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	<title>quirinale Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2022 15:13:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>quirinale Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>L&#8217;elezione di Mattarella come un gioco di coppie: Conte e Salvini perdono, Renzi e Letta vincono (con Berlusconi e Di Maio)</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2022 18:47:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È stata plebiscitaria l&#8217;elezione di Sergio Mattarella al Quirinale. Sabato sera in Italia, per la seconda volta consecutiva della storia repubblicana del paese, è stato rieletto il Presidente della Repubblica uscente. Come è stato eletto Mattarella Il Mattarella bis è stata l&#8217;unica soluzione possibile. In pratica inevitabile e abbastanza chiara da giorni. L&#8217;incapacità dei partiti di centrodestra di proporre una candidatura accettabile e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata plebiscitaria l&#8217;elezione di <strong>Sergio Mattarella</strong> al <strong>Quirinale</strong>. Sabato sera in <strong>Italia</strong>, per la seconda volta consecutiva della storia repubblicana del paese, è stato <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/01/29/sergio-mattarella-rieletto-presidente-della-repubblica-mandato-bis-per-il-capo-dello-stato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rieletto il <strong>Presidente della Repubblica </strong>uscente</a>.</p>
<h2>Come è stato eletto Mattarella</h2>
<p>Il <em>Mattarella bis</em> è stata l&#8217;unica soluzione possibile. In pratica inevitabile e abbastanza chiara da giorni. L&#8217;incapacità dei partiti di <strong>centrodestra </strong>di proporre una candidatura accettabile e l&#8217;indisponibilità delle forze politiche di <strong>centrosinistra</strong> di tendere loro la mano, ha causato l&#8221;atto di forza&#8217; del <strong>parlamento</strong>: deputati e senatori hanno &#8216;scavalcato&#8217; i propri capigruppo e seguita la strada ormai segnata, ovvero quella di votare in massa <strong>Mattarella</strong>.</p>
<h2>Come è stato eletto Mattarella &#8211; Chi vince e chi perde: a destra</h2>
<p>A perdere è stato di sicuro <strong>Matteo Salvini</strong> che ha fatto naufragare l&#8217;alleanza di <strong>centrodestra</strong> smarrendo la bussola nelle trattative per il <strong>Quirinale</strong>. Il leader della <strong>Lega</strong> ha bruciato tutti i nomi proposti, incluso quello della seconda carica dello Stato: la presidente del Senato <strong>Maria Elisabetta Casellati</strong>.</p>
<p>Il <strong>centrodestra</strong> aveva dalla sua i <strong>numeri</strong> ma anche un&#8217;altra grande difficoltà: quella della candidatura ufficiosa e poi ritirata di <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Un profilo troppo ingombrante quello dell&#8217;ex premier che di sicuro non ha reso le cose facili a <strong>Salvini</strong>. Il leader di <strong>Forza Italia</strong> è stato chiaro: o io, o <strong>Casini</strong>, o nessun altro. Considerate le sue dichiarazioni, &#8220;<em>auspichiamo la permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Con un altro premier Forza Italia non sarà più nella maggioranza di governo</em>&#8220;, è stato chiaro che il <em><strong>Mattarella bis</strong></em> era diventata l&#8217;unica opzione concreta, per gli &#8216;<em>azzurri</em>&#8216; e l&#8217;ala centrista del <strong>centrodestra </strong>(quella che fa riferimento a <strong>Giovanni</strong> <strong>Toti</strong>, <strong>Maurizio</strong> <strong>Lupi</strong> e <strong>Lorenzo Cesa</strong>).</p>
<p>Ora è chiaro che nello schieramento i leader sono alla resa dei conti. <strong>Giorgia Meloni</strong> è furiosa ma anche pronta a sfruttare una grande opportunità: quella di raccogliere la leadership del <strong>centrodestra</strong> in vista delle prossime <strong>elezioni politiche</strong>. Quindi la sua è stata una <strong>disfatta a metà</strong>.</p>
<h2>Come è stato eletto Mattarella &#8211; chi vince e chi perde: a sinistra</h2>
<p>Ha vinto <strong>Enrico Letta</strong>, con la più classica delle tattiche: il segretario del <strong>Partito Democratico </strong>ha atteso il cadavere degli avversari sul letto del fiume. E il corpo di <strong>Salvini</strong> è arrivato dopo la bocciatura della <strong>Casellati</strong> e della <strong>Belloni</strong>. Ma qui entrano in gioco anche <strong>Giuseppe Conte</strong> e <strong>Matteo Renzi</strong>. Entrambi <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/01/15/elezione-del-presidente-della-repubblica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">protagonisti di un particolare gioco di coppie</a>.</p>
<p>Il presidente del <strong>Movimento 5 Stelle</strong> ha fatto vacillare l&#8217;alleanza con il <strong>Pd</strong> cercando, in modo fallimentare, un&#8217;asse con <strong>Salvini</strong> per l&#8217;elezione di <strong>Elisabetta Belloni</strong>, ad oggi a capo dei <strong>servizi segreti</strong> e lanciata come prima inquilina donna del <strong>Quirinale</strong>. Il leader di <strong>Italia Viva</strong>, già fautore della prima &#8216;ascesa&#8217; di <strong>Mattarella</strong> al <strong>Quirinale</strong> e di <strong>Draghi</strong> a <strong>Palazzo Chigi</strong>, ha ritrovato un certo feeling politico con <strong>Letta</strong>. I due hanno affondato tutte le candidature di <strong>centrodestra</strong> più quella della <strong>Belloni</strong> e dato la spinta finale e decisiva alla rielezione del <strong>Presidente della Repubblica</strong>.</p>
<h3>Come è stato eletto Mattarella &#8211; chi vince e chi perde: i grillini</h3>
<p>Ma a dare a <strong>Conte</strong> una forte spallata è stata la sua nemesi del <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, ovvero il ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong>. Il titolare della <strong>Farnesina</strong> ha sostenuto la candidatura di <strong>Mattarella </strong>e fatto sfumare quelle precedenti. Una chiara azione dal duplice significato: da una parte &#8211; in chiave &#8216;esterna&#8217; &#8211; l&#8217;aver trovato interlocutori politici al centro (<strong>Berlusconi</strong>, <strong>Lupi</strong>, <strong>Cesa</strong>, <strong>Renzi</strong>) e a sinistra (<strong>Letta</strong>), e dall&#8217;altra &#8211; in chiave &#8216;interna&#8217; &#8211; l&#8217;aver fatto intendere chi sia davvero il leader dei <strong>grillini</strong>. Le dichiarazioni di <strong>Di Maio</strong> sui gravi errori commessi da specifiche leadership e la risposta al veleno dell&#8217;<em>Avvocato del popolo</em> hanno reso ancora più chiaro ed esplicito il caos che sta regnando in casa del <strong>M5S</strong>.</p>
<h3><strong>Come è stato eletto Mattarella: LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/01/24/il-presidente-della-repubblica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I presidenti della Repubblica napoletani</a></strong></h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-271009 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Come-è-stato-eletto-Mattarella.png" alt="Come è stato eletto Mattarella" width="967" height="520" /></p>
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		<title>Quirinale, Napoli ha il primato dei presidenti della Repubblica: De Nicola, Leone e Napolitano i tre partenopei del Colle</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 12:03:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre primati per tre presidenti, un record dei record: il primo Presidente della Repubblica, quello eletto dopo il maggior numero di scrutini e il solo eletto due volte nella storia del Quirinale. Dunque, Napoli è l&#8217;unica città ad aver avuto più presidenti della Repubblica nonché luogo di nascita di tre inquilini del Colle, la cui storia è [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre <strong>primati</strong> per <strong>tre presidenti</strong>, un record dei <strong>record</strong>: il primo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/01/15/elezione-del-presidente-della-repubblica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Presidente della Repubblica</strong></a>, quello eletto dopo il maggior numero di <strong>scrutini</strong> e il solo eletto <strong>due volte</strong> nella storia del <strong>Quirinale</strong>. Dunque, <strong>Napoli</strong> è l&#8217;unica città ad aver avuto più <strong>presidenti della Repubblica</strong> nonché luogo di nascita di <strong>tre</strong> inquilini del <strong>Colle</strong>, la cui storia è stata davvero significativa per l&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<h2>Il Presidente della Repubblica: De Nicola</h2>
<p>Ma cominciamo con ordine. Il primo <b>Presidente della Repubblica</b> è stato <strong>Enrico De Nicola</strong>. Nato a <strong>Napoli</strong> l&#8217;<strong>8 novembre</strong> del <strong>1877</strong> e deceduto a <strong>Torre del Greco </strong>il <strong>primo ottobre</strong> del <strong>1959</strong>, De Nicola è stato avvocato prima che politico. Egli fu eletto capo provvisorio dello <strong>Stato</strong> dall&#8217;<strong>Assemblea Costituente</strong> il <strong>28 giugno 1946</strong> e ricoprì tale carica dal 1° luglio dello stesso anno al <strong>31 dicembre 1947</strong>. Se il tema è quello dei <strong>primati</strong> è anche giusto ricordare che <strong>De Nicola</strong> è stato l&#8217;unica personalità della storia repubblicana ad aver ricoperto quattro delle cinque massime cariche istituzionali: presidente del <strong>Senato</strong>, della <strong>Camera</strong>, della prima <strong>Corte Costituzionale</strong> e appunto della <strong>Repubblica</strong>. De Nicola, inoltre, è stato il Presidente con il <strong>mandato più breve </strong>come capo dello <strong>Stato</strong>. Gli successe <strong>Luigi Enaudi</strong>.</p>
<h2>Il Presidente della Repubblica: Leone</h2>
<p>Per eleggere <strong>Giovanni Leone</strong> sono stati necessari ben <strong>23</strong> <strong>scrutini</strong>. Un numero ancora oggi imbattuto. Per il giurista e accademico nato a <strong>Napoli</strong> il <strong>3 novembre</strong> del <strong>1908</strong>, ci fu un quorum di soli <strong>13 voti</strong> di scarto. Deceduto a <strong>Roma </strong>il <strong>9 novembre</strong> del <strong>2001</strong>, Leone è stato il primo inquilino del <strong>Quirinale</strong> ad auto nominarsi &#8216;<em>Presidente emerito della Repubblica Italiana</em>&#8216;. Una carica diventata legittima per tutti gli ex presidenti, grazie a un <strong>decreto</strong> approvato dal <strong>Presidente del Consiglio dei ministri</strong> il <strong>25 settembre </strong>del <strong>2001</strong>. Leone si dimise con <strong>sei mesi</strong> d&#8217;anticipo rispetto alla naturale scadenza del suo <strong>mandato</strong>, a causa di alcune <strong>campagne stampa</strong> secondo le quali sarebbe stato coinvolto nello <strong>scandalo Lockheed</strong>.</p>
<h2>Il Presidente della Repubblica: Napolitano</h2>
<p>È stato il più anziano dei <strong>presidenti della Repubblica</strong> ma sopratutto l&#8217;unico ad essere stato eletto due volte. <strong>Giorgio Napolitano</strong>, in occasione del suo <strong>secondo mandato</strong>, aveva <strong>88 anni</strong>. Parlando di <strong>record</strong>, bisogna ricordare anche che <strong>Napolitano</strong>, nato a <strong>Napoli</strong> il <strong>29 luglio </strong>del <strong>1925</strong>, è stato l&#8217;unico dirigente dell&#8217;ex <strong>Partito Comunista Italiano</strong> a diventare il principale inquilino del <strong>Quirinale</strong>. Inoltre, &#8216;<em>Re Giorgio</em>&#8216; è per ora il solo ex &#8216;titolare&#8217; del <strong>Colle</strong> ancora in vita.</p>
<h2>Il Presidente della Repubblica: la città del Quirinale</h2>
<p><strong>De Nicola</strong>, <strong>Leone</strong> e <strong>Napolitano</strong> hanno un altro tratto comune: tutti e tre hanno studiato con successo <strong>giurisprudenza </strong>a <strong>Napoli</strong>. Tutti e tre hanno frequentato il <strong>liceo </strong>nel capoluogo campano (in particolare De Nicola il <strong>Genovesi </strong>e Napolitano l&#8217;<strong>Umberto</strong>). <strong>Leone</strong> si è formato come avvocato nello studio proprio di <strong>De Nicola</strong>. Elementi che hanno testimoniato un aspetto di non poca importanza: la <strong>scuola politica e giuridica napoletana</strong> è stata protagonista in <strong>Italia</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-270460 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Il-Presidente-della-Repubblica.png" alt="Il Presidente della Repubblica" width="965" height="573" /></p>
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		<title>Quirinale: partiti senza idee che &#8216;barano&#8217; su Draghi e la destra che almeno ha Berlusconi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 15:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanto rumore per nulla. Titoli catastrofici per descrivere un contesto che si è già verificato ogni qualvolta si è dovuto eleggere un nuovo Presidente della Repubblica. Tuttavia, lo scenario politico di oggi è molto fragile e su di esso incombe la crisi causata dalla pandemia. Protagonisti i partiti, deboli e da tempo &#8216;commissariati&#8217;. È dal 2013, causa leggi elettorali [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto rumore per nulla. Titoli catastrofici per descrivere un contesto che si è già verificato ogni qualvolta si è dovuto eleggere un nuovo <strong>Presidente della Repubblica</strong>. Tuttavia, lo <strong>scenario politico</strong> di oggi è molto fragile e su di esso incombe la crisi causata dalla <strong>pandemia</strong>.</p>
<p>Protagonisti i <strong>partiti</strong>, deboli e da tempo &#8216;commissariati&#8217;. È dal <strong>2013</strong>, causa <strong>leggi elettorali</strong> vergognose, che non c&#8217;è stato un <strong>governo</strong> legittimato da una <strong>maggioranza parlamentare</strong> forte. Di conseguenza, da allora, sono state sempre necessarie <strong>alleanze larghe</strong> e <strong>profili tecnici</strong> che prendessero il timone delle <strong>istituzioni</strong>.</p>
<h2>Elezione del Presidente della Repubblica</h2>
<p>Con <strong>Mario Draghi</strong> siamo giunti all&#8217;apice di questo processo. Il nome del <strong>premier</strong> è tra quelli più speso come prossimo inquilino del <strong>Quirinale</strong>. Ma non è affatto scontato che questo accada. Anzi, proprio il fatto che i <strong>partiti</strong> spingano per volere <em>Super Mario </em>al <strong>Colle</strong>, vorrebbe dire l&#8217;esatto contrario: l&#8217;ex Presidente della <em>Banca Centrale Europea</em> (<strong>Bce</strong>) è meglio che resti a <strong>Palazzo Chigi</strong>.</p>
<h2>Elezione del Presidente della Repubblica: Draghi, perché no</h2>
<p>Proviamo ad esaminarne i motivi. Se <strong>Draghi</strong> dovesse diventare il prossimo <strong>presidente della Repubblica</strong> si aprirebbero tre scenari: <strong>elezioni subito</strong>, <strong>governo tecnico fino al 2023</strong>, un nuovo <strong>governo di unità nazionale</strong> che porti il paese fino alla fine della prossima <strong>legislatura </strong>in caso di <strong>elezioni anticipate</strong>.</p>
<p>Sono tutte ipotesi invise ai <strong>partiti</strong>. La prima: la caduta del <strong>Governo</strong> troverebbe i segretari delle principali <strong>forze politiche</strong> impreparati per proporsi alle <strong>urne</strong>; la seconda: un ulteriore <strong>governo tecnico</strong> dalla durata di un anno avrebbe la grande difficoltà di trovare un altro profilo &#8216;alla <strong>Draghi</strong>&#8216; capace di mettere tutti d&#8217;accordo; la terza: andare al <strong>voto</strong> con l&#8217;attuale <strong>legge elettorale</strong>, rischiando di ottenere l&#8217;ennesima <strong>maggioranza</strong> fatta di <strong>improbabili alleanze</strong>, sarebbe il colpo definitivo alla <strong>stabilità politica e democratica</strong> del Paese (oltre che alla sua capacità <strong>riformista</strong>).</p>
<h2>Elezione del Presidente della Repubblica: i partiti</h2>
<p>A perderci di più sarebbe il <strong>Partito Democratico</strong>. Il Pd non vince le elezioni dal <strong>2013</strong> eppure, tranne che per la parentesi del governo <em><strong>Conte</strong> I</em>, è sempre riuscito a far parte della <strong>maggioranza</strong>. Il <strong>centro destra</strong>, numeri alla mano, è la <strong>coalizione</strong> favorita per la <strong>vittoria</strong> di una possibile e improvvisa <strong>competizione elettorale</strong>. Ma <strong>Salvini</strong> che è in perdita di <strong>consenso</strong>, la <strong>Meloni</strong> che ha bisogno di rafforzarlo e <strong>Berlusconi </strong>che è in <strong>caduta libera</strong> in termini di <strong>voti</strong>, sarebbero disposti a correre il <strong>rischio</strong>?</p>
<p>Ecco perché <strong>Draghi</strong> potrebbe tranquillamente restare <strong>Presidente del Consiglio</strong> fino al <strong>2023</strong>. Nel frattempo sarebbero realizzate una nuova <strong>legge elettorale </strong>e le ultime <strong>riforme</strong> utili per concretizzare il <em><strong>Recovery Plan</strong></em>. Questo consentirebbe alle <strong>istituzioni</strong> di spendere correttamente i <strong>fondi europei</strong> distribuiti per la <strong>ripresa</strong>. Per non parlare della gestione dell&#8217;attuale fase di <strong>emergenza sanitaria</strong> non ancora conclusa. Inoltre, immaginiamo che l&#8217;attuale <strong>premier</strong> venga eletto per il <strong>Quirinale</strong>: quale <strong>Presidente del Consiglio</strong> &#8211; osservando un pò i possibili futuri <strong>primi ministri</strong> &#8211; sarebbe disposto a confrontarsi con un <strong>Presidente della Repubblica</strong> così forte tra in confini di casa e quelli <strong>internazionali</strong>?</p>
<h3>Elezione del Presidente della Repubblica: l&#8217;ipotesi Draghi al Quirinale</h3>
<p>Certo, la <strong>Costituzione </strong>delinea perfettamente il raggio d&#8217;azione di ogni carica prevista dal nostro ordinamento. E <strong>Draghi</strong> sarebbe rispettosissimo della <strong>Carta</strong>. Ma con un <strong>Parlamento</strong> sempre più svuotato delle sue funzioni e un sistema che si è avviato ad essere &#8216;<em>presidenziale</em>&#8216;, un conflitto tra <strong>Palazzo Chigi</strong> e il <strong>Colle</strong> non sarebbe da escludere. Salvini, Meloni, Letta e Conte sarebbero pronti ad avere uno scontro con <strong>Draghi</strong>?</p>
<p>Dal mio punto di vista per alcuni degli attuali segretari di <strong>partito</strong> sarebbe meglio che <strong>Draghi</strong> finisse il suo mandato, gli tolga ancora qualche castagna dal fuoco per poi farsi definitivamente da parte. Sarebbe interessante sapere cosa l&#8217;ex presidente della <strong>Bce</strong> pensi di tutto questo. Di sicuro la poltrona del <strong>Quirinale</strong> sarebbe un traguardo eccezionale. Ma dubito che <strong>Draghi</strong> abbia quell&#8217;avidità istituzionale che lo porti a sedersi sopra per forza. E a maggior ragione, l&#8217;attuale <strong>premier</strong> difficilmente si lascerà &#8216;crocefiggere&#8217; dai possibili &#8216;franchi tiratori&#8217;.</p>
<h3>Elezione del Presidente della Repubblica: Berlusconi</h3>
<p>Ed ora veniamo alle cronache recenti. Il <strong>centro destra</strong> ha ufficializzato, se ci dovessero essere i <strong>voti</strong>, che è pronto in modo unitario a sostenere la candidatura di <strong>Silvio Berlusconi</strong> come prossimo <strong>Presidente della Repubblica</strong>. Non c&#8217;è al momento in <strong>Italia</strong> un nome più divisivo di quello dell&#8217;ex premier. Un paradosso rispetto alla funzione unitaria che il <strong>Presidente della Repubblica</strong> deve avere. Tuttavia è abbastanza legittimo che la coalizione punti su chi il <strong>centro destra</strong> lo ha creato. E sopratutto su chi rappresenta un argine agli estremismi di <strong>Salvini</strong> e <strong>Meloni</strong> (questi ultimi reggerebbero al fallimento di tale candidatura o se la auspicano?).</p>
<p>Non sarebbe un trauma se il nome di <strong>Berlusconi</strong> servirebbe a nasconderne un altro, come &#8211; ad esempio &#8211; quello di <strong>Gianni Letta</strong>. Un signore delle <strong>istituzioni</strong> che da &#8216;dietro le quinte&#8217; ha tessuto le trame della <strong>politica italiana</strong> degli ultimi <strong>30 anni</strong>. Sta di fatto che a <strong>destra</strong> un nome è stato fatto. A sinistra? Bhè, come da qualche decennio dalle parti del <strong>Nazareno</strong> c&#8217;è il vuoto.</p>
<h3>Elezione del Presidente della Repubblica: il Pd</h3>
<p>I sussulti arrivati dalle dichiarazioni di <strong>Letta</strong> sono stati motivati dal buon vecchio e sano <strong>anti berlusconismo</strong>. Nel <strong>Pd</strong> pare ci siano soltanto due obiettivi programmatici da perseguire: la guerra a <strong>Renzi</strong> e capire se l&#8217;alleanza con il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> di <strong>Conte</strong> è o meno fattibile. Insomma, <strong>Berlusconi</strong> e il leader di <strong>Italia Viva</strong> da tempo orchestrano strategie per il <strong>Colle</strong> mentre nel <strong>Nazareno</strong> si continua a studiare il metodo migliore per un <strong>suicidio politico</strong>. Ma forse a <strong><em>Letta &amp; Co </em></strong>continua a stare il bene il fatto di <strong>governare</strong> senza passare per le <strong>urne</strong>. Ma quanto potrà ancora durare questa speranza?</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-269856 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Elezione-del-Presidente-della-Repubblica.png" alt="Elezione del Presidente della Repubblica" width="1018" height="572" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/01/15/elezione-del-presidente-della-repubblica/">Quirinale: partiti senza idee che &#8216;barano&#8217; su Draghi e la destra che almeno ha Berlusconi</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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