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	<title>donald trump Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 14:23:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>donald trump Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Trump e la moglie Melania positivi al Covid-19: &#8220;Ce la faremo assieme&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 07:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Stasera io e Melania siamo risultati positivi al Covid. Inizieremo immediatamente il nostro periodo di quarantena e le cure per ristabilirci. Supereremo questo insieme&#8221;. Con un tweet, mentre gli americani stanno per addormentarsi a conclusione di una giornata segnata da notizie incerte e frammentarie, il presidente Donald Trump ha annunciato di aver contratto assieme alla [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Stasera io e Melania siamo risultati positivi al Covid. Inizieremo immediatamente il nostro periodo di quarantena e le cure per ristabilirci. Supereremo questo insieme&#8221;. Con un tweet, mentre gli americani stanno per addormentarsi a conclusione di una giornata segnata da notizie incerte e frammentarie, il <strong>presidente Donald Trump</strong> ha annunciato di aver contratto assieme alla moglie Melania il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/10/01/coronavirus-contagi-continuano-a-salire-a-livello-nazionale-2-548-nuovi-casi/"><strong>Coronavirus</strong></a>.</p>
<h2>Come ha contratto il Coronavirus Donald Trump</h2>
<p>Un cinguettio giunto 2 ore dopo l&#8217;annuncio, sempre arrivato su Twitter, attraverso cui The Donald informava della positivita&#8217; di una strettissima collaboratrice, <strong>Hope Hicks</strong>, consigliera della comunicazione molto influente nell&#8217;entourage della Casa Bianca.</p>
<p>Il timore di un contagio si era concretizzato per via della continua vicinanza tra la coppia presidenziale e l&#8217;ex modella esperta in comunicazione. Hope Hicks aveva accompagnato il presidente dapprima a Cleveland, dove si era tenuto il confronto televisivo con Biden, poi ad un comizio elettorale a Duluth, nel Minnesota, volando al suo fianco senza pero&#8217; utilizzare la mascherina.</p>
<p><strong>Un duro colpo per la campagna elettorale</strong>, ad un mese dal voto. Molto probabile che anche i restanti due programmati confronti televisivi con Biden possano saltare, mettendo in difficolta&#8217; un presidente nei sondaggi indietro di 6 punti rispetto lo sfidante democratico. Come detto, a contagiare presidente e first lady e&#8217; stata Hope Hicks. Trentuno anni, con un passato da modella per Ralph Lauren, e&#8217; entrata nello staff della comunicazione della Casa Bianca dopo avere lavorato per la &#8220;First Daughter&#8221; Ivana Trump. Apprezzata in famiglia, ben presto era diventata la portavoce del padre Donald nel corso della campagna elettorale delle scorse presidenziali.</p>
<p>L&#8217;elezione l&#8217;aveva proiettata dentro la &#8220;stanza dei bottoni&#8221;, dirigendo l&#8217;ufficio delle comunicazioni della Casa Bianca al posto di Anthony Scaramucci. Dimessasi dal suo incarico all&#8217;indomani della sua testimonianza dinanzi la Commissione intelligence del Congresso sul &#8220;Russiagate&#8221;, nel febbraio scorso e&#8217; tornata nello staff presidenziale dopo una breve parentesi alla Fox News. Non e&#8217; il primo caso di contagio nell&#8217;entourage del presidente americano. Tra i personaggi piu&#8217; noti gravitanti attorno alla Casa Bianca, il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O&#8217;Brien. Senza poi contare valletti, collaboratori di uomini chiave del governo e agenti di scorta.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-220923 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/donald-trump-e-melania-positivi-al-covid-19.jpg" alt="Trump e la moglie Melania positivi al Covid-19: &quot;Ce la faremo assieme&quot;" width="650" height="364" /></p>
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		<title>Minneapolis, polizia spara contro la giornalista in diretta: &#8220;Aiuto mi sparano addosso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 18:00:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mi sparano addosso, mi sparano addosso!&#8221;. Il grido disperato di <strong>Kaitlin Rust,</strong> una reporter della rete locale Wave 3, esploso nella notte di Louisville in Kentucky. La giornalista è stata colpita dalle pallottole urticanti della polizia mentre era in diretta tv.</p>
<p>Sempre a Minneapolis <strong>Molly Hennessy-Fiske</strong> del Los Angeles Times è finita in mezzo ai lacrimogeni lanciati da distanza ravvicinata: <em>&#8220;Ci eravamo identificati come stampa. Abbiamo chiesto dove spostarci. Non ci hanno dato direzioni. Hanno sparato</em>&#8220;. Ancora la fotografa Linda Tirado è stata ferita a un occhio e perderà la vista: «Ho abbassato un attimo la macchina fotografica e la mia faccia è esplosa».</p>
<p>Una vera e propria caccia ai giornalisti sembrerebbe essersi innescata. Minacciati, arrestati, presi di mira, i giornalisti corrono molti pericoli in America, di questi tempi. Ad incentivare questi attacchi ai giornalisti, secondo il <em>Washington Post</em>, sarebbero le parole d&#8217;attacco, che da quasi quattro anni il presidente <strong>Donald Trump</strong> rivolge ai media, screditati come «nemici del popolo» e «fake news».</p>
<p>Ne ha fatto le spese perfino una trupe della Fox, che è stata circondata dai manifestanti davanti alla Casa Bianca: <em>&#8220;Per chi lavorate?</em>&#8220;, ha chiesto uno di loro, il volto coperto da una bandana nera, che poi ha strappato il microfono a <strong>Leland Vittert,</strong> il cronista della rete amica del presidente, e glielo ha ripetutamente sbattuto sulla testa.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-207474 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/200530172318-02-kentucky-reporter-shot-exlarge-169.jpg" alt="Minneapolis, polizia spara contro la giornalista in diretta: &quot;Aiuto mi sparano addosso&quot;" width="650" height="365" /></p>
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		<title>De Luca meglio di Trump, il boom in diretta dello &#8216;Sceriffo&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2020 12:21:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ben <strong>13mila</strong> persone a guardare la sua diretta <strong>Facebook</strong>, &#8216;solo&#8217;  <strong>69.553</strong> ad ascoltare quella di <strong>Donald Trump</strong>. Il Governatore della Regione Campania <strong>Vincenzo De Luca</strong> ha quasi doppiato gli utenti del Presidente <strong>Usa</strong>.</p>
<p>Il video in questione è stato quello nel quale lo &#8216;<em>Sceriffo</em>&#8216; aveva minacciato di chiudere i confini regionali. Come riportato da <em>Il Corriere della Sera</em>, a disposizione di <strong>De Luca</strong> non c&#8217;è nessuna &#8216;<em>Bestia</em>&#8216; (come per <strong>Matteo Salvini</strong>) o &#8216;macchina da guerra&#8217; per la comunicazione. Sostanziosi, però, gli investimenti pubblicitari sui social.</p>
<p>I pochi collaboratori del Governatore hanno preparato per lui i mezzi ma è lo stesso <strong>De Luca</strong> a condurre gioco e strategie. Lo &#8216;<em>Sceriffo</em>&#8216; è difficile che parli con giornalisti o altri interlocutori, gli unici momenti pubblici che si concede sono quelli trasmessi su <strong>Facebook</strong> o in onda su <em>Lira Tv</em>.</p>
<p>Un meccanismo che ha creato attesa rispetto a ciò che <strong>De Luca</strong> dovrebbe dire e che i cittadini aspettano di conoscere. Il Governatore ha un modo molto chiaro e semplice di comunicare, questo gli permette di arrivare in modo diretto nelle case dei campani.</p>
<p>Infine, una curiosità, prima <strong>De Luca </strong>aveva un vecchio cellulare, poi &#8211; all&#8217;età di 71 anni &#8211; ha comprato uno smartphone e imparato le potenzialità di questo strumento.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-204758 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-05-13-alle-14.32.27.png" alt="De Luca meglio di Trump, il boom in diretta dello 'Sceriffo'" width="797" height="446" /></p>
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		<title>Siria, attacco di USA, GB e Francia: colpito un centro di ricerca. Intanto in Libia è giallo sulle condizioni del Generale Haftar</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/04/14/siria-attacco-di-usa-gb-e-francia-colpito-un-centro-di-ricerca-intanto-in-libia-e-giallo-sulle-condizioni-del-generale-haftar/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2018 08:55:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le minacce di Donald Trump, Theresa May ed Emmanuel Macron si sono tradotte in realtà. Alle 3 di notte orario di Damasco alcuni missili sono stati lanciati da una portaerei francese verso alcuni centri di ricerca siriani ritenuti la base di produzione di armi chimiche. Dunque, il presidente Bashir Assad è sotto attacco per aver utilizzato questi armamenti tossici nei [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/04/14/siria-attacco-di-usa-gb-e-francia-colpito-un-centro-di-ricerca-intanto-in-libia-e-giallo-sulle-condizioni-del-generale-haftar/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Siria, attacco di USA, GB e Francia: colpito un centro di ricerca. Intanto in Libia è giallo sulle condizioni del Generale Haftar</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le minacce di <strong>Donald Trump</strong>, <strong>Theresa May</strong> ed <strong>Emmanuel Macron</strong> si sono tradotte in realtà. Alle 3 di notte orario di <strong>Damasco</strong> alcuni missili sono stati lanciati da una portaerei francese verso alcuni centri di ricerca siriani ritenuti la base di produzione di armi chimiche.</p>
<p>Dunque, il presidente <strong>Bashir Assad</strong> è sotto attacco per aver utilizzato questi armamenti tossici nei confronti del suo popolo, in particolare contro gli ultimi focolai di ribelli rifugiati nella zona del <strong>Ghouta</strong>. Ma la nuova guerra dell&#8217;occidente in <strong>Medio Oriente</strong> potrebbe avere delle conseguenze ben più gravi.</p>
<p>Infatti, la decisione di <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Gran Bretagna</strong> e <strong>Francia</strong> ha irritato <strong>Moaca</strong>, <strong>Theran </strong>e <strong>Ankara</strong>. Il trio composto da <strong>Vladimir</strong> <strong>Putin</strong>, <strong>Hassan Rouhani </strong>e <strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong> hanno manifestato più volte la loro alleanza in merito alla gestione del conflitto siriano e la loro contrarietà ad un intervento militare con a capo gli <strong>Stati Uniti</strong>. Dal <strong>Cremlino</strong> già c&#8217;è stata una comunicazione ufficiale che ha affermato tutto il disappunto del governo russo e confermato il suo sostegno ad <strong>Assad</strong>.</p>
<figure id="attachment_115615" aria-describedby="caption-attachment-115615" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-04-14-alle-12.43.22.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-115615 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-04-14-alle-12.43.22.png" alt="Siria, attacco di USA, GB e Francia: colpito un centro di ricerca. Intanto in Libia è giallo sulle condizioni del Generale Haftar" width="650" height="433" /></a><figcaption id="caption-attachment-115615" class="wp-caption-text">Foto da La Repubblica</figcaption></figure>
<p><strong>IL GENERALE HAFTAR- </strong>Intanto, in <strong>Libia</strong> potrebbe di nuovo scoppiare il caos. Il Generale <strong>Khalifa Haftar </strong>sarebbe stato colpito da un malore improvviso, forse un ictus causato da un tumore al cervello. Il male avrebbe costretto l&#8217;uomo forte della <strong>Cirenaica</strong> ad un ricovero urgente a <strong>Parigi</strong>. Nelle ultime ore è anche trapelata la notizia della sua morte, poi smentita da fonti egiziane. Da <strong>Bengasi</strong> e <strong>Tripoli</strong>, invece, vige il riserbo assoluto.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-04-14-alle-12.44.44.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-115616 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-04-14-alle-12.44.44.png" alt="Siria, attacco di USA, GB e Francia: colpito un centro di ricerca. Intanto in Libia è giallo sulle condizioni del Generale Haftar" width="650" height="423" /></a></p>
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		<title>In Iran hanno vinto i riformatori, ma l&#8217;asse Washington &#8211; Ryad è più forte che mai</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/05/22/in-iran-hanno-vinto-i-riformatori-ma-lasse-washington-ryad-e-piu-forte-che-mai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2017 16:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[hassan rouhani]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono andati a votare 41,2 milioni di cittadini iraniani, più del 70% della popolazione. Un dato che esprime una delle affluenze più elevate per un&#8217;elezione del Presidente della Repubblica Islamica. Ad uscirne nettamente vincitore è stato Hassan Rouhani che ha incassato 23,5 milioni di voti ottenendo il 53,3% delle preferenze. l&#8217;Iran ha scelto di proseguire sulla strada del riformismo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono andati a votare <strong>41,2 milion</strong>i di cittadini iraniani, più del <strong>70%</strong> della popolazione. Un dato che esprime una delle affluenze più elevate per un&#8217;elezione del <strong>Presidente della Repubblica Islamica</strong>. Ad uscirne nettamente vincitore è stato <strong>Hassan Rouhani </strong>che ha incassato <strong>23,5 milioni </strong>di voti ottenendo il 53,3% delle preferenze. l&#8217;<strong>Iran</strong> ha scelto di proseguire sulla strada del riformismo e dell&#8217;apertura verso il mondo occidentale, allontanando per ora, i falchi conservatori. Ma la sfida è adesso rimandata all&#8217;elezione della prossima <strong>Guida Suprema</strong>, meglio conosciuta come il <em>Grande Ayatollah</em>.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;Iran è disponibile a rafforzare e ad ampliare i legami internazionali in tutti i campi. La nazione iraniana per la massiccia partecipazione alle elezioni presidenziali ed ora la Repubblica islamica è pronta a difendere gli interessi del Paese nell&#8217;interazione con il mondo. Vogliamo ampliare la cooperazione con il mondo perché il mondo capisce pienamente che l&#8217;Iran è ora in cammino con la comunità internazionale per promuovere la pace e l&#8217;amicizia. Bisogna sapere che l&#8217;Iran non accetterà umiliazioni in nessuna circostanza. Questo è il messaggio più importante che il popolo iraniano spera sia compreso pienamente dalle Grandi potenze</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Rouhani</strong>.</p>
<figure id="attachment_66386" aria-describedby="caption-attachment-66386" style="width: 1000px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-66386 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/iranusaryad.jpg" alt="In Iran hanno vinto i riformatori, ma l'asse Washington - Ryad è più forte che mai" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-66386" class="wp-caption-text">Da sinistra, il Presidente dell&#8217;Iran Hassan Rouhani, il Presidente Usa Donald Tramp, il Re Saudita Salman Al Saud</figcaption></figure>
<p>Tutto ciò è accaduto proprio negli stessi giorni in cui il nuovo presidente degli <strong>Stati Uniti</strong> è volato per la sua prima visita ufficiale in <strong>Medio Oriente</strong>. Il primo paese in cui <strong>Donald Trump</strong> è atterrato è stato l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. <em>The Donald </em>ha chiuso con <strong>Re Salman</strong> un grosso affare che permetterà agli Usa di incassare centinaia di milioni di dollari in cambio di una lauta fornitura di armi in favore dei sauditi. I due leader hanno parlato di lotta al terrorismo (soprattutto all&#8217;<strong>Isis</strong> finanziato però proprio dagli sceicchi di <strong>Ryad</strong>) e di isolare l&#8217;<strong>Iran</strong>. &#8220;<i>Vivete come volete ma combattete Daesh e i terroristi</i>&#8220;, con questa frase Trump ha messo fine al decennale principio americano di &#8220;<i>esportazione della democrazia</i>&#8220;.</p>
<p>Piccola premessa: l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> e l&#8217;<strong>Iran</strong> sono acerrimi nemici. La loro rivalità è storica ed è basata sulla contrapposizione religiosa intrinseca all&#8217;<strong>Islam</strong>, quella tra <em>sunniti </em>e <em>sciiti</em>. I due filoni si contendono l&#8217;eredità del profeta <strong>Maometto</strong>. I sauditi sono i principali cultori e seguaci del culto sunnita, mentre gli iraniani lo sono per quello sciita. Quest&#8217;ultimo rappresenta una minoranza all&#8217;interno del mondo musulmano. Sono governati da autorità sunnite i <strong>Paesi del Golfo</strong> (oltre all&#8217;Arabia Saudita, gli <strong>Emirati Arabi</strong>, l&#8217;<strong>Oman</strong> &#8211; in cui esiste una convivenza pacifica delle diverse etnie religiose -, il <strong>Bahrein </strong>&#8211; in cui la maggioranza della popolazione è però sciita, il <strong>Qatar</strong>, lo <strong>Yemen</strong> che si trova in piena guerra civile dove i ribelli sciiti combattono il governo sunnita), l&#8217;<strong>Egitto</strong> e la <strong>Turchia</strong> (che però è un paese che non ha origini arabe). I paesi che invece sono governati da autorità sciite sono, oltre l&#8217;Iran, l&#8217;<strong>Iraq</strong> (prima della guerra del Presidente <strong>George W. Bush</strong> il paese era governato dal sunnita <strong>Saddam Hussein</strong>, ma la maggioranza della popolazione irachena è sempre stata sciita), la <strong>Siria </strong>e in gran parte il <strong>Libano</strong>.</p>
<p>Con la crisi del petrolio e l&#8217;elezione di <strong>Barack Obama </strong>alla <em>Casa Bianca</em> gli equilibri all&#8217;interno della regione medio orientale sono cambiati. L&#8217;<strong>Arabia Saudita </strong>ha perso la sua influenza sull&#8217;<strong>Iraq</strong>, è stata indebolita economicamente a causa della crisi del greggio e le sue politiche di finanziamento del terrorismo <em>wahabita</em> (una corrente estremista dei sunniti) ne hanno provocato un lento e inesorabile isolamento dalla <strong>Comunità Internazionale</strong>. L&#8217;esatto contrario è accaduto in <strong>Iran</strong> dove l&#8217;accordo sul nucleare ha consentito alla <strong>Repubblica Islamica</strong> di aprirsi al&#8217;Occidente e di giocare un ruolo geo politico molto più incisivo: ad oggi è più che concreta la creazione della <em>Mezzaluna Sciita</em> che vede in Iran, Iraq e <strong>Siria</strong> un triangolo che contrasta con forza gli interessi dei sauditi. I due colossi dell&#8217;<strong>Islam</strong> stanno combattendo una <em>guerra fredda</em> che vede insanguinare lo <strong>Yemen</strong> (sull&#8217;orlo della carestia) e la Siria dove i sauditi hanno armato l&#8217;<strong>Isis</strong> per destabilizzare <strong>Bashir al Assad</strong> grande alleato dell&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>
<p>Ma il ciclone <strong>Trump </strong>ha stravolto tutto: ha riavvicinato gli <strong>Usa</strong> a <strong>Ryad</strong> e sta attuando alcune politiche avverse all&#8217;<strong>Iran</strong> (anche se difficilmente riuscirà a bloccare l&#8217;accordo sul nucleare). Tuttavia la partita del Presidente americano è giocata con mosse diverse a seconda del contesto. Ad esempio in <strong>Siria </strong>gli <strong>Stati Uniti</strong> combattono l&#8217;<strong>Isis</strong> e sono allineati alle decisioni del fronte <strong>russo </strong>&#8211; <strong>iraniano</strong> a sostegno di <strong>Assad</strong>. Ma <em>The Donald</em> ha fin dalla sua elezione un duplice rapporto con <strong>Mosca</strong>. Infatti se a parole il Segretario di Stato a stelle e a strisce, <strong>Rex Tillerson</strong>, e il Ministro degli esteri russo <strong>Sergej Lavrov</strong>, hanno ammesso l&#8217;attuale frizione dei rapporti tra <strong>America </strong>e <strong>Russia</strong>, nei fatti capitalisti ed ex comunisti potrebbero trovarsi ad essere protagonisti di una vicenda che sta rimbalzando agli onori della cronache: il <em>Russiagate</em> e cioè il supporto dell&#8217;intelligence di <strong>Vladimir Putin</strong> (e degli hacker &#8220;<em>sovietici</em>&#8220;) in favore dell&#8217;elezione a Presidente di Donald Trump. Quest&#8217;ultimo, addirittura, potrebbe rischiare l&#8217;impeachment. Dichiarando che è stato legittimo da parte sua dare alcune informazioni segrete al governo russo, fornite dai servizi segreti israeliani, <em>The Donald</em> ha sconvolto la politica interna americana e messo in imbarazzo il premier d&#8217;Israele <strong>Benjamin Netanyahu</strong> (per questa vicenda l&#8217;inquilino della <em>Casa Bianca</em> ha licenziato il Direttore dell&#8217;<strong>Fbi</strong>)<strong>.</strong> Quest&#8217;ultimo è stato più che felice della vittoria di Trump contro <strong>Hilary Clinton</strong> e il presidente Usa ha ribadito più volte il valore dell&#8217;asse tra la <em>Terra di Abramo </em>e l&#8217;America: un bel paradosso.</p>
<p>Qual è stata visita successiva di <strong>Donald Trump</strong>? Proprio a <strong>Tel Aviv</strong>, capitale dell&#8217;alleato storico israeliano. Il <strong>Medio Oriente </strong>è più in fermento che mai, il dualismo tra <strong>Ryad </strong>e <strong>Tehran</strong> è sempre più aspro, una soluzione alle guerre in <strong>Iraq</strong>, <strong>Siria </strong>e <strong>Yemen </strong>appare ancora lontana. Tutto questo influisce sui rapporti tra <strong>Stati Uniti </strong>e <strong>Russia</strong>, un bel rompicapo che non può consentire mosse avventate da nessuno dei suoi protagonisti.</p>
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		<title>Una Corea unita e indipendente da Cina e Usa: questa è la soluzione ad un possibile conflitto nel Pacifico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 09:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[donald trump]]></category>
		<category><![CDATA[kim jong un]]></category>
		<category><![CDATA[Moon Jae-in]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[xi jinping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prime dichiarazioni del neo Presidente Moon Jae-in sono state di distensione e apertura nei confronti del Nord del paese. La Corea è divisa dalla fine della seconda guerra mondiale, dopo che la sconfitta del Giappone ne ha causato la separazione: a Nord La Repubblica Democratica Popolare di Corea (Corea del Nord), a Sud la Repubblica di Corea (Corea [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime dichiarazioni del neo Presidente <strong>Moon Jae-in</strong> sono state di distensione e apertura nei confronti del Nord del paese. La Corea è divisa dalla fine della seconda guerra mondiale, dopo che la sconfitta del <strong>Giappone</strong> ne ha causato la separazione: a Nord <em>La Repubblica Democratica Popolare di Corea</em> (<strong>Corea del Nord</strong>), a Sud la <em>Repubblica di Corea</em> (<strong>Corea del Sud</strong>). I due stati, divisi dal famoso <em>38° parallelo</em>, sono diversi per struttura sociale, economica e politica. Infatti il primo è un regime comunista ad influenza <strong>cinese</strong>, l&#8217;altro è una democrazia liberale, capitalista e legata agli <strong>Stati Uniti</strong>. La Corea del Sud ha appena visto eleggere un nuovo capo del governo, dopo la vicenda relativo all&#8217;impeachment nei confronti dell&#8217;ex presidente <strong>Park Geun–hye </strong>che è stata destituita dall&#8217;Alta Corte. Questo episodio ha scatenato una vera e propria crisi politica in quella che è la parte filo occidentale della penisola coreana. In Corea del Nord, invece, aleggia un costante vento di guerra causato dalle minacce nucleari paventate dal leader supremo <strong>Kim Jong-Un</strong> nei confronti dell&#8217;America. Dietro queste posizioni conflittuali esiste una partita più complessa e delicata che riguarda il rapporto tra <strong>Usa </strong>e <strong>Cina</strong>.</p>
<p>Ma la <strong>Corea</strong> è spesso stata al centro degli scontri che quella parte dell&#8217;<strong>Asia</strong> ha vissuto durante la sua storia millenaria. L&#8217;ultimo e più cruento è rappresentato da <em>la guerra di Corea</em>, che dal 1950 al 1953 (in piena <strong>Guerra Fredda</strong>) ha visto fronteggiarsi le due coree sostenute, una dagli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong> e l&#8217;altra dall&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong>. Il conflitto ha avuto inizio a causa dell&#8217;invasione del Sud da parte dell&#8217;esercito del Nord. Ma anche in precedenza la Corea è stata l&#8217;ago della bilancia e oggetto del contendere tra la <strong>Cina </strong>e il <strong>Giappone</strong>. Questi ultimi si sono affrontati tra il 1894 al 1895 con il paese del <em>Sol Levante</em> uscito vittorioso. Sullo sfondo la guerra tra il paese nipponico e la <strong>Russia</strong> (dal 1904 al 1905) con quest&#8217;ultima che rivendicava la sua influenza in diversi stati asiatici. Ma il conflitto più grande che ha cambiato per sempre gli equilibri del continente asiatico è stato il secondo, sempre tra la Cina e il Giappone, avvenuto tra il 1937 e il 1945, proprio durante la <em>seconda guerra mondiale</em>. Tutti sanno come è andata a finire: la resa incondizionata del Giappone dopo il lancio della <strong>bomba atomica</strong> targata Usa su Hiroshima e Nagasaki (rispettivamente il 6 e il 9 agosto del 1945) ha messo fino allo scontro più sanguinario della storia. Dopo la Corea è stata divisa, il Giappone è entrato nell&#8217;influenza a <em>stelle e a strisce</em> e la Cina è stata rivoluzionata da <strong>Mao Zedong</strong>.</p>
<figure id="attachment_65086" aria-describedby="caption-attachment-65086" style="width: 716px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-65086 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2017-05-14-alle-15.05.50.png" alt="Una Corea unita e indipendente da Cina e Usa: questa è la soluzione ad un possibile conflitto nel Pacifico" width="716" height="242" /><figcaption id="caption-attachment-65086" class="wp-caption-text">Da sinistra il nuovo presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in e la destituita Park Geun-hye</figcaption></figure>
<p>La storia ha continuato a correre e i suoi <em>corsi e ricorsi</em> si presentano oggi quasi come un monito per il mondo intero. In realtà nessuno vuole una nuova guerra di corea, <strong>Xi Jinping</strong> non appoggerebbe nulla che potesse minare i progetti capitalisti del <em>Dragone</em> e soprattutto le sue mire espansionistiche nel Pacifico. <strong>Donald Trump </strong>non lancerebbe il suo paese, in cui è stato appena eletto, dentro un conflitto che scatenerebbe la terza guerra mondiale. <strong>Vladimir Putin</strong> ha troppi problemi tra l&#8217;<strong>Ucraina </strong>e il <strong>Medio Oriente</strong> per potersi impegnare anche sul fronte asiatico. <strong>Shinzo Abe</strong> è preso dalle modifiche alla Costituzione giapponese (imposta dagli <strong>Stati Uniti </strong>alla fine della <em>seconda guerra</em> mondiale, è<em> </em>il testo più pacifista che esiste in quanto non prevede nessun esercito o possibilità di attacchi militari se non in caso di difesa), nell&#8217;organizzare due tra i più grandi eventi sportivi della storia nipponica (nel 2019 i mondiali di rugby e nel 2020 le Olimpiadi) e nel rinforzare il suo governo.</p>
<p>Tuttavia i giochi geopolitici tra i grandi leader che professano stima, rispetto e collaborazione nascondono alcune tensioni altrettanto evidenti. Il <strong>Giappone</strong> non tollererà a lungo le mire espansionistiche cinesi nel<strong> Pacifico</strong> e la strategia politica del riarmo ne è un segnale (anche se l&#8217;affermazione della propria sovranità militare, dopo 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, è abbastanza comprensiva). La <strong>Cina </strong>sta continuando ad usare lo spauracchio nord coreano per trattare con gli <strong>Usa </strong>e tenerne a freno l&#8217;influsso nel <em>Sol Levante</em> e in <strong>Corea del Sud</strong>. Gli <strong>Stati Uniti </strong>che non sopporteranno per molto tempo ancora le minacce di <strong>Kim Jong Un</strong> e i suoi esperimenti con il nucleare. Sullo sfondo, la <strong>Russia</strong> che appoggia il colosso cinese e il mercato globale che subisce delle gravi ripercussioni ogni qual volta la minaccia di una nuova guerra diventa un tantino più concreta.</p>
<figure id="attachment_65087" aria-describedby="caption-attachment-65087" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65087" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/1492178821271-donald_trump__kim_jong_un__xi_jinping.jpg" alt="Una Corea unita e indipendente da Cina e Usa: questa è la soluzione ad un possibile conflitto nel Pacifico" width="610" height="331" /><figcaption id="caption-attachment-65087" class="wp-caption-text">Da sinistra il presidente Usa Donald Trump, quello della Nord Corea Kim Jong Un e quello cinese Xi Jinping</figcaption></figure>
<p>A questo punto perché non pensare ad un futuro unitario per la <strong>Corea</strong>? Uno stato democratico e liberale libero di commerciare e confrontarsi sia con la <strong>Cina</strong> che con gli <strong>Stati Uniti</strong>, senza temere nulla dal vicino <strong>Giappone</strong>. Non più un paese cuscinetto delle varie potenze regionali ma una nazione sovrana in cui tutti i cittadini, da Nord a Sud, possano godere degli agi e dei benefici che spetterebbero ad un qualsiasi popolo nel 2017. Una sorta di processo storico così come è avvenuto per la <strong>Germania</strong> dopo l&#8217;abbattimento del <em>Muro di Berlino </em>nel 1989. D&#8217;accordo questa è una visione quasi utopistica che vedrebbe il realizzarsi di un passo indietro da parte della Cina che perderebbe il suo ultimo bastione comunista dell&#8217;area.</p>
<p>Ma piccoli passi già possono essere fatti, il primo (quello più importante) dovrà farlo <strong>Kim Jong Un</strong>, almeno sulla questione del disarmo nucleare. E su questo sarà importante la pressione che potrà esercitare <strong>Xi Jinping</strong> presidente dell&#8217;unico stato che commercia con la <strong>Corea del Nord </strong>e ne garantisce gli approvvigionamenti. Allo stesso tempo gli <strong>Usa</strong> potrebbero evitare di installare scudi anti missile in <strong>Corea del Sud</strong> evitando che <strong>Seul</strong> sia ancora la succursale militare americana nella penisola coreana.</p>
<p>Insomma, nulla è impossibile e le sfide globali, soprattutto dal punto di vista economico e sociale, impongono alle grandi potenze di cercare e trovare una soluzione politica e diplomatica che resti prioritaria rispetto a quella belligerante. Ma per ora i leader più potenti della terra stanno giocando a chi fa la voce più grossa. Speriamo che sia tutta una messa in scena e che in realtà anche loro siano convinti che una guerra non converrebbe proprio a nessuno. Non sarà un caso che negli ultimi giorni sia a <strong>Washington </strong>che a <strong>Pyongyang</strong> hanno fatto sapere di essere disposti ad incontrarsi e di avviare un dialogo &#8220;<em>Ma solo alle giuste condizioni</em>&#8220;. Vediamo quali saranno e auspichiamoci di assistere a tale apertura che, intendiamoci, si realizzerà con il bene placido di <strong>Pechino</strong>. Da queste parti non possono farsi sfuggire il controllo del &#8220;giocattolo rosso&#8221; di <strong>Kim Jong Un</strong>.</p>
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		<title>Trump bombarda la Siria, bombe USA sulla base delle armi chimiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 07:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo attacco militare a stelle e a strisce contro la Siria e la dittatura di Bashar al-Assad è arrivato oggi: 59 missili cruise lanciati verso la base aerea siriana da cui si presume sia partito l&#8217;attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. Si tratta di missili &#8220;Tomahawk&#8220;, armamenti di due navi americane che sono nel Mediterraneo. &#8220;La [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo attacco militare a stelle e a strisce contro la Siria e la dittatura di <strong>Bashar al-Assad</strong> è arrivato oggi: 59 missili cruise lanciati verso la base aerea siriana da cui si presume sia partito l&#8217;attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. Si tratta di missili &#8220;<em>Tomahawk</em>&#8220;, armamenti di due navi americane che sono nel Mediterraneo. &#8220;<em>La Siria ha ignorato i dettati dell&#8217;ONU. Nessun bambino deve soffrire in questo modo</em>&#8220;, sono queste le parole del presidente degli Stati Uniti d&#8217;America <strong>Donald Trump</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="embed_video_ansa" style="max-width: 100%;" src="http://www.ansa.it/sito/video/getEmbed.html?r=0&amp;w=960&amp;as=0&amp;v=m20170407070738010.flv&amp;p=/webimages/img_620x438/2017/4/7/db05368a7c6e73a13d76a3c6335f1f3f.jpg&amp;t=&amp;c=" width="960" height="574" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Il governatore della provincia siriana di Shayrat, <strong>Talal Barazi</strong>, ha dichiarato che sono cinque i morti causati dall&#8217;attacco,<strong> </strong>tra cui tre soldati e due civili. Altre 7 persone sono rimaste ferite. Le reazioni delle altre potenze mondiali non si sono fatte attendere. Da Mosca la camera bassa del parlamento russo e il presidente <strong>Vladimir Putin</strong> hanno rilasciato affermazioni poco diplomatiche: &#8220;<em>Gli USA avevano già deciso di colpire la Siria, la base chimica era un pretesto. Attaccare un paese sovrano è un atto sbagliato che potrebbe deteriorare i rapporti tra gli americani e la Russia. Adesso è necessaria una convocazione del consiglio delle Nazioni Unite</em>&#8220;, si legge da un comunicato diramato dal portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova.</p>
<p>D&#8217;accordo, invece, i principali leader europei. Per quanto riguarda l&#8217;Italia, queste le dichiarazioni del premier <strong>Paolo Gentiloni</strong>: &#8220;<em>L&#8217;azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra. Credo che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all&#8217;uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle</em>&#8220;. <strong>Angela Merkel </strong>e <strong>Freançois Hollande </strong>hanno scaricato tutta la colpa sul presidente siriano <strong>Bashar al-Assad</strong>. l&#8217;Unione Europea è stata avvisata prima che il raid accadesse, lo ha affermato una portavoce dell&#8217;alto rappresentante per la politica Estera Ue <strong>Federica Mogherini</strong>. Anche <strong>Israele </strong>e la <strong>Turchia</strong> ha dato pieno supporto all&#8217;iniziativa di <strong>Trump</strong>. &#8220;<em>Sia a parole che nei fatti, il presidente Trump ha mandato oggi un messaggio chiaro e forte che l&#8217;uso e la diffusione di armi chimiche non saranno tollerati</em>&#8220;, questa la nota ufficiale del presidente <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Invece, la nazione turca con il presidente <strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong>, ha manifestato tutta la sua contrarietà per il presunto attacco del governo siriano che avrebbe utilizzato armi chimiche.</p>
<p>Il tutto è avvenuto proprio quanto il presidente <strong>USA</strong> ha incontrato quello cinese <strong>Xi Jinping</strong>. I due parleranno di economia ma anche di un altro scottante argomento, quello relativo alla Corea del Nord. In particolare varrà trattata la questione degli armamenti nucleari a disposizione del leader <strong>Kim Jong-Un</strong>.</p>
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		<title>Donald Trump Presidente, quando lo shock è previsto in democrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 09:44:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;elezione più seguita e attesa da tutto il mondo è terminata. L&#8217;esito è stato sorprendente. Donald Trump è il 45esimo&#160;Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Hillary Clinton ha subito una sonora sconfitta. 289&#160;Grandi Elettori contro 218 e 29 stati contro 19 (tra cui la maggioranza di quelli chiave).&#160; Il paradosso del sistema elettorale americano ha determinato [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;elezione più seguita e attesa da tutto il mondo è terminata. L&#8217;esito è stato sorprendente. <strong>Donald Trump</strong> è il 45esimo&nbsp;<strong>Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America</strong>. <strong>Hillary Clinton</strong> ha subito una sonora sconfitta. 289&nbsp;Grandi Elettori contro 218 e 29 stati contro 19 (tra cui la maggioranza di quelli chiave).&nbsp;</p>
<p>Il paradosso del sistema elettorale americano ha determinato uno scarto di voti in più per la Clinton. Ma negli Usa la legge elettorale deve garantire tre aspetti: la governabilità del Presidente, la rappresentanza dei singoli stati e l&#8217;alternanza politica. Il principio federale coincide con quello di democrazia indiretta (saranno i grandi elettori, votati dai cittadini, ad eleggete il Presidente), attraverso un sistema di base proporzionale che diventa poi maggioritario. Ma chi perde non contesta il risultato, ma si prodiga per riconoscere e legittimare la vittoria dell&#8217;avversario. Così, dopo 8 anni di presidenza democratica, sono tornati al potere i repubblicani.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/09/svolta-usa-donald-trump-presidente-borse-in-picchiata/">Sono questi i numeri (non definitivi) che esprimono la vittoria del candidato conservatore. Un risultato che spacca in due l&#8217;America</a>. Un paese in cui sono andati a votare appena il 50% degli avento diritto.</p>
<p>Gli americani sono stati chiari: <strong>Barack Obama</strong> non ha lasciato una buona eredità e i democratici non sono stati in grado di convincerli del contrario.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-34115" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/int-47.jpg" alt="Donald Trump Presidente, quando lo shock è previsto in democrazia" width="851" height="660"></p>
<h3><strong>Nel resto del mondo uno shock, in America è democrazia</strong></h3>
<p>Quello che viene percepito all&#8217;estero&nbsp;non è la concreta realtà degli eventi. L&#8217;elezione di <strong>Trump&nbsp;</strong>rappresenta in modo emblematico tutto questo. <em>The Donald&nbsp;</em>è stato massacrato durante la campagna elettorale, è stato definito un buffone, un pagliaccio, un pericolo per il futuro del mondo.</p>
<p>Invece Trump ha vinto dando uno schiaffo a tutti: al partito repubblicano che lo ha isolato, al partito democratico a cui ha sottratto la <strong>Casa Bianca</strong>, ai media e ai sondaggisti che lo hanno denigrato e dato per spacciato, alla politica mondiale che ne ha scongiurato fino alla fine la&nbsp;vittoria.</p>
<p>Trump non piace? È evidente che la <strong>Clinton&nbsp;</strong>è piaciuta ancora meno. Hillary ha deluso i cittadini americani quando era Segretario di Stato e la sua campagna elettorale è stata di fatto meno appassionata e genuina rispetto a&nbsp;quella del nuovo Presidente. L&#8217;ex First Lady non ha convinto gli elettori su quegli aspetti che più l&#8217;anno messa in imbarazzo: il&nbsp;<em>mailgate</em>, i suoi errori in politica estera durante la Presidenza <strong>Obama</strong>, i legami con le lobby, la continuità con la Presidenza del marito Bill.</p>
<p>L&#8217;elezione di <strong>Donald Trump</strong> rappresenta&nbsp;l&#8217;ennesimo voto di rottura. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/06/24/brexit-la-gran-bretagna-esce-dallunione-europea/">Il mondo anglosassone già ci ha stupito e ha lanciato segnali di protesta con la Brexit</a>. Se i sistemi democratici per eccellenza esprimono esiti del genere bisogna prenderne atto. La risposta non sta nell&#8217;innescare macchine del fango ma operazioni politiche. I due candidati erano entrambi i&nbsp;<em>meno peggio</em>. Così come i loro avversari durante le primarie.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-34123" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/donald-trump-presidente-quando-lo-shock-e-previsto-in-democrazia.jpg" alt="Donald Trump Presidente, quando lo shock è previsto in democrazia" width="909" height="660"></p>
<p>&#8220;<em>Per repubblicani e democratici è arrivato il tempo dell&#8217;unione. Dobbiamo collaborare, lavorare insieme e riunire la nostra grande nazione. Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei. La nostra non è stata una campagna elettorale, ma un grande movimento. Prometto che sarò il presidente di tutti gli americani. E una promessa. I dimenticati di questo Paese, da oggi non lo saranno più</em>&#8220;. Queste le prime dichiarazioni di&nbsp;<em>The Donald&nbsp;</em>da Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Toni distensivi che cancellano quelli brutali della campagna elettorale.</p>
<p><strong>Trump</strong> adesso ha un enorme vantaggio: ha fatto vincere un partito che non credeva in lui. I Repubblicani hanno in pugno, oltre alla <strong>Casa</strong> <strong>Bianca</strong>, il <strong>Senato</strong>, la <strong>Camera</strong> e la prossima fondamentale elezione del Giudice mancante della <strong>Corte Suprema</strong>. Una debacle per il <strong>Partito Democratico</strong> che ha cancellato la rivoluzione del&nbsp;<em>Sogno Americano</em>, l&#8217;<em>American Dream&nbsp;</em>che aveva portato alla Presidenza <strong>Barack Obama</strong>, il primo capo di stato USA di colore.</p>
<p>E adesso che la democrazia <strong>USA</strong> si è espressa, bisogna accettare l&#8217;esito di queste elezioni. In barba a tutti coloro che hanno addirittura dichiarato che sarebbe stato meglio sospendere il diritto di voto se il risultato elettorale fosse stato&nbsp;di questo genere. In realtà <strong>Trump</strong> può dimostrare di essere un buon Presidente, non solo per gli americani.</p>
<p>L&#8217;agenda politica è fitta e serrata. Il nuovo inquilino della <em>White House</em>&nbsp;dovrà sedersi al tavolo con<strong> Vladmir Putin</strong>, <strong>Xi Jinping</strong> e i leader medio orientali. Vedremo come Trump si relazionerà con i leader europei. E capiremo come il resto del mondo reagirà a questa scossa che senza dubbio è stata tra le più forti degli ultimi anni.</p>
<p>Altre elezioni in paesi chiave per gli equilibri geo politici mondiali sono in arrivo (ad esempio il referendum in <strong>Italia</strong> e le elezioni presidenziali in <strong>Germania</strong> e <strong>Francia</strong>), se la politica non si adegua alle necessità della società ne vedremo delle belle. O delle brutte e allora il ciclone Trump sarà solo l&#8217;inizio.</p>
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		<title>Elezioni USA, la sfida Clinton &#8211; Trump tiene il mondo con il fiato sospeso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non solo a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata una delle campagne elettorali più velenose di sempre. Le elezioni USA stanno caratterizzando l&#8217;agenda politica e mediatica internazionale fin dalle primarie dei due grandi partiti: i Democratici e i Repubblicani. Il candidato dell&#8217;Old Party (Republican Party) è Donald Trump, imprenditore di successo che ha stravolto i canoni del dibattito politico a stelle e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata una delle campagne elettorali più velenose di sempre. Le <strong>elezioni USA</strong> stanno caratterizzando l&#8217;agenda politica e mediatica internazionale fin dalle primarie dei due grandi partiti: i <strong>Democratici</strong> e i <strong>Repubblicani</strong>.</p>
<p>Il candidato dell&#8217;Old Party (Republican Party) è <strong>Donald Trump</strong>, imprenditore di successo che ha stravolto i canoni del dibattito politico a stelle e a strisce. I toni utilizzati da Trump e la sua propaganda politica hanno espresso una dialettica al limite della correttezza.</p>
<p>Per il Democratic Party l&#8217;ha spuntata l&#8217;ex First Lady, <strong>Hillary Clinton</strong>. Quest&#8217;ultima ha battuto alle primarie del partito <strong>Bernie Sanders</strong>, un candidato che in Italia sarebbe associato alla sinistra più socialista e radicale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-33928" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/rtr_gty_trump_clinton_split_jc_161025_12x5_1600_INT.jpg" alt="Elezioni USA, la sfida Clinton - Trump tiene il mondo con il fiato sospeso" width="1600" height="669" /></p>
<h3><strong>The Election Day</strong></h3>
<p>Tra attacchi sessisti, frasi razziste, minacce di guerra ai nemici degli USA, la campagna elettorale di <strong>Trump</strong> è stata basata sulla paura e il populismo. Il candidato repubblicano per raccogliere consenso interno al paese ha fatto una cosa molto semplice: ha identificato dei nemici esterni, gli immigrati, i messicani, i musulmani.</p>
<p>L&#8217;imprenditore immobiliare ha attaccato la <strong>Clinton</strong> accusandola di far parte delle lobby che da sempre incatenano la politica americana. Alle primarie Trump è stato spesso ostacolato da esponenti interni al partito repubblicano. Ma alla fine nessuno dei suoi avversari è riuscito a convincere l&#8217;elettorato conservatore.</p>
<p>La Clinton ha invece giocato una bella sfida con <strong>Sanders</strong>. Quest&#8217;ultimo ha avuto il merito di risvegliare, in un paese liberale e capitalista come gli USA, temi di giustizia sociale da poter definire quasi &#8220;comunisti&#8221;. Tuttavia i forti dubbi sulla reale possibilità di mettere in pratica alcune politiche di &#8220;estrema sinistra&#8221;, hanno frenato la sua corsa alla Presidenza.</p>
<p>Anche se Sanders ha avuto l&#8217;appoggio di molti giovani contrari alla Clinton, su molte tematiche si è trovato vicino al protezionismo economico promosso da Trump. Queste similitudini tra i due candidati &#8220;estremi&#8221; hanno probabilmente favorito Hillary che comunque esibisce un curriculum politico di grande valore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-33943" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/elezioni-usa-la-sfida-clinton-trump-tiene-il-mondo-con-il-fiato-sospeso.jpg" alt="Elezioni USA, la sfida Clinton - Trump tiene il mondo con il fiato sospeso" width="1600" height="900" /></p>
<h3><strong>Come voterà la comunità italiana di Little Italy?</strong></h3>
<p>Nel quartiere italiano di <strong>New York</strong> c&#8217;è molta incertezza sulle intenzioni di voto, anche se la maggioranza delle preferenze è in favore della candidata democratica. Nella Grande Mela <strong>Little Italy</strong> è cambiato molto negli anni. L&#8217;espansione di <strong>Chinatown</strong> ha inglobato nel quartiere cinese molte zone italiane. Per Mulberry Street (un&#8217;arteria principale) gli elettori voteranno per la <strong>Clinton</strong> &#8220;<em>Perché Trump è un maniaco, un clown, e distruggerà il mondo</em>&#8221; e &#8220;<em>Non perché amo Clinton ma perché penso che lei abbia l&#8217;esperienza e penso che sia un poco più stabile</em>&#8220;. Tuttavia molti giovani sono indecisi e non voteranno nessuno dei due sfidanti &#8220;<em>Io non voterò per nessuno dei due. Ma se dovessi scegliere probabilmente sceglierei Clinton. Anche se non voglio</em>&#8220;, afferma una ragazza.</p>
<p>Hillary Clinton è in vantaggio nei sondaggi e probabilmente sarà la prima donna a diventare inquilina della <strong>Casa Bianca</strong>. L&#8217;ex Segretario di Stato dovrà convincere chi la crede schiava di alcune lobby che sarà libera di fare le cose promesse in campagna elettorale, dovrà fare in modo di distogliere l&#8217;attenzione dallo scandalo <em>Mailgate</em> e dovrà far ricredere chi la ritiene responsabile di alcune scelte discutibili durante il suo mandato in politica estera sotto la Presidenza <strong>Obama</strong>. La Clinton, inoltre, si troverà di fronte un Congresso ostile a maggioranza repubblicana, quindi sarà decisiva la sua capacità di dialogare con gli oppositori. Infine, ci sarà la delicata e importante elezione dell&#8217;ultimo Giudice della <strong>Corte Suprema</strong>.</p>
<p>Molti affermano che queste elezioni sono più decisive di altre per il destino del mondo, in un periodo in cui le contingenze internazionali sono molto delicate e i singoli equilibri geopolitici possono determinare il futuro, non solo degli Stati Uniti, ma dell&#8217;<strong>Europa</strong>, la <strong>Russia</strong>, l&#8217;<strong>Asia</strong> e il <strong>Medio Oriente</strong>.</p>
<p>Dunque auguriamoci che gli americani facciano la scelta giusta. Oggi più che mai <em>God Bless America</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/08/elezioni-usa-la-sfida-clinton-trump-tiene-mondo-fiato-sospeso/">Elezioni USA, la sfida Clinton &#8211; Trump tiene il mondo con il fiato sospeso</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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