparmiare soldi e risorse contribuendo alla diminuzione della recidiva. Un bene per la società intera, aspetti che anche i media dovrebbero spiegare all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Non è un caso che questi sono stati i pilastri dell&#8217;ultima <strong>riforma della giustizia</strong> varata da <strong>Donald Trump</strong> e accettata in modo bipartisan dagli esponenti politici americani. Un esempio di civiltà e ragionevolezza che purtroppo è arrivato, come troppe volte accade, da un altro paese. Non siamo neanche più in grado di prendere spunto da ciò che di meglio sta accadendo nel resto del mondo.</p>
<figure id="attachment_144958" aria-describedby="caption-attachment-144958" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-144958 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/carceriioiabonafedeoliziapenitenziaria.jpg" alt="Carceri, la &quot;guerra tra poveri&quot; che non cambierà il sistema" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-144958" class="wp-caption-text">Nei riquadri, da sinistra, in alto Pietro Ioia e in basso il ministro Alfonso Bonafede. A destra i simboli del Sappe e del Spp</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/01/09/carceri-la-guerra-tra-poveri-che-non-cambiera-il-sistema/">Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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