Non arrivano buone notizie da Berlino. Durante una conferenza stampa delle autorità tedesche, il procuratore federale Peter Frank ha confermato che il pachistano di 23 anni fermato dalla polizia, a due chilometri dalla strage, non dovrebbe essere l’uomo che ha investito la folla a bordo del camion. L’uomo nega le accuse e non ci sono prove che sia legato all’attacco.
Inoltre, aggiunge Holger Münch, capo della polizia federale, non ci sono certezze sul fatto che l’attentatore fosse di religione islamica. La polizia ha confermato che non sono arrivate rivendicazioni dell’attentato e che quindi l’aggressore potrebbe essere un cane sciolto. Tuttavia sono in arrivo gli esami disposti dalla polizia scientifica che sta confrontando il Dna del sospettato con i resti organici trovati nel camion che ha provocato l’attentato.
Intanto non si hanno più notizie di Fabrizia Di Lorenzo, la ragazza 31enne di Sulmona che vive da anni a Berlino. Il cellulare della giovane è stato rinvenuto sul luogo della strage ed è stato consegnato alle autorità. I familiari, avvertiti dalla Farnesina, dopo aver lanciato i consueti appelli per il ritrovamento della Di Lorenzo, sono partiti subito per la capitale tedesca.
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