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	<title>carceri Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Jun 2024 19:21:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>carceri Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Federico II, a Napoli il più alto numero d&#8217;Italia di detenuti iscritti all&#8217;università: &#8220;Presto i primi laureati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 10:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato inaugurato stamattina il nuovo Anno Accademico del PUP &#8211; Polo Universitario Penitenziario della Federico. Al quarto anno dalla sua istituzione il Polo campano ha il più alto numero di iscritti e già nel corso del 2022 laureerà i suoi primi studenti. E da oggi, grazie al protocollo appena firmato, potrà anche far fare [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato inaugurato stamattina il nuovo <strong>Anno Accademico del PUP</strong> &#8211; <em>Polo Universitario Penitenziario della Federico</em>. Al quarto anno dalla sua istituzione il <strong>Polo campano</strong> ha il più alto <strong>numero di iscritti</strong> e già nel corso del <strong>2022</strong> laureerà i suoi primi <strong>studenti</strong>. E da oggi, grazie al protocollo appena firmato, potrà anche far fare il <strong>tirocinio curriculare</strong> agli iscritti al corso in <strong>Scienze erboristiche</strong> presso la <strong>Farmacia della Centro</strong>.</p>
<p>La cerimonia di inaugurazione si è svolta nel <strong>Centro Penitenziario Pasquale Mandato</strong> di <strong>Secondigliano</strong>, sede del <strong>Polo universitario penitenziario campano</strong>, alla presenza degli studenti del <strong>Pup</strong>. Sono intervenuti <strong>Giulia Russo</strong>, Direttrice del Centro <strong>Pasquale Mandato</strong>, <strong>Rita Mastrullo</strong>, Prorettrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, <strong>Marella Santangelo</strong>, Delegata del Rettore al Polo Universitario Penitenziario della Federico II, <strong>Angelica Di Giovanni</strong>, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli, <strong>Ciro Verdoliva</strong>, Direttore ASL Napoli 1, <strong>Samuele Ciambriello</strong>, Garante dei detenuti della Regione Campania, e <strong>Mariano Stornaiuolo</strong>, Delegato del Dipartimento di Farmacia al PUP.</p>
<p>Nel corso dell’evento è stata firmata la convenzione tra l&#8217;<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong>, il <strong>Dipartimento di Farmacia</strong>, il <strong>Tribunale di Sorveglianza di Napoli</strong>, l&#8217;A<strong>SL NA1</strong> e il <strong>Provveditorato Amministrazione Penitenziaria Campania</strong>, per l&#8217;attivazione del primo tirocinio interno per gli studenti del <strong>Corso di Laurea in Scienze erboristiche</strong>, che si svolgerà nella farmacia dell&#8217;<strong>Istituto</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Oggi inauguriamo il quarto anno accademico del Polo Penitenziario Universitario Federico II, iniziativa resa possibile grazie all’impegno di tantissime persone, docenti, operatori, educatori, volontari</em> &#8211; spiega la prorettrice <strong>Rita Mastrullo</strong> -. <em>Abbiamo circa 100 iscritti, che incidono su 8 corsi di laurea afferenti a 7 diversi Dipartimenti. Vi lavorano mediamente ogni anno 100 docenti e abbiamo reclutato, nell’ultimo bando, 16 tutor, tra dottorandi e studenti di lauree magistrali. Siamo molto soddisfatti. Stiamo lavorando per poter offrire nel prossimo anno accademico anche 2 lauree professionalizzanti dell’area di ingegneria e a breve partiremo anche col Polo Penitenziario Femminile, che si insedierà presso l’Istituto Penitenziario di Benevento e sarà il primo polo a livello nazionale</em>&#8220;.</p>
<h2>A Napoli il più alto numero d&#8217;Italia di detenuti iscritti all&#8217;università</h2>
<p>&#8220;<em>In questa sede non si celebra solo l’inizio del nuovo anno accademico ma anche la firma dell’accordo con l’Asl Napoli 1, ulteriore espressione della rete che si è creata intorno al Polo che crea un ponte con la società</em>. &#8211; sottolinea la direttrice <strong>Giulia Russo</strong> -. <em>Riuscire a vedere concretamente soggetti che escono da qui per fare altro rispetto a ciò che li ha portati all’interno di questa struttura è qualcosa di straordinario. Di questo ringrazio la Federico II perché è stata non un partner ma una mente che ha reso sempre più significativa la sua presenza all&#8217;interno del Polo Penitenziario</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Per il nuovo anno accademico abbiamo avuto una grande richiesta di immatricolazioni per tutti gli 8 corsi di laurea che il Polo offre: scienze sociali, scienze politiche, servizi giuridici, sviluppo sostenibile e reti territoriali, economi e commercio, lettere moderne, scienze erboristiche e scienze gastronomiche mediterranee</em> &#8211; sottolinea la delegata Federico II <strong>Marella Santangelo</strong>, anima del Pup -. <em>L’ampia offerta ci ha fatto avere un risultato ottimo, sono arrivati studenti nuovi da tutta Italia. Stiamo per avere i primi laureati e firmiamo oggi la convenzione per il primo tirocinio in Italia che avverrà in carcere, con la ASL, nella farmacia del carcere per i laureandi di scienze erboristiche e farmaceutiche perché va considerato che alcune lauree prevedono un tirocinio</em>&#8220;.</p>
<p>Il <strong>Polo Universitario Penitenziario</strong> della <strong>Federico II</strong> conta oggi circa <strong>100 studenti</strong>, divisi in <strong>8 corsi di studio</strong>, ha sede nel <strong>Centro Penitenziario di Secondigliano</strong>, dove sono state destinate agli studenti detenuti due sezioni, la sezione Ionio per i detenuti in regime di alta sicurezza e la Mediterraneo per quelli di media sicurezza. All&#8217;interno delle sezioni gli studenti hanno un regime diverso, hanno le celle aperte tutto il giorno, spazi per lo studio, per le lezioni, per l&#8217;incontro con professori e tutor.</p>
<p>Agli studenti del <strong>Polo</strong> sono garantite lezioni, seminari, orientamento per la preparazione degli esami, assistenza alla preparazione delle tesi di laurea, e naturalmente lo svolgimento degli esami e delle sessioni di laurea. Il <strong>PUP Federico II</strong> è il primo polo universitario penitenziario del <strong>Meridione d&#8217;Italia</strong>, nato da un importante lavoro di collaborazione tra l&#8217;<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong> e il <strong>Provveditorato dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria della Campania</strong>.</p>
<p>È una iniziativa molto importante per l&#8217;affermazione e la concretizzazione del <strong>diritto allo studio</strong> di persone in regime di restrizione della <strong>libertà personale</strong> nel solco di una concezione della <strong>pena rieducativa</strong>, come recita l&#8217;<strong>art. 27 della nostra Costituzione</strong> che mette insieme l&#8217;istanza personalistica cioè il principio di umanità, con l&#8217;istanza solidaristica cioè il principio rieducativo. Lo dimostrano la partecipazione, l&#8217;impegno e i risultati ottenuti dagli studenti in regime di restrizione nei 3 anni accademici già trascorsi dalla sua istituzione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-263485 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/A-Napoli-il-più-alto-numero-dItalia-di-detenuti-iscritti-alluniversità.png" alt="A Napoli il più alto numero d'Italia di detenuti iscritti all'università" width="3428" height="2048" /> <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-263486 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/A-Napoli-il-più-alto-numero-dItalia-di-detenuti-iscritti-alluniversità_1.png" alt="A Napoli il più alto numero d'Italia di detenuti iscritti all'università" width="2598" height="1462" /></p>
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		<title>Covid19 in carcere, le donne: &#8220;Detenuti picchiati dopo le proteste&#8221;. Indagini in corso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 14:44:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I parenti e familiari dei detenuti che ieri hanno protestato all&#8217;esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere hanno denunciato atti di violenza subita dai loro parenti reclusi. A riportare la notizia è stato Il Mattino. Sempre ieri, dopo aver manifestato all&#8217;esterno del carcere casertano, una piccola delegazione ha fatto il suo ingresso nel carcere [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I parenti e familiari dei detenuti che ieri hanno protestato all&#8217;esterno del <strong>carcere di Santa Maria Capua Vetere</strong> hanno denunciato atti di violenza subita dai loro parenti reclusi. A riportare la notizia è stato <em>Il Mattino</em>.</p>
<p>Sempre ieri, dopo aver manifestato all&#8217;esterno del carcere casertano, una piccola delegazione ha fatto il suo ingresso nel carcere per parlare con il Direttore. Alla base della protesta ci sono le condizioni di disumanità, scarsa igiene e sovraffollamento che caratterizzano il penitenziario.</p>
<p>Situazione resa ancora più esplosiva dall&#8217;emergenza causata dal <em><strong>coronavirus</strong></em>. È da un mese che i detenuti in molti penitenziari d&#8217;Italia sono in mobilitazione per un doppio fronte, da una parte avere l&#8217;opportunità di comunicare con i parenti, dall&#8217;altra la possibilità per alcuni di scontare la pena ai domiciliari.</p>
<p>&#8220;<em>Di qua ce ne andiamo solo se riattivano le videochiamate. I nostri parenti sono stati picchiati, alcune di noi non hanno loro notizie da tre giorni, vogliamo delle risposte</em>&#8220;, ha detto una delle donne rivoltose.</p>
<p>Ci sarebbe poi un doppio mistero, uno relativo ad una perquisizione avvenuta nel carcere e che avrebbe permesso agli agenti della Polizia penitenziaria di trovare armi e cellulari. L&#8217;altro ha riguardato degli audio diventati virali sulle chat e che dimostrerebbero le violenze subite dai detenuti.</p>
<p>&#8220;<em>Non mi fanno videochiamare perché ho un occhio nero, mi hanno picchiato, ma io non ho neanche preso parte alla protesta; stavo lavorando</em>&#8220;, avrebbe affermato un detenuto; &#8220;<em>Tuo fratello è in isolamento, lo hanno massacrato</em>&#8220;, avrebbe detto un altro recluso. &#8220;<em>Mi hanno spezzato una costola, sto malissimo</em>&#8220;, avrebbe raccontato un altro carcerato. Su tutta la vicenda sta indagando la magistratura anche ad una denuncia fatta in Procura dal Garante per i Diritti dei Detenuti della Campania <strong>Samuele Ciambriello</strong>.</p>
<p>Intanto le donne che hanno manifestato e protestato all&#8217;esterno del carcere rischiano una doppia denuncia: quella per infranto le regole <em><strong>anti-covid19</strong></em> e quella per aver dato vita ad un sit-in non autorizzato fuori al penitenziario.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-199884 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-04-10-alle-18.26.56.png" alt="Covid19 in carcere, le donne: &quot;Detenuti picchiati dopo le proteste&quot;" width="791" height="462" /></p>
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		<title>Covid in carcere, dopo le proteste una delegazione dei parenti dei detenuti entra a Santa Maria Capua Vetere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 12:16:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Stato non risponde e le proteste non si sono fermate. All&#8217;esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere c&#8217;è stata una manifestazione da parte di alcuni parenti dei detenuti, principalmente tutte donne. La notizia è stata riportata da Nano Tv. LEGGI ANCHE &#8211; La storia: Giuseppe, malato e abbandonato in cella Come scritto dalla pagina Facebook, [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Stato non risponde e le proteste non si sono fermate. All&#8217;esterno del carcere di <strong>Santa Maria Capua Vetere</strong> c&#8217;è stata una manifestazione da parte di alcuni parenti dei detenuti, principalmente tutte donne. La notizia è stata riportata da <em>Nano Tv</em>.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/06/la-storia-di-giuseppe-malato-e-chiuso-in-cella-col-virus-puo-morire-il-giallo-della-relazione-sanitaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La storia: Giuseppe, malato e abbandonato in cella</a></strong></p>
<p>Come scritto dalla pagina <strong>Facebook</strong>, <em>Parenti e amici dei detenuti a Poggioreale, Pozzuoli e Secondigliano </em>è stato accordato a due parenti di entrare insieme al Procuratore capo all&#8217;interno del penitenziario per parlare con il Direttore.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;opinione: &#8220;È lo Stato ad aver abbandonato detenuti e agenti&#8221;</a></strong></p>
<p>Il caso è scoppiato dopo l&#8217;accertata positività al <em><strong>coronavirus</strong></em> di altri tre detenuti. Le proteste di reclusi e familiari vanno avanti da inizio marzo. P<a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/08/carcere-di-poggioreale-finita-la-protesta-ciambriello-ai-parenti-dei-detenuti-ho-chiesto-di-lasciare-a-casa-i-reclusi-in-semiliberta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">roprio un mese fa ci furono forti mobilitazioni all&#8217;interno e all&#8217;esterno di molti penitenziari italiani</a>.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/06/virus-e-giustizia-lavvocato-campora-bonafede-si-dimetta-o-sara-responsabile-di-un-massacro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;intervista all&#8217;Avvocato Campora: &#8220;Bonafede si difenda&#8221;</a></strong></p>
<h1>I FATTI DI IERI &#8211;</h1>
<p>Momenti di tensione oggi a <strong>Napoli</strong> durante il tentativo da parte di un folto gruppo di parenti di persone detenute nel carcere di <strong>Poggioreale</strong>, una ventina, di entrare nel <strong>Tribunale partenopeo</strong>. A bloccare il gruppo, secondo quanto si è appreso capeggiato da alcune donne, sono stati gli agenti della <strong>Polizia Penitenziaria</strong> che presidiavano il varco al <strong>Palazzo di Giustizia</strong> di <strong>piazza Cenni</strong> insieme con la <strong>Polizia di Stato</strong> e i <strong>Carabinieri</strong>.</p>
<p>A causa dell&#8217;episodio su disposizione della <strong>Procura Generale</strong> sono stati temporaneamente chiusi tutti i varchi d&#8217;accesso al <strong>Nuovo Palazzo di Giustizia</strong>. &#8220;<em>Un plauso va alla Polizia Penitenziaria di presidio ai Varchi del Tribunale di Napoli</em> &#8211; dice, in una nota, <strong>Ciro Auricchio</strong>, segretario regionale dell&#8217;<strong>Uspp</strong> &#8211; <em>dove oggi un gruppo di 20 facinorosi per lo più donne familiari dei detenuti di Poggioreale, dopo aver protestato innanzi il carcere, si sono portati innanzi l&#8217;ingresso principale del Palazzo di giustizia e sono riusciti ad entrare negli spazi antistanti il Palazzo</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>La Polizia Penitenziaria</em> &#8211; spiega <strong>Auricchio</strong> &#8211; <em>è intervenuta nell&#8217; immediatezza per fermare i facinorosi che stavano per fare ingresso in Tribunale e unitamente a personale della Polizia di Stato e dei carabinieri, sopraggiunto sul posto, è riuscita ad allontanare i facinorosi</em>&#8220;. &#8220;<em>Ancora una volta l&#8217;apporto della Polizia Penitenziaria impiegata a presidio dei varchi di ingresso del Tribunale si è rivelato prezioso per la sicurezza del Palazzo di giustizia</em>, &#8211; sottolinea il sindacalista &#8211; <em>per questo chiediamo ancora una volta, come già fatto in epoca pregressa, che il predetto presidio non sia revocato per essere assorbito da organismi di vigilanza privata</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_199680" aria-describedby="caption-attachment-199680" style="width: 1244px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-199680 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-04-09-alle-16.00.53.png" alt="Covid in carcere, dopo le proteste una delegazione dei parenti dei detenuti entra a Santa Maria Capua Vetere" width="1244" height="659" /><figcaption id="caption-attachment-199680" class="wp-caption-text">immagine da Nano Tv</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/09/covid-in-carcere-dopo-le-proteste-una-delegazione-dei-parenti-dei-detenuti-entra-a-santa-maria-capua-vetere/">Covid in carcere, dopo le proteste una delegazione dei parenti dei detenuti entra a Santa Maria Capua Vetere</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Virus e giustizia, l&#8217;avvocato Campora: &#8220;Bonafede si dimetta o sarà responsabile di un massacro&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/04/06/virus-e-giustizia-lavvocato-campora-bonafede-si-dimetta-o-sara-responsabile-di-un-massacro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 18:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non è possibile che mentre una gran parte dell&#8217;opinione pubblica continua a invocare una soluzione per l&#8217;emergenza carceraria, il Ministro Bonafede persevera nel suo silenzioso immobilismo&#8220;. A parlare è Marco Campora avvocato del Foro di Napoli e già Segretario della Camera Penale napoletana. Campora ha pubblicato un post su Facebook dove ha richiamato il Guardasigilli di via Arenula alle proprie [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Non è possibile che mentre una gran parte dell&#8217;opinione pubblica continua a invocare una soluzione per l&#8217;emergenza carceraria, il Ministro Bonafede persevera nel suo silenzioso immobilismo</em>&#8220;. A parlare è <strong>Marco Campora</strong> avvocato del Foro di Napoli e già Segretario della Camera Penale napoletana.</p>
<p><strong>Campora</strong> ha pubblicato un post su <strong>Facebook</strong> dove ha richiamato il <em>Guardasigilli</em> di <strong>via Arenula </strong>alle proprie responsabilità e offrendo due soluzioni, drastiche ma necessarie: <strong>amnistia </strong>e <strong>indulto</strong>. Ma facciamo un passo indietro.</p>
<p>L&#8217;attuale emergenza causata dal <em><strong>coronavirus</strong></em> sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, sociale ed economico del Paese. L&#8217;intero mondo della <strong>giustizia</strong> non è certo immune al <em><strong>covid19</strong></em>. Né tantomeno lo sono le <strong>carceri</strong>. Anzi, la disumanità, il sovraffollamento e la scarsa igiene che permangono all&#8217;interno dei penitenziari, rendono gli stessi luoghi perfetti per la proliferazione di un virus infettivo.</p>
<p>È passato circa un mese da quando sono scoppiate rivolte in molti penitenziari d&#8217;<strong>Italia</strong>. Circa 30 giorni da quando <strong>13 detenuti</strong> hanno perso la vita in circostanze tutte da chiarire. Eppure, nonostante anche paesi &#8211; meno liberali e democratici del nostro &#8211; come <strong>Iran</strong>, <strong>Marocco</strong>, <strong>Tunisia </strong>e <strong>Turchia</strong>, hanno scarcerato migliaia di detenuti, proprio per evitare che le <strong>carceri</strong> diventino un focolaio senza fine, nel <em>Belpaese</em> rispetto a questo tema vi è totale indifferenza.</p>
<p><em>VocediNapoli.it</em> ha chiesto all&#8217;avvocato <strong>Campora</strong> il motivo di così tanta superficialità dimostrata dalla politica italiana: &#8220;<em>Il problema è che i partiti continuano ad inseguire consensi elettorali. Un provvedimento che metta in atto delle scarcerazioni rischierebbe di far perdere voti al politico di turno. Da questo punto di vista c&#8217;è un esempio recente ed eclatante. Il precedente Governo fece naufragare la condivisibile riforma dell&#8217;Ordinamento Penitenziario, evidentemente per mere ragioni elettorali</em>&#8220;.</p>
<p>E da allora è stato buio pesto per la <strong>giustizia</strong> e il sistema penitenziario italiano, con la nascita di due esecutivi (<em>giallo &#8211; verde<strong> </strong></em>e <em>giallo </em>&#8211; <em>rosso</em>) più <strong>giustizialisti </strong>di sempre. Ma qui non è in gioco la sfida tra questi ultimi e i <strong>garantisti</strong>, qui si tratta di tutelare la salute dei cittadini: &#8220;<em>Il tema attuale è infatti ben più ampio. È necessario decongestionare le carceri</em> &#8211; ha affermato <strong>Campora</strong> &#8211; <em>per evitare che detenuti e poliziotti, e stiamo parlando di migliaia di persone, rischino di infettarsi. Il perdurare del cronico sovraffollamento, oltre a causare una prevedibile strage all&#8217;interno degli istituti penitenziari, potrebbe provocare il precipitoso collasso del sistema sanitario italiano, già martoriato dalla diffusione del virus. Oggi siamo in difficoltà con i ricoveri e i posti letto in terapia intensiva, immaginiamo cosa potrebbe accadere se negli ospedali dovranno essere ricoverati in massa detenuti e agenti della penitenziaria</em>&#8220;.</p>
<p>In pratica il <strong>Governo</strong> rischierebbe, paradossalmente, di macchiarsi di un reato grave, quello di <strong>procurata epidemia</strong>. &#8220;<em>L&#8217;esecutivo e la politica stanno dimostrando di sottovalutare il fenomeno della prevedibile diffusione del covid19 nelle carceri</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Campora</strong> &#8211;<em> le sollecitazioni al Ministro Bonafede da parte di autorevoli avvocati, intellettuali e magistrati sono rimaste inascoltate. Il Ministro, a questo punto, ,farebbe bene a dimettersi altrimenti dovrà assumersi la piena responsabilità di quanto inevitabilmente accadrà, di qui a breve, nei penitenziari</em>&#8220;.</p>
<p>Abbiamo chiesto all&#8217;avvocato <strong>Campora</strong> quali potrebbero essere le soluzioni: &#8220;<em>Sostituire con gli arresti domiciliari le misure cautelari in carcere per i detenuti ai quali siano stati contestati reati non particolarmente allarmanti. Concedere ai detenuti &#8216;definitivi &#8211; che debbano espiare una pena inferiore ai due anni di reclusione &#8211; la immediata concessione della detenzione domiciliare. Velocizzare i tempi burocratici e giuridici per la concessione delle misure alternative. Credo siano punti del tutto ragionevoli</em>&#8220;.</p>
<p>Si tratterebbe, per la <strong>Campania</strong>, di un numero cospicuo della popolazione carceraria. La prova che il <em>sistema giustizia</em> in <strong>Italia</strong> funziona male. Questo è dimostrato dai rimedi proposti da <strong>Campora</strong> che sono, allo stesso tempo, anche le cause del problema. Se le carceri sono piene di persone in attesa di giudizio e che potrebbero scontare, &#8220;<i>inutilmente una pena in ragione dell&#8217;elevatissimo numero di assoluzioni anche in presenza di una originaria misura cautelare, vuol dire semplicemente che il sistema giustizia ha bisogno di essere rivisitato</i>&#8220;.</p>
<p>Per questo motivo l&#8217;avvocato <strong>Campora</strong> crede che l&#8217;attuale periodo storico potrebbe essere ideale affinché si possa sviluppare una <strong>riforma organica e strutturale della giustizia</strong>. Ma con gli interlocutori la sfida appare impossibile. Tuttavia, garantisce <strong>Campora</strong>, &#8220;<em>la battaglia dell&#8217;avvocatura non si fermerà, soprattutto se il Governo deciderà di proseguire sulla strada dei processi a distanza. Già le convalide d&#8217;arresto in questa fase emergenziale sono fatte in modalità &#8216;virtuale&#8217;. Tutto ciò che concerne il processo penale deve essere svolto in aula alla presenza di tutte le parti processuali. Su questo l&#8217;avvocatura non farà sconti a nessuno</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-199298 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/camporabonafedegiustiziacarcericovid.jpg" alt="Virus e giustizia, l'avvocato Campora: &quot;Bonafede si dimetta o sarà responsabile di un massacro&quot;" width="746" height="403" /></p>
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		<title>Covid19 in carcere, a Poggioreale comanda il narcos: &#8220;Stop alle rivolte&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/03/27/covid19-in-carcere-a-poggioreale-comanda-il-narcos-stop-alle-rivolte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 11:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorni fa sono terminate le rivolte scoppiate in tanti penitenziari d&#8217;Italia. Proteste portate avanti dai detenuti e che hanno visto molti di essi perdere la vita. Anche a Napoli, presso il carcere di Poggiorale ci sono state manifestazioni del genere. Il picco più alto della tensione è stato registrato lo scorso 8 marzo. Oltre alla protesta dei detenuti [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/27/covid19-in-carcere-a-poggioreale-comanda-il-narcos-stop-alle-rivolte/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Covid19 in carcere, a Poggioreale comanda il narcos: &#8220;Stop alle rivolte&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni fa sono terminate le rivolte scoppiate in tanti penitenziari d&#8217;<strong>Italia</strong>. Proteste portate avanti dai detenuti e che hanno visto molti di essi perdere la vita. Anche a <strong>Napoli</strong>, presso il <strong>carcere di Poggiorale</strong> ci sono state manifestazioni del genere.</p>
<p>Il picco più alto della tensione è stato registrato <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/08/carcere-di-poggioreale-finita-la-protesta-ciambriello-ai-parenti-dei-detenuti-ho-chiesto-di-lasciare-a-casa-i-reclusi-in-semiliberta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>lo scorso</strong> <strong>8 marzo</strong></a>. Oltre alla protesta dei detenuti all&#8217;interno del carcere, c&#8217;è stata quella delle mogli, le figlie e le sorelle all&#8217;esterno. La folla è stat in seguito accerchiata da un gruppo di agenti delle forze dell&#8217;ordine disposto in tenuta anti-sommossa.</p>
<p>Sul posto sono intervenuti anche entrambi i garanti per i diritti dei detenuti: quello metropolitano, <strong>Pietro Ioia</strong> e quello regionale, <strong>Samuele Ciambriello</strong>. Ufficialmente le proteste sono esplose a causa del rischio del contagio da <em><strong>coronavirus</strong></em>.</p>
<p>Pericolo che ha costretto l&#8217;autorità penitenziaria ad annullare i colloqui in carcere. In realtà il <em><strong>covid19</strong></em> è stato soltanto la punta di un iceberg fatto di disumanità, sovraffollamento, degrado e pessime condizioni igienico-sanitarie.</p>
<p>Come riportato da <em>Il Roma</em> e scritto dal collega Luigi Nicolosi, ad aver sedato le rivolte e siglato una sorta di &#8216;<em>pax</em>&#8216; tra detenuti e agenti penitenziari, sarebbe stato un narcotrafficante. Si è trattato di <strong>Antonio Bastone</strong>, affiliato agli scissionisti di <strong>Secondigliano </strong>e arrestato nel <strong>2009</strong> dopo un breve periodo di latitanza.</p>
<p><strong>Bastone</strong> avrebbe inviato al quotidiano e al Garante <strong>Pietro Ioia</strong> una lettera con la quale ha spiegato la sua strategia. Una mossa che avrebbe permesso di fermare le proteste e far rientrare la situazione alla normalità. Sulla vicenda sta indagando la <em>Direzione distrettuale antimafia</em> (<strong>Dda</strong>).</p>
<h1>LEGGI ANCHE &#8211; L&#8217;opinione: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;Altro che Covid19, è lo stato ad aver abbandonato agenti e detenuti&#8221;</a></h1>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-197556 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-03-27-alle-13.28.42.png" alt="covid carceri boss rivolta vocedinapoli.it" width="650" height="373" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/27/covid19-in-carcere-a-poggioreale-comanda-il-narcos-stop-alle-rivolte/">Covid19 in carcere, a Poggioreale comanda il narcos: &#8220;Stop alle rivolte&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Altro che Covid19, lo Stato ha sottovalutato il dramma delle carceri: questo il motivo delle rivolte</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 12:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rivolte fuori e dentro le carceri, con i parenti dei detenuti che si sono recati all&#8217;esterno dei penitenziari per sostenere i propri familiari reclusi. Le proteste sono andate in scena in tutta Italia. In Campania, disordini a Salerno &#8211; presso il carcere di Fuorni &#8211; e a Napoli nel penitenziario di Poggioreale. In entrambi i casi parte degli istituti di reclusione sono [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Altro che Covid19, lo Stato ha sottovalutato il dramma delle carceri: questo il motivo delle rivolte</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/">Altro che Covid19, lo Stato ha sottovalutato il dramma delle carceri: questo il motivo delle rivolte</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rivolte fuori e dentro le carceri, con i parenti dei detenuti che si sono recati all&#8217;esterno dei penitenziari per sostenere i propri familiari reclusi. Le proteste sono andate in scena in tutta <strong>Italia</strong>. In <strong>Campania</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/07/distruggono-tutto-con-le-spranghe-e-salgono-sul-tetto-rivolta-in-carcere-a-salerno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disordini a <strong>Salerno</strong></a> &#8211; presso il carcere di <strong>Fuorni </strong>&#8211; e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/carcere-di-poggioreale-finita-la-protesta-ciambriello-ai-parenti-dei-detenuti-ho-chiesto-di-lasciare-a-casa-i-reclusi-in-semiliberta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a <strong>Napoli</strong> nel penitenziario di <strong>Poggioreale</strong></a>.</p>
<p>In entrambi i casi parte degli istituti di reclusione sono stati distrutti. Ci sono stati feriti sia tra gli agenti che tra i detenuti. A <strong>Napoli</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/08/carcere-di-poggioreale-parenti-dei-detenuti-fuori-al-penitenziario-agenti-in-tenuta-antisommossa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un&#8217;onda &#8216;<em>Rosa</em>&#8216;</a> ha caratterizzato le proteste all&#8217;esterno del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/08/coronavirus-stop-ai-colloqui-in-carcere-esplode-la-protesta-a-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carcere di <strong>Poggioreale</strong></a>, con un fiume di donne riunite per protestare contro le condizioni disumane della detenzione. A circondarle un drappello numeroso di <strong>forze dell&#8217;ordine</strong>.</p>
<p>Poi <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/08/proteste-in-carcere-per-il-coronavirus-muore-un-detenuto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la tragedia di <strong>Modena</strong></a>. Dal penitenziario della città emiliana è pervenuto un bollettino da guerra: ben <strong>sei</strong> i detenuti morti durante le proteste. Ma siamo sicuri che questa emergenza scoppiata dietro le sbarre sia dovuta soltanto all&#8217;allarme causato dal <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/07/coronavirus-2-casi-sospetti-in-carcere-scattano-misure-precauzionali-e-speciali-a-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>oronavirus</strong></em></a>?</p>
<p>Assolutamente no! Da anni le istituzioni, lo Stato e il Ministero della giustizia sono a conoscenza delle drammatiche condizioni igieniche, di insicurezza e di sovraffollamento che caratterizzano le carceri italiane. Un problema grave e che rappresenta una vera e propria sconfitta per il nostro <strong>Stato di Diritto</strong>.</p>
<p>I politici non si nascondino dietro al <em><strong>covid19</strong></em> e dicano la verità agli italiani. Chiedano scusa ai cittadini perché l&#8217;emergenza carceri è stata da sempre accantonata e messa da parte dagli ultimi governi. A partire dagli esecutivi berlusconiani che non hanno riformato la giustizia, passando per il governo Renzi prima e Gentiloni poi che non hanno approvato la riforma dell&#8217;ordinamento penitenziario, finendo ai due esecutivi <em>giallo</em>&#8211;<em>verde</em> e <em>giallo</em>&#8211;<em>rosso</em> che hanno rappresentato l&#8217;acme della cultura giustizialista e manettara italiana.</p>
<p>Ad oggi quello che sta accadendo fuori e dentro le carceri italiane è una vera e propria mattanza causata dalla cecità di chi ci ha governato e di chi ci sta governando. Basta lacrime di coccodrillo, i politici e i governanti si diano da fare rischiando anche di essere impopolari e di perdere consenso. Non sarebbe meglio perdere qualche voto che la propria dignità?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-194360 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-03-09-alle-13.30.53.png" alt="Altro che Covid19, lo Stato ha sottovalutato il dramma delle carceri: questo il motivo delle rivolte" width="650" height="423" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/">Altro che Covid19, lo Stato ha sottovalutato il dramma delle carceri: questo il motivo delle rivolte</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Coronavirus, 2 casi sospetti in carcere: scattano misure precauzionali e speciali a Poggioreale</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/03/07/coronavirus-2-casi-sospetti-in-carcere-scattano-misure-precauzionali-e-speciali-a-poggioreale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 15:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rilevatori termici, tensostruttura per il triage primo ingresso dei detenuti, guanti, mascherine, igienizzante, bonifiche e sanificazione dei luoghi maggiormente frequentati: queste le misure di prevenzione attivate nel carcere napoletano di Poggioreale, istituto penitenziario tra i più grandi ed affollati d&#8217;Europa, per fronteggiare il coronavirus. Secondo quanto rende noto Luigi Castaldo, segretario regionale dell&#8217;Osapp in Campania, [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/07/coronavirus-2-casi-sospetti-in-carcere-scattano-misure-precauzionali-e-speciali-a-poggioreale/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Coronavirus, 2 casi sospetti in carcere: scattano misure precauzionali e speciali a Poggioreale</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/07/coronavirus-2-casi-sospetti-in-carcere-scattano-misure-precauzionali-e-speciali-a-poggioreale/">Coronavirus, 2 casi sospetti in carcere: scattano misure precauzionali e speciali a Poggioreale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rilevatori termici, tensostruttura per il triage primo ingresso dei detenuti, guanti, mascherine, igienizzante, bonifiche e sanificazione dei luoghi maggiormente frequentati: queste le misure di prevenzione attivate nel carcere napoletano di <strong>Poggioreale</strong>, istituto penitenziario tra i più grandi ed affollati d&#8217;<strong>Europa</strong>, per fronteggiare il <em><strong>coronavirus</strong></em>.</p>
<p>Secondo quanto rende noto <strong>Luigi Castaldo</strong>, segretario regionale dell&#8217;<strong>Osapp</strong> in <strong>Campania</strong>, &#8220;<em>finora si sono presentati solo due casi sospetti, due persone arrestate e destinate alla detenzione che, a fini precauzionali, sono state collocate in locali appartati, sotto stretta sorveglianza sanitaria, a dimostrazione di un&#8217;attività concreta e scrupolosa di monitoraggio. Per altri due, anche questi sospetti, e&#8217; stata disposta la quarantena sorvegliata ai domiciliari</em>&#8220;.</p>
<p>Proprio l&#8217;elevata densità della popolazione carceraria del &#8220;<strong><em>Salvia</em></strong>&#8221; ha spinto il dirigente medico <strong>Irollo</strong> e il direttore <strong>Berdini</strong> &#8220;<em>a un gran lavoro precauzionale e cautelativo posto in essere per evitare il proliferarsi del coronavirus</em>&#8220;, sottolinea <strong>Castaldo</strong> che auspica &#8220;<em>la massima scrupolosità nell&#8217;esecuzione delle disposizioni emanate dal provveditore della Campania Fullone, e spirito di collaborazione nell&#8217;attenersi coscienziosamente alle indicazioni emanate dal Ministero della Salute</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Lo sforzo di adeguamento alle nuove direttive sarà notevole e anche il senso di responsabilità da parte delle persone detenute finora è stato elevatissimo</em>&#8220;. Lo sottolinea il provveditore delle carceri della Campania <strong>Antonio Fullone</strong> che così commenta le nuove disposizioni varate dal <strong>Governo</strong> per fronteggiare l&#8217;emergenza <em><strong>Coronavirus</strong></em>, anche nelle strutture di detenzione italiane.</p>
<p>&#8220;N<em>oi ci stiamo adeguando alle nuove disposizioni</em> &#8211; spiega <strong>Fullone</strong> &#8211; <em>e lavoriamo in sinergia con le articolazioni locali del Ministero della Salute. La situazione è sotto monitoraggio. Inoltre le misure di prevenzione hanno retto bene finora: non è emerso alcun caso di positività al coronavirus nelle nostre strutture detentive</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Fullone</strong> auspica che le nuove disposizioni varate ieri &#8220;<em>vengano accolte, accettate ma anche compensate all&#8217;interno delle carceri. Ho chiesto una nuova organizzare delle attività trattamentali</em> &#8211; informa &#8211; <em>in funzione al nuovo scenario che ci troviamo di fronte. Nei prossimi giorni valuteremo una serie di misure, ovviamente nel perimetro della discrezionalità delle nostre leggi, per poter compensare le nuove direttive, che sono sempre più drastiche. Il colloquio visivo con il familiare è la cosa alla quale il detenuto tiene di più e dobbiamo provvedere. Anche la vita all&#8217;interno delle carceri va ripensata: le attività scolastiche e universitarie sono state sospese e dobbiamo ripensare a come reimpiegare il tempo di queste persone, che ora sono ancora meno impegnate. Le crisi</em> <em>rappresentano anche occasioni per rivedere certi aspetti della vita dei detenuti in termini qualitativi</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto anche il <strong>Partito Radicale</strong> tramite <strong>Rita Bernardini</strong> ha lanciato l&#8217;allarme per la possibile diffusione del <em><strong>coronavirus</strong></em> in carcere. Il motivo sarebbe il tragico sovraffollamento al quale sono condannati i detenuti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-194050 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/coronaviruscarceri.jpg" alt="Coronavirus, 2 casi sospetti in carcere: scattano misure precauzionali e speciali a Poggioreale" width="650" height="411" /></p>
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		<title>Antonio, malato e chiuso in cella. Ioia: &#8220;La sanità in carcere è una tragedia&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/07/antonio-malato-e-chiuso-in-cella-ioia-la-sanita-in-carcere-e-una-tragedia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 17:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La moglie di Antonio mi ha contattato per segnalarmi le gravi condizioni del marito. Per me, purtroppo, non è una novità. Sono tantissime le segnalazioni che ricevo in merito ai casi di mala sanità che avvengono dentro le carceri&#8220;, a parlare è Pietro Ioia, ex detenuto ed attivista per i diritti delle persone private della libertà. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La moglie di Antonio mi ha contattato per segnalarmi le gravi condizioni del marito. Per me, purtroppo, non è una novità. Sono tantissime le segnalazioni che ricevo in merito ai casi di mala sanità che avvengono dentro le carceri</em>&#8220;, a parlare è <strong>Pietro Ioia</strong>, ex detenuto ed attivista per i diritti delle persone private della libertà.</p>
<p>Il tema è la <strong>sanità penitenziaria</strong> argomento importante sul quale è sempre poca l&#8217;attenzione riservata da parte dei media. <strong>Antonio</strong>, 45 anni con moglie e 5 figli, è recluso presso il carcere di <strong>Caltanissetta</strong>. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/06/ha-un-male-alla-gola-ma-aspetta-ancora-la-tac-la-storia-di-antonio-abbandonato-in-una-cella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La sua storia</a> ha avuto inizio lo scorso anno quando ha subito un&#8217;operazione alla colonna vertebrale.</p>
<p>Poi, a gennaio, è scattato l&#8217;arresto e a settembre è giunta la brutta notizia: <strong>Antonio</strong> potrebbe essere affetto da un brutto male alla gola. In quei giorni era detenuto presso il reparto sanitario del carcere di <strong>Secondigliano</strong>. Il 45enne, da qualche giorno, ha iniziato una protesta culminata con lo sciopero della fame e della sete. L&#8217;obiettivo è quello di ottenere il permesso per sostenere i dovuti accertamenti medici.</p>
<p>Ad oggi, &#8220;a<em> Poggioreale c&#8217;è la situazione peggiore </em>&#8211; ci ha raccontato <strong>Ioia</strong> &#8211; <em>in quello che io chiamo &#8216;Mostro di Cemento&#8217; la sanità rappresenta un vero e proprio disastro</em>&#8220;. Ma non è solo un problema di mala sanità, secondo <strong>Ioia</strong>: &#8220;<em>Gli amministratori dei penitenziari non hanno risorse a sufficienza per gestire bene tutti i casi. Mancano soldi, strumenti e personale</em>&#8220;.</p>
<p>Il bollettino è tragico anche dal punto di vista delle strutture: &#8220;<em>Nell&#8217;Area Metropolitana di Napoli, dove ci sono 4 penitenziari </em>(Poggioreale, Secondigliano, Pozzuoli e Nisida, ndr) <em>esiste un solo reparto ospedaliero: il Padiglione Palermo presso l&#8217;ospedale Cardarelli. Per andarci devi praticamente essere in fin di vita visto i pochi posti disponibili. Tutti gli altri detenuti</em> &#8211; ha continuato <strong>Ioia</strong> &#8211;<em> che hanno bisogno di cure devono aspettare l&#8217;infinito per poter essere trasportati presso un nosocomio. E in quel caso c&#8217;è bisogno della scorta e del personale che possa piantonare il detenuto ricoverato</em>&#8220;.</p>
<p>Questo contesto, in contrasto con due diritti fondamentali garantiti dalla <strong>Costituzione italiana</strong> (quello alla salute e l&#8217;articolo 27), rende anche difficile e più impegnativo il lavoro degli agenti della <strong>Polizia Penitenziaria</strong>: &#8220;<em>Già soffriamo la piaga del sovraffollamento. Già siamo in pochi, rispetto a quanti agenti dovrebbero esserci in un carcere. Da molti anni dobbiamo gestire anche situazioni riguardanti la sanità</em>&#8220;, ha affermato <strong>Ciro Auricchio</strong>, Segretario regionale dell&#8217;<em>Unione Sindacato Polizia Penitenziaria </em>(<strong>USPP</strong>).</p>
<p>Secondo la relazione presentata lo scorso anno dalla <strong>Simspe </strong>(onlus <em>Sanità Penitenziaria</em>), contenuta in un rapporto redatto e inviato alla <em>Corte dei Diritti dell&#8217;Uomo </em>(<strong>CEDU</strong>) dal <strong>Partito Radicale</strong>, ci sono alcuni dati davvero allarmanti: &#8220;<em>Il 60-70% dei detenuti soffre di patologie psicologiche oltre che fisiche. Spesso l&#8217;una è una conseguenza dell&#8217;altra. Sono diversi i fattori che incidono su questa drammatica situazione. Ma le conseguenze</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Luciano Lucania</strong> Presidente della <strong>Simspe Onlus</strong> &#8211; <em>possono anche essere quelle di comportamenti violenti e autolesionistici. Senza contare la piaga delle malattie infettive: dal 30% al 38% dei detenuti ha gli anticorpi del virus dell&#8217;epatite C, di questi il 70% ha il virus attivo. Un detenuto su tre, circa 25 30mila carcerati, avrebbe bisogno di essere curato con nuovi e specifici farmaci</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-180548 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ioiamalasanitàcarceri.jpg" alt="Antonio, malato e chiuso in cella. Ioia: &quot;La sanità in carcere è una tragedia&quot;" width="650" height="355" /></p>
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		<title>Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 17:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[enzo quintieri]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un detenuto campano C.B. 35 anni e recluso a Cosenza non ha avuto la possibilità di poter assistere il padre prima che egli morisse. Il caso è stato denunciato dal Garante per i diritti dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello e dall&#8217;avvocato Enzo Quintieri. Il 35enne aveva fatto richiesta tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza in Calabria di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/05/gli-impediscono-di-salutare-il-padre-in-fin-di-vita-perche-detenuto-la-denuncia-dal-carcere/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un detenuto campano <strong>C.B. </strong>35 anni e recluso a <strong>Cosenza</strong> non ha avuto la possibilità di poter assistere il padre prima che egli morisse. Il caso è stato denunciato dal Garante per i diritti dei detenuti della Campania <strong>Samuele Ciambriello</strong> e dall&#8217;avvocato <strong>Enzo Quintieri</strong>.</p>
<p>Il 35enne aveva fatto richiesta tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza in Calabria di poter ottenere un permesso premio per assistere il padre malato a <strong>Napoli</strong>. L&#8217;autorità giudiziaria ha accettato il volere del giovane trasferendolo presso il <strong>carcere di Scondigliano</strong>.</p>
<p>Una volta giunto presso il penitenziario partenopeo è iniziato l&#8217;incubo. Infatti <strong>C.B.</strong> per motivi burocratici e a causa di un&#8217;ostica opposizione del <em>Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria</em> (<strong>Dap</strong>), non è riuscito ad incontrare il genitore.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo è poi deceduto. La notizia della morte del padre è giunta a <strong>C.B.</strong> mentre egli era ancora presso il <strong>carcere di Secondigliano</strong>. Il 35enne è riuscito soltanto a partecipare ai funerali. Inutili le sollecitazioni del suo avvocato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176138 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-11-05-alle-18.58.16.png" alt="Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere" width="650" height="411" /></p>
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		<title>Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/congresso-del-partito-radicale-roberto-fico-a-napoli-per-discutere-di-detenzione-minorile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 15:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[congresso italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[roberto fico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 9 Congresso degli Iscritti Italiani al Partito Radicale c&#8217;è stata una tavola rotonda sul tema della detenzione minorile. Quanto il carcere può servire ai minorenni, colpevoli di reato, ad essere riabilitati e reinseriti in società? Ad ascoltare il confronto il Presidente della Camera Roberto Fico. A parlarne il Garante per i detenuti della regione [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/congresso-del-partito-radicale-roberto-fico-a-napoli-per-discutere-di-detenzione-minorile/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/congresso-del-partito-radicale-roberto-fico-a-napoli-per-discutere-di-detenzione-minorile/">Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del <em><strong>9 Congresso degli Iscritti Italiani al Partito Radicale</strong></em> c&#8217;è stata una tavola rotonda sul tema della detenzione minorile. Quanto il carcere può servire ai minorenni, colpevoli di reato, ad essere riabilitati e reinseriti in società? Ad ascoltare il confronto il Presidente della Camera <strong>Roberto Fico</strong>.</p>
<p>A parlarne il Garante per i detenuti della regione Piemonte <strong>Bruno Mellone</strong>, il membro del Consiglio generale del Partito Radicale <strong>Don Ettore Cannavera</strong>, la docente di pedagogia presso l&#8217;Università Parthenope di Napoli <strong>Maria Luisa Iavarone</strong>, la Tesoriera del Partito Radicale <strong>Irene Testa</strong>, l&#8217;esponente dell&#8217;Associazione Jonathan <strong>Vincenzo Morgera</strong> e il Presidente della Fondazione Premio Napoli <strong>Domenico Ciruzzi</strong>. A moderare il dibattito il giornalista de <em>Il Mattino</em>, <strong>Gigi Di Fiore</strong>.</p>
<p>La kermesse radicale si è svolta nel cuore di <strong>Napoli</strong>. La sede scelta dalla dirigenza del Partito è stata la <em><strong>Fondazione Foqus</strong></em>, struttura ludica e pedagogica sita nei <strong>Quartieri Spagnoli</strong> e gestita dall&#8217;ex Assesore &#8220;bassoliniano&#8221; <strong>Rachele Furfaro</strong>. La <i>liaison</i> tra quest&#8217;ultima è il <strong>Partito Radicale</strong> è nata dopo il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/09/17/congresso-italiano-dei-radicali-la-gaffe-del-prete-integralista-che-ha-vietato-il-congresso-al-partito-degli-ultimi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">veto posto dal parroco della basilica di <strong>San Giovanni Maggiore</strong></a> alla possibilità di svolgere in chiesa il Congresso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175714 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/73325570_416162122617390_700895240587837440_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175715 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/73388569_1352731331555539_2215260980709949440_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="341" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175716 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74566922_952151038483838_2501673189831081984_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175717 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74573702_2348727761902530_1554332794518241280_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175718 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74849928_952171898496402_1468613167209775104_n-1-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175719 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75233657_562684884496874_3281597950379163648_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175720 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75315989_522162168633351_4827582402215804928_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175721 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75446479_553235422092260_4301217852100182016_n-scaled.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Radicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175731 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/73295644_1222927574558974_4656928941930446848_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Redicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175733 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/75233802_2152023905094282_7500965713071308800_n.jpg" alt="Congresso Italiano Iscritti Partito Redicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175739 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/72746111_410602226303051_767431946224533504_n.jpg" alt="Congresso iscritti Italiani Partito Radicale" width="650" height="488" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175746 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/74230446_2552380841508251_8009442085176344576_n.jpg" alt="Congresso del Partito Radicale, Roberto Fico a Napoli per discutere di detenzione minorile" width="650" height="488" /></p>
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