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	<title>luciano de crescenzo Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 10:02:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>luciano de crescenzo Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Gli ultimi giorni di Luciano De Crescenzo, Arbore: &#8220;In ospedale ascoltava canzoni napoletane&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/07/19/gli-ultimi-giorni-di-luciano-de-crescenzo-arbore-in-ospedale-ascoltava-canzoni-napoletane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 06:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[luciano de crescenzo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terranno sabato 20 luglio alle 11.20 nella <strong>chiesa di Santa Chiara</strong> i funerali di <strong>Luciano De Crescenzo</strong>, lo scrittore e regista napoletano morto a 90 anni al Policlinico Gemelli di Roma in seguito alle complicanze di una polmonite.</p>
<p>L&#8217;ultimo saluto l&#8217;ingegnere filosofo lo riceverà nella sua Napoli dove il sindaco Luigi de Magistris ha proclamato lutto cittadino, disponendo che su tutti gli edifici pubblici le bandiere siano poste a mezz&#8217;asta. La camera ardente è stata allestita a Roma nella sala della Protomoteca in Campidoglio. Sarà aperta dalle 10 alle 20.</p>
<p>“La nostra è stata un’amicizia straordinaria. Nata più di 40 anni fa. A legarci era l’amore per Napoli” racconta commosso Renzo Arbore che ricorda la grande amicizia con lo scrittore e regista napoletano. La memoria torna indietro all’inizio degli anni Settanta: “Era la Napoli migliore, e Luciano era il capo di questa città meravigliosa, di cui noi conoscevamo la cultura antica, ma anche i suoi difetti. De Crescenzo era l’intellettuale, anche se veniva da studi di ingegneria elettronica, una facoltà irraggiungibile. Il primo ricordo che ho è lui che discute con computer, in tempi in cui nessuno ancora sapeva bene cosa fosse un computer”.</p>
<p><strong>&#8220;DONNA CONTESA&#8221;</strong> &#8211; Una storia che De Crescenzo amava raccontare era l’inizio del loro rapporto, nato quando scoprirono di avere la stessa fidanzata, tra Sorrento e Napoli. “Era vero, era la sua storia preferita. I suoi racconti, le sue storie erano ciò che apprezzavo di lui. Fu il suo essere affabulatore a spingermi a segnalarlo a Maurizio Costanzo. Luciano ha vissuto tante vite – racconta ancora Arbore -. Prima del successo, era stato campione di motonautica, poi cronometrista. Era diventato ingegnere, prima di scegliere la strada della scrittura. Ha venduto 25 milioni di copie, è stato tradotto in 42 Paesi e alcuni suoi testi sono studiati nelle scuole straniere. Era un divulgatore straordinario, condiva la filosofia con il sorriso. E con parole che tutti potevano comprendere. Il sorriso è la cosa più difficile da contrabbandare, perché vieni subito sottovalutato come intellettuale e diventa umorista”.</p>
<p><strong>GLI ULTIMI GIORNI &#8211;</strong> Arbore racconta anche gli ultimi giorni di De Crescenzo, ricoverato in ospedale a Roma per i postumi di una polmonite. “L’ultima volta siamo andati a trovarlo a casa con Marisa (Laurito, ndr): ci ha firmato il suo ultimo libro. Come faceva di solito, ‘al primo’, perché ero il primo amico cui lo dava. Negli ultimi giorni in ospedale, invece, mi faceva ascoltare le canzoni napoletane della sua gioventù, quelle più belle”.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/D_xmdxAU4AAiT0f.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-167191 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/D_xmdxAU4AAiT0f.jpg" alt="" width="650" height="362" /></a></p>
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		<title>32 Dicembre di Luciano De Crescenzo per un Capodanno tutto da ridere</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/12/12/32-dicembre-luciano-de-crescenzo-un-natale-ridere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 08:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[luciano de crescenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A rendere "32 Dicembre" di Luciano De Crescenzo un must delle festività natalizie napoletane è stato soprattutto l'ultimo episodio del film, tutto da ridere: 'I Penultimi Fuochi' [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luciano De Crescenzo</strong> ha compiuto 88 anni quest’estate, ma da un po’ di tempo è completamente sparito dai mass media a causa di una malattia che non gli consente di ricordare e quindi riconoscere i volti anche a lui più familiari. La sua attività di scrittore non ha risentito affatto della malattia, ma la messa in onda dei suoi film in tv si fa sempre più rara. E invece varrebbe la pena di godersi uno dei suoi piccoli gioielli, magari <strong>32 Dicembre</strong>.</p>
<p>Un film da gustare in qualunque occasione, ma ora più che mai indicato, perchè in parte ambientato durante i festeggiamenti per l’ultimo dell’anno. 32 Dicembre è composto di 3 storie, tutte e tre incentrate sul tema del tempo, ed intrise da un lato di quella comicità tipicamente napoletana che De Crescenzo conosce bene, e dall&#8217;altro di filosofia, espressa di tanto in tanto sotto forma di piccoli monologhi, pillole di saggezza, dolci per tutti i palati.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-39325 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/luciano-de-crescenzo-in-32-dicembre.jpg" width="655" height="441" /></p>
<p>Il primo episodio si intitola <strong>Ypocrites</strong>. Una coppia di attori napoletani viene assoldata da una signora per interpretare Aristippo (filosofo del piacere), e Antistene (filosofo della privazione). Indovinate chi dei due risulterà più felice? I due attori non andranno in scena in qualche teatro o in tv, ma in una famiglia nella quale il marito pensa di essere Socrate. La moglie inscena questo teatrino per assecondarlo, ma si scoprirà presto che anche lei non è così equilibrata.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-39329 alignleft" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/32-dicembre-di-luciano-de-crescenzo-per-un-natale-tutto-da-ridere-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Lei è convinta di vivere all&#8217;epoca del dolce stil novo, e lo psichiatra che si occupa di entrambi (De Crescenzo), alla fine dell’episodio si scopre essere un altro matto, che cambia mestiere ogni tot di tempo. Indimenticabile la scena in cui lo psichiatra sposta in avanti di un’ora le lancette di tutti gli orologi della stanza, e progressivamente fuori dalla finestra comincia a farsi notte. Memorabile anche la battuta: “<em>Salutam’ a Socrat</em>”.</p>
<p>Il secondo episodio si intitola <strong>La Gialla Farfalla</strong>, e narra l’amore proibito di una 65enne per un suo coetaneo. Amore che non trova l’approvazione della famiglia di lei, perchè tutti ritengono l’attempato Don Giovanni punti alle proprietà dell’anziana signora. Tutti tranne la nipotina, che l’aiuta ad organizzare una fuga d’amore, nonostante il figlio e la nuora della signora le abbiano prosciugato il conto in banca.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-39331 alignright" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/la-gialla-farfalla-del-32-dicembre-300x251.png" alt="" width="300" height="251" />Attraverso un astuto espediente i due amanti riescono ad ottenere 50 milioni dalla famiglia, con cui programmare quel viaggio a Parigi che hanno sempre sognato. In questo caso il tema del tempo riguarda l’età anagrafica e l’età dell’anima. E’ un sacerdote a farsi portavoce di questa teoria: secondo lui sentirsi 20enni dentro significa esserlo, perchè il tempo dei calendari non esiste, ma è solo una convenzione degli uomini.</p>
<p>Il terzo episodio si chiama <strong>I Penultimi Fuochi</strong>. Protagonista uno strepitoso Enzo Cannavale, Alfonso, disoccupato, trascorre la <strong>vigilia di Capodanno</strong> alla ricerca di quelle 100.000 lire che gli avrebbero consentito di comprare qualche fuoco d’artificio per far contenti i suoi figli. Chiede a molti amici e conoscenti, ma tutti dicono di versare in condizioni peggiori delle sue. Il fratello, per consegnargli le 100.000 lire, pretende di umiliarlo pubblicamente, e Alfonso non si presta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-39334 alignleft" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/32-dicembre-di-luciano-de-crescenzo-per-un-natale-tutto-da-ridere-300x222.png" alt="" width="300" height="222" />Così torna a casa e annuncia ai suoi figli che non ci saranno fuochi per loro quest’anno, ed espone alcune delle teorie imparate dai personaggi con cui ha avuto a che fare in giornata: la mezzanotte è relativa, perchè a Calcutta è mezzanotte in un altro momento; il 1 gennaio è relativo, perchè nel conteggio del calendario moderno è stato commesso un errore che al momento procura un ritardo di 3 giorni; i festeggiamenti sono relativi, perchè la situazione è drammatica.</p>
<p>Insomma, mentre fuori impazzano i <strong>festeggiamenti</strong>, Alfonso, la moglie, ed i due figli piccoli, sono a letto. Alfonso si ripromettere di regalare i fuochi ai figli non appena avrebbe avuto i soldi. Cosa che accade il 12 gennaio, e gli procura la denuncia da parte del suo vicino di casa questore, che si becca una contro-denuncia per aver sparato botti nella <strong>notte di Capodanno</strong>. Dal fallimento alla rivalsa il passo è breve.</p>
<p>E De Crescenzo lo sa, perchè Napoli stessa glielo ha insegnato. 32 Dicembre è un quadro comico, realistico, dolce, e amaro di una città piena di ambivalenze, così come il titolo del film. Un giorno che non esiste, è in realtà il giorno che vivremmo tutti ogni giorno, se non fosse stato inventato il calendario per ingabbiare il tempo, o semplicemente “per sapere che ore sono”.</p>
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		<title>Il professor Bellavista ad uno juventino: “Ti sei fatto bene i conti, ti conviene?”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 21:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[luciano de crescenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tratto da una pagina Facebook &#8220;NapoliWeb24&#8220;, ad opera di Gerardo Guido De Ioanni, vi postiamo un dialogo immaginario, tra il leggendario professor Bellavista (magistralmente interpretato da Luciano De Crescenzo) e un napoletano-juventino: Bellavista: Sentite, a me questo fatto che poi, noi tifosi del Napoli tifiamo una squadra che, a detta vostra, non ha vinto mai [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/13/il-professor-bellavista-ad-uno-juventino-ti-sei-fatto-bene-i-conti-ti-conviene/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Il professor Bellavista ad uno juventino: “Ti sei fatto bene i conti, ti conviene?”</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/13/il-professor-bellavista-ad-uno-juventino-ti-sei-fatto-bene-i-conti-ti-conviene/">Il professor Bellavista ad uno juventino: “Ti sei fatto bene i conti, ti conviene?”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da una pagina Facebook &#8220;<em>NapoliWeb24</em>&#8220;, ad opera di Gerardo Guido De Ioanni, vi postiamo un dialogo immaginario, tra il leggendario professor Bellavista (magistralmente interpretato da<strong> Luciano De Crescenzo</strong>) e un napoletano-juventino:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-34686" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2016-11-13-alle-23.22.03.jpg" alt="Il professor Bellavista ad uno juventino: “Ti sei fatto bene i conti, ti conviene?”" width="1300" height="700" /></p>
<p><strong>Bellavista</strong>: <em>Sentite, a me questo fatto che poi, noi tifosi del Napoli tifiamo una squadra che, a detta vostra, non ha vinto mai niente nun me convince. Ai tempi miei non si contavano gli scudetti vinti per tifare una squadra; l’amore per una squadra era qualcosa di incondizionato, che andava oltre le vittorie, la squadra del cuore non si sceglie, è lei che sceglie te. Io certi alibi non li accetto!</em><br />
<em>Conosco tanti napoletani che sono felici di tifare Napoli anche se non vince l<span class="text_exposed_show">o scudetto. So’ cuntent’ ‘o stess’!</span></em></p>
<div class="text_exposed_show">
<p><strong>Juventino</strong>: <em>E chella è gente senza curaggio…</em></p>
<div id="smart"></div>
<p><strong>Bellavista</strong>: <em>Voi invece il coraggio lo tenete, siete coraggiosi.Tifate una squadra che non vi rappresenta e i cui tifosi spesso vi irridono anche, e vi sentite degli eroi. Magari andate allo Juventus Stadium e cantate anche “Vesuvio lavali col fuoco”… Ma a vuje, che ve ne ‘mporta, tanto siete juventini, avete l’alibi morale. Siete napoletani e insultate Napoli. Eh già, perché ci sono i commercianti che falliscono, le industrie che chiudono, i ragazzi che sono costretti ad emigrare… quindi almeno cu ‘o pallon’ ata essere vincitori.</em></p>
<p><em>Insomma, vi nascondete a Napoli e a Torino siete sempre meridionali…</em><br />
<em>ma tutto sommato, nunn’è che facite ‘na vita ‘e merda???</em></p>
<p><em>Perché penso io: Gesù sì, vincete pure gli scudetti, festeggiate, però rinnegate la vostra terra, le vostre mamme, sorelle, figli… Ma vi siete fatti bene i conti? Ma vi conviene?</em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/13/il-professor-bellavista-ad-uno-juventino-ti-sei-fatto-bene-i-conti-ti-conviene/">Il professor Bellavista ad uno juventino: “Ti sei fatto bene i conti, ti conviene?”</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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