Tradizioni

Bagarinaggio e striscioni su Superga, Agnelli nega tutto: “In casa nostra decidiamo noi”

Andrea Agnelli ha parlato all’assemblea azionisti della Juventus che ha ratificato l’addio a Marotta. Ma, soprattutto, il presidente della Juventus ha commentato l’inchiesta televisiva di Report relativa al bagarinaggio avallato dalla stessa società bianconera e alle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella curva.

«Una trasmissione televisiva – ha detto – ha riportato fatti acclarati. La Juventus è stata sanzionata dalla giustizia sportiva per due motivi, il primo è aver venduto biglietti in numero superiore rispetto a quanto previsto dalla legge Pisanu. Secondo: il nostro responsabile della sicurezza Alessandro D’Angelo avrebbe favorito l’ingresso di materiale non autorizzato».
Agnelli ha detto che la Juventus rispetta alla lettera le procedure previste e non può consentire che il club venga associato al bagarinaggio. «Alessandro D’Angelo non ha favorito l’ingresso di striscioni “canaglia” (quelli su Superga, ndr), come già li avevo definiti, lo prova la sentenza della Corte Federale d’Appello e gli autori di quello striscione furono consegnati alla giustizia e sono rei confessi. Ogni altra affermazione è falsa e sarebbe ora che chi si esprime su questi fatti tenesse conto delle sentenze».

Agnelli fa anche dei ringraziamenti speciali: ”Ci tengo, anche di fronte a voi, voglio fare un ringraziamento ad Aldo Mazzia e Beppe Marotta. Due figure fondamentali per i risultati ottenuti dalla Juve negli ultimi anni. Oggi la Juve ha una nuova leadership ma lo stesso modello organizzativo di prima basato su tre pilastri: ricavi, sport e servizi. Io e Pavel abbiamo gli stessi poteri di gestione dell’azienda. Le sfide che ci attendono da qui ai prossimi 5-6 anni sono importanti, abbiamo un gap da colmare con le nostre principali rivali in campo internazionale. C’è gap per quanto riguarda i ricavi, non il campo. La sfida è rimanere competitivi in campo come lo siamo stati fino ad ora. Cairo? Mi ha scritto, ci sentiremo in giornata. Credo che sarà felice di avere da parte mia una ricostruzione corretta dei fatti. Ci siamo scusati immediatamente dopo l’esposizione degli striscioni. I responsabili stanno altrove”.

Andrea Agnelli si è anche soffermato sulla questione degli scudetti e sul numero dei titoli indicati sul maxi scudetto all’ingresso dell’Allianz Stadium: “La Juventus rispetta le sentenze – ha affermato Agnelli – nel 2006 abbiamo giocato in serie B, abbiamo vinto quel campionato, e in ogni caso è chiaro che nel nostro stadio esponiamo ciò che più ci piace. È il nostro stadio, decidiamo noi».
LEGGI ANCHE – Inchiesta Juve e ‘ndrangheta, il capo ultras a Report: “Mi sono comprato due case e un panificio”

redazione

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