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	<title>maurizio prestieri Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>maurizio prestieri Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Maurizio Prestieri: &#8220;Per vendicare i miei fratelli hanno bruciato Negri vivo sotto la mia cella&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 05:07:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Strage del Bar Fulmine ha rappresentato lo spartiacque per la faida tra Paolo Di Lauro detto &#8216;Ciruzzo ò milionario e Antonio Ruocco alias &#8216;Capa è seccia. L&#8217;attacco mortale di quest&#8217;ultimo ai fratelli Raffaele e Rosario Prestieri è stato l&#8217;inizio di un&#8217;escalation di violenza che ha insanguinato Secondigliano e Scampia negli anni &#8217;90. [quads id=8] L&#8217;atto di guerra ha scatenato la feroce reazione del sodalizio Di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/maurizio-prestieri-per-vendicare-i-miei-fratelli-hanno-bruciato-negri-vivo-sotto-la-mia-cella/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Maurizio Prestieri: &#8220;Per vendicare i miei fratelli hanno bruciato Negri vivo sotto la mia cella&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/strage-del-bar-fulmine-kalashnikov-e-bombe-contro-il-clan-prestieri/" target="_blank" rel="noopener"><em>Strage del Bar Fulmine</em></a> ha rappresentato lo spartiacque per la faida tra <strong>Paolo Di Lauro</strong> detto <em>&#8216;Ciruzzo ò milionario e</em> <strong>Antonio Ruocco</strong> alias &#8216;<em>Capa è seccia</em>. L&#8217;attacco mortale di quest&#8217;ultimo ai fratelli <strong>Raffaele</strong> e <strong>Rosario Prestieri</strong> è stato l&#8217;inizio di un&#8217;escalation di violenza che ha insanguinato <strong>Secondigliano </strong>e <strong>Scampia</strong> negli anni &#8217;90.</p>
<p>[quads id=8]</p>
<p>L&#8217;atto di guerra ha scatenato la feroce reazione del sodalizio <strong>Di Lauro</strong> &#8211; <strong>Prestieri</strong>. Prima l&#8217;agguato contro la madre e il fratello di <strong>Ruocco</strong> entrambi uccisi senza pietà. Un duplice omicidio che ha scatenato la contrarietà degli altri clan che comandavano a <strong>Napoli</strong> in quegli anni.</p>
<p>Ma &#8216;<em>o Milionario </em>non ne voleva sapere. Era sordo e cieco, mosso soltanto dalla sete di vendetta. Così la strategia della morte si è allargata andando a colpire anche coloro che hanno partecipato alla <em>Strage</em>.</p>
<p>Questo è il caso di <strong>Alfredo Negri</strong>, uno di quelli che aveva tradito i <strong>Di Lauro</strong> per consentire a &#8216;<em>Capa è seccia</em> di realizzare la <em>Strage</em>. “<em>Quando sequestrano a Negri vengono a bruciarlo vivo sotto la mia cella a Secondigliano. Dovevano ammazzarlo con un colpo in testa e poi dargli fuoco perché aveva partecipato alla strage. Ma questi hanno un colpo di genio, lo portano vivo e gli danno fuoco senza ucciderlo. Lui stava chiuso nel cofano di una macchina ed  io potevo sentirne le urla di dolore</em>”, queste le parole di <strong>Maurizio Prestieri</strong>, oggi collaboratore di giustizia e fratello di <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario</strong>.</p>
<p>Ma aver rapito, torturato e bruciato vivo <strong>Negri</strong> sotto la cella di <strong>Prestieri</strong>, affinché lui sentisse le sue urla e provasse &#8220;soddisfazione&#8221;, non ha placato la rabbia di <strong>Di Lauro</strong>. A farne le spese, in modo ancora più cruento, è stato <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/07/rocchino-traditore-di-di-lauro-e-prestieri-abbinante-gli-aveva-fracassato-il-cranio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rocco Capuozzo</strong> conosciuto come &#8216;<em>Rocchino</em></a>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo ha fatto da &#8216;<em>specchiettista</em> durante la <em>Strage</em>, in pratica ha confermato a <strong>Ruocco </strong>ed ai suoi uomini la presenza dei <strong>Prestieri</strong> al <strong>Bar Fulmine</strong>. Così, come raccontato da <strong>Maurizio Prestieri</strong>, “&#8217;<em>Rocchino praticamente si era occupato della logistica. Lui fu ammazzato da Antonio Abbinante, all’interno di un locale dove c’era altra gente. È stato uno degli omicidi più cruenti. Abbinante gli spara e lo colpisce, gli si avvicina per colpirlo alla testa ed ucciderlo, ma la pistola si è inceppata. Era una semiautomatica, il carrello era andato all’indietro e la canna era rimasta fuori. Abbinante era un killer affidabilissimo e per finirlo, senza pensarci due volte, con la canna della pistola gli ha fracassato il cranio. All’uscita dal carcere mi diedero una pezza con dentro la pistola usata da Abbinante e davanti a me la sciacquarono della materia celebrale di Rocchino</em>“.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/maurizio-prestieri-per-vendicare-i-miei-fratelli-hanno-bruciato-negri-vivo-sotto-la-mia-cella/">Maurizio Prestieri: &#8220;Per vendicare i miei fratelli hanno bruciato Negri vivo sotto la mia cella&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>&#8216;Rocchino, traditore di Di Lauro e Prestieri: &#8220;Abbinante gli aveva fracassato il cranio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 22:44:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ammazzato mentre era dal barbiere per tagliarsi i capelli. Un locale molto frequentato, cosa che non ha impedito al killer Antonio Abbinante di entrare ed uccidere Rocco Capuozzo. &#8216;Rocchino, così come era chiamato nel quartiere, si era macchiato di una colpa molto grave. Aveva fatto da &#8216;specchiettista durante la &#8216;Strage del Bar fulmine, era il 18  maggio [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammazzato mentre era dal barbiere per tagliarsi i capelli. Un locale molto frequentato, cosa che non ha impedito al killer <strong>Antonio Abbinante</strong> di entrare ed uccidere <strong>Rocco Capuozzo</strong>. &#8216;<em>Rocchino</em>, così come era chiamato nel quartiere, si era macchiato di una colpa molto grave. Aveva fatto da &#8216;<em>specchiettista</em> durante la &#8216;<em><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/strage-del-bar-fulmine-kalashnikov-e-bombe-contro-il-clan-prestieri/" target="_blank" rel="noopener">Strage del Bar fulmine</a></em>, era il 18  maggio del 1992 e sotto i colpi dei kalashnikov e l&#8217;esplosione di una bomba, sono morte 4 persone e ne sono rimaste ferite 3.</p>
<p>Tra le vittime anche <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario Prestieri</strong> fedelissimi del boss <strong>Paolo Di Lauro</strong>. Il mandante della strage è stato <strong>Antonio Ruocco</strong> detto <em>&#8216;Capa è seccia</em> che si era ribellato a &#8216;<em>Ciruzzo ò milionario</em>. La vendetta di quest&#8217;ultimo è stata di una ferocia inaudita. Alla morte dei fratelli Prestieri sono seguiti altri agguati realizzati con una macabra violenza. Tra i primi a perdere la vita è stato <strong>Alfredo Negri</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Quando sequestrano a Negri vengono a bruciarlo vivo sotto la mia cella a Secondigliano. Dovevano ammazzarlo con un colpo in testa e poi dargli fuoco perché aveva partecipato alla strage. Ma questi hanno un colpo di genio, lo portano vivo e gli danno fuoco senza ucciderlo. Lui stava chiuso nel cofano di una macchina ed  io potevo sentirne le urla di dolore</em>&#8221; queste le parole di <strong>Maurizio Prestieri</strong>, fratello più piccolo di <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario</strong>.</p>
<p>Poi a pagare è stato <strong>Rocco Capuozzo</strong>, condannato a morte da <strong>Di Lauro </strong>e <strong>Prestieri</strong>. I due avevano commissionato ad <strong>Antonio Abbinante</strong> l&#8217;omicidio. Quest&#8217;ultimo, conosciuto come killer freddo e spietato, ha ammazzato Capuozzo in un modo davvero crudele. &#8220;<em>Rocchino praticamente si era occupato della logistica. Lui fu ammazzato da Antonio Abbinante, all&#8217;interno di un locale dove c&#8217;era altra gente. È stato uno degli omicidi più cruenti. Abbinante gli spara e lo colpisce, gli si avvicina per colpirlo alla testa ed ucciderlo, ma la pistola si è inceppata. Era una semiautomatica, il carrello era andato all&#8217;indietro e la canna era rimasta fuori. Abbinante era un killer affidabilissimo e per finirlo, senza pensarci due volte, con la canna della pistola gli ha fracassato il cranio. All&#8217;uscita dal carcere mi diedero una pezza con dentro la pistola usata da Abbinante e davanti a me la sciacquarono della materia celebrale di Rocchino</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Maurizio Prestieri</strong>.</p>
<figure id="attachment_88333" aria-describedby="caption-attachment-88333" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-88333 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2017-10-07-alle-00.06.10-300x194.png" alt="'Rocchino, traditore di Di Lauro ucciso dal barbiere: gli hanno fracassato cranio" width="300" height="194" /><figcaption id="caption-attachment-88333" class="wp-caption-text">Rocco Capuozzo, foto presa da Il Mattino</figcaption></figure>
<p>Ma la vendetta di <strong>Prestieri</strong> non era finita. All&#8217;uscita dal carcere il braccio destro di <strong>Di Lauro</strong> ha organizzato l&#8217;omicidio del figlio di <strong>Capuozzo</strong>. Il giovane è stato ucciso davanti agli occhi della madre con una calibro 38. Entrambi erano al cimitero, sulla tomba di &#8216;Rocchino. &#8220;<em>Pensai a tutto io, ne parlai a Di Lauro e lui mi disse di procedere ma di non partecipare perché ero appena tornato in libertà. Allora con un amico &#8216;specchiettista organizzai l&#8217;omicidio. Lui doveva vedere quando il ragazzo entrava al cimitero con la madre. Lei fu risparmiata perché doveva finire i suoi giorni con quella scena davanti agli occhi</em>&#8220;.</p>
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		<title>Paolo Di Lauro, il boss che non ha partecipato al funerale del figlio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 21:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/06/paolo-di-lauro-il-boss-che-non-ha-partecipato-al-funerale-del-figlio/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Paolo Di Lauro, il boss che non ha partecipato al funerale del figlio</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Paolo Di Lauro</strong> sta scontando 29 anni di detenzione da trascorrere al regime del 41bis. La condanna è stata proclamata dai giudici a settembre del 2011. <em>Ciruzzo &#8216;o milionario</em>, così come viene chiamato, è stato arrestato il 16 settembre del 2005. Fino ad allora il suo dominio su <strong>Scampia</strong> e <strong>Secondigliano</strong> è stato senza rivali. La caduta del boss è stata segnata da quella che tutti conoscono come la <em>faida degli Scissionisti</em>. Una guerra che ha insanguinato le strade di <strong>Napoli</strong> per diversi anni.</p>
<p>Così come un&#8217;altra faida ha rappresentato per <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/06/aniello-la-monica-lorigine-della-faida-scampia-sospeso-paolo-lauro/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Paolo Di Lauro</strong></a>, il trampolino di lancio verso il trono dell&#8217;area Nord della città. Quella vinta contro <strong>Antonio Ruocco </strong>detto <em>Capa &#8216;è seccia</em>. Anche questa è stata una guerra crudele scatenata dalla furia omicida di Ruocco, artefice della famosa <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/strage-del-bar-fulmine-kalashnikov-e-bombe-contro-il-clan-prestieri/" target="_blank" rel="noopener"><em>Strage del Bar Fulmine</em></a>. Era il 18 maggio del 1992, quando sotto le pallottole dei kalashnikov e l&#8217;esplosione di una bomba, 4 persone sono morte e 3 sono rimaste e ferite. Tra le vittime c&#8217;erano i fratelli <strong>Prestieri</strong>, <strong>Raffaele </strong>e <strong>Rosario</strong>.</p>
<p>La perdita è stata talmente dolorosa per <em>Ciruzzo ò milionario</em> che la sua reazione è stata senza pietà. Così dopo essersi impossessato definitivamente di <strong>Scampia </strong>e <strong>Secondigliano</strong>, <strong>Di Lauro</strong> ha trasformato il suo quartiere nel mercato del narcotraffico più grande d&#8217;<strong>Europa</strong>. Ma per &#8216;<em>ò Milionario</em> non erano solo affari e potere ad essere cresciuti. Anche la famiglia del boss era diventata grande, promettendo di far divenire quella dei <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Di Lauro</strong></a> una delle dinastie più longeve della storia criminale napoletana.</p>
<p><strong>Cosimo</strong>, <strong>Vincenzo</strong>, <strong>Ciro</strong>, <strong>Marco</strong>, <strong>Nunzio</strong>, <strong>Salvatore</strong>, <strong>Antonio</strong>, <strong>Raffaele</strong>, <strong>Domenico</strong> e <strong>Giuseppe</strong>. Quest&#8217;ultimo è l&#8217;unico di 10 figli a non aver avuto problemi con la giustizia. Quasi tutti gli altri hanno avuto delle condanne trascorrendo molti anni in cella. Quasi, perché <strong>Domenico Di Lauro</strong> non ha avuto il tempo di scegliere se intraprendere la vita del padre e dei fratelli o provare a cambiare strada. Proprio quest&#8217;ultima se l&#8217;è portato via dopo un violento incidente con una motocicletta.</p>
<p>Il giovane appena 17enne è morto agonizzante in ospedale a causa dei traumi subiti. Nessun familiare si sarebbe fatto vedere al suo capezzale durante il ricovero. Neanche il super boss, <em>Ciruzzo &#8216;ò milionario</em> è riuscito a dare l&#8217;ultimo saluto al più giovane dei suoi figli. All&#8217;epoca <strong>Paolo Di Lauro </strong>era latitante, e nonostante sia stato uno degli uomini più potenti del paese, &#8216;<em>o Milionario</em> non è potuto stare vicino a suo figlio prima che morisse. Una leggenda narra che nei giorni in cui <strong>Domenico Di Lauro</strong> era in terapia intensiva, un uomo misterioso con addosso una tunica di monaco, era andato a trovarlo. Quell&#8217;uomo sarebbe stato suo padre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/06/paolo-di-lauro-il-boss-che-non-ha-partecipato-al-funerale-del-figlio/">Paolo Di Lauro, il boss che non ha partecipato al funerale del figlio</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Maurizio Prestieri e il clan Di Lauro: &#8220;Tante volte capita di brindare dopo aver fatto un omicidio&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/10/05/maurizio-prestieri-e-il-clan-di-lauro-a-napoli-essere-un-camorrista-e-come-essere-un-vip-tutti-ti-riconoscono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 12:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maurizio Prestieri è il braccio destro di Paolo Di Lauro per oltre vent&#8217;anni, organizza e gestisce le piazze di spaccio a Secondigliano durante gli anni d&#8217;oro di una delle organizzazioni criminali più forti e ricche al mondo. E&#8217; un boss con due grandi ossessioni: il gioco d&#8217;azzardo e le auto di lusso e si può [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Maurizio Prestieri</strong> è il braccio destro di<strong> Paolo Di Lauro</strong> per oltre vent&#8217;anni, organizza e gestisce le piazze di spaccio a Secondigliano durante gli anni d&#8217;oro di una delle organizzazioni criminali più forti e ricche al mondo. E&#8217; un boss con due grandi ossessioni: il gioco d&#8217;azzardo e le auto di lusso e si può permettere qualsiasi cosa. A differenza del reggente del clan, Prestieri ostenta la propria ricchezza, indossa capi firmati e orologi di marca, mangia nei migliori ristoranti e non fa mancare mai nulla alla propria famiglia: &#8220;<em>Se sei un camorrista a Napoli, sei riconosciuto e sei importante come un vip. Per te ci sarà sempre un tavolo libero in un ristorante e le persone faranno di tutto per salutarti</em>&#8220;. E&#8217; così che il boss, diventato collaboratore di giustizia dopo la sconfitta dei Di Lauro nella sanguinosa faida contro gli Scissionisti, ha raccontato a <strong>Roberto Saviano</strong> il suo status di camorrista.</p>
<p><strong>La ricchezza del clan.</strong> Le origini della ricchezza del clan Di Lauro sono direttamente collegate alla scissione del direttorio da <strong>Aniello La Monica</strong>, primo boss della cosca ucciso da<strong> Paolo Di Lauro</strong>, <strong>Raffaele Abbinante</strong>, <strong>Raffaele Prestieri</strong>, che guidava l&#8217;auto che investì il padrino, e <strong>Rosario Pariante</strong>. Solo con l&#8217;ingresso dell&#8217;affare della droga l&#8217;Alleanza si arricchisce a dismisura e crea un business che trasforma il mercato degli stupefacenti, facendo diventare in particolare la cocaina da &#8220;prodotto&#8221; di nicchia a consumo di massa. Paolo Di Lauro intuisce che bisogna eliminare il mediatore e comprare direttamente la droga dal produttore per poter fare ancora più soldi. Dapprima sono i baschi in Spagna a rifornire il clan, poi <strong>Raffaele Amato</strong> (membro del direttorio operante in Spagna) inizia a trattare direttamente con i sudamericani, con il <strong>cartello di Calì</strong>, i colombiani che avevano vinto la guerra contro <strong>Pablo Escobar</strong>. Il boss però apporta anche una modifica alla struttura dell&#8217;organizzazione creando una gerarchia di ruoli in cui tutti, dall&#8217;organizzatore al capopiazza, al pusher e al palo, vengono pagati bene. <strong>Scampia</strong> diventa il più grande mercato di spaccio droga, si vende all&#8217;ingrosso e al dettaglio e Paolo Di Lauro diventa un mito per tutti gli abitanti della zona: circa 20 piazze danno da mangiare a tutti.</p>
<p>&#8220;<em>Noi potevamo essere fermati subito dallo Stato e invece siamo diventati ricchi e potenti in un batter d&#8217;occhio. L&#8217;economia legale ha bisogno dei nostri soldi illegali. Abbiamo avuto talento messo nella parte sbagliata della società&#8230; I soldi noi li pesavamo, non li contavamo</em>&#8220;, una dichiarazione che suggerisce suggestione e indignazione al tempo stesso. Come venivano utilizzati questi soldi? Auto, proprietà in tutto il mondo, gioco d&#8217;azzardo, donne. &#8220;<em>E&#8217; un tesoro quello che sta sotto terra a Scampia. Un tesoro di pietre preziose: smeraldi, topazi, rubini, lapislazzuli e soprattutto diamanti. Macchine e ville le possono sequestrare, le banconote con il tempo si ammuffiscono, ma i diamanti restano per sempre e con quelli conservati nelle bottigliette di Di Lauro si può lastricare l&#8217;autostrada Napoli-Roma</em>&#8220;. E&#8217; nei libri mastri della camorra che vengono segnate tutte le entrare e le uscite del clan. Acquisti e spese comuni, sono segnate anche sigle come ME oppure LO: stanno per Merda o Lota ovvero i soldi da sborsare mensilmente ai poliziotti per evitare un controllo o un arresto.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignleft wp-image-88126 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/prestieri-300x186.png" alt="" width="300" height="186" />La prova del &#8220;capo&#8221;.</strong>&#8220;<em>Me la sono presa a morsi la vita, senza mai usare cocaina</em>&#8220;. Se vuoi diventare un capo nel gruppo dei Di Lauro non devi drogarti, devi essere sempre lucido. Per controllare se qualcuno tirava coca o altro si faceva la prova della pasta. Di notte si prelevavano le persone per portarle al cospetto di Paolo Di Lauro, gli si metteva un piatto di pasta davanti e se questo non mangiava perché non aveva appetito (conseguenza di chi utilizza cocaina) veniva cacciato dal clan.</p>
<p><strong>&#8220;Sono un camorrista&#8221;</strong>. Prestieri viene arrestato a <strong>Marbella</strong>, in Spagna, nel giugno 2003. E&#8217; con la sua famiglia nel paese che rappresenta la seconda casa per molte organizzazioni criminali d&#8217;Europa &#8220;<em>perché se si è condannati in contumacia la Spagna non la riconosce e quindi non accoglie l&#8217;estradizione</em>&#8220;. Le <strong>carceri spagnole</strong>, inoltre, &#8220;<em>sono migliori di quelle italiane per i detenuti. In particolare le condizioni carcerarie: nella stanza non ci si sta quasi mai, solo per dormire; si hanno a disposizione sei colloqui a settimana e basta un solo documento d&#8217;identità per poter accedere</em>&#8220;. Secondo l&#8217;ex boss nei penitenziari iberici &#8220;<em>Si ha la possibilità di consumare due colloqui intimi (anche con una prostituta) al mese</em>&#8220;. E&#8217; fuori a un bar per un aperitivo domenicale Maurizio quando i Carabinieri lo fermano e lo arrestano, dopo quattro anni di carcere decide di collaborare e fino ad oggi le sue dichiarazioni sono state considerate veritiere.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Sono un camorrista, ma non posso più esserlo &#8211; </em>conclude Prestieri nell&#8217;intervista<em> -. Chiedo scusa a chi ho fatto del male ma non  mi pento, rifarei tutto quello che ho fatto. Pentito è un fatto d&#8217;animo, una cosa spirituale e non mi sento di poterlo ancora dire. Essere camorrista vuol dire essere un mostro perché commetti delle cose gravissime, ordini o esegui omicidi come se niente fosse. <strong>Tante volte capita di brindare dopo aver fatto un morto,</strong> ma tutti i morti ti pesano sulla coscienza. Un camorrista lo mette in conto che ha vita breve, tant&#8217;è vero che io all&#8217;età di 27-28 anni già avevo visto tutto come se fossi un malato terminale. A un certo punto ti arriva il conto: o la morte o il carcere. Il camorrista tratta la morte come se non fosse niente perché la morte appartiene sempre agli altri e non a te. &#8220;.</em></p></blockquote>
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		<title>Maurizio Prestieri racconta in tv a Roberto Saviano: &#8220;Uccidemmo un innocente a Melito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 08:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio prestieri]]></category>
		<category><![CDATA[paolo di lauro]]></category>
		<category><![CDATA[roberto saviano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 4 ottobre debutta in Italia in prima tv assoluta &#8220;Kings of Crime&#8221;, la serie factual che verrà poi trasmessa anche in America Latina, Spagna, Portogallo, Francia e Germania. Roberto Saviano torna in video per raccontare il crimine organizzato nella serie evento che, attraverso tre biografie e una lunga intervista, farà conoscere al pubblico a [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 4 ottobre debutta in Italia in prima tv assoluta &#8220;Kings of Crime&#8221;, la serie factual che verrà poi trasmessa anche in America Latina, Spagna, Portogallo, Francia e Germania. <strong>Roberto Saviano</strong> torna in video per raccontare il crimine organizzato nella serie evento che, attraverso tre biografie e una lunga intervista, farà conoscere al pubblico a casa le logiche interne di camorra, &#8216;Ndrangheta e i cartelli della droga messicani. Il racconto del giornalista avviene all&#8217;interno dell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università di Bologna dove verrà illustrato e narrato un ricco archivio video di materiali originali delle forze dell&#8217;ordine, atti giudiziari, interviste e immagini inedite.</p>
<p>Il 4 ottobre Roberto Saviano racconta la storia di Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo &#8216;O Milionario, uno dei boss più potenti della periferia Nord di Napoli. Al termine della storia verrà anche mostrata l&#8217;inedita intervista a <strong>Maurizio Prestieri</strong>, collaboratore di giustizia e uomo di fiducia per oltre vent&#8217;anni del capo del clan Di Lauro. Le parole del pentito offrono un chiaro scenario della mentalità camorristica e fanno luce anche su alcuni episodi cruenti di omicidi avvenuti proprio durante il corso delle guerre per il controllo delle piazze di spaccio.</p>
<p>Durante l&#8217;intervista Prestieri racconta un episodio di cronaca che ha scosso molto la città e il paese intero, l&#8217;omicidio di Melito in cui fu uccisa una vittima innocente. Il collaboratore di giustizia dice a Roberto Saviano:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il ragazzo fu ammazzato per errore perché dovevamo uccidere un altro giovane che dava fastidio ai cantieri delle famiglie a Marano. Noi killer non conoscevamo la vittima e ce la doveva indicare il nipote di un imprenditore della zona. Il segnale per far partire l&#8217;omicidio era la stretta di mano, ma il ragazzo diede la mano alla persona sbagliata così uccidemmo un innocente. Mentre la vittima era a terra ancora in vita il ragazzo gridava &#8216;No, no&#8217; però a quel punto i killer lo finirono lo stesso. La cosa che mi ha colpito di questa storia più di tutto è che la mamma di questo ragazzo andò in tutte le trasmissioni per dire che il figlio non era camorrista ma nessuno la credeva&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Quando inizia la distruzione del clan di Paolo Di Lauro gli uomini più vicini al boss come Maurizio Prestieri sono costretti a lasciare il rione Monterosa. In questo contesto nasce il pentimento del boss le cui dichiarazioni porteranno a risultati nel contrasto di stupefacenti tra Scampia e Secondigliano.</p>
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		<title>Il pentito Maurizio Prestieri racconta a Saviano: &#8220;Sanremo? I boss sempre presenti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 15:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio prestieri]]></category>
		<category><![CDATA[roberto saviano]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>
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<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/01/pentito-maurizio-prestieri-racconta-saviano-sanremo-boss-sempre-presenti/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Il pentito Maurizio Prestieri racconta a Saviano: &#8220;Sanremo? I boss sempre presenti&#8221;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/01/pentito-maurizio-prestieri-racconta-saviano-sanremo-boss-sempre-presenti/">Il pentito Maurizio Prestieri racconta a Saviano: &#8220;Sanremo? I boss sempre presenti&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì parte  la prima serie factual di Discovery, <em>Kings of Crime</em>, in prima tv sul canale Nove. Il giornalista e scrittore <strong> Roberto Saviano</strong> condurrà la serie televisiva composta di tre puntate in cui verranno narrate tre storie del crimine. La prima puntata sarà concentrata sulla storia di <strong>Paolo Di Lauro</strong>, detto Ciruzzo &#8216;o milionario in cui si vedrà l&#8217;intervista integrale a <span class="text_exposed_show">un’intervista inedita a <strong>Maurizio Prestieri</strong>, luogotenente di Paolo Di Lauro, suo uomo di fiducia per vent’anni.  </span></p>
<p>Di fronte alla platea degli studenti nell’Aula Magna dell’Università di Bologna, Saviano mostra materiali giudiziari, interviste e immagini inedite che mettono in risalo i codici della camorra. Uno di questi racconti si basa proprio sulle parole di Prestieri, infatti il collaboratore di giustizia racconta l’abitudine di essere tra il pubblico di Sanremo tutti gli anni come ostentazione di “status symbol” e quella di pesare i soldi invece che contarli a dimostrazione delle ingenti quantità di denaro che circolavano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-87486 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/saviano-300x180.png" alt="" width="300" height="180" />Seguiranno poi l’11 ottobre andrà in onda la storia del narcotrafficante messicano <strong>El Chapo</strong>, mercoledì 18 ottobre sarà la volta di<strong> Antonio Pelle</strong> e della storia della ‘Ndrangheta.</p>
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