Il nostro paese sta vivendo un’anomala escalation delle temperature proprio nel cuore di maggio. Dopo settimane caratterizzate da piogge improvvise, clima instabile e valori termici sotto la media, il quadro meteorologico è cambiato radicalmente. Secondo le elaborazioni dei principali modelli previsionali, nelle prossime ore il Paese sarà investito da una vera e propria ondata di caldo africano, con scarti termici impressionanti rispetto alle medie stagionali.
Al Nord si registreranno temperature fino a 12°C sopra la norma, mentre il Centro e il Sud vedranno valori superiori rispettivamente di 8°C e 4°C rispetto alle medie del periodo. In Pianura Padana i termometri potrebbero toccare addirittura i 35-36°C, temperature tipiche della fine di luglio più che della primavera inoltrata. Una situazione che preoccupa meteorologi e climatologi, soprattutto perché arriva dopo mesi segnati da forti anomalie climatiche. Secondo il Climate Prediction Center della NOAA, il fenomeno di El Niño potrebbe svilupparsi con una probabilità superiore all’80% già entro l’estate 2026.
Dietro questa improvvisa fiammata atmosferica potrebbe infatti esserci proprio il ritorno di El Niño, il fenomeno climatico legato al riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Quando le anomalie oceaniche superano la soglia di +0,5°C si entra ufficialmente in fase El Niño, mentre valori oltre +1,5°C indicano eventi forti. Alcuni modelli climatici internazionali ipotizzano addirittura uno scenario da “super El Niño”, con anomalie superiori ai +2°C entro la fine dell’anno. Gli esperti del laboratorio climatico NOAA-GFDL spiegano che le temperature oceaniche nel Pacifico stanno aumentando rapidamente e che il fenomeno potrebbe intensificarsi durante l’autunno e l’inverno 2026-2027. Un eventuale super evento avrebbe conseguenze globali: ondate di calore più frequenti, siccità prolungate, precipitazioni estreme e forti squilibri climatici in diverse aree del pianeta. Gli effetti potrebbero riflettersi anche sul Mediterraneo, con estati sempre più torride e lunghi periodi di assenza di piogge.
Gli scienziati sottolineano inoltre che El Niño, combinato con il già avanzato riscaldamento globale, rischia di spingere il 2026 e soprattutto il 2027 verso nuovi record climatici. Alcune analisi internazionali indicano che il prossimo biennio potrebbe collocarsi tra i più caldi mai registrati nella storia moderna. Secondo recenti proiezioni climatiche, il riscaldamento medio globale potrebbe aumentare sensibilmente proprio a causa dell’energia termica liberata dagli oceani tropicali. Nel frattempo, anche in Europa cresce l’attenzione per gli effetti immediati di questa situazione: agricoltura sotto stress, consumi energetici in aumento e rischio incendi già a partire dall’inizio dell’estate. Il caldo anomalo di questi giorni potrebbe dunque non essere soltanto un episodio isolato, ma il primo segnale di una stagione meteorologica destinata a lasciare il segno.
Si chiude ufficialmente l’avventura di Antonio Conte sulla panchina della SSC Napoli. Nella conferenza stampa d’addio, accanto al…
Una tragedia sfiorata che ha sconvolto l’intera comunità di Portocannone, piccolo comune in provincia di Campobasso,…
Le polemiche e la preoccupazione attorno ai Campi Flegrei continuano ad alimentare il dibattito pubblico dopo la…
Cresce la preoccupazione attorno ai Campi Flegrei, l’area vulcanica che da mesi vive una recrudescenza del…
Ancora spari, ancora sangue nelle strade della periferia occidentale di Napoli. Nel cuore della notte,…
Si infittisce il giallo del duplice omicidio avvenuto a Pollena Trocchia, nel Napoletano, dove due donne…