Da destra, Eduardo Contini, Antonio Grasso, Ettore Bosti, Patrizio Bosti
Colpo di scena avvenuto nell’aula della quarta sezione della Suprema Corte di Cassazione. I giudici hanno infatti annullato una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma a carico di due imputati.
Felice Barra e Giovanni Tremante, rispettivamente difesi dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Maio Antonio, non sono più colpevoli del reato di traffico di droga internazionale (art. 74 – dpr 309790).
Entrambi erano stati accusati di aver messo in contatto Antonio Aieta (55 anni, detto ‘o Piccirillo) e Antonio Grasso, entrambi esponenti del clan Bosti – Contini (Aieta, in particolare, è il cognato dei boss detenuti Eduardo Contini ‘o Romano e Patrizio Bosti ‘o Patrizio), con i clan calabresi per importare droga dall’Olanda.
Il processo, iniziato dopo il blitz avvenuto nel marzo del 2016 e che ha portato all’arresto di persone importanti all’interno dell’organizzazione criminale, ha visto condannare a marzo dello scorso anno Ettore Bosti alias Ettoruccio ‘ò russo, figlio di Patrizio.
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