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	<title>samuele ciambriello Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Jul 2024 13:51:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>samuele ciambriello Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Solo e malato, morto in carcere il boss alleato di Cutolo: &#8220;Giovanni Marandino era in fin di vita&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2021/10/15/morto-il-boss-giovanni-marandino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Aversa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 11:41:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[boss]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
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		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti della campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era detenuto presso il carcere di Poggioreale ma da tempo era malato. Addirittura era caduto in cella, fratturandosi un femore. A causa dell&#8217;aggravarsi delle sue condizioni di salute, era stato trasferito presso l&#8217;ospedale Cardarelli di Napoli. Morto il boss Giovanni Marandino Stiamo parlando di Giovanni Marandino, 84enne ex boss alleato di &#8216;o Professore Raffaele Cutolo, leader della Nuova Camorra Organizzata (Nco). Marandino era [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era detenuto presso il <strong>carcere di</strong> <strong>Poggioreale</strong> ma da tempo era malato. Addirittura era caduto in cella, fratturandosi un femore. A causa dell&#8217;aggravarsi delle sue <strong>condizioni di salute</strong>, era stato trasferito presso l&#8217;<strong>ospedale Cardarelli </strong>di <strong>Napoli</strong>.</p>
<h2>Morto il boss Giovanni Marandino</h2>
<p>Stiamo parlando di <strong>Giovanni Marandino</strong>, 84enne ex boss alleato di &#8216;<em>o Professore </em><strong>Raffaele Cutolo</strong>, leader della <em>Nuova Camorra Organizzata</em> (<strong>Nco</strong>). <strong>Marandino</strong> era stato arrestato, per <strong>usura</strong>, e trasportato in <strong>carcere</strong> lo scorso mese di <strong>febbraio</strong>.</p>
<h3>Morto il boss Giovanni Marandino: le dichiarazioni del Garante Ciambriello</h3>
<p>&#8220;<em>Marandino era una persona anziana con un passato con precedenti penali ma questo giustifica il fatto che da Febbraio di quest’anno sia stato fatto morire nell’assoluta solitudine senza il conforto dei familiari presso L’ospedale Cardarelli di Napoli? La tutela della salute, della vita e dell’età avanzata sono prioritarie rispetto alle misure cautelari? Io credo che è questa la domanda da porci, non solo per umanità, che negli ultimi tempi pare sia diventata merce rara, ma anche per misurare l’efficienza e l’efficacia di un sistema penale e detentivo che rimuove ogni problema trincerandosi dietro a vincoli burocratici e un gioco a rimpiattino sulle diverse competenze.</em></p>
<p><em>Da mesi, più volte interpellato dai familiari, ho seguito il caso di Giovanni in carcere e sono andato domenica scorsa a trovarlo in Ospedale al Cardarelli. Davanti a me un vecchio in fin di vita non in grado di intendere e volere. Tra l’altro in cella a Poggioreale era recentemente caduto, spezzandosi il femore, ed subendo un’operazione; non poteva nemmeno usufruire dell’ora d’aria e, considerate le sue patologie, gli era stato assegnato un piantone. Una persona anziana arrivata in carcere in autoambulanza ne esce nella bara!!!! Questo è accanimento giudiziario e altro</em>&#8220;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-261182 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Solo-e-malato-morto-in-carcere-il-boss-alleato-di-Cutolo-Giovanni-Morandino-era-in-fin-di-vita.png" alt="Solo e malato, morto in carcere il boss alleato di Cutolo: &quot;Giovanni Morandino era in fin di vita&quot;" width="756" height="474" /></p>
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		<title>Suicidio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, detenuto 40enne trovato impiccato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 04:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
		<category><![CDATA[santa maria capua vetere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora un suicidio in carcere per quella che è di fatto una mattanza silente e di Stato. È il quinto suicidio in cella avvenuto in Campania dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. A comunicare la triste notizia è stato il Garante per i diritti dei detenuti Samuele Ciambriello. Suicidio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere La vittima, 40 anni, si [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/07/16/suicidio-nel-carcere-di-santa-maria-capua-vetere-detenuto-40enne-trovato-impiccato/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Suicidio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, detenuto 40enne trovato impiccato</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un suicidio in carcere per quella che è di fatto una mattanza silente e di Stato. È il quinto suicidio in cella avvenuto in <strong>Campania</strong> dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. A comunicare la triste notizia è stato il Garante per i diritti dei detenuti <strong>Samuele Ciambriello</strong>.</p>
<h2>Suicidio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere</h2>
<p>La vittima, 40 anni, si chiamava <strong>Luigi Rossetti</strong> ed era detenuto presso il carcere di <strong>Santa Maria Capua Vetere</strong> (in provincia di <strong>Caserta</strong>). L&#8217;uomo è stato trovato impiccato. Inutile qualsiasi tentativo di soccorso.</p>
<h3>Il post su Facebook</h3>
<p>&#8220;<em>Shock nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: un detenuto di 40 anni, Luigi Rossetti, è stato trovato impiccato all’interno della sua cella. Inutile ogni tentativo di soccorso. E siamo a cinque in Campania dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. Il 5 maggio,Lamine H, algerino, nato a giugno del 1992 era morto suicida sempre nel carcere di santa Maria Capua Vetere.<br />
Si continua a morire di carcere e in carcere</em>&#8220;.</p>
<div class="fb-post" data-href="https://www.facebook.com/garantedeidetenuticampania/posts/1530451887141507" data-show-text="true" data-width="">
<blockquote class="fb-xfbml-parse-ignore" cite="https://developers.facebook.com/garantedeidetenuticampania/posts/1530451887141507"><p>Shock nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: un detenuto di 40 anni, Luigi Rossetti, è stato trovato impiccato&#8230;</p>
<p>Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/garantedeidetenuticampania/">Samuele Ciambriello &#8211; Garante campano dei detenuti</a> su <a href="https://developers.facebook.com/garantedeidetenuticampania/posts/1530451887141507">Mercoledì 15 luglio 2020</a></p></blockquote>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-213164 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/suicidiosantamariacapuavetere.jpg" alt="Suicidio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, detenuto 40enne trovato impiccato" width="823" height="437" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/07/16/suicidio-nel-carcere-di-santa-maria-capua-vetere-detenuto-40enne-trovato-impiccato/">Suicidio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, detenuto 40enne trovato impiccato</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<item>
		<title>Malato e in carcere, niente domiciliari per Giuseppe. Ciambriello: &#8220;Il detenuto è seguito e monitorato&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/04/11/malato-e-in-carcere-niente-domiciliari-per-giuseppe-ciambriello-il-detenuto-e-seguito-e-monitorato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 14:28:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giuseppe R. detenuto presso il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere è seguito da me, ho scritto al direttore sanitario, è monitorato. I familiari mi chiedono quasi quotidianamente informazioni. Voglio ricordare che l&#8217;incompatibilità con il regime carcerario è prerogativa del responsabile sanitario del carcere&#8220;. Lo ha dichiarato il Garante per i Diritti dei Detenuti della [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/11/malato-e-in-carcere-niente-domiciliari-per-giuseppe-ciambriello-il-detenuto-e-seguito-e-monitorato/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Malato e in carcere, niente domiciliari per Giuseppe. Ciambriello: &#8220;Il detenuto è seguito e monitorato&#8221;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/11/malato-e-in-carcere-niente-domiciliari-per-giuseppe-ciambriello-il-detenuto-e-seguito-e-monitorato/">Malato e in carcere, niente domiciliari per Giuseppe. Ciambriello: &#8220;Il detenuto è seguito e monitorato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Giuseppe R. detenuto presso il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere è seguito da me, ho scritto al direttore sanitario, è monitorato. I familiari mi chiedono quasi quotidianamente informazioni. Voglio ricordare che l&#8217;incompatibilità con il regime carcerario è prerogativa del responsabile sanitario del carcere</em>&#8220;.</p>
<p>Lo ha dichiarato il Garante per i Diritti dei Detenuti della Regione Campania <strong>Samuele Ciambriello</strong> riferendosi al caso di <strong>Giuseppe R.</strong>, 52enne detenuto presso il <strong>carcere di Santa Maria Capua Vetere</strong> e affetto da <em><strong>lupus</strong></em>, particolare patologia che distrugge le difese immunitarie del malato.</p>
<h1><a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/06/la-storia-di-giuseppe-malato-e-chiuso-in-cella-col-virus-puo-morire-il-giallo-della-relazione-sanitaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LA STORIA &#8211;</a></h1>
<p>È stato condannato in appello a <strong>5 anni di reclusione</strong> per associazione a delinquere e truffa. Sul procedimento ha in parte inciso una piccola recidiva. Dopo aver ammesso le proprie responsabilità davanti ai giudici ha già scontato 14 mesi in carcere dimostrando <strong>una condotta impeccabile</strong>.</p>
<p>Ma c’è un elemento che più degli altri sta caratterizzando la sua vita. Si tratta di una malattia cronica che sta distruggendo le sue difese immunitarie. Lui si chiama <strong>Giuseppe R.</strong>, ha 52 anni ed è detenuto presso il penitenziario di <strong>Santa Maria Capua Vetere</strong> in provincia di <strong>Caserta</strong>.</p>
<p><strong>L’APPELLO –</strong> È stato suo <strong>figlio</strong> a lanciare l’allarme. Il giovane ha contattato la redazione di <em>VocediNapoli.it</em> affinché sia raccontata questa vicenda e venga lanciato un appello: “<em>Mio padre ha bisogno di cure e soprattutto di una visita medica specialistica. Inoltre, la pena detentiva dovrebbe essergli tramutata nel regime degli arresti domiciliari. Soprattutto oggi, considerata l’emergenza causata dal coronavirus</em>“.</p>
<p><strong>LA MALATTIA – Giuseppe</strong> è affetto dal <em><strong>lupus</strong></em>, una patologia per definizione, “<em>di natura autoimmune, che può colpire diversi organi e tessuti del corpo. Come accade nelle altre malattie autoimmuni, il sistema immunitario produce autoanticorpi che, invece di proteggere il corpo da virus, batteri e agenti estranei, aggrediscono cellule e componenti del corpo stesso, causando infiammazione e danno tissutale. Colpisce spesso il cuore, la pelle, i polmoni, l’endotelio vascolare, fegato, reni e il sistema nervoso </em>(<em>ndr</em>)”.</p>
<p>Il <em><strong>lupus</strong></em> è difficilmente prevedibile rispetto ai sintomi, non ha cure certe ma è possibile combatterlo e controllarlo attraverso un trattamento farmacologico specifico. Una soluzione di complessa attuazione dentro le mura di un carcere. “<em>Al mio cliente sono state prescritte tre visite mediche dal personale sanitario del carcere. – </em>ci ha detto l’avvocato difensore di Giuseppe, <strong>S.G.</strong><em>– Ma i controlli non sono mai stati effettuati</em>“.</p>
<p><strong>IL CASO GIUDIZIARIO E LA RELAZIONE SANITARIA –</strong> Ad oggi <strong>Giuseppe</strong> è stato considerato dall’autorità giudiziaria idoneo al regime carcerario. “<em>Il giudice della Corte d’Appello</em> – ci ha raccontato il suo legale – <em>ha ritenuto la compatibilità <strong>senza acquisire la relazione sanitaria</strong> dal carcere e senza nominare un perito che possa valutare la effettiva compatibilità delle condizioni di salute di Giuseppe col regime carcerario</em>“.</p>
<p>L’avvocato <strong>S.G.</strong> ha già pronta una nuova richiesta, “<em>un’istanza che sarà una reiterazione della precedente. Insisteremo per ottenere la <strong>nomina di un medico</strong> e preliminarmente sulla necessità di <strong>richiedere una relazione medica aggiornata</strong> all’istituto penitenziario</em>“.</p>
<p><strong>LA ‘MALA-GIUSTIZIA’ ITALIANA –</strong> Il caso del 52enne è uno dei tanti che da anni sta caratterizzando lo stato di disumanità che ha colpito l’intera <strong>comunità penitenziaria</strong>. Scarsa igiene, mala sanità, sovraffollamento e suicidi. Piaghe che si sono abbattute come condanne a vita per detenuti e agenti. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/08/carcere-di-poggioreale-finita-la-protesta-ciambriello-ai-parenti-dei-detenuti-ho-chiesto-di-lasciare-a-casa-i-reclusi-in-semiliberta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sono scoppiate circa un mese fa le rivolte in moltissime carceri d’<strong>Italia</strong></a>. Episodi balzati all’onore delle cronache nazionali solo per un motivo: l’emergenza causata dal <em><strong>coronavirus</strong></em>. Problematica che dentro un luogo come i penitenziari potrebbe diventare una vera e propria bomba biologica.</p>
<p>Sono molti i paesi che nel mondo hanno avviato processi di scarcerazione (delimitati a specifici detenuti colpevoli per aver commesso reati minori), e tra essi figurano – addirittura – stati come l’<strong>Iran</strong>, la <strong>Turchia</strong> e la <strong>Tunisia</strong>. In <strong>Italia</strong> il Ministro <strong>Alfonso Bonafede</strong> e il Governo del quale sta facendo parte, sono del tutto sordi e ciechi rispetto a tale argomento. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La realtà è che quello dei penitenziari è un dramma che le <strong>istituzioni</strong> nostrane hanno abbandonato da decenni</a>.</p>
<p>La <strong>politica </strong>ha preferito, al rispetto dell’articolo 27 della <strong>Costituzione</strong> (<em>La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato</em>), il continuo inseguimento del consenso elettorale. I <strong>partiti</strong> (non tutti) hanno barattato per un pugno di voti la vita di migliaia di persone.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-199997 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-04-11-alle-18.17.52.png" alt="Malato e in carcere, niente domiciliari per Giuseppe. Ciambriello: &quot;Il detenuto è seguito e monitorato&quot;" width="721" height="417" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/11/malato-e-in-carcere-niente-domiciliari-per-giuseppe-ciambriello-il-detenuto-e-seguito-e-monitorato/">Malato e in carcere, niente domiciliari per Giuseppe. Ciambriello: &#8220;Il detenuto è seguito e monitorato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Napoli, suicidio nel carcere di Secondigliano: 40enne si è tolto la vita</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/02/27/napoli-suicidio-nel-carcere-di-secondigliano-40enne-si-e-tolto-la-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 18:14:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Secondigliano]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di secondigliano]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, rende noto che c&#8217;è stato un suicidio nel carcere napoletano di Secondigliano. Un quarantenne, della provincia di Salerno, in attesa di giudizio, accusato di violenza sessuale, si è tolto la vita impiccandosi in cella. Per Ciambriello &#8220;ancora una volta si muore di carcere contravvenendo allo spirito costituzionale che [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/02/27/napoli-suicidio-nel-carcere-di-secondigliano-40enne-si-e-tolto-la-vita/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Napoli, suicidio nel carcere di Secondigliano: 40enne si è tolto la vita</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/02/27/napoli-suicidio-nel-carcere-di-secondigliano-40enne-si-e-tolto-la-vita/">Napoli, suicidio nel carcere di Secondigliano: 40enne si è tolto la vita</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il garante campano dei detenuti, <strong>Samuele Ciambriello</strong>, rende noto che c&#8217;è stato un suicidio nel carcere napoletano di <strong>Secondigliano</strong>. Un quarantenne, della provincia di <strong>Salerno</strong>, in attesa di giudizio, accusato di violenza sessuale, si è tolto la vita impiccandosi in cella.</p>
<p>Per <strong>Ciambriello</strong> &#8220;<em>ancora una volta si muore di carcere contravvenendo allo spirito costituzionale che all&#8217;articolo 27 recita che il carcere ha una funzione rieducativa e di socializzazione</em>&#8220;. &#8220;<em>Anche in questo luogo così remoto vanno rispettati i diritti e la dignità delle persone</em>&#8221; aggiunge <strong>Ciambriello</strong>.</p>
<p>Secondo il garante &#8220;<em>quando si muore di carcere ed in carcere è una sconfitta per tutti: sia per gli operatori che si prodigano quotidianamente, tra mille difficoltà per rendere più umane le pene, sia per la politica che ha fatto del carcere e, più in generale, della giustizia penale, un luogo di afflizione, di vendetta ed esclusione sociale</em>&#8220;.</p>
<p>A parere di <strong>Ciambriello</strong> &#8220;<em>occorre bilanciare la certezza della pena, il bisogno di giustizia delle vittime, con la possibilità di recuperare e far ricominciare a chi ha sbagliato</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-192582 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-02-27-alle-20.13.27.png" alt="Napoli, suicidio nel carcere di Secondigliano: 40enne si è tolto la vita" width="650" height="408" /></p>
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		<title>Sanità penitenziaria, Ciambriello e Acampora: &#8220;Situazione difficile ma si muove qualcosa&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/11/sanita-penitenziaria-ciambriello-e-acampora-situazione-difficile-ma-si-muove-qualcosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 15:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[asl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il provvedimento che avrebbe potuto rappresentare una svolta per la gestione della sanità penitenziaria c&#8217;è stato nel 2008.  Quell&#8217;anno fu varata una riforma che affidò le competenze in materia dal Ministero della Giustizia alle Asl territoriali. Con questa disposizione venne sancito un principio già reso legittimo dalla nostra Costituzione (articolo 32): a tutti i cittadini va garantito il diritto alla [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il provvedimento che avrebbe potuto rappresentare una svolta per la gestione della <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/07/antonio-malato-e-chiuso-in-cella-ioia-la-sanita-in-carcere-e-una-tragedia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>sanità penitenziaria</strong></a> c&#8217;è stato nel <strong>2008</strong>.  Quell&#8217;anno fu varata una riforma che affidò le competenze in materia dal <strong>Ministero della Giustizia</strong> alle <strong>Asl </strong>territoriali. Con questa disposizione venne sancito un principio già reso legittimo dalla nostra <strong>Costituzione </strong>(articolo 32): a tutti i cittadini va garantito il diritto alla salute. Dunque, questo vale anche per i detenuti.</p>
<p>Abbiamo parlato di questo delicato argomento con il Garante per i diritti dei detenuti della regione Campania, <strong>Samuele Ciambriello</strong>. L&#8217;occasione c&#8217;è stata dopo il caso che <em>VocediNapoli.it</em> ha sollevato in merito alla vicenda del detenuto <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/06/ha-un-male-alla-gola-ma-aspetta-ancora-la-tac-la-storia-di-antonio-abbandonato-in-una-cella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Antonio A.</strong></a>, ora recluso a <strong>Caltanissetta</strong> e che da mesi è in attesa di una visita che dovrebbe accertare o meno l&#8217;esistenza di un linfonodo alla gola.</p>
<p>Per <strong>Ciambriello</strong> vi sono diversi aspetti che esprimono il drammatico contesto della sanità in carcere: criticità operative, carenza di risorse e personale e la non-informatizzazione delle cartelle cliniche dei detenuti. &#8220;<em>Oggi un carcerato deve aspettare da 6 mesi ad un anno per fare una visita</em> &#8211; ci ha detto <strong>Ciambriello</strong> &#8211; <em>ma può capitare che quando arriva il grande giorno non siano disponibili gli agenti penitenziari che devono scortare il detenuto. Così la visita salta di nuovo</em>&#8220;.</p>
<p>Ha affermato il <strong>Garante dei detenuti</strong>, &#8220;<em>è assurdo che alle soglie del 2020 solo il carcere di Arienzo possegga un data base con i dati sanitari del detenuto. Per non parlare dei gravi disagi che devono sopportare i detenuti disabili. Per loro non esistono neanche strutture detentive adeguate</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Il problema è relativo all&#8217;intero sistema-carcere. Un luogo caratterizzato dal sovraffollamento e dalla sofferenza. Un posto poco attrattivo: dico solo che c&#8217;è stato un bando</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Ciambriello</strong> &#8211; <em>per assumere a tempo indeterminato alcuni psichiatri presso il penitenziario di Avellino. Non si è presentato nessuno</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Per una popolazione carceraria composta da 7.800 detenuti</em> &#8211; ha proseguito <strong>Ciambriello</strong> &#8211; <em>sono disponibili solo 36 posti negli ospedali. In Campania lo scenario è questo: a Benevento il San Pio non ha un reparto detentivo. A Caserta c&#8217;è solo a Sessa Aurunca. A Napoli c&#8217;è un padiglione allestito ad hoc al Cardarelli e uno spazio al Cotugno per le malattie infettive. Altre volte la disponibilità, per soli tre posti, è giunta dal San Paolo</em>&#8220;.</p>
<p>Continua l&#8217;elenco fatto dal <strong>Garante</strong> in merito ai dati che dipingono questo scenario: &#8220;<em>Il</em> <em>25% dei detenuti sono tossicodipendenti e questo può aumentare il rischio del contagio di malattie infettive, pericolo già esistente a causa del sovraffollamento</em>&#8220;. Secondo <strong>Ciambriello</strong> c&#8217;è un altro fenomeno degno di nota, quello dei <strong>detenuti esterni</strong> che sono ben, &#8220;<em>7.660 di cui 3mila ai domiciliari. Di questi 300 sono tossici. Per quanto mi riguarda sarebbe il caso di rendere più facile per loro la possibilità di accedere alle cure. Consideriamo anche che nell&#8217;ultimo anno sono stati registrati 3 suicidi da parte dei detenuti malati che sono agli arresti domiciliari</em><em>. Ad essere agevolati potrebbero essere anche quei detenuti condannati per pene minori e che stanno per finire di scontare la loro pena</em>&#8220;.</p>
<p>Ma non tutto è da buttare, anzi sono stati già fatti molti passi avanti. &#8220;<em>L&#8217;Asl, grazie al lavoro del Direttore generale Ciro Verdoliva ha avviato iniziative molto interessanti. Innanzitutto gli esponenti dell&#8217;azienda sanitaria hanno visitato le carceri rendendosi conto della tragica realtà nel quale vive l&#8217;intera comunità penitenziaria. Poi, a Poggioreale, sono stati garantiti 22 medici specialisti che a turno, come all&#8217;Asl, fanno visite mediche ai detenuti. Sono stati forniti defribillatori e tra un pò arriverà la macchina per la dialisi</em><em>. Il passo successivo è quello di sviluppare una reta con l&#8217;esterno e di stabilizzare gli operatori socio-sanitari dentro le carceri</em>&#8220;.</p>
<p>Proprio in merito al lavoro svolto dall&#8217;<strong>Asl</strong>, <em>VocediNapoli.it</em> ha contattato il Dottor <strong>Lorenzo Acampora</strong> responsabile della sanità penitenziaria regionale. Secondo lui il problema è di natura strutturale: &#8220;<em>Le carceri sono spesso edifici fatiscenti dove è impossibile allestire reparti sanitari. Un esempio è proprio Poggioreale. E i finanziamenti per l&#8217;edilizia penitenziaria ci sono ma hanno validità triennale. Poi c&#8217;è il discorso delle tempistiche necessarie per poter fare le visite mediche, che spesso si allungano per due motivi: uno è relativo alla priorità che il sistema dà alle procedure giudiziarie rispetto a quelle sanitarie. Il secondo riguarda la volontà di molti detenuti di non farsi visitare affinché le proprie condizioni di salute peggiorino in modo da poter accedere a determinati benefici. Consideriamo che un recluso ha in media, all&#8217;anno, più prescrizioni mediche di un comune cittadino</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Acampora</strong> ha confermato i grandi passi avanti fatti dall&#8217;azienda sanitaria: &#8220;<em>Abbiamo fatto in modo di fornire macchinari e attrezzature. Abbiamo dato la disponibilità ai detenuti di poter fare tutte le possibili visite specialistiche: ben 22. Questo ci ha permesso, oltre di garantire il diritto alla salute per i detenuti, anche di diminuire i tempi di attesa per le visite</em>&#8220;. Poi è arrivato il momento dei numeri.</p>
<p>&#8220;<em>Noi, come Asl Napoli 1, abbiamo la gestione del carcere di Secondigliano, di Poggioreale, di Nisida e di quello psichiatrico dei Colli Aminei che è un centro di prima accoglienza per i minori. Solo i primi due penitenziari hanno un centro clinico. Le principali patologie che sono riscontrate tra i detenuti, sono di natura metabolica a causa dello scarso movimento fisico da parte dei reclusi. Poi impazzano diabete e colesterolo, malattie causate da una pessima alimentazione. Infine sono molto frequenti le bronchiti figlie dei capponi di fumo che si creano quando in un piccolo spazio fumano molti carcerati</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-181215 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-12-11-alle-17.44.34.png" alt="Sanità penitenziaria, Ciambriello e Acampora: &quot;Situazione difficile ma si muove qualcosa&quot;" width="650" height="394" /></p>
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		<title>Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/11/05/gli-impediscono-di-salutare-il-padre-in-fin-di-vita-perche-detenuto-la-denuncia-dal-carcere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 17:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[enzo quintieri]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un detenuto campano C.B. 35 anni e recluso a Cosenza non ha avuto la possibilità di poter assistere il padre prima che egli morisse. Il caso è stato denunciato dal Garante per i diritti dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello e dall&#8217;avvocato Enzo Quintieri. Il 35enne aveva fatto richiesta tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza in Calabria di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un detenuto campano <strong>C.B. </strong>35 anni e recluso a <strong>Cosenza</strong> non ha avuto la possibilità di poter assistere il padre prima che egli morisse. Il caso è stato denunciato dal Garante per i diritti dei detenuti della Campania <strong>Samuele Ciambriello</strong> e dall&#8217;avvocato <strong>Enzo Quintieri</strong>.</p>
<p>Il 35enne aveva fatto richiesta tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza in Calabria di poter ottenere un permesso premio per assistere il padre malato a <strong>Napoli</strong>. L&#8217;autorità giudiziaria ha accettato il volere del giovane trasferendolo presso il <strong>carcere di Scondigliano</strong>.</p>
<p>Una volta giunto presso il penitenziario partenopeo è iniziato l&#8217;incubo. Infatti <strong>C.B.</strong> per motivi burocratici e a causa di un&#8217;ostica opposizione del <em>Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria</em> (<strong>Dap</strong>), non è riuscito ad incontrare il genitore.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo è poi deceduto. La notizia della morte del padre è giunta a <strong>C.B.</strong> mentre egli era ancora presso il <strong>carcere di Secondigliano</strong>. Il 35enne è riuscito soltanto a partecipare ai funerali. Inutili le sollecitazioni del suo avvocato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176138 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-11-05-alle-18.58.16.png" alt="Gli impediscono di salutare il padre in fin di vita perché detenuto, la denuncia dal carcere" width="650" height="411" /></p>
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		<title>Carcere minorile di Airola, il concerto del coro giovanile del teatro San Carlo: &#8220;La musica come strumento di rieducazione&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/04/13/carcere-minorile-di-airola-il-concerto-del-coro-giovanile-del-teatro-san-carlo-la-musica-come-strumento-di-rieducazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 07:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La musica e l’arte come forma di rieducazione per i minori sottoposti a misure restrittive della libertà. Questo il tema principale della esibizione del Coro Giovanile del teatro San Carlo di Napoli, presieduto dal maestro Carlo Morelli e che nel pomeriggio di giovedì, ha allietato i detenuti dell’Istituto Minorile di Airola, in provincia di Benevento. Un evento [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La musica e l’arte come forma di rieducazione per i minori sottoposti a misure restrittive della libertà. Questo il tema principale della esibizione del Coro Giovanile del <strong>teatro San Carlo di Napoli</strong>, presieduto dal maestro <strong>Carlo Morelli</strong> e che nel pomeriggio di giovedì, ha allietato i detenuti dell’<strong>Istituto Minorile di Airola</strong>, in provincia di <strong>Benevento</strong>.</p>
<p>Un evento organizzato e promosso da <strong>Samuele Ciambriello</strong>, garante regionale dei detenuti e presidente dell’associazione <em>La Mansarda</em> che da trent&#8217;anni opera nel sociale ed a sostegno delle classi disagiate.</p>
<p>Un evento che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di <strong>Pasquale Maglione</strong>, deputato del <em>Movimento Cinque stelle</em>, di <strong>Giuseppe Stravino</strong>, consigliere comunale di <strong>Airola</strong> e di <strong>Domenico Matera</strong>, sindaco di <strong>Bucciano</strong>.</p>
<p>Un pomeriggio sui generis, quello che il garante <strong>Ciambriello</strong> ha voluto offrire ai ragazzi dell’istituto minorile. Un pomeriggio vissuto tra i brani classici della tradizione napoletana ed il repertorio classico della musica tradizionale.</p>
<p>Soddisfatti il direttore dell’istituto penitenziario airolano, <strong>Dario Caggia</strong>, che ha ringraziato <strong>Ciambriello</strong> e tutti gli intervenuti, ed il giudice di sorveglianza, <strong>Ornella Rocco</strong>, che ha spronato i ragazzi a lasciarsi il passato alle spalle ed a guardare avanti con rinnovato ottimismo.</p>
<p>“<em>Una nazione che non rieduca i propri ragazzi dopo che hanno sbagliato, è una nazione che condanna se stessa</em> – ha dichiarato a gran voce invece <strong>Ciambriello</strong> . <em>A questi ragazzi va tolto il diritto alla libertà, non alla dignità. A questo proposito amo sempre ricordare a me stesso la celebre frase di Alber Camus, il quale affermava che “c’è la bellezza e ci sono gli oppressi. Per quanto difficile possa essere difficile, io vorrei essere fedele ad entrambi”.  Come garante per i detenuti e presidente dell’associazione La Mansarda, mi batto ogni giorno per i diritti di questi ragazzi, che hanno sbagliato, è chiaro, ma hanno il diritto di poter rimediare e di costruire il loro futuro. Torno sempre volentieri qui ad Airola, dove tra l’altro, nel periodo pasquale, abbiamo organizzato un pranzo con tutti i ragazzi, a testimonianza dell’attenzione che la associazione che mi onoro di presiedere, riserva alla struttura ed ai ragazzi ospitati</em>”.</p>
<p>Soddisfatto per la buona riuscita dell’evento si è dichiarato anche <strong>Pasquale Maglione</strong>. Per lui, airolano di nascita, è stata la prima volta da deputato nell&#8217;istituto penitenziario.</p>
<p>“<em>Sono contento di aver preso parte a questa bella manifestazione e per questo desidero ringraziare il garante dei detenuti, Samuele Ciambriello ed il direttore dell’istituto</em> – ha dichiarato il neo deputato pentastellato – . <em>Personalmente, ritengo che queste iniziative siano fondamentali, perché è giusto che i ragazzi condividano momenti di aggregazione. Già in passato, quando non ero ancora deputato, ho preso parte a diverse iniziative di carattere sociale tenute presso l’istituto minorile, ragion per cui oggi sono doppiamente felice ed orgoglioso di essere qui in qualità di deputato della repubblica. La mia presenza qui </em>– ha concluso Maglione –<em>  testimonia l’aiuto fattivo e la collaborazione delle istituzioni nella costruzione di quella rete che il garante tende a creare tra quelle che sono le istituzioni stesse, le strutture carcerarie e l’intera società civile</em>”.</p>
<p>Un pomeriggio diverso, dunque, quello vissuto dai ragazzi dell’istituto sannita. Un pomeriggio all&#8217;insegna dell’allegria e della spensieratezza. Un pomeriggio che ci auguriamo, possa aiutarli in quel percorso di crescita personale affinché essi trovino finalmente la propria dimensione e spicchino definitamente il volo, abbandonando quel vortice malavitoso che spesso e volentieri li tiene ancorati ad una situazione della quale, essi stessero, vorrebbero liberarsene.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/WhatsApp-Image-2018-04-12-at-20.56.49.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-115448 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/WhatsApp-Image-2018-04-12-at-20.56.49.jpeg" alt="L'iniziativa organizzata dal garante dei detenuti per la Campania Samuele Ciambriello" width="650" height="488" /></a></p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/WhatsApp-Image-2018-04-12-at-20.56.49-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-115450 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/WhatsApp-Image-2018-04-12-at-20.56.49-1.jpeg" alt="L'iniziativa organizzata dal garante dei detenuti per la Campania Samuele Ciambriello" width="650" height="488" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/04/13/carcere-minorile-di-airola-il-concerto-del-coro-giovanile-del-teatro-san-carlo-la-musica-come-strumento-di-rieducazione/">Carcere minorile di Airola, il concerto del coro giovanile del teatro San Carlo: &#8220;La musica come strumento di rieducazione&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Morte del detenuto Aniello Bruno, dichiarazione del Garante Ciambriello</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/04/05/morte-del-detenuto-aniello-bruno-dichiarazione-del-garante-ciambriello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2018 15:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In merito alla morte del Sig. Bruno Aniello, nato ad Angri (Sa) il 31/01/68, ristretto presso l’istituto penitenziario di Salerno dal 19/10/2017, il Garante Campano dei detenuti Samuele Ciambriello ha richiesto, al Dottor. Antonio Maria Pagano, Responsabile U.O.S.D. Tutela Salute Adulti e Minori Area Penale- ASL Salerno, una relazione che riguardasse il detenuto per comprendere [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In merito alla morte del Sig. <strong>Bruno Aniello</strong>, nato ad <strong>Angri</strong> (Sa) il 31/01/68, ristretto presso l’istituto penitenziario di <strong>Salerno</strong> dal 19/10/2017, il Garante Campano dei detenuti <strong>Samuele Ciambriello</strong> ha richiesto, al Dottor. <strong>Antonio Maria Pagano</strong>, Responsabile <strong>U.O.S.D.</strong> Tutela Salute Adulti e Minori Area Penale- ASL Salerno, una relazione che riguardasse il detenuto per comprendere i passaggi precedenti al decesso.</p>
<p>Il Garante <strong>Samuele Ciambriello</strong> ha dichiarato: &#8220;<em>Il 20 marzo al Sig. Bruno veniva riscontrata e trattata una colica uretrale SX, in data 25/06/18 veniva trattato per colica addominale. In data 30/03/18 è stato inviato d’urgenza a visita presso l’ospedale Rugi di Salerno e poco dopo dimesso con diagnosi di colica renale. Data la situazione, ancora ingestibile, il 31/3/18 il detenuto è stato nuovamente inviato con estrema urgenza presso l’ospedale di Salerno, luogo in cui è avvenuto il decesso. Fin qui la cronistoria</em>&#8220;.</p>
<p>Infine: &#8220;<em>Ritengo che il diritto alla salute e alla cura sia unico per la persona libera come la persona privata della libertà personale. Sono però consapevole che l’intervento in carcere presenta difficoltà operative e gestionali, e richiede una più ampia cooperazione istituzionale tra ASL e amministrazione penitenziaria</em>&#8220;.</p>
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		<title>il Garante dei detenuti Campano Samuele Ciambriello in visita presso l&#8217;istituto minorile di Airola</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/03/29/il-garante-dei-detenuti-campano-samuele-ciambriello-in-visita-presso-listituto-minorile-di-airola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 12:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi, giovedì Santo, Samuele Ciambriello con il suo staff è stato in vista delle festività pasquali al carcere minorile del beneventano dove attualmente sono ristretti 41 adolescenti (di cui 4 minorenni e gli altri giovani adulti dai 18 ai 25 anni). Il Garante ha organizzato un pranzo pasquale, d&#8217;intesa con il Direttore dell&#8217;Istituto, Dario [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi, giovedì Santo, <strong>Samuele Ciambriello</strong> con il suo staff è stato in vista delle festività pasquali al carcere minorile del beneventano dove attualmente sono ristretti 41 adolescenti (di cui 4 minorenni e gli altri giovani adulti dai 18 ai 25 anni).</p>
<p>Il Garante ha organizzato un pranzo pasquale, d&#8217;intesa con il Direttore dell&#8217;Istituto, <strong>Dario Caggia</strong>, per vivere un momento di convivialità e condivisione con i giovani detenuti lì ristretti.</p>
<p>Gli adolescenti, contenti dell&#8217;iniziativa, hanno potuto assaggiare antipasti pasquali (tortano, mozzarella, prosciutto, salame) e i vari dolci pasquali. Il Garante Ciambriello tornerà il <strong>12 aprile</strong> presso l’Istituto, per l’iniziativa da lui promossa dove si esibirà il coro del un concerto con il coro del <strong>Teatro San Carlo</strong>.</p>
<p>Domani pomeriggio <strong>Ciambriello</strong> parteciperà alla <em>via Crucis</em> nel carcere di <strong>Poggioreale</strong>. Alla liturgia parteciperanno i rappresentanti del coordinamento “<em>familiare vittime innocenti della criminalità organizzata</em>”.</p>
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		<title>Il Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello si è recato nella casa circondariale di Vallo della Lucania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 13:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[samuele ciambriello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri mattina, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, Samuele Ciambriello, si è recato presso la casa circondariale di Vallo della Lucania, istituto destinato ai sex offender, dove, attualmente, sono 49 le persone ristrette e prestano servizio 39 agenti di Polizia  ed una educatrice. Nella visita, il Garante è stato [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/28/il-garante-dei-detenuti-samuele-ciambriello-si-e-recato-nella-casa-circondariale-di-vallo-della-lucania/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Il Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello si è recato nella casa circondariale di Vallo della Lucania</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, <strong>Samuele Ciambriello</strong>, si è recato presso la casa circondariale di <strong>Vallo della Lucania</strong>, istituto destinato ai sex offender, dove, attualmente, sono 49 le persone ristrette e prestano servizio 39 agenti di Polizia  ed una educatrice.</p>
<p>Nella visita, il Garante è stato accompagnato dalla Direttrice <strong>Mariarosaria Casaburo</strong>, dal Commissario Capo <strong>Piergallini Guido</strong> e dal Vice Comandante <strong>Perri Francesco</strong>.</p>
<p>“<em>I detenuti sono prevalentemente definitivi nonostante l’istituto sia “casa circondariale” esso offre la possibilità di seguire corsi di alfabetizzazione primaria, per detenuti stranieri ed analfabeti, fino al completamento della scuola dell’obbligo. Vi è poi un corso di informatica, seguito da 20 partecipanti, ed un corso di “ricreo” che mira a stimolare la creatività e la ridefinizione del sé</em>”, ha dichiarato <strong>Ciambriello</strong>.</p>
<p>“<em>Mi ha colpito positivamente vedere che, nelle celle, ci fosse un bagno con una doccia ed anche il bidet, una cucina a conduzione familiare, arredi che possono sembrare scontati ma non lo sono affatto in altre realtà nell&#8217;istituto c’è un clima familiare, che è positivo a livello relazionale ed educativo. A tal proposito, &#8211; ha aggiunto  &#8211;  è necessario un sostegno maggiore di tipo psicologico e, in alcuni casi, anche psichiatrico. E’ necessario, inoltre, creare un ‘ponte’ con l’esterno, con le istituzioni locali, le cooperative le associazioni del territorio, per permettere ai detenuti di avere esperienze lavorative anche all’esterno. In una realtà del generes arebbe opportuna anche una maggiore presenza della magistratura di sorveglianza, eventualmente anche attraverso Skype, così come avviene in altri istituti</em>”, ha concluso <strong>Ciambriello</strong>.</p>
<p>Oggi pomeriggio, il <em>Garante dei Detenuti</em> si è recato nel carcere militare di<strong> Santa Maria Capua Vetere</strong>; domani pomeriggio, insieme con l’assessore regionale alle politiche sociali, <strong>Lucia Fortini</strong>, si recherà in visita nel carcere di <strong>Secondigliano</strong>; infine, venerdì alle ore 14,00 parteciperà alla Via Crucis nel carcere di <strong>Poggioreale</strong>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/29681292_10215737498819685_1820534402_o.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-113585 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/29681292_10215737498819685_1820534402_o.jpg" alt="Il Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello si è recato nella casa circondariale di Vallo della Lucania Oggi a Santa Maria Capua Vetere, domani nel carcere di Secondigliano e venerdì a Poggioreale" width="650" height="390" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/28/il-garante-dei-detenuti-samuele-ciambriello-si-e-recato-nella-casa-circondariale-di-vallo-della-lucania/">Il Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello si è recato nella casa circondariale di Vallo della Lucania</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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