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Noemi sparata a piazza Nazionale, la denuncia della nonna: “Si sono dimenticati di noi”

E’ una richiesta d’aiuto quella di Immacolata Molino, rimasta coinvolta assieme alla nipote Noemi in un agguato a piazza Nazionale lo scorso 3 maggio. Un proiettile la raggiunse a un gluteo e lo stesso perforò un polmone della bambina, la cui vita è rimasta appesa a un filo per giorni.

Oggi che la vicenda è superata, Immacolata in un’intervista per il quotidiano IlMattino, ha denunciato che la situazione sua e della nipote sembra che sia stata dimenticata.”Ci sentiamo abbandonati. Io sono rimasta ferita con mia nipote Noemi nell’agguato di piazza Nazionale, subito dopo abbiamo avuto tanta solidarietà, ma adesso tutto si comincia a dimenticare e, nonostante siamo alla vigilia del processo per il killer, la mia vicenda sembra completamente messa da parte, eppure mi hanno sparato addosso“.

Po il racconto di quel terribile 3 maggio, quando lei e la nipote hanno vissuto un vero e proprio incubo: “Quel giorno eravamo andati a prendere un gelato ci siamo avvicinati al bar e all’improvviso si è scatenato l’inferno. Ho visto un uomo puntare la pistola contro di noi e, istintivamente, mi sono girata per proteggere Noemi, ma lui continuava a sparare, non si è fermato fino a quando non ha svuotato il caricatore. Il killer era da un lato, l’obiettivo dell’agguato correva dall’altro, e noi ci siamo trovati al centro. Non mi sono accorta subito di essere stata ferita, né ho capito che era stata colpita Noemi, poi sono stata soccorsa e trasportata in ospedale“.

LEGGI ANCHE: IL RITORNO DI NOEMI A CASA

La nonna di Noemi ha raccontato che non appena ha saputo cosa era accaduto alla nipote, nonostante la ferita, è voluta correre da lei. La piccola recentemente è stata accolta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, porta ancora il busto a causa della ferita riportata nell’agguato. Immacolata chiede aiuto per lei e per sua nipote: “Ovviamente la cosa più importante è la salute di mia nipote ma credetemi: anche io ho bisogno di aiuto, soprattutto necessito di un sostegno psicologico, visto che continuo a girare tra psicologi e psichiatri. Quando ti sparano addosso non lo dimentichi facilmente, riprendersi è difficile“. La donna ha detto che adesso, con l’aiuto del loro legale, Angelo Pisani, scriverà un libro per fare chiarezza sulla vicenda che ha dovuto vivere la sua famiglia.

redazione

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