Indagati i genitori di Emanuele Sibillo, il baby boss ucciso in un agguato camorristico nel 2015. La notizia è stata data da Fanpage.it. Associazione mafiosa, violenza privata ed estorsione: sarebbero questi i reati – aggravati – ipotizzati dalla DDA di Napoli nei confronti di Vincenzo Sibillo e Anna Ingenito, entrambi iscritti nel registro degli indagati.
Al centro dell’indagine che avrebbe poi spinto i procuratori antimafia Urbano Mozzillo e Celeste Carrano a contestare i citati reati ai genitori di Emanuele Sibillo c’è la vicenda della cappella votiva allestita nel cuore di Napoli all’interno di un’area condominiale. Una vera e propria edicola votiva con all’interno le ceneri del baby boss ucciso, un suo busto e diversi simboli religiosi.
Un vero e proprio altare costruito nell’area davanti al condominio in cui vive la famiglia di Emanuele Sibillo. Proprio l’uso improprio di un’area non privata ma condominiale spinse i carabinieri, lo scorso 28 aprile, a rimuovere l’urna, il busto del baby boss e tutti gli oggetti tesi a idolatrare il ragazzo ritenuto capo della paranza dei bambini.
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