Resta in carcere don Michele Mottola, il parroco-orco di Qualiano accusato di abusi sessuali su una minore. I fatti sarebbero avvenuti durante la permanenza nella parrocchia di Trentola Ducenta (Caserta) dove la famiglia della bambina praticava la fede. A incastrare il prete è stata proprio la ragazzina di 11 anni, 10 all’epoca dei fatti, che è stata costretta a registrare gli audio degli incontri. Il mondo degli adulti, al quale si era rivolta per chiedere aiuto, non le aveva creduto.
Hanno creduto alla vittima, con tanto di prove, gli inquirenti che hanno condotto le indagini fino all’arresto. A dare la notizia della permanenza in carcere di don Mottola è Internapoli. Pare che il parroco, difeso dall’avvocato Antimo D’Alterio, si sia avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale aveva chiesto i domiciliari poiché non ci sarebbero elementi sufficienti per la detenzione carceraria. Si attende ora l’esito del Riesame per sapere se il parroco verrà scarcerato o meno.
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Il prete, che non ha risposto alle domande del Gip, ha dichiarato: “Sono pentito di quello che ho fatto, chiedo scusa alla famiglia della ragazzina”. La sorella della bimba, durante il servizio andato in onda a Le Iene, ha raccontato: “Adesso sta meglio, è quello che voleva. Quando ha saputo dell’arresto non ha pianto ma ha sorriso”.
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