E se questa volta Vladimir Putin avesse fatto male i suoi calcoli? Già isolato sul fronte internazionale, che vede compatti Usa, Ue e Nato (di cui fanno parte anche Polonia e Ungheria, stati guidati da due regimi prima affascinati e oggi impauriti dall’Orso russo), lo Zar del Cremlino sta vacillando anche in casa.
Le proteste avvenute nelle principali città russe, alle quali hanno partecipato migliaia di persone, hanno determinato un’ulteriore spaccatura tra il governo e la società civile. Gli arresti dei manifestanti ordinati dalla autorità hanno evidenziato il carattere autoritario e illiberale del regime russo.
Questo fattore, unito alle forti sanzioni economiche che l’Occidente ha disposto contro la Russia, sta causando forti pressioni su Putin da parte del sistema istituzionale e finanziario russo. Insomma allo Zar, oltre che la piazza, potrebbero ribellarsi alti funzionari dell’apparato statale del Cremlino e alcuni oligarchi.
Le difficoltà militari che inaspettatamente la Russia sta affrontando, ha fatto ipotizzare lo spettro di un conflitto lungo e sanguinoso. Una deriva che neanche la Russia è disposta ad accettare. Ecco, forse, il motivo dell’accelerata per i negoziati di pace. Ora bisognerà vedere quali saranno le condizioni poste sul tavolo dalle parti in guerra.
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