Niente lavoro e nessun contratto ai Navigator, in Campania il reddito di cittadinanza è un fallimento: “La riforma sarà cambiata”

Non solo è difficile reperire i dati sulla ‘conversione’ di chi ha percepito il reddito di cittadinanza ed ha poi trovato lavoro ma è anche chiaro il fallimento che ci troviamo di fronte: il sussidio non è servito a sviluppare impiego. Persino la gran parte dei Navigator sono senza contratto.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, è in cantiere tra le file del Governo la ‘contro riforma‘ del reddito di cittadinanza. Non saranno più i centri per l’impiego a gestire la fase di inserimento nel mondo del lavoro ma le agenzie private.

Il motivo? Secondo il Sottosegretario al Lavoro Tiziana Nisini, “Solo il 4% delle opportunità di lavoro è stato filtrato dai centri per l’impiego. Quindi resta un ‘buco’ del 96% che riguarda il settore privato che dobbiamo intercettare e sfruttare“.

Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps), sono 1,2 milioni le persone percettrici del reddito di cittadinanza. Sono invece 1,3 milioni le famiglie che ricevono il sussidio. Di queste 440mila sono nuclei familiari in cui vivono minori.

In Campania il reddito di cittadinanza è un fallimento

Al Sud e nelle isole, l’utenza legata all’erogazione del reddito di cittadinanza è di circa 2 milioni di persone. Una gran fetta si trova in Campania, in particolare nell’area metropolitana di Napoli. Il capoluogo partenopeo è la città d’Italia nella quale vive il maggior numero di beneficiari.

La Campania, invece, è tra le ultime regioni nelle quali il rapporto tra ‘il percepire il sussidio e trovare un lavoro‘ è il più scadente. I costi: solo nel mese di giugno lo Stato ha speso 740 milioni di euro.

Questo è lo scenario che si arricchisce di un altro dato impietoso: nell’ultimo anno sono stati 6mila i ‘furbetti’ beccati a usufruire illegittimamente del reddito di cittadinanza. È plausibile che ci siano ancora tante altre persone ‘illegali’ e non ancora scoperte.

Quest’ultimo aspetto fa emergere un altra questione: quella dei controlli. Insomma la riforma del reddito di cittadinanza, da un punto di vista delle ‘rivoluzione del sistema lavoro‘ si è rivelata un flop.

Un fallimento, considerato anche che, “Chi beneficia del sussidio è una persona debole dal punto di vista lavorativo e in grandi difficoltà economiche e sociali. Spesso si tratta di persone che non hanno un titolo di studio, sono analfabeti funzionali e spesso hanno anche difficoltà con la lingua italiana“. Persone che purtroppo, difficilmente potranno trovare una posizione lavorativa adeguata.

tommaso

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